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Cronaca 27 Febbraio 2021

Connessione ultraveloce, Castel San Pietro investe 250 mila euro per ridurre il divario digitale

Prosegue lo sviluppo digitale di Castel San Pietro. Nella seduta del 23 febbraio, infatti, il Consiglio comunale ha approvato l”accordo sottoscritto con Lepida ScpA per l”implementazione di infrastrutture per la banda ultralarga nel territorio comunale, un indirizzo programmatico della Comunità europea, in cui il 100% dei cittadini deve essere servibile con almeno 30Mbps ed il 50% deve risultare servito con almeno 100Mbps.

Lepida si è già occupata di portare la connessione a Castello (via Viara, via Emilia Levante) nell’ambito di un finanziamento della Regione Emilia Romagna del 2016 pari complessivamente a 26 milioni di euro per «coprire» 160 aree produttive, artigianali o industriali, segnalate dai Comuni, delle quali 35 in Provincia di Bologna.

Ora il Comune di Castel San Pietro investirà 250 mila euro per realizzare una dorsale di 11 chilometri e armadi aggregatori tra area turistico termale, Osteria Grande, Varignana (inclusa la frazione di Palesio) e Poggio Grande. Inoltre, saranno realizzati due Pal (punti di accesso alla rete Lepida) pressi il centro civico e polisportiva di Osteria Grande e al centro sociale Val Quaderna.

Lepida si impegna ad avviare i lavori entro un mese dalla disponibilità di tutti i permessi necessari, rilasciati dalle autorità competenti e richiesti a valle della firma di questa convenzione, e a concludere l”opera entro 6 mesi dall”inizio dei lavori.

«Questo è il primo importante stralcio di un robusto intervento – sottolinea il sindaco Fausto Tinti – che, avviato già nel 2016, ha come unico obiettivo il superamento su tutto il territorio castellano del cosiddetto digital divide, ovvero il divario che esiste fra chi ha accesso alle tecnologie dell”informazione e chi ne è escluso, totalmente o parzialmente. Un divario che con l’esplosione dello smart working e della didattica online imposti dall”emergenza sanitaria è risultato ancora più evidente». (gi.gi.)

Nella foto: veduta aerea di Castel San Pietro

Connessione ultraveloce, Castel San Pietro investe 250 mila euro per ridurre il divario digitale
Cronaca 3 Settembre 2019

La banda ultralarga a Borgo Tossignano e Fontanelice, ora si possono concludere contratti per la fibra ultraveloce

La banda ultralarga raggiunge anche la vallata del Santerno. Borgo Tossignano e Fontanelice sono infatti tra i primi nove comuni in Emilia Romagna dove si sono già conclusi i cantieri per la copertura delle cosiddette «aree bianche», zone cioè in cui le infrastrutture per la banda larga erano inesistenti e non remunerative per gli investitori privati, in quanto non comprese nelle aree a successo di mercato. Quello che si sta concretizzando è effetto della Strategia italiana perla banda ultralarga, approvata nel 2015 dal Governo italiano con di contribuire a ridurre il gap infrastrutturale con le grandi città e di soddisfare gli obiettivi fissati dall’Agenda digitale europea entro il 2020.

La prima fase di attuazione della Strategia riguarda proprio le aree bianche. In particolare, il Governo italiano ha scelto di sostenere gli interventi tramite fondi nazionali (Fsc) e fondi comunitari, Fesr e Feasr, assegnati alle Regioni dal ministero dello Sviluppo economico in base ad un accordo quadro Stato-Regioni. L’intervento consiste nel costruire una rete di proprietà pubblica, che verrà messa a disposizione di tutti gli operatori che vorranno attivare servizi verso cittadini e imprese. Più di recente, Regione Emilia Romagna, Lepida e Infratel Italia (società in house del ministero per lo Sviluppo economico) hanno firmato una intesa che ha reso possibile i lavori di messa a disposizione dell’infrastruttura pubblica in  per la rete a banda ultralarga in tutto il territorio. Open Fiber, concessionaria dei tre bandi pubblici emessi da Infratel Italia, segue in particolare i lavori nei comuni inclusi nelle aree bianche della regione, da non confondere con i lavori che, in questo caso con investimento privato, sta realizzando a Imola e di cui «sabato sera» ha dato più volte notizia nei mesi scorsi. Qui Open Fiber ha potuto utilizzare anche l’infrastruttura di rete preesistente, grazie a un accordo con Acantho, la società di telecomunicazioni e digital company del gruppo Hera con sede a Imola.

Tornando alla vallata, dallo scorso 19 luglio a Borgo Tossignano e Fontanelice è possibile stipulare, in via sperimentale, i contratti con gli operatori di telefonia per accedere a Internet utilizzando la fibra ultraveloce. I cittadini non si devono rivolgere a Open Fiber, che non vende servizi direttamente al cliente finale, ma agli operatori che hanno siglato accordi con Open Fiber: al momento si tratta di Vodafone, Tiscali e Fastweb, ma, spiegano da Open Fiber, altri se ne stanno aggiungendo. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 agosto

Nella foto il filo rosso della fibra ottica

La banda ultralarga a Borgo Tossignano e Fontanelice, ora si possono concludere contratti per la fibra ultraveloce

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