Posts by tag: comunicazione

Cronaca 14 Novembre 2019

Tecnologia 5G, parla la Teko Telecom di Castel San Pietro: «La legge italiana tra le più restrittive in materia»

Tra le realtà che già da anni stanno lavorando allo sviluppo della tecnologia 5G c’è anche Teko Telecom, da non confondere con Telecom-Tim ma azienda del gruppo americano Jma Wireless, con sedi in via Meucci (ricerca e sviluppo), via Emilia ponente (stabilimento produttivo) e via Emilia levante (polo formativo, museo e foresteria). Teko Telecom sviluppa e realizza, ad esempio, gli apparati utilizzati dagli operatori telefonici per riprodurre il segnale delle reti radio-cellulari nelle zone meno coperte o in cui è necessaria una capacità maggiore, come metropolitane, stadi, grandi edifici.

Negli ultimi tre anni lo sviluppo del settore ha portato l’azienda a potenziare il proprio organico, prevedendo ben 260 unità in più, e a progettare una nuova sede che nel 2020 sorgerà sull’area dell’ex Piana cosmetici. Lo scorso luglio ha lanciato il prototipo del suo primo prodotto 5G, sviluppato nelle sedi di Castel San Pietro e Dallas e destinato al mercato italiano, europeo e statunitense: un prodotto studiato per consentire connessioni wireless ultraveloci, di qualità, pervasive e affidabili in ambienti chiusi e, in particolare, nelle imprese 4.0, dove tutte le informazioni sui processi produttivi correranno sempre più in rete. Abbiamo chiesto a Luca D’Antonio, direttore area Strategy and Innovation di Teko Telecom, e al collega Marco Della Mora, responsabile dell’ufficio legale, di spiegarci che cosa comporterà la rivoluzione del 5G dal punto d ivista operativo.

Partiamo dalle basi: che cos’è il 5G?
«Il 5G è uno standard definito dall’organismo mondiale 3GPP. Significa “quinta generazione” e si riferisce all’evoluzione del sistema di telecomunicazione mobile, nato nei primi anni ’90 con il Gsm».

A quali esigenze darà risposta?
«Il 5G risponderà a tre diverse esigenze, individuate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni(Itu), organismo dell’Onu. Ap artire dal 2020 le comunicazioni mobili dovranno essere ad alta velocità, consentire alle macchine di interagire in modo autonomo e massivo, essere affidabili e a bassa latenza, cioè con tempi di risposta istantanei. Questo soprattutto per consentire lo sviluppo dell’Industria 4.0, dei robot, ma anche delle auto a guida autonoma e della telemedicina, tanto per fare qualche esempio. Il 4G non era in grado di gestire così tanti usi diversi in contemporanea».

Quali sono i limiti di legge che la rete 5G deve rispettare?
«Non si può aumentare in maniera indiscriminata la potenza delle antenne esistenti. La legge italiana sulle emissioni elettromagnetiche è la più restrittiva in Europa, se non nel mondo. Il livello stabilito in Italia per un campo elettromagnetico è di 6 volt per metro. L’Icnirp, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, ha stabilito che il limite massimo per la protezione degli esseri umani dalle radiazion ielettromagnetiche è di 61 volt per metro. In Austria, ad esempio, così come in molti altri Paesi europei e mondiali, il limite fissato dalla legge nazionale è di 60 volt per metro. L’Italia è dieci volte sotto i limiti di sicurezza stabiliti dall’Icnirp. Per quanto riguarda la potenza, invece, il limite Icnirp corrisponde a 10 watt al metro quadro. Il nostro limite corrisponde invece a 0,1 watt al metro quadro. E’ bene quindi che i cittadini siano consapevoli del fatto che la nostra legge ci tutela. L’Arpa poi verifica che i valori di riferimento delle emissioni siano rispettati». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto: da sinistra Luca D”Antonio e Marco della Mora nella sede «Teko Telecom-Jma Wireless» di Castel San Pietro Terme

Tecnologia 5G, parla la Teko Telecom di Castel San Pietro: «La legge italiana tra le più restrittive in materia»
Cronaca 14 Novembre 2019

Le scelte differenti di Dozza e Ozzano in merito alle richieste di installazione di antenne 5G

«Non c’è nessun allarme in corso». Così dichiarava lo scorso 25 ottobre il sindaco Virginio Merola al termine dell’ufficio di presidenza della Conferenza metropolitana dei sindaci. Tema all’ordine del giorno: il 5G. «Gli allarmi li certifica l’Istituto superiore di sanità, non il singolo sindaco – motivava -. L’Istituto superiore di sanità ha appena completato uno studio che definisce come “non necessarie modifiche sostanziali agli standard internazionali di prevenzione”. Non possiamo creare disorientamento nei cittadini andando in ordine sparso su questi temi». E ancora: «Dal punto di vista normativo siamo ancora alla legge Gasparri del 2003 che riconosce le radiofrequenze come servizio pubblico. I Comuni non possono quindi interdire su tutto il territorio comunale l’esercizio di questa funzione (come affermato da numerose sentenze del Tar e Consiglio di Stato), se i limiti di legge vengono rispettati. Ci sono diversi studi scientifici che affrontano il tema e tutti concludono che non sono necessarie modifiche dei limiti previsti attualmente».

Nonostante la linea dettata dalla Città metropolitana, il 28 ottobre il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, ha emesso una apposita ordinanza che, al pari di quanto attuato dal Comune di San Lazzaro, vieta la sperimentazione e/o installazione della tecnologia 5G sul territorio comunale, «in attesa – spiega il Comune in una nota stampa – di risultanze scientifiche certe in merito agli effetti biologici della nuova tecnologia e all’impatto sulla salute pubblica». L’ordinanza, al momento valida per 180 giorni, «verrà revocata non appena vi saranno i necessari pronunciamenti da parte delle autorità nazionali preposte alla tutela della salute e dell’ambiente. Tra sei mesi verrà comunque valutato lo stato dell’arte dal punto di vista scientifico».

L’ordinanza del sindaco  di Dozza si basa, in sostanza, sul principio di precauzione. Ozzano invece ha fatto una scelta diversa. Il tema del 5G è stato trattato in Consiglio comunale lo scorso 6 novembre, dove all’ordine del giorno c’era anche la mozione del gruppo consiliare Progresso Ozzano che ha proposto una moratoria sulla sperimentazione della tecnologia 5G su tutto il territorio comunale e il monitoraggio ambientale per la tutela della salute pubblica. «La mozione è stata respinta – ci aggiorna il sindaco ozzanese, Luca Lelli – con il voto contrario del gruppo di maggioranza, l’astensione della minoranza e l’unico voto a favore di Progresso Ozzano. Abbiamo votato contro non perché non ci interessi il tema, ma perché un’ordinanza, per essere efficace, deve essere contingibile, urgente e temporanea. Requisiti che non sarebbero rispettati in una ordinanza senza scadenza certa, che sospende la sperimentazione fino a quando non si pronuncerà il mondo scientifico».

Intanto cominciano ad arrivare le richieste da parte degli operatori telefonici. «Per adesso – spiega Lelli- abbiamo ricevuto una richiesta di riconfigurare con tecnologia 5G tre antenne esistenti, tutte poste su un traliccio in via Tolara di Sotto, ma in posizioni diverse. Abbiamo deciso di portare questa richiesta al Tavolo permanente metropolitano, che la esaminerà. Intanto ci sono già arrivati i pareri, entrambi favorevoli, di Arpae e Ausl. Per Arpae, il limite di 6volt/metro è rispettato a diverse distanze dall’antenna e in tutti i punti esaminati. L’Ausl, invece, chiede il rispetto del tempo massimo di permanenza nei pressi delle antenne da parte dei lavoratori che si occupano della manutenzione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Le scelte differenti di Dozza e Ozzano in merito alle richieste di installazione di antenne 5G

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast