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Sport 19 Agosto 2019

Sanità, medicine per malattie rare è la mission della Neupharma

Davide Fiumi, cinquantatré anni, è fondatore ed amministratore delegato di una realtà imolese poco nota ma di successo nel campo della farmaceutica. Si tratta della Neupharma che conta 12 dipendenti, età media 34 anni, ed è specializzata in prodotti e medicinali per le malattie rare, la sede è in via Aldrovandi, a due passi dall’orologio.

Recentemente è stata premiata, insieme ad altre aziende, con l’Alta onorificenza di bilancio in occasione del «Premio Industria Felix per l’Italia che compete», cerimonia organizzata dall’associazione culturale omonima, Industria Felix, in collaborazione con il Centro studi economici Cerved, che si è svolta all’università Luiss Guido Carli di Roma. «Siamo orgogliosi di avere ricevuto questo premio riservato alle eccellenze imprenditoriali italiane con bilanci virtuosi – commenta Fiumi – riconoscimento importante vista la nostra mission aziendale di focus sulle malattie rare e in particolare sulla fibrosi cistica». Quest’ultima è la malattia genetica grave più diffusa secondo la Lega italiana fibrosi cistica (Lifc), affligge oggi circa centomila persone in Europa. La patologia provoca una produzione in eccesso di muco, denso, che ostruisce i bronchi e il pancreas, facilitando le infezioni e problemi nell’assimilazione dei cibi che a lungo andare indeboliscono l’organismo e portano sovente alla morte. «Dopo una carriera trascorsa in varie aziende del settore farmaceutico ho deciso di intraprendere la carriera di imprenditore e nel 2012 è nata Neupharma – racconta Fiumi -, che oggi vanta un listino di prodotti propri per la fibrosi cistica ed altre malattie rare, oltre ad avere le concessioni per alcuni dispositivi medici e farmaci da aziende tedesche e statunitensi specializzate». (mi.mo)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 agosto.

Nella foto: Davide Fiumi nella sede di «Neupharma»

Sanità, medicine per malattie rare è la mission della Neupharma
Sport 19 Agosto 2019

Ubriaco al volante si schianta contro un'auto parcheggiata

Aveva un tasso alcolemico di 1,95 g/l quando con la sua Ford Escort si è scontrato contro una Hyundai Gets parcheggiata. L”episodio è avvenuto questa notte a Imola, in via Alessandro Volta. 

L”automobilista 29enne alla guida della vettura è stato così denunciato dai carabinieri, oltre a vedersi ritirata la patente di guida. La sua auto, invece, è stata sequestrata. (d.b.)

Foto d”archivio

Ubriaco al volante si schianta contro un'auto parcheggiata
Cronaca 7 Agosto 2019

Dalla Regione 105 mila euro per eventi e progetti sportivi nel territorio imolese

In questi giorni sono state rese note le graduatorie dei bandi regionali per eventi e progetti in ambito sportivo, uno dedicato agli eventi di rilevanza regionale o sovraregionale, l’altro ai progetti di promozione della pratica sportiva. L’Emilia-Romagna, quest”anno, aveva messo a disposizione più di 2,7 milioni di euro. «Per la Città Metropolitana di Bologna, i fondi complessivi sono poco meno di 700 mila euro, di questi 105 mila arrivano nell’Imolese – spiega la consigliera  La somma è quasi interamente destinata alla realizzazione di eventi sportivi di rilevanza regionale e sovraregionale».

Nello specifico, ricevono un contributo gli eventi «Dal Parcheggio: una strada verso il mondo» organizzato dal Csi e «Sport al Centro» del Comune di Imola. Finanziamenti anche a «Impazzendo per lo sport» della onlus Lo sport è vita, «Scherma Estate 2019» del circolo della scherma di Imola, che è stata premiata anche per un progetto di promozione sportiva, il «Babyvolley 2019» di Diffusione sport e il «Replay volley» della polisportiva Csi Clai. (d.b.)

Nella foto (dalla pagina facebokk di Diffusione Sport): il «Babyvolley 2019»

Dalla Regione 105 mila euro per eventi e progetti sportivi nel territorio imolese
Cronaca 6 Agosto 2019

A Borgo Tossignano il nuovo corso del sindaco Ghini: «Condivisione delle deleghe per garantire continuità»

Mauro Ghini ha occupato i primi due mesi da primo cittadino concentrandosi «sulla ristrutturazione logistica degli uffici e del personale del Comune e per gettare le basi per costruire un team vincente» e «per conoscerci e per farci conoscere dai cittadini». Già vicesindaco nella precedente Giunta Mortero, ha ottenuto il 51,59% dei voti contro le due sfidanti, Brigida Miranda della lista di centrodestra Patto Civico e Sara Manzoni dei 5Stelle. La squadra di Ghini è composta da quattro assessori, tutti vengono dalla sua lista civica per Borgo Tossignano insieme 100% Partecipazione democratica. La novità è che per molte deleghe vi sarà compartecipazione tra assessori oppure saranno coadiuvati da consiglieri comunali. Tra impegni di lavoro e famigliari il tempo scarseggia e fare l’assessore a tempo pieno è pressoché impossibile in un piccolo Comune. Per non rischiare di penalizzare l’attività pubblica si è optato per la condivisione: «Nella Giunta precedente abbiamo un po’ sofferto per carenza di continuità. Ora avremo sempre due persone impegnate su ogni tema» chiarisce Ghini.

La Giunta è composta da Federica Cenni, 50 anni, due figlie, una laurea in teologia con indirizzo pedagogico e didattico, ama la musica e suona il sassofono; attualmente è impiegata nel settore tecnico-amministrativo di Hera, oltre all’incarico di vicesindaco, ha le deleghe per Politiche sanitarie e sociali per il benessere, Riorganizzazione dei servizi comunali, Attività produttive, Cultura e Multiculturalità. Accanto a lei Roberto Focaccio, 40 anni, insegnante della scuola primaria Zavoli di Borgo, vive in paese con la moglie da tre anni; appassionato di nuove tecnologie, si occuperà di Partecipazione e Comunicazione delle attività comunali, Cultura, Istruzione, Sviluppo tecnologico, Sport e Politiche giovanili.

Focaccio e Cenni hanno ottenuto le preferenze necessarie per entrare in Consiglio comunale, non così gli ultimi due della Giunta: Oscar Verzini, 62 anni originario di Verona ma residente a Borgo da trent’anni, e Sabina Amadori, 49 anni, già assessore nella Giunta Mortero, abita a Borgo dal 2002 con il marito e i due figli. Verzini, lavora come geometra per la coop. Cims ma è andato in pensione a fine luglio. «E’ il profilo giusto per gestire il ritorno a Borgo Tossignano dell’ufficio tecnico, che attualmente è in forma associata al Circondario imolese». Le deleghe sono Urbanistica ed edilizia privata, Tutela ambientale, Viabilità e mobilità, Patrimonio, Politiche per il lavoro e Volontariato. Amadori, invece, che lavora come tornitrice in un’azienda metalmeccanica a Zello di Imola ed è tesserata per la Pro Loco di Borgo, seguirà Turismo, Diritti e Pari opportunità, Promozione del territorio e Tempo libero. (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”1 agosto.

Nella foto: la Giunta di Borgo Tossignano. Da sinistra Roberto Focaccio, Sabina Amadori e Oscar Verzini. Seduti il sindaco Ghini e Federica Cenni

A Borgo Tossignano il nuovo corso del sindaco Ghini: «Condivisione delle deleghe per garantire continuità»
Cronaca 2 Agosto 2019

Cà Vaina chiusa più di un mese a fine anno, c'è attesa per il nuovo bando d’appalto del Comune

«La musica è finita, gli amici se ne vanno» cantava Ornella Vanoni. Ma la musica è davvero finita a Ca’ Vaina? Il dubbio è sorto a molti quando il Comune di Imola, proprietario dell’immobile in via Saffi 50/b, attualmente gestito dalla cooperativa sociale imolese Seacoop, ha annunciato nei giorni scorsi una prima chiusura dal 12 al 25 agosto, per il riposo estivo, ed una seconda, dal 18 novembre al 31 dicembre, per lavori di manutenzione ordinaria. Da qui il timore di alcuni di una chiusura definitiva di un luogo simbolo della gioventù imolese (la finalità principale di Ca’ Vaina è di promuovere la loro partecipazione attraverso percorsi culturali, musicali, artistici e di integrazione), dopodiché l’Amministrazione ha precisato che sta lavorando per predisporre la documentazione in merito all’affidamento in appalto del servizio per il prossimo anno.

In quegli spazi Seacoop è attiva dal 1996, quando allora Ca’ Vaina era solo un centro musicale, trasformatosi poi in centro giovanile nel 2012, anno in cui la cooperativa sociale si è aggiudicata il bando per la gestione che è scaduto, in verità, il 31 dicembre scorso. «Dal 1° gennaio di quest’anno al 30 giugno abbiamo beneficiato di una proroga tecnica – spiegano da Seacoop -, mentre da luglio fino al 16 novembre è stata data un’estensione della proroga tecnica stessa». Sulla chiusura prevista tra novembre e dicembre non hanno alcun commento particolare. «E’ una decisione presa dal Comune – proseguono dalla coop. -, la proroga è scaduta, ci rimettiamo a tale provvedimento». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”1 agosto.

Nella foto: Cà Vaina

Cà Vaina chiusa più di un mese a fine anno, c'è attesa per il nuovo bando d’appalto del Comune
Cronaca 1 Agosto 2019

Domani il ricordo della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna. IL VIDEO

Domani, 2 agosto, ricorre il 39° anniversario della strage alla stazione di Bologna. Tante le personalità politiche e non solo che si troveranno nel capoluogo felisineo per commemorare uno degli episodi più cruenti della storia del nostro Paese. Sarà presente anche la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi.

Il programma prevede, dalle 6.30 alle 8.30 di mattina, l”arrivo da tutta Italia a Bologna nel Parco della Montagnola ed in piazza VIII Agosto le staffette podistiche «Per non dimenticare». Dalle 8.15, a Palazzo Accursio l”incontro con i familiari delle vittime e con l”associazione Familiari vittime della Strage alla Stazione di Bologna. Alle 9.15 la partenza del corteo da piazza Nettuno lungo via Indipendenza e, alle 10.25 esatte, il minuto di silenzio in ricordo delle vittime. 

A Imola, invece, nel pomeriggio alle ore 18, il Comune organizza la cerimonia commemorativa a ricordo delle vittime della strage nel «Giardino Vittime della Strage del 2 Agosto 1980» posto all”angolo tra via Villa Clelia, via Don Cortini e via Lolli. Interverranno, oltre al primo cittadino, anche Monsignor Giovanni Mosciatti, Vescovo di Imola. (d.b.)

Domani il ricordo della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna. IL VIDEO
Cronaca 1 Agosto 2019

Ritardi nella consegna di «sabato sera» per gli abbonati serviti da Poste Italiane

Gran parte degli abbonati di “sabato sera” serviti da Poste Italiane riceveranno con ritardo il primo numero di agosto del loro giornale. La causa di questo ennesimo disservizio è da imputare ad una serie di problemi di lavorazione del giornale del service chiamato ad incellofanare il settimanale cartaceo. Poste Italiane ha comunicato questi problemi alla nostra redazione solo nel pomeriggio di giovedì, quando il giornale non solo doveva essere già stato consegnato agli uffici postali locali ma addirittura doveva essere in distribuzione nelle buchette postali degli abbonati. Il ritardo nella comunicazione ha reso impossibile cercare una soluzione alternativa per consentire ai nostri abbonati di poter avere il giornale entro il fine settimana e ha finito per rendere vano il grande sforzo dei nostri giornalisti e dei nostri dipendenti per svolgere al meglio il loro compito di informare i cittadini.

La cooperativa Bacchilega, editore del “sabato sera”, deve quindi scusarsi nuovamente con gli abbonati per colpe non sue. E” qualcosa di inaccettabile e abbiamo provveduto immediatamente a contattare il nostro legale per verificare quali azioni intraprendere, consci però del fatto che questo difficilmente servirà a migliorare il servizio. Negli anni scorsi, il nostro impegno per una soluzione alternativa alla distribuzione ci ha consentito di dare ad oltre la metà dei nostri abbonati la certezza di avere il giornale nella loro buchetta entro il venerdì. Purtroppo però il sistema di poste private che abbiamo attivato non è applicabile su tutto il territorio e comporta costi superiori che non abbiamo fin qui ricaricato agli abbonati, per non pesare ancora di più sulle tasche delle famiglie che già subiscono molti rincari per servizi spesso più scadenti che in passato. Il nostro impegno ci viene riconosciuto dai nostri abbonati che ringraziamo, ma purtroppo non da tutti i nostri fornitori.

Il Consiglio di amministrazione di Coop. Bacchilega

Ritardi nella consegna di «sabato sera» per gli abbonati serviti da Poste Italiane
Cronaca 31 Luglio 2019

La professoressa Irene Montanari e la sua battaglia contro la malattia: «Il ballo come terapia, non bisogna arrendersi mai»

Adenocarcinoma endometriale per alcuni sono solo due parole quasi impronunciabili, ma per tanti altri, purtroppo, hanno un solo significato: cancro. Un mostro silenzioso e tremendo che ti cambia drasticamente la vita, così come è successo ad Irene Montanari, 48enne imolese docente di lettere al Liceo Alessandro da Imola. Parlando anche solo mezz’ora al telefono, la prima cosa che questa signora trasmette è una gioia di vivere fuori dal comune, che può essere da esempio per chi tutti i giorni affronta le proprie battaglie personali. Lei la sua medicina l’ha trovata, oltre che in una straordinaria forza d’animo, soprattutto nello sport, diventando una ballerina di folk romagnolo. «Non mi interessa passare per un’eroina o sentirmi dire brava – racconta Irene -. A chiunque stia lottando contro qualsiasi malattia voglio dire che l’attività fisica può davvero aiutare a reagire e trovare un’ancora di salvezza come è successo a me. Quindi trovatevi una passione o un hobby ed inseguite il vostro obiettivo con tutte le forze».

Come ha scoperto la malattia?

«Tutto è iniziato alla fine del 2014. Da mesi stavo molto male, ma i dottori brancolavano nel buio. All’ennesima visita specialistica, attraverso una biopsia, si scoprì la causa dei miei problemi e mi comunicarono la diagnosi. Così in un anno, sempre seguita dall’equipe del dottor De Iaco dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, ho subìto due operazioni e affrontato la chemioterapia, ma oltre ad un grande dolore fisico, il male peggiore è stata la sofferenza morale, la paura di non farcela, l’angoscia, il sudore freddo che mi svegliava di notte all’improvviso, gli incubi, la sensazione di rabbia e di impotenza e le mille domande senza risposta».

Così è finita in una scuola di ballo.

«A dire il vero avevo iniziato con la palestra, ma è durata poco perché non vedevo benefici. Personalmente mi è sempre piaciuto ballare così, insieme al mio compagno Matteo Zanelli, che mi ha sempre supportata e sopportata rivelandosi un aiuto fondamentale, ci siamo iscritti, nel settembre 2016, al corso di folk romagnolo (valzer, mazurka e polka) presso la scuola di ballo Gian Paolo & Mila Danze di Castel Bolognese, fondata dai maestri Gian Paolo Ceroni e Mila Rontini, con cui siamo ancora tesserati». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 25 luglio.

Nella foto: da sinistra Irene Montanari e il compagno Matteo Zanelli con le madaglie di campioni italiani

La professoressa Irene Montanari e la sua battaglia contro la malattia: «Il ballo come terapia, non bisogna arrendersi mai»
Cronaca 29 Luglio 2019

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami

MyAppFree ha mosso i primi passi all’interno di Innovami, incubatore di imprese e centro per l’innovazione presente a Imola dal 2005. Promosso da ConAmi per creare occupazione sul territorio dei 23 comuni consorziati, dal 2009 opera come associazione e dal 2011 è ente accreditato dalla Regione per il trasferimento tecnologico oltre a far parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia Romagna. In 14 anni di attività, Innovami ha incubato 26 imprese, di cui 22 tuttora operative, per un totale di circa 180 persone impiegate e un fatturato aggregato di circa 12 milioni di euro. Alcune di queste, in particolare, sono ormai delle realtà affermate nei rispettivi settori.

Optit, con sedi a Cesena e Bologna, conta oggi 30 dipendenti. Fondata nel 2007, si occupa di big data, mettendo a disposizione un mix di risorse per lo sviluppo di progetti integrati di supporto al business, erogati sotto forma di fornitura di soluzioni, consulenza o software. Social Cities, invece, è una agenzia web imolese nata nel 2014 che dà lavoro a 12 addetti. Oltre ad «accompagnare i clienti verso nuove destinazioni digitali», si legge nel sito aziendale, offre servizi di marketing e design. In Giunko, con sede a Bologna, lavorano invece 10 persone. Loro gli ideatori dell’applicazione per la raccolta differenziata dei rifiuti, Junker, attorno a cui Hera ha poi sviluppato il Rifiutologo, che, attraverso la lettura ottica del codice a barre di un prodotto mediante uno smartphone o un tablet, ne indica il corretto smaltimento. Remembrane, con 4 addetti, si occupa a Imola di tecnologia delle colture cellulari, produce proteine e virus ricombinati, studia la terapia cellulare ovvero la creazione artificiale di organi. Citiamo inoltre Sonne Film, casa di produzione indipendente fondata nel 2010, che realizza documentari, serie tv e format televisivi e che ha di recente conquistato il premio del pubblico al Biografilm Festival di Bologna. Lo studio imolese di progettazione Alba Progetti, cooperativa di servizi fondata nel 2007, a Imola ha firmato, ad esempio, il nido interaziendale Cornelia, gli uffici comunali alla sala Miceti e il centro direzionale di Confartigianato Assimprese. Oggi Innovami sta vivendo una fase di transizione, verso un nuovo modello operativo più adeguato al futuro.

Non a caso, a fine 2018, è stato avviato il progetto dell’«incubatore diffuso», che consente a chi ha un’idea imprenditoriale innovativa di lavorare in spazi dedicati all’interno di aziende che fanno parte della rete di Innovami. «Imola non è paragonabile a Milano, Roma o Bologna – spiega il presidente, Davide Baroncini -. Il modello dell’incubatore per start-up “residenti” rischia di non essere più attuale rispetto alle nostre esigenze. Non significa che Innovami non avrà più una sede, dobbiamo avere spazi per riunioni, eventi e comitati scientifici. Ma per essere attrattivi, dobbiamo cercare di essere molto vicini al territorio che rappresentiamo, coinvolgendo in primis le imprese. Serve una nuova configurazione, una progettualità più ampia e una sinergia auspicabile con la pubblica amministrazione, le fondazioni e l’università. Stiamo lavorando su questo». (lo.mi.)

Nella foto: il team di MyAppFree

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami
Cronaca 29 Luglio 2019

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony

Nel 2015 MyAppFree nasce come start-up innovativa con l’idea di creare un network commerciale che fa trovare ad ogni utente le giuste applicazioni per il proprio cellulare a prezzi scontati o gratuiti. Un anno dopo l’inserimento nell’incubatore di Innovami e la vittoria del concorso «Una Nuova Idea di Impresa». Nel giugno di quest’anno la trasformazione in società per azioni (spa), capitale sociale di partenza 50 mila euro. Un bel traguardo per i tre soci Riccardo Fuzzi, tecnico informatico, Massimo Caroli, ingegnere informatico, e Alessandro Del Grano, esperto in marketing e pubblicità. Tutti e tre under 30, per una discovery network per applicazioni, come si legge sul sito dell’azienda, specializzata nel mobile advertising e marketing, pubblicità su smartphone e tablet. «Questo cambio di passo ci apre ancora di più le porte verso l’estero e ci permette di consolidare rapporti con entità più grandi» motiva Fuzzi che aggiunge «noi promuoviamo le applicazioni e avevamo creato una nostra app per farlo, ora ci siamo evoluti in modo che il modello di business sia più sostenibile».

Un cambio di passo rapidissimo anche nel fatturato visto che «nel 2017 era di 400 mila euro, un anno fa già di 1 milione di euro. A giugno 2019 abbiamo pareggiato il 2018 e puntiamo per fine anno di raggiungere tra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo di euro» analizza Caroli. Numeri di tutto rispetto con l’ipotesi pure di «arrivare alla quotazione in borsa nel giro di un quinquennio. E non siamo una start-up nata magari da un ex manager Microsoft» rivendicano con orgoglio. Ma in pratica di cosa si occupa MyAppFree? «Siamo un network pubblicitario orientato sulle app per brand che vogliono acquisire nuovi utenti. In pratica una piattaforma che si pone al centro tra domanda e offerta, mettiamo in comunicazione gli inserzionisti che vogliono promuovere un’app e i loro contenuti, i canali, gli editor che forniscono spazi pubblicitari al nostro network e gli utenti che vogliono scoprire nuove applicazioni per il loro smartphone. Per il servizio teniamo una commissione. La differenza rispetto ad altri come Google ads è che loro sono orientati ad un mercato ad impression mentre noi a performance». Tradotto, non basta che un utente «veda» qualcosa ma che effettivamente compia un’azione, in generale lo scaricamento dell’app.

MyAppFree significa oggi una decina di persone, ma vista la crescita rapida e costante «siamo alla ricerca di nuovi collaboratori, pensiamo a quattro persone in più per quest’anno» sottolinea Caroli. Accanto al team sviluppatori, per il quale cercano competenze da programmatore, ci sono gli account e sales manager per i quali non sono richieste lauree in ingegneria o esperienze particolari. «Non esistono scuole che insegnino il nostro lavoro. Le persone le possiamo formare qui» dice Caroli, che fa intendere come i requisiti necessari siano piuttosto «generiche capacità digitali, voglia di fare, ottima conoscenza dell’inglese. Tra i clienti ci sono colossi internazionali «come McDonald’s e Sony» si lasciano scappare i due fondatori. Il rapporto con Sony è iniziato tre anni fa attraverso la sede svedese del gruppo, poi il dialogo è diventato di partnership con la casa madre giapponese. «Tutto è nato un po’ per caso durante un evento, erano interessati alla nostra idea della app of the day (app del giorno). (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 luglio.

Nella foto: i tre soci di MyAppFree. Da sinistra Massimo Caroli, Riccardo Fuzzi ed Alessandro Del Grano 

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony

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