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Sport 28 Marzo 2021

Aspettando la F.1, parola a Johnny Alberto Cecotto: «In moto ero il re di Imola, poi misi Senna in difficoltà»

Johnny Alberto Cecotto è stato l’ultimo campione del mondo di motociclismo capace di arrivare in Formula 1. Dimostrando una versatilità sconosciuta ai piloti di oggi, restii ad abbandonare il manubrio per tentare l’avventura al volante. Cecotto invece il coraggio di saltare da una sella ad un abitacolo l’ebbe nel 1980. Prima gran parte delle fortune sulle due ruote le aveva costruite proprio a Imola, nella seconda metà degli anni ’70. Ma in riva al Santerno il suo timbro l’ha lasciato pure con le auto, nel 1989, quando vinse gara e titolo italiano Superturismo alla guida della Bmw M3. «Ai tempi che gareggiavo in moto mi chiamavano il Re di Imola, per le tre 200 Miglia vinte (’75, ’78 e ’80, ndr) – ha rivelato il 65enne ex pilota venezuelano due volte iridato, nella 350 nel 1975 e nella 750 nel 1978, che oggi vive fra Monaco di Baviera e Treviso -. Imola per me era diventata quasi una seconda casa e mi rimarrà sempre nel cuore, perché lì ho vissuto molto tempo e ho conosciuto tante persone meravigliose».

A Imola torni ancora in occasione delle rievocazioni storiche della 200 Miglia. Dal 1974 in poi hai sperimentato il circuito in tutte le sue configurazioni.

«La pista mi è sempre piaciuta molto. Di più quando c’era il curvone del Tamburello. Con le modifiche l’hanno migliorata nella sicurezza, ma peggiorata nel piacere di guidare».

In riva al Santerno hai corso il Gran Premio di San Marino dell’83 con la Theodore; ritiro all’11° giro per incidente.

«In verità non ricordo di aver avuto un incidente. Ho una memoria troppo vaga della mia prima esperienza in F.1. Ne ho di più sulla seconda, quella dell’84 con la Toleman, che mi lasciò a piedi a 8 giri dalla fine per problemi all’alimentazione. La ricordo perché ero in squadra con Senna. Io mi qualificai, mentre lui no. Forse perché Imola la conoscevo meglio di Ayrton. Poi fui costretto al ritiro. Non ricordo in che posizione fossi. Di sicuro non nelle prime, visto la macchina che avevo». (a.d.p.)

L’intervista su «sabato sera» del 25 marzo.

Nella foto: Cecotto nel 2015 col libro «200 Miglia di Imola, la corsa dei sogni» edito dalla Coop. Bacchilega; in moto tra Roberts e Agostini nella 200 Miglia del 1975 vinta poi dal fuoriclasse venezuelano; in tuta da motociclista; al volante della Toleman alla Variante Bassa nel Gran Premio di Formula 1 di Imola del 1984 (dall’archivio Claudio Ghini).

Aspettando la F.1, parola a Johnny Alberto Cecotto: «In moto ero il re di Imola, poi misi Senna in difficoltà»

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