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Economia 22 Febbraio 2021

Confartigianato Emilia Romagna, prima riunione della nuova presidenza: «Priorità a digitale, formazione e sostenibilità ambientale e sociale»

Digitale, sostenibilità ambientale e sociale, formazione. Sono le tematiche prioritarie per Confartigianato Emilia-Romagna, oggetto della prima riunione della rinnovata presidenza, con la segreteria guidata da Amilcare Renzi. All’incontro erano presenti il nuovo presidente Davide Servadei, il vice presidente vicario Gilberto Luppi e i vice presidenti Luca Morigi e Graziano Gallerani (quest’ultimo ha partecipato da remoto). 

«La pandemia ha accelerato dei processi che erano già avviati e ora ci pone davanti alla sfida di non perdere l’occasione di cogliere le opportunità che arriveranno dalle misure del piano Next Generation Ue per rilanciare il sistema delle micro, piccole e medie imprese nella nostra regione. In un Paese dove oltre il 90% delle imprese ha meno di 50 dipendenti, occorre ribaltare il paradigma per cui oggi le leggi si fanno per le grandi imprese e vengono poi derogate per il 98% delle realtà economiche», afferma Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna

«La digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese sarà un elemento fondamentale per rilanciare il sistema – aggiunge Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna -. Un elemento che racchiude la necessità di investire in tecnologia, ma anche e soprattutto nella formazione dell’imprenditore e del personale per un cambio di passo nell’organizzazione dei processi e nella presenza sui mercati. Questo comporta anche l’esigenza di infrastrutture adeguate, da considerare anche nei territori periferici, per assicurare opportunità e mantenimento del presidio sociale anche alle comunità più distanti dai centri maggiori». (da.be.)

Nella foto: da sinistra Luca Morigi, Amilcare Renzi, Davide Servadei e Gilberto Luppi


Confartigianato Emilia Romagna, prima riunione della nuova presidenza: «Priorità a digitale, formazione e sostenibilità ambientale e sociale»
Economia 18 Febbraio 2021

Coronavirus, l’azienda imolese Teams brevetta Geronimo, dispositivo per sanificare i Pos

Si chiama Geronimo ed è un supporto per Pos dotato di una speciale luce della gamma ultravioletta (Uv-C) in grado di sanificare in pochi minuti la tastiera su cui si digita il codice del bancomat quando si paga la spesa o un servizio.

Si tratta di un brevetto depositato da Sofia e Claudio Cristicini, titolari dell’impresa imolese Team Srls, specializzata in elettronica. Il primo esemplare di Geronimo è stato installato nella sede imolese di Confartigianato. La fonte luminosa, montata su un apposito supporto a stelo, irradia il dispositivo di pagamento e si spegne quando la mano del cliente, o del commesso, esegue la transazione.

L’azienda prevede di consegnare a breve i primi pezzi dedicati ai negozi e a tutte le attività commerciali o di servizio. In fase di sviluppo anche una variante del dispositivo, appositamente pensata per l’installazione nei banchi cassa dei supermercati. (lo.mi.)

Nella foto: il supporto per Pos ideato dall’azienda imolese Teams Srl

Coronavirus, l’azienda imolese Teams brevetta Geronimo, dispositivo per sanificare i Pos
Cronaca 6 Febbraio 2021

Coronavirus, la richiesta di Confartigianato Bologna: «Riaprire ristoranti e bar anche la sera»

Ad una settimana dalla zona «gialla» e dalla riapertura ai clienti, fino alle 18, di tutte le attività di ristorazione e somministrazione bevande, Confartigianato Bologna Metropolitana chiede alle istituzioni che venga concessa l’apertura serale di ristoranti, bar, pub, birrerie ed enoteche. «Fermo restando il necessario presidio sanitario per controllare gli sviluppi della pandemia noi riteniamo che debba essere autorizzata nel più breve tempo possibile l’apertura serale delle imprese del comparto della ristorazione e bar, almeno fino alle 22, includendo in questo provvedimento anche i pub, le birrerie e le enoteche – afferma Amilcare Renzi, Segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. Riguardo a eventuali assembramenti o comportamenti inopportuni e irregolari in prossimità delle attività noi chiediamo alle Istituzioni e alle Forze dell’Ordine una sana gestione del controllo del territorio, attraverso controlli puntuali e scrupolosi nei confronti di tutti, perché ogni cittadino deve essere responsabile del proprio agire sociale». (da.be.)

Nella foto (Isolapress): il bar Minimo a Imola

Coronavirus, la richiesta di Confartigianato Bologna: «Riaprire ristoranti e bar anche la sera»
Cronaca 29 Gennaio 2021

Il faentino Davide Servadei nuovo presidente di Confartigianato Emilia Romagna

Il Consiglio di Confartigianato Emilia Romagna, riunitosi in via telematica in data 28 gennaio, ha eletto con voto unanime come nuovo presidente Davide Servadei, 58enne faentino, già vice presidente regionale. «Per me è un grande onore essere stato scelto per questo ruolo, il mio ringraziamento va a tutte le strutture territoriali. Un grazie a Marco Granelli per il lavoro svolto alla guida della Federazione con passione con spirito di servizio e competenza, specialmente in questo ultimo anno così difficile e senza precedenti. Tanti auguri per l’importante incarico di presidente nazionale che, siamo certi, ricoprirà al meglio e in maniera distintiva»  ha affermato a caldo il neo presidente regionale. (da.be.) 

Nella foto: Davide Servadei, nuovo presidente Confartigianato Emilia Romagna

Il faentino Davide Servadei nuovo presidente di Confartigianato Emilia Romagna
Economia 31 Dicembre 2020

Oltre 1 miliardo di euro la spesa alimentare in Emilia-Romagna a dicembre

1,1 miliardi di euro di spesa alimentare delle famiglie emiliano-romagnole a dicembre 2020. 29 mila addetti nelle imprese artigiane della food economy, quasi 122 mila di addetti nelle Mpi. 1,8% peso dell’artigianato della food economy sull’economia territoriale in Emilia-Romagna vs. 1,6% media Italia. 7.799 imprese artigiane nella food economy, il 9,0% dell’artigianato nazionale. Questi sono alcuni dei numeri raccolti dal Centro Studi di Confartigianato Emilia-Romagna sull’artigianato alimentare in regione, un artigianato di qualità che vanta 398 prodotti agroalimentari tradizionali, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, il 7,6% del totale nazionale.

I prodotti del territorio si distinguono per l’alta qualità della produzione e delle materie prime che caratterizzano un’offerta enogastronomica di assoluta eccellenza. Sulla base degli ultimi dati del ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali l’Emilia-Romagna vanta 43 prodotti agroalimentari di qualità al 27 novembre 2020, posizionandosi al primo posto nella classifica nazionale, seguita da Veneto e Sicilia. Nel dettaglio si contano 18 Dop (Denominazione di origine protetta (41,9% del totale) e 25 Igp (Indicazione geografica protetta – il 58,1%). Il settore dell”artigianato alimentare si completa con la componente che coniuga produzione e servizio rappresentata dai Servizi di ristorazione e dei cibi per asporto, dove operano 3.448 imprese, pari al 44,2% del totale.

«L’Emilia-Romagna sta dimostrando ancora una volta di essere una realtà capace di produrre ed esportare qualità – aggiunge Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna -. Il valore artigiano è ciò che ci fa reggere anche in questi difficili momenti. Oggi più che mai c’è bisogno di una comunità coesa, una comunità che aiuta le persone che oggi sono in difficoltà. Ci auguriamo che durante queste festività prevalga in tutti noi questo spirito che ci può aiutare a vivere momenti di serenità e, nello stesso tempo, diventare un volano di solidarietà verso le tante attività, che sono le colonne portanti della nostra economia e oggi hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi». (da.be.)

Nella foto: Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna

Oltre 1 miliardo di euro la spesa alimentare in Emilia-Romagna a dicembre
Cronaca 26 Dicembre 2020

Donata al vescovo di Imola monsignor Mosciatti la statuina dell’infermiera anti-Covid

Nei giorni scorsi Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, e Alessandro Scala, vicedirettore di Coldiretti Bologna e segretario di zona a Imola, hanno consegnato al vescovo di Imola, monsignor Giovanni Mosciatti, la statuina dell’infermiera anti-Covid. Il nuovo personaggio da inserire nel presepe 2020, che simboleggia l’impegno di tutto il mondo della sanità e della cura, creato dalla prestigiosa bottega d’arte presepiale napoletana “La Scarabattola” dei Fratelli Scuotto, associata a Confartigianato. «Abbiamo consegnato al Vescovo di Imola, monsignor Giovanni Mosciatti, la statuina creata dalla manualità e dal lavoro artigianale, simbolo e riconoscenza verso quel mondo della sanità che in questo anno e anche in questi momenti, è fortemente impegnato per tutelare la nostra salute – afferma Amilcare Renzi -. E’ una iniziativa avviata per la prima volta quest’anno, ma che è nostra intenzione ripetere costantemente, per valorizzare i presepi di ogni Diocesi d’Italia con un personaggio frutto del lavoro artigiano e simbolo di un evento che abbia caratterizzato l’anno». 

L’iniziativa, promossa sotto l’egida del Manifesto di Assisi e da Fondazione Symbola, vuole rendere onore a tutti gli «eroi» della quotidianità che si impegnano per gli altri in questi mesi così difficili, in sintonia con il messaggio di Papa Francesco che nei giorni scorsi ha ringraziato chi si adopera per gli altri nella pandemia, paragonandoli a San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato. (da.be.)

Nella foto: la consegna della statuina. Da sinistra, Alessandro Scala, il vescovo monsignor Mosciatti e Amilcare Renzi

Donata al vescovo di Imola monsignor Mosciatti la statuina dell’infermiera anti-Covid
Economia 26 Ottobre 2020

Nuovo Dpcm, a Imola le proteste di ristoratori, artigiani e commercianti aderenti a Confartigianato, Cna e Confcommercio

Le nuove misure anti Covid imposte dal Dpcm del 24 ottobre hanno suscitato anche a Imola le reazioni degli addetti ai lavori.

Oggi pomeriggio, dalle 15.30 alle 16.30, gli addetti alla ristorazione aderenti a Confartigianato Bologna Metropolitana hanno manifestato in modo simbolico e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza davanti alla sede imolese di viale Amendola, gettando in aria oggetti del loro lavoro come gesto di protesta contro l’ennesima penalizzazione del settore. «Esprimiamo grande preoccupazione per la scelta del Governo di chiudere alle 18 il mondo della ristorazione, una misura di cui, in particolare per i ristoranti, si fatica a comprendere la logica – ha sottolineato Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, durante la manifestazione -. Dispiace che il premier Conte non abbia tenuto in debita considerazione la lettera-appello firmata dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, a nome della Conferenza delle Regioni con la quale si proponeva la chiusura dei ristoranti alle 23 e dei bar senza servizio ai tavoli alle 20».

Il mondo dell’artigianato e della ristorazione si è distinto in questi mesi per la massima collaborazione nella definizione delle linee guida. «I nostri bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie hanno sempre rispettato rigorosamente le misure di sicurezza per difendere la salute dei cittadini. A maggior ragione non comprendiamo questo obbligo di chiusura, mentre a negozi e grande distribuzione rimane permessa, ad esempio, la commercializzazione dei prodotti dolciari oltre le ore 18».

«Da sempre siamo convinti che al primo posto c’è la salute, senza difendere la salute non si difende l’economia, ma siamo altresì convinti che questo sia il momento di combattere il virus con le armi della ragione e non con azioni oscurantiste – ha sottolineato Renzi -. La scelta di adottare misure che penalizzano duramente ristoranti e bar, così come le palestre e i centri sportivi, i cinema e i teatri senza distinguere dalle situazioni realmente a rischio da quelle mantenute sicure dall’impegno degli imprenditori e del loro personale, non ci piace. Per l’incoscienza di alcuni non si possono penalizzare interi settori che, di fronte a questa chiusura, rischiano di non riaprire mai più. Più che chiudere tutto serviva una grande capacità di controllo del territorio, e penalizzare chi effettivamente non rispettava le norme di sicurezza». 

«Il Governo non ha accolto le istanze di Confartigianato, ora però ci auguriamo che le misure di ristoro annunciate siano effettivamente commisurate all’impatto provocato dalle nuove restrizioni sull’attività dei nostri imprenditori e che soprattutto siano erogate in tempi rapidi per evitare il rischio di chiusura delle imprese – ha concluso Renzi -. Confartigianato continuerà ad essere al fianco di tutte le sue imprese e continuerà, in maniera pacifica e nel rispetto delle regole, a combattere affinché si possa in tempo breve porre rimedio a questa scelta che riteniamo sbagliata e ingiusta per categorie che sono già stata duramente penalizzate dal precedente lockdown». 

Intanto anche altre associazioni di categoria hanno annunciato forme di protesta. Domani Cna Imola organizza un sit in davanti alla sede di via Pola (ore 16), mentre i gestori dei pubblici esercizi dell’Emilia Romagna, aderenti a Fipe-Confcommercio si ritroveranno in piazza Maggiore a Bologna mercoledì 28 ottobre alle ore 11.30 e, in contemporanea, nelle piazze di 10 capoluoghi di regione. «Sarà una manifestazione dal valore simbolico, ma comunque di grande impatto visivo, nel pieno e assoluto rispetto di ogni normativa, soprattutto sanitaria» spiega il presidente di Confcommercio Ascom Imola, Danilo Galassi, invitando tutte le attività del territorio a partecipare, per dare un segnale forte del settore alla politica.«Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento – sottolinea Galassi – ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta. In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia. Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole». (lo.mi.)

Nella foto: la protesta davanti alla sede imolese di Confartigianato Bologna Metropolitana

Nuovo Dpcm, a Imola le proteste di ristoratori, artigiani e commercianti aderenti a Confartigianato, Cna e Confcommercio
Cronaca 7 Luglio 2020

Amilcare Renzi di Confartigianato nel Cda di BolognaFiere

«Un polo fieristico regionale è un’opportunità per il circondario che dal turismo legato al business potrà ottenere grandi vantaggi».
Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana, è stato eletto nel consiglio di amministrazione di BolognaFiere, e ha le idee chiare sull’apporto che un ente fieristico forte può dare al circondario e anche sul futuro di Imola, città di riferimento del circondario che a settembre avrà di nuovo un sindaco.

«A Imola occorre un sindaco che faccia il promotore del territorio, per attrarre investimenti e insediamenti che diano occupazione e lavoro all’indotto. Poi bisogna lavorare per essere maggiormente integrati con il sistema metropolitano dal punto di vista sanitario e da quello della mobilità. Sarà un triennio difficile, ma credo all’insegna dell’unità di intenti fra pubblico e privato». (c.f.)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 2 luglio

Amilcare Renzi di Confartigianato nel Cda di BolognaFiere
Cronaca 17 Giugno 2020

Allarme Confartigianato: crolla il fatturato di micro, piccole e medie imprese in regione

8,5 miliardi di euro, oltre il 10% del fatturato annuo, è la stima delle perdite per le micro e piccole imprese emiliano-romagnole durante il bimestre marzo-aprile 2020, presentata in una ricerca di sintesi dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna. Un conto salato provocato dalla quarantena, che presenta conseguenze gravi per numerosi settori dell’artigianato in regione.

«La crisi provocata dal Coronavirus è evidente e chiaramente preoccupa – commenta Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna e vice presidente vicario nazionale di Confartigianato Imprese –, perché colpisce in modo indiscriminato tutti i settori dell’economia. Il nostro compito è quello di proseguire nel dialogo con le Istituzioni, spingendo per migliorare ancora di più l’accesso alla burocrazia online che permette di guadagnare tempo e velocizzare le pratiche, e con le banche, che devono tornare a redistribuire il credito permettendo alle imprese di investire e guardare in prospettiva futura».
Alcuni dati della ricerca «mostrano la grande capacità delle micro e piccole imprese del nostro territorio di adattarsi ai cambiamenti – ossserva Granelli –. Si rileva un’intensificazione da parte delle Mpi emiliano-romagnole dell”uso di strumenti digitali, sia per lo smart working sia per attivare l’e-commerce. Queste sono soluzioni su cui Confartigianato spinge da tempo, mettendo a disposizione, nei territori, strumenti e persone capaci di dare impulso a una nuova economia». (r.cr.)

Immagine di repertorio

Allarme Confartigianato: crolla il fatturato di micro, piccole e medie imprese in regione
Cronaca 26 Maggio 2020

Fase 2 a Imola, Confartigianato: «Bene la riapertura per i saloni, ristorazione più lenta»

Sono soddisfatti gli acconciatori associati a Confartigianato Bologna metropolitana, a una settimana dalla riapertura dopo la quarantena provocata dalla pandemia di Coronavirus, sebbene rimanga forte l’incognita sul futuro.

«Estetisti e acconciatori hanno le agende piene di appuntamenti e i clienti rispettano con attenzione le misure di prevenzione, messe in atto all’interno e nelle prossimità dei saloni – spiega l’associazione di categoria –. Sono rimasti invariati i prezzi dei servizi ma si evidenzia il problema legato all’aumento dei costi per le imprese, sia dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) sia delle mantelline monouso, fra l’altro difficili da trovare sul mercato».
Stessa scelta di non aumentare i prezzi «anche per i ristoratori – aggiunge Confartigianato Bologna metropolitana –, che notano una maggiore affluenza all’apertura di mezzogiorno, quando si presentano nei locali le persone in giro per lavoro, mentre alla sera gli avventori sono pochi. Meglio è andato nel weekend del 23 e 24 maggio, soprattutto per i ristoranti che hanno potuto allargare i tavoli posizionandoli anche all’esterno. In generale si registra una sensazione di paura, che non invita a rilassarsi e a godersi il pranzo».

«La scelta di non aumentare i prezzi dei servizi è una grande dimostrazione di impegno verso la comunità – commenta Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana –. Siamo davvero orgogliosi di rappresentare il mondo dell’artigianato e del commercio, capace di dare un segnale così forte in un momento tanto difficile per tutti». (r.cr.)

Fase 2 a Imola, Confartigianato: «Bene la riapertura per i saloni, ristorazione più lenta»

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