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Cronaca 25 Giugno 2020

Boccone con stricnina nel giardino di casa, per fortuna il cane non l’ha mangiato

La pandemia ha cambiato radicalmente le abitudini degli italiani ma, purtroppo, non quelle di chi ancora oggi si diverte a spargere in giro bocconi avvelenati. Un fenomeno pericoloso sia per gli animali domestici che per gli esseri umani. L’ultimo caso si è verificato a Imola, in via Toscanini nel quartiere Pedagna, dove un uomo ha rinvenuto nel proprio giardino una fetta di cotechino contenente stricnina, sostanza letale dal colore biancastro.«I fatti risalgono a domenica 10 maggio – racconta l’uomo, che dopo aver contattato la redazione di sabato sera preferisce mantenere l’anonimato –. Erano le nove del mattino e, come ogni volta, ho accompagnato in giardino il mio cagnolino Pepito, un meticcio di 11 anni, per fare i suoi bisogni. Fortunatamente mi sono accorto in tempo della fetta di carne sospetta e l’ho presa prima che potesse anche solo annusarla».

Un paio di giorni dopo l’accaduto l’uomo ha portato il boccone all’Ausl di Imola che lo ha inviato per le analisi a Brescia presso la sede dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. «Il 18 giugno mi è arrivato il referto che parlava di stricnina» conferma. 

A quel punto ha segnalato l’accaduto prima ai vicini che possiedono cani, poi alle guardie ambientali, alla polizia locale, che ha già fatto un’ispezione sul posto, e agli uffici dell’Informacittadino, perché «vorrei che tutti venissero a conoscenza del problema. Se nessuno fa niente i malviventi rimango- no impuniti e i nostri animali rischiano di morire». Per questo ha contattato anche l’avvocato imolese Alberto Padovani per sporgere querela verso ignoti per tentato avvelenamento. (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 25 giugno.

Nella foto: il meticcio Pepito nel giardino della sua abitazione

Boccone con stricnina nel giardino di casa, per fortuna il cane non l’ha mangiato
Cronaca 24 Ottobre 2019

Mangia boccone sospetto, cane salvato dal veterinario

Torna l’incubo dei bocconi avvelenati. Luogo del triste episodio, questa volta, la strada provinciale Casolana, che collega Fontanelice a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna. Sabato 12 ottobre, mentre era a passeggio con la sua padrona all’altezza del chilometro 7 della provinciale, un cane di razza lagotto ha ingerito parte di un’esca sospetta di colore blu. Poco dopo, ha avvertito i classici sintomi da avvelenamento. Fortunatamente, l’animale è stato salvato dal tempestivo intervento di un medico veterinario. Il materiale sospetto, così come la denuncia presentata dal compagno della donna, è stato quindi preso in carico dai carabinieri di Fontanelice e inviato al servizio veterinario dell’Ausl per essere analizzato. «Stiamo aspettando i risultati – confermano dall’Arma – per capire esattamente quale tipo di sostanza sia stata impastata con la carne del boccone. L’unica certezza è che si tratta di qualcosa di tossico».

Visto il colore blu, potrebbe essere del veleno per topi, ma solo le analisi dell’Ausl, attese a giorni, lo chiariranno con esattezza. In questo caso il cane è stato salvato, ma non sempre queste storie hanno un lieto fine. Quello dei bocconi avvelenati, infatti, è un reato purtroppo sempre d’attualità che si verifica, per motivi più differenti ma assolutamente ingiustificabili, indistintamente sulle colline, in campagna o nei parchi cittadini. «In quella precisa zona era la prima volta – aggiungono dalla polizia locale della Città metropolitana (ex provinciale) -. La presenza di sentieri fa sì che, oltre a semplici cittadini a passeggio con il cane, passino anche, specie in questo periodo dell’anno, tartufai e cacciatori e siano quindi zone molte frequentate. Per precauzione abbiamo affisso dei cartelli informativi con i numeri da chiamare. Invitiamo, quindi, alla prudenza, magari utilizzando la museruola mentre si è a passeggio con il proprio cane, e a segnalare ogni situazione sospetta alle forze dell’ordine». Nel frattempo, le indagini dei militari di Fontanelice proseguono in collaborazione con la polizia locale della Città metropolitana e i carabinieri di Casola Valsenio. (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 24 ottobre.

Nella foto (della Polizia locale della Città metropolitana): uno dei cartelli posizionati lungo la via Casolana

Mangia boccone sospetto, cane salvato dal veterinario

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