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Cultura e Spettacoli 19 Luglio 2019

All'Emilia Romagna Festival protagonisti gli archi: a Castel San Pietro la violinista Gibboni e il violoncellista Giovannini

Saranno i vincitori della XXI Rassegna musicale Migliori Diplomati d’Italia dei Conservatori e degli Istituti Musicali Pareggiati dell’anno accademico 2016/17 di Castrocaro Terme e Terra del Sole ad inaugurare la sezione «Primo premio!» dell’Emilia Romagna festival, nata per dare spazio ai giovani talenti. La violinista Annastella Gibboni e il violoncellista Luca Giovannini si esibiranno venerdì 19 luglio alle 21 nella chiesa del Crocifisso di Castel San Pietro. I due musicisti daranno vita ad un programma che inizia con l’Introduzione e le Variazioni in sol maggiore per violino solo sul tema «Nel cor più non mi sento» scritte da Paganini su un’aria tratta da La Molinara di Paisiello e prosegue con la Suite in re minore per violoncello solo di Gaspar Cassadò. Continueranno con le sei Sonate per violino solo, improntate al modello bachiano e composte da Eugène Ysaÿe nel 1923. Quindi toccherà alla Sonata per violoncello solo di György Ligeti composta tra il 1948 e 1953 e, in conclusione,alla Sonata in Do maggiore per violino e violoncello di Maurice Ravel che vide la luce a Parigi nel 1922. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti.

Giovedì 25 luglio alle 21, l’Emilia Romagna festival arriva invece al chiostro del convento dell’Osservanza con un altro concerto della rassegna «Primo premio!». Ad esibirsi sarà il Callisto quartet, con Paul Aguilar e Rachel Stenzel ai violini, Eva Kennedy alla viola e Hannah Moses al violoncello. Il quartetto, che ha vinto il primo premio e la medaglia d’oro alla Fischoff Chamber Music Competition 2018, eseguirà il Quartetto per archi op.77 n. 1 di Franz Joseph Haydne il Quartetto per archi n. 14 in la bemolle maggiore op. 105 di Antonín Dvorák. L’ingresso è ad offerta libera destinata ai restauri del complesso conventuale. (r.c.)

Nelle foto a sinistra la violinista Annastella Gibboni e a destra il violoncellista Luca Giovannini

All'Emilia Romagna Festival protagonisti gli archi: a Castel San Pietro la violinista Gibboni e il violoncellista Giovannini
Cronaca 17 Luglio 2019

Capitan Fede Poggipollini sul palco de “La centrale'

Appuntamento con il rock a “La centrale-Imola Summer Fest”, questa sera, alle 22.15, con il concerto di Federico Poggipollini.

Il “Capitan Fede” del gruppo che accompagna Luciano Ligabue vanta una lunga carriera da solista, cominciata con la pubblicazione dell”album “Via Zamboni 59” nel 1998.
La serata sarà l”occasione per scoprire le canzoni contenute nei cinque dischi di Poggipollini, che nel febbraio di quest”anno ha partecipato a “Dopofestival-The Dark Side of Sanremo” con la Super Band, supportando il conduttore Rocco Papaleo. (r.c.)

La fotografia, di Jarno Iotti, è tratta dalla pagina Facebook di Federico Poggipollini

Capitan Fede Poggipollini sul palco de “La centrale'
Cultura e Spettacoli 17 Luglio 2019

Per l'Emilia Romagna Festival «Richard Galliano & Friends» alla Rocca Sforzesca di Imola

Un concerto che sarà ricordato. Mercoledì 17 luglio alle 21.30, l’Emilia Romagna festival porterà in scena all’interno della Rocca Sforzesca di Imola «Richard Galliano & Friends», frutto della collaborazione di Erf con Galliano che sarà sul palco insieme al flautista Massimo Mercelli e al quintetto de “I Solisti Aquilani”. Virtuoso della fisarmonica e del bandoneon, Galliano si muoverà con gli altri musicisti tra la musica del passato e quella del presente.

Il programma della serata si apre con “Contrafactus” (2000) per flauto e archi di Giovanni Sollima. «Il titolo si riferisce alla prassi medioevale della contraffazione – spiega il comunicato stampa dell’evento – e il brano, basato su un frammento della venticinquesima variazione delle “Goldberg” di Bach, trae ispirazione dalla lettura del geniale saggio “Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante” (Adelphi) del filosofo Douglas Hofstadter». La serata proseguirà con l’esecuzione di “Jade”, per flauto, fisarmonica e archi, scritto da Richard Galliano su commissione Erf, e dedicato – come Contrafactus – a Massimo Mercelli. Scritto pensando alla volubilità del flauto, il concerto è modellato sul virtuosismo e sul suono affascinante del suo primo interprete e dedicatario.

Dice Galliano: «Il primo movimento è un valzer New Musette, tinto di jazz e di swing. Il secondo, una pavana – metamorfosi di un’antica danza di corte -, esplora il suono soave del flauto basso e l’evocazione poetica di una malinconica melodia parigina. Immaginiamo sullo sfondo le più suggestive vedute di Parigi: Montmartre, le rive della Senna. Il terzo è un movimento perpetuo alla maniera del chorinho (un genere della musica strumentale tradizionale brasiliana) che sfrutta appieno sia il virtuosismo sia il ritmo, e mette in luce tutti i possibili dialoghi tra il flauto e gli archi. Jadeè un’ode alla gioia di vivere, all’allegria, alla felicità».

Seguirà un altro brano del compositore francese, “Opale” per fisarmonica e orchestra d’archi e quindi il celebre concerto L”estate per violino e archi di Vivaldi e lo scattante Tango pour Claude per fisarmonica e orchestra d’archi, sempre di Galliano. Chiuderà la serata l’Oblivion di Astor Piazzolla nella sua declinazione per fisarmonica e archi.

Richard Galliano è uno dei più grandi ed eclettici fisarmonicisti di tutti i tempi, capace di spaziare in ogni genere musicale. Massimo Mercelli, flautista internazionale e direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, oltre ai numerosi premi, vanta importanti dediche e collabo-razioni con i maggiori compositori. I Solisti Aquilani, nati nel 1968 sotto la guida di Vittorio Antonellini, eseguono un ampio repertorio, che spazia in diverse epoche musicali, da quella pre-barocca alla musica contemporanea. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nelle foto da sinistra Richard Galliano e Massimo Mercelli

Per l'Emilia Romagna Festival «Richard Galliano & Friends» alla Rocca Sforzesca di Imola
Cronaca 14 Luglio 2019

Concerto “Tre Monti in lirica' – IL VIDEO

Nuova edizione, lo scorso 4 luglio, della serata nata dalla collaborazione fra l”azienda agricola Tre Monti e il Teatro Comunale Bologna.
Protagonisti, la soprano Erika Tanaka, la mezzosoprano Aloisa Aisemberg, il tenore Pietro Picone e il baritono Yuma Shimizu, accompagnati al pianoforte da Amedeo Salvato.

L’intero ricavato della serata verrà devoluto, come tradizione, alla Fondazione Banco alimentare dell’Emilia-Romagna.

Fotografie di Marco Isola/Isolapress

Concerto “Tre Monti in lirica' – IL VIDEO
Cronaca 14 Luglio 2019

Appuntamento internazionale a “La centrale' con Mike Stern e Dave Weckl

Appuntamento di caratura internazionale a “La centrale della birra-Imola Summer Fest”, questa sera, alle 22.15, con il concerto di Mike Stern e Dave Weckl.
Per il primo si tratta del quarto passaggio nella nostra città, dopo i concerti alla discoteca Cap Creus per la rassegna “Concerto jazz” nel 1989 e alla Rocca sforzesca per “Crossover Jazz Festival” nel 1995 e nel 1997.
Il concerto di Stern e Weckl verrà introdotto dal trio Le Scat Noir.

Il programma degli spettacoli de “La centrale della birra-Imola Summer Fest” continua fino a domenica 21 luglio con i Queen Legend (domani), l’imolese Lisa Manara (martedì), il chirattista di Ligabue Federico Poggipollini (mercoledì), gli Iron Mais (giovedì), i Joe di Brutto (venerdì), i Gem Boy (sabato), per arrivare al gran finale con Duilio Pizzocchi e Gli Taliani. (r.c.)

Altri particolari sul “Sabato sera” dell”11 luglio.

Nella foto, Mike Stern e Dave Weckl

Appuntamento internazionale a “La centrale' con Mike Stern e Dave Weckl
Cronaca 13 Luglio 2019

Solo posti in piedi per il concerto gratuito di Mario Biondi all'autodromo

C’è grande attesa per il concerto a ingresso gratuito di Mario Biondi in programma all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari’ domani sera, alle 21 (apertura dei cancelli alle 20, ingresso unico da piazza Ayrton Senna).

Lo testimonia il fatto che tutti i posti a sedere, collocati nell’area sotto al palco e per la stragrande maggioranza destinati al pubblico, sono andati esauriti in pochissimo tempo.

Rimane comunque la possibilità per il resto dei fan del cantante catanese e dei curiosi di seguire il concerto in piedi. Inoltre, verrà allestita un’apposita area riservata ai disabili, a fianco di quella con i posti a sedere. (r.c.)

Solo posti in piedi per il concerto gratuito di Mario Biondi all'autodromo
Cultura e Spettacoli 1 Luglio 2019

Concerto gratuito di Mario Biondi all'autodromo, prenotazione obbligatoria per i posti a sedere

Da oggi è possibile prenotare i posti a sedere per il concerto di Mario Biondi in programma all’autodromo internazionale “Enzo e Dino Ferrari” domenica 14 luglio. Gli organizzatori hanno infatti previsto un’area con posti a sedere fino ad esaurimento dei posti stessi. Il pubblico restante potrà seguire il concerto in piedi. Per tutti l”ingresso è gratuito.

I posti a sedere dovranno obbligatoriamente essere prenotati rivolgendosi allo Iat (Informazione accoglienza turistica) di Imola, situato nella Galleria del Centro cittadino (via Emilia 135). La prenotazione può essere effettuata presentandosi direttamente allo Iat negli orari di apertura (dal lunedì al venerdì ore 8.30-13, martedì anche 15-18 e sabato ore 8.30-12.30), oppure telefonando allo 0542/602207, o in alternativa scrivendo una email all’indirizzo iat@comune.imola.bo.it. Ogni persona può prenotare fino a un massimo di 4 posti.

Il concerto, come si sa, è promosso dal Comune di Imola insieme al gruppo Hera e organizzato da Formula Imola con la collaborazione di Studio”s srl e il contributo di Cefla e Allianz Agenzia di piazza Matteotti. L”apertura dei cancelli (viale Dante-piazza Ayrton Senna) sarà alle ore 20 ed inizio alle ore 21. (r.c.)

Concerto gratuito di Mario Biondi all'autodromo, prenotazione obbligatoria per i posti a sedere
Cultura e Spettacoli 25 Maggio 2019

App&down invita gli imolesi all'autodromo per cantare Albachiara e chiamare Vasco

Respiri piano per non far rumore, ti addormenti di sera, ti risvegli col sole… Era il 1998 quando Vasco Rossi e il suo popolo cantavano per la prima volta all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola la nota canzone di chiusura dei concerti del Blasco, in occasione della prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival. Nel 2005, invece, l’ultima Albachiara di Imola; due anni dopo il festival si sarebbe trasferito altrove, prima di scomparire, e nonostante le voci e le indiscrezioni il rocker di Zocca non è più tornato nella «sua» Imola (anche se ha spesso ricordato la città durante interviste e concerti). Ma il prossimo 18 giugno il primo grande successo del Blasco risuonerà nuovamente sul Santerno, cantata dagli imolesi, e magari non solo, che prenderanno parte all’evento Imola chiama Vasco organizzato dall’associazione culturale locale App&down, già ideatrice del Natale Zero Pare e de La Centrale-Imola Summer Fest, e lanciato alcuni giorni fa.

«L’idea nasce dalla voglia condivisa all’interno dell’associazione di promuovere Imola in prima persona – spiega Giuseppe Beppe Bianco – e di farlo in maniera un po’ matta: riempiendo la curva della Rivazza di imolesi e cantando insieme, in migliaia, Albachiara per farne un bel video che possa diventare anche un videomessaggio per far tornare il Blasco a Imola magari la prossima estate 2020». Un po’ come è successo nel 2015 a Cesena, quando il supergruppo musicale Rockin’1000 aveva convinto i Foo Fighters ad esibirsi nella città romagnola dopo il video del brano Learn to fly suonato da oltre mille musicisti. «Ma in quell’occasione si trattava di professionisti – precisa Bianco – mentre la nostra idea, sostenuta anche dall’amministrazione comunale e da Formula Imola, vuole mettere in luce Imola e i suoi abitanti. Sarà l’intera città a chiamare Vasco», invita l’organizzatore. L’appuntamento è fissato dalle 18 del 18 giugno. (mi.mo.)

Informazioni e aggiornamenti sull’evento sulla pagina Facebook «Imola chiama Vasco»

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 23 maggio 2019

Nella foto i rappresentanti di App&down che ha lanciato «Imola chiama Vasco»

App&down invita gli imolesi all'autodromo per cantare Albachiara e chiamare Vasco
Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica

Sarà l’imponente interpretazione del Requiem in re minore K 626 di Mozart a cura del Münchener Bach-Chor a chiudere, martedì 16 aprile alle 21, la stagione di Erf#StignaniMusica. Il Requiem di Mozart è circondato da un’aura leggendaria: fu lasciato incompiuto dal genio austriaco, morto quando doveva ancora scrivere gli ultimi brani. Grazie ai suoi appunti, il lavoro venne completato dal suo allievo Franz Xaver Süssmayr, e il Requiem fu eseguito al funerale dello stesso Mozart. «La leggenda della nascita del Requiem, raccolta da Stendhal – si legge nelle note stampa al concerto -, narra di un misterioso committente presentatosi alla porta di Mozart con una maschera, il denaro necessario e una data di scadenza molto vicina. Impossibile non pensare a una personificazione della morte – o del futuro destino beethoviano che bussa alla porta, presentatosi proprio durante la malattia che porterà Mozart allo stremo – ma la realtà fu probabilmente meno poetica. Nonostante questo, di tutti i segreti, di tutto il frenetico bisogno di soldi di Amadeus, rimase la bellezza solenne e sconvolgente di quest’ultima opera, la cui fama si propagò anche sulle ali della leggendaria maledizione».

Ad eseguirlo a Imola sarà il Münchener Bach-Chor, un’istituzione della musica classica internazionale, fondato nel 1954 da Karl Richter, a cui si sono succeduti vari direttori. Hansjörg Albrecht è diventato il nuovo direttore artistico all’inizio della stagione 2005/06 e, sotto la sua guida, il coro ha ottenuto un nuovo profilo artistico e una qualità sonora trasparente, che è stata ripetutamente enfatizzata dalla critica. Vivaci interpretazioni di Bach, ispirate alla pratica dell’interpretazione storica stanno al centro del suo lavoro. I solisti saranno il soprano Arianna Vendittelli, tra le migliori della sua generazione, che si è già esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo, Victoria Yarovaya, giovane mezzosoprano russa vincitrice di numerosi concorsi con all’attivo collaborazioni prestigiose con i più grandi direttori d’orchestra, il tenore Manuel Amati, che studia canto lirico da quando aveva tredici anni e si è già esibito nei più importanti ruoli dell’opera italiana, il basso Gabriele Sagona, che può vantare una preparazione finissima con i migliori maestri e una consolidata esperienza nei migliori teatri europei.

La parte musicale del concerto imolese sarà eseguita dalla Young Musicians European Orchestra, attiva da anni nel panorama internazionale, rifondata in continuazione dal proprio direttore Paolo Olmi e dai membri «senior»: l’età media degli orchestrali si mantiene sui ventitré anni e l’organico varia dai venti ai cento elementi, a seconda del repertorio eseguito. Vi prendono parte giovani musicisti di tutte le nazionalità. (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Informazioni allo  0542/25747 (Erf).

Nella foto il Munchener Bach-Chor

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 9 Aprile 2019

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto

Il Gran Concerto di Primavera è l’evento inaugurale della prima stagione concertistica del Museo diocesano di Imola con la direzione artistica di Emilia Romagna Festival, ed avrà luogo mercoledì 10 aprile alle 21 nella Sala grande del museo stesso. Protagonista sarà il pianista Giuseppe Albanese, che per l’occasione presenterà in anteprima il suo terzo cd, Invito alla danza, realizzato per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

Il concerto proporrà così un excursus tra le più significative melodie composte appositamente da grandi compositori dell’Ottocento e del Novecento per balletti diventati capolavori del genere. Alcuni brani, originariamente per orchestra, sono stati trascritti per pianoforte solo con spettacolari elaborazioni particolarmente virtuosistiche. Si comincia con Carl Maria Von Weber e il suo Invito alla danza (trascrizione di Tausig), poi si passa a Léo Delibes con Valzer da Coppelia (trascrizione di Dohnányi), quindi a Tchaykovsky con la Suite da Lo schiaccianoci (trascrizione di Pletnev), a Stravinskij con Suite da L’uccello di fuoco (trascrizione di Agosti), e a Debussy con Prélude à l’après-midi d’un faune (trascrizione di Borwick), per concludere con Maurice Ravel e La Valse.

Giuseppe Albanese, pianista trentasettenne di fama mondiale, «è in grado di trasmettere con la sua musica un’energia vigorosa e travolgente che emerge con maggior forza nelle sue performance live in cui, d’altronde, non mancano anche una grandissima competenza tecnica e un certo virtuosismo esecutivo – si legge nel comunicato stampa -. Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali, ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, James Conlon, Fabio Mastrangelo, Jeffrey Tate e tanti altri. In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Rai di Torino) e in tutti i più importanti teatri».

Il ricavato del concerto del 10 aprile sarà utilizzato per il restauro, affidato a Michele Pagani, della Sacra famiglia con San Giovannino, un dipinto ad olio di grande fascino della seconda metà del XVI secolo, che appartiene alle raccolte del Museo diocesano. Rezio Buscaroli e Antonio Meluzzi propongono un’attribuzione di questo dipinto a Francesco Vecellio, ma la grande tela parrebbe invece derivare da un dipinto di analogo soggetto di Polidoro Lanzani, databile al 1530 circa (Parigi, Museo del Louvre), di cui esiste anche un’altra versione databile al 1550 circa (Chambery, Musée des Beaux-Arts). (r.c.)

Ingresso con offerta minima di 15 euro a favore del restauro del dipinto. Prenotazione consigliata: Erf 0542/25747 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.

Nella foto Giuseppe Albanese

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto

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