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Cronaca 13 Luglio 2019

La Giunta Tinti perde un pezzo, l'assessore Tosarelli costretta a lasciare per motivi di lavoro

A poche settimane dalla nomina, l’assessore Lorenza Tosarelli si è dimessa dalla Giunta di Castel San Pietro. A motivare la decisione l”impossibilità di conciliare l”attività amministrativa con nuovi impegni sopravvenuti di lavoro all’estero. “Questi impegni non mi permettono di dedicare all’assessorato stabilità di presenza, passione e concentrazione come doveroso per l’importanza delle deleghe conferitemi” spiega la stessa Tosarelli, nella lettera inviata al sindaco Fausto Tinti che le aveva assegnato le deleghe alle Politiche per il Welfare dei cittadini, per la casa, di integrazione e di sostegno alle fragilità e di contrasto all’emarginazione e ai Rapporti con il Coordinamento del volontariato.

“Ringrazio Lorenza Tosarelli per essersi messa a disposizione della città – commenta lo stesso sindaco -, ha cercato di conciliare le attività e la famiglia ma non c”è riuscita. Questo non rappresenta assolutamente alcun problema politico” sottolinea deciso Tinti rintuzzando a distanza l”opposizione pentastellata che ha ricordato la rottura polemica con Cristina Baldazzi di tre anni fa che aveva proprio la delega al welfare. Ma lo scenario oggi è totalmente diverso. “Ho chiesto al Partito democratico di propormi una rosa di nomi tra cui scegliere, dato che è una forza politica che mi ha sostenuto alle amministrative e Tosarelli mi era stata indicata da loro, mi piacerebbe un rappresentante della società civile non necessariamente un iscritto”. Tinti conta di conta di riempire il vuoto lasciato da Tosarelli al ritorno dalle ferie, tra un paio di settimane “e se fosse qualcuno con più tempo a disposizione potrei assegnarli anche la delega alla Scuola”.

Nonostante la brevità del suo apporto, la psicologa Tosarelli sembra aver lasciato il segno: “Aveva proposto di trasformare l’utente dei servizi sociali da soggetto passivo che riceve servizi a pedina importante della comunità, promotore di inclusione sociale. Un’idea nuova che mi piacerebbe perseguire in futuro” conclude Tinti. (l.a.)

Nella foto Lorenza Tosarelli e Fausto Tinti

La Giunta Tinti perde un pezzo, l'assessore Tosarelli costretta a lasciare per motivi di lavoro
Cronaca 4 Luglio 2019

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”

Stefano Manara, imprenditore imolese già presidente del ConAmi, è tuttora uno dei quindici consiglieri del Cda di Hera Spa, dove il Consorzio di via Mentana è il secondo investitore pubblico della multiutiliy leader su rifiuti ed energia. La quasi totalità degli introiti del ConAmi arrivano proprio da Hera, dall’affitto delle reti (acquedotti, gas, impianti) ai ricavi sulle azioni, da questi dipendono poi le ingenti risorse riversate negli anni sul territorio dei 23 Comuni anche per progetti sociali o di sviluppo, vedi per l’autodromo o la riqualificazione dell’Osservanza per Imola.

E’ corretto dire che c’è un posto nel Cda di Hera riservato a Imola?
«Non proprio. La mia nomina nasce in seno al Patto di sindacato degli azionisti pubblici di Hera. Imola ha qualche decina di migliaia di azioni, è il ConAmi che ne detiene 108 milioni. Imola solo in quanto socio maggioritario del ConAmi può definire il consigliere da indicare al Patto di sindacato e concorrere fortemente anche alla scelta del presidente di Hera. Se togli un tassello da questa filiera, cioè senza l’accordo con gli altri, non conti niente. Oggi si dà alla parola “accordo” un’accezione negativa alimentando idee di collusioni, ma la democrazia è sintesi di posizioni diverse. Anche per le nomine in un Cda».

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha definito «positivo» il consuntivo 2018 da 9 milioni di utili, cosa ci aspetta per il 2019?
«Credo sarà anch’esso strepitoso sul fronte degli utili, nonostante manchino le entrate della discarica, perché gli effetti dello stallo sulla remunerazione del capitale si vedranno solo tra un paio d”anni. Potremmo accorgercene subito, invece, sul mantenimento e miglioramento degli asset e nella qualità dei servizi ai cittadini».

Ma è Hera che deve garantire i servizi.
«E’ vero, e lo farà, come negli altri territori dove non c’è il ConAmi. Ma occorre ricordare che il ConAmi ha favorito qualcosa di straordinario a partire dal fatto stesso che ha contribuito a creare Hera stessa, dimostrando lungimiranza strategica. Soprattutto per Imola, che ha bisogno di fare investimenti che, senza il ConAmi e la condivisione con gli altri sindaci, sono impossibili. Ad esempio, pensiamo ai 2 milioni di euro a fondo perduto per realizzare il progetto dello studentato dell’università nell’Osservanza».

L’Amministrazione imolese rivendica di sentirsi isolata rispetto agli altri 22 Comuni, molti a guida centrosinistra.
«Il perimetro del ConAmi non è nato per caso o su logiche politiche ma semplicemente perché l’acqua va dall’alto verso il basso: a Marradi nasce l’acqua che scende a Faenza. Le reti del gas invece hanno un andamento trasversale. I flussi impiantistici non si modificano per scelte politiche. Poi ci sono gli asset industriali: se decidi che non avrai più una discarica dovrai portare comunque quel tuo rifiuto altrove, la differenza è che prima ti sedevi al tavolo come componente del sistema regionale dei rifiuti, ora solo come cliente». (l.a.) 

L’intervista completa a Stefano Manara con altri particolari e gli accordi strategici di Hera in tema di energia, rifiuti e finanziamenti la trovate sul “sabato sera” del 4 luglio. 

Nella foto Stefano Manara nell”ufficio dell”immobiliare “Rest Srl”, la sua azienda alla quale fa capo un piccolo gruppo da 70 dipendenti

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”
Cronaca 26 Giugno 2019

Sangiorgi ha rinominato il Cda da sola, ma Cardelli Nanni rinuncia. E sei sindaci si rivolgono a magistratura e prefetto

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, la settimana scorsa ha nuovamente approvato da sola la cinquina del Cda. Una strategia muscolare già vista per definire la governance del ConAmi.  Ma questa volta il secondo tempo non si giocherà al Tar, bensì dal prefetto e in sede penale, visto l”esposto presentato ieri da sei sindaci-soci, Faenza, Riolo Terme, Castel Bolognese, Massa Lombarda, Medicina e Castel San Pietro delusi e arrabbiati per l”accaduto.

“L”assemblea della settimana scorsa, convocata dalla Sangiorgi per la seconda volta in maniera strumentale e illegittima, violando lo Statuto, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso” spiegano con una lunga lettera aperta Giovanni Malpezzi di Faenza, Fausto Tinti di Castel San Pietro, Matteo Montanari  di Medicina, Daniele Bassi di Massa Lombarda, Luca Della Godenza di Castel Bolognese, Alfonso Nicolardi di Riolo Terme. “Come sindaci e ufficiali di Governo non potevamo rimanere inerti di fronte alla sistematica violazione di principi e norme che regolano il ConAmi e per questo abbiamo deciso di presentare un esposto alla magistratura penale affinché valuti l’operato della sindaca Manuela Sangiorgi, nella sua veste di presidente dell’Assemblea. Una violazione sistematica che è stata contestata per iscritto e a verbale anche dal collegio dei revisori, organo indipendente di controllo contabile e di legittimità. Ci siamo rivolti anche al Prefetto, perché nomini un commissario che, da organo terzo e neutrale, si adoperi per operare quella mediazione che la Sangiorgi, pur essendo presidente dell”assemblea, non ha voluto esercitare». Secondo i sindaci “ai cittadini dobbiamo trasparenza e rispetto delle regole, perché questo è lo spirito che ha sempre mosso il ConAmi”. 

“A distanza di dieci mesi dall’inizio del confronto – continuano i sei sindaci -, abbiamo capito che un accordo è impossibile perché la Sangiorgi tratta il Consorzio come se fosse una cosa di sua proprietà. Al contrario, il ConAmi è di tutte le comunità che noi sindaci rappresentiamo in Assemblea. Chiediamo e auspichiamo un rapido intervento da parte degli organi di Giustizia perché venga ristabilita la legalità, sia data una guida qualificata e presto si possa tornare allo spirito di gestione collettiva e condivisa del nostro Consorzio”.

La sindaca 5Stelle imolese tira dritto, rassicurata dai suoi legali e dal Tar che non ha concesso la sospensiva sul ricorso per la nomina di gennaio, in attesa della sentenza di merito. Una «prova generale», in verità, non finita benissimo: quel Cda ha perso via via pezzi fino all’inoperatività, costringendo la presidente Stefania Forte a dimettersi. E là si trattava di traccheggiare fino a giugno. Ora il Cda dovrebbe durare cinque anni. Ma già Cardelli Nanni ha avvertito che non accetterà la nomina. Il presidente Garofalo tenta di rassicurare: «Spero che nella prima Assemblea utile venga indicata un’altra figura gradita ai Comuni del territorio per evitare che ci possano avere dubbi sull’operato del Cda». (l.a.)

Altri particolari e commenti sul “sabato sera” del 27 giugno.

Nella foto la targa con i nomi dei 23 Comuni che compongono il Consorzio Ami

Sangiorgi ha rinominato il Cda da sola, ma Cardelli Nanni rinuncia. E sei sindaci si rivolgono a magistratura e prefetto
Cronaca 25 Giugno 2019

Nuovo ruolo per Tomas Cenni, l'ex assessore è il presidente del Consiglio comunale

Tomas Cenni non sarà in Giunta nonostante il bottino di preferenze (299, secondo solo alla segretaria del Pd Francesca Marchetti). Nessuna bocciatura per l’ex assessore al Turismo, bensì un ruolo istituzionale di prestigio: presidente del Consiglio comunale. «Prevedo un’epoca di questioni politiche molto accese, penso al Circondario. Dovremo fare scelte sagge per Castello e occorrerà un buon raccordo con le opposizioni, ad esempio sulle gestioni associate – ragiona il sindaco -. Tomas sarà una garanzia per tutti. Senza dimenticare il ruolo della corretta comunicazione ai cittadini per evitare fake news e strumentalizzazioni».

«Ho molto apprezzato – gli fa eco lo stesso Cenni – che il voto sulla mia figura in Consiglio comunale sia avvenuto all’unanimità e lo stesso per il vicepresidente, Luca Morini (minoranza di Prima Castello, ndr), un bel segnale per questo inizio legislatura. Questo compito mi onora e mi permette un’esperienza nuova, tra l’altro fare il consigliere è quello per cui ho chiesto la fiducia dei cittadini in quella che è stata la mia prima volta come candidato. Il risultato è stato gratificante anche per il lavoro svolto con la Giunta negli anni scorsi». (l.a.)

Nella foto il sindaco Fausto Tinti e Tomas Cenni

Nuovo ruolo per Tomas Cenni, l'ex assessore è il presidente del Consiglio comunale
Cronaca 20 Giugno 2019

Conami, la sindaca Sangiorgi approva da sola il progetto di bilancio e il Cda, gli altri sindaci: “Illegittimo'

Ieri pomeriggio nella sede del ConAmi si è ripetuta la scena già vista a gennaio. La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, che il giorno prima non si era presentata per un’improvvisa indisposizione, era invece presente per la seconda convocazione dell’Assemblea dei soci dove ha approvato da sola, forte della maggioranza delle quote (66%), il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione e relativi consiglieri del Consorzio. Per farlo si è appellata nuovamente all’esistenza di uno stallo non risolvibile da Statuto e quindi all’articolo 114 del Tuel (enti locali) e all’articolo 2369 del Codice civile. Questa volta c’è la variante dell’approvazione a latere anche del progetto di bilancio consuntivo 2018, tema particolarmente caro a Imola per liberare i dividendi e far quadrare i conti del Comune.

Per il Cda il presidente designato è Andrea Garofalo, fino al 3 aprile direttore direttore della società Rete Gas di Fidenza Srl, poi c”è la riconferma del penalista bolognese 5Stelle Giulio Cristofori, a seguire l’avvocato Gianguido Roversi definito un «tecnico che non appartiene al M5S nè al Pd nè ad altri» e la collega Francesca Cardelli Nanni, già nel Cda a guida Stefano Manara e con lui  dimissionaria in agosto, infine la commercialista Susanna Caroli.

Secondo la sindaca imolese si tratta di nomi «condivisi dalla maggioranza dei soci». In verità lo statuto prevede l’esplicita sottoscrizione ma tant’è. Ritornano in auge i tatticismi legali dopo un paio di settimane di asemblee e incontri informali inconcludenti. E la rabbia degli altri sindaci del Circondario si condensa in una lunga nota. «La sindaca di Imola ha dimostrato nuovamente la sua inadeguatezza e ha voluto in modo irresponsabile e premeditato approvare unilateralmente il progetto di bilancio e il nuovo cda del Consorzio che gestisce il patrimonio e le reti di ben 23 Comuni su tre differenti province. Questo nonostante durante l’Assemblea i revisori abbiano più volte ricordato alla sindaca che tale atteggiamento non era rispettoso dello statuto del Consorzio e che tale votazione non poteva a loro avviso ritenersi valida».

Così i Comuni dell’area faentina ieri hanno deciso di non partecipare mentre quelli del del Circondario imolese erano presenti solo per mettere a verbale che «questo metodo di convocare l”assemblea in prima e seconda convocazione viola lo Statuto di ConAmi», un metodo «che la presidente utilizza non sempre, ma solo a suo piacimento, quando le fa comodo, come escamotage e pertanto è illegittimo e illecito. All”assemblea convocata per il 18 giugno eravamo presenti in 14 – scrivono – ma la sindaca di Imola non si è presentata cosi da far mancare il numero legale e avere il pretesto per la convocazione odierna, che pertanto disconosciamo». Disconoscono e sfiduciano anche il Cda «nominato dalla presidente unilateralmente e senza il concerto con gli altri consociati come da Statuto» e contestano «la legittimità delle lista di nominativi in quanto depositati in violazione dello Statuto fuori dai termini previsti e senza la sottoscrizione di almeno altri 4 consorziati». Una procedura per la quale «nulla è stato cambiato nello statuto rispetto al passato». Quindi si va oltre il tema della difesa della peculiarità del ConAmi come consorzio di enti locali rispetto alla spa e relativa maggioranza delle quote brandita da Sangiorgi, per segnalare il mancato rispetto dello regole Statuto che nulla c”entrano con un eventuale stallo: i nomi devono essere presentati con certi tempi e avere almeno la firma di altri quattro Comuni a sostegno. Riuscirono tranquillamente a farlo, in dicembre, un gruppo di sindaci civici del ConAmi tra cui Dozza. Nomi che vennero poi bocciati proprio da Sangiorgi.

Ma la forma è sostanza oltre che rispetto delle regole uguali per tutti e a questo punto è probabile che ci sia altro pane per i denti degli avvocati. «Ci riserviamo di agire in tutte le sedi giudiziarie competenti» hanno concluso i sindaci. Potrebbe trovare compagnia quindi, l’esposto presentato a febbraio al Tar. Viste le premesse non è escluso neppure un esposto alla Procura per abuso di ruolo da parte della presidente dell”Assemblea.

Comunque sia, Sangiorgi tira dritto, rassicurata dal Tar che, sul ricorso di gennaio, non ha concesso la sospensiva in attesa della sentenza di merito. Una “prova generale” che non ha avuto grande fortuna in verità: il Cda nominato il solitaria in diretta streaming ha perso via via pezzi fino all’inoperatività costringendo la presidente Stefania Forte alle dimissioni dopo meno di quattro mesi. E qua si trattava di traccheggiare fino a giugno, per concludere il mandato di un Cda più o meno rimpolpato nella speranza (delusa) di veder uscire dalle urne delle amministrative nuovi sindaci “amici”, qua siamo al rinnovo di una governance che dovrebbe durare cinque anni, prendere decisioni e soprattutto predisporre un piano industriale. (l.a.)

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi nomina da sola il Cda

Conami, la sindaca Sangiorgi approva da sola il progetto di bilancio e il Cda, gli altri sindaci: “Illegittimo'
Cronaca 8 Giugno 2019

ConAmi, un fine settimana per trovare altri candidati per il Cda e sperare di sciogliere il nodo del presidente

E” stato pubblicato un secondo secondo avviso per trovare candidati per il Consiglio di amministrazione del ConAmi. La scadenza è fissata per lunedì 10 alle ore 12. Ennesimo colpo di scena nella telenovela che si trascina dall’agosto scorso. In effetti si tratta di un tempo breve e inusuale per un bando, ma va detto che si tratta di una possibilità aggiuntiva. In mano alla sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e agli altri 22 sindaci-soci del ConAmi ci sono già ventuno nominativi ma non sono sufficienti. «Relativamente alle candidature per la designazione di membri del CdA di Con.Ami pervenute con il precedente avviso pubblico, scaduto il 20 maggio scorso – spiega la nota del Comune -, non è stato possibile reperire i consensi richiesti per la formazione di un elenco di cinque nominativi da sottoporre all’Assemblea, in quanto per le designazioni proposte dalla sindaca non è stata ottenuta la preventiva convergenza in vista della votazione prescritta dallo statuto». Da qui la decisione della sindaca Sangiorgi, presidente dell”Assemblea dei soci, di procedere con un secondo avviso.

In effetti, nel frattempo qualcuno non è più disponibile, vedi la presidente dimissionaria del Cda Stefania Forte, qualcun altro ha ottenuto nei giorni scorsi incarichi diversi come Maria Teresa Piccinnu, commercialista castellana e consigliera 5Stelle a Olbia, nominata nel Cda della partecipata Sfera (farmacie), poi c’è il nodo di Domenico Olivieri, già numero uno di Legacoop Imola, indicato nella cinquina desiderata dai sindaci ma non presente tra i curriculum inviati. Da notare che l’avviso di selezione è procedura non necessaria, dato che l’incarico è essenzialmente fiduciario.

Comunque sia, il punto è che sulla scelta del nuovo Cda ci sono stati già due incontri informali tra i sindaci, ma, come già accaduto varie volte nei mesi scorsi, è mancato l’accordo definitivo (Sangiorgi vorrebbe come presidente Andrea Garofalo, fino al 3 aprile scorso direttore della società pubblica Rete Gas di Fidenza Srl, che distribuisce il metano per Fidenza e Busseto, gli altri sindaci preferirebbero qualcuno del nostro territorio). E il tempo stringe per poter arrivare all’approvazione del bilancio entro il 30 giugno. Da qui l’ennesimo appello per trovare nuovi candidati sperando che questo sblocchi la situazione, dato che il ConAmi è una «cassaforte» da cui dipendono reti, impianti, investimenti e dividendi per 23 Comuni. Per il Presidente ci sono 20.250 lordi all’anno più 2.730 euro di benefit non monetario e per i consiglieri 10.125. (l.a.)

La sede del ConAmi a Imola

ConAmi, un fine settimana per trovare altri candidati per il Cda e sperare di sciogliere il nodo del presidente
Cronaca 5 Giugno 2019

Conami, la presidente Stefania Forte si è dimessa, il “forziere' dei Comuni ancora bloccato

Stefania Forte, presidente del Consiglio di amministrazione del ConAmi, ha consegnato le sue «dimissioni irrevocabili». Da lunedì il Consorzio non ha più una governance. Un atto annunciato o quasi, dopo l’informativa ai soci di un paio di settimane fa con la quale Forte dichiarava di essere nell’«oggettiva impossibilità di poter svolgere il mandato» dal momento che il consigliere Stefano Cassani aveva rinunciato. Rimasti in due, Forte e l’altro consigliere Giulio Cristofori, non potevano operare. “Se fossi stata nelle condizioni di poter deliberare, come da articolo 33bis dello Statuto, non avrei dato le dimissioni. Ma così sarei andata contro i miei principi e il rispetto che ho del denaro pubblico, in quanto avrei percepito il mio compenso fino ad approvazione del bilancio senza in effetti essere utile al ConAmi”.   

E adesso? La palla torna a Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola e presidente dell’assemblea dei sindaci-soci che a gennaio aveva nominato da sola Forte e gli altri del Cda forzando la mano agli altri 22 sindaci-soci appellandosi al Codice civile. Nel commento ufficiale ha sottolineato l’intenzione di «dare spazio al dialogo tra i sindaci e trovare così quanto prima un accordo politico» per la nomina del prossimo Cda rimarcando «che, come in passato, non potrà che avere lo stesso numero di componenti (3) sempre spettato al Comune di Imola in qualità di socio di maggioranza. Per i nomi sono aperta al dialogo». Nell’incontro informale dei soci di giovedì 30 maggio pareva essere nata una convergenza per la presidenza su Andrea Garofalo, fino al 3 aprile direttore della società pubblica Rete Gas di Fidenza Srl, nelle scorse settimane già visto a Imola. Ora si vedrà. Un altro incontro informale si è tenuto oggi pomeriggio ma non ne è uscito nulla di buono. Gli altri sindaci-soci preferirebbero un nome del territorio. E il famoso stallo continua.

Ma il ritornello sulle nomine, l’esigenza di marcare il punto su chi sceglie i nomi, non faccia perdere di vista la sostanza: il ConAmi è un «forziere» al quale fanno capo reti e impianti di proprietà di 23 Comuni, non solo di Imola, nonché 108 milioni di azioni di Hera Spa che producono da soli oltre 10 milioni all’anno. L’approvazione entro giugno del bilancio, senza more di commissariamento, porterà all’incasso immediato dei dividenti, con i quali chiesto a gran voce proprio dalla Giunta 5Stelle imolese. Ma occorre lavorare in fretta per preparare un piano industriale per mettere in sicurezza futuro, investimenti e progetti (ad esempio come si intende ovviare ai mancati introiti della discarica). Sullo sfondo c’è quella lettera che il collegio dei revisori, organo tecnico previsto dalla legge, ha inviato due mesi fa in calce all’approvazione del bilancio 2018 del Comune in cui si fa presente che per far quadrare i conti Imola ha inserito quasi 6 milioni e 480 mila euro per ciascun anno dal 2019 al 2021 provenienti da utili del ConAmi, ma mancano piano triennale e approvazione del bilancio consuntivo del Consorzio sono considerati sostanzialmente aleatori. (l.a.) 

Altri particolari sul “sabato sera” in edicola dal 6 giugno.

Nella foto Stefania Forte e la sindaca Sangiorgi

Conami, la presidente Stefania Forte si è dimessa, il “forziere' dei Comuni ancora bloccato
Cronaca 5 Giugno 2019

Barchetti presidente di Area Blu, e Imola avverte: «Lamentele fondate, ora cambi tra i dirigenti»

I soci di Area Blu Spa oggi pomeriggio hanno nominato il nuovo consiglio di amministrazione a due mesi e mezzo dalle dimissioni del presidente Alessandro Ambrosini. La nota del Comune di Imola precisa che la nuova presidente è l’avvocatessa bolognese Maria Rosaria Barchetti, i consiglieri sono Stefano Ponzi e Aleardo Benuzzi. Una nomina accompagnata da dichiarazioni decise nei confronti della partecipata del Comune che confida ora «verranno poste in essere, finalmente, tutte quelle azioni atte alla miglioria della gestione dei servizi della sopra menzionata società partecipata per renderle più efficienti ed efficaci a favore della comunità». Non solo.

Imola va oltre e sostanzialmente avverte che qualche testa è a rischio. «Un deciso cambio di passo coinvolgerà anche l’assetto del personale dirigenziale di Area Blu Spa in quanto l’operato dell’attuale gestione ha innescato una serie di lamentele da parte della cittadinanza, poi dimostratesi assolutamente fondate dalle conseguenti verifiche dell’amministrazione comunale, e ad una scarsa attenzione a quelli che sono stati i continui solleciti del Comune di Imola, socio di maggioranza della partecipata stessa».

Il tema delle nomine sembra ancora uno dei punti fondamentali all’ordine del giorno dell’Amministrazione imolese. Da notare che la notizia del nuovo Cda con la chiosa sull”intenzione di rivedere i vertici della società è giunta appena un’ora dopo il comunicato dell’Imolese calcio che imputava al direttore generale di Area Blu, Carmelo Bonaccorso, la mancata autorizzazione per poter partire con i lavori di adeguamento dello stadio Romeo Galli. (l.a)

Barchetti presidente di Area Blu, e Imola avverte: «Lamentele fondate, ora cambi tra i dirigenti»
Elezioni 30 Maggio 2019

Il commento sulle elezioni comunali del segretario Pd Marco Panieri: «Grande risultato, le persone hanno fatto la differenza»

«E’ un grande risultato». Così il segretario territoriale del Pd di Imola, Marco Panieri, commenta l’esito delle elezioni comunali nel circondario, dove i candidati del centrosinistra hanno vinto in sette Comuni; al primo turno a Castel San Pietro e Medicina, dove era invece possibile un eventuale ballottaggio. Unica eccezione Dozza, dove si è riconfermato il sindaco uscente Albertazzi, con la lista civica Progetto Dozza.

«E’ il risultato collettivo di un centrosinistra largo, con al centro il bene comune – spiega Panieri -. Le persone hanno fatto la differenza, in una campagna elettorale dove c’è stato molto dialogo con i cittadini. Abbiamo lavorato tanto e parlato poco. Nella vallata del Santerno c’erano criticità importanti, messe in evidenza anche dalla mancata fusione tra i Comuni. Invece, anche in vallata abbiamo una unità che ci consente di far dialogare tutti i sindaci, un’occasione che non dobbiamo sprecare per ripar-tire insieme e guardare ai prossi-mi anni mettendo al centro un percorso politico nuovo. E’ stato premiato il buon governo, anche se possiamo fare meglio e di più. Ed è anche, non lo nascondo, una boccata d’ossigeno per la nostra Federazione territoriale».

L’analisi dei risultati porta il segretario a fare anche altre considerazioni. «Emerge la situazione di Imola – prosegue – dove la sindaca torna a essere, per sua scelta, isolata. Questo è molto preoccupante per la nostra realtà». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto i sette sindaci di centrosinistra eletti domenica 26 maggio nel circondario con il segretario Marco Panieri (quinto da sinistra): nell”ordine da sinistra Mauro Ghini (Borgo Tossignano), Fausto Tinti (Castel San Pietro), Claudio Franceschi (Castel Guelfo), Beatrice Poli (Casalfiumanese), Gabriele Meluzzi (Fontanelice), Nicola Tassinari (Mordano), Matteo Montanari (Medicina)

Il commento sulle elezioni comunali del segretario Pd Marco Panieri: «Grande risultato, le persone hanno fatto la differenza»
Cronaca 29 Marzo 2019

Nel 2019 bollette Tari meno care per i cittadini di Imola e Castel Guelfo grazie alla lotta all'evasione

Una buona notizia per le tasche dei cittadini in questo 2019. Dopo Castel San Pietro anche Imola e Castel Guelfo hanno portato all’approvazione dei rispettivi consigli comunali (a Imola il via libera è arrivato in questi giorni, contestualmente all”approvazione del Bilancio di previsione 2019) un piano tariffario che prevede una riduzione media della tassa, con la quale paghiamo raccolta e smaltimento dei rifiuti. In sostanza, bollette Tari più leggere. Per la precisione, a Imola cittadini e aziende vedranno una riduzione media dello 0,8% per le famiglie e del 6,28% per le imprese; più sostenuta quella dei guelfesi dove è prevista una diminuzione media del 13% per le utenze delle famiglie e quasi del 19% per le imprese.

Come si è arrivati a questo risultato? «Principalmente grazie alle verifiche per la lotta all’evasione avviate da un paio di anni dall’ufficio tributi associato del Circondario – spiega il vicesindaco di Castel Guelfo Claudio Franceschi – che ha permesso di abbassare il montante sul quale viene calcolata l’articolazione tariffaria». I guelfesi hanno recuperato e incassato circa 118 mila euro su omesse o infedeli dichiarazioni, cioè persone che non avevano dichiarato la propria posizione oppure c’erano stati degli errori o non erano state inserire delle superfici, alle volte in buona fede. «Come ufficio tributi associato vengono fatte delle verifiche e dei sopralluoghi, poi verifiche col catasto, così sono emerse posizioni mai dichiarate o sbagliate – continua Franceschi -. Soprattutto nella zona industriale. E’ stato fatto anche un controllo della zonizzazione dei cassonetti, le distanze delle varie utenze, che definiscono le fasce di pagamento». Il vicesindaco ci tiene a sottolineare che «per qualcuno ci sarà un vantaggio, per altri forse no».

Situazione analoga a Imola. Qui la cifra recuperata è di 338.706 euro, oltre a relative sanzioni ed interessi, che hanno fatto emergere 970 evasori, fra totali e parziali «di conseguenza il montante tariffario è suddivisibile tra un numero maggiore di contribuenti, abbassando così la quota pro capite» precisano dal Comune con una nota. Il montante è la voce che copre quanto si paga per il servizio fornito dal gestore (Hera Spa nel circondario imolese) per raccolta e smaltimen-to più eventuali riduzioni o agevo-lazioni, scontistiche, riscossione e contenziosi, insoluti, Iva.Dal Comune di Imola sottolinea-no che a dare una mano a tenere «leggere» le bollette sono stati anche i minori costi per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati grazie alla riorganizzazione della raccolta, introdotta dalla precedente Amministrazione Manca (i cassonetti a calotta con la tessera), che la Giunta Sangiorgi ha deciso di mantenere ed estendere, con alcuni aggiusta-menti, al centro storico (attivazione in corso). Questo permetterà di avere meno rifiuti indifferenziati da smaltire: «A fronte delle 12.640 tonnellate del 2018, nel 2019 si prevede di avviarne a smaltimento 11.590, con un risparmio di circa 196.000 euro, risparmio sostenuto anche dalla riduzione delle tariffe di smaltimento approvata da Atersir (da 111 a 104 euro per tonnellata)». (l.a.)

L”articolo completo è pubblicato su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto cassonetti in centro a Imola

Nel 2019 bollette Tari meno care per i cittadini di Imola e Castel Guelfo grazie alla lotta all'evasione

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