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Economia 11 Giugno 2019

Archiviato dopo un anno il piano crisi della coop Cims: conti a posto e commesse per oltre 34 milioni di euro

Doveva durare un anno, e così è stato, il piano di crisi varato dalla cooperativa multiservizi Cims all’inizio del 2018 per far fronte alle difficoltà. Il bilancio 2017 si era chiuso con una perdita di 355 mila euro e il 2018 non si preannunciava positivo. Da qui la decisione di intervenire innanzitutto a livello economico, chiedendo ai soci la riduzione proporzionale degli stipendi (da un minimo del 3% a un massimo del 16%) per un anno. Un provvedimento votato dai soci in assemblea, ma che non aveva mancato di suscitare le proteste di sindacati e di una parte dei lavoratori.

A un anno di distanza da quegli eventi, dopo aver raggiunto gli obiettivi di riequilibrio economico e rilancio, Cims ha archiviato il piano di crisi i cui effetti sono terminati con le retribuzioni di febbraio. Lo scorso 23 maggio l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2018, chiuso con un fatturato di 39,4 milioni di euro, in crescita del 16,6% rispetto al 2017 (e in linea con i 39,8 milioni del 2016), con un utile di 313.597 euro, destinato a riserva e a integrazione delle perdite pregresse, a fronte di un patrimonio netto di 12,2 milioni di euro. Cims, lo ricordiamo, opera in sei settori: edilizia (il comparto che ha registrato la migliore performance nel 2018), infrastrutture, global service (referente unico per i servizi manutentivi), gestione servizi cimiteriali, impiantistica, gestione del verde e conduzione di aziende agricole.

«Alla fine dello scorso anno – commenta il presidente, Giovanni Poli – il risultato è stato meno negativo di quanto ci aspettassimo. Un anno fa, vista la situazione generale dei mercati, siamo intervenuti subito. Se non lo avessimo fatto, saremmo stati tra i tanti soggetti che in questi anni sono spariti. Per fortuna, abbiamo agito senza aspettare e grazie all’impegno di soci e dipendenti abbiamo superato le difficoltà». Le prospettive restano positive anche per l’anno in corso. «Il 2019 si prospetta in linea con il 2018 – conferma Poli – pur in presenza di mercati ancora in crisi. Gli indicatori Ance e i consorzi di settore dicono che il mercato pubblico è inesistente e il settore civile è fermo. Il codice che dal 2016 regolamenta gli appalti pubblici ha di fatto bloccato il settore e in più ha fatto crescere i costi burocratici per le imprese. Inoltre, genera una conflittualità enorme, con numerosi ricorsi al Tar e un aumento dei costi per i contenziosi. Anche per questo i cantieri partono a rilento».

Nonostante il difficile contesto, al 31 dicembre 2018 la cooperativa aveva già acquisito lavori per oltre 34 milioni di euro, tra cui importanti commesse industriali per conto di imprese del calibro di Ima, BioOn, TeaPak.  (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Archiviato dopo un anno il piano crisi della coop Cims: conti a posto e commesse per oltre 34 milioni di euro
Economia 16 Maggio 2019

Sabato 18 l'assemblea dei soci della Bcc ravennate, forlivese e imolese, che ha chiuso il 2018 con +65% di utile

La Bcc ravennate, forlivese e imolese (LaBcc) ha presentato in anteprima i risultati di bilancio dell’esercizio 2018, che verranno sottoposti al voto dei soci nell’assemblea in programma sabato 18 maggio, al Palacattani di Faenza (dalle ore 16). Nella stessa occasione si procederà anche al rinnovo delle cariche sociali. Quest’anno la location scelta per l’anteprima è stata l’autodromo Enzo e Dino Ferrari, dove nel weekend precedente oltre 1.000 soci hanno potuto assistere alla Superbike con biglietti offerti dall’istituto di credito faentino, grazie alla collaborazione con Formula Imola.

Il bilancio 2018 si è chiuso con segno positivo. Due dati su tutti: 15 milioni di euro di utile, in aumento del 65% rispetto ai 9 milioni del 2017, più di 1.900 nuovi soci che hanno fatto salire il numero totale a oltre 29 mila (circa 3.110 dei quali dell’area imolese). «Dal 4 marzo – il presidente, Secondo Ricci, fa il punto sullo stato della riforma del credito cooperativo – il gruppo bancario cooperativo Iccrea a cui aderiamo ha iniziato la sua operatività: è il primo gruppo bancario a capitale interamente italiano, detenuto da 142 Bcc affiliate. La nostra banca, con una partecipazione di quasi 39 milioni di euro dopo l’aumento di capitale perfezionato a inizio 2019, è una delle Bcc più significative del gruppo, con un proprio esponente in Consiglio di amministrazione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 maggio

Nella foto il presidente della Bcc ravennate forlivese e imolese Secondo Ricci

Sabato 18 l'assemblea dei soci della Bcc ravennate, forlivese e imolese, che ha chiuso il 2018 con +65% di utile
Cronaca 23 Aprile 2019

Il sindaco di Mordano Stefano Golini al termine dei due mandati: «Ascolto e determinazione, il paese è cambiato in meglio»

Cambiamento, ascolto e progettualità». Con queste parole il sindaco di Mordano Stefano Golini riassume i dieci anni passati alla guida della sua comunità, dal 2009 al 2019. Per legge non può ricandidarsi avendo fatto due mandati consecutivi. A giugno ritornerà al suo lavoro di dirigente del consorzio cooperativo Solco Imola, dal quale è in aspettativa. E’ tempo di bilanci. «Mordano è cambiata in meglio e anch’io mi accorgo di essere cambiato – esordisce -, perché come disse il Mahatma Gandhi “sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Ho innanzitutto cercato di trasformare me stesso; sento di aver svolto un percorso importante e di aver acquisito maggior consapevolezza sui bisogni della comunità, oltre ad una maggiore attenzione alle persone. Il sindaco è anche chiamato “primo cittadino”, cioè prima di tutto una persona tra le persone. Nel 2009 siamo partiti a razzo – ricorda -, ma ci siamo accorti che la comunità non stava al passo con le nostre proposte. Da qui la scelta di intraprendere fin da subito la strada di informare, interpellare ed ascoltare attraverso il periodico E C’mon, le consultazioni con questionari, la ricerca per l’Opera Anziani e numerosi incontri pubblici».

Il riferimento è al costante impegno per ottenere la partecipazione e la condivisione delle scelte amministrative da parte dei cittadini, ad esempio con i sondaggi sulle opere più importanti, a costo di rallentare i percorsi o venire accusato di «perdere tempo». Due mandati vissuti intensamente secondo i resoconti dettagliati raccolti nelle oltre cento pagine che compongono il rendiconto dell’ultimo mandato. A partire dalle opere che si stanno concludendo proprio in questi giorni, come il tratto della ciclabile sulla via San Francesco dal cimitero al centro di Mordano o la recente inaugurazione dell’Opera Anziani. «Nessuno di noi possiede la formula per accontentare chiunque, ma il lavoro svolto è tanto ed è stato fatto bene stando ai molti feedback positivi della gente, anche di chi non mi ha votato o era scettico, che in questi anni si è dovuto ricredere». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: il sindaco Golini durante una delle iniziative di Legambiente a livello nazionale «Puliamo il mondo», svolta a Mordano in collaborazione con l”associazione locale «Mordano-Bubano, Diamoci una mano»

Il sindaco di Mordano Stefano Golini al termine dei due mandati: «Ascolto e determinazione, il paese è cambiato in meglio»
Economia 14 Giugno 2018

La Cefla continua a crescere, 150 posti di lavoro in più nel 2017. In aumento anche valore della produzione e fatturato

Cefla ha chiuso il 2017 confermando, per il quinto anno di fila, un trend positivo. Rispetto all’anno precedente, il valore della produzione cresce del 20%, mentre il fatturato, pari a circa 528 milioni di euro (468 nel 2016), consolida il contributo delle controllate estere (commerciali e produttive), collocate in mercati strategici come Usa, Cina e Russia, con una percentuale di export pari al 54%. «L’internazionalizzazione – commenta il presidente, Gianmaria Balducci – è stata e sarà una delle principali linee guida che perseguiremo per la crescita dell’azienda. Le condizioni economiche del gruppo, le competenze interne e la nostra organizzazione ci pongono oggi nelle condizioni di competere all’estero con un approccio più strutturato e con una maggior esperienza rispetto al passato».

Sebbene gli indicatori di redditività siano cresciuti in valore assoluto, continua Balducci «l’aumento dei volumi con un mix prodotto/ Paese diverso rispetto al 2016 ha portato a un calo di circa 1 punto percentuale sull’Ebitda (l’indicatore che misura gli utili prima di imposte, interessi, deprezzamento e ammortamenti, Ndr). Tuttavia, l’aumento a doppia cifra del fatturato giustifica ampiamente il sacrificio dei margini; il risultato netto record di circa 25 milioni di euro avvalora le nostre scelte».

La buona performance economica del 2017 è accompagnata da una situazione patrimoniale altrettanto positiva. L’incremento nei volumi ha necessitato un maggior capitale circolante. Nonostante questo, «la posizione finanziaria netta rimane positiva, al netto di oltre 20 milioni di euro di investimenti» precisa l’azienda.Nel prossimo triennio, la gestione del gruppo, che da gennaio si avvale del nuovo direttore generale Andrea Formica, sarà orientata a «una focalizzazione e stabilizzazione dei business, al fine di creare i presupposti ideali per un’ulteriore fase di crescita profittevole, sia per linee interne che esterne, caratterizzata, oltre che dall’internazionalizzazione, da un’accelerazione sulla “digital servitization”», ovvero tutti i servizi digitali e su misura che possono essere connessi ai propri prodotti. I risultati ottenuti, conclude il presidente «sono il frutto di una realtà manifatturiera che occupa circa 2 mila dipendenti nel mondo, di cui circa 1.400 in Italia; in particolare, nel nostro Paese i dipendenti sono passati da 1.269 nel 2016 a 1.418 nel 2017, pari a 150 posti di lavoro in più».  

r.e.

Nella foto: l”azienda Cefla

La Cefla continua a crescere, 150 posti di lavoro in più nel 2017. In aumento anche valore della produzione e fatturato

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