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Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, l’appello alla cittadinanza del sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti

Siamo ancora in piena emergenza Coronavirus e, nonostante gli ultimi divieti messi in campo dal Governo, c’è chi ancora purtroppo non ha intenzione di rispettare le norme vigenti. Anche a Castel San Pietro. Per questo motivo il sindaco Fausto Tinti ha voluto lanciare un appello alla cittadinanza.

«Care cittadine, cari cittadini, care famiglie, care ragazze e cari ragazzi, in linea con quanto prescritto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e ben riassunto dalla campagna #iorestoacasa sono nuovamente a chiedere la vostra collaborazione. Decretare che è possibile uscire per comprovate esigenze di lavoro, di salute e di approvigionamento di generi alimentari ed evitare gli assembramenti significa letteralmente che è necessario uscire per comprovate esigenze di lavoro, di salute e di approvigionamento di generi alimentari ed evitare gli assembramenti. Non mi vorrei trasformare in uno sceriffo ma anche oggi ci sono stati segnalati numerosi gruppi di bambini, ragazzi e adulti intenti a giocare o a socializzare nei nostri parchi cittadini e senza nemmeno rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro consigliata dalle autorità sanitarie. Il rispetto delle disposizioni rende, tra l”altro, fattibili tante altre attività della nostra vita quotidiana come lo svolgimento degli sport individuali.I Carabinieri e i nostri agenti sono giorni che, presidiando ripetutamente la città e le frazioni, sono costretti a disperdere intere comitive di adolescenti che poi, allontanatesi le forze dell”ordine, proseguono con le attività precedenti. Gli ultimi numeri del contagio ci dicono che nemmeno più i giovani sono risparmiati dal contagio. Ecco perché invito tutte le famiglie a fare opera di persuasione sui propri figli, spiegando la gravità della situazione e il rischio che corrono e a cui sottopongono gli altri senza agire con attenzione e responsabilità. Ve lo anticipo stasera anche perché da domani mattina passeremo dagli inviti ai fatti. La nostra polizia locale ha avuto il preciso incarico di provvedere ad identificare e a sanzionare chi non rispetta le misure prescritte. Sia chiaro, care cittadine e cari cittadini, se vi multerò sarà per tutelare voi e i vostri figli. Una tutela non solo dal virus, ma anche dall”eventuale verificarsi di episodi di violenza o contrasti fra quei castellani che provano a dissuadere gli altri dai comportamenti sbagliati e chi rispedisce malamente al mittente i suggerimenti non richiesti. Lo ripeto, muoviamoci tutti nella stessa direzione.
Facciamo in modo che non ci sia bisogno di alcuna sanzione. Facciamo in modo che vinca la responsabilità. Grazie a tutti. Fausto Tinti, il vostro sindaco».

Nella foto: il sindaco di Castello Tinti

Coronavirus, l’appello alla cittadinanza del sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti
Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, da oggi nuove restrizioni sui locali pubblici. Chiusi alle 18 anche i “take away'

Chiusi i mercati sette giorni su sette e, dopo le 18, anche pizzerie al taglio e piadinerie. Stop nei fine settimana, insieme a bar e ristoranti. Sono in vigore già da oggi le ulteriori restrizioni sui locali pubblici disposte da un’ordinanza della Regione Emilia-Romagna (LINK) firmata dal presidente Stefano Bonaccini ieri.

«Per dare maggiore coerenza e completezza ai provvedimenti assunti dal Governo, considero necessario sospendere dalle ore 18 alle ore 6 non solo bar e ristoranti, ma anche pizzerie al taglio, piadinerie, tigellerie, kebab, gelaterie, ecc – spiega Bonaccini –. Considero anche necessario che queste attività, insieme a bar e ristoranti, siano sospese nei week end, per evitare le scene di assembramento cui abbiamo assistito il fine settimana scorso. Sarà sempre possibile la consegna a domicilio di queste bevande e alimenti, ma non l”asporto».
Inoltre, «ritengo necessario chiudere i mercati tutti i giorni della settimana e non solo nei weekend – aggiunge il presidente –, con l”esclusione dei banchi alimentari laddove assicurino la distanza minima tra le persone». (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/IsolaPress, la chiusura del bar Centrale alle 18 di ieri

Coronavirus, da oggi nuove restrizioni sui locali pubblici. Chiusi alle 18 anche i “take away'
Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, vendite di vino in calo anche per effetto dei media

Un altro settore su cui l’effetto Coronavirus si sta facendo sentire è quello vinicolo ed enogastronomico.

Terre Cevico è il primo esportatore italiano di vino in Cina, mercato che sul fatturato del consorzio cooperativo lughese incide per circa 3 milioni e mezzo di euro, su un totale di 167 milioni realizzati nella gestione 2018-2019.
«Il Coronavirus, ovviamente, sta generando diminuzioni e rallentamenti delle esportazioni in Cina – spiega il presidente, Marco Nannetti –. Bisogna però considerare che per noi, pur rappresentando un Paese importante, aver diversificato molto in questi anni (siamo in oltre 60 Paesi nel mondo) significa potersi concentrare su altri mercati per lo sviluppo, in attesa che in Cina la questione si risolva. Il tema vero, per noi, è cogliere l’importanza di queste situazioni che, sempre più frequentemente siamo costretti ad affrontare. Crisi geopolitiche, economiche e sanitarie sono anche il frutto di un pianeta in forte crescita e come impresa dovremo abituarci ad affrontare questi scenari con grande capacità organizzativa basata su “reazione e adattamento”». (lo.mi.)

I pareri dei produttori locali nel numero del Sabato sera del 5 marzo

Coronavirus, vendite di vino in calo anche per effetto dei media
Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, Sacmi non ferma la produzione

«Andiamo avanti. Insieme!». E’ il messaggio della Sacmi alla città di Imola, dopo le nuove misure per il contenimento della diffusione del coronavirus disposte dal Governo.

«Resta nostra ferma determinazione dare continuità alle nostre attività produttive – spiega Paolo Mongardi, presidente della cooperativa –. Continuità, fiducia e responsabilità crediamo siano le parole chiave per gestire, insieme, questo difficile momento».
Guardando al passato, «da sempre il principio di partnership contraddistingue l’approccio Sacmi al mercato – sottolinea Mongardi –. Come azienda internazionale, abbiamo già attuato quanto necessario, sin dalle prime fasi dell’emergenza, per limitare al massimo le occasioni di contagio e, quindi, l’impatto sul sistema sanitario e sui soggetti più deboli delle nostre comunità».
Nonostante il “giro di vite”, «Sacmi non si ferma – aggiunge il presidente –, pertanto tutto il personale continuerà a lavorare, in smartworking o nelle sedi aziendali. Restano sempre ammesse le trasferte nei cantieri, ovunque situati, sempre nel rispetto delle disposizioni normative e sanitarie».
Questo perché «dare continuità all’attività produttiva è, oggi, condizione indispensabile per consentire alle nostre aziende di disporre delle necessarie risorse per rialzarsi dopo l’emergenza – è convinto Mongardi –. Un futuro che costruiremo insieme ai nostri clienti, in coerenza con la nostra storia e capacità di superare con successo fasi altrettanto complesse della vita economica e sociale dell’Italia». (r.cr.)

Coronavirus, Sacmi non ferma la produzione
Cronaca 10 Marzo 2020

Coronavirus: pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto #Iorestoacasa

Tutta l’Italia diventa zona protetta. Con l’ultimo Dpcm sottoscritto la sera 9 marzo dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, le misure restrittive già applicate per la Lombardia e le 14 province del nord più colpite dal coronavirus vengono estese a tutto il territorio nazionale. Il nuovo provvedimento entra in vigore a partire da oggi e avrà efficacia fino al 3 aprile.

Muoversi solo se necessario
Si può uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Ove richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia o scaricati da Internet. Una falsa dichiarazione è un reato.

Divieto di assembramento
Sull”intero territorio nazionale é vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Ristoranti e bar chiusi alle 18
Sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6 alle 18, con obbligo da parte del gestore di garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro

Centri commerciali chiusi nei fine settimana (eccetto farmacie, parafarmacie e alimentari)
Chiusi centri commerciali e mercati nei giorni festivi e prefestivi. Nei giorni feriali il gestore dell’esercizio commerciale deve garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. La  chiusura non é disposta  per  farmacie,  parafarmacie e punti vendita di generi alimentari (che comunque devono garantire distanza di un metro tra le persone)

Sospesi eventi e competizioni sportive
Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Restano consentite solo quelle organizzate da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico.

Allenamenti per gli atleti a porte chiuse
Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali. 

Stop a palestre, piscine, spa e centri ricreativi
Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l”erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Vedi anche: Regione Emilia-Romagna

Coronavirus: pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto #Iorestoacasa
Cronaca 10 Marzo 2020

Coronavirus: le misure e le raccomandazioni igienico-sanitarie

L’allegato al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 -valido anche in quello del 9 marzo- prescrive come misure igienico-sanitarie (LINK):
a) lavarsi spesso le mani e si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
c) evitare abbracci e strette di mano;
d) mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
e) igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
f) evitare l”uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l”attivita” sportiva;
g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico;
l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
m) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

La Regione Emilia Romagna (LINK) aggiunge come ulteriori indicazioni:
1) Evitare il contatto ravvicinato (meno di 2 metri) con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute (tosse, raffreddore, febbre).
2) Raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multi-morbilità o con stati di immunodepressione, di evitare di uscire dalla propria abitazione eccetto che la stretta necessità, evitando comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale stabilita in almeno un metro.

Coronavirus: le misure e le raccomandazioni igienico-sanitarie
Cronaca 10 Marzo 2020

Coronavirus: i doveri delle persone in quarantena e i «contatti stretti»

Il compito di prescrivere l’isolamento domiciliare fiduciario con sorveglianza attiva (quarantena) spetta agli operatori della Sanità pubblica dell’Ausl di residenza. Le indicazioni su come e quando disporlo sono specificate nel Dpcm firmato il 4 marzo dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riprese nel successivo dell’8 marzo e non modificato in quello di ieri del 9 marzo.

In particolare, chiunque, nei quattordici giorni precedenti la pubblicazione del decreto, abbia fatto ingresso in Italia o soggiornato in zone «a rischio» epidemiologico oppure è stato a «contatto stretto» con persone positive al virus, ha l”obbligo di comunicarlo al proprio medico o pediatra, ovvero chiamare l’Ausl che attiva il Dipartimento di prevenzione (Sanità pubblica).

I lavoratori non possono essere messi forzatamente a casa dalle aziende, è l’Ausl che ne valuta l’opportunità. Ed è sempre l’Ausl che contatta telefonicamente la persona per chiedere informazioni ai fini di una adeguata valutazione del rischio. Accertata la necessità della quarantena, se occorre la certificazione per l”assenza dal lavoro, l’operatore della Sanità pubblica rilascia una dichiarazione indirizzata all’Inps, al datore di lavoro e al medico in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica la persona è stata posta in quarantena, specificandone data di inizio e di fine; su questo tipo di certificazioni non vengono fatte visite fiscali.

Durante la quarantena c’è l’obbligo di mantenere l’isolamento per quattordici giorni, divieto di contatti sociali, spostamenti e viaggi, nonché di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza e misurarsi la temperatura corporea mattina e sera. Infatti, la persona viene quotidianamente contattata, in caso di comparsa di sintomatologia dovrà indossare la mascherina chirurgica che viene fornita all”avvio della procedura, per poi chiudersi in isolamento nella propria stanza, in attesa del trasferimento in ospedale, se necessario, che sarà valutato dai medici. E’ la Sanità pubblica che decide poi se applicare la quarantena ai contatti stretti di un caso confermato (cioè una persona con sintomi). Per «contatto stretto» si intende chi vive nella stessa casa o ha avuto un contatto fisico diretto (per esempio la stretta di mano) oppure si è trovata in un ambiente chiuso (un’aula, sala riunioni, sala d”attesa dell”ospedale) per almeno 15 minuti ad una distanza inferiore ai 2 metri. Viene considerato tale anche un operatore sanitario o chi assiste un caso positivo. E chi ha viaggiato in aereo nei due posti adiacenti ad un caso di Covid-19, le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio.

Coronavirus: i doveri delle persone in quarantena e i «contatti stretti»
Sport 10 Marzo 2020

Coronavirus, stop a tutti gli sport fino (almeno) al 3 aprile

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto nella serata di ieri una conferenza stampa per annunciare la decisione del governo di estendere le restrizioni a tutto il territorio italiano a partire da questa mattina con la firma di un apposito decreto. Italia, quindi, tutta zona rossa o meglio dire protetta.

Tra le limitazioni una riguarda anche lo sport.  Tutti i campionati, di ogni disciplina e categoria, sono sospesi fino al 3 aprile. Resta, però, consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. Possibili anche gli allenamenti, sempre a porte chiuse, degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali. (da.be.)

Coronavirus, stop a tutti gli sport fino (almeno) al 3 aprile
Cronaca 9 Marzo 2020

Emergenza coronavirus, Banca Intesa dona 100 milioni di euro per la sanità

«Siamo pronti a donare fino a 100 milioni. Li metteremo a disposizione del Paese, per progetti specifici che affrontino l’emergenza sanitaria». L’annuncio arriva da Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, e da una intervista al Corriere della sera di alcuni giorni fa.
Tra gli obiettivi, «rafforzare le strutture di terapia intensiva, portando i posti letto da 5.000 a 7.500 – spiega Messina – creare ospedali da campo e l’acquisto di apparecchiature mediche».

«Grazie all’amministratore delegato Carlo Messina per il segnale che arriva da uno dei più importanti istituti di credito del Paese – ha risposto Stefan Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna –. La nostra regione è una di quelle maggiormente colpite dalla diffusione del virus. Il sistema sanitario regionale sta reggendo e stiamo definendo le ulteriori misure che potranno servire per rafforzarlo ulteriormente, oltre a quelle a tutela di imprese e lavoro e di sostegno alle famiglie. Ogni nuova risorsa destinata al sistema sanitario ci vede pronti a implementare sistemi di diagnosi e cura per far fronte all’emergenza di oggi e per garantire domani la migliore assistenza possibile a tutta la popolazione. A maggior ragione, quello di Banca Intesa rappresenta un gesto che va a beneficio dell’intera collettività». (r.cr.)

Emergenza coronavirus, Banca Intesa dona 100 milioni di euro per la sanità
Cronaca 9 Marzo 2020

Emergenza coronavirus, Regione e sindacati firmano un Patto per il lavoro

Rafforzamento degli ammortizzatori sociali, per ridurre gli impatti negativi su lavoratori e imprese in seguito ai provvedimenti nazionali effettuati in risposta all’emergenza epidemiologica da coronavirus. E’ la prima delle misure economiche previste nell’accordo fra la Regione Emilia-Romagna, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria firmatarie del Patto per il lavoro, il primo di questo genere siglato nel nostro Paese.

Secondo l’accordo, per il quale vengono messi a disposizione in Emilia-Romagna 38 milioni euro, la cassa in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio, ha la durata di un mese e possono accedervi in deroga i datori di lavoro del settore privato e le unità produttive o operative situate in Emilia-Romagna, a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso in tutto o in parte o a cui sia stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici negativi conseguenti alle ordinanze. Questo vale anche per le imprese con unità produttive esterne all’Emilia-Romagna, ma con lavoratori subordinati residenti o domiciliati in regione, che abbiano subito restrizioni di carattere sanitario.

Il commento della Regione
«La firma con le organizzazioni sindacali ed economiche dimostra ancora una volta la capacità di fare squadra di questa regione, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà – commenta Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro -. E’ un accordo omnibus, che permetterà l’utilizzo della cassa integrazione in ogni situazione di necessità per tutte le tipologie di imprese e i lavoratori del nostro territorio. Si tratta di una prima risposta concreta a tutela dei lavoratori e delle imprese chiamate a una particolare situazione di resilienza e a cui vogliamo mostrare la nostra vicinanza».
«E’ un primo importante segnale, cui ne seguiranno altri, per dare risposte veloci, con misure condivise con tutte le parti sociali, a dimostrazione di una grande unità – aggiunge Stefano Bonaccini, presidente della Regione,  Nei prossimi giorni prenderemo misure sia sul versante delle famiglie che per lavoro e investimenti, oltre ad accelerare i pagamenti».

Il commento dei sindacati
«Si tratta di un accordo assolutamente necessario, una prima boccata di ossigeno per le lavoratrici e per i lavoratori della regione – commentano Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna –. Un buon risultato di squadra, quindi, ma che necessita di correzioni e miglioramenti.   A partire dalla durata della copertura di un solo mese che come Cgil, Cisl e Uil abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere insufficiente, così come le risorse messe a disposizione per la presumibile durata della crisi». (r.cr.)

Emergenza coronavirus, Regione e sindacati firmano un Patto per il lavoro

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