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Cronaca 12 Luglio 2020

Covid e riconversione, il caso della Bf di Osteria Grande: dalle pellicce di alta moda alle mascherine

Dalle pellicce di alta moda alle mascherine per tutti i giorni. L’azienda Bf made in Italy di Osteria Grande, dal nome della fondatrice Barbara Fondi, ha riconvertito parte della produzione per realizzare il nuovo accessorio oggi entrato nella quotidianità di tutti: la mascherina in tessuto lavabile. «Il nostro settore è quello della pellicceria e sartoria ma, vista l’emergenza, a febbraio abbiamo chiesto e ottenuto la deroga fino a fine anno per adibire parte dell’azienda alla produzione di mascherine – spiega la titolare, che da una decina di anni manda avanti l’azienda con l’aiuto del figlio Marco Tattini –. Era un’occasione per non stare fermi con le mani in mano durante il lockdown, nonchè la nostra risposta a una esigenza della comunità».

«Le nostre mascherine in tessuto non hanno una certificazione propria, ma oltre a quelle in tnt ne realizziamo altri due modelli con tessuti idrorepellenti e traspiranti di ottima qualità, come quelli che vengono utilizzati in ambito medico per il personale sanitario dei reparti di chirurgia – dettaglia Tattini –. Le produciamo secondo gli ordini che riceviamo, bianche, colorate e anche personalizzate per aziende, ristoranti e altre realtà che oltre alla sicurezza hanno un occhio di riguardo per la presentazione. Siamo un’azienda del settore della moda, facciamo attenzione all’utilità delle nostre pro- duzioni ma anche allo stile. Ad oggi abbiamo prodotto diecimila mascherine, dedicando alla riconversione una parte apposita del nostro stabilimento affinché non vi sia contaminazione fra lavorazioni diverse». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 2 luglio.

Nella foto: il personale della Bf di Osteria Grande (da sinistra, Marco Tattini e Barbara Fondi con alcune dipendenti)

Covid e riconversione, il caso della Bf di Osteria Grande: dalle pellicce di alta moda alle mascherine
Cronaca 11 Luglio 2020

Il maltempo non risparmia il circondario imolese e Ozzano: nel pomeriggio grandine, vento forte e alberi caduti

Pomeriggio di forte maltempo quello che ha colpito oggi il circondario imolese fino ad Ozzano e che in poche ore ha provocato un calo drastico delle temperature. Tanti, infatti, gli interventi dei vigili del fuoco, a partire dalle 17.30 e supportati anche dalle forze dell’ordine, a causa del forte vento, la grandine (con chicchi di medie dimensioni) e gli alberi pericolanti e caduti su gran parte del territorio. Tra le zone più colpite, Ozzano e Castel San Pietro, ma anche le frazioni di Varignana e Osteria Grande 

Arbusti che si sono abbattuti sulle strade e su alcuni autoveicoli, come successo ad Osteria Grande, e anche su diversi cavi elettrici. Ad Ozzano problemi per un albero caduto sulla SS9 in località Molino del Grillo. A Castel San Pietro, invece, in località Montecalderaro, due grossi alberi caduti hanno ostruito il passaggio sulla carreggiata, mentre sulla SS9, all’altezza di via San Giorgio, caschi rossi al lavoro per ripristinare un semaforo divelto dal vento. Sempre nella città termale, in piazza Dante, un cedro di 15 metri è caduto su un edificio con alcuni negozi.

Lavoro dei vigili del fuoco che è proseguito per ore. Fortunatamente pare non si siano registrati feriti, ma danni che non hanno risparmiato nemmeno l’agricoltura, le linee telefoniche e la rete dell’illuminazione pubblica. (da.be.)

Nella foto (concessa dai vigili del fuoco): il cedro caduto a Castel San Pietro in piazza Dante

Il maltempo non risparmia il circondario imolese e Ozzano: nel pomeriggio grandine, vento forte e alberi caduti
Cronaca 11 Luglio 2020

La birra speciale del birrificio Hopinion per aiutare l’Ausl di Imola

Il birrificio imolese Hopinion ha messo in commercio 600 bottiglie speciali di blanche (riconoscibile dalla chiusura in ceralacca e da una etichetta ad hoc) per tutti gli intenditori e non che vogliono deliziare il palato e nello stesso tempo fare una buona azione. L’intero ricavato (4 euro a bottiglia) sarà infatti devoluto all’Ausl di Imola. E’ possibile acquistare la birra nella sede di Hopinion, in via Pasquala 1/A (il venerdì vengono effettuate degustazioni su prenotazione) e da alcuni rivenditori specializzati sul territorio. “«Volevamo ringraziare medici, infermieri ed operatori socio-sanitari che si sono impegnati nella cura e nell”assistenza dei malati di covid – spiegano Giorgio Tommasi e Andrea Sangiorgi, due dei titolari – e lavorano costantemente anche in questo periodo nel campo della prevenzione e dell’assistenza. Per questo motivo abbiamo pensato di creare una produzione speciale e donare l’intero incasso. Fino ad oggi abbiamo venduto quasi 300 bottiglie per un ricavato che si aggira intorno ai 1.200 euro. Siamo a metà percorso e pensiamo di raggiungere l’obiettivo in breve tempo. L’augurio è che possiamo festeggiare al più presto la fine di questo brutto sogno».

Anche Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imolal, ha voluto ringraziare i due mastri birrai. «Un grazie sincero da parte di tutti gli operatori dell’azienda sanitaria. Il sostegno che abbiamo ricevuto dai cittadini ci ha dato ancora più forza nel reagire e combattere questa emergenza. Gli striscioni, gli attestati di fiducia, le donazioni ci dimostrano come la solidarietà sia parte integrante e caratterizzante di tutto il nostro territorio. E siamo molto contenti quando aziende come questa ci dimostrano il loro affetto e la loro gratitudine». (da.be.)

Nella foto: da sinistra i mastri birrai Andrea Sangiorgi e Giorgio Tommasi, insieme al direttore generala dell’Ausl di Imola Andrea Rossi

La birra speciale del birrificio Hopinion per aiutare l’Ausl di Imola
Cronaca 11 Luglio 2020

Riaperte le postazioni studio nelle biblioteche di Castello e Osteria Grande

Prosegue senza sosta la riapertura in sicurezza di spazi e servizi nelle biblioteche comunali di Castel San Pietro e Osteria Grande, secondo le nuove normative e protocolli anti-Covid19. Da qualche giorno è infatti di nuovo possibile usufruire di una parte delle postazioni per lo studio e la lettura. Due sono le postazioni riaperte con modalità sperimentali nella biblioteca di Osteria e nove in quella del capoluogo, tutte collocate nel soppalco della sezione adulti. Al momento però non è possibile riaprire l’aula studio, perché è l’unico luogo idoneo alla quarantena obbligatoria dei libri e dei dvd che rientrano dal prestito, che devono rimanere in una stanza vuota per una settimana.

Per accedere alle postazioni non è prevista prenotazione. All’ingresso della biblioteca viene indicato il numero che corrisponde ad un posto studio libero, fino ad esaurimento. Quando l’utente lasciala postazione, deve avvisare i bibliotecari perché possano procedere alla sanificazione.E’ necessario comunque indossare sempre la mascherina, sanificare le mani prima di accedere al posto studio, occupare il posto studio assegnato e non spostare la sedia, chiedere ai bibliotecari i libri (non prenderli in autonomia) e dopo l’uso lasciarli all’ingresso per la quarantena, non creare assembramento né stazionare in altri parti della biblioteca. Per quanto riguarda i servizi igienici, si deve usare esclusivamente quello riservato agli utenti e utilizzare i disinfettanti messi a disposizione prima e dopo l’accesso al servizio igienico.Anche nella fase 2, continuano i servizi avviati durante l’emergenza, come la consegna a domicilio dei libri a cura dei volontari della Protezione civile comunale e la consulenza bibliografica telefonica o via e-mail. (da.be.)

Nella foto: aula studio nella biblioteca di Castel San Pietro

Riaperte le postazioni studio nelle biblioteche di Castello e Osteria Grande
Cronaca 11 Luglio 2020

Amministrazione comunale di Fontanelice, volontari ed Enduro Motor Valley al lavoro per pulire il lungofiume del Santerno

Questa mattina l’Amministrazione comunale di Fontanelice, insieme ai volontari Gev di Imola ed Enduro Motor Valley hanno ripulito le sponde del Santerno a Fontanelice, su invito della stessa Amministrazione. L’intervento non si è limitato a quella zona, con i volontari che hanno continuato con la raccolta dei rifiuti anche nell’area della Conca Verde, dove, nei luoghi più riparati e nascosti in prossimità del ponte, l’abbandono dei rifiuti è un fenomeno purtroppo frequente.

Una mattinata quindi passata in compagnia all’insegna della pulizia dell’area fluviale che, nel piccolo comune della Vallata, rappresenta uno dei luoghi più belli e frequentati anche da visitatori provenienti da fuori territorio e come ogni anno presa d’assalto da chi cerca relax e riposo lungo il Santerno. Una zona che, puntualmente, soffre anche dei comportamenti irrispettosi di alcuni e dell’inciviltà di chi sporca o danneggia il territorio: bottiglie di vetro, tappi di bottiglia, mozziconi di sigarette, lattine e perfino un frammento di bossolo di artiglieria tra gli oggetti recuperati durante la mattina. «Ringrazio i cittadini e le associazioni che si impegnano in azioni concrete di cura e tutela del territorio – afferma il sindaco Gabriele Meluzzi -. È un modo per mantenere vivo lo spirito di comunità, i primi a dover rispettare e prenderci cura del nostro patrimonio siamo noi cittadini. Abbiamo iniziato lo scorso anno a coinvolgere i bambini in occasione dell’iniziativa “Puliamo il Mondo” promossa da Legambiente e vogliamo continuare a proporre occasioni come queste». (da.be.)

Nella foto: il gruppo di volontari al lavoro per ripulire il lungofiume del Santerno

Amministrazione comunale di Fontanelice, volontari ed Enduro Motor Valley al lavoro per pulire il lungofiume del Santerno
Cronaca 11 Luglio 2020

Il Centro sociale di Molino Nuovo ha donato una Fiat Panda all’Ant in memoria di Walter Cerè

Qesta mattina, sabato 11 luglio, a Castel San Pietro, in piazza XX Settembre, si è svolta la cerimonia di consegna di una Fiat Panda che il Centro Sociale Molino Nuovo ha donato alla Fondazione Ant, in memoria di Walter Cerè, agente della polizia locale di Castello, ad un anno dalla sua prematura scomparsa.

Alla cerimonia, tenuta nel rispetto delle norme di distanziamento e prevenzione del Covid-19, hanno partecipato il sindaco Fausto Tinti, rappresentanti della Giunta, del Consiglio comunale e della polizia locale, la presidente Raffaella Pannuti della Fondazione Ant Italia onlus, rappresentanti dei volontari della sede Ant di Castel San Pietro, la presidente Erika Menichetti e volontari del Centro Sociale Molino Nuovo, i familiari di Walter Cerè e il parroco don Gabriele Riccioni, che al termine ha benedetto l’automezzo e tutti i presenti. «Il territorio si stringe intorno ai volontari per ricordare Walter Cerè, un grande uomo e un grande agente della polizia municipale, che nella sua vita ha saputo coniugare gli aspetti professionali, sociali e  umani – ha esordito il sindaco Fausto Tinti -. Ringraziamo i volontari del Centro sociale di Molino Nuovo che hanno voluto ricordarlo con questo dono e quelli dell’Ant per la loro preziosa attività. La nostra comunità dedica da sempre grande attenzione alle persone con patologie oncologiche».

L’automezzo, dal costo di 10 mila euro, è stato acquistato con il ricavato delle iniziative del Centro sociale di Molino Nuovo, che ora è chiuso, in attesa di valutare la possibile riapertura a ottobre, in base alle normative. «Walter ci ha lasciato proprio un anno fa, il 12 luglio – ha ricordato il volontario Alberto Tassani a nome di tutto il Centro sociale -. Avevamo questa somma da parte e, come sempre, l’abbiamo messa a disposizione di chi ha bisogno». (da.be.)

Nella foto (concessa dal Comune di Castel San Pietro): la cerimonia di consegna della Fiat Panda

Il Centro sociale di Molino Nuovo ha donato una Fiat Panda all’Ant in memoria di Walter Cerè
Economia 11 Luglio 2020

Crif entra in Areté, azienda bolognese specializzata nell'agrifood

Crif, società globale specializzata in business information e informazioni creditizie ha deciso di entrare in Areté, azienda bolognese specializzata nell”agrifood, con l’obiettivo, in un piano industriale quadriennale, di crescita largamente incentrato su servizi innovativi di data analytics coniugati con la consolidata e profonda conoscenza del settore agrifood che da sempre la contraddistingue. «È stato avviato un piano di investimenti pensato per rafforzare i servizi di forecast e data analytics già attivi in Areté, estendendoli a funzioni e prodotti nuovi ma anche, in prospettiva, a nuove» – spiega l’ad di Areté Enrica Gentile -. La forte conoscenza del settore agrifood su cui si fondano da anni i nostri servizi si integrerà in modo sempre più stretto con i più evoluti strumenti di data science e business analytics, per fornire prodotti sempre più capaci di modellizzare e risolvere problemi complessi e di anticipare, con risposte immediate, ciò che possiamo attenderci dal futuro. Stiamo lavorando, fra gli altri, a servizi di demand planning e a sistemi data-driven per l’ottimizzazione dei prezzi lungo le filiere e per la pianificazione della produzione e delle vendite nelle aziende agroalimentari. Crif ha creduto in questo progetto e siamo certi che giocherà un ruolo strategico nell’accelerare e supportare la sua realizzazione». 

Areté, che vanta tra i suoi clienti gruppi di primissimo piano dell’agribusiness e del food italiano ed europeo, tra cui Barilla, Granarolo, Eridania, Syngenta, Lindt, Cereal Docks, Fabbri e molti altri, oltre che molte tra le principali istituzioni internazionali legate al mondo agrifood, è leader italiano nei servizi di forecast sui prezzi delle commodity ad uso food. Un sistema con cui ha contribuito a cambiare, negli ultimi dieci anni, il modo di approcciare gli acquisti e le vendite di materie prime nel settore. Ma l’azienda è anche uno dei riferimenti europei nell’analisi degli impatti delle politiche applicate all’agroalimentare ed un player di primo piano nelle operazioni di investimento in ambito agroindustriale, su cui collabora con alcuni tra i principali fondi del Paese. (da.be.)

Nella foto: il presidente di Crif Carlo Gherardi

Crif entra in Areté, azienda bolognese specializzata nell'agrifood
Cronaca 10 Luglio 2020

Domenico Olivieri nominato presidente di Area Blu

Oggi l’Assemblea dei soci di Area Blu ha nominato all’unanimità Domenico Olivieri, componente del Cda di Area Blu, come presidente ed Amministratore delegato, in rappresentanza del Comune di Imola. Nella stessa seduta, sempre all’unanimità l’Assemblea ha nominato componente del Consiglio di Amministrazione Mariangela Frascari, in rappresentanza degli altri Enti soci, compreso il Comune di Imola, ad esclusione della Città Metropolitana. Olivieri e Frascari sostituiscono rispettivamente il presidente dimissionario Maria Rosaria Barchetti (dimissionaria dal 20 dicembre 2019) ed il consigliere di amministrazione dimissionario Stefano Ponzi (dimissioni acquisite il 6 luglio scorso, con effetto dall’11 luglio prossimo). A completare il Consiglio di Amministrazione, composto dal presidente e da due consiglieri, è il Consigliere Aleardo Benuzzi, già in carica e designato dalla Città Metropolitana di Bologna. Il nuovo Cda così composto rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio 2021 (quindi nella primavera del 2022), in quanto le due nomine di oggi sono in sostituzione di componenti del Cda eletto il 5 giugno 2019.

Domenico Olivieri è nato ad Imola il 23/01/1956 ed in precedenza, fra gli altri, ha ricoperto il ruolo di presidente di Sacmi S. C. Imola, di Legacoop Imola e di Alleanza delle Cooperative Italiane Imola; Mariangela Frascari è nata a Castel San Pietro Terme il 12/02/1974 ed attualmente è Managing Partner dello Studio Palmieri Commercialisti Associati di Bologna e Partner e Consigliere delegato di S.P. Business STP a r.l. di Imola. L’Assemblea ha poi provveduto alla nomina del Collegio sindacale (il precedente collegio è scaduto con l’approvazione del bilancio 2019). All’unanimità, è stata nominata presidente del Collegio sindacale Sabrina Montaguti, il secondo componente Francesco Dal Monte e il terzo componente Enrico Corsini (era già presente nel precedente collegio sindacale). Sono poi stati nominati, sempre all’unanimità, due sindaci supplenti, designati da parte degli altri enti locali soci: si tratta di Maurizia Lanzoni e Susanna Caroli. 

Soddisfatto il commissario straordinario di Imola Nicola Izzo. «Esprimo piena soddisfazione per l’odierna nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione di Area Blu, oltre che del Collegio sindacale, che dopo quella dei vertici del Con.Ami consente di aggiungere un altro importante e strategico tassello al quadro delle società partecipate dal Comune di Imola. Si tratta di figure di alto profilo, caratterizzate da competenza ed esperienza, che sono certo consentiranno ad Area Blu di sviluppare appieno la propria missione». Ora il Consiglio di Amministrazione, sentita l’Assemblea dei soci, dovrà nominare il Direttore generale di Area Blu, dopo la risoluzione del rapporto di lavoro con il precedente direttore generale, Carmelo Bonaccorso, avvenuta nel novembre 2019. La nomina avverrà quanto prima. (da.be.)

Nella foto (da Google Maps): la sede di Area Blu a Imola

Domenico Olivieri nominato presidente di Area Blu
Cronaca 10 Luglio 2020

Cattivi odori, rifiuti e animali morti al laghetto Mariver di Osteria Grande

Osteria Grande abbiamo un problema. La frase del celebre film «Apollo 13» ben si addice, infatti, alla situazione che si sta verificando da un po’ di tempo al laghetto Mariver, lo specchio d’acqua incastonato nel parco della piccola frazione di Castel San Pietro tanto amato da famiglie, grandi e piccini. A finire nell’occhio del ciclone lo stato in cui si presenta oggi il laghetto, tra sporcizia, rifiuti, fango, muffa, tartarughe morte e un odore nauseabondo talmente forte che purtroppo aumenta di intensità con il caldo estivo. A denunciare quanto sta accadendo, un post corredato da un paio di foto sulla pagina Facebook della Consulta territoriale di Osteria Grande, a cui hanno fatto eco, oltre ai commenti dei cittadini, anche le parole di alcuni gestori delle attività com- merciali presenti nell’area a pochi passi dall’acqua. «Sono due anni che siamo in questa situazione – commenta Elisa Casacci, titolare da otto anni insieme al fratello William del bar gelateria Gelaterio -. Purtroppo, a causa di questi odori tremendi, alcuni clienti preferiscono non venire da noi e, avendo un’attività, questo non me lo posso permettere».

Il laghetto Mariver, alimentato da un pozzo artesiano, è di proprietà del Comune ed è gestito ormai da una trentina d’anni dall’autoscuola Scarani di Bologna, che nello specchio d’acqua di Osteria Grande rilascia le patenti nautiche. Nel 2019 Scarani si è aggiudicato nuovamente il bando di concessione per altri sei anni, a fronte di un canone di affitto annuo pari a circa duemila euro. «Abbiamo da sempre un ottimo rapporto con il Comune – ammette Pietro Scarani, titolare dell’omonima autoscuola – ed insieme stiamo cercando una soluzione al problema». Sull’argomento è intervenuto anche il vice sindaco ed assessore con delega all’Ambiente, Andrea Bondi. «A breve è in programma un incontro con il servizio Veterinario dell’Ausl ed il servizio di Igiene pubblica. Una della cause principali, comunque, è l’abbandono illegale nel lago di numero- se tartarughe alloctone che negli anni hanno provocato un calo drastico del livello di ossigenazione dell’acqua e danni all’ecosistema». (da.be.)

Nella foto: la situazione al laghetto Mariver (Elisa Casacci) e l’esemplare di tartaruga morta postata sulla pagina Facebook della Consulta territoriale di Osteria Grande (Mauro Patty Ferri Galanti)

Cattivi odori, rifiuti e animali morti al laghetto Mariver di Osteria Grande
Cronaca 10 Luglio 2020

Lunghe code e ore di attesa con le Poste a orario ridotto

Quando in posta si prendeva il bigliettino, prima del Coronavirus, accanto al numero di prenotazione veniva calcolato il tempo stimato di attesa. E se dieci minuti diventavano tredici, quei pochi minuti sembravano infiniti. Nell’era del Covid, invece, la fila si fa alla maniera tradizionale, in coda, oltre che ben distanziati. E possono passare le ore. Non è una battuta: a Castel Guelfo c’è chi giura di aver atteso il proprio turno per oltre due ore, chi di avere abbandonato dopo mezz’ora in cui erano stati serviti appena un paio di clienti da un solo operatore in servizio.

Quello di Castel Guelfo è uno dei casi più evidenti in cui la riorganizzazione del servizio di Poste Italiane (fra carenza di personale, smartworking e cassa integrazione) pare significare, di fatto, un grave peggioramento del servizio pubblico. «Dopo la prima emergenza, quando gli uffici postali sono tornati agli orari pre-Covid, quello di piazza Alighieri è rimasto fermo a tre giorni a settimana contro i sei precedenti – spiega il sindaco Claudio Franceschi -. Per i cittadini questo significa fare lunghe code. Nel tentativo di risolvere la situazione abbia- mo scritto una lettera a Poste Italiane Spa, senza però ottenere alcuna risposta ufficiale. Cercheremo ancora e ancora di portare all’attenzione le nostre necessità, anche per- ché – aggiunge – l’ufficio di Sesto Imolese è già tornato all’orario normale pur servendo un’utenza minore».

Un altro comune che registra grossi problemi è Castel del Rio, il cui ufficio postale è passato da sei a tre giorni a settimana. «Ho scritto a Poste Italiane spiegando che qui ci sono evidenti disagi sia per l’utenza sia per lo stesso personale – spiega il sindaco Alberto Baldazzi -. È un evidente disservizio, e dire che non più tardi di un anno fa erano state fatte promesse ai piccoli comuni sull’integrità del servizio di sportello, parole che alla prima occasione sono state disattese». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio. 

Nella foto: utenti fuori dall’ufficio postale di Castel Guelfo

Lunghe code e ore di attesa con le Poste a orario ridotto

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