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Cronaca 17 Giugno 2020

Redditi 2018, Fontanelice chiude la classifica dei Comuni della Città metropolitana

Supera i 20 miliardi di euro il reddito complessivo 2018 dei contribuenti della Città metropolitana di Bologna. Il reddito medio per contribuente è di 25.827 euro e resta più alto del 10,2% rispetto a quello regionale (23.435 euro) e del 21,4% rispetto al dato nazionale (21.269 euro).

Il reddito medio più basso si registra a Fontanelice, con 19.683 euro, mentre quello più alto a San Lazzaro, con 29.529 euro.
Il comune “più ricco” del circondario è Castel San Pietro, al diciottesimo posto -su 55 comuni- con 24.419 euro. Seguono Imola (22° posto, 23.790 euro), Dozza (25° posto, 23.572 euro), Castel Guelfo (29° posto, 22.768 euro), Medicina (35° posto, 22.058 euro), Mordano (43° posto, 21.313 euro), Casalfiumanese (45° posto, 21.187 euro), Borgo Tossignano (52° posto, 20.225 euro), Castel del Rio (53° posto, 19.893 euro) e Fontanelice. (r.cr.)

Nella fotografia, Fontanelice

Redditi 2018, Fontanelice chiude la classifica dei Comuni della Città metropolitana
Sport 26 Febbraio 2018

Calcio, l'ex Imolese Pierluigi Baldazzi: «Anche con la Vis Pesaro eravamo lontani dalla vetta, vietato deprimersi»

L’ultima volta in cui il Montevarchi si è presentato al Romeo Galli, come accaduto mercoledì 21 febbraio, Pierluigi Baldazzi era in panchina nell’Imolese da teenager in quella squadra che a fine stagione, con Angelo Alessio come condottiero, conquistò la salvezza. A 13 anni di distanza «Pier», adesso da attaccante titolare, prova a guidare la Vis Pesaro nella rimonta sul Matelica che guida il girone F della serie D. «Un paio di settimane fa abbiamo vinto lo scontro diretto e siamo così riusciti a riaprire il campionato: adesso ce la giochiamo fino alla fine, senza dimenticare mai che ogni giornata può essere quella decisiva, perché in qualsiasi campo si vada a giocare non ci sono risultati scritti. In questo girone, dove ci sono trasferte da due giorni e campi caldi come Agnone, Campobasso e Avezzano, niente è scontato».

Le cose ad un certo punto andavano male: il -9 dal Matelica suonava come condanna anticipata sui sogni dell’ambiziosa Vis Pesaro che si è rimboccata le maniche, tornando in in scia alla lepre, un po’ quello che sogna di fare l’Imolese con il Rimini. Cosa fare in quei momenti quando tutto sembra andato? 

«La sera dopo che precipiti a -9 sembra tutto finito e da buttare, poi lo sconforto e la depressione li lasci da parte, pensando che non puoi far altro che andare avanti e continuare a lavorare con gli stimoli per pensare solo ed esclusivamente a te stesso, senza guardare la classifica degli altri. Scrollarsi di dosso tensioni e pressioni, vivendo ogni volta alla giornata: ecco la filosofia da seguire».

Il tuo viaggio, dopo l”Imolese, è proseguito a Castel San Pietro, Santarcangelo, Castellarano, Rimini, Fano e San Marino, a cavallo fra D e Lega Pro.

«All’Imolese cominciai con Alfonso Selleri, che sono contento sia riuscito lo scorso anno a levarsi la grande soddisfazione con il Ravenna: è un ragazzo d’oro, avrebbe meritato più fortuna nella sua esperienza a Imola».

Baldazzi e l’Imolese di Spagnoli?

«Ci fu un contatto con il presidente nel momento in cui venivo dall’infortunio (prima parte della stagione 2014/15, nda) ma non trovammo l’accordo a livello economico: sarebbe un orgoglio per me giocare con la squadra della mia città, mai dire mai…».

an.mir.

L”intervista completa su “sabato sera” in edicola del 22 febbraio

Nella foto: Pierluigi Baldazzi con la maglia della Vis Pesaro

Calcio, l'ex Imolese Pierluigi Baldazzi: «Anche con la Vis Pesaro eravamo lontani dalla vetta, vietato deprimersi»

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