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Sport 15 Settembre 2018

Baseball, Vanni Pedrini si cuce lo scudetto sul petto mentre i Redskins sono in finale 

Se i Redskins sono approdati alla finale promozione, per accedere al massimo campionato di baseball, c’è chi ha fatto ancora meglio. Il dozzese Vanni Pedrini, diventato famoso anche come allenatore, per avere tirato fuori il massimo dal calcio a 5 imolese, è ormai un pilastro della Fortitudo, come preparatore atletico e la scorsa settimana ha addirittura vinto il suo quarto scudetto. Tornando agli Indiani di casa nostra, c’è stato uno sbandamento sabato pomeriggio sul campo della Tozzona, dove la squadra imolese ha perso di brutto agli extrainning per 9-4 contro gli Athletic’s Bologna ed è stata costretta al quarto incontro di semifinale.

Ora la squadra imolese dovrà vedersela con i lombardi di Senago, che nella regular season sono giunti secondi nel girone A con 15 vittorie e 17 sconfitte e in semifinale hanno battuto per tre incontri a uno il Nettuno2. Per i Redskins si tratta dell’ennesima finale che potrebbe, come l’anno scorso, dare il diritto a disputare il massimo campionato del baseball italiano. Può darsi che la Fibs non conceda la eventuale promozione perché al campo della Tozzona mancano parecchie delle strutture richieste, come l’illuminazione, gli spogliatoi, la tribuna stampa e un box adeguato per i classificatori, ma l’idea che una squadra imolese raggiunga la serie A1 è un obiettivo da perseguire. Poi, la nuova Amministrazione comunale, in accordo con la dirigenza della società, potrebbe programmare investimenti negli anni per cercare di mantenere il buon livello raggiunto. Le partite di finale, in programma oggi e domani in trasferta e la settimana successiva in casa, che determineranno le quattro promosse in A1,vedranno anche opposte Bollate a Redipuglia, Castenaso coi sorprendenti Grizzly Torino e Macerata con Godo.

n.v.

L”articolo completo su «sabato sera» del 13 settembre.

Nella foto: lo staff della Fortitudo Baseball. Vanni Pedrini è il primo a sinistra tra gli accosciati

Baseball, Vanni Pedrini si cuce lo scudetto sul petto mentre i Redskins sono in finale 
Sport 1 Settembre 2018

Baseball A2, oggi il via ai play-off. Il capitano dei Redskins Cortini: «Più forti di un anno fa, ma fare l’A1 sarà dura»

Via ai play-off, caccia all’A1. Dopo lo scudettino della passata stagione, la riforma dei campionati di quest’anno può davvero portare i Redskins Imola alla massima serie del baseball italiano. Tutto passerà dai play-off in partenza oggi, con la prima sfida che vedrà di fronte gli «Indiani» imolesi e gli Athletics Bologna. Prima doppia sfida sul campo degli avversari, al Pilastro: oggi si giocherà alle ore 15, mentre gara-2 è in programma domenica alle 10. I Redskins arrivano ai play-off dopo una regular season da 21 vittorie e 7 sconfitte: un buon ruolino di marcia, come ci conferma il capitano della squadra Federico Fedo Cortini. «Dopo lo scudetto dell’anno scorso, siamo ripartiti con l’intenzione di fare un campionato di vertice – spiega Cortini, che oltre ad essere un giocatore dei Redskins ne è anche il preparatore atletico -. Abbiamo preso stranieri mirati, azzeccando tutti gli acquisti: i risultati parlano chiaro, il bilancio è migliore dello scorso anno».

Gli Athletics sono arrivati ai play-off nonostante un record perdente (15 vinte e 17 perse). Passare il turno non dovrebbe essere un grosso problema per voi. «Speriamo, nel baseball non è mai detto niente, può cambiare tutto da un momento all’altro. Conosciamo bene i nostri avversari, anche se quest’anno non erano nel nostro girone. Sono una buona squadra, ma se esprimiamo il nostro livello dovremmo farcela. Siamo tutti nelle migliori condizioni, anch’io sto riprendendo dalla frattura al naso».

Cosa prevede il regolamento in caso di passaggio del turno?

«Se battiamo gli Athletics ci qualifichiamo per la finale, anche se non si tratta di una sfida a livello nazionale. Passando questo turno entriamo nelle migliori 8 e la formula di quest’anno prevede 4 promozioni in Ibl: serve passare un altro turno per farcela. Non c’è una reale vincitrice del campionato di A2, è una formula un po’ brutta…».

La società ha le carte in regola per fare l’A1?

«La Federazione vuole aumentare il numero di squadre in Ibl, quindi chi si guadagna il diritto di fare la massima serie non potrà rinunciarci, pena la retrocessione in C. L’anno scorso fu fatta una scelta societaria perché fare l’Ibl comporta troppi investimenti e la dimensione dei Redskins è l’A2; quest’anno vedremo. In più c’è la questione campo: il nostro non è illuminato e nella massima serie si gioca in notturna. Questa problematica è di competenza del Comune, noi possiamo farci poco. L’Ibl è un campionato praticamente professionistico, mentre noi lavoriamo tutti… Intanto arriviamoci, poi la società farà le sue valutazioni».

an.cas.

Nella foto: Federico Cortini nel box di battuta

Baseball A2, oggi il via ai play-off. Il capitano dei Redskins Cortini: «Più forti di un anno fa, ma fare l’A1 sarà dura»
Sport 27 Agosto 2018

Baseball A2, il venezuelano dei Redskins Camilo Rumenos sogna la promozione

Caraqueño puro (cioè di Caracas), venezuelano classe ‘74, in Italia dal 2000 ed ora cittadino tricolore, Camilo Rumenos abita a Lugo e gioca nei Redskins dopo esserne stato molte volte avversario. Il suo curriculum parla di Caserta in A1 nel 2000/01, a Godo fino al 2007 ed aver conquistato la promozione in A1 nel 2005. Poi negli Athletic’s Bologna dal 2008 fino al 2013, a Ravenna in serie C fino al 2015, uno stop per sistemare casa ed oggi a Imola.

Da quanto giochi alla pelota?

«Mio nonno era un appassionato, mio padre giocava ed era un ottimo jonronero, fuoricampista, sono cresciuto con la pallina in mano. Già a 4 anni ero in una scuola di baseball a Caracas, gestita da un manager di una squadra professionistica, la Coracrevi. Ho fatto provini anche per uno dei maggiori team del Venezuela, i Tiburones de la Guaira ma la mia statura non eccezionale mi ha sempre frenato. Ho fatto provini anche per gli Atlanta Braves e gli Athletic’s Oakland, ma anche lì sono stato tagliato per la statura. Delusissimo, avevo deciso di lasciar perdere col baseball ed avevo chiuso guanti, palline e mazze in un baule».

Come sei arrivato in Italia?

«Una domenica del ’99, per un assalto di nostalgia, ho chiesto a mio fratello di fare qualche tiro davanti a casa. E’ arrivata una macchina ed è sceso un signore che ha chiesto se ero quel Camilo Rumenos. Era Luis Camar, manager del Caserta che era stata promossa in serie A1. L’anno dopo ero in Italia e siccome mia madre, Tina Orza, era di origine italiana ho sempre giocato da oriundo, come si diceva allora, fino ad ottenere la cittadinanza».

Come sei arrivato a Imola?

«Grazie a Gianluca Faenz Poli, giocatore e coach dei Redskins che avevo conosciuto perché giocava con me e mio fratello Johnny a Ravenna. Era già la terza volta che i Redskins mi contattavano, ma avevo già dato la mia parola all’altra squadra. Anche mio fratello è qui con me. Lui ha giocato con la Juve Caserta e col Godo, ma poi è dovuto tornare in Venezuela perché mio padre si ammalò gravemente. Ho parlato col presidente Poli proponendogli di giocare gratis se avesse offerto una possibilità a mio fratello come coach e così è stato». 

Che prospettive hai?

«Intanto quello di conquistare la promozione in A1 con i Redskins, grande squadra in cui mi trovo benissimo, poi mi piacerebbe fare ancora un anno. Il sogno è quello di finire un 9° inning e scendere salutando il pubblico».

Camilo Rumenos merita di veder realizzato il sueño perché è ancora utilissimo alla squadra. Ora, però, è già tempo di play-off contro gli Athletic’s Bologna, che cominceranno sabato 1 settembre.

n.v.

L”articolo completo su «sabato sera» del 23 agosto.

Nella foto: Camilo Rumenos

Baseball A2, il venezuelano dei Redskins Camilo Rumenos sogna la promozione
Sport 26 Maggio 2018

Baseball A2, la storia del nuovo ricevitore venezuelano dei Redskins Imola Josè Antonio Aleman Rubio

Agli allenamenti sul diamante della Tozzona la colonia sudamericana è sempre in anticipo, così abbiamo tempo per scambiare due parole con Josè Antonio Aleman Rubio, il nuovo ricevitore dei Redskins che ha preso il posto di Jaun Pablo Angrisano, trattenuto in Argentina… dalla moglie. Compirà 24 anni il 23 agosto ma si è già messo in mostra nei nostri campionati per un buon braccio e un rendimento costante nel box di battuta. «Ho iniziato prestissimo a giocare a baseball nel mio paese, il Venezuela, a Barquisimeto, provincia di Lara. Mio padre aveva una grande passione e mi iscrisse ad una scuola di pelota. Fino a 15 anni ho studiato e giocato, raggiungendo il bacillerato nella scuola secondaria di Scienze, poi sono andato a Caracas all’accademia di baseball dove ci si allenava ogni giorno».

Sei stato addirittura notato dagli scout della Mbl, i professionisti americani.

«Ho firmato un contratto con l’organizzazione dei Cleveland Indians e ho giocato per due anni nella Summer League in Repubblica Dominicana, sempre come catcher. La concorrenza in Sudamerica è feroce e sono stato cortato, tagliato. Cominciavo anche a risentire di una malattia grave, mi avevano diagnosticato un tumore osseo ad una gamba. Ero deluso, ma la voglia di giocare non mi mancava; sono tornato in Venezuela e mi sono fatto operare a mie spese, restando sei mesi senza giocare e per recuperare».

Poi com’è andata?

«Ho recuperato bene, tanto che un’università americana mi voleva, ma non ho ottenuto il visto per ben due volte. Intanto, grazie ai miei nonni spagnoli, ho ottenuto il passaporto iberico e tramite Junior Oberto, pitcher che giocava in Italia a Grosseto, Bologna e San Marino e conosceva Mauro Mazzotti, diventato manager della nazionale spagnola, sono approdato nella Divison de Honor a Bilbao e Pamplona. Sempre grazie ad Oberto sono venuto in Italia a Bollate per due anni, 2016 e 2017. Quest’anno non avevo ancora ricevuto proposte dalla squadra e quando Happy Gnudi mi ha contattato ho accettato volentieri le proposte di Imola. Mi piace la società ed anche la squadra è un bel gruppo».

La tua famiglia?

«Sono fidanzato con Andrea, 22 anni, che vedo quando finisce il campionato. Papà ci ha lasciati che avevo 9 anni, mia madre si chiama Maria Ysabel ed ho un fratello di 17 anni, Jesus Alberto, che però non fa il pelotero, preferisce il calcio».

n.v.

L”articolo completo su «sabato sera» del 24 maggio.

Nella foto:  Josè Antonio Aleman Rubio

Baseball A2, la storia del nuovo ricevitore venezuelano dei Redskins Imola Josè Antonio Aleman Rubio

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