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Cronaca 24 Ottobre 2019

Mangia boccone sospetto, cane salvato dal veterinario

Torna l’incubo dei bocconi avvelenati. Luogo del triste episodio, questa volta, la strada provinciale Casolana, che collega Fontanelice a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna. Sabato 12 ottobre, mentre era a passeggio con la sua padrona all’altezza del chilometro 7 della provinciale, un cane di razza lagotto ha ingerito parte di un’esca sospetta di colore blu. Poco dopo, ha avvertito i classici sintomi da avvelenamento. Fortunatamente, l’animale è stato salvato dal tempestivo intervento di un medico veterinario. Il materiale sospetto, così come la denuncia presentata dal compagno della donna, è stato quindi preso in carico dai carabinieri di Fontanelice e inviato al servizio veterinario dell’Ausl per essere analizzato. «Stiamo aspettando i risultati – confermano dall’Arma – per capire esattamente quale tipo di sostanza sia stata impastata con la carne del boccone. L’unica certezza è che si tratta di qualcosa di tossico».

Visto il colore blu, potrebbe essere del veleno per topi, ma solo le analisi dell’Ausl, attese a giorni, lo chiariranno con esattezza. In questo caso il cane è stato salvato, ma non sempre queste storie hanno un lieto fine. Quello dei bocconi avvelenati, infatti, è un reato purtroppo sempre d’attualità che si verifica, per motivi più differenti ma assolutamente ingiustificabili, indistintamente sulle colline, in campagna o nei parchi cittadini. «In quella precisa zona era la prima volta – aggiungono dalla polizia locale della Città metropolitana (ex provinciale) -. La presenza di sentieri fa sì che, oltre a semplici cittadini a passeggio con il cane, passino anche, specie in questo periodo dell’anno, tartufai e cacciatori e siano quindi zone molte frequentate. Per precauzione abbiamo affisso dei cartelli informativi con i numeri da chiamare. Invitiamo, quindi, alla prudenza, magari utilizzando la museruola mentre si è a passeggio con il proprio cane, e a segnalare ogni situazione sospetta alle forze dell’ordine». Nel frattempo, le indagini dei militari di Fontanelice proseguono in collaborazione con la polizia locale della Città metropolitana e i carabinieri di Casola Valsenio. (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 24 ottobre.

Nella foto (della Polizia locale della Città metropolitana): uno dei cartelli posizionati lungo la via Casolana

Mangia boccone sospetto, cane salvato dal veterinario
Cronaca 10 Ottobre 2019

L'associazione Voluptates in aiuto all'oncologia di Imola, donate due nuove barelle

Gran gesto di solidarietà quello dell”associazione Voluptates che, nella giornata di ieri, ha devoluto circa 2.000 euro, ricavato dell”evento di degustazione vini dello scorso anno, al reparto di oncologia dell”ospedale di Imola. La cifra ha permesso l”acquisto di due barelle regolabili tramite molla pneumatica e dedicate al Day Hospital oncologico. «Siamo molto lieti che il ricavato delle iniziative che noi organizziamo con grande passione e piacere ci permetta anche di supportare i bisogni dell’ospedale e della comunità di cui facciamo parte – hanno detto Annarita Roncassaglia, Nadia Bassi e Antonio Paoletti, membri del direttivo di Voluptates -. Anche quest’anno lavoreremo per organizzare belle iniziative, che portino divertimento e generino solidarietà».

Parole di ringraziamento sono arrivate anche dal direttore del reparto Antonio Maestri. «Grazie da parte della nostra équipe e dei nostri pazienti per questo ennesimo dono di Voluptates che, ricordo, già lo scorso anno ci aveva donato una bellissima poltrona prelievi per gli ambulatori. Questi gesti sono un segno tangibile della vicinanza della comunità a chi affronta la malattia e a noi operatori che ce ne prendiamo cura». (d.b.)

Nella foto: la consegna della barella da parte dei membri del direttivo di Voluptates

L'associazione Voluptates in aiuto all'oncologia di Imola, donate due nuove barelle
Cronaca 30 Luglio 2019

Segnali incoraggianti dall'Ambulatorio di continuità, meno codici bianchi e verdi in Pronto soccorso

Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, definisce «incoraggianti» i risultati di questo primo anno di attività dell’Ambulatorio di continuità assistenziale diurna di Imola estesa anche ai residenti di Mordano. Si trova nella palazzina di fronte alla sala prelievi dell’ospedale vecchio; è operativo dalle ore 12 alle 17 nei giorni feriali e dalle ore 8 alle 20 nei prefestivi e nei festivi, i medici di famiglia del territorio garantiscono l’attività a rotazione nei feriali e nelle mattine del sabato e prefestivi, negli altri orari ci sono i medici di continuità assistenziale (le ex guardie mediche). «Non c’è stato uno svuotamento del Pronto soccorso ma abbiamo invertito il trend di costante crescita dei codici bianchi e verdi che, anzi, tendono un po’ a diminuire: 36.862 nel 2017 e 36.804 nel 2018 – dettaglia Rossi -, mentre nel 2019, secondo i dati del primo quadrimestre, dovremmo attestarci sui 36.000». L’Ambulatorio rappresenta l’embrione della Casa della salute di Imola della quale si parla oramai da qualche anno e che, nei piani dell’Ausl, affiancherà quelle di Castel San Pietro, Medicina e della Vallata a Borgo.

«Oggi abbiamo una media di quindici accessi giornalieri e più del doppio il sabato e nei prefestivi, nel periodo influenzale sono anche di più – dice Danilo Pasotti, medico di famiglia e uno dei due coordinatori dell’Ambulatorio –. Il problema è che l”Ambulatorio è nato in sostituzione di un normale ambulatorio di medicina generale. Le persone di solito vengono per certificazioni di malattia, tonsilliti, dolori per i quali non vogliono aspettare l’apertura dell’ambulatorio del proprio medico. Ma se vogliamo davvero ridurre i codici bianchi e verdi in Pronto soccorso occorre prevedere la diagnostica, dobbiamo trovarci a metà strada». (l.a.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto Danilo Pasotti e Andrea Rossi

Segnali incoraggianti dall'Ambulatorio di continuità, meno codici bianchi e verdi in Pronto soccorso
Cronaca 18 Aprile 2019

«StraDozza 2019», all'Ausl di Imola consegnati più di 5 mila euro

Alla sua decima edizione, la «StraDozza 2019», svoltasi il 10 marzo scorso, ha battuto ogni record di presenze e di raccolta fondi. Oltre 1.300 le partecipanti a quello che è ormai diventato un appuntamento immancabile per moltissime signore di tutte le età del nostro territorio, favorito quest’anno anche dal meteo. Grazie all’offerta libera delle partecipanti, «Rina e le sue amiche», gruppo organizzatore della manifestazione, hanno versato all’Ausl di Imola 5.500 euro. Una parte di questi fondi, insieme ai 3.000 euro raccolti lo scorso anno alla nona Stradozza e alla Camminata sotto le stelle (che si tiene a fine giugno), hanno permesso l’acquisto di uno strumento professionale per la riabilitazione del pavimento pelvico (del costo di circa 6 mila euro), utilizzato presso gli ambulatori urologici per combattere il diffuso problema dell’incontinenza urinaria femminile.

Il direttore generale Andrea Rossi e il direttore amministrativo Maria Teresa Donattini hanno accolto Rina Sperindio e Nadia Nanni per ringraziarle personalmente per le iniziative che con tenacia ed entusiasmo organizzano ogni anno, promuovendo un messaggio importante di impegno sociale, ma anche di promozione della salute fisica e della salute psicologica, che si realizzano prima di tutto attraverso le camminate all’aperto e il divertirsi in compagnia. «Oramai ci sentiamo noi stessi parte del gruppo – ha detto Rossi -. Sono tante infatti le colleghe dell’Azienda Usl che partecipano alle camminate e io stesso vi presenzio sempre perché, oltre alle importanti donazioni che sono state raccolte nel tempo (con questa Stradozza si è arrivati a circa 27 mila euro), non deve sfuggire il grande valore comunitario di queste iniziative. Un grazie sentito e di cuore a tutte le donne che hanno partecipato alla Stradozza 2019, alle organizzatrici e ai tanti che le coadiuvano, nonché al Comune di Dozza, che ne è partner e la ospita sul suo splendido territorio».

Nella foto: Rina Sperindio e Nadia Nanni insieme al direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi ed il direttore amministrativo Maria Teresa Donattini

«StraDozza 2019», all'Ausl di Imola consegnati più di 5 mila euro
Cronaca 20 Marzo 2019

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola

Quattro personal computer per la gestione delle cartelle infermieristiche e mediche donati dai dipendenti della Cefla e dalle loro famiglie ai reparti di Medicina d”urgenza e Cardiologia dell’Ausl di Imola. Gli apparecchi, del valore complessivo di 2.600 euro, sono il frutto dei fondi raccolti nel corso dell’annuale festa sociale e sono stati consegnati il 13 marzo scorso alle equipe medica e infermieristica dei reparti dal consigliere Cefla Nevio Pelliconi e dalla rappresentante della Commissione Sociale della cooperativa imolese Simonetta Manara.  

Ogni anno viene organizzata una serata speciale per i dipendenti Cefla e le loro famiglie, con uno spazio per i bambini e la tombola a premi, il cui ricavato è tradizionalmente devoluto in beneficenza, di preferenza a vantaggio di enti operanti sul territorio, che utilizzino i fondi per l’acquisto di beni materiali. Già le donazioni raccolte nel 2015 e 2016 erano stati impiegate per il completo riammodernamento della sala di attesa della Neuropsichiatria infantile e per uno strumento biomedicale (Cpap) per la Medicina d”urgenza, mentre i quattro pc di quest”anno provengono dalla raccolta 2017 e vanno a sostituire le attrezzature informatiche oramai obsolete di cui erano dotati i reparti. 

Il direttore del dipartimento di Emergenza Accettazione, del reparto di Medicina d”urgenza e del pronto soccorso Patrizia Cenni, il cardiologo Mauro Metalli e il coordinatore infermieristico dei due reparti Matteo Brunacci hanno spiegato ai donatori l’importanza di queste attrezzature informatiche già dotate dei software necessari per il loro quotidiano utilizzo al letto del paziente, per l’aggiornamento della cartella clinica ed infermieristica, perché sostituiscono completamente le cartelle scritte a mano e permettono un più rapido passaggio delle informazioni tra un reparto e l’altro, così come automatizzando le richieste di consulenza tra i professionisti. Da qui i ringraziamenti a tutti i dipendenti Cefla, ai loro familiari e al Cda della cooperativa per «averci voluto fare un regalo così importante per la nostra attività quotidiana. Per noi operatori sono gesti importanti di riconoscimento da parte della comunità del nostro lavoro, oltre che di attenzione verso tutti i cittadini che ospitiamo nei nostri reparti». (r.cr.)

Nella foto: Nevio Pelliconi e Simonetta Manara insieme all”equipe ospedaliera

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola
Cronaca 29 Novembre 2018

Scontro a Casalfiumanese, automobilista denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti

Guidava sotto l”effetto di sostanze stupefacenti. E” questa la motivazione della denuncia fatta dai carabinieri nei confronti di un 55enne che, nei giorni scorsi, era rimasto coinvolto in un incidente stradale sulla via Montanara.

Un violento scontro con un”altra auto condotta da una 49enne. Entrambi i conducenti delle vetture erano stati trasportati al pronto soccorso di Imola. La donna se l”era cavata con ferite guaribili in 15 giorni, mentre il 55enne con una prognosi di 7 giorni. L”uomo era stato anche sottoposto ad analisi del sangue da parte dell”Ausl di Imola, che hanno evidenziato come stesse guidando sotto l”effetto di cannabinoidi. Il suo valore di Thc, uno dei principi attivi della cannabis, era pari a 3,9 ng/ml. Da qui, come prevede la legge, la denuncia dei militari. (d.b.)

Foto concessa dai carabinieri di Casalfiumanese
Scontro a Casalfiumanese, automobilista denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti
Cronaca 11 Settembre 2018

Ospedale Nuovo, intervento di disinfestazione contro le zanzare nella notte tra il 12 e il 13 settembre

Continua la lunga estate delle zanzare. Il clima umido di questi mesi ha favorito l”abnorme proliferare dei fastidiosi insetti, costringendo enti pubblici e soggetti privati a programmare interventi di disinfestazione anche in questo caldo scorcio di settembre.

Nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 settembre tocca alle aree verdi esterne all”ospedale nuovo, che saranno sottoposte a un trattamento mirato contro le zanzare adulte, da eseguire – come previsto dalla direttiva regionale – tramite “nebulizzazione a basso volume di una soluzione di piretrine naturali a residualità limitata”.

Visitatori e ospiti sono comunque invitati a non fermarsi nei giardini intorno all”ospedale nella giornata di giovedì, mentre all”interno dell”ospedale l”azienda sanitaria ha dato disposizioni affinché le finestre vengano tenute chiuse nella notte in cui il trattamento viene effettuato.

Ospedale Nuovo, intervento di disinfestazione contro le zanzare nella notte tra il 12 e il 13 settembre
Cronaca 11 Settembre 2018

L'acqua della Fegatella è ok, la popolare fonte di Castel San Pietro riaperta dopo i controlli

Allarme rientrato: l”acqua della Fegatella di Castel San Pietro Terme è perfettamente potabile. I controlli lampo dell”Ausl di Imola hanno dato esito favorevole e da questa mattina è possibile prelevare acqua alla popolare fonte.

Come si ricorderà, la chiusura era stata disposta venerdì 7 settembre tramite un”ordinanza del sindaco, in seguito alla segnalazione di un cittadino che aveva notato impurità nell”acqua. Un successivo sopralluogo dei tecnici comunali aveva suggerito di adottare per precauzione il provvedimento di sospensione dei prelievi, in attesa dell”esito dei controlli eseguiti dall”azienda sanitaria (che, per inciso, svolge comunque periodicamente verifiche sull”acqua). 

Ora che le analisi chimico-fisiche sono risultate regolari, gli estimatori dell”acqua della Fegatella, castellani e non, possono di nuovo attingere alla fonte. Proprio per loro, nei prossimi giorni, il Comune di Castel San Pietro Terme pubblicherà sul proprio sito una serie di istruzioni fornite dall”Ausl su come stoccare l”acqua attinta alla fonte e usata per scopi alimentari. (r.c.)

L'acqua della Fegatella è ok, la popolare fonte di Castel San Pietro riaperta dopo i controlli
Cronaca 29 Agosto 2018

Il dottor Ignazio Tasca dell'Ausl di Imola docente ad un corso internazionale in Perù

Il dottor Ignazio Tasca, direttore dell”Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell”Ausl di Imola, è stato uno dei quattro docenti internazionali che hanno presieduto la «XV Jornada Internacional de Otorrinolaringologia» tenutasi nella città di Cuzco, in Perù, dal 22 al 24 agosto scorso.

Il professionista, in particolare, ha parlato dell”esperienza maturata nel campo della rinologia, settore della otorinolaringoiatra per la quale il reparto imolese è un punto di riferimento nazionale molto importante. «È stata una bella manifestazione scientifica – ha commentato il dottor Tasca – dove erano presenti una buonissima parte dei medici specialisti otorinolaringoiatri del Perù e abbiamo potuto esporre le nostre tecniche chirurgiche sul trattamento delle patologie nasali, riscuotendo un notevole interesse nell’uditorio. Interesse che avrà un seguito in quanto ben 4 medici peruviani verranno al nostro Corso Internazionale che organizzeremo a Imola dal 21 a 24 di ottobre, e poi rimarranno per qualche mese a frequentare il nostro reparto».

r.c.

Nella foto: il dottor Ignazio Tasca

Il dottor Ignazio Tasca dell'Ausl di Imola docente ad un corso internazionale in Perù
Cronaca 28 Agosto 2018

Virus West Nile, altri tre casi registrati nel territorio. Gli aggiornamenti dell'Ausl di Imola

Altri tre casi del virus West Nile sono stati registrati nel nostro territorio nel corso della scorsa settimana. Salgono quindi a 7, come aggiornato dall”Ausl di Imola, i casi segnalati fino ad ora: sei casi clinici e un paziente asintomatico individuato grazie alla positività riscontrata su una donazione di sangue, ma nessuno di essi è da considerare critico.

I tre pazienti sono un uomo di 64 anni di Molinella ricoverato nell”ospedale di Imola, un uomo di 56 anni di Medicina ricoverato all”ospedale Sant”Orsola di Bologna e una donna di 67 anni di Imola dimessa dall”ospedale di Imola nella giornata di ieri.

A Medicina si erano già verificati due casi (una 94enne già stata dimessa dall’ospedale di Budrio e un 78enne tuttora ricoverato a Bologna). Resta invece all’ospedale di Castel San Pietro un castellano di 77 anni che dovrà fare un percorso riabilitativo in quanto non ha ancora ripreso la normale attività motoria. «Nessuna delle persone che hanno contratto il virus nel nostro territorio è in pericolo di vita» rassicurano dall’Ausl. Altrove, la febbre da West Nile ha avuto anche esito mortale (4 nel ferrarese, 1 a Lugo e 1 a Faenza), ma si trattava sempre di anziani già debilitati.

r.c.

Nella foto: l”ospedale di Imola

Virus West Nile, altri tre casi registrati nel territorio. Gli aggiornamenti dell'Ausl di Imola

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