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Cronaca 18 Luglio 2019

Circondario, i sindacati mobilitati sul personale e per i servizi dei cittadini

Ad oggi capire quanti siano i lavoratori in capo al Circondario tra dipendenti e comandati non è facile. Gli ultimi dati parlano di un centinaio a cui vanno aggiunti i circa 200 dell’Asp. «Ma è difficile saperlo dato che le relazioni sindacali sono ferme da mesi» ricorda Maurizio Serra della Fp-Cgil. Questo ovviamente con ripercussioni in tema di contrattazione integrativa «con ricadute estremamente negative sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro che del salario accessorio».

Una mancanza di dialogo che, unita ai dubbi dati dal recesso di Imola dalla gestione associata di Servizi finanziari-Economato-Controllo di gestione, e di Castello, Gastel Guelfo e Mordano dalla polizia municipale, ha convinto i sindacati di categoria, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Csa, ad indire lo stato di agitazione. Una mobilitazione che unisce i dipendenti del Circondario e quelli dei Comuni ad esso afferenti (Medicina esclusa) e dell’Asp. I sindacati minacciano lo sciopero e hanno scritto al Prefetto affinché operi per la conciliazione tra le parti. Una situazione talmente preoccupante da portare anche i confederali di Cgil, Cisl e Uil a chiedere un incontro urgente ai sindaci per capire «cosa sta accadendo e le strategie che gli eletti dai cittadini intendono mettere in campo per i prossimi anni per garantire servizi di qualità».

Poi, due giorni fa è arrivata la notizia dell’accordo per il rilancio del Circondario con la nomina della nuova Giunta, che vede come presidente la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, e come vice il collega di Medicina, Matteo Montanari, e quella di Casalfiumanese, Beatrice Poli. Sangiorgi viene dall’esperienza maturata nel Patronato Uil, quindi conosce bene la materia sindacale. Forse le nubi si dissolveranno e ritornerà presto il sole sulla testa dei dipendenti pubblici.

Ma Mirella Collina, segretaria Cgil di Imola, va oltre e avverte: «A settembre si comincerà a discutere del progetto sulla sanità metropolitana e del distretto sociosanitario che vogliamo. Solo Imola non ha ancora presentato un progetto. E non è un problema dell’Azienda usl ma del fatto che manca la politica, i sindaci: il Comitato di distretto non è stato ancora nominato. Avevamo chiesto di potenziare l’assistenza domiciliare, è stato fatto? Con il Comune di Imola ci siamo accordati per delle risorse aggiuntive, ma non ne abbiamo più saputo nulla». (l.a.)  

Altri particolari sul “sabato sera” del 18 luglio.

Nella foto la sede del Circondario in via Boccaccio a Imola

Circondario, i sindacati mobilitati sul personale e per i servizi dei cittadini
Cronaca 17 Luglio 2019

Circondario, tutti d'accordo per il rilancio con 4 gestioni associate e Sangiorgi presidente, Poli e Montanari i vice

Le avvisaglie c’erano tutte per tramutare in realtà i timori di un «liberi tutti» che avrebbe portato alla scomparsa del Circondario di Imola. Invece il vento è cambiato anche in via Boccaccio. La liturgia della prova di forza a tutti i costi sembra aver lasciato spazio alla mediazione. Ieri tutti e dieci i sindaci dei Comuni hanno siglato un documento che rilancia il Circondario su quattro funzioni associate considerate da tutti come un’esperienza positiva, cioè Servizi sociali (Asp), Tributi, Personale e Sia (servizi informatici) secondo la logica del «salviamo quello che funziona».

«Ora per cinque anni tutti sono impegnati a non uscire» spiega Matteo Montanari, sindaco di Medicina. A seguire è stata nominata la Giunta, presidente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi, vice lo stesso Montanari e Beatrice Poli di Casalfiumanese. «Ottimo risultato di condivisione di intenti. Ci metteremo subito all’opera, insieme, per individuare le migliori soluzioni possibili per la soddisfazione dell’intera comunità» ha commentato Sangiorgi. 

«Secondo me è un buon piano di lavoro» dice dal canto suo il sindaco castellano Fausto Tinti, che ha comunque portato in fondo quanto anticipato già un mese fa: uscire dalla municipale associata. «Non ha funzionato, come quella dei 5 Castelli in passato»  motiva. I Consigli comunali di Castel San Pietro e Castel Guelfo, infatti, la scorsa settimana hanno approvato la delibera di recesso dalla gestione associata nel Corpo unico della municipale. Idem Mordano. Imola ha fatto la stessa cosa per quanto riguarda Servizio finanziario, Economato e Controllo di gestione. Si tratta, non a caso, di attività che non fanno parte del “pacchetto” condiviso nell”accordo per “salvare” il Circondario. I Comuni recuperano la titolarità di quel servizio e soprattutto il personale che, a suo tempo, avevano messo a disposizione del Circondario, ovvero per l’attività anche degli altri enti. Ci sono sei mesi per rendere effettive le procedure di recesso, l’orizzonte è l’inizio del 2020.  (l.a.) 

Altri particolari e dettagli sull’accordo per il rilancio del Circondario e i commenti dei sindaci di Dozza e Castel Guelfo sul “sabato sera” del 18 luglio 

Nelle foto la Giunta del Circondario: Manuela Sangiorgi, Beatrice Poli e Matteo Montanari

Circondario, tutti d'accordo per il rilancio con 4 gestioni associate e Sangiorgi presidente, Poli e Montanari i vice
Cronaca 23 Dicembre 2018

Sicurezza, controlli preventivi nelle feste e nelle discoteche, “promossa' la serata delle scuole al Cap Creus con Achille Lauro

Nessun problema ieri sera durante la festa delle scuole superiori al Cap Creus con ospite il rapper Achille Lauro, uno dei tanti idoli dei giovanissimi. A dirlo è il Commissariato di Imola che, per l’occasione, ha attivato un servizio dedicato insieme a carabinieri e polizia municipale, per verificare l’osservanza delle prescrizioni e delle norme da parte del locale. «La capienza del Cap Creus è di 725 persone e ieri sera ne sono state fatte entrare circa 600 – dettagliano dalla polizia -, l’accesso è stato regolare e senza calca. Inoltre il locale si era organizzato nella maniera più idonea, con un servizio di security interno ed esterno e personale con il regolare “patentino”». 

L’anno scorso, in occasione dell’analogo appuntamento, un classico per i ragazzi delle scuole imolesi, «ci furono una serie di lamentele da parte dei genitori per l’affollamento, poi c’è stata la tragedia di Corinaldo, così come Commissariato di Imola abbiamo deciso, di attivare un”attività di controllo dedicata» chiariscono sempre dalla polizia. Ma non è finita qua.

Dal Commissariato avvertono che nelle prossime settimane verranno fatti altri controlli preventivi e servizi straordinari sulla sicurezza sia a Imola che nel resto dei circondario «nei locali pubblici e nelle feste aperte al pubblico (come quelle cosiddette free drink) in particolare quando ci sono cantanti e rapper che attirano i giovanissimi». L’obiettivo è evitare che possano ripetersi fatti drammatici come quelli della discoteca marchigiana e che vengano rispettate tutte le prescrizioni. (l.a.)

Nella foto un’immagine dalla pagina Facebook del Cap Creus

Sicurezza, controlli preventivi nelle feste e nelle discoteche, “promossa' la serata delle scuole al Cap Creus con Achille Lauro
Cronaca 4 Settembre 2018

Vaccini e scuole, nell'imolese tra nidi e materne solo un centinaio i bimbi non in regola. Primi in regione per la copertura

Ieri mattina primo giorno di attività per i nidi e le scuole d’infanzia comunali dopo la pausa estiva (le materne statali inizieranno con tutte le altre scuole il 17). L”Azienda usl di Imola ha colto così l’occasione per fare il punto su vaccinazioni e obblighi in vigore nella nostra regione, dopo le circolari ministeriali estive che hanno creato qualche dubbio.  

In generale, la Delibera 1391 emessa il 27 agosto dalla Giunta dell’Emilia Romagna ha chiarito che i bambini (fascia 0-6 anni) non in regola con gli obblighi vaccinali non possono frequentare nidi e materne. L’Azienda usl imolese ora segnala che “dai controlli svolti sui registri degli iscritti alle scuole di infanzia e materne del nostro territorio (minori da 0 a 6 anni) sono solo 58 i bambini residenti non in regola e poco meno di 50 i non residenti che dovranno portare a scuola il certificato vaccinale, non essendo presenti nella nostra Anagrafe”.  

Il nostro circondario è tra quelli che ha ottenuto il miglior risultato di copertura vaccinale complessiva contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B tra i nati nel 2016, 2015 e 2014. A comunicarlo soddisfatta è la stessa Azienda usl: “Meglio di Imola soltanto Ferrara e Parma”. “Siamo molto contenti – spiega Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive -. Volendo fare un paragone sportivo, abbiamo vinto molte medaglie nelle varie categorie vaccinali raggiungendo percentuali al di sopra della soglia di sicurezza stabilita dall”Organizzazione mondiale della sanità (95%). Il miglior risultato regionale lo abbiamo ottenuto con il vaccino morbillo-parotite-rosolia per i nati 2014 (quota 98,2%) e i nati 2015 (quota 97%)”. 

Come detto, i bambini che non presentano alcuna documentazione vaccinale non vengono ammessi ai nido o alle materne. Per quanto riguarda i bambini in attesa di vaccinazione, la delibera precisa che coloro per i quali risulta essere stato prenotato un appuntamento prima dell’avvio dell’anno scolastico non possono frequentare finché non portano la documentazione e risultano sospesi. I bimbi che, invece, hanno un appuntamento già fissato per una data successiva all’inizio dell’anno scolastico (l’Ausl di Imola segnala che in questi giorni “sta fornendo appuntamenti per le vaccinazioni a libero accesso con termine il 30 settembre”) possono essere ammessi ma solo fino alla data dell’appuntamento; al rientro a scuola dovranno presentare la documentazione, altrimenti saranno anch’essi sospesi.

In entrambi i casi i bambini possono mantenere l’iscrizione e per quanto riguarda il relativo pagamento della retta scolastica la decisione è affidata «ai singoli enti gestori delle strutture» dice la delibera regionale.   

“I risultati raggiunti premiano l’intenso impegno dei nostri professionisti, medici igienisti e pediatri, infermieri e assistenti sanitarie – ha detto il direttore generale Andrea Rossi – , nonché la sensibilità e ricettività dei nostri cittadini verso questo importante tema”. Lo scorso anno l’Ausl ha effettuato circa 20.000 vaccinazioni a minori da 0 a 18 anni e fino ad oggi 322 colloqui informativi su richiesta esplicita dei genitori.

Vaccini e scuole, nell'imolese tra nidi e materne solo un centinaio i bimbi non in regola. Primi in regione per la copertura
Cronaca 16 Luglio 2018

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione

L’Ausl di Imola sta visitando a tappeto tutte le strutture residenziali autorizzate al funzionamento che ospitano anziani, le famose cra. Siano esse pubbliche, private o accreditate. Sono controlli per valutare i requisiti e la qualità dell’assistenza. Analoghi controlli, ma per censire la situazione e riscontrare eventuali criticità, stanno coinvolgendo le case-famiglia con capienza fino a sei posti letto. Complessivamente si tratta di 29 case di riposo e 8 case-famiglia.

«L’attività sulle strutture autorizzate è iniziata ad aprile e si completerà in un triennio, come previsto dal progetto proposto in accordo con i dieci Comuni del Circondario imolese» spiega Gabriella Martini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl. La Regione ha stanziato circa 12.300 euro euro per il primo anno, «mentre i due anni successivi saranno finanziati in base al programma delle attività da svolgere». Per quanto riguarda le case-famiglia, invece, la verifica è stata avviata l’anno scorso su richiesta della Regione stessa, e dovrà essere completata entro il 2018.  

«Dopo l’autorizzazione o l’accreditamento di fatto non vediamo più queste strutture, a meno che non vi siano segnalazioni di problematicità da parte del Comune, di un parente o delle forze dell’ordine. Però si tratta di un servizio potenzialmente a rischio vista l’utenza fragile – motiva Martini -, secondo noi occorreva coprire questo “buco”, da qui la nostra proposta che è piaciuta alla Regione tanto da erogare le risorse aggiuntive per metterla in atto». Le visite dei tecnici, tra l’altro, avvengono in «orari non convenzionali, cioè di sera oppure la domenica» chiarisce Martini. «Ad oggi ne abbiamo controllate quattro e non abbiamo trovato difformità tali da pregiudicare il funzionamento della struttura – sottolinea Martini -, solo qualche problema di pulizia oppure ritardi nella manutenzione straordinaria per una porta rotta oppure il rivestimento di un bagno da sistemare. Si tratta di violazioni sanabili, per cui abbiamo chiesto delle prescrizioni di adeguamento ma nessuna sanzione o richieste di chiusura».

Situazione tranquilla anche sul fronte delle case-famiglia. «L’anno scorso ne abbiamo visitata una a Castel del Rio e tre a Imola, quest’anno stiamo procedendo con le rimanenti – spiega Martini -. Fino ad ora non abbiamo riscontrato non conformità tali da dover sospendere l’attività. Abbiamo, però, segnalato alla Regione alcuni elementi che noi riteniamo siano da considerare con attenzione per le prossime stesure normative. Tra questi c’è la qualifica degli operatori, perché in alcune realtà il gestore è un infermiere mentre in altre cono persone che hanno sempre fatto altro nella vita. Tutto questo ad oggi non è vietato, vedremo come si orienterà in futuro la Regione…». Per queste strutture, infatti, non esistono parametri di riferimento se non quello del numero massimo degli ospiti (6 posti) e i requisiti minimi di igiene e conformità (come l’impianto elettrico e termico) ma la Regione ha intenzione di metterci mano a breve. (l.a. ) 

Altri particolari negli articoli sul “sabato sera” in edicola dal 21 luglio. 

Nella foto Gabriella Martini

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione
Cultura e Spettacoli 4 Luglio 2018

«Il grande libro il grande gioco», il lavoro di 1500 piccoli autori residenti nei comuni del circondario di Imola

Millecinquecento autori per un grande libro. Anzi, per «Il grande libro il grande gioco», ovvero la nuova pubblicazione della collana Junior al quadrato dedicata ai giovani lettori di Bacchilega Junior (marchio dell’imolese Bacchilega Editore che edita anche il settimanale “sabato sera”).

«Il grande libro il grande gioco», curata dallo scrittore e formatore Beniamino Sidoti,  è un’opera collettiva nata da una serie di incontri nelle biblioteche del circondario imolese con oltre sessanta classi e circa 1500 fra bambini e bambine dalla terza elementare alla seconda media. Il risultato è un vero e proprio libro, volendo scaricabile gratuitamente dal sito di Bacchilega editore.

«Ogni anno il Circondario imolese promuove progetti sui vari temi della letteratura – racconta Sidoti –. Quest’anno il tema erano i giochi con le storie e abbiamo sperimentato un grande gioco di scrittura collettiva, una delle imprese letterarie più affollate per quanto riguarda i libri stampati».

Ma com’è nata la storia del libro?
«Nel primo incontro siamo partiti dal racconto collettivo “La torta in cielo di Rodari”. Abbiamo scritto un capitolo insieme poi ad ogni incontro con i ragazzi leggevamo quanto scritto fino a quel momento e aggiungevamo un nuovo capitolo. Le parole da me trascritte sono davvero le parole dei ragazzi che hanno partecipato, le loro idee, i loro diversi modi di vedere il mondo. Oltre ad essere una storia divertente è stato un lavoro interessante. Le pagine finali del libro contengono una piccola guida metodologica che spiega il percorso nel dettaglio, la scrittura collettiva e i giochi fatti. Uno strumento utile per insegnanti, formatori, bibliotecari e chiunque sia interessato alla scrittura».

Di che cosa parla «Il grande libro il grande gioco»?
«La trama è semplice quanto ricca: ci sono due extraterresti, un disco volante, un cattivo con la C maiuscola e diversi incontri ma anche scontri. È una storia avvincente, divertente, mai banale. Da leggere». (mi.mo.)

Nella foto Beniamino Sidoti e la copertina del libro

«Il grande libro il grande gioco», il lavoro di 1500 piccoli autori residenti nei comuni del circondario di Imola
Cronaca 3 Luglio 2018

Marijuana terapeutica, nell'imolese 19 persone in cura e 3 farmacie che erogano i preparati

Sono 1.031 i pazienti trattati in Emilia Romagna con farmaci cannabinoidi o volgarmente detti «marjiuana terapeutica», per intenderci derivati dalla cannabis sativa, per un totale di 4.000 prescrizioni mediche. In maggioranza (63 per cento) sono donne, con una durata media del trattamento di quattro mesi. Prevalentemente hanno usato questi farmaci per ridurre il dolore neuropatico cronico di intensità elevata (65 per cento), per mitigare gli effetti dolorosi della spasticità da sclerosi multipla (15,4 per cento) oppure per resistenza alle terapie convenzionali. La maggior parte (691 pazienti) ha un’età compresa tra i 19 e i 65 anni; 335 hanno più di 65 anni e solo 5 ne hanno meno di 19. Le persone in trattamento che fanno riferimento all’Azienda usl di Imola sono attualmente 19. 

Sono dati ufficiali dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute e riferiti agli ultimi venti mesi, dall’1 settembre 2016, data in cui è stato uniformato il percorso prescrittivo su tutto il territorio regionale. Dati che sono stati resi noti durante una Commissione dell’Assemblea regionale aperta ad associazioni di pazienti, medici prescrittori e farmacisti erogatori dei prodotti. L’Emilia Romagna è tra le regioni più avanzate: l’utilizzo è previsto in generale in caso di resistenza alle terapie convenzionali contro il doloro, inoltre, per due indicazioni specifiche, il dolore neuropatico cronico resistente alle terapie convenzionali e quello associato a spasticità nella sclerosi multipla, il costo è a carico del sistema sanitario regionale. In tutti gli altri casi il paziente deve pagare, compreso il dolore oncologico.  

Ad oggi lo Stabilimento di Firenze è abilitato a produrre e fornire ai farmacisti l’infiorescenza macinata in flaconi da 5 grammi e multipli, che devono preparare l’infiorescenza per il paziente in base alle precise modalità di somministrazione e alle dosi prescritte dal medico: una formulazione per decotto oppure delle capsule o per la vaporizzazione. A Imola le farmacie convenzionate che hanno deciso di allestire ed erogare preparazioni magistrali di cannabis sono tre, trentuno in tutta l’Emilia Romagna.  

L’utilizzo medico della cannabis sta aumentando a vista d’occhio e la produzione dello Stabilimento di Firenze non basta, tanto che il ministero della Salute ha autorizzato l’importazione in Italia di quote di cannabis da conferire allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze ai fini della trasformazione e della distribuzione presso le farmacie.  

«Si tratta di un tema rispetto al quale l’attenzione è sempre stata elevata  – ha sottolineato l’assessore Sergio Venturi -, tant’è che nel 2014, in un momento in cui a livello nazionale non erano ancora presenti indicazioni specifiche, abbiamo adottato una legge regionale per dare la possibilità ai medici di utilizzare la cannabis come opzione terapeutica. In questi anni – ha aggiunto Venturi – possiamo dire che l’offerta terapeutica ha funzionato, a parte qualche difficoltà di approvvigionamento, tra fine 2017 e inizio 2018, dovuta principalmente all’afflusso di pazienti da altre regioni presso le farmacie del nostro territorio e al superamento delle quote di prodotto importato dall’estero».  (l.a.)

Altri particolari e articoli sul “sabato sera” in edicola dal 28 giugno.

Marijuana terapeutica, nell'imolese 19 persone in cura e 3 farmacie che erogano i preparati
Cronaca 19 Marzo 2018

La Neurologia dell'Ausl di Imola, al fianco dei pazienti con sla, sclerosi multipla o Parkinson

«Oggi abbiamo un incremento dell’incidenza della sclerosi multipla, del Parkinson e della demenza. Per la sclerosi multipla va considerata la maggior capacità diagnostica, ma esiste anche un reale aumento dei casi in particolare nella donna e con un’età di esordio sempre più giovanile». L’analisi è di Vittoria Mussuto, neurologa, che a fine febbraio è andata in pensione lasciando il vertice della Neurologia dell’Ausl di Imola. Un servizio che ogni anno fa 1250 consulenze tra reparti e pronto soccorso, 4300 visite ambulatoriali per i pazienti esterni, senza contare la diagnostica, con 10.000 elettromiografie e potenziali evocati e 850 elettroencefalogrammi. In molti casi le persone seguite presentano patologie croniche o invalidanti, come emicranie gravi, epilessie o neuropatie che richiedono terapie costanti e impegnative, come immonuglobuline o cortisonici per via endovenosa. Mussuto lavora a Imola da circa trent’anni e da quindici dirige l’unità operativa di Neurologia.

«Ho iniziato come guardia medica» ricorda. «Il servizio, così come è configurato oggi, l’ho costruito passo dopo passo. Quando sono arrivata si trattava di una semplice attività di consulenza clinica interna per gli altri reparti. Ho incrementato la capacità diagnostica con lo sviluppo di un laboratorio di neurofisiologia e potenziato l’ambulatorio per esterni con attenzione per i tempi di attesa». Per tre patologie, sclerosi multipla (sm), Parkinson e sla, sono stati attivati dei percorsi di presa in carico: dalla diagnostica al trattamento i pazienti vengono seguiti direttamente. Sono 130 i pazienti con sm seguiti, 150 quelli col Parkinson e, ad oggi, 45 con la sla (sclerosi laterale amiotrofica). «La peculiarità in tutti questi percorsi è che abbiamo creato gruppi multidisciplinari che si prendono cura dei pazienti per ottenere la miglior qualità di vita». Una collaborazione è stata attivata con i reparti di degenza, la medicina riabilitativa, la psicologia, i medici di medicina generale. Il servizio ha rapporti stretti anche con le associazioni di volontariato, come «Io vivo io vivrò» creata da Gian Luca Fantelli (il cantautore medicinese scomparso a causa della sla), Iniziative Parkinsoniane Imolesi o Aism.

La sla è la patologia con l’esito più drammatico, ma anche per molte altre, come la sm, non esiste una cura definitiva, quindi è molto importante arrivare rapidamente ad una diagnosi per intervenire con le terapie. «Alle volte le persone arrivano terrorizzate perché hanno cercato informazioni su Google, noi cerchiamo di dare le informazioni più complete possibili, indichiamo i siti corretti su cui informarsi e abbiamo sviluppato l’educazione sanitaria attraverso l’infermiera».

Oggi, con Mussuto, il team del reparto consta di quattro neurologi, un’infermiera e tre tecnici per gli esami. «Ho ricevuto garanzia dalla direzione dell’Ausl che il servizio continuerà a svolgere in pieno la sua attività». L’intenzione di Mussuto è continuare l’attività in libera professione presso l’ambulatorio Valsalva. «La neurologia è una bella palestra, una specializzazione che ti educa alla relazione col paziente: una visita dura almeno trenta minuti, iniziamo dalla testa e finiamo con i piedi, e la fase del colloquio è importantissima. Molti si meravigliano quando per un mal di testa diciamo “si tolga scarpe e calzini…”».

l.a.

Nella foto Vittoria Mussuto (terza da destra) con il team del reparto

La Neurologia dell'Ausl di Imola, al fianco dei pazienti con sla, sclerosi multipla o Parkinson

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