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Economia 29 Dicembre 2020

Quando lo sport castellano andava veloce sulle Cicli Cinzia: l’azienda ha sponsorizzato ciclismo, calcio e golf

Il marchio Cicli Cinzia ha girato il mondo con le sue biciclette ed è conosciuto in Italia anche come sponsor nello sport: dalla serie A di calcio al ciclismo dilettanti, dal golf alle discipline più svariate. L’azienda di Giuseppe Bombi (cui poi è subentrato il figlio Maurizio) e Sergio Maccaferri è stata tra le più convinte e longeve sostenitrici dello sport castellano, sponsorizzando sia il Castello Calcio, sia la società ciclistica Sergio Dalfiume. Proprio quest’ultima ha corso con il marchio Cicli Cinzia sulle divise per ben 25 anni, nelle categorie dilettanti Under 23 ed Elite, raccogliendo numerose vittorie.

In via Lombardia a Osteria Grande si è però sempre respirata anche aria di calcio, a cominciare dalla serie A con il Bologna, certo per il tifoso Maurizio Bombi (figlio di Giuseppe) sempre in tribuna allo stadio Dall’Ara e per i cartelloni sponsorizzati Cicli Cinzia a bordo campo. Notevole l’attaccamento dimostrato per la squadra di calcio di Castel San Pietro, per ben 13 anni targata Cicli Cinzia, arrivata fino alla serie C2, campionato professionistico disputato per ben 6 stagioni.

Ultima, ma non certo per importanza, la sponsorizzazione per tante gare (anche di livello europeo) presso il Golf Club Le Fonti di Castel San Pietro Terme, uno dei pochissimi campi di golf in Italia di proprietà comunale (fu inaugurato nel 2000), nato grazie ad un accordo pubblico-privato che, sul finire degli anni ’90, vide protagonisti l’Amministrazione comunale (sindaco Graziano Prantoni) e proprio l’imprenditore Giuseppe Bombi, titolare della Cicli Cinzia. (s.d.f.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 24 dicembre.

Nella foto: mister Andrea Orecchia con la maglia del Castello Calcio sulla quale spicca il nome dell’azienda di Osteria Grande; il ciclista Fabrizio Amerighi a braccia alzate in una delle 7 corse da Under 23 che ha vinto con la società Dalfiume, sponsorizzata Cicli Cinzia (Isolapress)

Quando lo sport castellano andava veloce sulle Cicli Cinzia: l’azienda ha sponsorizzato ciclismo, calcio e golf
Economia 29 Dicembre 2020

Addio a Cicli Cinzia, a fine anno la storica azienda castellana chiude i battenti

Con la fine di questo 2020 funesto si chiude anche un pezzo di storia locale e italiana: Cicli Cinzia, nota azienda produttrice di biciclette con un’esperienza di 53 anni alle spalle, chiude i battenti. Una scelta presa, pur a malincuore, dai titolari Maurizio Bombi e Sergio Maccaferri che già da qualche anno non vedevano più un futuro per il segmento di mercato italiano (a sabato sera lo raccontavano già nel 2017).

Quali sono i motivi che vi hanno portato a decidere di chiudere?

«Ammainiamo le vele non per colpa nostra – risponde il titolare Maurizio Bombi, che dai primi anni duemila dirige l’azienda con il socio e cugino Sergio Maccaferri -. Il motivo per cui chiudiamo è da imputarsi alla globalizzazione, fenomeno imperversante che non ci aspettavamo potesse colpirci così. Per assurdo il Covid, quest’anno, ha trasformato la bici in un mezzo di trasporto determinante; nel boom vissuto dopo il primo lockdown, anche grazie agli incentivi per la mobilità sostenibile, non solo abbiamo recuperato le percentuali negative di marzo e aprile (-60%), ma il nostro fatturato ha registrato un +9%. Il problema non è se la gente va in bici, credo che il suo utilizzo crescerà ancora nei prossimi anni; il nostro problema è che le bici non sono più italiane. È un settore che va verso i Paesi stranieri, dell’est del mondo ma non solo: su tutti la Cina, che però avevamo contrastato grazie ai dazi; ma negli ultimi anni Paesi più vicini come Serbia, Tunisia e Turchia e anche all’interno della nostra Europa (Portogallo, Polonia, Romania), sono diventati produttori, pur senza una storia alle spalle, e ci fanno concorrenza in casa. Il risultato è che oggi i nostri prodotti non sono più competitivi sul mercato: a parità di componenti e qualità, le produzioni straniere sono più convenienti in termini di manodopera. È una consapevolezza che dispiace molto, perché sappiamo fare bici bene, come dimostra la nostra lunga storia. Ma a un certo punto bisogna prendere atto della realtà delle cose e scegliere di conseguenza. È un destino che non tocca solo la nostra piccola-media realtà, ma anche i grandi marchi». (mi.mo.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 24 dicembre.

Una delle foto pubblicitarie degli anni ’70 di Cicli Cinzia (tratta dal sito aziendale)

Addio a Cicli Cinzia, a fine anno la storica azienda castellana chiude i battenti

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