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Sport 12 Febbraio 2020

Mountain bike, i progetti di Appennino Bike per un 2020 da ricordare

Sono ormai dieci anni che «Appennino Bike» promuove attività sportiva in mountain bike sul nostro territorio. Corsi per ragazzi e per adulti, attività agonistica, ma anche escursioni guidate e promozione del territorio: fa tutto parte della quotidianità del gruppo sportivo nato nel 2011, in un piccolo spazio alla Bocciofila e che oggi prosegue la sua attività nell’impianto sportivo (Pump track), realizzato in via Suore, all’ingresso alto del Parco Tozzoni, che consente di imparare le nozioni fondamentali di controllo della mountain bike su un percorso dedicato, provvisto di gobbe e paraboliche.

E ci sono varie novità in vista per il 2020 di Appennino Bike.

«Sì, ci sono tanti progetti in via di definizione sull’attività sportiva e sulla promozione del territorio, per noi molto importante» conferma Fabio Gioiellieri, direttore sportivo di 2° livello (altri diesse di Appennino Bike sono Isauro Bendini, Lucio Sportelli e Francesco Cortese, tutti 1° livello)».

Riguardo le categorie agonistiche?

«Nel 2019 abbiamo fatto bene a livello giovanile: spiccano i due campionati regionali Enduro vinti con Giacomo Bianchessi tra gli Juniores e con Manuel Casamenti tra gli Esordienti. Abbiamo anche partecipato a una prova del campionato nazionale all’Abetone, dove sono saliti sul podio lo stesso Casamenti e Sebastian Gentilini tra gli Allievi. Abbiamo così deciso di prendere parte nel 2020 a tutto il campionato nazionale (Superenduro) con Esordienti, Allievi e Juniores. Anche con l’importante aiuto dei genitori, parteciperemo alle quattro prove del Superenduro a Pietra Ligure (Savona), Punta Ala (Grosseto), Abe- tone e La Thuile (Aosta) e al campionato italiano assoluto a Calci (Pisa) il 7 giugno». (ma.ma.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 6 febbraio.

Nella foto: l’Esordiente Manuel Casamenti in azione

Mountain bike, i progetti di Appennino Bike per un 2020 da ricordare
Sport 30 Gennaio 2019

Gare, corsi ed escursioni per la società imolese Appennino Bike

Tra le società più attive e trasversali tra le diverse discipline del ciclismo a Imola c’è sicuramente Appennino Bike. Un gruppo sportivo che svolge attività a tutto tondo, dai Giovanissimi a Master e Amatori, dall’attività promozionale a quella agonistica, fino ai corsi per adulti e alle escursioni guidate. Nato nel 2011, il sodalizio è partito da un piccolo spazio alla Bocciofila, fino ad arrivare a oggi all’utilizzo dell’impianto sportivo realizzato in via Suore, all’ingresso alto del Parco Tozzoni: una «Pump track», così si chiamano i percorsi con gobbe e paraboliche che consentono di apprendere i fondamentali di controllo del mezzo. Perché non c’è niente di più falso, come conferma il direttore sportivo Fabio Gioiellieri, della frase «Andare in mountain bike in discesa è facile, basta lasciarla andare».

Fabio, raccontaci un po’ di questa attività così intensa e variegata.

«Fin dalla prima stagione, nel 2011, abbiamo fatto formazione per i ragazzi, compresi Vendemmia e Saccon, che hanno esordito con noi e oggi sono tra i più forti in Italia e nel mondo Enduro. In più, negli ultimi anni, tra Enduro e Downhill, abbiamo vinto qualche titolo regionale a livello giovanile e ottenuto belle soddisfazioni a livello Master. Per lo scorso anno mi piace citare anche Tomas Gazzelli, classe 1995, un Elite che ha vinto l’Enduro Race (una sorta di Coppa regionale di quattro tappe) e ha sfiorato il titolo Regionale».

Iniziative che portate avanti?

«Supportiamo Davide Cortini, un nostro tesserato che si è dedicato all’handbike dopo un incidente che lo ha reso paraplegico. Davide ora fa parte, con ottimi risultati, del progetto sportivo Obiettivo 3 di Alex Zanardi, che punta a diffondere la pratica sportiva tra i disabili e che porterà 3 atleti alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Sempre su questo fronte, con una parte dell’incasso del nostro pranzo sociale del negozio Bike Passion abbiamo contribuito all’acquisto di una handbike per l’istituto di riabilitazione di Montecatone».

Recentemente si parla tanto di bici elettriche, anche e soprattutto in località turistiche per le escursioni. Che ne pensi?

«Secondo me è il futuro dell’escursionismo in mountain bike, io stesso ho una bici a pedalata assistita e spesso accompagno gruppi con le e-bike in escursione. Una volta all’anno si fa anche la Via degli Dei da Bologna a Firenze. Queste bici sono l’ideale per chi non è allenato, ma è fondamentale usarle con consapevolezza e dopo aver imparato i fondamentali con un istruttore: come dicevo prima, non basta lasciar andare la bici in discesa, ma è importante saperla guidare. E la discesa è difficile anche dal punto di vista atletico: se guardi un tracciato cardio di atleti forti, come Vendemmia o Saccon, ti stupisci di quanto salgano i battiti del cuore anche in discesa». (ma.ma.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 24 gennaio.

Nella foto: la squadra Esordienti di Appennino Bike

Gare, corsi ed escursioni per la società imolese Appennino Bike

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