Posts by tag: Covid-19

Cronaca 20 Maggio 2020

Coronavirus, nessun positivo in più e crescono i guariti a Imola. Bonus della Regione anche per medici, infermieri e oss di Montecatone

Un altro giorno senza contagi e con 4 nuovi guariti (tutti imolesi). Rimangono quindi fermi a 391 i contagiati dal Coronavirus refertati dall’Ausl di Imola dall’inizio dell’epidemia. Soprattutto sono già 314 i guariti mentre i casi ancora attivi (cioè positivi) scendono a 38 (ne abbiamo 8 a Medicina, 11 a Imola, 1 a Castel San Pietro, 3 a Castel Guelfo, 1 a Mordano e 14 fuori territorio). Sono solo 2 i ricoverati con Covid nell’ospedale di Imola (in entrambi i casi si tratta di pazienti in cura per problemi di afferenza chirurgica) e altrettanti gli ospiti in convalescenza o in attesa di doppio tampone negativo ospitati nell’Eurohotel.

La situazione si mantiene sostanzialmente stabile facendo ben sperare per questo avvio della nuova fase 2 nei dieci comuni del circondario di Imola. Anche se non vanno mai dimenticate le 39 persone che hanno perso la vita per o con il coronavirus.

Stabile anche il resto della regione, con 50 casi di positività in più, 271 ulteriori guarigioni e altri 11 decessi, di cui 2 nel bolognese (fuori dal circondario imolese). Dall’inizio della pandemia i casi registrati in Emilia Romagna salgono così a 27.364, ma quelli ancora attivi sono appena 5.098 (232 in meno di ieri), le guarigioni sono 18.258. Il totale dei morti arriva oggi a 4.008.

Ma la buona notizia di oggi riguarda il personale sanitario: la Giunta della Regione ha deciso di allargare anche al personale dell’Istituto di Montecatone di Imola e dell’ospedale di Sassuolo (Modena) il bonus per il personale sociosanitario impegnato durante l’emergenza Coronavirus. Una decisione motivata dal fatto che “in tutti due i casi si tratta di strutture ospedaliere con partecipazione maggioritaria pubblica che rientrano nelle reti assistenziali pubbliche” si legge nella nota.

L’integrazione è prevista dall’accordo siglato a inizio aprile con i sindacati, con cui la Regione ha destinato 65 milioni di euro in favore di medici, infermieri, oss, circa 60 mila persone. “I dati di oggi ci dicono che l’emergenza, almeno nella fase acuta, è alle nostre spalle – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -: un risultato raggiunto naturalmente anche e soprattutto grazie all’impegno del personale sanitario, che non ringrazieremo mai abbastanza”.

In media si parlava di un bonus di 1.000 euro in soluzione unica da declinare nelle singole Aziende sanitarie per la definizione precisa degli importi tramite l’ulteriore contrattazione. L’Ausl di Imola ha già deciso insieme ai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che l’incentivo arriverà a tutti quelli che hanno lavorato, nessuno escluso, con la busta paga di maggio modulato per impegno e collocazione organizzativa, e profilo di inquadramento. (r.cr.)

Nella foto operatori sanitari a Montecatone

Coronavirus, nessun positivo in più e crescono i guariti a Imola. Bonus della Regione anche per medici, infermieri e oss di Montecatone
Cronaca 16 Maggio 2020

L'Iret di Ozzano è tra i laboratori autorizzati dalla Regione ad effettuare i testi sierologici per i privati

Tra i laboratori autorizzati dalla Regione Emilia-Romagna, ad effettuare i test sierologici sul Covid-19 per i privati cittadini e per le aziende che ne fanno richiesta, c’è anche il laboratorio della Fondazione Iret Onlus di Ozzano Emilia, ente di ricerca scientifica specializzato nello studio delle malattie degenerative del sistema nervoso. Sul sito internet (www.iretfoundation.org) campeggiano già le informazioni utili per poter accedere al test.

Laura Calzà, direttrice scientifica della Fondazione, cosa sono i test sierologici e qual è la differenza rispetto al tampone nasofaringeo?
«Mediante il tampone nasofaringeo si ricerca la presenza del virus; con i test sierologici si ricerca la presenza delle immunoglobuline, che rappresentano una delle risposte dell’organismo all’incontro con il virus».

La Regione Emilia Romagnaha ristretto il campo dei test a quelli da lei stessa «validati». Voi quale tipo effettuate?
«Dobbiamo per prima cosa distinguere tra i test da sangue capillare (pungidito o rapidi) e quelli da sangue venoso (prelievo standard). Questi ultimi si stanno mostrando più attendibili, ma anch’essi, come tutto in questa malattia, sono “nuovi” ed è necessario testarli per conoscere le loro caratteristiche tecniche. Chiariamo, non sono nuove le metodiche dei test, bensì i reagenti sviluppati per individuare le immunoglobuline specifiche per questo virus. Ed è del tutto normale che sia necessaria una sperimentazione sul campo comparativa per capire quali, fra i prodotti commerciali, siano i più affidabili e sensibili. È la procedura normale, e bene ha fatto la Regione a condividere una lista di fornitori già verificati. Noi partiamo con il test Elisa (acronimo di Enzyme linked immunosorbent assay), ma siamo pronti anche per il Clia (chemiluminescenza), entrambi su sangue venoso». (mo.or.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

Nella foto Laura Calzà

L'Iret di Ozzano è tra i laboratori autorizzati dalla Regione ad effettuare i testi sierologici per i privati
Economia 14 Maggio 2020

Sacmi lancia il programma “LetsMoveForwardTogether” per affrontare la «fase 2»

La «fase 2» per Sacmi si chiama “LetsMoveForwardTogether” (tradotto: andiamo insieme avanti), dal nome del programma messo a punto dal gruppo imolese per affrontare il post-emergenza attraverso una nuova organizzazione e gestione dell”ambiente di lavoro, norme e comportamenti da osservare per affrontare la ripartenza. In particolare, Sacmi ha deciso di accelerare sulla «fase 2» avviando la formazione online per i dipendenti italiani del gruppo, 2.000 persone distribuite in dieci stabilimenti produttivi. A gestire il percorso è il team Hr, coordinato dal nuovo direttore Risorse umane Gianluca Nardone, in collaborazione con il servizio Prevenzione protezione e ambiente e il  servizio Qualità, sicurezza e gestione processi.

L”avvio di “LetsMoveForwardTogether” è stato preceduto, nei giorni prima della piena riapertura delle attività, dall’elaborazione e condivisione dei nuovi protocolli di sicurezza, in linea con le indicazioni di Governo, Regione ed autorità sanitarie, ad integrazione delle misure già applicate in azienda fin dall”inizio della pandemia. Nel dettaglio, già la scorsa settimana si è tenuto il primo ciclo di “webinar”, seminari interattivi che hanno introdotto, con il contributo della task force aziendale dedicata, il personale delle sedi italiane a comprendere il percorso i cui punti chiave sono smart working e digitale, turnazioni, trasferte, gestione degli ambienti comuni, cartellonistica dedicata, dispositivi di protezione individuale, accesso in azienda, gestione di eventuali casi di contagio.

«Puntiamo sull’efficacia e sulla rapidità della ripartenza – sottolinea il presidente Paolo Mongardi – e per farlo abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, la stessa dimostrata sin qui per consentire la continuità delle nostre attività anche nelle fasi più critiche. L”obiettivo dell”iniziativa è offrire risposta ad ogni domanda, attraverso linee guida chiare e condivise sui comportamenti da tenere in azienda, sui nuovi modelli organizzativi necessari, sulla gestione degli ambienti di lavoro e in particolare degli spazi comuni è l’obiettivo dell’iniziativa». Oltre all”hashtag #LetsMoveForwardTogether, il programma è contraddistinto anche da un logo che riproduce «le persone insieme stilizzate – spiega la nota aziendale -, con le braccia alzate, a simboleggiare la vittoria di squadra, in linea anche con il messaggio che abbiamo voluto trasmettere sin dalle prime fasi a tutte le nostre persone, dipendenti, clienti, partner: andiamo avanti, insieme». (r.cr.)

Sacmi lancia il programma “LetsMoveForwardTogether” per affrontare la «fase 2»
Economia 9 Maggio 2020

«I parrucchieri imolesi pronti a riaprire subito», intervista a un'operatrice del salone Zena

Per andare dal parrucchiere a sistemare i «danni» del lockdown, fra crescite a dismisura e colori da rifare, bisognerà aspettare almeno fino a lprimo giugno. O forse no. La diatriba fra il governo centrale e i lavoratori del settore è più che mai aperta, con alcune Regioni che stanno studiando protocolli indipendenti per la riapertura anticipata di questo tipo di attività. Oltre settemila professionisti italiani, fra cui alcuni del nostro territorio come Michela Foschi del salone Zena di viale Guerrazzi, hanno scritto al premier e ai presidenti delle varie Regioni per chiedere che venga considerata una riapertura anticipata almeno di qualche settimana. Gli stessi stanno anche cercando la maniera per aprire una propria specifica associazione rappresentativa che possa tutelarli in futuro.

«Noi parrucchieri abbiamo esigenze e normative specifiche, non basta essere accomunati ad altri artigiani – spiega Foschi -. La nostra categoria già rispetta precisi protocolli igienici che includono la sterilizzazione degli strumenti e l’igienizzazione degli ambienti; per rispettare le nuove norme di sicurezza per l’emergenza Covid-19 basterebbe utilizzare mascherine, guanti e introdurre un numero contingentato di clienti». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 maggio

Nella foto 16 dei 18 operatori del salone Zena in una foto a distanza con le mascherine

«I parrucchieri imolesi pronti a riaprire subito», intervista a un'operatrice del salone Zena
Cronaca 2 Maggio 2020

Coronavirus, di nuovo accessibili gli orti comunali: la situazione a Imola e a Castel San Pietro

«Sono contenta di potervi dare una buona notizia: è consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ed è consentito spostarsi per raggiungerli, anche nel caso in cui siano in comuni diversi da quello di residenza, certificando la proprietà o il possesso, la produzione per autoconsumo e indicando il percorso». Ha sollevato un polverone il post che il ministro delle Politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova ha pubblicato sulla propria pagina Facebook sabato 18 aprile. A stabilire una regola univoca per il nostro territorio ha provveduto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, attraverso un’ordinanza di mercoledì 22 aprile: «È consentita l’attività diretta alla produzione per autoconsumo anche all’interno di orti urbani e comunali – si legge nel documento –. Tali attività potranno avvenire esclusivamente all’interno del proprio comune di residenza».

L’ordinanza regionale autorizza anche la vendita di prodotti florovivaistici, semi e fertilizzanti in primis. E per i campi con destinazione agricola/produttiva rimangono in vigore le disposizioni precedenti. A seguito del pronunciamento di Bonaccini, il Commissario straordinario del Comune di Imola Nicola Izzo ha disposto la riapertura sia delle aree che l’Associazione orti anziani gestisce fra via Banfi nel quartiere Campanella (130 lotti), via Tinti nel quartiere Zolino (124 lotti), via Serraglio nella zona industriale (33 lotti) e via Grilli nella frazione di Ponticelli (24 lotti), sia dell’area che fa capo al centro sociale Orti Bel Poggio (260 lotti), chiuse da venerdì 13 marzo. Mai chiusi completamente, invece, gli orti comunali sulle rive del fiume Sillaro a Castel San Pietro (131 lotti) e lungo il torrente Quaderna nella frazione di Osteria Grande (63 lotti). (lu.ba.)

L”articolo completo e approfondimenti sugli altri comuni sono disponibili su «sabato sera» del 30 aprile

Coronavirus, di nuovo accessibili gli orti comunali: la situazione a Imola e a Castel San Pietro
Economia 18 Aprile 2020

L'Euro Hotel di Imola convertito temporaneamente in albergo per convalescenti Covid in isolamento

Si trova vicino alla via Selice e all’uscita dell’autostrada A14. Da alcuni giorni è stato convertito, temporaneamente, in struttura adibita ad ospitare le persone resident inel circondario imolese dimesse dall’ospedale perché clinicamente guarite ma non negativizzate (ovvero prive del doppio tampone negativo che ne attesta la completa guarigione) e quelle che devono restare in isolamento domiciliare, ma non possono farlo a casa propria perché priva dei requisiti necessari a garantire la distanza dai familiari o conviventi, una camera o un bagno ad esclusivo uso della persona isolata. Si tratta dell’Euro Hotel di Imola, di proprietà della società Donatello Hotels Srl, con la quale l’Ausl ha stipulato una convenzione per l’utilizzo di 62 stanze destinate all’emergenza, considerate, si legge nella nota dell’azienda, «del tutto sufficienti per il fabbisogno del territorio aziendale».

«La struttura al momento è completamente dedicata a questa funzione – sottolinea Gianfranco Montanari, proprietario dell’hotel -. Noi diamo un servizio di tipo alberghiero, con guardia e portineria, cambio biancheria e consegna dei pasti. Il nostro personale è stato formato nei giorni scorsi dall’Ausl, che ha fornito la dotazione di dispositivi di protezione per i dipendenti, dai guanti alle mascherine e agli occhiali». In base alla convenzione, l’Ausl corrisponde alla società 40 euro al giorno più le spese dei pasti per ciascun ospite, pasti che vengono preparati dalla cucina dell’altro hotel dell asocietà, il Donatello e consegnati ai destinatari a colazione, pranzo e cena. (mi.ta.)

Nelle foto: l”Euro Hotel dall”esterno e un operatore in mascherina

L'Euro Hotel di Imola convertito temporaneamente in albergo per convalescenti Covid in isolamento

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA