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Cronaca 30 Settembre 2022

La pillola abortiva arriva nei consultori dell’Emilia-Romagna

La somministrazione della RU486, meglio nota come «pillola abortiva» sarà somministrata anche nei consultori dell’Emilia Romagna. Questo è quanto ha deciso la giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini. Si parte nei prossimi giorni da Parma, poi nelle settimane e mesi successivi sarà la volta di Modena e Carpi, Romagna (Ravenna e Cattolica), Bologna e tutte le province.

Si amplia così la possibilità per le donne di ricorrere, per l’interruzione volontaria di gravidanza, al trattamento farmacologico. Non saranno più solo gli ospedali a porter somministrare il farmaco, come avviene ormai dal 2005 in day hospital sia in regime ambulatoriale da fine 2021, ma anche nei consultori familiari.

Il farmaco potrà essere utilizzato dalle donne maggiorenni entro il 49° giorno di età gestazionale. Le interruzioni per mezzo farmacologico entro il 63° giorno di età gestazionale saranno invece eseguite presso i presidi ospedalieri

Non tutti i consultori potranno essere autorizzati però. Per garantire alle donne la massima sicurezza nell’assistenza, la Regione ha definito un protocollo sperimentale che sarà utilizzato unicamente dalle strutture che presentano determinate caratteristiche e autocertificate dalle Aziende sanitari. Tra le caratteristiche necessarie ci sono la distanza ravvicinata (entro 30 minuti) da un presidio ospedaliero di riferimento, la presenza di un’equipe formata, la garanzia di un numero adeguato di personale ostetrico e ginecologico non obiettore, la presenza di attrezzature adeguate e rifornimenti farmacologici per gestire l’emergenza e il trattamento di effetti collaterali.

«Siamo pronti a partire per garantire alle donne un’ulteriore possibilità di effettuare, in sicurezza e con l’assistenza adeguata, l’interruzione volontaria di gravidanza- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Iniziamo in alcune città, per poi estendere anche alle altre province, man mano che le Ausl completeranno la predisposizione dei protocolli sulla base delle indicazioni definite dalla Regione. Siamo convinti si tratti di un diritto che deve essere garantito».

Nel 2021 in Regione si è raggiunto il numero più basso di interruzioni volontarie di gravidanza dall’inizio della rilevazione, nel 1980: per la prima volta scendono sotto 6.000, esattamente a 5.671, con un calo del 6% rispetto al 2020 e del 52% rispetto al 2004 (in cui avevano sfiorato quota 12mila).

Contemporaneamente, si registra un maggiore ricorso alla pillola RU486 rispetto all’intervento chirurgico: lo scorso anno 3.505 interruzioni volontarie di gravidanza, ovvero il 62%, sono state effettuate con questo trattamento. (r.cr.)

Nella foto di archivio la pillola RU486

La pillola abortiva arriva nei consultori dell’Emilia-Romagna
Cronaca 24 Febbraio 2021

Pd: nessuna ambiguità sulla legge 194. Coraggiosa: sindaco e giunta di Imola devono spiegare

Il Pd scende in campo per difendere una delle conquiste di civiltà per le famiglie e per le donne: i consultori pubblici e più in generale la legge 194. Sul web si sono scatenate polemiche per la concessione da parte del Comune di Imola dell”androne del municipio per ospitare una mostra di disegni premiati al concorso Vi-Factor organizzato, tra gli altri, dal Centro di aiuto alla vita di Imola. Il collettivo Isterica, gruppo di donne imolesi impegnate su questi temi, contesta la «gentile concessione dell”amministrazione comunale» dell”androne dal 6 al 13 febbraio. Sul tema, come detto, scende in campo anche il Pd imolese con un comunicato molto netto: «Non è ammessa nessuna ambiguità in merito alla difesa di una conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne» dicono le esponenti Pd, Francesca Marchetti, Selena Mascia e Francesca Degli Esposti.

«ll Partito Democratico si è sempre battuto e schierato da questa parte e continuerà a farlo – ribadiscono le tre esponenti Pd -. Rappresentiamo un partito le cui radici abitano nelle leggi vigenti, che affermano di non consentire nessun patrocinio ad iniziative orientate al contrasto delle leggi e della preziosa attività dei consultori. Affermiamo chiaramente quindi che non si rispetta la vita se non si rispettano le scelte delle donne, soprattutto quando sono difficili come quella di interrompere una gravidanza. L’Italia su questo si è già espressa ed esiste una legge seria, la 194 che va garantita ed applicata. Il Pd continuerà a difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne. Non può esserci nessuna ambiguità su questo punto. Per questo come Partito Democratico riteniamo che la concreta applicazione della legge a tutela e garanzia della salute e dell’autodeterminazione delle donne, si realizzi non attraverso finanziamenti ad associazioni antiabortiste, ma con la creazione di strutture adeguate per la piena applicazione della legge 194, con programmi educativi per il controllo delle nascite e della fertilità e con un adeguato supporto per le situazioni di fragilità. In una parola sola, con un”adeguata politica di welfare. Su questo la nostra città ha sempre dato prova di impegno e concretezza» si legge nella nota del Pd imolese che conclude con una netta affermazione: «Ribadiamo, pertanto, quanto affermato a Verona, in occasione del Congresso Nazionale delle Famiglie, in cui insieme a diverse associazioni abbiamo fatto sentire la nostra voce contro la proposta di legge Pillon».

Altrettanto decisi i toni di Coraggiosa Imola, che esprime «stupore e indignazione» per l”ospitalità offerta sotto l’androne del Comune di Imola alla mostra, in quanto il Centro di Aiuto alla vita (Cav) di Imola è una associazione «conosciuta per le campagne e le azioni di sabotaggio contro il diritto di autodeterminazione delle donne in tutta Italia. In più è associata a livello nazionale e internazionale con realtà dalle idee retrograde, discriminatorie, sessiste e omofobe che sono confluite nel Congresso Nazionale delle Famiglie di Verona contro cui il mondo laico e femminista si è battuto facendo annullare il percorso della cosiddetta proposta di legge Pillon».

Coraggiosa chiede «spiegazioni al sindaco e alla giunta di questa scelta, certamente contraria allo spirito laico e progressista della coalizione di centrosinistra cui abbiamo aderito. Coraggiosa non arretrerà un passo sulla tutela della L. 194 a Imola e nei nostri servizi, come sulla libertà di autodeterminazione delle donne di fronte a chi, come questa associazione, vorrebbe metterle sotto tutela nei percorsi di accesso all’interruzione di gravidanza. Continueremo a vigilare con ancora più attenzione che ciò che è accaduto non avvenga più in futuro». (r.c.)

Pd: nessuna ambiguità sulla legge 194. Coraggiosa: sindaco e giunta di Imola devono spiegare

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