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Economia 13 Novembre 2019

Crisi Bio-on, l'amministratore giudiziario comunica la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi

Pagamenti sospesi, compresi gli stipendi dei dipendenti, per Bio-on, l”azienda attiva nel settore delle bioplastiche finita al centro di un”inchiesta della Procura di Bologna per false comunicazioni e manipolazione di mercato. Lo ha comunicato in una nota Luca Mandrioli, amministratore giudiziario della stessa Bion-on, presente con uno stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, nel quale lavora la metà circa dei 100 dipendenti complessivi. «In attesa di aver concluso tutti i necessari e dovuti approfondimenti, verrà sospeso qualunque tipo di pagamento e quindi, a titolo esemplificativo, i pagamenti dovuti nei confronti di dipendenti, fornitori ed istituti di credito», si legge nel breve comunicato firmato dal dottor Mandrioli, che ricorda di avere partecipato venerdì scorso all”incontro convocato dalla Regione Emilia-Romagna nell”ambito delle attività del Tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo dell”azienda.

Nel corso dell”incontro, al quale erano presenti l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il vicesindaco della Città metropolitana e sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, sindacati e sindaci dei comuni interessati, Mandrioli ha illustrato i risultati del primo quadro ricognitivo, non escludendo possibili prospettive di continuità per l’azienda. In attesa che il tavolo venga riconvocato, cosa che avverrà quando emergeranno elementi nuovi da parte dell”amministratore, si terrà a breve una riunione tecnica per valutare l”eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori. (r.cr.)

Crisi Bio-on, l'amministratore giudiziario comunica la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi
Economia 7 Novembre 2019

Vicenda Bio-On, convocato il Tavolo di salvaguardia per tutelare i dipendenti dell'azienda

«La prima necessità è quella di garantire un sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti ponendosi contestualmente l’obiettivo di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali». Così si sono espressi Filctem e Filcams Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al termine del primo incontro del Tavolo istituzionale di salvaguardia mercoledì 30 ottobre alla presenza della Regione e dei sindaci di Castel San Pietro, Minerbio e Bentivoglio. Oggetto del Tavolo, la crisi di Bio-On Spa, società bolognese attiva nel settore delle bioplastiche e quotata in borsa, finita nella bufera all’indomani delle misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, ossia il presidente Marco Astorri (dimessosi proprio nei giorni scorsi), il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato.

Per Astorri il gip ha poi accolto la richiesta presentata dai suoi legali, sostituendo l’iniziale misura degli arresti domiciliari con un’altra misura interdittiva (in pratica gli è vietato svolgere le precedenti funzioni, così come a Cigognani e a Capodaglio). Nel frattempo, il tribunale civile ha nominato come amministratore giudiziario, fino al 30 aprile 2020, Luca Mandrioli, commercialista di Vignola, esperto di crisi d’impresa. All’interno di Bio-On Mandrioli dovrà, tra le altre cose, verificare «la situazione contabile, economica e finanziaria». Un primo passo auspicato anche dai sindacati. In questa fase, infatti, ciò che più conta è cosa succederà alla stessa Bio-On Spa e ai suoi dipendenti, un centinaio in tutto, dei quali la metà lavorano nello stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, inaugurato nel 2018.

Lunedì 4 novembre l’assessore regionale Palma Costi, Fausto Tinti (vice sindaco della Città metropolitana e sindaco di Castello) e l’assessore del Comune di Bologna Marco Lombardo hanno avuto un primo confronto con Mandrioli e convocato il Tavolo di salvaguardia con i sindacati per venerdì 8 novembre. «I dipendenti continuano a lavorare, ma i dubbi che possa esserci un problema di liquidità immediata ci sono – dice Tiziana Roncassaglia della Filctem Cgil -. C’è chi sta già cercando un altro lavoro e due tra quelli che lavorano a Castello hanno già rassegnato le dimissioni». Oltre ai dipendenti, chi rischia di rimetterci maggiormente sono coloro, alcuni dei quali residenti nel circondario imolese, che avevano investito parte dei propri risparmi in Bio-On. A loro tutela,si stanno già muovendo il sindacato Siti, Codacons e Adiconsum, che hanno già raccolto numerose segnalazioni. (gi.gi.)

Nella foto lo stabilimento Bio-On di Gaiana

Vicenda Bio-On,  convocato il Tavolo di salvaguardia per tutelare i dipendenti dell'azienda
Economia 2 Agosto 2019

I fondatori di Bio-on: «La nostra è un'azienda di valore e lo stabilimento di Gaiana è pienamente operativo»

Giorni di passione per Bio-on Spa e di grande incertezza per i suoi dipendenti. La società bolognese attiva nel settore delle bioplastiche è quotata nel segmento Aim di Borsa italiana (quello dedicato alle piccole e medie imprese). Ebbene, l’attacco portatole la settimana scorsa dal fondo di investimento statunitense Quintessential ha mandato in fumo buona parte della capitalizzazione, coi due fondatori Marco Astorri e Guido Cicognani, entrambi azionisti rilevanti, costretti ad acquistare azioni nel tentativo di evitare il tracollo del titolo. «Anche di fronte agli effetti del feroce attacco di cui siamo stati oggetto, Bio-on resta un’azienda di grande valore, in cui crediamo e continuiamo a investire», hanno motivato Astorri e Cicognani.

Bio-on è una intellectual propertycompany, ossia una società che fa ricerca applicata, nello specifico riguardo la produzione di polimeri poliidrossialcanoati, detti Phas (sono polimeri poliesteri termoplastici sintetizzati da vari generi di batteri attraverso la fermentazione di zuccheri o lipidi), commercializzando i relativi brevetti tramite accordi e joint venture ed incassando le relative royalties. Costituita nel 2007, la società bolognese è guidata dai due soci fondatori (Astorri presidente nonché amministratore delegato e Cicognani vicepresidente), che la controllano tramite la holding Capsa. In concreto, le bioplastiche sviluppate da Bio-on vengono ottenute tramite la fermentazione di scarti agricoli o sottoprodotti agroindustriali, il che rende il processo «più simile a un birrificio che a una raffineria tradizionale».

Materia prima economica e rinnovabile, che non entra in competizione con le filiere alimentari e da cui si ottiene un prodotto finale che si degrada in modo naturale e a temperatura ambiente. Quindi, sostenibile per l’ecosistema. Ebbene, tirando le somme di tutte queste qualità positive, si tratterebbe della plastica in grado di far quadrare il cerchio per un mondo alle prese con l’emergenza plastica, quella derivata dagli idrocarburi, indistruttibile e massimamente inquinante, e nella necessità di doverla sostituire. Come si può ben intuire, un giro d’affari potenzialmente immenso. Ad aprile 2017 la Camera di commercio di Bologna ha classificato Bio-on come Pmi innovativa ai sensi della legge di Stabilità, evidenziandone l’appetibilità per gli investitori.

La società conta ad oggi 100 dipendenti, di cui circa la metà dedicati alla conduzione dell’impianto di Castel San Pietro (che si trova a Gaiana). Sul sito internet della società è disponibile dal 17 luglio 2019 un video che ripercorre le fasi di costruzione dell’impianto e mostra la produzione attuale. La produzione sinora raggiunta è stata al momento utilizzata per la realizzazione di prodotti solari nell’ambito della jointventure Aldia Spa in partnership con Unilever e di arredamento nell’ambito della partnership con Kartell Spa, già in vendita sul mercato. L’impianto produttivo è stato visitato nel corso degli ultimi mesi da molteplici soggetti di ambito pubblico, finanziario e industriale, ai quali è stata mostrata la piena operatività del medesimo. (r.cr.)

L”articolo completo con tutti i particolari della vicenda è su «sabato sera» dell”1 agosto

I fondatori di Bio-on: «La nostra è un'azienda di valore e lo stabilimento di Gaiana è pienamente operativo»

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