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Cronaca 13 Settembre 2018

Bordona e Casolana, lavori finiti. Gli interventi di risistemazione sono costati 50 mila euro l'uno

Sono stati ultimati i lavori per il ripristino della viabilità lungo le strade provinciali Bordona (Sp 15) e Casolana (Sp 33).

Su entrambe le strade, infatti, da marzo vigeva il senso unico alternato nel tratto in cui la scarpata sottostante è franata portando con sé anche parte della lingua d’asfalto. Una situazione dovuta al maltempo che, prima con la neve, poi con la pioggia, aveva messo a dura prova la vallata del Santerno.

In agosto – spiegano dalla Città metropolitana – sono stati effettuati gli interventi «per costruire una massicciata con dei blocchi in pietra serena per sostenere la scarpata sottostante la strada».

Due interventi analoghi, ciascuno del costo di circa 50 mila euro (Iva compresa).

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la Bordona risistemata

Bordona e Casolana, lavori finiti. Gli interventi di risistemazione sono costati 50 mila euro l'uno
Cronaca 1 Settembre 2018

Viabilità e sicurezza, tre ponti a Medicina sono nell'elenco delle opere che richiedono interventi prioritari

La Città metropolitana, dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ha inoltrato ieri al Governo l”elenco delle opere (leggi qui) che richiedono interventi per circa 12 milioni di euro. Tra loro uno classificato come urgente (livello 1 e già chiuso al traffico), 11 con priorità alta (livello 2) e 6 con priorità media (livello 3). Al livello 2 tre sono nel territorio di Medicina e si tratta di quelli sulla S.P. 3/2 (secondo tronco della Trasversale di pianura) che attraversano il torrente Quaderna, lo scolo Fossatone e il torrente Gaiana.

Priorità alta, è bene ricordarlo, significa «struttura su cui si rileva uno stato di danno e degrado esteso non trascurabile, ma che non presenta un rischio di collasso a breve. È necessario valutare se istituire delle limitazione di massa al transito, ma non si ritiene necessaria la completa chiusura. Sono necessari ulteriori controlli, monitoraggi e interventi di consolidamento al fine di adeguare la struttura ai carichi e alle azioni previste dalla normativa».

I tecnici della Città metropolitana hanno rispettato a pieno la scadenza del 1° settembre, indicando a tempo di record i 18 ponti «a rischio» tra i 580 di competenza. «Questo – spiega il consigliere delegato alla Viabilità Marco Monesi – è stato possibile anche perché da noi il controllo dei ponti con ispezioni visive non è scattato dopo la terribile tragedia di Genova ma era attivo da tempo. Dall’inizio del 2018 abbiamo inoltre un catasto dei ponti, digitalizzato negli anni scorsi e da mesi è stato avviato un processo di aggiornamento e sistematizzazione delle informazioni disponibili. Contiamo che il Governo, con questa richiesta, passi dalla fase degli annunci a quella dei fatti stanziando le risorse che chiediamo anche perchè degli interventi per “allungare la vita” a ponti con oltre 50 anni di età sono, in prospettiva, comunque necessari».

r.c.

Viabilità e sicurezza, tre ponti a Medicina sono nell'elenco delle opere che richiedono interventi prioritari
Cronaca 24 Agosto 2018

Ad Area Blu per un anno la cura e la manutenzione delle strade del distretto bolognese Pianura est

Sarà Area Blu a occuparsi, fino al 31 luglio 2019, della cura e della manutenzione ordinaria delle strade del distretto Pianura est di Bologna, vale da dire di una vasta area del territorio provinciale che comprende i comuni di Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Castel Maggiore, Castello d”Argile, Castenaso, Galliera, Granarolo dell”Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale.

La decisione è stata presa dalla Città metropolitana, dopo una prima fase di sperimentazione avviata nel dicembre scorso e conclusasi a luglio. L”ente bolognese, che è socio di Area Blu, ha affidato alla Spa in house providing tutti i servizi di manutenzione ordinaria delle strade provinciali della Pianura est, compresi quelli si sgombero neve e spargimento sale. La delibera del Consiglio metropolitano ha incassato i voti a favore del Pd e l”astensione di Uniti per l”Alternativa, Movimento 5 Stelle e Rete Civica.

“La Città metropolitana conferma quindi la scelta dell’affidamento ad Area Blu anche alla luce dell’esito positivo con cui si è conclusa la fase di sperimentazione – sottolinea il consigliere delegato Marco Monesi -. L”obiettivo è quello di garantire i necessari standard manutentivi e di sicurezza. L’utilizzo dello strumento in house rappresenta inoltre per l’ente un valore aggiunto, in quanto consente di mantenere un controllo pubblico stringente sulle attività affidate”.

Alla base della scelta, c”è la constatazione che il Servizio Progettazione costruzioni e manutenzione strade della Città metropolitana ha incontrato sempre più difficoltà a gestire l”attività direttamente, soprattutto a causa di una consistente riduzione del personale. Da qui l”affidamento ad Area Blu, dietro il corrispettivo di poco più di 1,2 milioni di euro, che comprendono le seguenti attività: sorveglianza della zona da manutenere e servizio di reperibilità, sfalcio periodico, manutenzione delle pertinenze stradali e del verde, pulizia dei piani viabili, delle banchine e delle pertinenze stradali, manutenzione ordinaria del piano viabile, delle barriere di sicurezza, delle opere d’arte e degli impianti, nonché della segnaletica verticale e orizzontale; svolgimento dei servizi di sgombero neve e sparsa sale, che comprende il monitoraggio dei fenomeni meteo e l”attivazione/preallarme nonché la disponibilità di 26 mezzi spartineve e sei mezzi spargisale.

La foto è tratta dal sito della Città metropolitana di Bologna

Ad Area Blu per un anno la cura e la manutenzione delle strade del distretto bolognese Pianura est
Cronaca 19 Luglio 2018

Sanità, quattro scenari per la riorganizzazione di Ausl e ospedali, la parola passa ai cittadini

Dipartimenti di continuità per raccordare ospedale e territorio e rispondere più efficacemente alle esigenze di prossimità e continuità assistenziale dei cittadini. Dipartimenti interaziendali di ambito metropolitano per servizi trasversali come l’Emergenza-urgenza o per aggregare strutture specialistiche. Più quattro scenari che corrispondono ad altrettante ipotesi di cambiamento. Il primo prevede Accordi di programma per esercitare funzioni di programmazione e di alta gestione attraverso un organo di governo comune nel quale siederanno i direttori generali delle Aziende metropolitane. Il secondo, un soggetto giuridico autonomo di tipo Consortile al quale le Aziende rimettono le risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni e delle attività di interesse comune. Il terzo, la creazione di una nuova Azienda ospedaliero-universitaria, centro per il trattamento di patologie complesse a vocazione chirurgico-interventistica e polo di riferimento nazionale per la ricerca e la didattica nella quale far confluire le alte specialità del Sant’Orsola e dell’Azienda usl di Bologna. Il quarto, un’Azienda di nuovo tipo sanitario-universitaria per la piena integrazione di assistenza, didattica e ricerca nei livelli territoriali ed ospedaliero distrettuale di riferimento.

Questo in estrema sintesi il contenuto del famoso e atteso documento sulla riorganizzazione e integrazione della sanità metropolitana. Un centinaio di pagine e dieci allegati, frutto di un anno di lavoro del Nucleo tecnico incaricato. Il documento è stato già acquisito Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana (Ctss), presente il Comune di Imola e presentato pubblicamente martedì 17 in una conferenza stampa da Giuliano Barigazzi, presidente della Ctss e assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna, e Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute della Regione. Presenti i direttori generali delle Aziende sanitarie, Andrea Rossi per Imola.

Difficile capire quale soluzione sia la migliore per Imola. Il documento rappresenta solo delle ipotesi e neppure tropo dettagliate. Per decidere quale direzione prendere è previsto un percorso di partecipazione aperto a cittadini e addetti ai lavori: è stato attivato uno spazio online dove scaricare i materiali e far pervenire proposte sul sito partecipa.comune.bologna.it. Inoltre il documento è disponibile anche su www.ctss.bo.it e sui siti delle Aziende sanitarie come www.ausl.imola.bo.it.

A settembre saranno poi organizzati degli incontri pubblici gestiti dalla Ctss metropolitana con la Fondazione Innovazione Urbana di Bologna. Questa fase si concluderà in ottobre. Il fattore tempo non è irrilevante dato che tutte o quasi le proposte del documento hanno bisogno di modificare le normative regionali vigenti e nel 2019 l’Emilia Romagna andrà alle elezioni per il rinnovo di presidente e Assemblea. (l.a.)

Nella foto 

Sanità, quattro scenari per la riorganizzazione di Ausl e ospedali, la parola passa ai cittadini
Cronaca 15 Maggio 2018

Censimento annuale a campione per popolazione e case, rilevatori cercasi

Dal prossimo ottobre prenderà il via il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, con una cadenza annuale e non più decennale. Per il 2018 si svolgerà in 26 comuni del territorio metropolitano, di cui 16 saranno coinvolti anche nelle rilevazioni del 2019, 2020 e 2021. Per quanto ci riguarda, saranno interessati per tutti e quattro gli anni Imola, Castel San Pietro, Medicina e Ozzano, invece Borgo Tossignano, Castel del Rio e Dozza solo nel 2018, mentre Casalfiumanese, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano nel 2019, 2020 e 2021.

I restanti comuni saranno interessati solo da una delle rilevazioni successive, secondo un piano temporale che sarà in seguito comunicato dall’Istat. In verità, il nuovo censimento non coinvolgerà tutte le famiglie, ma ogni anno un campione di esse: in particolar modo nella città metropolitana saranno circa 12 mila quelle coinvolte nel 2018.Il piano generale del censimento prevede che i Comuni individuino i rilevatori fra il personale dipendente oppure, qualora questo non sia in possesso dei requisiti minimi o non risulti sufficiente, che si rivolgano a soggetti esterni.

Per supportare i Comuni nel reperimento di soggetti disponibili allo svolgimento delle funzioni di rilevatore, la Città metropolitana ha quindi approvato l’avviso pubblico per soli titoli ai fini della costituzione dell’Albo metropolitano dei rilevatori per il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2018.

Per svolgere la funzione di rilevatore occorrerà avere età non inferiore a 18 anni; essere in possesso del diploma di scuola superiore di secondo grado o titolo di studio equipollente; saper usare i più diffusi strumenti informatici (Pc, tablet), possedere adeguate conoscenze informatiche (internet, posta elettronica) ed esperienza in materia di rilevazioni statistiche e in particolare di effettuazione di interviste; avere un’ottima conoscenza parlata e scritta della lingua italiana; godere dei diritti politici e non aver subito condanne penali; avere cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione europea o un regolare permesso di soggiorno.

Le domande, compilare utilizzando il modulo informatico disponibile online, dovranno essere inviate entro le ore 13 di venerdì 25 maggio. Nell’ambito della domanda, il candidato potrà indicare i comuni nei quali è disponibile a prestare la rilevazione. Il candidato riceverà una mail di conferma automatica di ricezione della domanda da parte del sistema di posta del Comune di Bologna. Per informazioni: Mariaangiola.Gallingani@cittametropolitana.bo.it oppure statistica@cittametropolitana.bo.it. (r.c.) 

Nella foto la mappa la calendarizzazione dei comuni della Città metropolitana interessati dal censimento permanente di popolazione e abitazioni 

Censimento annuale a campione per popolazione e case, rilevatori cercasi
Cronaca 3 Maggio 2018

Emergenza cinghiali, piano straordinario di controllo anche in Valquaderna e a Palesio

Dal 20 aprile scorso, per far fronte all”emergenza dei cinghiali che sempre più spesso sono causa di incidenti stradali oltre ad arrecare danni all”agricoltura, è in corso un piano straordinario di controllo e abbattimenti selettivi nel Parco regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell”Abbadessa e nell”area a sud-est della Città metropolitana di Bologna, ovvero quella che interessa Ozzano Emilia, Castel San Pietro e marginalmente Imola. Il piano è stato fortemente voluto dalla Regione Emilia-Romagna, «Il problema dei cinghiali è all”ordine del giorno – spiegano dalla Polizia provinciale – perché spesso causano problemi ai cittadini. Gli avvistamenti non sono rari nemmeno vicino alle città, come dimostrano le testimonianze in via Montericco e alla centrale Hera a Imola. Il motivo è da ricercare anche nella presenza in collina di branchi di lupi (i nemici naturali, ndr) che portano i cinghiali a spostarsi e raggiungere zone meno rischiose».

Il piano prevede il controllo e l”abbattimento selettivo dei cinghiali da postazioni fisse per mano di operatori volontari specializzati, per i quali la Città metropolitana aveva nei mesi scorsi aperto le domande (leggi la news), coordinati dalla Polizia provinciale. «La nostra attività – proseguono – consiste nel monitorare la situazione al di fuori del Parco e limitare il numero di cinghiali presenti. I giorni in calendario sono il martedì e il venerdì (sia la mattina presto che la sera in entrambe le giornate) e le persone abilitate devono essere qualificate. Non tutti i cacciatori possono cacciare il cinghiale. I volontari presenti finora sono stati dai 15 ai 30 per ogni intervento. Il piano di controllo dovrebbe durare 3 mesi, a meno di cambiamenti o proroghe in corso d”opera».

Una volta abbattuti gli animali vengono portati ai Centri di lavorazione carni sul territorio (ad esempio a Monterenzio o Carseggio) che sono convenzionati con la Città metropolitana e dove vengono eseguiti i controlli sanitari. Una volta terminate le verifiche, il 25% circa delle carni può essere riconsegnata ai volontari per compensarli del loro sforzo venatorio, mentre la parte restante viene venduta dal Centro stesso che riconosce all”Ente di provenienza (Regione, Provincia o in questo caso la Città Metropolitana) un corrispettivo in base al quantitativo venduto.

«L”area più interessata – concludono – è la Valquaderna e Palesio e finora ne sono stati abbattuti qualche unità. Gli appostamenti devono essere effettuati in posti ben precisi e in completa sicurezza visto che con la primavera e l”estate sono più frequenti le passeggiate e le escursioni, a piedi o in bici, dei cittadini».

r.c.

Nelle foto: cinghiali e alcuni operatori durante una battuta di caccia

Emergenza cinghiali, piano straordinario di controllo anche in Valquaderna e a Palesio
Cronaca 2 Maggio 2018

Nel progetto del nuovo polo liceale anche una palazzina di tre piani in legno lamellare

Presentazione ufficiale per i disegni progettuali del nuovo assetto del polo liceale Rambaldi-Alessandro da Imola. Per l’occasione, in trasferta a Imola Daniele Ruscigno, consigliere metropolitano delegato alla Scuola e all’Edilizia scolastica, e Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro e vicesindaco metropolitano. I lavori infatti saranno finanziati dalla Città metropolitana all”interno di un investimento complessivo da oltre 9 milioni di euro annunciato già da tempo.

Se la tabella di marcia sarà rispettata, dall’anno scolastico 2022-2023 i licei Rambaldi e Alessandro da Imola saranno contigui nella nuova sede in viale D’Agostino. Per far posto a mille alunni (circa 900 quelli che oggi frequentano l’Alessandro da Imola in via Manfredi, un centinaio gli iscritti al liceo classico), la Città metropolitana costruirà una nuova palazzina a tre piani accanto alla struttura esistente, già scuola media Andrea Costa, che oggi ospita l”istituto tecnico Ghini, e in grado di contenere circa 300 studenti. «Si prevede di edificare due blocchi aule e tre blocchi servizi, per potenziali 20 aule (da 30 alunni), più 6 laboratori, oltre a spazi comuni, connettivi e servizi – dettaglia l’architetto Michele D’Oria, responsabile dell’unità operativa di Edilizia scolastica per l’Area servizi territoriali della Città metropolitana -. Nella nuova palazzina potranno pertanto essere ospitati un numero massimo di studenti variabile tra i 600 e i 690, a seconda delle modalità di utilizzo dei laboratori».

Questo chiarisce anche le perplessità, avanzate in un primo tempo dal dirigente dei licei, Lamberto Montanari, sulla congruità tra la capienza del nuovo polo e il numero medio di iscritti (da notare che gli studenti del Ghini invece traslocheranno nell”ex Convitto dello Scarabelli che verrà a sua volta ristrutturato). «Il nuovo edificio – prosegue l’architetto – sarà costruito all’interno dell’area dell’attuale Ghini, in corrispondenza della struttura metallica prefabbricata e semiprovvisoria che oggi ospita i laboratori. Questi spazi, in parte fatiscenti, non sono più rispondenti alle norme attuali di sicurezza ed energetiche. L’attuale struttura pertanto sarà demolita».

Il nuovo edificio sarà realizzato secondo uno schema di blocchi assemblabili tra loro, ma autonomi nella dotazione di servizi e impiantistica. «Il blocco aule – aggiunge – si sviluppa su tre piani: al piano terra trovano posto i laboratori. I piani superiori sono composti da cinque grandi aule dimensionate per accogliere anche 30 studenti, oltre a un’area centrale open space che, tramite chiusure vetrate richiudibili, può essere utilizzato quale ulteriore spazio flessibile (riunioni, sala professori, ulteriore aula, spazio relax, biblioteca, sala studio, ecc…)».

L’ipotesi del progetto di costruzione prevede l’utilizzo di pannelli portanti in legno lamellare, scelta che, precisa l’architetto «a fronte di un modesto aumento del costo iniziale, porta enormi vantaggi nella velocità di realizzazione, nella capacità dell’edificio di rispondere in modo ottimale alle esigenze energetiche, sismiche, di biocompatibilità e salubrità degli ambienti. Sarà un edificio a energia quasi zero – conclude – ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, sarà coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili». (lo.mi.)

Sul “sabato sera” del 3 maggio un servizio completo con tutti i lavori che verranno finanziati dalla Città m etropolitana nelle scuole imolesi e il commento dei presidi interessati.

Nella foto gli studi progettuali di massima del nuovo polo che accoglierà i licei Rambaldi e Alessandro da Imola

Nel progetto del nuovo polo liceale anche una palazzina di tre piani in legno lamellare

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