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Economia 19 Febbraio 2021

Antonio Patuelli, numero uno de La Cassa di Ravenna e Abi: «Nonostante la dura crisi, chi esporta sta crescendo»

La pandemia che non demorde e che lascia incertezze sul domani è sotto gli occhi di tutti, ma ci sono imprese che stanno lavorando di più del consueto (tendenzialmente quelle che esportano) e rafforzano attività e scorte. Possiamo sintetizzare così il pensiero di Antonio Patuelli, presidente del Gruppo bancario La Cassa di Ravenna (di cui fa parte anche la Banca di Imola) e numero uno dell’Abi (l’Associazione bancaria italiana), insignito nel 2017 del Grifo d’Oro (la massima onorificenza del Comune d’Imola). 

Lei, in quanto numero uno dei banchieri italiani ha un osservatorio attento e privilegiato per leggere la realtà economica e politica italiana dopo un anno di pandemia. Cosa vede dal suo osservatorio?

«Le imprese hanno andamenti assai diversificati a seconda della merceologia e dei mercati in cui operano: quelle esportatrici, tendenzialmente, vanno discretamente o bene. Più problematiche sono altre tipologie di imprese, soprattutto connesse ai trasporti, al turismo internazionale e delle città d’arte. Le banche hanno continuato le operazioni di rafforzamento e di riorganizzazione avviate negli anni precedenti e si stanno preparando a far fronte ai rischi e ai problemi che subiscono le imprese a seguito della pandemia».

È possibile fare un pronostico su come andrà l’anno in corso?

«Il 2021 per banche e imprese dipenderà molto da quanto durerà la pandemia. Comunque, ho sperato che la pandemia fosse debellata prima, anche con farmaci che nella precedente pandemia, la spagnola, non esistevano assolutamente. Ora, come tutti, confido che i vaccini e nuovissime medicine riescano a debellare il Covid-19 nei prossimi mesi».

Come giudica l’arrivo di Mario Draghi e la squadra che ha fatto?

«Essendo molto impegnato nel mondo bancario non dò giudizi sulla situazione politica: le banche debbono essere indipendenti anche dalla politica. Mario Draghi è uno degli italiani più prestigiosi nel mondo».

Che cosa ha chiesto quando è stato convocato durante i colloqui esplorativi?

«Le banche sostengono e sosterranno gli investimenti per le modernizzazioni e lo sviluppo. Gli istituti sono impegnati per il sostegno alla resistenza e alla ripresa: ci preoccupano i rischi insieme di imprese e banche. I provvedimenti eccezionali di sostegno all’economia produttiva e alle moratorie debbono durare più della pandemia; chiediamo che vengano ridotti gradualmente, non immediatamente ed integralmente a fine pandemia». (c.f.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 18 febbraio.

Nella foto: Antonio Patuelli

Antonio Patuelli, numero uno de La Cassa di Ravenna e Abi: «Nonostante la dura crisi, chi esporta sta crescendo»
Cronaca 27 Luglio 2020

Antonio Patuelli rieletto presidente Abi: «I fondi Bce e Ue decisivi contro la crisi»

Antonio Patuelli, 69 anni, ravennate nato a Bologna, imprenditore agricolo, giornalista, storico del Risorgimento, componente dell’Accademia nazionale di agricoltura e di altri organismi culturali, presidente emerito dell’Accademia degli Incamminati, Cavaliere del Lavoro, presidente del Gruppo bancario La Cassa di Ravenna (di cui fa parte anche la Banca di Imola), è stato rieletto per la quarta volta alla guida dell’Associazione bancaria italiana per il prossimo biennio.

(…) Come si è mossa l’Abi per il Covid?
«Come Abi ci siamo mossi fin da febbraio, prima del lockdown, per promuovere moratorie (cioè rinvii delle scadenze dei prestiti o mutui) in accordo con le confederazioni delle imprese e dei lavoratori. I risultati di questo lavoro sono imponenti: vi sono state oltre 2,6 milioni di moratorie per circa 290 miliardi di euro, una cifra colossale. Per ciò che riguarda i prestiti con garanzia pubblica, le richieste inviate dalle banche al fondo di garanzia crescono di giorno in giorno, anche nei giorni festivi, e sono arrivate a circa 830 mila con oltre 51 miliardi di euro di garanzie richieste. Sono anch’essi imponenti numeri, sempre in crescita finché vi saranno domande da parte dei clienti. Inoltre, sono in atto altre misure di carattere bancario, più utilizzate in Italia che nel resto dell’Unione europea, come gli scoperti di conto, detti anche conti correnti passivi, che hanno permesso da subito ai titolari una immediata liquidità alle condizioni precedentemente pattuite. Fin da fine aprile le autorità istituzionali della Repubblica hanno pubblicamente riconosciuto, anche in audizioni parlamentari, l’eccezionale lavoro svolto dalle banche proprio nella fase di emergenza: per questo ringrazio tutti coloro che lavorano nelle banche». (c.f.)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 23 luglio

Antonio Patuelli rieletto presidente Abi: «I fondi Bce e Ue decisivi contro la crisi»

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