Posts by tag: Caviro

Economia 3 Maggio 2021

Forum mondiale delle cooperative vitivinicole, Caviro passa il testimone all’Argentina

Sostenibilità e transizione ecologica, valore culturale del vino, importanza del modello cooperativo come antidoto alle difficoltà che le aziende agricole potrebbero incontrare nel passaggio al Green new deal europeo. Sono questi alcuni temi affrontati nei giorni scorsi dal Forum mondiale delle cooperative vitivinicole, in versione on line, coordinato da Caviro e a cui hanno partecipato rappresentanti di cooperative in collegamento da Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.

Al termine del dibattito il presidente di Caviro, Carlo Dalmonte, che nell’arco dell’ultimo anno ha presieduto il Forum, ha ceduto il testimone al presidente della cooperativa Bodega Cuatro Rayas (Argentina), che lo coordinerà per i prossimi 12 mesi. (lo.mi.) 

Nella foto: la sede forlivese di Caviro

Forum mondiale delle cooperative vitivinicole, Caviro passa il testimone all’Argentina
Economia 19 Marzo 2021

Il Bilancio di sostenibilità del gruppo Caviro, risparmiate 82 mila tonnellate di anidride carbonica

Il gruppo cooperativo Caviro, di cui fanno parte 27 cantine sociali e 12.400 viticoltori (anche nel circondario imolese) per una produzione di 195 milioni di litri di vino, ha presentato il proprio Bilancio di sostenibilità.

Questi in sintesi i numeri del bilancio: 555 mila tonnellate annue di scarti agroindustriali processati; crescita del 99% della quota di recupero e valorizzazione degli scarti; totale autosufficienza energetica (il gruppo utilizza solo energia elettrica verde, autoprodotta da fonti rinnovabili e certificata); 82 mila tonnellate di anidride carbonica di origine fossile (equivalenti alla capacità di assorbimento di una foresta di 19 mila ettari, un’estensione superiore alla città di Milano) risparmiate all’ambiente, grazie all’energia e ai biocarburanti prodotti. Solo nella campagna vitivinicola 2019-20 si sono trasformate 73 mila tonnellate di vinaccia e 24 mila tonnellate di feccia in prodotti nobili, in un’ottica di economia circolare.

«Lo sviluppo sostenibile, l’impegno costante, concreto e crescente del gruppo – commenta il presidente, Carlo Dalmonte – è un concetto insito nel Dna Caviro, derivante dalla sua configurazione fondante di cooperativa: al centro non c’è solo la massimizzazione del profitto, ma anche e soprattutto le persone e la volontà di assicurare il soddisfacimento dei loro bisogni senza compromettere quelli delle generazioni future». (lo.mi.) 

Nella foto: lo stabilimento Caviro a Forlì

Il Bilancio di sostenibilità del gruppo Caviro, risparmiate 82 mila tonnellate di anidride carbonica
Economia 25 Febbraio 2021

L’Enoteca regionale coordina maxi-progetto di filiera «green» per il comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna

«Legàmi di vite» è il nuovo contratto di sviluppo «green» nel comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna, che prevede interventi per oltre 115 milioni di euro, di cui 81 milioni sul versante ambientale. Il progetto, che vede il coordinamento di Enoteca regionale, è stato presentato al ministero dello Sviluppo economico.

Vi hanno aderito le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12 mila imprese agricole socie, per un totale di 470 mila tonnellate di uva lavorata (il 61% della produzione dell’Emilia Romagna, dato 2019) e di 3.400.000 ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1.232.000 giornate/lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine. Le aziende aderenti al progetto sono: Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, Enomondo.

Obiettivo del contratto è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. Tra gli interventi che saranno realizzati in Emilia Romagna, oltre all’ampliamento della capacità produttiva, si prevede la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67 mila tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560 mila metri cubi/anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione) e miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. (lo.mi.)

Nella foto: il modello di economia circolare del progetto «Legàmi di vite»

L’Enoteca regionale coordina maxi-progetto di filiera «green» per il comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna
Economia 22 Febbraio 2021

Caviro si aggiudica il «Premio impresa ambiente» per miglior gestione ed economia circolare

La cooperativa faentina Caviro è tra le cinque aziende vincitrici dell’ottava edizione del «Premio impresa ambiente», promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo in collaborazione con Unioncamere, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si distinguono in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale. La giuria ha selezionato i vincitori tra 125 candidature arrivate da 17 regioni.

Caviro ha vinto nella categoria «Miglior gestione» per  il  progetto «Dalla vite alla biocarburazione avanzata, con Caviro è possibile». Con  29  soci,  di cui 27 cantine, la cooperativa romagnola valorizza il lavoro di 12.400 soci viticoltori di sette regioni (tra questi, anche produttori del circondario imolese) e rappresenta – si legge nelle motivazioni del premio – «uno degli esempi più significativi di filiera integrata nel settore vitivinicolo e di economia circolare. Know-how e dotazione impiantistica consentono a Caviro di produrre all’interno dei propri stabilimenti non solo del vino di qualità, ma anche di trasformare tutti i sottoprodotti della vinificazione, attribuendo allo “scarto” dignità di risorsa che si rigenera e che rientra nuovamente in un ciclo produttivo». Caviro, assieme alle altre aziende vincitrici, concorrerà anche per il prestigioso «European business awards for the environment (Ebae) 2022-2023» della Commissione europea. (lo.mi.) 

Nella foto: la sede faentina di Caviro

Caviro si aggiudica il «Premio impresa ambiente» per miglior gestione ed economia circolare
Economia 21 Dicembre 2020

Il Gruppo Caviro chiude l'anno in crescita con un fatturato di 362 milioni di euro

E’ stato approvato questa mattina dall”assemblea dei soci il bilancio 2020 del Gruppo Caviro. Il fatturato consolidato ha raggiunto quota 362 milioni di euro (+10%), l’utile di esercizio è di 4,4 milioni di euro e il patrimonio netto si è assestato a 89,2 milioni di euro. A trainare le performances economiche sono state le vendite in Gdo, l’Export e la produzione alcol di Caviro Extra. Nella stessa assemblea Carlo Dalmonte è stato confermato per altri tre anni alla guida del Gruppo.

È un bilancio ben sopra alle aspettative quello approvato questa mattina dai soci del Gruppo Caviro per l’assemblea annuale. Agli ottimi risultati raggiunti dalle vendite di vino in GDO e all’estero si è infatti sommata la crescita del comparto di produzione e vendita di alcol, effetto direttamente collegato all’ondata pandemica che ha imposto igienizzazioni su piccola e grande scala, cui Caviro ha risposto in maniera tempestiva e proattiva. Gli investimenti effettuati nel corso degli ultimi due anni negli ambiti della ricerca e sviluppo, della tecnologica e della qualità del prodotto, hanno infatti permesso di fare la differenza soddisfando da un lato la domanda di prodotto da parte del consumatore finale e, dall’altro, garantendo il servizio e l’attenzione anche in momenti in cui l’approvvigionamento di materie prime, era un’esigenza reale e urgente. 

Il fatturato consolidato del Gruppo nell’esercizio chiuso al 31 agosto 2020 ha raggiunto una quota di 362 milioni di euro. L’Ebitda sfiora i 27 milioni di euro, con una incidenza del 7,4% sul fatturato, mentre l’utile di esercizio è di 4,4 milioni di euro. Il patrimonio netto registra 89,2 milioni di euro la posizione finanziaria netta passa da 53,6 milioni di euro a circa 51,2 milioni di euro, grazie alla riduzione del circolante operativo. La composizione dei ricavi del Gruppo è così suddivisa: vino 69%; alcol mosti e acido tartarico 21%; energia e ambiente 10%. Gli investimenti ammontano a 24,5 milioni di euro. 

Sin dalle prime fasi dell’emergenza, in Italia si è registrato un trend positivo per il consumo di vino in casa. La Grande Distribuzione ha registrato diversi cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, molte categorie di base hanno evidenziato trend positivi e tra queste figura il vino confezionato. Nei 12 mesi (dal 31 agosto 2019 al 31 agosto 2020) i consumi di vino sono cresciuti del 3,8% a volume, mentre il dato di fatturato alle casse ha registrato un +4,4%. In questo contesto, Caviro ha confermato la propria posizione al vertice per quota di mercato a volume e a valore, registrando una crescita significativa specialmente nelle vendite dello storico marchio in brik Tavernello, cresciuto del 4,2% rispetto all’anno precedente, attestandosi su una quota di mercato pari al 35,1% del segmento brik.  Quanto alle esportazioni, che incidono per un 28% sui ricavi totali del Gruppo, Caviro è riuscito ad invertire la tendenza negativa registrata dall’intero Paese e, più in generale, da tutti i grandi esportatori, segnando nel mondo vino B2C un significativo +18% rispetto al pari periodo precedente. (da.be.)

Nella foto: stabilimento Caviro a Forlì 

Il Gruppo Caviro chiude l'anno in crescita con un fatturato di 362 milioni di euro
Economia 10 Dicembre 2020

«Ti verso una storia», Paolo Cevoli è il protagonista del cortometraggio del Gruppo Caviro

E’ online dalle 14 di oggi il secondo cortometraggio realizzato dall’attore e comico romagnolo Paolo Cevoli per il Gruppo Caviro. Ispirato al Novebolle Romagna Doc Spumante bianco della linea Vigneti Romio, il video racconta di una semplice ma immortale storia d’amore 

A poco più di un mese dalla diffusione del primo cortometraggio, Paolo Cevoli è così tornato sul web nell’ambito della serie «Ti verso una storia…», lo speciale progetto di comunicazione dedicato alla linea di vini Doc della Romagna del Gruppo Caviro. 

Come l’episodio d’esordio, dedicato al Sangiovese, anche questo cortometraggio originale è scritto e interpretato da Paolo Cevoli e sarà diffuso in esclusiva sui canali social dell’attore e sul sito dedicato. (da.be.)

Nella foto: Paolo Cevoli

«Ti verso una storia», Paolo Cevoli è il protagonista del cortometraggio del Gruppo Caviro
Economia 19 Settembre 2020

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà in visita agli stabilimenti faentini del Gruppo Caviro

Ieri mattina lo stabilimento faentino del Gruppo Caviro ha ospitato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, accompagnato da diversi senatori e amministratori locali.  Durante la visita, durata circa un”ora e mezzo, ha potuto “toccare con mano” il lavoro che la Cooperativa agricola svolge sul tema dell’economia circolare, un impegno che grazie alla società Caviro Extra si traduce nel recupero dei derivati della filiera vitivinicola e agroalimentare e nella loro trasformazione in prodotti nobili ed energia verde.

Insieme al ministro erano presenti alla visita guidata, condotta dal direttore generale di Caviro Extra Fabio Baldazzi e dal vicepresidente del Gruppo Caviro Stefano Lazzarini, i senatori Marco Croatti, Gabriele Lanzi, Francesco Mollame e l’europarlamentare Sabrina Pignedoli.

Il gruppo ha concluso il tour all’Oasi delle Cicogne adiacente agli impianti di Caviro.   «Bellissima azienda – ha dichiarato il ministro D’Incà -. I risultati da essa raggiunti si ottengono attraverso un percorso lungo nel tempo, un lavoro continuo e stabile, ciò di cui c’è bisogno anche nel nostro Paese. Grazie per tutto lo sforzo che fate e per tutte le migliaia di persone che lavorano con voi». (da.be.)

Nella foto: la visita del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà agli stabilimenti faentini del Gruppo Caviro 

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà in visita agli stabilimenti faentini del Gruppo Caviro
Economia 19 Giugno 2020

Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole organizzato dal Gruppo Caviro

L’edizione 2020 del Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole ha fatto il punto sulla situazione globale, ovvero sul mercato del vino e le sfide economiche, sociali e ambientali del prossimo futuro. Ad organizzare e presiedere l’evento in videoconferenza è stato il Gruppo Caviro e nello specifico il presidente Carlo Dalmonte. L’incontro ha visto la partecipazione straordinaria di Pau Roca, Direttore Generale Oiv (Organisation internationale de la vigne et du vin) e di Luca Rigotti (Coordinatore di ACI settore vitivinicolo) e i principali protagonisti del mondo vinicolo cooperativo internazionale di Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.

Un’occasione di confronto, per dibattere gli effetti della pandemia sul mercato mondiale del vino e individuare le possibili strategie di risposta. «Questo Forum doveva tenersi presso la nostra sede in Italia e invece si svolge in videoconferenza – ha spiegato Dalmonte -, una modalità nuova ma che ormai ci è familiare. La pandemia ha infatti modificato molte abitudini e si ripercuote profondamente anche sul business in cui operiamo. Di conseguenza, sono almeno tre le dimensioni su cui riflettere: gli effetti contingenti, quelli permanenti e le azioni migliorative che possiamo mettere in campo».

Tra gli effetti immediati, è emerso chiaramente che il comune denominatore su tutti i territori è il blocco del canale Horeca, ora in lenta ripresa, a fronte di una crescita di acquisti nei supermercati o con delivery ed e-commerce. Ciò ha comportato non tanto un calo quanto un cambiamento nel consumo del vino, legato a un uso domestico e da pasto, più che a momenti di tempo libero o conviviali. Dato preoccupante infatti è la flessione generale del fatturato più che dei volumi, una situazione che si sta ripercuotendo sui segmenti premium, spingendo i consumi verso prodotti a prezzi minori. C’è preoccupazione generale per la crisi economica all’orizzonte: «Compariranno più disuguaglianze sociali e la globalizzazione ridurrà la sua portata – ha proseguito Dalmonte –. È uno scenario in cui il mondo cooperativo può dire e fare molto, perché è radicato sui territori e portatore di un modello di sviluppo più equo e sostenibile, capace di tradurre le difficoltà in opportunità. Per esempio, potrebbe essere il momento giusto per puntare ad una qualità migliore e togliere ovunque lo zucchero esogeno dal prodotto, per far sì che in bottiglia ci sia solamente il frutto della pianta della vite».

Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative Italiane ha, invece, aggiunto che «il settore vitivinicolo è in grande difficoltà e non è il solo. Il cambio di abitudini di consumo a danno del settore HoReCa fa prevedere un calo fra il 20 -25% del fatturato (quantificabile in circa 2 mld). Alla politica, sia nazionale che europea, abbiamo chiesto di prendere in considerazione le nostre proposte e di mostrare più dinamicità nelle misure di promozione verso paesi terzi. Stiamo lavorando in sede Europea per ottenere provvedimenti tempestivi ed omogenei. Attualmente siamo costretti a lavorare in ottica di distillazione, che pur non essendo una destinazione primaria del prodotto, ci consente di smaltire i quantitativi in eccesso. Per il futuro, dovremo attrezzarci per ragionare ad ampio spettro, sostenendo insieme un’economia agricola che è fondamentale a livello globale ma che purtroppo in questo momento, come molti altri settori economici, deve affrontare nuove difficoltà». (da.be.)

Nella foto: la sede della Caviro

Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole organizzato dal Gruppo Caviro
Cronaca 20 Agosto 2019

Principio d'incendio alla Caviro, le parole del presidente Carlo Dalmonte

Nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 19 agosto, un principio di incendio si è sviluppato in uno dei piazzali a cielo aperto dello stabilimento Caviro a Faenza, deputati alla raccolta del legno proveniente da sfalci e potature del verde pubblico e privato. Le fiamme sono state avvistate sia da alcuni operai che hanno notato volute di fumo levarsi dal cumulo del legno, sia da personale esterno all’azienda che vedendo il fumo ha tempestivamente avvisato l”autorità competente.

Sull”accaduto è intervenuto il presidente Carlo Dalmonte, il quale ha chiarito come «Caviro, per la natura delle lavorazioni effettuate, ha un piano di emergenza molto preciso e misure ad hoc per contenere questo tipo di eventi. La squadra di emergenza di Caviro si è prontamente attivata ed è immediatamente intervenuta con gli idranti; al successivo arrivo delle squadre dei vigili del fuoco hanno poi lavorato in collaborazione. Il primo intervento è stato teso ad isolare il punto di origine della combustione, spostando con le pale le masse che si trovavano attorno alla zona adiacente, mentre le lance dei VVF bagnavano tali materiali e contemporaneamente lo separavano distribuendolo su altri piazzali. L’evento è stato particolarmente contenuto anche grazie al fatto che gli impianti antincendio dello stabilimento Caviro si sono dimostrati adeguatamente progettati per fronteggiare tali accadimenti. Il piazzale coinvolto nell”incidente si trova nella zona dello stabilimento confinante con la campagna ed è di proprietà dell”azienda Enomondo, società collegata a Caviro: il materiale in stoccaggio è unicamente vegetale, in attesa della lavorazione che separa la parte verde, destinata alla produzione di ammendante naturale, dalla parte secca».

Inoltre lo stesso Dalmonte ha precisato che «l’incendio si è consumato interamente sul piazzale adiacente il capannone in cui avviene la lavorazione; non sono stati coinvolti edifici e non ci sono stati infortuni alle persone. Anche l’adiacente Oasi delle Cicogne non ha subito danni ed i volontari, che come tutti i giorni si sono recati ad accudire gli animali, ci hanno rassicurato che non ci sono state conseguenze per la fauna selvatica. Riteniamo importante sottolineare che non sussistono motivi per pensare ad un dolo: lo sfalcio depositato tende naturalmente a fermentare ed in presenza di periodi secchi e caldi come quello attuale può portare a fenomeni di autocombustione. La zona del piazzale è volutamente isolata dal resto dello stabilimento ed è posizionata nelle adiacenze di una serie di vasche di depurazione, colme d”acqua come evidenziato dalla foto aerea allegata. Le forze dell’ordine intervenute hanno gestito la viabilità nelle immediate vicinanze del sito, chiudendo l’accesso alla strada prospicente per evitare la commistione della normale viabilità con i mezzi di servizio».

In conclusione il presidente ha voluto esprimere un sincero ringraziamento «ai dipendenti che hanno efficacemente operato in tale circostanza ed agli enti esterni il cui pronto intervento ha consentito di circoscrivere e domare efficacemente l”incendio in tempi rapidi e senza altre conseguenze sia per l’azienda che per la comunità». (d.b.)

Nella foto: da sinistra la foto aerea dell”area interessata e Carlo Dalmonte

Principio d'incendio alla Caviro, le parole del presidente Carlo Dalmonte
Economia 30 Aprile 2018

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

Il consorzio Cevico (che nel territorio imolese ha come socio la Cantina dei Colli Romagnoli) e Caviro (che qui annovera tra i soci la Cavim di Sasso Morelli) insieme per valorizzare il Trebbiano (14.700 ettari di impianti in Romagna) e conquistare il mondo delle bollicine. E’ questa la rivoluzione presentata al Vinitaly con Bolé, una società controllata esattamente a metà dai due colossi cooperativi, che produrrà vino con l’omonimo marchio secondo la nuova ”Doc Romagna Spumante – Novebolle” per i circuiti Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café, ossia si troverà – oltre che nelle enoteche – in hotel, ristroranti e bar) e per il mercato estero. La potenza in campo è da player mondiale: Caviro associa infatti 13mila viticoltori (7 milioni di quintali di uva), mentre altri 5mila ne raggruppa Cevico (circa 1,5 milioni di quintali di uva lavorata).
Bolé è ufficialmente la prima etichetta di Novebolle, frutto della collaborazione di un team di enologi esperti che hanno felicemente unito in questa linea di spumanti, al momento un Brut e un Extra Dry realizzati con metodo Martinotti-Charmat.
Il consiglio di amministrazione è composto da cinque consiglieri: due per parte e un indipendente, Ruenza Santandrea, che è anche presidente. Così, attraverso un progetto imprenditoriale che guarda in grande, vengono così superate le divisioni di un mondo passato (quello ”bianco” di Caviro e quello ”rosso” di Cevico) in nome della cooperazione e della ricerca del massimo valore aggiunto possibile per i soci. E’ una svolta epocale, impensabile fino a 10-15 anni fa.

c.f.

Nella foto, da sinistra: il presidente di Caviro, Carlo Dalmonte, la presidente di Bolé, Ruenza Santandrea, il presidente di Cevico, Marco Nannetti e Damiano Bandini de La Vecchia Stamperia di Faenza che ha curato la ricerca del lettering stile liberty.

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

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