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Economia 23 Luglio 2018

Coop.Ceramica di Imola, il presidente Bolognesi illustra l'accordo per ridurre l’organico senza licenziamenti

Ridurre l’orario di lavoro a 292 addetti, per evitare 90 licenziamenti; chi lavorerà meno, però, riceverà comunque una parte dello stipendio e tutti i contributi che gli spetterebbero a orario non ridotto. Come sottolineato da sabato sera nelle scorse settimane, l’accordo raggiunto tra sindacati e Cooperativa Ceramica d’Imola, non ha precedenti in Italia.

La sua unicità risulta tanto più evidente se si considera il percorso fatto dalla cooperativa imolese negli ultimi anni. Un percorso controcorrente rispetto a quello intrapreso da molte altre aziende che, spinte dalla crisi, hanno attuato drastici tagli al personale. Anche Coop. ceramica lo ha fatto, ma mettendo sul piatto svariate decine di milioni di euro per accompagnare l’uscita dei lavoratori, a fronte di una serie di accordi sindacali, che hanno sempre cercato di strappare le migliori condizioni possibili per le maestranze.

Come, ad esempio, nel 2009, i contratti di solidarietà applicati a 1.800 lavoratori, primo caso del genere in cui la misura veniva applicata su una platea così ampia di lavoratori; o la riduzione collettiva dell’orario di lavoro attraverso il massiccio ricorso al part-time, sperimentata nel 2017; o ancora la mobilità volontaria incentivata da buonuscite per oltre 600 persone.

Infine, l’accordo che nei giorni scorsi ha incassato l’ok della maggioranza dei lavoratori coinvolti (292 su circa 1.200) e che consente all’azienda di evitare gli ultimi esuberi. Una soluzione trovata nel corso di una lunga trattativa e resa possibile mediante un versamento straordinario sul fondo di previdenza integrativo del settore, Foncer, pari a ciò che l’Inps riconosceva durante il contratto di solidarietà, in scadenza a fine luglio.

«Per Cooperativa Ceramica – conferma il presidente Stefano Bolognesi – questo accordo rappresenta l’ultimo capitolo, ma solo in ordine di tempo non certamente di importanza, all’interno del percorso fatto negli ultimi anni per riallineare gli organici alle effettive necessità aziendali. Percorso iniziato nelle sue attività sostanziali con la presentazione del nostro piano industriale 2014-2016, a giugno 2013, alle parti sociali e agli amministratori del territorio. Il nostro progetto prevedeva una prospettiva di riduzione di 700 posti di lavoro e aveva alla base la nostra ferma volontà di perseguirlo, condizione necessaria per il riequilibrio economico e finanziario dell’azienda che rappresento. I risultati che abbiamo consuntivato negli ultimi anni hanno dato conferma, credo, anche ai più scettici della bontà delle nostre scelte, forse indirizzate verso un territorio che non era in quegli anni ancora pronto a coglierle. Grande elemento di forza, però, è stata la nostra coesione aziendale, la grande unitarietà e fiducia espressa dall’assemblea dei soci e dal consiglio di amministrazione, nonché, credo, l’essere stati il riferimento serio per tanti dei nostri lavoratori». (lo.mi)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto il presidente di «Coop. Ceramica d’Imola», Stefano Bolognesi

Coop.Ceramica di Imola, il presidente Bolognesi illustra l'accordo per ridurre l’organico senza licenziamenti
Economia 6 Luglio 2018

Casa vinicola Poletti festeggia i 90 anni con lo spumante Novebolle Romagna DOC “Anniversario”

La Casa vinicola Poletti compie 90 anni e festeggia l”anniversario con il lancio di un nuovo spumante. Novebolle Romagna DOC 90° “Anniversario” è il nome dell”ultima creazione dell”azienda fondata nel 1928 da Aurelio Poletti e attualmente guidata da Carlo Poletti, affiancato dalle figlie Elena e Diana.

La presentazione dello spumante è avvenuta nel corso di un serata speciale organizzata al podere “La Sagrestana”, in occasione di CinemaDivino, la manifestazione che da 12 anni propone, in Romagna e in altre regioni italiane, la proiezione di film di successo all’interno delle cantine del territorio, con degustazione inclusa. 

Con il Novebolle l”azienda imolese intende, inoltre, lanciare una sfida ambiziosa al più celebre e blasonato Prosecco, partendo dalla consapevolezza della qualità del prodotto. “Il Trebbiano – sottolinea infatti Elena Poletti – è il simbolo per eccellenza della Romagna, insieme al Sangiovese. E” un vino che, se opportunamente selezionato e lavorato, può dare risultati straordinari”.

Attualmente, la Casa vinicola è la prima cantina privata della Romagna per volumi di produzione. Lavora 50mila quintali di uva all”anno (il 10-15% dei quali rappresentano la speciale selezione per la linea ‘top’ La Sagrestana) e ha anticipato di decenni l’industrializzazione del settore.

Elena Poletti ricorda in particolare che fu il nonno Aurelio, insieme al figlio Angelo, enologo di famiglia, ad avere l’idea di commercializzare in tutta Italia il vino in damigiana, per poi investire, a partire dal dopoguerra, in un moderno impianto di imbottigliamento. In quegli anni Poletti si consolidò come realtà industriale aperta all”internazionalizzazione (una consistente quantità di vini Poletti viene esportata in Scandinavia, Australia, Stati Uniti, Russia), pur mantenendo le caratteristiche di azienda familiare con radici ben salde nel territorio.

Oltre a produrre in proprio, Poletti lavora anche uve conferite da agricoltori del territorio, con i quali vige un consolidato rapporto. Una parte importante, poi, la fanno l”enologia e le tecnologia. “Oggi – conferma Elena – abbiamo due bravissimi enologi a cui cerchiamo ogni giorno di fornire, tramite investimenti importanti, il meglio della tecnologia disponibile per affinare tutte le delicate fasi della vinificazione e dell’imbottigliamento. Anche sul Sangiovese Superiore, che è la nostra produzione di punta dal 1970, abbiamo lavorato intensamente sull’aspetto del gusto, per affiancare alle peculiarità storiche di questo campione dei vini romagnoli anche moderne caratteristiche richieste dal mercato quali morbidezza e rotondità”. 

La cantina imolese ha dunque le idee chiare e guarda con fiducia al futuro.

“Siamo consapevoli di lavorare al fianco di grandi colossi romagnoli e italiani – conclude la nipote di Aurelio Poletti – e questo ci impone due cose: primo, operare sul mercato come una vera e propria azienda industriale, con il nostro impianto da 25 milioni di litri l’anno che lavora sia sulle nostre produzioni sia su linee ed etichette personalizzate richieste dai mercati nazionali e internazionali. Il secondo aspetto, per distinguerci dalla concorrenza, consiste nel valorizzare il nostro punto di forza, che è lo storico rapporto con il nostro territorio e la capacità di interpretarne l’identità, dal campo alla bottiglia”. (r.c.)

Nella foto sotto da destra: Eleonora Poletti, i nipoti Francesco e Maria Giulia,
le sorelle Diana ed Elena, infine l’altra nipote Giorgia

Casa vinicola Poletti festeggia i 90 anni con lo spumante Novebolle Romagna DOC “Anniversario”
Economia 27 Aprile 2018

Undici medicinesi assunti grazie ai contributi comunali per le aziende

«Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, la risposta delle aziende è stata molto buona e, anche per questo vogliamo riproporre un nuovo bando a breve». Dilva Fava, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Medicina, commenta così l’esito del bando pubblicato lo scorso anno attraverso il quale l’ente locale si impegnava ad erogare un contributo a fondo perduto alle aziende che assumevano cittadini medicinesi per un periodo di almeno tre mesi. 

Nel dettaglio, il contributo era rivolto alle ditte che dall’1 aprile al 30 novembre 2017 avessero attivato contratti di lavoro dipendente di almeno 3 mesi (i contratti a tempo indeterminato danno più punteggio in gradutoria) per cittadini residenti nel comune di Medicina almeno dall’1 gennaio 2016. Per ogni assunzione a tempo pieno il Comune avrebbe erogato alle aziende un contributo di 300 euro al mese per un massimo di 12 mesi e per non più di due assunzioni di personale per ciascuna impresa. Il contributo diventava di 400 euro per assunzioni di persone disabili, in aggiunta alla quota obbligatoria per legge, senza fruizione di agevolazioni fiscali o contributi specifici. Per le assunzioni a tempo parziale (minimo 20 ore) l’entità del contributo sarebbe stata calcolata in proporzione. Raccolte le domande, l’ente locale ha stilato la graduatoria in cui rientrano 10 aziende e 11 assunzioni, questo perché la Fondazione Donati Zucchi ha partecipato con due dipendenti. In due casi si tratta di contratti a tempo inteterminato, in 5 situazioni sono proroghe di contratti già in essere. Nella maggior parte dei casi (8), inoltre, l’assunzione è a tempo pieno.  

«Inizialmente avevamo stanziato all’interno del Fondo di solidarietà 20 mila euro, una cifra alla quale abbiamo aggiunto altri 4.120 euro per coprire interamente i contributi alle aziende di Medicina che hanno assunto dei residenti – aggiunge l’assessore Fava -. Purtroppo, per mancanza di ulteriori fondi, sono rimaste escluse dal contributo altre tre aziende che non hanno la sede nel Comune di Medicina. La nostra intenzione, comunque, è pubblicare un altro bando analogo a breve, magari già nel mese di maggio». Questo tipo di contributo, introdotto nel 2013, era stato poi sospeso negli anni successivi in concomitanza con altri benefici e sgravi fiscali che erano stati introdotti per le aziende, a partire dalle agevolazioni legate al Jobs act. Nel 2017, però, l’Amministrazione comunale ha deciso di riproporlo. «Siamo consapevoli che è una goccia nel mare, comunque è dare una mano sia alle aziende che ai loro collaboratori» conclude l’assessore. (gi.gi.) 

Nella foto l’assessore Dilva Fava

Undici medicinesi assunti grazie ai contributi comunali per le aziende

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