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Cronaca 22 Aprile 2020

Cimice asiatica, la consigliera regionale Francesca Marchetti (Pd): «Sostegni immediati al mondo agricolo»

Ad inizio del mese, come scritto su «sabato sera» del 9 aprile, la Conferenza Stato-Regione ha approvato l’introduzione della vespa samurai nell’ambiente a partire da giugno per combattere il proliferarsi della cimice asiatica, proprio in tempo per la deposizione delle uova del parassita. Sempre in quei giorni l’Unione europea ha accolto la proposta del Governo italiano e della Regione Emilia Romagna, tra le più colpite dalla cimice asiatica, di prevedere regole specifiche per aumentare il sostegno economico-finanziario alle regioni più in difficoltà. Il provvedimento, pubblica- to sulla Gazzetta Ufficiale della Ue il 31 marzo scorso, consente di incrementare, nell’ambito dei programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori (Op), le risorse finanziarie per la gestione dell’emergenza dovuta alla cimice asiatica.

Oggi sulla’argomento è intervenuta anche la consigliera regionale del Pd Francesca Marchetti. «Il problema della cimice asiatica, l’insetto killer che da qualche anno sta mettendo in ginocchio le aziende agricole, rimane all’attenzione della Regione Emilia-Romagna. Bene i passi avanti dell’Ue alle nostre richieste ma dobbiamo proseguire nel confronto costante a ogni livello istituzionale e con le associazioni di rappresentanza degli agricoltori» La stessa Marchetti ha poi depositato una risoluzione sul tema. «La Regione sta facendo la propria parte, ma anche Governo e Ue devono intervenire a sostegno del settore agricolo che rappresenta un baluardo dei nostri territori. Il Governo deve aumentate le risorse stanziate con l’ultima Manovra di bilancio sul Fondo di solidarietà. Inoltre, credo rappresenti una dignità sociale ed economica giungere quanto prima all’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali per gli agricoltori. Ragioniamo, inoltre, su un provvedimento legislativo specifico per i lavoratori dipendenti quale ammortizzatore sociale in deroga per le giornate lavorative perse nella filiera».

Per la consigliera regionale è necessario aumentare il sostegno economico pubblico agli agricoltori. «Andrebbe stanziato un regime di aiuto per rafforzare le tecniche di difesa alle colture con apposite risorse, notificandolo all’Unione europea in esonero sul regolamento degli aiuti di Stato. Un aiuto immediato per i danni diretti e indiretti a tutti gli agricoltori e non solo a quelli delle Organizzazioni dei produttori e di autorizzare in via eccezionale e transitoria per 120 giorni l’uso in deroga del chlorpyrifos-methyl, principio attivo recentemente vietato a livello comunitario, ma che risulta assolutamente indispensabile per gestire l’emergenza fitosanitaria della cimice asiatica fino al raggiungimento del riequilibrio naturale a seguito dell’immissione nell’ambiente della vespa samurai». (da.be.)

Cimice asiatica, la consigliera regionale Francesca Marchetti (Pd): «Sostegni immediati al mondo agricolo»
Cronaca 7 Ottobre 2019

Concordato piano nazionale contro la cimice asiatica

L’autentica emergenza che la cimice asiatica sta determinando nei campi è stata al centro di un vertice, tenutosi il 26 settembre a Roma, fra il neoministro Teresa Bellanova e gli assessori regionali dell’Italia del nord.

«Abbiamo un piano nazionale contro la cimice asiatica che contiene le nostre richieste e che sarà approvato in via definitiva il 10 ottobre – anticipa l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli, reduce dall’incontro –. E sui danni, davvero ingenti per gli agricoltori, è stato individuato il percorso normativo da seguire (il decreto legislativo 102/2004) per i fondi da destinare agli indennizzi che dovranno essere inseriti in misura congrua nella prossima legge finanziaria. Il problema, inoltre, verrà portato in sede comunitaria nel Consiglio dei ministri europeo previsto per il 14 ottobre».

Qualche numero. Nella sola Emilia Romagna si quantificano danni per oltre 120 milioni di euro tra perdita di produzione e minor qualità delle sole pere, che superano i 200 milioni se si considera anche la fase post raccolta (logistica, manodopera, imballaggi, costi commerciali, ammortamenti e costi fissi) e che lievitano ad oltre 267 milioni se si considerano tutte le regioni dell’Italia del nord, dove la cimice sta imperversando.
Danni che per il comparto pesche e nettarine sfiorano invece i 50 milioni di euro, sempre sommando produzione e post raccolta, e i circa 89 milioni di euro in tutte le regioni del nord dell’Italia. Insomma, un autentico disastro.

«Siamo tutti consapevoli dell’assoluta urgenza di azioni concrete per evitare che gli agricoltori decidano di espiantare: un disastro economico-sociale cui si aggiungerebbe un disastro ambientale – commenta la Caselli –. Quindi si proceda con il sostegno alla ricerca portata avanti dal Crea e dalle Regioni, introduzione dell’antagonista naturale e attivazione degli indennizzi agli agricoltori, consapevoli, vista l’entità economica dei danni, che i finanziamenti andranno trovati in seno alla prossima legge finanziaria. E noi vigileremo perché sia garantita la necessaria e congrua copertura al provvedimento». (r.cr.)

Altri particolari sul Sabato sera del 3 ottobre

Concordato piano nazionale contro la cimice asiatica
Cronaca 23 Settembre 2019

Niente frutta dove passa la cimice venuta dall’Asia

Aiuti economici; sollecitazione di un piano straordinario nazionale e di misure europee per la prevenzione e la gestione delle crisi; studi e ricerche. Questi i pilastri su cui poggia la risposta della Regione Emilia Romagna all’emergenza costituita dalla cimice asiatica o cimice marmorata (la Halyomorpha halys), il parassita arrivato dalla Cina che sta devastando i frutteti.

«Voglio tranquillizzare alcuni esponenti dell’opposizione che, evidentemente non documentati, hanno lanciato grida di allarme ingiustificate su una presunta inerzia della nostra amministrazione – replica l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli –. Stiamo mettendo in campo tutte le azioni possibili per contrastare questa calamità senza perdere un solo minuto».

A meno di due settimane dal tavolo tecnico con le associazioni agricole e le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli, convocato per fare il punto sui danni provocati dal proliferare di cimici marmorate, la Regione ha già licenziato un primo provvedimento per sostenere l’accesso al credito delle imprese agricole emiliano-romagnole in difficoltà.
Il bando, approvato dalla Giunta regionale, stanzia 250 mila euro per la concessione, tramite gli organismi di garanzia, di un contributo in regime di de minimis a favore delle imprese agricole del settore ortofrutticolo, dando priorità alle imprese che hanno una superficie minima di impianti frutticoli di due ettari e poste nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena e Ravenna, che – secondo i rilievi effettuati dal servizio Fitosanitarioregionale – sono i territori ove la cimice asiatica ha colpito più duro.
Le domande dovranno essere presentate all’organismo di garanzia entro il prossimo 21 ottobre.

«Come avevamo promesso nell’incontro tecnico di fine agosto, ci siamo impegnati per dare rapidamente un sostegno concreto alle aziende agricole del settore ortofrutta colpite dal flagello della cimice asiatica – rivendica Caselli –. Questo primo provvedimento consentirà alle imprese di accedere a mutui e a prestiti agevolati ed evitare così crisi di liquidità».
Non solo. «Sul 2020 chiederemo un rafforzamento di ulteriori 250 mila euro – aggiunge l’assessore regionale –, che si aggiungeranno al milione di euro già previsto». (r.cr.)

Altri particolari nell”articolo pubblicato sul “Sabato sera” del 19 settembre

Niente frutta dove passa la cimice venuta dall’Asia

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