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Cronaca 8 Aprile 2020

Coronavirus, da oggi la Regione distribuirà 3 milioni di mascherine ai Comuni per i cittadini

La Regione Emilia-Romagna sta valutando se rendere o meno obbligatorio l’uso della mascherina in certe condizioni. Lo conferma il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi. «C’è una discussione in corso e la valutazione verrà fatta nei prossimi giorni. Certo non avrebbe avuto senso istituire l’obbligo se le mascherine non fossero state disponibili. Abbiamo detto che la vita non sarà più quella di prima, e forse tra le cose diverse ci sarà anche questo».

Al momento, tuttavia, non era ancora stato definito alcun obbligo. Solo il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri (Lega), lunedì 6 aprile ha emesso un’ordinanza che obbliga i cittadini a indossare mascherine (o, in alternativa, un indumento per coprire naso e bocca) in tutti i locali aperti al pubblico, come farmacie, supermercati o uffici. Di certo, da oggi, mercoledì 8, è iniziata la distribuzione da parte della Regione ai Comuni di tre milioni di mascherine chirurgiche da consegnare gratuitamente ai cittadini. Di queste, un milione viene destinato al sistema delle imprese, per garantire il rispetto dei requisiti di sicurezza qualora dovessero concretizzarsi ipotesi di graduali riaperture. «Si vuole incentivare il più possibile l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale soprattutto nei luoghi chiusi come i servizi essenziali e gli esercizi di vendita, a partire dagli alimentari – motivano dalla Regione –. Per ovviare alle difficoltà di chi non riesce a reperirle, la Regione è pronta a partire con questa prima fornitura».

Le mascherine saranno distribuite ai Comuni tramite la rete della Protezione civile regionale dei Coc (Centri operativi comunali) e gli enti locali provvederanno a ren- derle disponibili attraverso le modalità che riterranno più efficaci e che potranno passare anche per farmacie, parafarmacie, edicole o tabaccherie. Si vedrà. A onor del vero, ci sono già enti locali che le distribuiscono a chi ne ha più bisogno. È il caso ad esempio di Ozzano, dove è lo stesso sindaco Luca Lelli che, raccolte le esigenze dei suoi concittadini, le consegna personalmente a casa. «Senza proclami, inten- diamo continuare a fare tutto ciò che è possibile e necessario fare per fermare il contagio» afferma il presidente, Stefano Bonaccini. La Regione prevede anche la possibilità di aggiungere nuove forniture per i cittadini nei giorni successivi. Tuttavia, prima di tutto, si continuerà a lavorare per garantirle al personale sanitario. (gi.gi.)

Coronavirus, da oggi la Regione distribuirà 3 milioni di mascherine ai Comuni per i cittadini
Cronaca 6 Aprile 2020

Linea Libera, un numero verde per denunciare mafie e corruzione

Non c”è, purtroppo, solo il Coronavirus ad infestare il nostro Paese, ma anche altri virus come mafie e corruzione. Per questo l’associazione Libera ha pensato a Linea Libera, un numero verde 800582727, riservato che si rivolge a chi assiste a episodi opachi, condotte corruttive o di stampo mafioso e intenda segnalarli: clientelismo e cattiva amministrazione, usura, tangenti, infiltrazioni criminali. Linea Libera è un luogo di ascolto, incontro e accompagnamento che vuole mettere potenziali segnalanti e denuncianti in grado di districarsi nel complesso nel quadro normativo e burocratico, per poter poi proseguire in autonomia un proprio percorso verso i canali istituzionali. Il numero verde è operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 15 alle 19.

Un servizio per andare incontro a chi vuole dire «no» a corruzione e mafie ma spesso si trova solo nella sua scelta e isolato dal contesto in cui vive o lavora. Soprattutto in questi momenti, si rischia la solitudine nel segnalare episodi opachi, infiltrazione di clan o far emergere il malaffare a cui si assiste e spesso non si sa neanche come farlo e a chi rivolgersi. O non si trovano appigli per farsi forza e venire fuori da una realtà familiare mafiosa. Oppure si viene strozzati da estorsioni e usura e non si riesce a trovare una via di uscita. Con Linea Libera si vuole colmare questo vuoto: essere di sostegno a chi fa queste scelte, non solo accompagnandolo nel percorso verso la segnalazione/denuncia, ma anche fornendo un supporto nelle fasi successive, che rischiano di isolare e rendere vulnerabili le persone. (da.be.)

Linea Libera, un numero verde per denunciare mafie e corruzione
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus, nasce il Tavolo metropolitano per la sicurezza sul lavoro. L’onorevole Soverini: «Ripartire il più velocemente possibile»

E’ stato attivato questa mattina il Tavolo metropolitano per la sicurezza sul lavoro promosso dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna. Si tratta della prima esperienza del genere a livello nazionale nata a seguito della situazione emergenziale di questo periodo allo scopo di promuovere e sostenere le imprese nella messa a norma di piani di sicurezza da Covid-19 sui posti di lavoro, anche al fine di assicurare il prima possibile la ripresa delle attività non appena le condizioni lo consentiranno. 

All’incontro, che si è svolto in videoconferenza presieduto dal vicesindaco metropolitano Fausto Tinti, hanno partecipato, tra gli altri, Francesca Puglisi (sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), Vincenzo Colla (assessore regionale allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione), il parlamentare Serse Soverini, i direttori o presidenti dell’Ausl di Imola, della Cna di Bologna e Imola, di Confartigianato Imprese Bologna metropolitana, di Confersecenti Bologna e Imola, di Ascom Bologna e Imola, di Legacoop Bologna e Imola, di Cia Bologna e Imola, di Coldiretti Bologna ed i Segretari di Cgil, Cisl, Uil. «L’obiettivo è quello di consentire alle imprese di ripartire il più velocemente possibile ma, contemporaneamente, assicurando la massima sicurezza possibile ai propri dipendenti – spiega l’onorevole Serse Soverini –. Più di qualsiasi altra cosa, è necessario garantire la semplificazione e la chiarezza delle procedure di riapertura e l’efficientamento del supporto alle imprese, a cominciare dalla fornitura delle mascherine. Diventa quindi fondamentale far fruttare queste settimane di attesa del via libera alla “fase 2” da parte del Governo per condividere e uniformare regole e protocolli di intervento. Non ci possiamo permettere il lusso di aspettare, dobbiamo anticipare i tempi. Questo tavolo di confronto dell’area metropolitana, condiviso fra le parti datoriali, le organizzazioni sindacali e le istituzioni, diventa più che mai significativo per Imola e il circondario. E il nostro territorio potrà vantarsi di avere fatto da apripista a livello regionale e nazionale».

 «Al lavoro in sicurezza» è lo slogan scelto con l’obiettivo di individuare, attraverso le competenze di tutti gli attori partecipanti, il percorso per arrivare ad una ripartenza del nostro sistema economico con i lavoratori in completa sicurezza velocizzando e semplificando l’iter delle regole e delle procedure, a beneficio del sistema delle imprese che ha bisogno di ripartire. Il Tavolo vuole quindi essere un ambito territoriale con funzioni operative, in collegamento con il Tavolo di coordinamento nazionale, e, come anticipato durante l’incontro dall’assessore Colla, riceverà un sostegno economico della Regione come progetto pilota. (da.be.)

Nella foto: l’onorevole Serse Soverini

Coronavirus, nasce il Tavolo metropolitano per la sicurezza sul lavoro. L’onorevole Soverini: «Ripartire il più velocemente possibile»
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus, anche la Libreria coop di Imola aderisce alla campagna #iorestoacasaeleggo e consegna a domicilio

Liberie.coop lancia la campagna #iorestoacasaeleggo e attiva da oggi la consegna a domicilio dei libri per tutti coloro che non possono muoversi dalle proprie abitazioni. Tra le librerie dove puoi prenotare e acquistare i libri c’è anche quella di Imola presente all’interno del Centro Leonardo.

Si potrà scegliere su tutto il catalogo delle librerie o avvalersi dei consigli dei librai sui canali social di liberie.coop e al telefono. La consegna è gratuita grazie al supporto di NW e degli editori che hanno contribuito, ed è assicurata nel giro di pochi giorni attraverso corrieri nazionali autorizzati al trasporto, con le modalità stabilite dai decreti del Governo. 

Per informazioni su catalogo, consegna e pagamenti clicca qui. (da.be.)

Nella foto: la libreria Coop al Centro Leonardo di Imola

Coronavirus, anche la Libreria coop di Imola aderisce alla campagna #iorestoacasaeleggo e consegna a domicilio
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus, a Dozza approvati criteri e modalità per erogare i buoni spesa

Dopo Imola e Castel San Pietro anche il Comune di Dozza oggi ha approvato i criteri e le modalità per l’erogazione dei buoni spesa per generi alimentari e beni di prima necessità, utilizzando i fondi messi a disposizione dei Comuni con ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile quale fondo di solidarietà alimentare per emergenza relativa al Covid19. Al Comune di Dozza è stato assegnato un importo complessivo di 34.921,40 euro che sarà destinato prioritariamente all’erogazione di contributi in buoni spesa utilizzabili per l’acquisto presso le attività del territorio comunale che hanno aderito e distribuiti con il supporto delle associazioni di volontariato. L’assegnazione di questi contributi è finalizzata a sostenere persone e famiglie in stato di bisogno, priva dei mezzi sufficienti a soddisfare le esigenze primarie, per motivi esclusivamente connessi all’emergenza sanitaria in corso, come espressamente stabilito dalla normativa nazionale. 

I destinatari sono i nuclei famigliari residenti nel Comune di Dozza che si trovino nelle condizioni previste nell’avviso pubblicato sul sito e sulla pagina Facebook dell’Ente. Il contributo tiene anche conto dei componenti il nucleo famigliare e varia da un minimo di € 100 (per 1 componente) ad un massimo di € 425 (per 5 componenti e oltre). Il valore del contributo viene aumentato di € 50 per ciascun minore di tre anni presente nel nucleo. Le domande dovranno essere presentate da domani, martedì 7 aprile, fino alle ore 12 di sabato 11 aprile ed i contributi saranno assegnati scorrendo la graduatoria che verrà formata, fino ad esaurimento dei fondi. 

Al fine di limitare lo spostamento dei cittadini il buono spesa verrà emesso dal Comune di Dozza e trasmesso al referente di associazioni di volontariato che provvederanno tramite i propri volontari ad attivare un contatto telefonico con il beneficiario del contributo, a ricevere l’ordine della spesa da effettuare e l’esercizio commerciale a cui rivolersi, effettuare gli acquisti e provvedere alla consegna della spesa presso la residenza del richiedente. «Abbiamo ritenuto – commenta il sindaco di Dozza Luca Albertazzi – di attivare questa modalità di erogazione del contributo sia al fine di limitare gli spostamenti dei cittadini, sia per evitare il rischio di un uso improprio dei fondi che verranno erogati. Questa modalità è stata possibile grazie alla grande collaborazione delle Associazioni di volontaria “G. Rambaldi” e Caritas parrocchiale, che in questo momento di grande difficoltà, stanno dando un supporto importante e fondamentale per gestire al meglio la situazione». (da.be.)

Foto scattata da Simonetta Ragazzini e tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Comune di Dozza

Coronavirus, a Dozza approvati criteri e modalità per erogare i buoni spesa
Cronaca 4 Aprile 2020

Coronavirus, criteri e i moduli per richiedere i buoni spesa a Imola e Castello

Dopo l’ordinanza della Protezione civile del 29 marzo in materia di interventi in relazione all’emergenza Covid-19 sono state destinate ai Comuni risorse per misure urgenti di solidarietà alimentare.  In specifico, al Comune di Imola sono stati destinati 370 mila euro.

A partire dal 4 aprile e fino alle ore 12 del 15 aprile sarà possibile presentare domanda per ottenere l’erogazione di un contributo per l’acquisto di generi alimentari o prodotti di prima necessità. La richiesta dovrà essere motivata dall’azzeramento del reddito in conseguenza delle limitazioni imposte per l’epidemia di coronavirus e dallo stato di effettiva necessità. Sarà inoltre necessario non essere assegnatari di altro sostegno pubblico. Le domande, compilate esclusivamente sul modulo predisposto e disponibile sul sito del Comune di Imola, andranno corredate dalla fotocopia di un documento valido di identità del richiedente e inviate alla casella di posta elettronica buonispesa@comune.imola.bo.it o completate direttamente sul portale raggiungibile dal sito del Comune di Imola solo per chi non avesse accesso alla posta elettronica o a internet sarà possibile la consegna a mano presso gli uffici appositi. Le domande in possesso dei requisiti verranno soddisfatte fino ad esaurimento delle risorse disponibili, attraverso l’accredito diretto sul conto corrente bancario o postale del beneficiario o tramite l’emissione di buoni spesa da utilizzarsi presso i negozi convenzionati dei quali verrà resa nota la lista sul sito del Comune di Imola. Gli importi andranno da un minimo di 150 euro per nuclei unipersonali ad un massimo di 350 euro per nuclei di 5 o più persone (200 euro per nuclei di due persone; 250 euro per nuclei di 3 persone; 300 euro per nuclei di 4 persone). Per informazioni, oltre al sito del Comune di Imola  è possibile contattare il Servizio Politiche sociali, abitative e della coesione ai numeri 0542 602580-2325 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12.

L’amministrazione comunale di Castel San Pietro ha pubblicato il bando in base al quale persone e famiglie prive dei mezzi sufficienti a soddisfare le esigenze primarie per motivi connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19. Più specificamente potrà concedere ai beneficiari contributi in buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità presso gli esercizi commerciali individuati nell’elenco che sarà pubblicato sul sito dell”ente (è uscito contemporaneamente anche un bando rivolto agli operatori economici locali che potranno aderire all’iniziativa dei buoni spesa inviando la domanda entro mercoledì 8 aprile, per informazioni clicca qui). Ogni buono spesa ha il valore di 10 euro ed è valido fino al 30 giugno. L”elargizione del carnet di buoni, in numero proporzionale ai componenti del nucleo familiare, avverrà in una sola tranche. L”opportunità è rivolta ai nuclei famigliari residenti (o persone in situazione di Cas o Sprar) nel Comune di Castel San Pietro al momento di presentazione della domanda e che soddisfino contemporaneamente i tre criteri presenti nel modulo. Per fare richiesta dei buoni spesa c”è tempo fino al 18 aprile, ma già il prossimo giovedì 9 saranno emessi i primi blocchetti a chi ne avrà fatto richiesta, per permettere di avere un sostegno economico prima del periodo pasquale. I buoni spesa potranno essere utilizzati per l”acquisto di tutti i generi alimentari (ad eccezione di bibite, vini, spumanti, distillati e aperitivi) e per i prodotti non alimentari come ricariche telefoniche, articoli per l”igiene personale e per la casa, per l”igiene dell”infanzia, combustibile per uso domestico (in particolare per il riscaldamento degli ambienti) e articoli per l”illuminazione e la manutenzione della casa. Assieme al bando con i criteri di accesso, è pubblicato sul sito del Comune anche il modulo per presentare la richiesta, che va compilato e inviato con la posta elettronica all’indirizzo buonispesa@comune.castelsanpietroterme.bo.it. Per chi non ha la possibilità di utilizzare la posta elettronica, è previsto in sostituzione un colloquio telefonico. Per informazioni telefonare al numero dello Sportello Cittadino 051-6954158, attivo  dal lunedì al venerdì ore 8,30-12,30 e anche nei pomeriggi di martedì ore 15-17,45 e giovedì ore 12,30-17,45. (da.be.)

Nella foto: i buoni spesa emessi dal Comune di Castel San Pietro

Coronavirus, criteri e i moduli per richiedere i buoni spesa a Imola e Castello
Cronaca 4 Aprile 2020

La creativa castellana Emanuela Tonioni e l’arte delle mascherine in Tokyo Style

Mascherine contro il freddo, contro lo smog, ma non contro il Coronavirus. «Non è possibile realizzare a casa qualcosa che protegga effettivamente dal Covid-19 – precisa subito Emanuela Tonioni – ma una mascherina in tessuto è comunque un presidio per la protezione personale e altrui utile quando è necessario uscire di casa oggi che siamo chiamati ad essere responsabili durante l’emergenza sanitaria in corso. E forse anche dopo».

Emanuela Tonioni è una creativa castellana dedita all’arte del cucito e del fai-da-te. Nota ai più per la sua lunga partecipazione al programma Rai «Detto Fatto», oggi la Tonioni ha superato il milione di visualizzazioni sui social con il tutorial per realizzare a casa mascherine in tessuto riutilizzabili. «L’idea mi è venuta da una moda giapponese – racconta la Tonioni, che oggi lavora come responsabile della comunicazione per l’azienda Necchi e conduce un programma tutto suo sulla rete modenese TvQui (canale 19 del digitale terrestre) -. Nel Paese del Sol Levante i ragazzi sono soliti indossare mascherine personalizzate in tessuto contro lo smog o i malanni di stagione. Ho pensato che potesse essere un consiglio utile anche per i nostri giovani, oggi, così ho realizzato il mio tutorial che alla fine ha avuto successo non solo fra i giovani».

Per saperne di più visitate la pagina Facebook Angeli di Pezza di Emanuela Tonioni e guardate la diretta dove spiega come realizzare le mascherine Tokyo Style, oltre al video sulle mascherine monouso in Tnt. E per finire non perdetevi il video divenuto ormai virale su TikTok. (mi.mo.)

Nella foto: Emanuela Tonioni con un modello della sue mascherine in Tokyo Style

La creativa castellana Emanuela Tonioni e l’arte delle mascherine in Tokyo Style
Cronaca 4 Aprile 2020

Coronavirus, ammortizzatori sociali per oltre 10.500 lavoratori nel territorio imolese. Il comunicato stampa della Cgil Imola

Emergenza sanitaria vuol dire anche problemi ad economia e posti di lavoro per il presente ed il futuro del Paese e, più nello specifico, anche nel nostro territorio. Per questo motivo, con la pandemia ancora in atto, la Cgil di Imola ha diramato un comunicato stampa firmato dalla segretaria generale Mirella Collina. Ecco qui qualche passaggio.

«Le conseguenze economiche e sociali di questa crisi saranno ingenti, anche perché è impossibile prevederne la durata. Il nostro territorio, che già da diverso tempo dava segnali di difficoltà economiche e occupazionali, ora viene duramente colpito dall’impatto della crisi causata dal Covid-19. Dai dati aggiornati al 31 marzo 2020, relativi agli ammortizzatori sociali nel circondario imolese attivati con accordi sottoscritti dalla nostra organizzazione sindacale, risultano coinvolte 399 aziende per un totale di 10.565 lavoratori, di cui più di 8.059 in Cigo (Cassa integrazione guadagni ordinaria), 1.600 in Fis (Fondo integrazione salariale), 600 Fsba (Fondo di solidarietà bilaterale per l”artigianato) e 306 in Cassa integrazione in deroga. Un numero in continuo aumento, viste le oltre 70 richieste che giornalmente arrivano alle nostre categorie di riferimento. Un’esplosione che purtroppo continuerà ancora per diverso tempo e che vede la nostra organizzazione impegnata quotidianamente su queste procedure che garantiscono un sostegno economico ai lavoratori e alle lavoratrici. Riteniamo molto positivo l’accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali, la Regione e le banche per l’anticipo ai lavoratori delle somme dovute in attesa dell’erogazione da parte dell’Inps. I settori più colpiti sono quelli del commercio (circa 130 imprese), le imprese metalmeccaniche 165 di cui 106 del settore artigianato, settore edile e legno (32 di cui 10 artigiani), il settore chimico ceramico con 18 imprese, settore agroalimentare con 4 aziende, 12 agenzie interinali, 4 trasporti, 7 cartografici. I primi ad essere in difficoltà sono stati in assoluto le scuole private (9), le cooperative sociali e le strutture private nidi e materne (7). Una situazione mai vissuta nel nostro territorio che mette il nostro sindacato nelle condizioni di dover trovare strumenti nuovi per non lasciare da sole le persone, assisterle e tutelarle. Ci siamo tutti i giorni anche a distanza, attraverso risposte telefoniche e tramite email. In questo momento tutta la struttura, dai funzionari sindacali agli operatori del patronato e della società fiscale, agli addetti ai centralini, è impegnata su più fronti, sia per l’attivazione degli ammortizzatori, sia per l’invio delle domande per i bonus previsti dal governo».

Sul dopo emergenza, invece, bisogna «elaborare percorsi di sostegno alle attività del nostro territorio, ora in ginocchio, per non perdere posti di lavoro – si legge nel comunicato -. Un sostegno economico che deve arrivare necessariamente dall’Europa, dal governo ma che il territorio deve essere in grado di canalizzare queste risorse in progetti utili a consentire una ripresa collettiva sociale ed economica. Oggi più che mai è essenziale che tutti i soggetti coinvolti, istituzioni, imprese e sindacati lavorino insieme e uniscano gli sforzi verso un obiettivo comune. Per questo motivo accogliamo con favore l’invito del Commissario Straordinario del Comune di Imola alle organizzazioni sindacali e ai rappresentanti delle imprese del nostro territorio a non farci prendere dallo sconforto e reagire per il bene della città. Come Cgil di Imola abbiamo immediatamente risposto al Commissario: noi ci siamo e ci saremo sempre per costruire insieme prospettive per il futuro».

Nella foto: la segretaria generale della Cgil Imola Mirella Collina

Coronavirus, ammortizzatori sociali per oltre 10.500 lavoratori nel territorio imolese. Il comunicato stampa della Cgil Imola
Cronaca 3 Aprile 2020

Coronavirus, stop alla «zona rossa» a Medicina capoluogo e Ganzanigo. Controlli però maggiori come a Piacenza e Rimini

Medicina capoluogo e la frazione di Ganzanigo non sono più «zona rossa», provvedimento preso lo scorso 16 marzo dalla Regione per cercare di arginare il focolaio di Coronavirus. A comunicarlo ufficialmente, dopo il video di ieri del presidente della Regione Bonaccini, l’ordinanza del Ministero della Salute. L’area sarà quindi equiparata alle province di Rimini e Piacenza e le restrizioni rimarranno in vigore in questa zona da domani, sabato 4 aprile, fino al prossimo 13 aprile. 

Resta confermato il divieto a tutte le persone di spostarsi con mezzi pubblici o privati in un comune diverso rispetto a quello in cui si trovano. Uniche eccezioni sono le comprovate esigenze lavorative, l’assoluta urgenza ed i motivi di salute. Saranno aperti farmacie e parafarmacie, negozi di generi alimentari, forni, ferramenta, lavanderie, rivenditori di mangimi animali, edicole, distributori di carburante, ottici e tabaccherie. Sarà consentita la vendita di prodotti di qualsiasi genere con la consegna al domicilio del cliente, anche tramite corriere; le attività agricole, di allevamento e di pesca, agroalimentari e relative filiere; le attività di produzione di beni alimentari; gli interventi urgenti degli artigiani (idraulici, elettricisti, meccanici, elettrauti, gommisti ecc.); bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, piadinerie, chioschi, kebab ecc. esclusivamente a domicilio ed, infine, tutti i codici ateco dell’allegato 1 del Dpcm del 22 marzo e le relative filiere presenti sul territorio previo comunicazione al Prefetto disponibile da domani.
 
Verrà mantenuto il servizio Bancomat e Postamat. E’ consentito inoltre alle banche di aprire i propri uffici al pubblico su appuntamento per servizi indifferibili e di comprovata necessità. Aperti anche gli uffici postali nelle mattine di martedì, giovedì e sabato. Riprende anche il servizio postale di portalettere. Studi professionali, patronati, associazioni di categoria e sindacati sono chiusi al pubblico: per garantire servizi indifferibili e di comprovata necessità è consentita l’apertura su appuntamento. Chiuse tutte le strutture ricettive. (da.be.)

Coronavirus, stop alla «zona rossa» a Medicina capoluogo e Ganzanigo. Controlli però maggiori come a Piacenza e Rimini

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