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Cronaca 14 Febbraio 2020

A Castel San Pietro uffici comunali chiusi il sabato mattina

Dall’1 marzo gli uffici comunali di Castel San Pietro resteranno chiusi il sabato. Così ha deciso la Giunta «in accordo con i sindacati che chiedevano il rispetto del contratto collettivo nazionale con un’articolazione su cinque giorni alla settimana – conferma il sindaco, Fausto Tinti -. E’ un percorso di innovazione sfidante, di modernizzazione e ottimizzazione dei servizi comunali (attualmente l’ente locale conta 135 dipendenti, ndr) con l’obiettivo di raggiungere progressivamente la massima efficienza qualitativa e quantitativa, potenziando gli orari di ricevimento su appuntamento e i servizi accessibili on-line, ad esempio i certificati che è possibile ottenere utilizzando lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale)».

Le modifiche sono state stabilite sulla base dei dati sull’affluenza dei cittadini raccolti nel 2017, 2018 e 2019, dai quali «il sabato è risultato essere il giorno con meno affluenza – aggiunge Tinti -. Allo Sportello cittadino, ad esempio, l’affluenza media nei primi sei mesi del 2019 è stata del 14%, mentre ad esempio nella giornata di giovedì, in concomitanza con la chiusura dei negozi, sale al 21%». La riorganizzazione su cinque giorni (e non più sei) riguarderà in particolare Sportello cittadino, ufficio Anagrafe ed Elettorale, Stato civile, Polizia mortuaria, Protocollo e Archivio, servizi alla Persona (Scuola e diritto allo Studio, Infanzia e sostegno alla genitorialità, Solidarietà e politiche giovanili), servizi Turistici e culturali e, infine, ufficio Tributi. (gi.gi.)

Ulteriori dettagli su «sabato sera» del 13 febbraio.

Nella foto: dipendenti comunali assieme al sindaco Fausto Tinti, al vicesindaco Andrea Bondi e all’assessora al Personale Barbara Mezzetti

A Castel San Pietro uffici comunali chiusi il sabato mattina
Cronaca 14 Febbraio 2020

Domani a Castel San Pietro i funerali del giovane Tommaso Battini

Si terranno domani, sabato 15 febbraio, alle 10.30 alla chiesa del Santissimo Crocifisso di Castel San Pietro i funerali di Tommaso Battini, il 23enne scomparso martedì scorso in un incidente aereo. Dopo la messa il corteo funebre raggiungerà il cimitero locale.

Anche il consiglio comunale di Castel San Pietro ha voluto ricordare il giovane scomparso in apertura della seduta di martedì. «La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile nella nostra comunità – ha commentato il sindaco Tinti -. Tutta l’amministrazione comunale è vicina alla sua cara famiglia». (da.be.)

Nella foto (dal suo profilo Instagram): Tommaso Battini

Domani a Castel San Pietro i funerali del giovane Tommaso Battini
Cronaca 14 Febbraio 2020

Castel San Pietro è «Città della Carrera» anche sui cartelli turistici agli accessi

Molti automobilisti li avranno già notati. Nei giorni scorsi sono stati installati i cartelli turistici che indicano che Castel San Pietro è «Città della Carrera». Nelle scorse settimane la Giunta comunale aveva infatti deciso di attribuire ufficialmente questa denominazione alla città e di promuoverla. «La Carrera è una tradizione che si tramanda da 66 anni, ha una forte valenza culturale e può essere inserita nel nostro patrimonio immateriale culturale e sportivo» sottolinea il vicesindaco, Andrea Bondi. «Abbiamo intenzione di realizzare un progetto di marketing territoriale, che generi tutto l’anno un ritorno di visibilità e di attenzione, del quale possano beneficiare il territorio comunale e le attività economiche e sociali» aggiunge il sindaco, Fausto Tinti. (r.cr.)

Nella foto: il cartello di Castel San Pietro sulla via Emilia

Castel San Pietro è «Città della Carrera» anche sui cartelli turistici agli accessi
Cronaca 14 Febbraio 2020

A Medicina le Botteghe fanno rete in centro storico

Si chiama Libera associazione dei commercianti, artigiani e professionisti della Città di Medicina. Un nome lungo che racchiude l’idea innovativa di un gruppo di persone che lavorano nel centro storico medicinese di fare rete per occuparsi di eventi e iniziative per vivere in maniera più piena il territorio, ma soprattutto le botteghe stesse.

Botteghe di Medicina, appunto, è il marchio realizzato nel 2015 in occasione dei primi finanziamenti regionali ottenuti per la valorizzazione e promozione del commercio. Un termine, come spiega l’assessore alle Attività produttive, Donatella Gherardi, «molto legato al nostro territorio e al linguaggio locale. Con questo nome si è inteso riappropriarsi di un legame familiare e fiduciario che solo con il proprio negoziante si può avere, non certo nella grande distribuzione o con gli acquisti on line». L’associazione è nata nel febbraio del 2019 grazie all’impegno di alcuni soci fondatori. L’attuale assessore Gherardi (ha uno studio da commercialista), una volta entrata in Giunta, ha ovviamente cambiato i rapporti. «Prima ero la commercialista dell’associazione, adesso sono il loro interlocutore con il Comune, con l’obiettivo di sostenere e incrementare le attività sul territorio» precisa.

Attualmente sono associate 52 attività, oltre la metà di quelle del capoluogo. La presidente è Sabrina Nardi, la vice è Michela Minghetti, il tesoriere Alessio Avanzi, mentre Dario Panzacchi e Nicola Tronconi sono consiglieri. «Siamo partiti con un direttivo di cinque persone, per poi valutare se estenderlo a sette, facendo in modo che siano rappresentate equamente le categorie di commercianti, artigiani, somministrazione di cibi e bevande, professionisti e servizi». spiega la Nardi. (gi.gi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 6 febbraio.

Nella foto: i soci fondatori dell’associazione

A Medicina le Botteghe fanno rete in centro storico
Cultura e Spettacoli 13 Febbraio 2020

La replica sospesa dello spettacolo «Dracula» sarà recuperata sabato 15 febbraio

Tutto è bene quel che finisce bene allo Stignani. La replica dello spettacolo «Dracula», interrotto martedì scorso a causa della caduta dell’attore Geno Diana e ripreso già la sera seguente (per saperne di più), verrà recuperata sabato pomeriggio alle ore 16.30. 

Gli abbonati al turno G, fanno sapere dal Comune di Imola, «anche se il loro abbonamento è già stato vidimato, possono riutilizzarlo per l”ingresso. Stessa modalità per chi aveva acquistato il biglietto singolo per la serata dell”11 febbraio. Sarà premura dello staff del Teatro Stignani contattare telefonicamente gli abbonati del turno G per comunicare il recupero e l”ora di inizio». (da.be.)

Nella foto (di Filippo Manzini): una scena dello spettacolo

La replica sospesa dello spettacolo «Dracula» sarà recuperata sabato 15 febbraio
Sport 11 Febbraio 2020

La torre dell’autodromo va… Aruba, ecco il nuovo look con i colori del main sponsor Ducati Superbike

I più attenti avranno notato che, dopo alcuni giorni, sono terminati finalmente i lavori di tinteggiatura della torre dell’autodromo di Imola. I colori sono il rosso ed il il nero, simboli dell’azienda Aruba, il cui marchio si lega così anche al noto circuito in riva al Santerno. La famosa società leader nel settore web è anche main sponsor del team Ducati Superbike che proprio domani presenterà il team 2020 all’interno dell’impianto imolese (per saperne di più). (da.be.)

Nella foto (Isolapress): la torre dell’autodromo di Imola dall’alto

La torre dell’autodromo va… Aruba, ecco il nuovo look con i colori del main sponsor Ducati Superbike
Cronaca 9 Febbraio 2020

Mercato di Castello, entro Pasqua metà delle bancarelle si spostano dal parcheggio di via Oberdan

«La Giunta ha già deliberato di attivare il trasferimento temporaneo degli operatori di via Oberdan (lato via Volturno, di fronte alla biblioteca) in piazzole libere del mercato del lunedì. Il trasferimento avverrà prima di Pasqua, preceduto da avviso pubblico, con relativa graduatoria». L’annuncio è arrivato per bocca del sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, durante il Consiglio comunale del 30 gennaio. «Non è stato possibile attivare prima il trasferimento – ha aggiunto Tinti – perché sono ancora in corso le procedure per il rilascio delle concessioni in base alla normativa Bolkestein che avranno validità a decorrere dal 1 gennaio 2021. Tale procedura richiede verifiche istruttorie complesse sulla titolarità dei posteggi e sulla loro revoca, che può dipendere, ad esempio, da assenze ingiustificate o dal mancato pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico».

In particolare, «il trasferimento sperimentale di parte di via Oberdan, condiviso con le associazioni, è  fattibile in quanto c’è certezza di posti disponibili vuoti in base all’ultimo censimento fatto con la polizia locale». Sono 19 i posti disponibili, a fronte di 15 ambulanti della metà di via Oberdan da spostare (complessivamente, invece, il mercato del lunedì conta 165 ambulanti, 11 produttori agricoli e una decina di espositori). «Lo spostamento sperimentale – conclude Tinti – sarà utile per effettuare una prima verifica della bontà del progetto in quanto, renderlo definitivo, comporta la soppressione dei posteggi e quindi la riduzione del mercato con declassamento numerico. Per questo motivo, affideremo un incarico per uno studio relativo alle potenzialità economiche e turistiche del mercato, che preveda una ricerca storica con censimento degli operatori esistenti e uno studio delle criticità e delle soluzioni operative per la riqualificazione».

Una delle ipotesi è quella di spostare parte delle bancarelle in piazza XX Settembre, magari “allestendo mercati tematici” abbozza Tinti. Nel frattempo, entro il 2021, il Comune concluderà i lavori per la riqualificazione dell’area mercatale (nuovi cubetti in porfido in via Matteotti e in via Cavour, riasfaltatura del parcheggio di via Oberdan), che hanno ottenuto un cofinanziamento regionale di 200 mila euro a fronte di una spesa di 289 mila euro.

Nella foto: il mercato di Castello

Mercato di Castello, entro Pasqua metà delle bancarelle si spostano dal parcheggio di via Oberdan
Cronaca 8 Febbraio 2020

A Mordano photored al semaforo e nuovi autovelox sulla Lughese

Anche Mordano, come già altri comuni nel circondario, avrà i suoi photored (o rosso ti vede). Arrivato il nullaosta da parte della Città metropolitana, nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per installare le colonnine al semaforo tra le vie Lughese, Ponte e Cavallazzi. Il sistema si attiva soltanto quando il semaforo è rosso. La prima foto viene scattata quando il veicolo passa sui sensori nascosti nell’asfalto prima della linea di arresto, mentre la seconda quando attraversa il sensore dopo la stessa linea. «Saranno posizionati in tutti e quattro i lati dell’incrocio – dettaglia il sindaco, Nicola Tassinari -. Ci siamo impegnati nella realizzazione di piste ciclopedonali, portando persone in percorsi protetti a fianco alla strada, quindi è ancora più importante che gli auto- mobilisti rispettino il Codice della strada».

Sempre in questi giorni, sono partiti i lavori per la sostituzione dei due autovelox fissi sulla via Lughese, il primo nei pressi di via Montebottone, per chi arriva da Imola, e l’altro, per chi proviene da Massa Lombarda, tra via Lama e via Nuova, quindi entrambi sanzionano solo i veicoli in entrata a Mordano. Gli attuali box saranno sostituiti da apparecchi di ultima generazione (identici a quello vicino alla discoteca Cap Creus sulla Selice), issati su pali con le fotocamere poste a circa cin- que metri di altezza, quindi a prova di vandalo, che, grazie agli infrarossi, per- metteranno di sanzionare, 24 ore su 24 (attualmente, invece, scattano soltanto di giorno), gli automobilisti che non rispettano il limite di 70 chilometri orari presente in quei tratti. «Il Comune non lo fa per fare cassa – chiarisce il sindaco -. L’obiettivo non è fare multe, semmai non farne nessuna perché vorrebbe dire che gli automobilisti hanno rispettato le regole». (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 6 febbraio.

Nella foto: l’installazione del photored all’incrocio

A Mordano photored al semaforo e nuovi autovelox sulla Lughese
Cronaca 7 Febbraio 2020

La Soprintendenza boccia la rotonda al posto del semaforo Scania-Marconi

Fumata nera per la rotonda all’incrocio tra via Scania e via Marconi a Castel San Pietro. La Soprintendenza, infatti, ha negato l’autorizzazione per realizzare la rotatoria che, nelle intenzioni dell’Amministrazione Tinti, avrebbe dovuto sostituire l’attuale semaforo, risolvendo i problemi di smog e di traffico in alcune fasce orarie (nel 2018 erano però state raccolte anche quasi 400 firme contro la sua realizzazione). «La sovrapposizione storica fra il sedime viario odierno e quello del catasto del 1894 evidenzia che la conformazione planimetrica attuale dell’area interessata dagli interventi coincide con quella della città ottocentesca – si legge nelle motivazioni della Soprintendenza -. Tale considerazione implica l’esigenza di salvaguardare il tracciato stradale e gli spazi aperti così come esistenti oggi». Inoltre, «i sondaggi archeologici hanno rilevato la presenza di resti, tra cui un probabile rivellino. La rotatoria in progetto si troverebbe in corrispondenza della parte di mura a cui un tempo erano addossate le strutture del sistema difensivo, interferendo così con la vocazione dell’area che presenta interesse storico». 

Da qui il diniego che «non cambia la nostra priorità che è quella di garantire la sicurezza e la salute dei nostri cittadini – commenta il sindaco, Fausto Tinti – Avvieremo subito uno studio di fattibilità per ridefinire la viabilità attraverso interventi per migliorare l’accessibilità al centro storico, nel rispetto della sua fisionomia e mediante la riasfaltatura dell’area Scania-Marconi-Oberdan, nuovi marciapiedi, il completamento dei percorsi ciclopedonali protetti e lo studio della viabilità sulle vie Grandi, Risorgimento, Colombarina e Tanari».

Da notare che le risorse disponibili per gli interventi derivavano da obblighi previsti da una specifica convenzione con la società immobiliare Fap Investments e sono vincolate alla realizzazione di infrastrutture destinate alla mobilità. Ora l’Amministrazione comunale dovrà ricorrere ad altre risorse per la riqualificazione dell’area verde adiacente l’incrocio e la valorizzazione delle antiche mura. (gi.gi.)

Nella foto: l’incrocio Scania-Marconi

La Soprintendenza boccia la rotonda al posto del semaforo Scania-Marconi
Cronaca 7 Febbraio 2020

Domani rientra in Italia Adalberto Parenti, il volontario castellano aggredito in Serbia: «Grazie a tutti per il supporto»

E’ previsto per domani il rientro in Italia di Adalberto Parenti, il 37enne volontario castellano aggredito, da un gruppo di lavoratori, sabato scorso a Šid, in Serbia, insieme a due colleghe tedesche della No Name Kitchen, organizzazione non governativa che assiste i profughi sulla rotta balcanica, soprattutto afghani ma provenienti anche da Iraq, Siria, Iran e Yemen, con generi di prima necessità, acqua per lavarsi, sapone, coperte e calore umano. Tutti e tre, infatti, hanno ricevuto il foglio di via dalla polizia locale che li obbliga a lasciare la Serbia entro l’8 febbraio e di non tornare per i prossimi sei mesi. «In questo momento mi trovo sempre in questa piccola cittadina di frontiera al confine tra la Serbia e la Croazia – ha commentato Parenti al telefono -. Siamo in contatto con l’ambasciata italiana a Belgrado, ma nelle prossime ore, salvo colpi di scena, pianificheremo il viaggio di ritorno, perché vogliamo agire nella piena legalità. Voglio, però, ringraziare tutti coloro, amici e non, che ci stanno supportando non solo sui social e sono piacevolmente sorpreso dall’interesse che questa vicenda sta suscitando in Italia e in altri paesi. Speriamo che la verità venga a galla e che l’attenzione su questo sopruso legale accenda un pò la luce e renda tutto ciò difficile da ripetersi. Noi, comunque, continueremo a lottare in appello e il nostro avvocato dell’associazione Belgrade Centre for Human Rights è già al lavoro».

Paradossalmente, infatti, dopo l’aggressione subita Adalberto ed una delle due ragazze sono state giudicate colpevoli davanti ad un giudice poi, tutti e tre, hanno ricevuto il foglio di via. «Questo provvedimento non c’entra nulla con il processo che abbiamo subìto dopo quanto accaduto – ha precisato -. Per quello siamo stati ritenuti colpevoli in quanto il giudice ha creduto alla versione degli aggressori e dato per vera la loro dichiarazione, senza chiedere nulla a noi. Abbiamo poi dovuto scegliere se pagare 20 mila dinari (poco meno 200 euro) o passare venti giorni in prigione. Abbiamo scelto la prima, mentre l’altra ragazza è stata scagionata, perché il suo accusatore ha smentito tutto. A quanto pare, però, la polizia ha la libertà di avviare il foglio di via qualora ci sia una dichiarazione e non un giudizio su una persona che, a detta loro, ha turbato la quiete pubblica. Questo è il modo più indolore, ma pericoloso, per disfarsi di organizzazioni come la nostra che evidentemente non stanno molto simpatiche».

Parenti, poi, è tornato su quanto accaduto lo scorso 1 febbraio. «La mattina presto siamo entrati in questa zona a fianco di una fabbrica abbandonata, già sgombrata a novembre, per vedere se nella boscaglia o lì attorno c’erano alcuni ragazzi afghani. Purtroppo siamo stati raggiunti da questi lavoratori che hanno issato sul tetto dell’edificio la bandiera serba e quella chetnik. Il loro capo, vestito di nero, con anfibi, basco e manganello alla gamba ha gettato benzina, finita in parte anche addosso a me ed alla mia collega, ed appiccato il fuoco ad un telo, prima di spintonarci e spaccare il telefono di una delle ragazze. Arrivata la polizia siamo stati, però, gli unici a salire sul loro furgone, portati in caserma e poi processati». (da.be.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 13 febbraio.

Nella foto: da sinistra Adalberto Parenti, a destra la fabbrica abbandonata

Domani rientra in Italia Adalberto Parenti, il volontario castellano aggredito in Serbia: «Grazie a tutti per il supporto»

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