Posts by tag: concerto

Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica

Sarà l’imponente interpretazione del Requiem in re minore K 626 di Mozart a cura del Münchener Bach-Chor a chiudere, martedì 16 aprile alle 21, la stagione di Erf#StignaniMusica. Il Requiem di Mozart è circondato da un’aura leggendaria: fu lasciato incompiuto dal genio austriaco, morto quando doveva ancora scrivere gli ultimi brani. Grazie ai suoi appunti, il lavoro venne completato dal suo allievo Franz Xaver Süssmayr, e il Requiem fu eseguito al funerale dello stesso Mozart. «La leggenda della nascita del Requiem, raccolta da Stendhal – si legge nelle note stampa al concerto -, narra di un misterioso committente presentatosi alla porta di Mozart con una maschera, il denaro necessario e una data di scadenza molto vicina. Impossibile non pensare a una personificazione della morte – o del futuro destino beethoviano che bussa alla porta, presentatosi proprio durante la malattia che porterà Mozart allo stremo – ma la realtà fu probabilmente meno poetica. Nonostante questo, di tutti i segreti, di tutto il frenetico bisogno di soldi di Amadeus, rimase la bellezza solenne e sconvolgente di quest’ultima opera, la cui fama si propagò anche sulle ali della leggendaria maledizione».

Ad eseguirlo a Imola sarà il Münchener Bach-Chor, un’istituzione della musica classica internazionale, fondato nel 1954 da Karl Richter, a cui si sono succeduti vari direttori. Hansjörg Albrecht è diventato il nuovo direttore artistico all’inizio della stagione 2005/06 e, sotto la sua guida, il coro ha ottenuto un nuovo profilo artistico e una qualità sonora trasparente, che è stata ripetutamente enfatizzata dalla critica. Vivaci interpretazioni di Bach, ispirate alla pratica dell’interpretazione storica stanno al centro del suo lavoro. I solisti saranno il soprano Arianna Vendittelli, tra le migliori della sua generazione, che si è già esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo, Victoria Yarovaya, giovane mezzosoprano russa vincitrice di numerosi concorsi con all’attivo collaborazioni prestigiose con i più grandi direttori d’orchestra, il tenore Manuel Amati, che studia canto lirico da quando aveva tredici anni e si è già esibito nei più importanti ruoli dell’opera italiana, il basso Gabriele Sagona, che può vantare una preparazione finissima con i migliori maestri e una consolidata esperienza nei migliori teatri europei.

La parte musicale del concerto imolese sarà eseguita dalla Young Musicians European Orchestra, attiva da anni nel panorama internazionale, rifondata in continuazione dal proprio direttore Paolo Olmi e dai membri «senior»: l’età media degli orchestrali si mantiene sui ventitré anni e l’organico varia dai venti ai cento elementi, a seconda del repertorio eseguito. Vi prendono parte giovani musicisti di tutte le nazionalità. (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Informazioni allo  0542/25747 (Erf).

Nella foto il Munchener Bach-Chor

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 9 Aprile 2019

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto

Il Gran Concerto di Primavera è l’evento inaugurale della prima stagione concertistica del Museo diocesano di Imola con la direzione artistica di Emilia Romagna Festival, ed avrà luogo mercoledì 10 aprile alle 21 nella Sala grande del museo stesso. Protagonista sarà il pianista Giuseppe Albanese, che per l’occasione presenterà in anteprima il suo terzo cd, Invito alla danza, realizzato per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

Il concerto proporrà così un excursus tra le più significative melodie composte appositamente da grandi compositori dell’Ottocento e del Novecento per balletti diventati capolavori del genere. Alcuni brani, originariamente per orchestra, sono stati trascritti per pianoforte solo con spettacolari elaborazioni particolarmente virtuosistiche. Si comincia con Carl Maria Von Weber e il suo Invito alla danza (trascrizione di Tausig), poi si passa a Léo Delibes con Valzer da Coppelia (trascrizione di Dohnányi), quindi a Tchaykovsky con la Suite da Lo schiaccianoci (trascrizione di Pletnev), a Stravinskij con Suite da L’uccello di fuoco (trascrizione di Agosti), e a Debussy con Prélude à l’après-midi d’un faune (trascrizione di Borwick), per concludere con Maurice Ravel e La Valse.

Giuseppe Albanese, pianista trentasettenne di fama mondiale, «è in grado di trasmettere con la sua musica un’energia vigorosa e travolgente che emerge con maggior forza nelle sue performance live in cui, d’altronde, non mancano anche una grandissima competenza tecnica e un certo virtuosismo esecutivo – si legge nel comunicato stampa -. Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali, ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, James Conlon, Fabio Mastrangelo, Jeffrey Tate e tanti altri. In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Rai di Torino) e in tutti i più importanti teatri».

Il ricavato del concerto del 10 aprile sarà utilizzato per il restauro, affidato a Michele Pagani, della Sacra famiglia con San Giovannino, un dipinto ad olio di grande fascino della seconda metà del XVI secolo, che appartiene alle raccolte del Museo diocesano. Rezio Buscaroli e Antonio Meluzzi propongono un’attribuzione di questo dipinto a Francesco Vecellio, ma la grande tela parrebbe invece derivare da un dipinto di analogo soggetto di Polidoro Lanzani, databile al 1530 circa (Parigi, Museo del Louvre), di cui esiste anche un’altra versione databile al 1550 circa (Chambery, Musée des Beaux-Arts). (r.c.)

Ingresso con offerta minima di 15 euro a favore del restauro del dipinto. Prenotazione consigliata: Erf 0542/25747 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.

Nella foto Giuseppe Albanese

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto
Cultura e Spettacoli 18 Marzo 2019

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

János Balázs è uno tra i giovani pianisti più famosi e celebrati al mondo. Con «PianOpera», un concerto dedicato ai maggiori brani della tradizione operistica (da Rossini a Wagner, da Verdi a Puccini, nelle trascrizioni di Liszt, Cziffra e dello stesso Balázs) si esibirà stasera, lunedì 18 marzo alle 21, al teatro Stignani di Imola per la stagione di Erf#StignaniMusica.

«János Balázs è dotato di un piglio selvaggio, appassionato, che trasporta i brani alla loro pura origine come solo i pianisti più talentuosi sanno fare – si legge nelle note al concerto -. Ex-enfant prodige, ha iniziato gli studi musicali all’età di otto anni e, dopo solo pochi mesi di pratica, ha vinto il concorso nazionale di pianoforte nell’Ungheria nord-orientale. La sua carriera è iniziata all’età di sedici anni, quando ha vinto il primo premio del Concorso internazionale di Liszt a Pécs, sempre in Ungheria. Negli anni seguenti ha vinto altri quattro concorsi internazionali e ha tenuto concerti in varie città europee. Di lui il critico Hunter Roberts dell’Huffington Post ha detto: “Quando ha suonato la Rapsodia ungherese di Liszt sono rimasto sopraffatto”. Amante di Liszt e delle sue trascrizioni, Balázs riversa nelle sue interpretazioni tutto l’ardore di cui è capace».Ha inciso tre cd con musiche di Liszt, uno in Ungheria e gli altri a Tokyo e Londra. Inoltre, nel 2010 János ha suonato tutto il repertorio per pianoforte e i concerti di Chopin in un singolare tour di concerti in Ungheria, per il quale ha ricevuto un premio dal governo polacco. Nello stesso anno ha inciso il suo quarto cd con musiche di Fryderyk Chopin. Nell’agosto 2011 János ha vinto il primo premio all’International Piano Competition di Aspen (Usa) e successivamente il terzo premio nel più importante concorso di pianoforte, il Liszt Competition (Ungheria), divenendo così il pianista ungherese più premiato».

«Ammiratore e ideale prosecutore dell’arte di Franz Liszt, Balázs ne interpreterà le famose trascrizioni: grandi brani della tradizione operistica trasposti sulla tastiera con brillantezza, forza e precisione – continua il comunicato stampa -. Brani dalla complessità unica, capaci di esistere come opere a sé, le trascrizioni di Liszt si nutrono parimenti della tradizione e del gioco, del vezzo virtuosistico e dell’attenta precisione. Così Balázs porterà in scena Wagner e Verdi riuscendo a stipare intere orchestre nei tasti di un solo pianoforte, capace di rombi e di fusa. Alla stessa tradizione di Liszt apparteneva anche Georges Cziffra, maestro della scuola pianistica ungherese,  insieme a Horowitz uno dei maggiori virtuosi del XX secolo. Cziffra, che dichiarava lui stesso di non essere inferiore a Liszt nell’improvvisazione, sarà presente in PianOpera con la trascrizione di Guglielmo Tell di Rossini. E se Cziffra si paragonava a Liszt senza falsa modestia, il grande pianista e direttore d’orchestra Tamás Vásáry ha detto di János Balázs già nel 2007 che “suona il pianoforte come, o anche meglio, di Georges Cziffra. È un fenomeno unico al mondo. Oltre a questo c’è un intenso lirismo nel suo modo di suonare; si potrebbe persino essere intimiditi dal suo talento.” In PianOpera questa linea di genealogie ungheresi sarà tutta sul palco, con l’esibizione vulcanica di una scuola musicale e interpretativa senza eguali». (r.c.)

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto Janos Balazs

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 10 Febbraio 2019

L'energia geniale di Uto Ughi in concerto a Imola per l'Erf giovedì 14 febbraio

Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi è considerato uno dei maggiori interpreti del violino. Sarà lui il protagonista della serata di giovedì 14 febbraio al teatro Stignani di Imola quando, per Erf#StignaniMusica, il celebre violinista si esibirà in un programma per quartetto d’archi insieme a Maryse Regard (secondo violino), Raffaele Mallozzi (viola) e Luca Pincini (violoncello). I quattro musicisti daranno vita al Quartetto per archi n. 14 in re minore, D. 810 «Der Tod und das Mädchen» (La morte e la fanciulla) di Franz Schubert caratterizzato da una melodia che terrorizza e attira, che sconvolge e innamora, con la Morte che incessante avanza verso la Fanciulla che, resasi conto del pericolo, sotto forma della melodia leggiadra del primo violino, comincia a fuggire. Seguirà il Quartetto per archi n. 12 «Americano» in fa maggiore, op. 96 di Antonin Dvorák, un quartetto d’archi che riprende molte delle melodie del folklore statunitense, che tanto aveva influenzato il Maestro russo, capace di spaziare, all’interno della stessa composizione, da atmosfere malinconiche e gravi ad altre leggere e spensierate.

Uto Ughi, nome leggendario nella musica, ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia esibendosi a sette anni per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Ha iniziato le sue grandi tournées europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste, suonando nei principali festival e con le più rinomate orchestre sinfoniche,  tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre. Intensa è la sua attività discografica con la Bmg Ricordi S.p.A. per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Tchaikovsky con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, Le Quattro Stagioni, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philharmonic Orchestra di Londra, le Sonate e Partite di Bach per violino solo. Ha fondato il festival «Omaggio a Venezia», al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare, poi, dal 1999 al 2002, ha seguito il festival «Omaggio a Roma», mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei Conservatori italiani. Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e portati avanti dal festival «Uto Ughi per Roma» di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.

Maestro Ughi, lei ha iniziato a suonare da bambino. C’è un autore che, più di altri, le ricorda l’infanzia? E perché?

«Mozart, Mendelssohn e Vivaldi, per quella freschezza e spontaneità creativa che danno un senso di eterna giovinezza».

Ricorda un momento sul palcoscenico in cui si è sentito inspiegabilmente sorpreso? Dal pubblico o dai musicisti con cui suonava o dal brano…

«La sensazione non è mai uguale perché dipende dal grado di consapevolezza e di ricettività del pubblico che quando entra in sintonia d’onda con l’interprete sprigiona un’energia straordinaria».

Qual è il compositore che preferisce? E perché?

«Non esiste un autore preferito, dipende dallo stato d’animo in cui ci si trova, dal percorso di vita che si sta facendo in quel momento… dipende dalla tua necessità spirituale del periodo che stai attraversando».

Ore 21, teatro Stignani, via Verdi. Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

L”intervista completa a Uto Ughi è nel numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 7 febbraio

Nella foto Uto Ughi

L'energia geniale di Uto Ughi in concerto a Imola per l'Erf giovedì 14 febbraio
Cultura e Spettacoli 18 Gennaio 2019

Ancora musica al Cassero, dopo 30 anni torna il festival «Rock Around The Clock»

Un concertone per celebrare i trent’anni dal primo festival Rock Around The Clock che i giovani di allora organizzarono al Cassero per dare il «la» alla lunga stagione del movimento rock castellano che, per oltre due decenni, propose aggregazione ed iniziative culturali nel territorio, con la musica sempre al centro di tutto. Un movimento che ruotò attorno ad associazioni quali Km. 89, Cmb e Mixer. L’appuntamento è per domenica 20 gennaio al teatro comunale Cassero, con ingresso libero a partire dalle ore 16.15, fino a esaurimento dei posti: sul palco ci saranno i West Side Pump Station, i Primadonna e il Pio Istituto De Sade, formazioni composte da molti dei protagonisti di quella fortunata stagione per una testimonianza di come «il lupo perde il pelo, ma non il vizio» per citare un altro fortunato festival di quegli anni.L’evento, che sarà presentato da Giorgia Bottazzi, si svolge con il patrocinio del Comune ed è promosso dal main sponsor Rizomedia, società specializzata in comunicazione ed eventi. Contribuiscono all’iniziativa i partner tecnici: il settimanale «sabato sera», Sos Graphics, MM Photo 360 e Coach In Bo.

Per Fabrizio Dondi, assessore alla Cultura (e batterista) questo evento celebra «Un’esperienza che per tanti di noi ha significato molto: da Km. 89 e poi dalla sala prove di Gallo Bolognese del Cmb sono nate tante fertili occasioni di aggregazione prima ancora che di musica di gruppo; moltissime amicizie che sono durate nel tempo ed esperienze di condivisione culturale e di stili di vita prima ancora che di ascolto e di pratica strumentale. La cifra di quella stagione è stata l’autogestione, la messa in comune del proprio tempo e delle proprie capacità per far crescere a Castel San Pietro un movimento di appassionati che nella musica hanno trovato la loro migliore maniera di esprimersi. Il concerto del 20 gennaio sarà l’occasione per rivivere quegli anni nonché per riattizzare un fuoco mai sopito, con l’auspicio che quella passione e quella capacità di ‘fare insieme’ si manifestino ancora e con la stessa intensità nei giovani musicisti presenti sul nostro territorio».

Alle ore 16.30, dopo i saluti iniziali dell’amministrazione comunale, che saranno portati proprio da Dondi, è prevista un’introduzione molto particolare: lo scrittore Corrado Peli, autore de I bambini delle case lunghe, romanzo recentemente pubblicato che sta riscuotendo numerosi consensi, leggerà un brano a tema accompagnato dalla chitarra di Maurizio Zanuso.

Poi le band. I primi a salire sul palco saranno i West Side Pump Station, una sorta di superband guidata dalla voce di Santi Libra. Con lui sul palco musicisti che militarono in diverse formazioni dell’epoca come i Krudo, i Black Teachers, i Ground Zero e i Senzatempo: Andrea «Kappa» Martelli (definito «chitarrista di inumana potenza»), Fabrizio «Pino» Rimondi (batteria), Davide «Bonimba» Boninsegna (tastierista «cesellatore») e Massimo «Max» Calvi (basso elettrico). I Wsps si sono formati nel 2016 attorno a una selezione di canzoni hard rock ideali per un viaggio autostradale, riproposte in modo personalizzato: per questo motivo definiscono il loro repertorio «Highway Rock Classics Review».

A seguire ci sarà il grande ritorno dei Primadonna, una delle band di punta negli anni Novanta, che si sono riuniti per l’occasione. Al festival di trent’anni fa si esibirono con il nome originario di Delay’s Live Project. Fondati nel 1988 i Primadonna vinsero il concorso Imola Rock nel 1996, poi continuarono l’attività fino ai primi anni del Duemila, prima di separarsi e dare vita a nuovi progetti, fra cui gli odierni Peryzona. Il 20 gennaio la band si ripresenta con il suo repertorio di rock italiano, da cui spiccano le numerose composizioni originali, cantate da Marco Negroni e suonate da Luigi Sasdelli (chitarra), Mario Domenicali (tastiere), Roberto Bortolini (basso) e Fabrizio Rimondi (batteria).

Chiuderà la maratona il Pio Istituto de Sade, che festeggerà il proprio trentennale: la band, infatti, venne formata proprio per partecipare alla prima edizione di Rock Around The Clock, al quale si presentò con il primo nome di Play Dave Band. Con il suo repertorio intrigante, fatto di classici immortali del rock anni ‘70 e ‘80, il Pio chiuderà questo festival irripetibile con la formazione originale: Davide Cerè (chitarra), Marco Chillo (batteria), Giancarlo Pratella (basso), Claudio Giovannini (tastiere), Gianluca Rosa (voce).

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» in edicola da giovedì 17 gennaio

Nelle foto: in alto i West Side Pump Station con, da sinistra, Andrea Martelli, Max Calvi, Santi Libra, Davide Boninsegna e Fabrizio Rimondi (foto mmph); qui sotto i Primadonna con, da sinistra, Marco Negroni, Roberto Bortolini, Luigi Sasdelli, Mauro Domenicali, Fabrizio Rimondi (MMPhoto), e il Pio Istituto De sade con, da sinistra, Davide Cerè, Claudio Giovannini, Giancarlo Pratella, Gianluca Rosa e Marco Chillo

Ancora musica al Cassero, dopo 30 anni torna il festival «Rock Around The Clock»
Cultura e Spettacoli 18 Dicembre 2018

Il violino del giovane Edward Ted Walton risuonerà a palazzo Monsignani

Considerato tra le migliori promesse del mondo del violino, il dodicenne australiano Edward Ted Walton sarà protagonista questa sera, martedì 18 dicembre, alle ore 20.30 della stagione di concerti organizzata dall’Accademia pianistica. Nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani, il violinista si esibirà accompagnato dal pianista Lorenzo Bevacqua in un programma caratterizzato dalle musiche di Grieg, Tartini, Wieniawski, Bloch e Waxman.

Edward Ted Walton ha già vinto come concertista esperto il Young Prize, il Virtuosité Prize e il Salieri Young Prize alla IX edizione dell’International Young Musicians Competition in Legnago. Si è esibito come solista con numerose orchestre di tutto il mondo tra cui la Western Bohemian Symphony Orchestra in Repubblica Ceca e la Bendigo Symphony Orchestra a Melbourne. Lorenzo Bevacqua, giovane talento dell’Accademia, attualmente studia con Roberto Giordano e Ingrid Fliter. È vincitore di ben tredici concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Ha debuttato con l’Orchestra al Teatro Rendano di Cosenza eseguendo il 4° Concerto di Beethoven con l’orchestra del conservatorio di Cosenza.Per accedere ai concerti (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera.

Per maggiori informazioni contattare la segreteria allo 0542 30802 o scrivere a eventi@accademiapianistica.org (Redazione cultura)

Nella foto: il violinista Edward Ted Walton

Il violino del giovane Edward Ted Walton risuonerà a palazzo Monsignani
Sport 7 Dicembre 2018

Il calendario 2019 dell'autodromo tra eventi e motori. L'assessore Lelli: «Il concerto? Contratto pronto»

E’ ancora presto per delineare tutti gli eventi del calendario nel 2019 dell’autodromo, ma tra new-entry e appuntamenti fissi qualcosa si sta già muovendo. In tema motori, ritornerà il Minardi Day il 27 e 28 aprile, così come l’1 maggio sarà dedicato ai venticinque anni dalla scomparsa di Ayrton Senna. Salta il Motor Legend Festival che sarà rimpiazzato dalla 200 Miglia il 3 e 5 maggio, inoltre la pista sul Santerno ospiterà nuovamente la Superbike con la quinta tappa il 10 e 12 maggio. In estate, il weekend del 12-14 luglio è prelazionato per il tanto atteso concerto, con l’intenzione di ripetere il successo degli Ac/ Dc nel 2015 o dei Guns N’ Roses nel 2017. «La società con la quale stiamo ragionando è Live Nation, la stessa che organizza l’Heineken Jammin’ Festival e il concerto di Vasco Rossi al Modena Park. Il contratto è pronto – ha dichiarato sicuro l’assessore all’Autodromo e ai Grandi eventi, Maurizio Lelli -, serve solo la firma e dopo ufficializzeremo il tutto». L’intenzione è chiudere entro Natale. Le voci parlano di Pearl Jam o Bob Dylan, con il sogno dei Coldplay. Ma per il momento Lelli si sbilancia solo su chi non ci sarà, ovvero nulla da fare per chi sperava in Jovanotti, Vasco Rossi o Springsteen.

Nel calendario dell’autodromo non sono riservate altre date alla musica. Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, la società che gestisce l’impianto, all’inizio dell’anno aveva detto in un’intervista a sabato sera che avrebbe voluto organizzare un festival di più giorni. La Giunta Sangiorgi ha lanciato un’idea analoga qualche mese fa, ragionando di musica techno. Fabrizio Favilli, consigliere comunale 5Stelle delegato alle Strutture sportive, ora rinvia al 2020: «Parliamo di musica elettronica – precisa -. Abbiamo due progetti in ballo: uno all’autodromo di portata europea, in grado di richiamare migliaia di persone, e un altro in centro storico con connotati simili ad “Imola in Musica”».

Tra gli appuntamenti evergreen del calendario ritroviamo il Crame e il Giro dei Tre Monti. Il 21-22 settembre farà di nuovo tappa anche il Mondiale Motocross «per il quale abbiamo ricevuto i complimenti dalla Federazione» dice il direttore dell’autodromo, Roberto Marazzi, che aggiunge: «Siamo al lavoro per portare anche un terzo “mondiale”, una gara automobilistica ma non tra quelle più prestigiose» conclude, smorzando un po’ gli entusiasmi a chi pensava si parlasse della Formula Uno. Già che fine ha fatto il ritorno della Formula Uno annunciato dalla Giunta pentastellata qualche mese fa? «La situazione la sta gestendo il Governo da Roma, ma si ragiona per il 2021 – ha detto Lelli -. Noi non vogliamo fare la guerra a Monza né esserne l’alternativa, ma portare due Gran premi in Italia, viste anche le difficoltà in cui versano altri circuiti europei». Nel frattempo, gli amanti delle due ruote «perso» il Giro d’Italia (la corsa rosa ha fatto tappa a Imola nel 2015 e nel 2018), potranno consolarsi con una 24Ore ciclistica, come organizzata di recente anche sulle piste di Le Mans e Spa. (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 6 dicembre.

Nella foto: il concerto dei Guns N” Roses nel 2017

Il calendario 2019 dell'autodromo tra eventi e motori. L'assessore Lelli: «Il concerto? Contratto pronto»
Sport 3 Novembre 2018

L'ex calciatore di serie A Pablo Osvaldo in concerto a Imola con i Barrio Viejo

Più di 300 partite da professionista e un centinaio di reti con le maglie, tra le altre, di Bologna, Fiorentina, Roma, Juventus che gli valsero alcune presenze in maglia azzurra con Prandelli come C.t. Pablo Daniel Osvaldo, 32enne ex attaccante argentino naturalizzato italiano, dopo aver chiuso la carriera con la maglia del Boca Juniors nel 2016 ha deciso di dedicarsi completamente alla musica rock.

Nel 2019 Osvaldo e il suo gruppo dei Barrio Viejo sarà nel nostro Paese con un tour di sei date. Paganica, Olbia, Sassari, Roma, Pisa e… Imola. Il 16 gennaio, infatti, suonerà al Mojito Cafè di Linaro lungo la Montanara. (d.b.)

Nella foto (dalla pagina Instagram dei Barrio Viejo): Pablo Daniel Osvaldo in versione musicista

L'ex calciatore di serie A Pablo Osvaldo in concerto a Imola con i Barrio Viejo
Cultura e Spettacoli 1 Settembre 2018

Festa del Borgo e concerto rock per il Settembre castellano che questa sera a Varignana vede la sfida delle «carriole»

Stand dedicati ai team della Carrera, dj set e punti di ristoro affidati agli esercizi del centro storico, negozi aperti, punti di ristoro allestiti dagli esercenti delle vie Mazzini e Cavour, animazioni per bambini, live band, cocktail point, dj set e la speciale area dei giovani del Café della Carrera: è la Festa del borgo, novità di questo Settembre castellano, che animerà Castel San Pietro il 4 settembre. Organizzata in collaborazione con i commercianti di via Cavour e i team della Carrera, con il prezioso coordinamento dei ragazzi del Cafè della Carrera, metterà quindi «al centro la Carrera, protagonista del Settembre», come afferma l”assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi. «L’appuntamento del 4 settembre risponde alla necessità di valorizzare come merita la zona di Via Cavour – spiega l’assessore al Commercio e al Turismo, Tomas Cenni – e di questo voglio ringraziare i commercianti, che hanno accettato di dividere in due serate le crapule che si svolgono in centro», ovvero nel 4 e nell”8 settembre (quando si terrà la SuperCrapula nella parte alta del centro storico). Un inizio di mese che comprende anche, tra l”altro, le prove ufficiali del 2 settembre, valide per definire la griglia di partenza delle gare del 9 settembre (Coppa Terme alle ore 12 e Carrera Autopodistica alle 18), e la serata di presentazione dei team (giovedì 6), che quest’anno avranno ognuno un video dedicato, in concomitanza con il contest di Miss e Mister Carrera 2018. Il 18 settembre la serata di premiazione dei Carrerissimi si terrà poi all’Arena di Castel San Pietro.

Una delle novità di questo Settembre è l’esibizione dell’Andrea Innesto Ensemble l”8 settembre alle ore 22. «E’ la prima esibizione di Andrea a Castel San Pietro, e siamo orgogliosi di averlo a suonare sul palco del Settembre Castellano» dice Cenni. Sarà uno spettacolo audiovisivo, in cui la musica live accompagnerà ogni fotogramma proiettato sul maxischermo.

Ovviamente, non sarebbe Settembre Castellano senza il castrato: oltre alla Sagra della Braciola, che si svolgerà il 9 settembre, torna la Locanda Slow, aperta tutte le sere dalle 19 dal 30 agosto al 19 settembre (il 2, 9 e 16 settembre anche a pranzo). Allestita nel parcheggio di viale Oriani, la Locanda servirà i piatti tipici della tradizione castellana. La novità di quest’anno risiede nella collaborazione con i ristoratori del territorio castellano, che contribuiranno alla promozione dei sapori locali nei propri esercizi. Immancabile, come ogni anno, l’appuntamento con la Fiera del miele, dell’agricoltura e dell’enogastronomia il 14, 15 e 16 settembre. «In questa edizione, nonostante l’annata sfavorevole, il concorso 3 Gocce d’Oro registra la partecipazione di 1064 mieli provenienti da tutta Italia», Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio Nazionale del Miele.

E poi ci sono le frazioni. «La parola chiave del Settembre Castellano è “castellanità” – dice Raimonda Raggi, presidente della Pro Loco -, definizione che va estesa anche alle frazioni del nostro territorio». La prima edizione di Sport in Osteria (13, 14 e 15 settembre) e la Festa sul Lago (22 e 23 settembre) animeranno Osteria Grande, mentre a Varignana, fino al 2 settembre, si rinnova l’appuntamento con Varignana di Notte. Oltre alla tradizionale corsa delle carriole, sabato 1 alle 21.30, sarà qui protagonista la musica, con il festival Musica a Spinta. Negli stessi giorni Varignana ospita il festival del fumetto Vari.china, giunto alla sua sesta edizione, con tanti artisti e esibizioni di live painting accompagnate dalla musica e proiettate sulla chiesa di San Lorenzo. Un trenino farà la spola tra il paese e il parcheggio di via Magnani a Osteria Grande, questa sera dalle 18 alle 2, per permettere di raggiungere la manifestazione. (ri.ra.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 30 agosto

Nella foto la corsa delle carriole a Varignana nel 2015

Festa del Borgo e concerto rock per il Settembre castellano che questa sera a Varignana vede la sfida delle «carriole»
Cultura e Spettacoli 12 Aprile 2018

Crossroads Jazz, tre giorni di musica al teatro Cassero di Castello

Primavera ricca di appuntamenti con il jazz di qualità. Dopo Dozza e Imola questa settimana sarà la volta di Castel San Pietro con Cassero Jazz: venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 aprile si terrà al teatro Cassero la trentunesima edizione della qualificata rassegna castellana da anni ospitata nel  prestigioso cartellone del festival regionale «Crossroads – Jazz e altro in Emilia Romagna».

Promossa dall’assessorato alla Cultura, dalla Uisp e dal Combo Jazz Club, la rassegna (che continua grazie al fondamentale sostegno economico della Uisp castellana e di Jazz Network) presenterà anche in questa edizione un prezioso cartellone suddiviso in tre serate dedicate alla miglior scena nazionale ed europea con un’importante e attesa esclusiva nazionale. Venerdì 13, per la serata d’apertura del festival, sul palco avremo due proposte. La prima vedrà in scena l’ottimo sassofonista, clarinettista friulano Francesco Bearzatti. A seguire, nella seconda parte della serata, Bearzatti si esibirà in un inedito duo al fianco del bravo chitarrista veneto, anche lui da tempo residente a Parigi, Federico Casagrande nel nuovissimo progetto Lost Songs.

Sabato 14 invece la rassegna castellana ospiterà il grande ritorno del trombettista italiano Enrico Rava, dopo la sua lontana esibizione del 1993 insieme ad Enrico Pieranunzi che portò all’incisione del cd Nausica. Infine domenica 15 aprile Cassero Jazz si chiuderà con l’appuntamento più atteso: il concerto del nuovo trio del sassofonista, polistrumentista inglese John Surman. Inoltre, nelle giornate del 14 e 15 aprile, si terrà un workshop fotografico dal titolo «La musica come racconto» tenuto dal grande fotografo Pino Ninfa e curato dall’associazione culturale Pop.

Inizio dei concerti: ore 21.15. Biglietti: per il concerto del 13 aprile, 15 euro intero, 13 ridotto; per i concerti del 14 e 15 aprile, 20 euro intero, 16 ridotto. Info: 335/6916225 o 051/19987939.

fa.ra.

Approfondimenti e articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile.

Nella foto: Il sassofonista Francesco Bearzatti

Crossroads Jazz, tre giorni di musica al teatro Cassero di Castello

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast