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Cronaca 27 Febbraio 2020

Le infinite applicazioni industriali della stampa 3D, anche la polizia anticrimine usa le tecnologie di Wasp

Fare impresa con la stampa 3D, ma anche salvare il mondo con l’ausilio delle nuove tecnologie. Sono le due facce di Wasp, azienda di Massa Lombarda da anni afferma- tasi nel settore del 3d printing grazie alla progettazione e realizzazione di stampanti 3d alla portata di tutti. Liberare la creatività di ogni individuo permettendogli di materializzare facilmente e velocemente oggetti in plastica, bioplastica, argilla, silicone, fibra di carbonio, oppure fresando legno e alluminio: per Wasp la stampa 3d ha il potere liberatorio di avviare piccole produzioni per creare da sé ciò che si vuole, nell’ottica di un artigianato digitale reso possibile dalle cosiddette nuove tecnologie, che si evolvono velocemente ma sono ormai sempre più integrate nella quotidianità.

La stampa 3d, ad esempio, sta diventando fondamentale per il settore di ricerca e sviluppo di aziende che vogliono stare al passo con i tempi. Ne è esempio il colosso cesenate delle attrezzature sportive Technogym, che ha scelto le stampanti Wasp per prototipare le innovazioni progettate in digitale e riuscire dunque a «visualizzare» le idee, stampandole in 3d prima di metterle effettivamente in produzione. Una necessità comune ad altre aziende, fra cui il team moto Toccio Racing del Campionato Italiano Velocità, che ha acquistato una stampante 3d con la quale stampare componenti e ricambi in fibra di carbonio direttamente nel box, on demand e in tempo reale. Recentemente, poi, Wasp ha rifornito con le proprie stampanti anche un innovativo laboratorio di stampa 3d per la direzione centrale della Polizia di Stato, un vero e proprio hub di innovazione tecnologica di supporto alle indagini scientifiche del corpo di polizia anticrimine.

Fra i primi obiettivi di Wasp, più volte presentato e nel tempo migliorato, c’è quello di costruire case a chilometro zero, utilizzando materiali reperibili in natura, come il fango. Nel villaggio di Shamballa, presso la sede principale dell’azienda, in via Castelletto a Massa Lombarda, sono visitabili più generazioni di case costruite in terra. Non solo: nei mesi scorsi Wasp ha donato due stampanti (per un valore di alcune migliaia di euro) al primo laboratorio di ortopedia digitale dell’università di Damasco, dove professori e studenti realizzano protesi stampate in 3d per i mutilati di guerra del Paese. (mi.mo.)

Nella foto: il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in visita al laboratorio

Le infinite applicazioni industriali della stampa 3D, anche la polizia anticrimine usa le tecnologie di Wasp
Cronaca 26 Febbraio 2020

Coronavirus, l’appello dell’Avis Imola: «Andiamo a donare senza alcun timore»

«Il coronavirus non è un pericolo per chi decide di donare sangue o riceverlo. Andiamo a donare senza alcun timore». Sono queste le raccomandazioni del presidente Avis di Imola, Fabrizio Mambelli che invita i donatori a non sospendere le donazioni ma di continuare a rivolgersi alla struttura imolese con la massima diligenza, responsabilità e senso civico. 

Il sistema sangue italiano, infatti, è sicuro e non teme il Coronavirus. «I donatori – rassicura Mambelli – devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell”autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili. Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l”infezione da Coronavirus o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità». 

I criteri di esclusione dalla donazione sono: soggiorno in area interessata nei 28 giorni precedenti, soprattutto se vi sono stati contatti personali con soggetti confermati o potenzialmente infetti, specie se con sintomi simil influenzali, ma anche in fase ancora asintomatica; presenza di sintomatologia simil influenzale. «Provvederemo ad Aggiornare in tempo reale i donatori – conclude Mambelli -, qualora dovessero arrivare indicazioni differenti dalle istituzioni nazionali, regionali e comunali». (da.be.)

Coronavirus, l’appello dell’Avis Imola: «Andiamo a donare senza alcun timore»
Cronaca 26 Febbraio 2020

L’associazione culturale «Noi Giovani» cresce e punta a creare una cooperativa

L’associazione culturale Noi giovani cresce a vista d’occhio e a breve diventerà anche una realtà imprenditoriale. A dimostrarlo non c’è solo la rilevanza che il festival imolese di rigenerazione urbana «RestArt» ha assunto con il passare degli anni. L’associazione è uno dei due vincitori dell’ottava edizione del bando «Incredibol! L’innovazione creativa di Bologna» nella sezione dedicata, per l’appunto, all’innovazione, con un progetto dal titolo «La street art: non solo strumento di utilità sociale ma anche motore di una nuova economia».

Ben più lontano dello spirito con cui tutto è nato un po’ per gioco nel parco di via Volta nel 2013 ed è cresciuto fino al murales dello street artist Kobra dedicato a Senna sulla facciata del museo Checco Costa dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. «L’idea premiata a Bologna è il fatto che la manutenzione ordinaria degli spazi privati e pubblici possa avvenire attraverso la riqualificazione urbana – rimarca Vincenzo Rossi, presidente di Noi giovani –. Un’idea già innovativa in partenza».

Per portare avanti tutto questo vi doterete di una nuova organizzazione?

«Molto probabilmente ci orienteremo verso la costituzione di una cooperativa. Non possiamo non attrezzarci di fronte a richieste che ci arrivano da tutta Italia, a partire dalla nostra regione. Abbiamo lavorato con i Comuni di Cervia, Cesenatico, Gabicce. Assieme a Hera e a InRete abbiamo esportato nel 2019 il progetto “Tag” (per la riqualificazione delle cabine elettriche, ndr) da Imola a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, ampliandolo anche alle cabine del gas». (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: il presidente di Noi Giovani Vincenzo Rossi

L’associazione culturale «Noi Giovani» cresce e punta a creare una cooperativa
Cronaca 25 Febbraio 2020

I murales per decorare Villa Maccaferri piacciono a oltre l’80% degli ozzanesi

Murales per decorare una parete laterale di Villa Maccaferri, casa colonica di fine Ottocento, ma non sottoposta a particolari vincoli dalla Soprintendenza. Il Comune di Ozzano Emilia sta met- tendo a punto un progetto lavorando fianco a fianco con l’associazione imolese Noi giovani. «L’idea nasce dalla mia passione per la street art, nuova forma d’arte ampiamente diffusa in grado di riqualificare e rigenerare aree urbane – spiega Alessia Cuomo, consigliera comunale di “Passione in comune” –. Ho proposto questa mia visione al sindaco, che ha risposto positivamente».

La scelta è ricaduta su «un edificio simbolo di aggregazione per Ozzano – aggiunge la Cuomo –. La struttura è, difatti, conosciuta soprattutto per essere la sede della scuola di musica Capitanio e del centro giovanile Go Villaz». Nella valutazione dell’idea, oltre alla presidentessa della scuola di musica e al tavolo delle associazioni della villa, sono stati coinvolti anche i cittadini (hanno risposto in 600): «Sulla pagina Facebook #ComunqueMeglioOzz, che valorizza le iniziative e le eccellenze del territorio e che ha accolto la proposta di condivisione di un sondaggio, l’86% dei votanti ha espresso parere favorevole – continua la consigliera –. Sul suo profilo Instagram, invece, era favorevole l’84%». (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: Villa Maccaferri

I murales per decorare Villa Maccaferri piacciono a oltre l’80% degli ozzanesi
Sport 25 Febbraio 2020

Coronavirus, lo sport si ferma. Nel week-end stop ai campionati

Il «caso Coronavirus» ha avuto riflessi enormi su tutti i settori, sport compreso. Già domenica 23 febbraio, alle ore 16, un’ordinanza della Giunta Regionale ha previsto la «sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva ecc, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico» fino a domenica 1 marzo compresa. Un blocco totale, dunque, valido anche per manifestazione sportive e campionati.

Tutto sospeso, dunque, a livello regionale, ma non solo: sono state rinviate, infatti, anche le partite di campionati di livello nazionale che comprendono squadre dell’Emilia Romagna (ma anche di Veneto e Lombardia), come ad esempio Imolese – Fermana di serie C. Campionati fermi anche nel basket dalla serie A in giù, comprese quindi Andrea Costa, Sinermatic, Intech Imola, Olimpia Castello, Virtus Medicina e Castel Guelfo. Sosta forzata, inoltre, anche per Clai Imola, Imolese Calcio a 5 e Romagna Handball. 

Nel frattempo, ieri, una circolare del Ministero della Salute ha chiarito l’ordinanza precedente: sospese le manifestazioni sportive, mentre non sono comprese in tali attività quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale. Quindi piscine, centri sportivi (solo per allenamenti) e palestre aperte. (r.s.)

Coronavirus, lo sport si ferma. Nel week-end stop ai campionati
Cronaca 25 Febbraio 2020

A Medicina più cittadini vogliono far parte delle Consulte territoriali

Molti volti nuovi e qualche conferma, ma soprattutto un, seppur lieve (da 32 a 38), aumento dei componenti. Piccoli segnali che indicano come, nel complesso, la voglia dei cittadini di partecipare alla vita di Medicina c’è. Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio comunale ha nominato i componenti delle Consulte territoriali, ossia i rappresentati delle varie frazioni sparse per il vasto territorio comunale. Si tratta di organi istituiti nel 2009, simili a quelli di Castel San Pietro.

Se sul Sillaro però le persone sono elette direttamente dai cittadini, a Medicina, una volta raccolte le autocandidature, è il Consiglio comunale a decidere chi ne entrerà a far parte. In realtà, tutti coloro che si sono autocandidati sono stati nominati perché solo per la Consulta di Sant’Antonio, Portonovo e Buda è stato superato il numero massimo di componenti, ossia undici, «ma abbiamo deciso di andare in deroga al regolamento ed eleggere tutti e quindici coloro che si erano candidati – precisa l’assessore alla Partecipazione, Marco Brini -. Sant’Antonio e Portonovo sono le frazioni più distanti dal capoluogo ed è molto positivo che ci sia voglia di partecipare».

Pochi i giovanissimi, sol- tanto cinque sono sotto i quarant’anni, di cui uno ne ha appena 19. «Siamo soddisfatti – prosegue Brini –. Con il primo bando, nel periodo natalizio, avevamo avuto poche adesioni, così abbiamo concesso una pro- roga. Le precedenti Consulte scadevano a dicembre, ma abbiamo pensato fosse giusto dare un po’ più di tempo per presentare le candidature». (gi.gi.)

L’articolo completo e tutti i nomi su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: l’assessore Marco Brini

A Medicina più cittadini vogliono far parte delle Consulte territoriali
Cronaca 24 Febbraio 2020

La storia di Antonios Thanos, pediatra dei bimbi imolesi andato in pensione a settant'anni

Ha curato e visto crescere due generazioni di bambini imolesi fino ai quattordici anni di età. Non solo: ha educato e supportato migliaia di famiglie nella crescita dei propri figli, consigliando sempre lo sport e la dieta mediterranea. Qualche giorno fa, dopo avere compiuto settant’anni nel giorno di San Valentino, il dottor Antonios Thanos è andato in pensione. Secondo la norma, infatti, i camici bianchi possono restare in servizio non oltre il compimento dei settant’anni di età.

Originario della Grecia, per la precisione della città di Volos, la moderna Iolco che secondo la mitologia avrebbe dato i natali a Giasone capo degli Argonauti, Thanos è venuto in Italia cinquant’anni fa per studiare medicina ed è poi rimasto a Imola, dove ha lavorato per quarant’anni tra gli ambulatori di Zolino e Imola centro e dove vive tutt’ora. Parla italiano perfettamente, la sua velocità di parola nasconde un accento lievemente straniero. È ancora emozionato quando ci incontriamo in un bar del centro al termine del suo ultimo giorno di lavoro presso la Pediatria di gruppo di Imola centro, dove ha prestato servizio negli ultimi vent’anni. Le colleghe dell’ambulatorio lo hanno appena salutato con una festa di addio a sorpresa. «Sono giorni che ricevo telefonate di saluto e di ringraziamento da colleghi e famiglie e biglietti e disegni dai miei bambini – elenca -. Non potevo nemmeno immaginare tanta stima e tanto affetto nei miei confronti. Quello del pediatra è un lavoro a tratti difficili perché si ha a che fare con pazienti che spesso non parlano e ci si deve affidare all’intuito per non sbagliare. Ma è anche una professione meravigliosa che ho praticato con passione e coscienza».

E adesso, dopo una vita al servizio della salute dei più piccoli e quindi, in un certo senso, curando la salute del futuro del mondo?

«Adesso spero di godermi un po’ di più il tempo libero, dando maggiore spazio alla mia passione per la bici. Come sanno i miei pazienti, che spesso mi hanno incontrato in giro sulle due ruote, la bicicletta è il mio mezzo di locomozione preferito per gli spostamenti, ma con un po’ più di tempo mi piacerebbe anche fare giri più lunghi di quelli in città e magari viaggiare». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: Antonios Thanos con i figli gemelli Nicolas e Patric

La storia di Antonios Thanos, pediatra dei bimbi imolesi andato in pensione a settant'anni
Cronaca 24 Febbraio 2020

In centro a Imola spunta l’adesivo giallo sui tanti sacchi di rifiuti «sbagliati»

Nel 2019 la raccolta diffe- renziata dei rifiuti a Imola si è attestata a quota 75%. Hera giudica «molto buoni» i risultati raggiunti, non nascondendo, però, alcune criticità. In particolare in centro storico, dove il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti è entrato in vigore da appena sette mesi, l’8 luglio scorso. «Con il porta a porta, in alcuni casi le regole di esposizione del rifiuto non vengono rispettate – confermano dalla multiutility -, dopo un primo periodo necessario affinché cittadini e attività si abituino alle nuove modalità e regole di gestione del rifiuto, è stata pianificata una fase successiva di informazione per ridurre tali casi».

Alcuni lettori hanno segnalato a sabato sera proprio la presenza costante di sacchi abbandonati accanto ai cassonetti nelle vie del centro, e negli ultimi giorni sono comparsi dei grandi adesivi gialli su di essi: «Attenzione. Non sono state rispettate le modalità di esposizione del rifiuto previste – recitano gli adesivi -. Il bidone/sacco non è stato raccolto. Deve essere, a cura dell’utente, nuovamente esposto in maniera conforme alle regole». «Da alcune settimane gli operatori che svolgono il servizio di raccolta dei sacchi di carta e plastica/lattine e di svuotamento dei bidoni dell’indifferenziato di citta- dini e attività, quando sono in presenza di errori appli- cano un apposito adesivo giallo che segnala l’errato conferimento – spiegano sempre da Hera –. In questi casi il rifiuto non viene raccolto proprio per rendere evidente al responsabile lo sbaglio commesso». (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: un sacco dei rifiuti in cui è apposto un adesivo giallo

In centro a Imola spunta l’adesivo giallo sui tanti sacchi di rifiuti «sbagliati»
Cronaca 24 Febbraio 2020

Crepa e pavimento abbassato, chiusa la palestra della scuola primaria Minghetti di Ozzano

Ancora per qualche settimana gli alunni che frequentano la scuola elementare Min- ghetti di via della Repubblica a Ozzano Emilia dovranno fare ginnastica senza poter utilizzare la palestra. Così è stato deciso nelle scorse settimane dall’Istituto com- prensivo e dal Comune dopo che su una delle pareti era comparsa una vistosa crepa. Una lesione che si è sommata all’abbassamento di parte del pavimento provocata dal cedimento di un angolo della struttura.

Da qui la scelta di chiudere la palestra e non farvi lezioni fino a che non fossero stati completati i lavori di consolidamento e ristrutturazione.La scuola, che è la più vecchia di Ozzano, è stata costruita in epoca fascista. Un primo consolidamento delle fonda- menta era già stato effettuato nel 2006. Ora l’ente locale ha affidato alla ditta Meg Service Srl di Osteria Grande ulteriori lavorazioni.«Innanzitutto si stanno rinforzando le sottofondazioni che, come sembrano dimostrare le videoispezioni, avevano ceduto per la perdita d’acqua che si era verificata in passato imputabile a una fognatura nelle vicinanze – spiega il sindaco, Luca Lelli –. Un secondo intervento riguarda il rinforzo della parete interessata dalla crepa e il rifacimento della pavimentazione. Inoltre, siamo intervenuti sul tetto, dove un travetto in legno aveva ceduto. Non si sono verifica- te infiltrazioni, ma abbiamo pensato di inserire anche quest’opera». (gi.gi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: il cantiere nella palestra della scuola primaria Minghetti 

Crepa e pavimento abbassato, chiusa la palestra della scuola primaria Minghetti di Ozzano
Cronaca 23 Febbraio 2020

L’associazione culturale «Noi Giovani» ha donato un defibrillatore all’Istituto comprensivo Carducci di Imola

L’associazione culturale Noi Giovani ha scelto di donare un defibrillatore all’Istituto Comprensivo Carducci IC2 di Imola, acquistato con il ricavato della quinta edizione di Never Give Up, manifestazione realizzata in memoria di Nicola Ussia e nata nel 2015 con l”obiettivo di sensibilizzare e divulgare la prevenzione alle malattie cardiovascolari. «L’Associazione Noi Giovani, all’interno della sua principale attività di rigenerazione urbana, vuole realizzare anche progetti che possano stimolare una ‘rigenerazione umana’, aiutando i più giovani e la comunità tutta a sviluppare uno spirito di solidarietà e di attivismo per promuovere progetti a favore della crescita della comunità – spiega il presidente dell’associazione Noi Giovani, Vincenzo Rossi-. Siamo contenti di vivere questi momenti che portano benessere, attenzione e formazione». 

Ieri la consegna, davanti a studenti, genitori e bambini. Fra i relatori il dirigente scolastico Maria Di Guardo, il dirigente del settore scuola per il comune di Imola Licia Martini, il direttore dell’Ausl di Imola Andrea Rossi, il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio Fabrizio Miccoli, un volontario della Croce Rossa e in rappresentanza dell’associazione Noi Giovani il presidente Vincenzo Rossi e il socio ideatore dell’iniziativa Antonio Ussia. «Questo è un dono prezioso e un segno di sensibilità- ha affermato Maria Di Guardo, dirigente scolastico dell’IC2 di Imola-. È davvero importante per noi promuovere uno stile di vita sano, con la speranza di educare i nostri ragazzi e la società».  

Grazie alle scorse edizioni sono già stati donati defibrillatori alla Ciclistica Santerno, alla squadra di Baseball di Imola, alla società Juvenilia Calcio e all’Istituto Paolini-Cassiano. (da.be.)

Nella foto: la consegna del defibrillatore

L’associazione culturale «Noi Giovani» ha donato un defibrillatore all’Istituto comprensivo Carducci di Imola

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