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Cultura e Spettacoli 24 Gennaio 2020

La missione archeologica italiana di inizio Novecento a Eliopoli nella prima conferenza di primavera del Cise

La prima conferenza di primavera organizzata dal Cise di Imola avrà luogo venerdì 24 gennaio alle ore 18, presso l’auditorium Aldo Villa del museo di San Domenico, quando Federica Ugliano, assegnista di ricerca presso l’Università di Pisa e research fellow presso il museo Egizio di Torino, proporrà una conferenza dal titolo Scavare un museo: «Eliopoli e la missione archeologica italiana» (1903-1906). Federica Ugliano ha conseguito un dottorato di ricerca in studi umanistici (Scienze dei beni culturali) presso l’Università degli Studi di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio di Torino, che ha preso in particolare considerazione gli elementi legati all’ornamentazione personale e alla costruzione di identità nell’Egitto predinastico.

Ha collaborato al riallestimento della collezione torinese, di cui ha curato la sezione predinastica. Ha partecipato a diversi scavi in Italia e ha lavorato in Egitto come membro della missione archeologica italiana presso il tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II, Tebe Ovest, Luxor (centro di egittologia Francesco Ballerini,2007- 2011) e della missione della New York University presso il sito di Abido (Institute of Fine Arts, 2013). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale e l’evoluzione sociale nel periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici. Il suo progetto di ricerca attuale riguarda la ricontestualizzazione del materiale predinastico proveniente dagli scavi di Ernesto Schiaparelli a Eliopoli, conservato presso il museo Egizio di Torino. (r.c.)

Nella foto Federica Ugliano

La missione archeologica italiana di inizio Novecento a Eliopoli nella prima conferenza di primavera del Cise
Cronaca 2 Gennaio 2020

Come far rivivere i centri storici, una conferenza a Imola organizzata dall'associazione Codronchi-Argeli

Uno dei temi che dovranno fare parte dell’agenda di lavoro della prossima amministrazione comunale imolese è certamente quello della vivibilità della parte storica della città. Ne è consapevole l’associazione culturale Codronchi- Argeli che organizza, per il prossimo 16 gennaio, alle ore 20.30 nella sala del circolo Sersanti, una conferenza dal titolo «Centri Storici delle medie città: declino o rinascita?». L’associazione, che ha come presidente Alessandro Curti ecoordinatore Pierangelo Raffini, è una realtà di professionisti del territorio, molti dei quali hanno la loro sede in centro storico a Imola.

«Il nostro obiettivo – racconta Pierangelo Raffini – non è quello di ripercorrere il passato alla ricerca di responsabilità. Non è il momento delle polemiche, ma dei fatti per elevare la qualità della nostra città, è tempo di cercare assieme soluzioni e di cominciare a metterle in pratica». E proprio per questo la serata del 16 gennaio propone gli interventi di due personaggi che possono arricchire la discussione portando esperienze da varie parti d’Italia. «Il primo intervento sarà di Giandomenico Amendola, già professore ordinario di Sociologia urbana della facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e al Politecnico di Bari – spiega Raffini -. Ha insegnato e svolto ricerche anche al Mit (Massachusetts Institute of Technology), nonché autore di molte pubblicazioni su questi temi. Seguirà Ennio Nanni, architetto e urbanista, già dirigente del Comune di Faenza e di sei Comuni dell’Unione della Romagna faentina, che porterà degli esempi, non solo del nostro territorio, di come la rigenerazione urbana o gli interventi in centro storico, magari appoggiati da norme comunali incentivanti, possano contribuire a rendere questi spazi più vivibili e interessanti».

Già nella sua esperienza come assessore allo Sviluppo economico del Comune di Imola, Pierangelo Raffini aveva raccolto molti stimoli tra i cittadini e gli operatori e ora: «E’ importante che sia la Codronchi Argeli a farsi promotrice di un evento che è di interesse di tutta la città, dal cittadino che la abita a chi ci lavora». «Imola ha un bel centro storico – conclude Raffini -, pulito, ben arredato. E’ chiaro che se ci fosse un commercio più vivo, anche con l’aiuto di catene commerciali in grado di coinvolgere di più i giovani, ne guadagnerebbe tutta la città.Ci incontriamo per parlarne e cominciare un percorso nuovo e di crescita». L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Codronchi Argeli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, in collaborazione con il Centro studi Luigi Einaudi di Imola, la consulta delle Libere professioni della Fondazione Crimola, Università Aperta e il Centro studi Alcide De Gasperi. (r.cr.)

Nella foto Pierangelo Raffini

Come far rivivere i centri storici, una conferenza a Imola organizzata dall'associazione Codronchi-Argeli
Cultura e Spettacoli 4 Dicembre 2019

La storia di Lauro Marchetti, il curatore di origini imolesi del «Giardino di Ninfa», in provincia di Latina

C’è un luogo, in provincia di Latina, dove la storia e la fiaba, la natura e la magia si intrecciano fino a fondersi in un’armonia fuori dal tempo. E’ il «Giardino di Ninfa», uno dei parchi più belli e affascinanti d’Europa, al quale l’associazione imolese «Nel giardino, nella natura», dedica la conferenza prevista per domani giovedì 5 dicembre, alle 18, nella sala Bcc di via Emilia 212 a Imola. Il luogo ha antiche e nobili origini; è stato infatti per secoli e secoli proprietà della famiglia Caetani, che tra i suoi membri più noti annovera quel papa Bonifacio VIII, al secolo appunto Benedetto Caetani, al quale Dante, nella Divina Commedia, predisse la futura dannazione.

A saper di fiaba e di magia, tuttavia, non è solo il luogo. Basta infatti ascoltare la storia di Lauro Marchetti, il direttore e curatore del giardino, per scoprire una vicenda davvero unica, oltre che legata a filo doppio a Imola e alla Romagna. Imolesi erano infatti i genitori di Marchetti, Sante e Domenica Dall’Osso, il primo nato a Ca’ Miseria, a Ponticelli, la seconda della famiglia Dall’Osso, che veniva da Fontanelice e dal podere La Tardanza, nella zona del cimitero. Di queste origini Marchetti è fiero e, benchè la sua vita sia trascors ainteramente nel Lazio, lui rivela di sentirsi «Ibrido di nascita, ma completamente romagnolo. Conosco il dialetto e il mio accento, a 70 anni, è ancora lo stesso. Ho passato a Miseria, dove stavano i miei, tutte le estati della mia infanzia e le vacanze da scuola, ma ho frequentato soprattutto Fontanelice e la Tardanza, il fiume Santerno, il ponte di Gaggio. Ricordo i nonni, gli animali, i primia mori giovanili».

La residenza ufficiale, però, era in provincia di Latina e come la famiglia sia finita a vivere così lontana dal luogo d’origine è lo stesso Marchetti a raccontarlo: «Il duca Caetani chiese consiglio al conte imolese Pasolini Dall’Onda perchè aveva bisogno di una “persona onesta” per amministrare la sua tenuta agricola. Mio padre era un sindacalista, che curava gli interessi degli operai facendo il mediatore tra datori di lavoro e lavoratori. Era partito poverissimo a raccogliere sassi con il padre birocciaio, ma poi aveva acquisito grandi capacità amministrative, contabili e di dialogo. Era una persona rispettata da tutti, operai e imprenditori. Pasolini Dall’Onda fece il suo nome ai Caetani e il mio mondo cambiò completamente». (mi.ta.)

La storia completa è su «sabato sera» del 28 novembre

La storia di Lauro Marchetti, il curatore di origini imolesi del «Giardino di Ninfa», in provincia di Latina
Cronaca 24 Ottobre 2019

Alla Festa della Storia di Castel San Pietro l'opera di Primo Levi analizzata da Alessandro Ferioli

La sedicesima edizione della Festa internazionale della storia, che quest’anno porta il motto di «Viva la storia viva», ha in calendario gli appuntamenti principali per il fine settimana. Si comincia venerdì 25 ottobre al Golf club Le Fonti (viale Terme), alle ore 20.30, con Alessandro Ferioli, presidente del comitato scientifico dell’Anei (Associazione nazionale ex-internati militari nei lager nazisti) che terrà una relazione sul tema «Primo Levi a 100 anni dalla nascita, l’uomo, lo scrittore, il testimone». Primo Levi, con il memoriale «Se questo è un uomo», è stato uno dei principali letterati che hanno trattato l’argomento della deportazione nei lager nazisti e della Shoah. Durante la serata, Ferioli analizzerà l’opera di Levi nel suo complesso,considerandola da differenti punti di vista, sia artistici che storici e giudiziari.

Un secondo appuntamento è in programma domenica 27, con inizio alle 15.30, nella Sala Antichi Sotterranei del palazzo comunale in piazza XX Settembre 3, con un articolato evento condotto da Davide Dal Fiume, che vedrà carciofi, cardi e cardetti protagonisti di una serie di incontri con esperti che ne parleranno da diversi punti di vista con questa serie di interventi: «Cardi e cardetti: la coltivazione del carciofo nel nostro territorio» a cura di Maurizio Trigolo del podere Fontana dei Conti; «Il carciofo: verdura o fiore?» a curadi Daniela Stefanelli, docente presso l’istituto Bartolomeo Scappi; «Sua Maestà il Carciofo: il re dell’orto dalle numerose virtù salutistiche» a cura di Gabriella Gangi, biologa nutrizionista; «Il carciofo in fitoterapia» a cura di Nicoletta Saponelli (erboristeria Camomilla); «Un fiore vestito da guerriero: curiosità e aneddoti» a cura di Lia Collina (Accademia italiana della cucina); «Il carciofo in cucina» a cura di Loris Leonardi, docente dell’istituto Scappi. Info: assessorati Agricoltura e Cultura, tel. 051 6954112 e 0516954159. Per chi vuole saperne di più, fino a sabato 26 ottobre, la Biblioteca comunale espone una vetrina tematica con tanti libri, ricette e racconti sul carciofo. (r.cr.)

Nelle foto: Alessandro Ferioli (a sin.), presidente del Comitato scientifico dell”Anei e lo scrittore Primo Levi (a destra), scomparso nel 1987 

Alla Festa della Storia di Castel San Pietro l'opera di Primo Levi analizzata da Alessandro Ferioli
Cronaca 20 Novembre 2018

L'astronauta Roberto Vittori il 1° dicembre alla Sacmi in una conferenza promossa dall'Agenzia viaggi Santerno

Comoda navicella, vista stellare, possibilità di avventurose passeggiate spaziali. Chissà se in futuro tra gli annunci turistici se ne troveranno di simili, quando viaggiare nello spazio, magari, non sarà più solo alla portata di magnati come l’imprenditore americano Dennis Tito, il primo turista dello spazio che nel 2001 ha speso ben 20 milioni di euro per trascorrere in orbita 7 giorni 22 minuti e 4 secondi.

Oggi il turismo spaziale è ancora in fase pionieristica, ma a Imola c’è già qualcuno che guarda avanti e soprattutto in alto. E’ l’Agenzia viaggi Santerno che, dopo il giro di boa dei suoi primi 50 anni di attività festeggiati nel 2017, ha scelto di invitare a Imola l’astronauta Roberto Vittori per una conferenza in programma sabato 1° dicembre (ore 10) all’Auditorium 1919 della Sacmi, in via Selice 17/a. A spiegare come è nata questa idea è Raffaele Benni, presidente della Cooperativa assistenza ricreazione sociale Cars e dell’Agenzia viaggi Santerno.

«Operando nel settore dei viaggi guardiamo al futuro – motiva scherzando -. Per le nuove generazioni volare nello spazio sarà normale. E’ da un anno che lavoriamo a questo evento e non è stato facile trovare la data giusta, dato che Vittori vive tra l’Italia e gli Stati Uniti». L’evento sarà ospitato all’interno della Sacmi, che metterà a disposizione i 500 posti del proprio auditorium (ingresso libero, prenotazioni consigliate al numero 0542/33200).

«Sacmi, ombelico industriale del nostro territorio e del mondo, è un orgoglio della nostra città – sottolinea Benni -: qui si vola alto, come gli astronauti. Porre l’attenzione sull’esperienza di un personaggio come Vittori vuol dire alzare lo sguardo anche della nostra comunità». C’è poi un altro dettaglio, non secondario, che lega Sacmi agli organizzatori dell’evento. Da quasi una decina d’anni, infatti, la cooperativa di via Selice ha al proprio interno un ufficio distaccato dell’Agenzia viaggi Santerno con quattro operatrici che organizzano gli spostamenti d’affari di tutti i manager e tecnici del gruppo, che conta 80 sedi in tutto il mondo.

A Imola Vittori parlerà delle sue esperienze in orbita, tre per la precisione: nel 2002 ha partecipato alla missione Marco Polo, diventando il primo astronauta italiano a partire dalla base di lancio di Baikonur, in Kazakistan, alla volta della Stazione spaziale internazionale (Iss), grazie a un accordo tra le agenzie spaziali europea, italiana e russa. Tre anni dopo, nell’aprile 2005, è tornato sulla Iss con la missione Eneide; in qualità di ingegnere ha svolto un ruolo attivo nella guida e nelle fasi di attracco della navicella Soyuz; a bordo della Iss, ha anche portato a termine un intenso programma di esperimenti.

Infine nel 2011, in virtù di un accordo bilaterale tra l’Agenzia spaziale italiana e la Nasa, Vittori ha partecipato a un’importante missione di assemblaggio con l’obiettivo di installare sulla Stazione spaziale internazionale lo spettrometro alfa magnetico per la rilevazione dei raggi cosmici e per esaminare le fondamenta della «materia oscura» e l’origine dell’universo. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto l”astronauta Roberto Vittori

L'astronauta Roberto Vittori il 1° dicembre alla Sacmi in una conferenza promossa dall'Agenzia viaggi Santerno
Cronaca 5 Novembre 2018

Il 6 novembre a Imola tante iniziative per celebrare il 45° anniversario di Sante Zennaro

Con la delibera n. 142 del 6novembre 1973, il Consiglio provinciale di Bologna approvò all’unanimità la trasformazione dell’Istituto medico psico pedagogico Sante Zennaro in Centro di servizi sanitari e sociali. L’evento rappresentò il passaggio da un modello di contenzione e coercizione di tipo manicomiale a un modello di inclusione sociale, sanitaria e scolastica, precursore delle trasformazioni che, con la Legge 180 Basaglia (1978), portarono alla chiusura dei manicomi.

Anche in occasione dei 40 anni della Legge Basaglia, l’associazione PerLeDonne, l’Assemblea delle organizzazioni sociali e delle associazioni di volontariato, il Comune di Imola, l’Associazione di sviluppo del volontariato della città metropolitana di Bologna, Volabo intendono celebrare la delibera rivoluzionaria del 1973, che ebbe risonanza internazionale.

In questo ambito si è sviluppato il progetto «Sante Zennaro: Bene Comune! Trasformazione, cultura, gioco, artisticità…», che prevede un’importante iniziativa, in programma il prossimo martedì 6 novembre e che fa parte del più ampio calendario di eventi di Oltre la siepe.

Il primo momento della giornata, con inizio alle ore 8.30, nel parco del Sante Zennaro, in via Pirandello 12, prevede l’inaugurazione di tre sculture, facenti parte del sistema di opere d’arte progettate a suo tempo da Alessandro Tagliolini e restaurate in questi giorni da Maurizio Rambelli. Tagliolini, scultore e paesaggista romano, aveva progettato il lavoro per il parco del Sante Zennaro secondo uno stile astratto, con forme che stimolassero la fantasia perché, così pulite ed essenziali, in esse il bambino poteva vedere ciò che voleva; lo scivolo balena può essere una lumaca; il fiore una carrozza.

Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno i bambini e gli insegnanti di tutte le scuole presenti nel complesso Sante Zennaro e la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, alle 8.45 taglierà simbolicamente il nastro, mentre gli alunni si esibiranno in performance musicali. L’evento successivo in programma è un seminario di studi intitolato «Dalla contenzione alla partecipazione», che si svolgerà non più nel parco, ma presso la sala della Consulta delle ragazze e dei ragazzi, con inizio alle ore 9.45.

Dopo una breve pausa, si passerà all’ultimo evento della giornata, intitolato «La storia documentata», che prevede la proiezione di lavori multimediali e audiovisivi, della durata di circa 15 minuti ciascuno, a partire dalle ore 11.15.

Gli eventi sono gratuiti; per informazioni e iscrizioni contattare Roberta Gonni, responsabile Volabo, tel. 320 6647702.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto una veduta aerea di Sante Zennaro della fine degli anni Novanta

Il 6 novembre a Imola tante iniziative per celebrare il 45° anniversario di Sante Zennaro
Cronaca 5 Novembre 2018

Il 5 novembre a Ozzano una serata dedicata alle donne che hanno combattuto per la giustizia e i diritti

La sezione Tonino Pirini dell’Anpi, nel 70° anniversario della Costituzione, con il patrocinio del Comune, organizza un incontro sul tema «Donne combattenti – Le battaglie delle donne per la libertà, la giustizia, i diritti», che avrà luogo alle ore 20.30 di lunedì 5 novembre presso la sala Claterna, in piazza Allende 18.

Il dibattito su questo tema, che vede protagoniste le donne, dalla Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri, sarà organizzato secondo la seguente scaletta di interventi.

Parteciperanno Luca Alessandrini (Istituto storico Parri Emilia Romagna) che introdurrà l’argomento; Francesco Chicca, che parlerà del ruolo delle donne polacche nella Battaglia di Bologna; sarà poi la volta della presentazione della partigiana Gina Negrini, raccontata da Benedetta Carmignani,accompagnata al pianoforte da Emiliano Minoccheri (Ozzano teatro ensemble, compagnia Le Saracinesche); seguiranno «Sebben che siamo donne paura non abbiamo, le conquiste sindacali e parlamen-tari», testimonianza di Adriana Lodi; «Al fronte anche per noi, le donne curde contro l’Isis» (in-tervento di David Issamadden, presidente delle Comunità curde in Italia); «Per la legalità contro la mafia – chi ha scelto di non esserci sapeva che c’eravamo», a cura di Sabrina Natali, in rappresentanza delle donne delle Agende rosse Mario Rostagno di Modena e provincia.

Nella foto i gruppi per la difesa della donna, che nacquero nei giorni della Seconda guerra mondiale

Il 5 novembre a Ozzano una serata dedicata alle donne che hanno combattuto per la giustizia e i diritti

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