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Cronaca 17 Ottobre 2019

A Imola lo spot del nuovo suv Lamborghini «Urus». LE IMMAGINI

Martedì 15 e mercoledì 16 ottobre il centro storico di Imola è stata la location perfetta dello spot del Lamborghini «Urus», nuovo modello di suv della nota casa automobilistica (leggi la news).

Tanti i curiosi che, in questi due giorni, hanno potuto così vedere il centro storico sicuramente sotto tutta un”altra veste. (d.b.)

Imola

A Imola lo spot del nuovo suv Lamborghini «Urus». LE IMMAGINI
Cronaca 14 Ottobre 2019

Imola scelta da Lamborghini come location per lo spot del nuovo suv «Urus»

Domani e mercoledì 16 ottobre la Lamborghini sbarcherà ad Imola per girare lo spot del nuovo modello «Lamborghini Urus». La location, però, non sarà l”autodromo «Enzo e Dino Ferrari», ma bensì il centro ed alcune vie attigue. 

Per questo motivo il Comune, con un”ordinanza, ha disposto la chiusura di alcune strade. Domani (dalle ore 14.30 alle ore 18.00) e mercoledì (dalle ore 8.30 alle ore 18.00) divieto di transito in  via Emilia (tratto tra via Orsini e via Morelli), via Appia (tratto tra via Emilia e via San Pier Grisologo), piazza Matteotti, via Aldrovandi, via Mazzini (tratto tra via Mameli e via Emilia), piazza Gramsci e via XX Settembre.

Inoltre, domani (dalle ore 13.00 alle ore 18.00) e mercoledì (dalle ore 8.30 alle ore 18.00) divieto di sosta e rimozione dei veicoli in via XX Settembre e via Emilia (tra via XX Settembre e via Mazzini). Infine, entrambi i giorni (dalle ore 8.30 alle ore 18.00) divieto di transito in viale Pirandello (tratto tra via del Tiro a Segno e viale Dante), viale Dante (tra via Goldoni e viale Pirandello), via Graziadei (tra viale Dante a via Manzoni), via Tabanelli (tra via Goldoni a via Graziadei), via F.lli Rosselli (tra viale Dante e Piazza A. Senna), via Musso, via Ghiandolino (tra via Tenni e via Sabbioni), via Sabbioni e via Cappelli. (d.b.)

Nella foto: un modello di Lamborghini Urus

Imola scelta da Lamborghini come location per lo spot del nuovo suv «Urus»
Cronaca 10 Ottobre 2019

L’Imolanuoto inserisce il sincronizzato, Paola Lanzon della Deai non ci sta: «Sport Up continua, però mi hanno delusa»

L’Imolanuoto inserisce il sincronizzato, la Uisp non ci sta e risponde. Il caso dell’estate «tra le vasche» è risaputo: la società del presidente Mirco Piancastelli ha aggiunto alla propria struttura il nuoto sincronizzato, grazie al passaggio di 5 allenatrici (guidate dal tecnico federale Rossella Belotti) e una ventina di atlete dalla Sport Up, società gestita dalla Uisp. Un avvicendamento che non è per nulla piaciuto alla presidente della Deai Paola Lanzon (ex numero 1 Uisp), come si evince dalle sue parole. «Quello che è successo è piuttosto semplice, per quanto sconcertante – spiega la Lanzon -. A giugno abbiamo incontrato le istruttrici e le famiglie per la classica riunione di fine stagione. Tutti hanno rinnovato la fiducia alla società poi, a fine luglio, tre istruttrici mi hanno chiesto un incontro e ho scoperto che, per motivi di lavoro o di studio, abbandonavano la società. In realtà stavano lavorando da tempo per spostare tutta l’attività da un’altra parte. Le motivazioni non le conosciamo, nessuno ha mai evidenziato malcontento o problemi vari con la società. Poco dopo anche le altre 3 istruttrici ci hanno comunicato che se ne sarebbero andate, così siamo dovuti ripartire da zero. Abbiamo pensato a come continuare e devo ammettere che, alle volte, dai problemi nascono delle opportunità. Siamo riusciti a formare un nuovo staff con persone provenienti da fuori Imola e le famiglie che hanno deciso di continuare con noi hanno appurato che il livello dell’insegnamento è ancora superiore. Anzi, abbiamo tante nuove iscritte: da 39 atlete dello scorso anno siamo passati a 33, un buon numero considerando quante siano andate via».

Imolanuoto ha accolto chi ha deciso di andarsene da Sport Up. «Esattamente. Da subito alcuni genitori ci hanno comunicato che sarebbero passati ad Imolanuoto, così la nostra prima reazione è stata quella di contattare Mirco Piancastelli per avere delle informazioni e lui ha smentito questa opportunità. Ora, invece, la situazione è questa: 5 di bambine sono all’Imolanuoto e non nascondo che sono molto perplessa e delusa dalla posizione del presidente Piancastelli. Ha sempre riconosciuto il nostro accordo, siglato nel 2011 allo scopo di mantenere la serenità delle società e per il bene degli atleti. Le due società hanno una mission ben definita e diversa: noi ci occupiamo dell’attività di base e di quella dilettantistica, loro fanno agonistica ad alto livello. Anzi, abbiamo sempre indirizzato verso di loro gli atleti che volevano cimentarsi a livelli più alti, ma il sincro doveva rimanere a noi. Stiamo parlando di un settore di nicchia, perché avere due società a Imola che se ne occupano? Gli accordi e le parole non sono state rispettate. Dov’è la sportività in tutto questo?». (an.cas.)

Nella foto: nuoto sincronizzato



L’Imolanuoto inserisce il sincronizzato, Paola Lanzon della Deai non ci sta: «Sport Up continua, però mi hanno delusa»
Cronaca 10 Ottobre 2019

Piscina Ruggi, proroga a Geims o nuovo bando? Cambiando la gestione rischia lo sport imolese

Il 31 maggio 2020 scadrà la concessione che nel 2014 ha assegnato a Geims la gestione del Ruggi, il complesso sportivo comunale composto da palazzetto e piscina. Concessione che sarebbe prolungabile per altri 3 anni, ma non è detto che la proroga sia così scontata. Da settimane infatti si rincorrono voci che vorrebbero l’assegnazione separata di palazzetto e piscina attraverso più bandi. Una roba complicata da farsi e poi da gestire e che, per di più, comporterebbe dei rischi anche dal punto di vista sportivo, poiché gli atleti dell’Imolanuoto, che lì si allenano, entreranno nella stagione preparatoria alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Inoltre la Federnuoto ha appena concesso alla società del presidente Mirco Piancastelli il privilegio di diventare Centro federale per lo stile a rana, finanziando la copertura della piscina esterna da 50 metri, operazione che potrebbe diventare a rischio se il gestore dovesse cambiare nei prossimi mesi.

Dunque, perché di punto in bianco si vorrebbe cambiare? In un video pubblicato su Facebook nel tardo pomeriggio di giovedì 3 ottobre il sindaco di Imola, Manuela Sangiorgi, ha attaccato sia Area Blu, la società partecipata che si occupa del patrimonio impiantistico comunale, sia Geims, sottolineando pecche nella gestione e scatenando reazioni immediate da parte di Lorenzo Muscari (Geims). «Siamo mortificati per l’affermazione che è stata fatta sulla nostra gestione del complesso sportivo Amedeo Ruggi. Non pensiamo di aver creato dei disservizi in tutti questi anni ma di aver aumentato la collaborazione con clienti e società sportive cercando di andare sempre incontro alle nuove e crescenti esigenze di ognuno di loro. Abbiamo sempre mantenuto con l’Ufficio Sport del Comune di Imola un rapporto di lavoro costante, collaborativo e qualitativo e non sono mai emersi segnali di mal-gestione».

Ma anche di Mirco Piancastelli: «Da maggior utente dell’impianto – precisa il presidente dell’Imolanuoto – confermo che la gestione è stata buona; girando le piscine di tutta Italia, la nostra è tra quelle tenute meglio e mi piacerebbe che il nostro sindaco venisse a vedere per rendersene conto». E dell’atleta imolese Alessia Polieri, che considera l’impianto di via Graziadei la sua seconda casa: «Vorrei sottolineare la professionalità, la gentilezza, la disponibilità e l’accoglienza che trovo ogni volta che entro in questo impianto super e che avrebbe bisogno di aiuto da parte dell’Amministrazione e non di critiche di interesse. Per chi mette in discussione il nostro impianto, sarebbe utile visitare i luoghi della nostra comunità, parlando con chi li vive ogni giorno». (p.z.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 ottobre.

Nella foto (Isolapress): la piscina Ruggi

Piscina Ruggi, proroga a Geims o nuovo bando? Cambiando la gestione rischia lo sport imolese
Cronaca 10 Ottobre 2019

L'associazione Voluptates in aiuto all'oncologia di Imola, donate due nuove barelle

Gran gesto di solidarietà quello dell”associazione Voluptates che, nella giornata di ieri, ha devoluto circa 2.000 euro, ricavato dell”evento di degustazione vini dello scorso anno, al reparto di oncologia dell”ospedale di Imola. La cifra ha permesso l”acquisto di due barelle regolabili tramite molla pneumatica e dedicate al Day Hospital oncologico. «Siamo molto lieti che il ricavato delle iniziative che noi organizziamo con grande passione e piacere ci permetta anche di supportare i bisogni dell’ospedale e della comunità di cui facciamo parte – hanno detto Annarita Roncassaglia, Nadia Bassi e Antonio Paoletti, membri del direttivo di Voluptates -. Anche quest’anno lavoreremo per organizzare belle iniziative, che portino divertimento e generino solidarietà».

Parole di ringraziamento sono arrivate anche dal direttore del reparto Antonio Maestri. «Grazie da parte della nostra équipe e dei nostri pazienti per questo ennesimo dono di Voluptates che, ricordo, già lo scorso anno ci aveva donato una bellissima poltrona prelievi per gli ambulatori. Questi gesti sono un segno tangibile della vicinanza della comunità a chi affronta la malattia e a noi operatori che ce ne prendiamo cura». (d.b.)

Nella foto: la consegna della barella da parte dei membri del direttivo di Voluptates

L'associazione Voluptates in aiuto all'oncologia di Imola, donate due nuove barelle
Sport 9 Ottobre 2019

A Medicina un fondo per rimborsare gli over 65 vittime di furti, scippi o rapine

Verranno rimborsati dal Comune i medicinesi vittime di furti, scippi o rapine con oltre 65 anni di età «essendo considerati la categoria più colpita e più esposta a questo genere di reati». E’ questo il senso della bella iniziativa che l’Amministrazione comunale sta portando avanti in collaborazione con Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Uilp. Dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio comunale lunedì 30 settembre, è stato istituito il fondo e il giorno seguente firmato l’accordo con i sindacati. In sostanza, il Comune di Medicina si impegna a risarcire gli importi dichiarati fino a 100 euro, che salgono a 300 euro qualora sia necessario intervenire per ripristinare serrature, porte o finestre, previa presentazione della fattura o ricevuta del professionista che ha effettuato l’intervento. La cifra sale a 500 euro in caso di furto nel giorno del ritiro della pensione e sono previsti 60 euro forfettari in caso di furto di cellulare o smartphone.

In ogni caso, è possibile includere all’interno del rimborso massimo consentito anche i costi per il rifacimento di documenti, bancomat e affni. «Il rimborso vale anche nel caso in cui siano stati rubati oggetti personali, ad esempio computer, televisione o gioielli, ma sempre entro i tetti di spesa stabiliti dal Comune – precisa l’assessore alla Sicurezza, Marco Brini -. Complessivamente, l’Amministrazione ha stanziato un fondo di 4.500 euro fino a dicembre 2020. Per ora sono a conoscenza di un paio di persone che si erano dette interessate perché hanno subito un furto». Il cittadino potrà rivolgersi ai sindacati, i quali provvederanno a inoltrare la domanda al Comune che, previa verifica dei requisiti, disporrà la liquidazione del contributo.

Per presentare domanda occorre la denuncia del sinistro alle forze dell’ordine (avvenuta entro i due mesi antecedenti la richiesta del rimborso) e un’autocertificazione che dichiari che il richiedente non sia titolare di una polizza che già lo tutela da furti e truffe. «Oltre a configurarsi come un rimborso economico – concludono dal Comune -, questo provvedimento vuole dimostrare la vicinanza delle istituzioni verso il cittadino in un momento di diffcoltà e fragilità, incoraggiando la denuncia di questi reati, che è un atto fondamentale per il lavoro delle forze dell’ordine, ma sempre più spesso i cittadini rinunciano a farla». (gi.gi.)

Nella foto: il sindaco di Medicina Matteo Montanari durante la firma con i sindacati

A Medicina un fondo per rimborsare gli over 65 vittime di furti, scippi o rapine
Cronaca 8 Ottobre 2019

«Rubrica salute»: ludopatia, quando il gioco d’azzardo diventa una malattia

E’ un fenomeno che interessa tutte le età e che bisogna continuare a combattere. Si chiama ludopatia, la dipendenza da gioco d’azzardo. «Amanti del gioco – informa Stefano Gardenghi, psichiatra e direttore dell’Unità operativa Dipendenze patologiche dell’Ausl di Imola – sono soprattutto gli uomini che si avvicinano alle slot machine e alle scommesse, mentre le donne preferiscono il gratta-e-vinci. Nel 2017 le persone che si sono rivolte al servizio dell’Azienda Usl di Imola chiedendo aiuto e che sono state poi prese in carico erano 86 mentre nel 2018 sono state 93: di queste 60 per dipendenza primaria, quindi soltanto per gioco d’azzardo; le altre 33 per dipendenza da cocaina e alcool ma con anche dipendenza da gioco. La maggioranza ha tra i 40 e i 55 anni, ma abbiamo in cura anche 3 minorenni dipendenti da internet e alcuni over 65 che una volta in pensione si sono avvicinati, anche per noia, alle macchinette».

Numeri che devono far riflettere, soprattutto dopo la decisione adottata dalla regione Emilia Romagna di vietare l’utilizzo delle ticket redemption (slot machine per bambini). Perché si comincia così. «In questo modo – motiva Gardenghi – si allena il bambino al gioco, all’eccitazione dell’attesa. Perché non è importante la vincita in denaro ma il raggiungimento di una esperienza emotiva eccitante». Si parla allora di compulsività, impossibilità a sottrarsi ad un impulso. Ma qual è il confine tra il giocatore normale e quello patologico? «Il gambler (giocatore d’azzardo) non riesce a sottrarsi al gioco e se non gioca diventa fortemente inquieto, sta male e dà segni di astinenza. Dipendenza, dunque, non da sostanze ma dal gioco. Non c’è differenza». (Alessandra Giovannini)

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 ottobre.

Nella foto: Stefano Gardenghi, psichiatria e direttore dell”Unità operativa dipendenze patologiche dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute»: ludopatia, quando il gioco d’azzardo diventa una malattia
Cronaca 1 Ottobre 2019

«Rubrica salute»: attenzione e memoria, quando stress e troppi stimoli mandano in tilt il cervello

Non ci ricordiamo più dove abbiamo messo le chiavi di casa, dimentichiamo i bambini in auto, veniamo urtati da un’auto mentre guardiamo il cellulare… Tutti avvenimenti molto diversi tra loro e, soprattutto, con diverse conclusioni ma tutte azioni che hanno una cosa in comune, un sovraccarico di stimoli per il nostro cervello che va in tilt. «Nella nostra vita – spiega Massimo Menetti, responsabile della Geriatria ospedaliera e territoriale dell’Ausl di Imola – abbiamo un sovraccarico attenzionale sempre maggiore. Il nostro cervello può contenere fino ad un certo numero di informazioni indipendenti contemporaneamente, ogni compito aggiuntivo diventa un superlavoro per la nostra memoria. Facendo molte cose allo stesso tempo la memoria di lavoro si satura rapidamente di informazioni».

E nella nostra quotidianità sono tanti i pensieri, le situazioni che possono occupare lo «spazio» a nostra disposizione. «E poi, stanchezza e malattia – aggiunge Menetti – possono ulteriormente compromettere la nostra attenzione. Sono eventi, situazioni, che possono condizionare la capacità di ricordare». Ma qual è il confine tra smemoratezza benigna e malattia? Quando, insomma, ci dobbiamo preoccupare? «Non esiste, almeno ad oggi – continua Menetti – un test specifico laboratoristico o strumentale che possa confermare il sospetto di malattia di Alzheimer. Se le dimenticanze sono episodiche non ci dobbiamo allarmare; il declino cognitivo, poi, fa parte del trascorrere del tempo e, quindi, dell’età. Possiamo invece avere qualche sospetto se i difetti di memoria a breve termine divengono sempre più frequenti. E se, soprattutto, sono le persone che vivono con noi, o che frequentiamo più spesso, a confermare il dato. Una buona percentuale degli uomini e donne che si rivolgono al Centro per i disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl di Imola, perché temono di avere un problema di memoria, torna a casa con una diagnosi di disturbo soggettivo di memoria». (Alessandra Giovannini)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto: Massimo Menetti, Responsabile della Geriatria ospedaliera e territoriale dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute»: attenzione e memoria, quando stress e troppi stimoli mandano in tilt il cervello
Cronaca 30 Settembre 2019

Frana alla Riva dei cavalli, area transennata. Il sindaco di Fontanelice Meluzzi: «Servirebbe una strada alternativa»

Un”altra frana venerdì scorso ha interessato la Riva dei cavalli, importante sito di interesse geologico e naturalistico a Fontanelice, a due passi dal fiume Santerno e posta all”interno della Vena del Gesso. Detriti, sassi e arenaria si sono così staccati dal costone ed hanno invaso la carreggiata, con due persone che erano proprio sul posto ed hanno assistito alla scena. «La zona è storicamente soggetta ad episodi simili – ha spiegato il sindaco di Fontanelice Gabriele Meluzzi – e per questo motivo, negli ultimi anni, la strada bianca che porta ad un terreno agricolo ed ad una casa era stata chiusa con una sbarra. La gente, però, per una semplice passeggiata o per fare jogging, ha sempre continuato a passare e così stavolta, già sabato mattina, abbiamo deciso di transennare ed impedire anche il transito dei pedoni. C”è già il cartello di pericolo caduta massi, ma auspichiamo che nessun curioso scavalchi».

Il pericolo, però, non pare essere passato del tutto. «Ci sono ancora dei movimenti che stiamo monitorando – ha proseguito il primo cittadino -, ma la zona ora è sicura». I lavori di tamponamento, messi a punto negli anni per contrastare il fenomeno di erosione delle acque, però, sembrano ormai inefficaci. «Qui si apre un discorso più ampio e complesso – spiega -. Bisognerebbe valutare la possibilità di allestire una strada alternativa che colleghi la proprietà privatà alle strade principali e fare della zona a rischio frana un”area esclusivamente naturalistica. Per farlo, però, serve sedersi attorno ad un tavolo con l”autorità di Bacino, il Consorzio di Bonifica e la Regione e trovare una soluzione. Non ha molto senso, infatti, svolgere interventi strutturali e costosi per il passaggio di una strada bianca che serve solo due proprietà». (d.b.)

Nella foto (dal sito di If Imola Faenza Tourism Company): la Riva dei cavalli

Frana alla Riva dei cavalli, area transennata. Il sindaco di Fontanelice Meluzzi: «Servirebbe una strada alternativa»
Cronaca 26 Settembre 2019

Un carabiniere che ama la poesia, la passione del nuovo Capitano di Imola Andrea Oxilia

Un carabiniere che ama la poesia. E” questa la grande passione del nuovo Capitano della Compagnia di Imola Andrea Oxilia. «So può sembrare qualcosa di particolare – ha ammesso -. Almeno così, però, l”Arma non è ricordata solo per le barzellette, che ci stanno e fanno piacere, ma può essere tenuta in considerazione in quanto al suo interno c”è anche chi si dedica alla cultura».

Poesie scritte non solo in italiano, ma anche in cimbro. «E” una lingua minoritaria germanofona che, come tante altre, è tutelata da una Legge nazionale. Non ne fa parte, ad esempio, il romagnolo perché invece è considerato un dialetto. Da dove nasce questa passione? Merito delle origini della mia famiglia che sono per metà veronesi e per l”altra metà trentine. Soprattutto in Trentino, infatti, si parla il cimbro. Scrivere in questa lingua però è difficile, perché serve un profondo studio della semantica, dell”etimologia e della sintassi, in quanto risale al 1100 e non si è mai evoluta».

Proprio con una poesia in cimbro, nel luglio scorso, Oxilia ha vinto il primo premio al concorso nazionale per lingue minoritarie «Mendránze n poejia» svolto nel Comune di Livinallongo del Col di Lana, in provincia di Belluno. «Non è il primo riconoscimento, comunque, che ricevo, anche per poesie scritte in italiano. Questo è un concorso biennale importante che, ormai da quindici anni, riunisce tanti poeti da tutta Italia. La mia poesia, intitolata Àltaz nisnótaz tàuc (Vecchio cimbro inutile), parla della lingua cimbra in modo provocatorio, delineandola prima come inutile, per poi far capire quanto invece sia importante e porti con sè storia, origini e tradizioni che non possono essere perse». (d.b.)

Nella foto: a destra il Capitano Oxilia, insieme all”ex Maggiore dei carabinieri di Imola Gallù

Un carabiniere che ama la poesia, la passione del nuovo Capitano di Imola Andrea Oxilia

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