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Cronaca 5 Settembre 2018

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento

Il medicinese Michele Filippini è stato eletto al vertice della Cesac (Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina) storica cooperativa di Conselice, dopo le dimissioni dei precedenti presidente, vicepresidente e collegio sindacale. Un cambio che arriva dopo la crisi economico-finanziaria che ha portato Cesac a chiudere il 2017 con una perdita di 1,7 milioni di euro e a giugno ha dato avvio ad una dolorosa e complessa riorganizzazione aziendale  che ha visto come elemento cardine la cessione del ramo d’azienda orticole e quarta gamma a Patfrut, cooperativa con sede a Monestirolo, nel ferrarese. 

“Sotto il profilo finanziario, questa importante operazione ci consente di iniziare a fare fronte al pagamento dei prodotti conferiti dai soci, in particolare cereali e orticole – spiega Filippini -. Contemporaneamente, possiamo risanare il bilancio e di conseguenza ricapitalizzare la società, in piena collaborazione con gli istituti bancari”. L’accordo con Patfrut, reso possibile anche dal contributo del sistema cooperativo, ha tamponato le difficoltà registrate negli ultimi mesi, ma – precisa il neopresidente – “il vero lavoro di ristrutturazione di Cesac comincia adesso con la ricostruzione del rapporto con i soci, il raggiungimento dell’equilibrio tra il contenimento dei costi e la qualità dei servizi, la riorganizzazione del personale in base alle principali attività di business, il migliore utilizzo delle risorse materiali della cooperativa”. 

I problemi della Cesac sono arrivati dopo la rapida crescita avvenuta nel giro di sei anni, a partire dall’acquisizione di altre realtà in difficoltà come la coop. Tre Spighe di Castel Guelfo, tramite affitto del ramo d’azienda, o la fusione con la Cometa di Medicina. Il fatturato è passato da 20 milioni di euro a oltre 63 milioni, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. La “nuova” Cesac, dopo la cessione del ramo orticole e quarta gamma oggi vede il fatturato diminuire di un terzo e la forza lavoro di circa due terzi: gli addetti passano infatti da 255 a 58 (con 115 dipendenti, tra fissi e stagionali, assorbiti dalla Patfrut e gli altri 75 usciti volontariamente), mentre il fatturato scenderà nel 2018 da 63 a circa 45 milioni di euro. La riorganizzazione dei servizi e degli stabilimenti si sta definendo ora e riguarda quelli di Sant’Antonio (ex Cometa) e via Nuova (ex Sermenghi) a Medicina, quelli di Altedo, Sala Bolognese e San Matteo della Decima.

Filippini, quarantotto anni, comprovata esperienza amministrativa e gestionale sia nelle istituzioni pubbliche (già assessore a Medicina) che nel mondo imprenditoriale (è stato nominato presidente della Tre Spighe di Castel Guelfo per travalicare la grave crisi che ha portato al passaggio in Cesac), ora dovrà dovrà portare avanti un impegnativo piano di mandato che ha come obiettivo di chiudere il bilancio 2019 in attivo e un percorso di risanamento economico-patrimoniale e il riequilibrio finanziario. A Sauro Bettoli, nominato già a giugno procuratore speciale di Cesac, è stato affidato il compito di realizzare in particolare la diminuzione delle spese generali e la riorganizzazione della struttura tecnica e amministrativa.  

“Il piano di risanamento – conclude il presidente Filippini – ha l’obiettivo di migliorare la redditività aziendale e offrire garanzie ai soci. Per questo, si prevede un controllo di gestione molto più puntuale e un recupero di marginalità negli asset strategici della cooperativa attraverso una riduzione di costi: cereali, mezzi e servizi tecnici, vitivinicolo. L’obiettivo è quello di condurre Cesac a chiudere il 2019 con un bilancio in attivo, ma già alla fine del 2018 vogliamo riportare in utile la gestione caratteristica dei singoli settori. In questo percorso saremo accompagnati dall’intervento finanziario del sistema Confcooperative, la nostra Organizzazione di riferimento che si è subito mossa a tutti i livelli per salvaguardare soci e lavoratori e che sarà al nostro fianco per il nuovo corso di Cesac”. (r.c.)

Nella foto la sede Cesac di Conselice e Michele Filippini

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento
Cronaca 5 Settembre 2018

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà

Resteranno aperti ancora un mese a Medicina i termini per presentare domanda di contributo in relazione al bando per le famiglie colpite dalla crisi. Il bando è stato indetto anche nel 2018 dal Comune per offrire ai nuclei in difficoltà un sostegno in attesa del pieno reinserimento nel mondo del lavoro.

Le domande devono essere presentate entro le 17.45 del 2 ottobre a mano all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1) oppure tramite Pec indirizzata a comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per ottenere il contributo straordinario di 1.000 euro dal Fondo comunale di solidarietà (34.000 euro a disposizione) occorre possedere i seguenti requisiti: cittadinanza italiana o di un altro Stato Ue oppure extra Ue in regola con il permesso di soggiorno, residenza a Medicina da almeno due anni (dal 2 ottobre 2016), reddito Isee non superiore a 22.000 euro, essere in stato di disoccupazione o in cassa integrazione.

Sono invece esclusi i lavoratori stagionali, stagionali agricoli, il personale subordinato o parasubordinato della pubblica amministrazione, i proprietari di immobili (almeno al 50%) o titolari di altri diritti reali nella stessa percentuale, coloro che abbiano venduto beni immobili nell”ultimo quinquennio (sempre almeno al 50%), i disoccupati di lungo termine, chi ha perso lo status di disoccupato per qualsiasi causa e i pensionati.

Per maggiori informazioni si può fare riferimento ai Servizi alla Persona al numero 051 6979247.

La foto panoramica è tratta dal sito del Comune di Medicina

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà
Cronaca 6 Agosto 2018

Medicina, il Comune aiuta le famiglie con un bonus da mille euro per chi perde il lavoro

Per il settimo anno consecutivo il Comune di Medicina pubblica un bando per sostenere le famiglie medicinesi più colpite dalla crisi economica. Si tratta di un contributo una tantum di mille euro per ogni nucleo familiare che sarà erogato sulla base di una graduatoria. Complessivamente l’ente locale ha stanziato 34 mila euro del Fondo di solidarietà.

«Abbiamo sostanzialmente confermato la cifra inserita lo scorso anno (erano 35 mila euro, ndr) – dice l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava -. Questo bando vuole offrire un aiuto alle famiglie che stentano a riprendere un normale iter lavorativo».

Tre i requisiti fondamentali. Primo, una certificazione Isee non superiore ai 22 mila euro annui (relativa ai redditi del 2016). Secondo, essere residenti nel comune di Medicina da almeno due anni continuativi (quindi dal 2 ottobre 2016). Terzo, essere lavoratori che nel periodo dall’1 gennaio 2017 al 2 ottobre 2018 sono o continuano ad essere disoccupati causa licenziamento, sia nel caso di lavoratori con contratto a tempo indeterminato che determinato (purché con contratto assimilabile a lavoro dipendente di almeno sei mesi).

E’ possibile far domanda anche nel caso delle dimissioni purché ci sia stata la mancata corresponsione di almeno tre mensilità dello stipendio. Valgono anche la cassa integrazione a zero ore mensili e la mobilità. Infine, può far domanda chi è disoccupato di lungo termine, ma ha avuto nel periodo dall’1 luglio 2016 al 2 ottobre 2018 un rapporto di lavoro assimilabile al lavoro dipendente della durata di almeno 22 settimane, anche se non continuative, oppure ha beneficiato di ammortizzatori sociali. Inoltre il lavoratore deve aver già presentato al Centro per l’impiego la dichiarazione di immediata disponibilità (Did).

Le domande dovranno pervenire all’ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali del Comune oppure all’indirizzo di posta elettronica certificata comune.medicina@cert.provincia.bo.it entro le ore 17.45 di martedì 2 ottobre. Per informazioni rivolgersi all’ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1, telefono 051/6979247). La modulistica si può scaricare anche sul sito www.comune.medicina.bo.it. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava

Medicina, il Comune aiuta le famiglie con un bonus da mille euro per chi perde il lavoro
Economia 31 Maggio 2018

Cims, il presidente Poli: “2017 anno difficile ma abbiamo voltato pagina”

Per la prima volta, da quando si sono accesi i riflettori sulla crisi della Cims, il presidente Giovanni Poli prende la parola pubblicamente in una nota stampa diffusa nei giorni scorsi per informare dell’approvazione del bilancio 2017 della Cooperativa intersettoriale montana Sassoleone, avvenuta durante l’assemblea sociale svoltasi il 24 maggio. «Il 2017 – commenta Poli – è stato un anno difficile per Cims, per la prima volta abbiamo avuto una perdita in bilancio. Le ragioni sono tante, prevalentemente legate a un mercato pubblico sempre più frammentato e con appalti al massimo ribasso, che non favoriscono chi opera nel pieno rispetto di regole e contratti. Ma abbiamo voltato pagina – assicura -. Uno dei temi sui quali sono personalmente impegnato è quello di contribuire a stemperare le tensioni tra i soci e all’interno dell’azienda, rassicurando clienti e fornitori sulla nostra solidità e capacità di gestire lavori complessi». 

Il presidente getta acqua sul fuoco, dunque, dopo l’alzata di scudi dei sindacati (Cgil e Cisl) proprio contro quelle «misure di riequilibrio economico» citate da Poli, in particolare le modalità con cui si è arrivati al taglio degli stipendi dei soci. Proteste poi culminate con lo sciopero e il presidio del 4 maggio, a cui ha aderito una quarantina di dipendenti. Motivo delle contestazioni è la scelta di decurtare per un anno, a partire dalla busta paga relativa al mese di marzo, il reddito imponibile, cosa che influisce sulla cassa edile, sulle pensioni dei lavoratori e che violerebbe i protocolli siglati con Anci ed Hera, in base ai quali le aziende coinvolte in appalti pubblici devono rispettare i minimi contrattuali previsti dalla contrattazione nazionale e locale. Si attende inoltre in questi giorni la data dell’incontro del Tavolo di crisi regionale, richiesto dagli stessi sindacati.  

Il bilancio 2017 della Cims segna una perdita di 355 mila euro, coperta però dal patrimonio della cooperativa, mentre il valore della produzione di 33,8 milioni di euro ha subito un calo di circa 6 milioni (-15,1%) rispetto ai 39,8 milioni del 2016. «Recentemente – spiega la nota – è stato varato il programma triennale, che prevede una stabilizzazione dei valori della produzione intorno ai 40 milioni di euro annui e il miglioramento della marginalità. Obiettivi alla portata già nel 2018 grazie anche al potenziamento della rete commerciale: la previsione è di chiudere l’esercizio in corso con una produzione di 39 milioni di euro, di cui 34 frutto di lavori già contrattualizzati e un preventivato nettamente superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Le azioni messe in campo per il miglioramento dell’efficienza, consentono una previsione positiva per il risultato d’esercizio del 2018».

Il consiglio d’amministrazione della Cims prevede quindi di superare le difficoltà già nell’anno in corso, dato che i provvedimenti messi in atto per il riequilibrio economico «con l’obiettivo prioritario di salvaguardare la continuità aziendale e l’occupazione» pare stiano producendo i risultati attesi. Le anticipazioni sull’andamento del 2018 sono state fornite nel corso dell’assemblea, a cui hanno partecipato 122 soci sui 165 aventi diritto al voto, pari al 73,94% del totale. Il bilancio è stato approvato all’unanimità. (lo.mi.)  

Altri particolari nell”articolo sul “sabato sera” del 31 maggio.

Nella foto Domenico Olivieri, presidente Aci Imola, e i vertici Cims: Giovanni Poli, presidente, Marco Gamberini, vicepresidente, Giampiero Bassi, direttore amministrativo, Adalberto Costantini, presidente collegio sindacale durante l’assemblea sociale

Cims, il presidente Poli: “2017 anno difficile ma abbiamo voltato pagina”
Economia 23 Maggio 2018

Mercatone Uno, 55 punti vendita, sede di Imola, marchio e logistica a Shernon Holding

Il gruppo Mercatone Uno sarà diviso tra la Shernon Holding, una società costituita da un gruppo di imprenditori del settore, e Cosmo, noto gruppo nazionale, operante con il marchio Globo. Questo il piano presentato ieri ai sindacati dai commissari straordinari (Stefano Coen, Ermanno Sgaravato, Vincenzo Tassinari) dopo l’autorizzazione del ministero dello Sviluppo economico. «L’incontro si è svolto in un clima costruttivo e responsabile, nella consapevolezza che, con il contributo di tutti, sarà possibile  il rilancio di Mercatone Uno» hanno commentato i commissari straordinari con una nota. 

Nel dettaglio Shernon Holding acquisirà 55 punti vendita, oltre al marchio, alla logistica e alla sede di Imola, la grande torre che svetta sull”A14 accanto alla biglia di Pantani, mentre Cosmo altri 13 punti di vendita. Quindi sono stati aggiudicati 68 punti vendita, sui 74 oggetto del bando di cessione. Oltre ai 59 punti vendita attivi anche 9 di quelli attualmente chiusi.

Un esito che consentirà «la continuità aziendale e la salvaguardia di oltre 2.000 posti di lavoro» rivendicano i commissari straordinari aggiungendo che «ciò consentirà al Gruppo di superare la grave crisi che ne aveva determinato l’insolvenza, scongiurando, così, il fallimento. Fatti due conti con i lavoratori presenti, però, significa che sono previsti un migliaio di esuberi

Ora saranno le procedure di consultazione sindacale che dovranno approvare il piano per la cessione dei compendi aziendali che a quel punto diverrà definitiva e si metterà la parola fine alla lunga e complessa procedura durata anni e svoltasi «in un contesto molto complesso, peraltro caratterizzata dalla negativa congiuntura economica dei consumi e del settore di riferimento» come hanno fatto notare gli stessi commissari straordinari.

Tutto questo non ha mai interessato lo storico negozio di Toscanella di Dozza, che fa parte delle società in capo alla famiglia Cenni. (r.c.) 

Nella foto la sede di Imola del gruppo Mercatone Uno

Mercatone Uno, 55 punti vendita, sede di Imola, marchio e logistica a Shernon Holding
Economia 17 Aprile 2018

Cims in difficoltà riduce gli stipendi a soci e dipendenti, i sindacati contrari: “Sciopero'

Stato di agitazione e un pacchetto di otto ore di sciopero contro la decisione della Cims di Borgo Tossignano di ridurre gli stipendi di dipendenti e soci lavoratori, in tutto 280 persone.

Questo il succo del comunicato, siglato da Fillea, Filcams e Flai Cgil Emilia Romagna e Imola insieme a Filca Cisl Area metropolitana, con il quale oggi hanno reso nota la loro contrarietà alla decisione della Cooperativa intersettoriale montana Sassoleone di “procedere unilateralmente all”applicazione” della delibera presentata all’assemblea dei soci lo scorso 29 gennaio. Delibera contenente, per l”appunto, la decurtazione degli stipendi e questo “nonostante lo sforzo da parte sindacale di trovare soluzioni che rispondessero allo stato di difficoltà della cooperativa”. Secondo i sindacati la scelta della coop. “oltre a far pagare lo stato di crisi in modo non equo, rischia di compromettere anche gli appalti in essere per i quali la committenza deve garantire l’inderogabilità della contrattazione”.

Da qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione e otto ore di sciopero, inoltre i sindacati confederali, da parte loro, hanno richiesto con urgenza un incontro al presidente del Circondario imolese (in questo momento Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina) e a tutti i sindaci del territorio per informarli della situazione.

Detto ciò, forse qualche spiraglio per ricomporre la frattura rimane. “Si ribadisce la disponibilità a verificare la possibilità di trovare soluzioni che non prevedano la deroga agli elementi retributivi della contrattazione, così come già proposto – rilanciano i sindacati di categoria – e una rimodulazione degli interventi volti ad una minor incidenza sui redditi medio-bassi ed una maggior incidenza sui redditi medio-alti”.

La Cims negli ultimi anni ha differenziato molto le attività passando dall”edilizia al verde alla gestione dei servizi cimiteriali, inserendo attività di progettazione, costruzione e manutenzione edile e impiantistica, sia per privati che per il pubblico. E sembra sia stato quest”ultimo settore, quello degli appalti, ad aver rallentato provocando problemi alla coop., che avrebbe così deciso di ricorrere allo stato di crisi riducendo gli stipendi.

Altri particolari sul “sabato sera” in edicola da giovedì 19. (r.c.)

Cims in difficoltà riduce gli stipendi a soci e dipendenti, i sindacati contrari: “Sciopero'
Economia 29 Marzo 2018

Sciopero Mediaworld, domani sarà interessato il negozio di Imola

Sciopero di otto ore domani, venerdì, 30 marzo, nel punto vendita Mediaworld nel Centro Leonardo. Lo comunica la Filcams-Cgil di Imola: “Il punto vendita imolese – precisa Veruska Grementieri  – nel 2015 è stato interessato da una riorganizzazione, che ha determinato una riduzione del personale di circa dieci dipendenti, che attualmente sono una ventina. Lo sciopero interessa tutti i punti vendita, anche quello del nostro territorio, contro la decisione unilaterale dell”azienda (gruppo Mediamarket) di trasferire le lavoratrici e i lavoratori dei negozi in chiusura di Grosseto e Milano centrale e delle aree interessate dal contratto di solidarietà. Non possiamo avere la certezza che la stessa sorte non tocchi anche ai dipendenti imolesi, che non vorrebbero essere informati dall”oggi al domani della chiusura del loro punto vendita come accaduto ai colleghi che attualmente stanno subendo le decisioni dell”azienda”.

La mobilitazione dei dipendenti dei negozi Mediaworld italiani, compreso quello di Imola, era stata resa nota già qualche giorno fa. Uno sciopero proclamato dai lavoratori con il sostegno di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dell’Emilia Romagna. In regione ci sono oltre 350 lavoratori e dieci punti vendita che fanno capo a Mediamarket, che sta attraversando una crisi e una riorganizzazione aziendale con chiusure e contratti di solidarietà su tutto il territorio nazionale.

r.c.

Nella foto il negozio Mediaworld di Imola

Sciopero Mediaworld, domani sarà interessato il negozio di Imola

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