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Cronaca 13 Aprile 2020

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri

C’è un dramma nel dramma che si manifesta in conseguenza non tanto dell’emergenza sanitaria, quanto delle misure decise dalle autorità per arginare il contagio: l’aumento delle persone e dei nuclei familiari sotto la soglia di povertà. Le attività costrette a chiudere e gli impieghi precari hanno tolto infatti la fonte di sostentamento a tante persone.

A fotografare la situazione sono le associazioni che operano per aiutare chi ha bisogno, a cominciare dalla Caritas diocesana, che non ha smesso di tenere aperto il suo centro di ascolto, nonostante la fatica per il minor numero di volontari a disposizione e l’obbligo di rispettare le prescrizioni anti-Coronavirus.
«Vediamo famiglie sempre più disperate – conferma il direttore, Luca Gabbi –. A volte le stesse, più disperate di prima, ma anche diverse nuove. Riceviamo moltissime telefonate e richieste di delucidazioni, non occorre essere profeti per capire che si prospettano momenti a dir poco delicati. I lavoratori precari, a chiamata e in nero sono tutti a casa e c’è una richiesta maggiore di viveri che arriva a No Sprechi. La ripresa economica degli ultimi tempi aveva aiutato molte fasce deboli che, ora che è tornata la secca, sono rimaste a piedi. Non parlo solo di chi lavorava in ristoranti e pizzerie, ma anche di alcuni commercianti e artigiani edili ora fermi».
Poiché la mensa è chiusa, la Caritas consegna i cestini con i pasti preparati dalla mensa Acli per il pranzo di mezzogiorno. Pasti che sono «quasi raddoppiati», aggiunge Gabbi. (mi.ta.)

Tutte le interviste sul numero del Sabato sera del 6 aprile

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il lavoro alla sede dell”associazione No sprechi

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri
Cronaca 24 Dicembre 2019

Asp, Cri, Caritas e Sol.Co in rete per combattere gravi marginalità e povertà

Asp del circondario imolese, Caritas della diocesi di Imola, comitato di Imola della Croce rossa italiana e gruppo cooperativo Sol.Co in rete per combattere situazioni di grave marginalità e povertà estrema.
Ad unirli in uno sforzo comune è un finanziamento di poco più di 80.000 euro che il Nuovo circondario imolese ha ricevuto nell’ambito del Piano nazionale di contrasto alla povertà 2018/2020, che ha spinto l’ente di via Boccaccio a coordinare le diverse realtà che operano sul nostro territorio per migliorare i servizi di presa in carico e sostegno all’uscita dalla povertà delle persone bisognose.

In quest’ottica, salgono a tre le uscite serali dell’unità di strada del comitato di Imola della Croce rossa italiana per la distribuzione di coperte, sacchi a pelo, generi alimentari -paste dolci e salate donate da pasticcerie cittadine- e acqua/bevande calde, e per indirizzare le persone incontrate verso un’accoglienza notturna adeguata, ancora di più in periodo di emergenza freddo.
A questo scopo, il Comitato di Imola della Croce rossa italiana, la Caritas della diocesi di Imola e l’associazione Santa Maria della carità (di cui la Caritas è il “braccio operativo”, ndr) collaborano alla gestione de “Il rifugio di Sofia”, un appartamento predisposto per l’accoglienza di quattro donne e di dodici uomini, e hanno incrementato gli orari di apertura dei propri centri di ascolto.
Con l’obiettivo successivo  di avviare le persone accolte a percorsi di graduale autonomia, il gruppo cooperativo Sol.Co ha avviato due progetti di housing first ed housing led a “Casa Santa Chiara”, un appartamento arredato che ospiterà quattro donne senza fissa dimora, e in un altro appartamento individuato dal Comune di Imola e da Area Blu destinato a soli uomini. (r.cr.)

Tutti gli approfondimenti nel numero di Sabato sera che uscirà dopo le festività natalizie

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapess, la conferenza stampa di presentazione del progetto

Asp, Cri, Caritas e Sol.Co in rete per combattere gravi marginalità e povertà
Cronaca 2 Dicembre 2019

“Natale zero pare' ancora più solidale con la cena della Vigilia per le persone bisognose e sole

Sarà un “Natale zero pare” ancora più solidale quello immaginato dall’associazione “App&Down” per quest’anno. La sera del 24 dicembre, infatti, si svolgerà una cena solidale gratuita dedicata alle persone in condizioni di difficoltà economica o sole. Un’dea che è subito piaciuta a monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola, che ha assicurato la propria presenza durante la serata.

«Pensiamo che Natale sia una bella occasione per passare del tempo con i propri cari, ma può diventare un momento difficile per chi rimane solo – spiega Giuseppe Bianco, presidente dell’associazione –. Per questo motivo abbiamo pensato ad una serata da passare tutti assieme».

Alla cena si potrà partecipare esclusivamente ritirando un ticket presso Caritas, comitato di Imola della Croce rossa e fondazione Santa Caterina, che collaborano all’organizzazione e alla realizzazione della serata. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, i rappresentanti dell”associazione, della Caritas diocesana, del comitato cittadino della Croce rossa e della fondazione Santa Caterina ricevuti dal vescovo

“Natale zero pare' ancora più solidale con la cena della Vigilia per le persone bisognose e sole
Cronaca 13 Marzo 2018

Rapporto povertà 2017, in aumento gli italiani rispetto agli stranieri. I dati della Caritas di Imola

E” uscito in questi giorni il “Rapporto sulle povertà 2017” redatto, per l”undicesima edizione, dalla Caritas di Imola. 

Nel 2017 si sono rivolti al centro di ascolto 731 nuclei familiari (pari ad un totale di 1.849 persone) di questi, il 56% è stato preso in carico dall”Asp. Gli italiani che si sono rivolti alla Caritas sono aumentati dal 44,5% del 2016 al 49,2% del 2017. Gli ingressi sono rimasti costanti rispetto all’anno precedente, ma il numero medio di accessi quotidiani è passato dal 10,8% del 2016 al 12,7%  del 2017 (+17%). A questi dati vanno aggiunti i circa 384 nuclei seguiti direttamente dalle Caritas parrocchiali della diocesi di Imola (Castel San Pietro e Medicina appartengono alla diocesi di Bologna). Sono, quindi, ben 1.115 le famiglie che si sono presentate (in sede o nelle parrocchie) nel 2017 per chiedere qualche forma di aiuto.

Ritornando ai dati della Caritas diocesana, gli stranieri provengono da 37 Paesi, in particolare dal Marocco, anche se l”aumento maggiore si è verificato tra gli albanesi. Su un totale di 371 nuclei stranieri (-8% rispetto al 2016), 311 vengono da Paesi extra Ue e ben il 95% di essi possiede un permesso di soggiorno regolare.

Riguardo alla fascia d”età in generale di tutti i nuclei accolti dalla Caritas diocesana è preoccupante come il 22,3% delle persone che si rivolgono al Centro abbia meno di 35 anni, mentre la percentuale dei disoccupati è diminuita rispetto all’anno precedente: 46% contro il 51% (più frequente tra gli stranieri rispetto agli italiani).

Un incremento c”è stato sul numero delle persone senza fissa dimora cresciute dal 14,8% del 2007 all’attuale 23%. Sono stati complessivamente 212 i «nuovi arrivi» (197 nel ’16) dove la percentuale degli italiani è del 52% circa, contro il 45% del ’16; tra gli stranieri extra Ue soltanto il 5,3% non possedeva il permesso di soggiorno (contro il 14,8% del 2016). Ii «ritorni», ovvero coloro che si sono ripresentati in Caritas dopo oltre un anno di assenza, sono stati 183, in calo rispetto al 2016. Nel 2017 sono state ospitate 22 persone (due terzi sono italiani) che dormivano in situazione estreme come in auto, in garage o all’addiaccio.

Le problematiche maggiori emerse, sia si tratti di persone sole che nuclei familiari, sono principalmente economiche, abitative e occupazionali. “Siamo ancora di fronte ad una precarietà lavorativa diffusa che colpisce principalmente le fasce deboli, quelle cioè con bassa scolarità e senza specializzazioni” scrive la Caritas nel suo rapporto.

r.c.

Nella foto: il rapporto della Caritas di Imola

Rapporto povertà 2017, in aumento gli italiani rispetto agli stranieri. I dati della Caritas di Imola

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