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Cronaca 29 Novembre 2018

Scontro a Casalfiumanese, automobilista denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti

Guidava sotto l”effetto di sostanze stupefacenti. E” questa la motivazione della denuncia fatta dai carabinieri nei confronti di un 55enne che, nei giorni scorsi, era rimasto coinvolto in un incidente stradale sulla via Montanara.

Un violento scontro con un”altra auto condotta da una 49enne. Entrambi i conducenti delle vetture erano stati trasportati al pronto soccorso di Imola. La donna se l”era cavata con ferite guaribili in 15 giorni, mentre il 55enne con una prognosi di 7 giorni. L”uomo era stato anche sottoposto ad analisi del sangue da parte dell”Ausl di Imola, che hanno evidenziato come stesse guidando sotto l”effetto di cannabinoidi. Il suo valore di Thc, uno dei principi attivi della cannabis, era pari a 3,9 ng/ml. Da qui, come prevede la legge, la denuncia dei militari. (d.b.)

Foto concessa dai carabinieri di Casalfiumanese
Scontro a Casalfiumanese, automobilista denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti
Cronaca 11 Settembre 2018

Ospedale Nuovo, intervento di disinfestazione contro le zanzare nella notte tra il 12 e il 13 settembre

Continua la lunga estate delle zanzare. Il clima umido di questi mesi ha favorito l”abnorme proliferare dei fastidiosi insetti, costringendo enti pubblici e soggetti privati a programmare interventi di disinfestazione anche in questo caldo scorcio di settembre.

Nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 settembre tocca alle aree verdi esterne all”ospedale nuovo, che saranno sottoposte a un trattamento mirato contro le zanzare adulte, da eseguire – come previsto dalla direttiva regionale – tramite “nebulizzazione a basso volume di una soluzione di piretrine naturali a residualità limitata”.

Visitatori e ospiti sono comunque invitati a non fermarsi nei giardini intorno all”ospedale nella giornata di giovedì, mentre all”interno dell”ospedale l”azienda sanitaria ha dato disposizioni affinché le finestre vengano tenute chiuse nella notte in cui il trattamento viene effettuato.

Ospedale Nuovo, intervento di disinfestazione contro le zanzare nella notte tra il 12 e il 13 settembre
Cronaca 11 Settembre 2018

L'acqua della Fegatella è ok, la popolare fonte di Castel San Pietro riaperta dopo i controlli

Allarme rientrato: l”acqua della Fegatella di Castel San Pietro Terme è perfettamente potabile. I controlli lampo dell”Ausl di Imola hanno dato esito favorevole e da questa mattina è possibile prelevare acqua alla popolare fonte.

Come si ricorderà, la chiusura era stata disposta venerdì 7 settembre tramite un”ordinanza del sindaco, in seguito alla segnalazione di un cittadino che aveva notato impurità nell”acqua. Un successivo sopralluogo dei tecnici comunali aveva suggerito di adottare per precauzione il provvedimento di sospensione dei prelievi, in attesa dell”esito dei controlli eseguiti dall”azienda sanitaria (che, per inciso, svolge comunque periodicamente verifiche sull”acqua). 

Ora che le analisi chimico-fisiche sono risultate regolari, gli estimatori dell”acqua della Fegatella, castellani e non, possono di nuovo attingere alla fonte. Proprio per loro, nei prossimi giorni, il Comune di Castel San Pietro Terme pubblicherà sul proprio sito una serie di istruzioni fornite dall”Ausl su come stoccare l”acqua attinta alla fonte e usata per scopi alimentari. (r.c.)

L'acqua della Fegatella è ok, la popolare fonte di Castel San Pietro riaperta dopo i controlli
Cronaca 29 Agosto 2018

Il dottor Ignazio Tasca dell'Ausl di Imola docente ad un corso internazionale in Perù

Il dottor Ignazio Tasca, direttore dell”Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell”Ausl di Imola, è stato uno dei quattro docenti internazionali che hanno presieduto la «XV Jornada Internacional de Otorrinolaringologia» tenutasi nella città di Cuzco, in Perù, dal 22 al 24 agosto scorso.

Il professionista, in particolare, ha parlato dell”esperienza maturata nel campo della rinologia, settore della otorinolaringoiatra per la quale il reparto imolese è un punto di riferimento nazionale molto importante. «È stata una bella manifestazione scientifica – ha commentato il dottor Tasca – dove erano presenti una buonissima parte dei medici specialisti otorinolaringoiatri del Perù e abbiamo potuto esporre le nostre tecniche chirurgiche sul trattamento delle patologie nasali, riscuotendo un notevole interesse nell’uditorio. Interesse che avrà un seguito in quanto ben 4 medici peruviani verranno al nostro Corso Internazionale che organizzeremo a Imola dal 21 a 24 di ottobre, e poi rimarranno per qualche mese a frequentare il nostro reparto».

r.c.

Nella foto: il dottor Ignazio Tasca

Il dottor Ignazio Tasca dell'Ausl di Imola docente ad un corso internazionale in Perù
Cronaca 28 Agosto 2018

Virus West Nile, altri tre casi registrati nel territorio. Gli aggiornamenti dell'Ausl di Imola

Altri tre casi del virus West Nile sono stati registrati nel nostro territorio nel corso della scorsa settimana. Salgono quindi a 7, come aggiornato dall”Ausl di Imola, i casi segnalati fino ad ora: sei casi clinici e un paziente asintomatico individuato grazie alla positività riscontrata su una donazione di sangue, ma nessuno di essi è da considerare critico.

I tre pazienti sono un uomo di 64 anni di Molinella ricoverato nell”ospedale di Imola, un uomo di 56 anni di Medicina ricoverato all”ospedale Sant”Orsola di Bologna e una donna di 67 anni di Imola dimessa dall”ospedale di Imola nella giornata di ieri.

A Medicina si erano già verificati due casi (una 94enne già stata dimessa dall’ospedale di Budrio e un 78enne tuttora ricoverato a Bologna). Resta invece all’ospedale di Castel San Pietro un castellano di 77 anni che dovrà fare un percorso riabilitativo in quanto non ha ancora ripreso la normale attività motoria. «Nessuna delle persone che hanno contratto il virus nel nostro territorio è in pericolo di vita» rassicurano dall’Ausl. Altrove, la febbre da West Nile ha avuto anche esito mortale (4 nel ferrarese, 1 a Lugo e 1 a Faenza), ma si trattava sempre di anziani già debilitati.

r.c.

Nella foto: l”ospedale di Imola

Virus West Nile, altri tre casi registrati nel territorio. Gli aggiornamenti dell'Ausl di Imola
Cronaca 31 Luglio 2018

Quest’estate le cicale son troppo rumorose? Secondo l’esperto dell'Ausl è tutto nella norma

Il frinire delle cicale, insieme al rumore delle onde del mare, è da sempre il simbolo dell’estate. Il loro «canto» ad alcuni concilia il sonno, ma buona parte della popolazione non ne apprezza il continuo sottofondo, che quest’estate appare particolarmente intenso. Abbiamo chiesto a Massimo Gaiani, tecnico della prevenzione dell’Ausl di Imola, qualche delucidazione. Gaiani è un appassionato di insetti e fa parte del gruppo regionale per la prevenzione della zanzara tigre.

Si tratta solo di un’impressione o le cicale quest’anno sono particolarmente fastidiose?
«Possono sembrare particolarmente fastidiose ma non è così: siamo nella norma. La sensazione è collegata alla frequenza del loro frinire, che in Italia si avvicina agli 80 decibel, ma in Australia (le cicale possono essere di varie tipologie) possono raggiungere anche i 100 decibel. Tutto questo rumore non è altro che un dialogo tra il maschio e la femmina, al fine di completare il ciclo di riproduzione. Il maschio emette un suono più forte al quale la femmina risponde in maniera più debole. Le cicale sono animali solitari, dunque è necessario che si richiamino per l’accoppiamento».

Per produrre un suono così forte non saranno certo degli insetti dalle dimensioni minuscole… 
«In effetti la cicala misura intorno ai 4/5 centimetri. Sono animali particolari che possono vivere anche 15 anni nella loro fase larvale sotto terra, poi il caldo stimola il passaggio alla fase adulta che li porta ad uscire in superficie durante l’estate. In seguito  effettuano la muta e infine completano il ciclo di riproduzione. Vivono sugli alberi quali il pino o l’ulivo. Nella nostra città si possono trovare gli esoscheletri, ovvero la pelle mutata e abbandonata, sui tigli dei viali».

Sono dannose per gli alberi che le ospitano, dunque necessitano un controllo?
«Non si tratta di elementi dannosi in quanto non trasmettono virus né alle piante, né all’uomo. Inoltre non danneggiano gli alberi sui quali vivono, ma li sfruttano per trarne nutrimento, attraverso la loro proboscide. Le cicale poi sono utili al resto dell’ecosistema perché allo stadio larvale sono il sostentamento delle talpe, mentre in quello adulto vengono predate in particolare dagli uccelli».

Qualcuno potrebbe chiedersi se esiste un modo per spostarle fuori dal centro abitato per ridurre un po’ il loro rumoroso canto
«Ci vorrebbe il pifferaio magico per mettere in atto un piano simile. Questi insetti non vivono in colonie e a differenza di mosche e zanzare, che posso attirare e catturare rispettivamente con anidride carbonica e sostanze zuccherine ad esempio, le cicale non vengono attratte da nessun odore in particolare. Inoltre non essendo animali dannosi  non c’è motivo di spostarle. Noi dobbiamo lavorare perché l’equilibrio naturale venga mantenuto». (se.zu.)

Nelle foto gli esoscheletri di cicala che affollano i tigli imolesi

Quest’estate le cicale son troppo rumorose? Secondo l’esperto dell'Ausl è tutto nella norma
Cronaca 21 Giugno 2018

L’Associazione «Manuela Ghini» e il concorso d'auto d'epoca «Gianni Berti» donano 5.000 euro all’Oncologia di Imola

Quando le auto d”epoca incontrano la beneficenza il risultato non può che essere positivo. L”Associazione «Manuela Ghini», infatti, grazie al 2° «Concorso di Eleganza Coppa Gianni Berti», riservato a vetture storiche fino al 1979 e tenutosi sabato scorso a Budrio, ha devoluto al Day Hospital Oncologico di Imola, guidato dal Dottor Antonio Maestri, la cifra di 5.000 euro.

Al termine della manifestazione, dove erano presenti ben 31 auto d”epoca, il presidente dell’Associazione «Manuela Ghini», Fausto Governato, ha proceduto alla consegna alla dott.ssa Rosalba Poggi, presente in rappresentanza dell’Oncologia di Imola, dell’assegno simbolico.

r.c.

Nella foto: la consegna dell”assegno da 5.000 euro

L’Associazione «Manuela Ghini» e il concorso d'auto d'epoca «Gianni Berti» donano 5.000 euro all’Oncologia di Imola
Cronaca 18 Giugno 2018

Lotta contro la Zanzara tigre, l'Ausl ha iniziato i controlli nei cantieri, nei vivai e dai gommisti

Sole e caldo, poi pioggia e ancora caldo. Clima ideale per le zanzare. L’Azienda Usl, ha avviato i controlli per verificare che sia rispettata l”ordinanza emessa dal Comune ad inizio maggio, che obbliga ad affettuare i trattamenti e ad eliminare depositi d”acqua stagnante. I tecnici sono partiti “da alcune attività quali gestori di pneumatici usati, gli orto florovivaisti ed i cantieri edili” precisa una nota dell”Azienda sanitaria. Inoltre sono state “monitorate le aree verdi e gli spazi e le strutture con giochi per bambini. Gli spazi privati più a rischio di accumuli di acqua stagnante gestiti dai privati cittadini, saranno oggetto di specifiche verifiche in collaborazione con i Comuni che, oltre al Servizio di disinfestazione nelle aree pubbliche, collaborano al programma di monitoraggio regionale”. In caso di mancato rispetto dell”ordinanza è prevista una sanzione che può andare da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro

La zanzara tigre, è portatrice di malattie virali come Chikungunya, Dengue e febbre gialla, da qui le prescrizioni sanitarie che hanno portato Imola, così come altri enti locali della zona, ad emettere l”ordinanza che obbliga, dall”1 maggio fino al 31 ottobre, ad effettuare tutti i trattamenti necessari per prevenire la diffusione dell”insetto. Nello specifico, i cittadini sono tenuti ad eliminare i depositi di acqua stagnante, utilizzare settimanalmente il larvicida nei pozzetti e nei ristagni, ricoprire con zanzariere tombini e contenitori di accumulo d”acqua. L”Amministrazione comunale provvede invece alla disinfestazione periodica delle aree pubbliche, strade, scuole, zone verdi e al trattamento di tutti i pozzetti delle strade ed edifici pubblici della città e della zona urbana delle frazioni.

“Per eseguire una corretta disinfestazione antilarvale – spiega Massimo Gaiani, tecnico della prevenzione del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl – è necessario esaminare con attenzione l’area oggetto dell’intervento, registrando la presenza di tutti i luoghi di ristagno dell’acqua, ovvero i potenziali focolai di sviluppo larvale sui quali poi procedere alla distribuzione dei prodotti”. Le parole d’ordine sono evitare i ristagni d’acqua (ne basta pochissima per fare schiudere le uova della zanzara); utilizzare con la dovuta periodicità i prodotti larvicidi laddove non si possono eliminare.

“Solo la lotta antilarvale consente di eliminare in breve tempo un grande numero di potenziali zanzare adulte, agendo solo nelle tombinature ed impiegando quantità modeste di specifici prodotti, con un impatto ambientale minore rispetto a quello che accompagna la lotta contro gli insetti adulti” ricordano dall”Ausl. 

Quali prodotti usare. Le  tipologie dei prodotti utilizzabili sulla base del meccanismo d’azione sono tre: la prima, a bassa tossicità e impatto ambientale  è costituita da un liquido che si diffonde sulla superficie dell”acqua formando un film molto sottile che  uccide le larve di zanzara tramite un principio meccanico anziché chimico. Le larve sono impossibilitate a respirare e muoiono per soffocamento; questo prodotto deve essere inserito nei pozzetti ogni 3 settimane e ripristinato in presenza di piogge consistenti.

La seconda tipologia, basata sull’attività di tipo chimico, è costituita da prodotti che contengono i principi attivi Pyriproxyfen, Methoprene e Diflubenzuron. Queste molecole agiscono inibendo la formazione della cheratina e impedendo così la formazione dello scheletro esterno dell”insetto adulto. L’azione perdura per circa 21/30 giorni. Questi prodotti sono quindi consigliati per trattamenti di numeri elevati di pozzetti stradali, ad esempio quelli presenti in aree artigianali ed industriali per le quali è complesso garantire una cadenza settimanale del trattamento o per i pozzetti privati prima di lunghi periodi di assenza (ad esempio prima di andare in ferie). In questo ambito si consiglia (dove possibile) di cambiare periodicamente il principio attivo utilizzato. 

Sia la prima che al seconda tipologia di prodotti sono disponibili nelle farmacie del territorio che hanno aderito all”invito dell”Ausl e possono comunque essere reperiti in altri punti vendita autorizzati. “Ricordiamo che si tratta di prodotti irritanti per l’uomo da utilizzarsi solo da parte di adulti secondo le precauzioni d’uso e le indicazioni descritte sulle confezioni”. 

Una terza tipologia si basa sulla cosiddetta ”lotta biologica” ed è anch’essa caratterizzata da bassissima tossicità e impatto ambientale, contiene Bacillus thuringiensis israliensis attivo contro le larve della zanzara. Questi prodotti, utilizzati da tempo nella lotta alla zanzara tigre, sembrano attualmente non più in commercio al dettaglio ma solo in confezionamenti destinati all’utilizzo da parte di ditte disinfestatrici. (r.c.)

Lotta contro la Zanzara tigre, l'Ausl ha iniziato i controlli nei cantieri, nei vivai e dai gommisti
Cronaca 13 Giugno 2018

Riorganizzazione estiva dell'ospedale, i sindacati: meno letti ma poco personale per i turni notturni in Geriatria

Come ogni anno l”Ausl riorganizza l’attività ospedaliera, in vista delle ferie del personale sanitario, approfittando anche del fisiologico calo della richiesta di prestazioni e del numero di cittadini che accedono ai servizi. Coinvolti sono sia il presidio di via Montericco sia l’ospedale di comunità di viale Oriani a Castel San Pietro. “Le riduzioni sono molto limitate” assicurano dall’Ausl con una nota. In effetti risultano invariati i posti in Medicina A, Area Post Acuti, Day Service internistico, Day Hospital Oncologico, Ortopedia, Ostetricia Ginecologia, Medicina di Urgenza, Cardiologia ed Area critica, nonché nel Servizio diagnosi e cura e connessa Residenza per i trattamenti intensivi.  

Invece sono stati ridotti a partire da lunedì 11 giugno e fino al 30 settembre i posti letto nella piattaforma medica del terzo piano che contiene la Medicina B (con posti anche di Gastroenterologia e Oncologia) e la Geriatria: rispetto ai 60 letti complessivi ne vengono “tolti” 14, a seconda delle esigenze e dei pazienti. Inoltre la Pediatria da lunedì prossimo, il 18 giugno, e fino al 30 settembre passa da 15 a 11 posti letto, con chiusura per tutto il mese di agosto del Day Hospital pediatrico.

Nel dipartimento Chirurgico le riduzioni riguardano i reparti di Otorinolaringoiatria ed Oculistica che, di fatto, chiuderanno dal 28 luglio al 2 settembre, ma le cui urgenze verranno comunque accolte presso i reparti di Ortopedia e Ginecologia i cui posti restano invariati; l’Urologia si riduce di 4 letti, la Chirurgia generale di 6 e la Breast unit (chirurgia senologica) di 2. Da notare che luglio e la prima decade di agosto verranno utilizzate per effettuare i previsti lavori di ammodernamento delle sale operatorie, non sarà ovviamente interrotta del tutto l’attività (le sale operatorio sono otto), ma nel fissare gli interventi programmati se ne terrà conto.

Infine, il polo di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva ridurrà in parte l”attività, mantenendo attiva una sala endoscopica per 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì.  Passando oltre Sillaro, come consuetudine la Day surgery polispecialistica sospenderà le attività dal 23 luglio al 2 settembre, mentre l’Ospedale di Comunità da lunedì 11 giugno fino al 9 settembre è sceso dai 33 posti letto complessivi abituali a 21 di cui 12 per la Struttura di cure intermedie e 7 di Hospice (di solito sono 21 di Struttura cure intermedie e 12 di Hospice). Questo il quadro.

I sindacati di categoria della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, però. sono preoccupati per le presenze del personale nel turno notturno della piattaforma medica “ridotte a soli 3 infermieri, per gestire 28 posti letto di Medicina e i 14 posti letto di Geriatria – scrivono in una nota -. Solo tre infermieri nel turno di notte che devono assolvere a tutti i bisogni sanitari e di base di questi 42 ricoverati. E’ evidente che questo numero rappresenta un problema perchè alla partenza delle attività del turno notturno un infermiere da solo deve mobilizzare i pazienti per prestare le cure necessarie, questione non semplice viste le condizioni di sostanziale non autosufficienza degli utenti della Geriatria.

Abbiamo fatto un”assemblea sindacale nella quale gli operatori ci hanno espresso la necessità di inserire nel turno di notte un infermiere in più e operatori socio sanitari (oss) per poter gestire le due unità operative di Medicina e di Geriatria con due coppie di operatori in maniera tale che si possano dare le risposte necessarie agli anziani e agli utenti che vengono ricoverati.

Abbiamo inviato una richiesta in tal senso alla quale l”azienda ha dato una risposta che non ci convince”. I sindacati concludono: “Riteniamo che la salute degli abitanti del circondario imolese e la sicurezza delle cure siano obiettivo prioritario di tutte le parti e di tutte le componenti in campo”. (l.a.)

AGGIORNAMENTO DEL 13 GIUGNO:  In merito, l’Ausl ha tenuto a sottolineare che “Quest’anno le riduzioni di posti letto nell’ospedale di Imola sono meno importanti rispetto ad anni in cui erano in atto le ristrutturazioni dei reparti che alcune volte le hanno rese anche logisticamente necessarie”.Aggiungendo sul tema del personale che “Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, essa è garantita in modo del tutto proporzionale alla riduzione dei pazienti: i minuti di assistenza per paziente, anche nella fascia notturna, sono gli stessi che si hanno durante l”anno e garantiscono pienamente i parametri richiesti”. Domani, tra l’altro, è previsto un ulteriore incontro con i sindacati.

Nella foto l”ospedale di via Montericco

Riorganizzazione estiva dell'ospedale, i sindacati: meno letti ma poco personale per i turni notturni in Geriatria
Cronaca 28 Marzo 2018

GinS Food, gusto e salute anche al ristorante. Il commento dell'Ausl di Imola

Mangiare in modo salutare ed equilibrato anche fuori casa? Ora si può. GinS Food, infatti, è un progetto regionale promosso dai Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione che ha lo scopo di facilitare le scelte alimentari anche quando non si è seduti nella propria tavola. Il progetto è stata avviato, in forma sperimentale, anche sul territorio imolese grazie all”adesione di alcune associazioni di categoria e alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna (sede di Cesena) e ha portato alla formazione di una ventina di ristoratori locali che potranno così inserire, all’interno del menù del loro esercizio, piatti salutari e gustosi, oltre che dall”alta qualità nutrizionale.

Nell”unità operativa di Igiene e Sanità pubblica dell’Ausl di Imola, se ne occupano una nutrizionista, la dottoressa Antonella Capucci ed una dietista, la dottoressa Chiara Cenni. «Da sempre il nostro servizio si occupa di sicurezza alimentare, di formazione degli alimentaristi e di supporto e validazione alla creazione dei menù delle mense scolastiche ed ospedaliere – spiega Gabriele Peroni, direttore della UOC Igiene e sanità pubblica dell’Ausl di Imola – e negli anni sono state numerose le iniziative di promozione di stili alimentari sani. Negli ultimi mesi, sulla scorta del progetto regionale e delle attività collegate alla realizzazione locale del piano per la prevenzione, abbiamo avviato questo nuovo progetto che, dopo una prima fase pilota, è oggi pronto per essere lanciato e disseminato. Non deve sfuggire la pluralità di obiettivi che ci si propone: da un lato la sensibilizzazione degli operatori della ristorazione rispetto alla possibilità di fare proposte che coniughino gusto ed equilibrio nutrizionale, dall’altro la finalità educativa e di orientamento ad uno stile di consumo corretto per la cittadinanza”.

Attenzione, però. Mangiare sano, infatti, non significa per forza rinunciare a qualcosa ma piuttosto seguire le innovazioni o rivisitare i piatti classici sempre tenendo un occhio ai principi fondamentali della salute. «Mangiare sano è una questione di equilibrio – spiega la dottoressa Antonella Capucci – Si può mangiare di tutto, ma in giusta quantità e in modo bilanciato nell’arco della giornata e della settimana. Questo progetto vuole dimostrare che anche chi è costretto o semplicemente preferisce mangiare fuori casa, può trovare piatti gustosi ed equilibrati e magari riproporli nel proprio menù domestico».

I ristoratori del territorio, una volta definito il «menù salutare» ed avere firmato un accordo con l’Ausl di Imola, potranno fregiare il proprio locale con la vetrofania «GinS food gusto in salute» che segnala la partecipazione al progetto.

r.c.

Nella foto: il logo del progetto

GinS Food, gusto e salute anche al ristorante. Il commento dell'Ausl di Imola

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