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Cronaca 24 Novembre 2020

Giornata contro la violenza sulle donne, durante l’emergenza sanitaria in Emilia-Romagna più che raddoppiate le chiamate di aiuto

Domani, 25 novembre, ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Purtroppo l’emergenza Covid ha fin da subito messo in evidenza i rischi a cui sono esposte le donne vittime di violenza, in particolare nei contesti domestici. In Emilia-Romagna le chiamate al numero verde 1522 sono più che raddoppiate, passando dai 365 casi del periodo marzo-giugno del 2019 agli 804 dello stesso periodo di quest’anno. Mentre nei primi sei mesi dell’anno è cresciuto del 5% (il dato si riferisce a tutto il territorio nazionale) il numero di donne uccise, pur a fronte di un calo generalizzato degli omicidi. 

È questo quanto emerge dal Rapporto 2020 dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. Il documento, presentato dall’assessora regionale alle Pari Opportunità Barbara Lori, insieme alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Emma Petitti, si basa sui dati elaborati dall’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, raccolti in collaborazione con i Centri antiviolenza per l’anno 2019, con una sezione specifica dedicata all’impatto della pandemia da Coronavirus durante il periodo del lockdown della scorsa primavera. «L’emergenza sanitaria e la collegata emergenza sociale ed economica –  ha sottolineato l’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori – hanno acuito fragilità e problemi che ci devono spronare ad un ulteriore impegno nel contrasto alla violenza alle donne. L’Emilia-Romagna può contare su una rete di servizi consolidata e su un elevato patrimonio di professionalità. Da qui vogliamo partire per rafforzare ulteriormente la nostra azione per costruire una società più equa e più giusta, in grado di valorizzare le potenzialità di tutti, facendo tesoro di ogni specificità individuale»

Se in generale il confinamento forzoso ha determinato una prevedibile flessione delle denunce per i reati riconducibili alla violenza di genere e degli accessi ai centri anti-violenza, è però dunque cresciuto del 5% il numero di donne uccise in Italia  nei primi sei mesi del 2020: su 131 vittime, 59 sono state donne contro le 53 del 2019. Il 77% di questi omicidi si è consumato tra le mura di casa. In lieve aumento anche i delitti compiuti da partner o ex partner (da 32 a 36).  Dati tanto più allarmanti, se si considera la riduzione registrata nello stesso periodo gennaio-giugno 2020 rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente del numero complessivo di omicidi: -19%. (da.be.)

Giornata contro la violenza sulle donne, durante l’emergenza sanitaria in Emilia-Romagna più che raddoppiate le chiamate di aiuto
Cronaca 30 Ottobre 2019

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni

Come ogni anno, l’azienda Usl di Imola ha reso noti i dati degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese. La buona notizia, anche se in questi casi è sempre meglio dirlo piano, è che dal 2017, quindi negli ultimi tre anni, non si sono verificati incidenti mortali. La cattiva notizia, invece, è che nel 2018 si sono verificati 100 infortuni sul lavoro in più rispetto al 2017 (1.793 contro 1.693). «E’ vero che è aumentato il numero degli infortuni, ma parallelamente dal 2010 in poi è aumentato anche il numero dei lavoratori, quindi in realtà l’incidenza sta progressivamente calando» spiega la dottoressa Donatella Nini, direttore facente funzione dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola. In verità, manca ancora il dato sulla popolazione lavorativa del 2018 perché l’Inail deve ancora fornirlo, ma il trend, salvo sorprese, è questo.

Un altro elemento interessante è che, sul totale degli infortuni, ben1.196 (67%) sono legati al terziario, 184 in più rispetto al 2017. Tanto per fare qualche esempio, si tratta di un settore che include professioni molto diverse tra loro, dall’impiegato al docente, dall’assistente sociale al bancario, dal facchino al cameriere, passando per i servizi domestici, i netturbini e, ancora, per gli studenti che si fanno male a scuola durante le ore di educazione fisica (140 nel 2018). Ma come si spiega questo aumento e quali possono essere le cause? «E’ difficile dirlo con certezza – mette le mani avanti Nini -, ma si può ipotizzare che stiano crescendo le condizioni di lavoro che richiedono maggior velocità nell’eseguire i compiti richiesti, così come aumentano i carichi di lavoro e lo stress. D’altra parte, è anche vero che sta salendo il numero di persone impiegate del terziario». Da notare, uno su tutti, l’impennata degli infortuni nell’ambito dell’assistenza sociale (147 nel 2018 contro 87 nel 2017), che include il personale delle case di riposo, centri diurni e cooperative assistenziali. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 ottobre

Nella foto la dottoressa Donatella Nini

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni
Cronaca 7 Agosto 2019

Al via in questi giorni a Castel San Pietro l'indagine statistica “Forze di lavoro' a cura dell'Istat

Parte in questi giorni nel territorio comunale di Castel San Pietro Terme una rilevazione statistica curata dall”Istat dal titolo “Forze di Lavoro”, mirata a raccogliere dati e informazioni sulle condizioni occupazionali della popolazione: occupati, disoccupati, persone che vorrebbero lavorare ma non hanno un impiego, categorie (casalinghe, pensionati, studenti, inabili) che non sono invece interessate a trovare un”occupazione. A questo fine alcune famiglie castellane, selezionate dall’Istat, prima riceveranno una lettera con una richiesta di collaborazione e successivamente saranno contattati da un rilevatore munito di cartellino di riconoscimento. In autunno, poi, riprenderà anche il Censimento permanente che coinvolgerà un nuovo campione di famiglie, persone singole e abitazioni da censire.

Per non correre rischi, il Comune di Castel San Pietro Terme raccomanda ai cittadini di fare attenzione alle truffe, poiché è possibile che qualche malintenzionato approfitti della situazione per cercare di intrufolarsi in casa.  Pertanto è opportuno, in caso di dubbi sull”identità di chi telefona o si presenta al domicilio, chiamare immediatamente la Polizia Municipale al numero verde 800 887398 nelle ore di servizio, oppure il 112 (carabinieri). Per verificare l”identità si può inoltre fare riferimento allo Sportello Cittadino del municipio: tel. 051 6954154 (orari estivi: dal lunedì al venerdì ore 8.30-12.30, chiuso sabato 10 e 17 agosto e anche venerdì 16 agosto).

Per informazioni sulle indagini statistiche in corso sono invece disponibili: Sportello Cittadino-Ufficio Statistica comunale: tel. 051 6954110 (lunedì, martedì, giovedì, venerdì dalle 8.30 alle 12.30); Istat: numero verde gratuito 800 676 767 (lunedì-sabato dalle 12.30 alle 20). (r.cr.)

Foto d”archivio

Al via in questi giorni a Castel San Pietro l'indagine statistica “Forze di lavoro' a cura dell'Istat
Cronaca 24 Maggio 2018

Turismo, presenze di visitatori in aumento per Imola e tutto il territorio di If

Da quali paesi arrivano gli stranieri in visita nel 2017 nei territori di If Imola Faenza? Chi sa che la Lombardia, dopo l’Emilia Romagna, è la regione più rappresentata? Questi sono solo alcuni dei temi contenuti nell’analisi condotta dall’agenzia di consulenza turistica Jfc per If Imola Faenza tourism company. Lo studio in questione è stato realizzato e cofinanziato insieme alla Città metropolitana di Bologna. Il 2017 è stato un anno molto positivo per gli arrivi e le presenze turistiche sia nel circondario imolese che nella Romagna faentina. Gli arrivi sono stati quasi 254 mila nell’intero territorio, con oltre 605 mila pernottamenti. Nell’area di Imola le presenze (vale a dire i pernottamenti) sono aumentate di oltre 130 mila unità rispetto al 2006, anno in cui si svolse l’ultimo Gran premio di Formula 1.

Oltre i dati, tuttavia, sarà interessante scoprire chi sono i visitatori del territorio, da dove vengono, se viaggiano per lavoro o per piacere, da cosa sono attratti. Inoltre, la ricerca fornirà spunti per calcolare, ad esempio, il valore delle presenze legate alla presenza dell’autodromo e alle sue attività, in pista e fuori. Oppure per valutare l’importanza, ai fini dello sviluppo turistico, di un progetto come CeramicLand, che tra Sassuolo, Faenza e Imola conta 93 aziende, occupa 17.700 dipendenti e registra un fatturato annuo di 4,6 miliardi di euro.

Per saperne di più, l’appuntamento è lunedì 28 maggio 2018, alle 16.30, per assistere alla presentazione dei dati turistici 2017 elaborati dallo studio Jfc e dei progetti del piano triennale If Imola Faenza tourism company. Nella sala Senna, all’interno dell’hub turistico (piazza Ayrton Senna da Silva 2), interverranno il presidente di If Imola Faenza, Gianfranco Montanari, l’amministratore unico di Jfc, Massimo Feruzzi, il direttore di If, Erik Lanzoni, e la dirigente delle Attività produttive e turismo della Città metropolitana di Bologna, Giovanna Trombetti.

r.c.

Nella foto: l”hub turistico all”interno della sala Senna all”autodromo

Turismo, presenze di visitatori in aumento per Imola e tutto il territorio di If
Cronaca 29 Marzo 2018

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila

Più che dimezzati i furti in appartamento e, in generale, calano tutte le tipologie di furti e truffe. E’ questa la fotografia che emerge confrontando i dati della Prefettura di Bologna tra il 2016 e il 2017 riguardo al Comune di Medicina. Per il secondo anno consecutivo, quindi, prosegue il trend positivo che, dopo il picco del 2015, ha visto i reati diminuire drasticamente.

In particolare, i furti in abitazione sono calati del 66%(da 88 del 2016 ad appena 30 nel 2017, mentre nel 2015 erano stati ben 156), ma scendono anche quelli ai danni di esercizi commerciali e di autovetture. Sostanzialmente stabili i furti all’interno delle auto in sosta, mentre sono aumentati i furti con destrezza. Le truffe, invece, sono calate del 48%. «Non possiamo che essere soddisfatti del netto calo dei delitti commessi sul nostro territorio. I furti e i danneggiamenti sono notevolmente diminuiti, così come le truffe e andiamo particolarmente orgogliosi del totale azzeramento dei delitti in materia di stupefacenti» ha commentato l’assessore alla Partecipazione, Valentina Baricordi, che ha aggiunto: «Questi risultati si ottengono solamente attraverso una cooperazione costante con la polizia municipale e i carabinieri in piena e totale collaborazione con i gruppi di sicurezza del vicinato ma anche ascoltando i cittadini e chi vive quotidianamente il paese».

Il riferimento è ai gruppi di cittadini auto-organizzati che si tengono in contatto scambiandosi informazioni su furti o persone sospette tramite chat di gruppo create con l’applicazione per smartphone Whatsapp. A Medicina il sistema è partito nell’estate del 2015 «e oggi conta circa mille iscritti» dice con orgoglio uno dei referenti, Alessandro Collina. Il territorio è stato diviso in zone e sono stati creati 16 gruppi, ossia Fossatone, Villa Fontana, Fiorentina, Sant’Antonio, Portonovo, Buda, Ganzanigo e Crocetta, via Nuova, centro storico, zona artigianale, via Zanardi, Armigeri e Roslè, Togliatti e San Paolo, Argentesi e Massarenti, via Flosa, più il gruppo commercianti. Queste reti, oltre ad aumentare il senso civico, fanno sì che alle forze dell’ordine arrivino segnalazioni più precise e, se da una parte contribuiscono ad aumentare il senso di sicurezza, dall’altra i malviventi hanno la sensazione che sul territorio ci sono occhi vigili. Il fatto poi che da quando esistono a Medicina siano calati furti e truffe pare ben più di una coincidenza. «Le persone denunciano di più rispetto a qualche anno fa – è convinto Collina -. A mio parere gli incontri che abbiamo organizzato e la prevenzione che abbiamo fatto hanno avuto un’incidenza in questi dati, che rispecchiano la nostra percezione».

Nelle serate organizzate per presentare i gruppi di vicinato e in quelle che hanno visto la presenza di esponenti dell’Arma dei carabinieri, infatti, «vengono fornite anche informazioni utili su come comportarsi. Ad esempio, non lasciare attrezzi da giardino incustoditi all’esterno, che possono essere utilizzati dai ladri come attrezzi da scasso – elenca Collina -. Oppure, di notte illuminare il giardino, tenere in casa i cani e le finestre chiuse in estate. Inoltre, di recente i gruppi sono serviti anche per divulgare le allerte in caso di maltempo, ad esempio quando sono state chiuse le scuole per neve».

gi.gi. 

L”articolo completo e la tabella con i dati della prefettura su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: alcuni esponenti dei gruppi di vicinato di Medicina insieme al sindaco Onerlio Rambaldi e all”assessore Valetina Baricordi

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila
Cronaca 27 Marzo 2018

Clima, dal 1998 le stagioni non sono più le stesse. I dati dello Scarabelli

Non ci sono più le stagioni di una volta: un luogo comune o un dato di fatto? L’occasione per capire come è cambiato il clima a Imola negli ultimi settant’anni e quali effetti ne sono conseguiti è stato il convegno Mutamenti climatici, impatti sul territorio, organizzato lo scorso 17 marzo dall’Associazione ex allievi dell’Istituto agrario Scarabelli.

Nel corso dell’iniziativa è stato anche presentato il nuovo Annuario climatologico, che raccoglie i grafici con i dati registrati dal 1945 al 2017 dalla stazione meteo dell’istituto di via Ascari. Innanzitutto, sfatiamo un luogo comune. «Non è vero che piove di meno rispetto a un tempo – ha spiegato nel suo intervento Fausto Ravaldi, referente della stazione meteo dello Scarabelli -. Il livello delle precipitazioni in millimetri è tornato a quello del secondo dopoguerra e non avendo dati relativi ai primi anni del ’900 non sappiamo se siamo di fronte a un evento ciclico. Il numero di giorni di pioggia non è cambiato, ma gli intervalli fra gli eventi piovosi sono aumentati. Questo significa anche che piove sempre di più sul bagnato, cioè quando meno ce n’è bisogno e quando il terreno, già saturo, non riesce più ad assorbire l’acqua. Per questo cede, causando spesso frane e smottamenti».

Un effetto a cui stiamo assistendo proprio in questi giorni. Le estati, invece, sono sempre più calde e siccitose. C’è una data che fa da spartiacque, il 1998. «Dalla fine degli anni ’90 in poi – conferma Ravaldi – l’andamento climatico estivo è cambiato. Prima le estati non erano particolarmente calde e siccitose, con massime raramente al di sopra dei 37°. Dal 1998 le estati tendono a essere molto calde e pericolosamente siccitose, con un rischio maggiore di cedimenti del terreno e con punte massime in costante aumento, fino ai 43,8 gradi registrati il 4 agosto 2017, record di questi ultimi 72 anni. Perché proprio il 1998? Non so, ma è vero che la nostra impronta ecologica sta diventando ormai insostenibile per il pianeta. Il riscaldamento globale è una situazione irreversibile».

Un tempo, d’estate, si parlava molto più spesso di anticiclone delle Azzorre. Oggi è stato soppiantato dall’anticiclone africano, responsabile di correnti d’aria molto calda, provenienti da sud-ovest anche in primavera e autunno inoltrato. Sull’Annuario alcuni esperti mettono in evidenza gli effetti a catena sul nostro ecosistema di tutte queste variazioni, in particolare per quanto riguarda le popolazioni di pesci, insetti e funghi. Insetti comunemente presenti nelle regioni meridionali, come l’afide verde degli agrumi, si sono acclimatati anche nella nostra zona, riuscendo a sopravvivere in inverno. L’alterazione delle fioriture causate da precipitazioni mal distribuite si ripercuote anche sulla produzione di miele e sulle popolazioni di api. Gli inverni miti stanno facendo diventare rari funghi come spugnole e prugnoli. E sono solo alcuni esempi. 

lo.mi.

Nella foto (archivio «sabato sera»): il fiume Santerno nel gennaio 1985, quando la temperatura raggiunse i -17°

Clima, dal 1998 le stagioni non sono più le stesse. I dati dello Scarabelli

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