Posts by tag: Cronaca nera

Cronaca 15 giugno 2018

Comprano una bottiglia di vodka e la bevono, un 14enne al pronto soccorso. Denunciati i negozianti

Si sono scolati quasi interamente una bottiglia di vodka comprata in un negozio di alimentari di Ozzano e ovviamente sono stati male. Una bravata che poteva costare molto cara a due adolescenti di 14 anni, un ragazzo e una ragazza. Il primo, in particolare, è finito al pronto soccorso con un tasso alcolemico pari a 2,11 grammi per litro di sangue, rischiando il coma etilico. Fortunatamente ora è fuori pericolo e si è ripreso.  

La vicenda risale a fine maggio, ma è stata resa nota solo nei giorni scorsi perché i genitori dei due ragazzi hanno deciso di denunciare ai carabinieri il fatto che ai propri figli era stata venduta una bottiglia di alcolici sebbene fossero visibilmente minorenni (la legge vieta vendita e somministrazione di alcolici a chi ha meno di 18 anni). I carabinieri sono risaliti al negozio di alimentari dove era avvenuto l”acquisto e hanno denunciato titolari e commessi, in tutto quattro persone. La legge prevede una multa da 250 a 1.000 euro che sarà il giudice a stabilire. Inoltre i militari hanno segnalato l’accaduto all’Ufficio attività produttive del Comune di Ozzano e alla Questura che possono disporre provvedimenti sulla licenza o altro (anche il Comune può prendere provvedimenti in autonomia come autorità locale per questo tipo di violazioni). 

“In passato era già circolata la voce che quel negozio vendesse alcolici ai minorenni, ma non era mai stata presentata una formale denuncia” commenta in merito il sindaco di Ozzano, Luca Lelli. “Ora, grazie alla segnalazione delle due famiglie e al lavoro delle forze dell’ordine, è stato possibile appurarlo”. Lelli è contento che si sia arrivati a sanzionare l”accaduto: “Gli esercenti devono essere più responsabili” conclude deciso.

In effetti è compito di negozianti e locali che vendono alcolici appurare l”età del cliente chiedendo un documento. Davanti ai carabinieri i titolari del negozio si sono scusati per l”accaduto ma quanto al fatto di aver venduto la bottiglia ai due ragazzini hanno detto semplicemente: “Non ci avevamo fatto caso”. (l.a. gi.gi.)

Foto d”archivio

Comprano una bottiglia di vodka e la bevono, un 14enne al pronto soccorso. Denunciati i negozianti
Cronaca 4 giugno 2018

Sicurezza, a Castello si ridisegna la rete di allerta anti-ladro tra vicini

I gruppi di allerta anti-ladro tra vicini di casa, quelli che si scambiano messaggini se vedono qualcosa o qualcuno di strano, si sono diffusi a macchia d’olio nel nostro territorio. Castel San Pietro non ha fatto eccezione e, dopo la primogenitura di Poggio Grande nel 2009 con una semplice catena telefonica, nel 2016 si è susseguita la nascita di altre reti sia nelle frazioni che nel capoluogo sotto l’egida delle consulte territoriali e dell’Amministrazione comunale. Tutti utilizzano Whatsapp, l’applicazione per smartphone che consente di scambiarsi messaggi gratuitamente a patto di avere una connessione internet (soltanto a Poggio inizialmente si usavano pacchetti di sms tradizionali, ndr).

Se nelle frazioni stanno funzionando abbastanza bene, lo stesso pare non si possa dire del gruppo «Castello all’erta!!!» nato nel capoluogo. «Il tentativo dei gruppi di vicinato partito nel 2016 non è riuscito in maniera efficace nel capoluogo di Castel San Pietro. Non credo sia un problema di mancanza di attenzione da parte dei cittadini, quanto piuttosto ci sia un tema di rivedere la loro organizzazione, a partire dal capoluogo».

Il sindaco Fausto Tinti ha esordito così nel corso dell’incontro sul tema convocato al Cassero nella serata di mercoledì 23 maggio, al quale hanno partecipato una una quarantina di persone.Oltre a lui sul palco c’erano Leonardo Marocchi della polizia municipale di Castello, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Imola (sotto cui ricade anche la stazione di via Tanari, ndr) Claudio Gallù e Alessandro Collina, residente a Castel San Pietro e tra i referenti dei ben sedici gruppi di allerta nati a Medicina tre anni fa (dove aveva delle attività commerciali), che oggi riuniscono oltre 1.100 iscritti.

«Il gruppo di Castello ha soltanto 73 iscritti e le segnalazioni non girano – esordisce Collina -. C’è gente che per lo più legge ciò che viene scrittodagli altri territorio oppure scrive ringraziamenti e notizie riportate da internet che possono essere anche bufale. Così facendo la gente si stanca ed esce dal gruppo, che perde di efficacia».Come fare allora per risollevare il sistema che, effettivamente, altrove (da Medicina a Ozzano, passando per Castel Guelfo e alcune zone di Imola) sembra funzionare molto bene? L’idea è quella di suddividere il capoluogo in nove zone, per rimpicciolire il territorio in aree più piccole e omogenee, in modo che possano girare segnalazioni più circostanziate. Le zone individuate, che prendono il nome da vie, quartieri o complessi residenziali, sono centro, Pacinotti-Colombarina, Albertazzi-Dante, Bertella, Collina, golf, Torricelli zona industriale, Borghetto (dove era già nato spontaneamente un gruppo che oggi conta una quarantina di iscritti) e, infine, Edison-Fleming.

«Vi faremo convogliare i cittadini già iscritti nei gruppi esistenti, in modo da metterli in rete – continua Collina -. Spetterà poi ai referenti di ciascun gruppo decidere se divulgare anche agli altri le segnalazioni. Naturalmente, chi ha genitori anziani che abitano in una certa zona, potrà chiedere di iscriversi al loro posto. Se ci sarà richiesta, inoltre, creeremo anche un gruppo ad hoc per i commercianti». Per iscriversi basta mandare un messaggio (sms oppure tramite Whatsapp) al numero 392/3486900 indicando nome, cognome e strada di residenza oppure una email a gruppivicinato@gmail.com, in questo caso indicando anche un recapito telefonico. Inoltre, è stato creato anche il gruppo su Facebook «Castel San Pietro Terme sicura gruppi di vicinato» che ha già 163 iscritti. Nel corso della serata, infine, sono state raccolte 14 iscrizioni.

«Sia le telecamere di videosorveglianza che i gruppi di vicinato lavorano sulla prevenzione – ha ricordato Leonardo Marocchi della polizia municipale -. E’ importante essere vigili su situazioni che potrebbero costituire un pericolo. A Castello, inoltre, è presente l’associazione nazionale carabinieri e Città sicura, per la quale siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari». Il capitano Claudio Gallù, dal canto suo, ha ricordato semplici ma fondamentali regole per consentire ai gruppi di allerta di funzionare bene. «Alle forze dell’ordine servono occhi, orecchie e voci che ci parlino – dice -. L’importante è non prendere iniziative e chiamare subito il 112. Queste reti sono fondamentali per far capire che una realtà è viva». (gi.gi.) 

Nella foto le nove nuove zone del capoluogo. La mappa completa e altri particolari sul “sabato sera” del 31 maggio.  

Sicurezza, a Castello si ridisegna la rete di allerta anti-ladro tra vicini
Cronaca 2 giugno 2018

Controlli con i cani antidroga in due scuole superiori, una ragazza segnalata per uso personale

Controlli antidroga in due istituti scolastici superiori con i cani specializzati nella ricerca delle sostanze stupefacenti. L’attività è stata eseguita in collaborazione con i dirigenti scolastici e i carabinieri del Nucleo cinofili del Comando provinciale di Bologna che sono arrivati in compagnia di Geko, Drago e Ronny, cani di razza pastore tedesco i primi due, pastore belga il terzo.

Il loro fiuto infallibile ha condotto i militari all’interno di una classe e li ha aiutati a recuperare un frammento di hashish che era stato gettato per terra. A Castel San Pietro, invece, una studentessa maggiorenne è finita nei guai perché all’interno dello zaino, assieme ai libri e alla merendina, custodiva un pezzetto di hashish. Per la giovane è scattata una segnalazione alla Prefettura di Bologna per uso personale di sostanze stupefacenti.

Foto d”archivio

Controlli con i cani antidroga in due scuole superiori, una ragazza segnalata per uso personale
Cronaca 28 maggio 2018

Anziano investito da un furgone sulle strisce pedonali

Grave incidente questa mattina in viale Andrea Costa all”altezza dell”incrocio tra viale Andrea Costa e via Mentana. Stando a quanto ricostruito finora dalla polizia municipale, alle 9.20 il furgone Fiat Ducato condotto di un 42enne di Grizzana Morandi stava percorrendo via Mentana e, arrivato dell”intersezione con viale Andrea Costa, ha iniziato la svolta a sinistra. Nel compiere la manovra, però, non si è accorto che sulle strisce pedonali c”era un imolese 86enne che stava attraversando.

L”impatto è stato inevitabile e, seppur il mezzo non procedesse a velocità sostenuta, l”anziano è finito a terra. Immediata la telefonata al 118. L”ambulanza intervenuta sul posto ha trasportato l”86enne in codice rosso, quello che indica i casi di maggior gravità, al pronto soccorso dell”ospedale di Imola, dove è stato trattenuto in osservazione per valutare l”evolversi della situazione clinica. (gi.gi.)

Anziano investito da un furgone sulle strisce pedonali
Cronaca 24 maggio 2018

Treni in tilt sulla linea Adriatica, trovato un corpo sui binari tra Imola e Castel San Pietro

Treni in tilt a causa del rinvenimento di un corpo sulla massicciata della linea Adriatica verso nord tra Imola e Castel San Pietro.

La circolazione è stata sospesa in entrambi i sensi di marcia dalle ore 17.40 alle 18.10, poi è stato dato il nulla osta per la riattivazione del transito dei convogli verso sud. Quindi i treni stanno procedendo a senso unico alternato e ovviamente hanno accumulato notevoli ritardi fino a 80 minuti, anche perché si tratta di una delle ore di punta per il traffico pendolare.

Secondo le prime informazioni di Rfi (Rete ferroviaria italiana) si tratterebbe del cadavere di una persona. Il macabro rinvenimento è stato segnalato da un treno in transito. Sul posto sono al lavoro gli agenti della Polfer e l”autorità giudiziaria. Al momento non si sa se si è trattato di un investimento. Il corpo si trovava sulla massicciata sul lato all”esterno dei binari. (l.a.)

Foto d”archivio

Treni in tilt sulla linea Adriatica, trovato un corpo sui binari tra Imola e Castel San Pietro
Cronaca 22 maggio 2018

Legalità, parla Margherita Asta: «La mafia ci riguarda tutti, al nord come al sud»

«Attenzione a pensare che la mafia sia qualcosa che non ci riguarda, perché chi ha pigiato il pulsante quel giorno ha visto che c”era un”auto con delle persone che non c”entravano nulla, ma ha azionato ugualmente il detonatore. La strage di Pizzolungo ci fa capire che la mafia non guarda in faccia a nessuno». Margherita Asta aveva undici anni il 2 aprile del 1985 quando sua madre, Barbara Rizzo, e i suoi fratellini di sei anni, Giuseppe e Salvatore, morirono nell’esplosione destinata ad uccidere il giudice Carlo Palermo. La donna stava accompagnando i figli a scuola, furono dilaniati. Un eccidio avvenuto nel trapanese per mano della mafia. Oggi Margherita abita a Parma ed è impegnata nel testimoniare e tenere vivo il ricordo di quanto accaduto con l’associazione Libera. Mercoledì 23 maggio sarà a Imola per un evento che culminerà con l’intitolazione del giardino antistante il Teatro Osservanza proprio a sua madre e ai suoi fratelli, vittime innocenti. A promuovere l’evento è Adriana Cogode, commissaria straordinaria del Comune.

Qual è il messaggio che si auspica arrivi agli imolesi dall’intitolazione del giardino alla memoria di sua madre e dei suoi fratellini?
«Che è importante “fare memoria” non come semplice ricordo ma come voglia di riscatto e di dire basta. Ed è importante anche a Imola perché le mafie non sono solo nelle regioni del meridione, lo vediamo col maxi processo alla ‘ndrangheta in corso in Emilia. Tra l’altro non si conosce ancora fino in fondo la verità su quanto accadde a Pizzolungo, sono stati condannati i vertici di Cosa Nostra (all’ergastolo i boss Totò Riina, Vincenzo Virga e Baldassarre Di Maggio) ma il giudice Carlo Palermo arrivò a Trapani in febbraio e l”attentato ci fu in aprile, diede fastidio a qualcuno oppure c’è qualcos’altro, che aveva a che fare con le indagini che seguiva da prima, sul traffico di droga e armi…».

Cosa l’ha aiutata a superare un dolore così grande?
«Il dolore non si supera, ma ci si può convivere meglio e l”impegno con Libera mi ha aiutato a metabolizzare la perdita (nel ’93 è morto anche il padre, Nunzio). A Brescia un detenuto, durante gli incontri organizzati nelle carceri, mi ha chiesto di dedicare ai suoi compagni di cella il mio libro (“Sola con te in un futuro aprile” che Asta ha scritto per Fandango a quattro mani con la giornalista Michela Gargiulo, ndr), affinché facesse riflettere anche loro come aveva fatto con lui. Questi sono i semi che io e gli altri famigliari delle vittime di mafia cerchiamo di mettere in campo e a me danno il senso all”essere rimasta in vita, perché quel giorno avrei dovuto esserci anch”io in macchina, solo per un caso, perché i miei fratelli litigarono, non andai a scuola con loro. Credo di essere rimasta in vita perché dovevo fare la mia parte: dalla morte dei nostri cari far rifiorire voglia di speranza e cambiamento».

Le nostre zone si sono sentite per anni immuni alla mafia. Poi le inchieste Black Monkey ed Aemilia ci hanno mostrato che non era così.
«In Emilia Romagna ci sono tante iniziative con molta partecipazione di studenti e adulti, i cittadini cercano sempre più di fare la propria parte ed essere vigili. Ma occorre essere responsabili nelle scelte del nostro quotidiano, non cercare scorciatoie, penso sempre alla consulente coinvolta nel processo Aemilia che diceva “loro hanno i soldi…”. La mafia garantisce una falsa sicurezza, poi incendi e minacce…».

In tema di lotta alla mafia cosa si sente di dire al futuro Governo e al sindaco di Imola che verrà?
«In generale, che non si deve nascondere tutto sotto il velo della “sicurezza” di cui si parla tanto, bensì rafforzare i servizi sociali perché i mafiosi si radicano dove c”è la povertà, dove con i loro soldi riescono a garantire cose che lo Stato con sempre meno fondi non riesce a fare. Poi, occorrono controlli più sistematici sugli appalti e formazione per funzionari e impiegati pubblici. Il nuovo Governo dovrebbe garantire maggior autonomia alla magistratura e risorse economiche anche alle forze dell”ordine». (l.a.)  

L’articolo completo e ulteriori approfondimenti sul tema sul “sabato sera” in edicola da giovedì 17 maggio. 

Nella foto Margherita Asta (immagine tratta dalla sua pagina Facebook)

Legalità, parla Margherita Asta: «La mafia ci riguarda tutti, al nord come al sud»
Cronaca 19 maggio 2018

Ubriachi al volante, un uomo di 66 anni fugge dopo l'incidente a Casale. Una donna fuori strada a Imola

Tasso alcolico elevato e guida non vanno d’accordo. Lo dice la legge e pure il buonsenso. Negli ultimi due giorni ben due automobilisti sono finiti fuori strada, per fortuna senza troppi danni per se stessi e soprattutto senza coinvolgere altri. Ieri sera ha provocato un incidente stradale con soli danni alle cose a Casalfiumanese poi si è dato alla fuga. Fuga breve in quanto i carabinieri l’hanno rintracciato nella sua abitazione di Imola. Sottoposto all’alcol test è risultato positivo con un valore di 2,13 di alcol nel sangue (il limite da non superare è 0,50). La patente gli è stata ritirata e il veicolo sequestrato perché era pure sprovvisto della polizza assicurativa. 

Il giorno prima, giovedì, a Imola, una donna di 43 anni di nazionalità rumena era risultata positiva all’alcol test subito dopo un incidente che aveva avuto in via del Cavallo: è uscita di strada al volante della sua Volkswagen Golf. All’arrivo dei carabinieri, la donna, illesa, aveva un valore di cinque volte superiore al limite. Oltre alla denuncia, si è vista ritirare la patente di guida e sequestrare l’auto ai fini della confisca. (l.a.)

Foto d”archivio

Ubriachi al volante, un uomo di 66 anni fugge dopo l'incidente a Casale. Una donna fuori strada a Imola
Cronaca 18 maggio 2018

Rubate collana e corona alla Madonna di San Giovanni Vecchio

Ancora un furto ai danni di una parrocchia, un gesto davvero spiacevole, perché ferisce la devozione dei fedeli più che colpire il portafoglio. Questa volta a farne le spese è stata la chiesa di San Giovani Vecchio di via Callegherie, che fa capo alla parrocchia di Sant’Agata di via Cavour. In particolare, qualcuno si è introdotto ed è riuscito a rubare sia collana che la corona che ornavano il volto di Maria regina di tutti i santi.

L’episodio si è verificato nella mattinata di lunedì scorso, probabilmente dopo il termine della messa, che nei giorni feriali viene celebrata alle ore 7.30. Ad accorgersene, infatti, è stato il parroco, don Davide Durante, quando verso mezzogiorno era andato a chiudere la chiesa come al solito.

L’immagine della Madonna, protetta da un vetro, si trova sopra ad un altare laterale. Con ogni probabilità, il ladruncolo si è arrampicato sull’altare per sfilare la collana di granate di colore viola e la corona di metallo fuso dorato del XIX secolo. Poi si è dileguato facendo perdere le proprie tracce. Il parroco ha poi denunciato l’acccaduto alla polizia. “Non si tratta di oggetti preziosi, ma il gesto non è bello. La corona è un oggetto che fa dell”elenco depositato presso l”Ufficio nazionale dei beni culturali della Cei – dice don Davide -. Comunque, con i fedeli abbiamo pregato assieme, in segno di riparazione”.

Come detto, non è la prima volta che vengono prese di mira le chiese. Il caso più eclatante, due anni fa quando fu rubata la corona dorata che ornava l’affresco della Beata Vergine del Piratello, che si trova sopra l’altare nell’omonimo santuario sulla via Emilia. Destò scalpore anche il furto della statua in cartapesta del Gesù Bambino dalla cattedrale di San Cassiano otto anni fa; in questo caso l”opera è stata ritrovata e riconsegnata proprio due mesi fa alla comunità parrocchiale. (gi.gi.)

Nella foto l”immagine della Madonna oggi e prima con la collana e la corona

Rubate collana e corona alla Madonna di San Giovanni Vecchio
Cronaca 16 maggio 2018

Rapina in un distributore sulla San Vitale a Medicina, picchiata la titolare

Aggredita e rapinata. Decisamente un brutto momento per la titolare del distributore Pb in via San Vitale Est a Medicina ieri pomeriggio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, intervenuti alle 16.40, un uomo armato di pistola e con il volto coperto da un casco aveva appena rapinato la titolare, una 36enne dell”incasso giornaliero in contanti, circa mille euro. Oltre alle minacce verbali, l”uomo ha pure picchiato la donna con un pungo colpendola al collo. Poi si è allontanato.

La donna è stata trasportata al pronto soccorso di Imola in stato di shock. (r.c.)

Foto d”archivio

Rapina in un distributore sulla San Vitale a Medicina, picchiata la titolare
Cronaca 15 maggio 2018

Controlli dei Nas, denunciati due falsi fisioterapisti che lavoravano a Dozza

Ci sono anche due falsi fisoterapisti che lavoravano presso una struttura sanitaria nel territorio di Dozza tra le 22 persone finite sotto la lente dei Nas di Bologna nel corso dei controlli riguardanti il fenomeno dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie svolti nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Si tratta di un uomo di 60 anni e di una donna 28 anni, entrambi con in mano soltanto un diploma di scuola superiore, ma non i titoli specifici per poter esercitare la professione di fisioterapista. I due sono stati denunciati a piede libero per violazione dell”articolo 348 del Codice penale (esercizio abusivo della professione medica) che di recente è stato inasprito e ora prevede come pena la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro. Si vedrà, se si arriverà al processo. I Nas hanno anche chiesto al Comune e all”Ausl di procedere agli atti per la sospensione dell”attività dei due presso il centro e, in seguito, sono stati licenziati.

Anche la struttura dovrà pagare una sanzione, ma non sono stati effettuati dei sequestri in quanto i militari non hanno trovato prove che i responsabili del centro fossero a conoscenza che a svolgere le prestazioni fossero due finti fisioterapisti. Anche i clienti, ovviamente, erano ignari di tutto. (gi.gi.)

Foto d”archivio

Controlli dei Nas, denunciati due falsi fisioterapisti che lavoravano a Dozza

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