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Cronaca 9 Dicembre 2019

Discarica ferma da due anni, ma i camion dove vanno?

Da quasi due anni la discarica Tre Monti è chiusa. Il territorio, però, continua a produrre tonnellate di rifiuti, che quotidianamente raggiungono altre destinazioni. Per avere un ordine di grandezza: nel 2018 nel circondario sono state raccolte complessivamente circa 89 mila tonnellate di rifiuti urbani, di cui circa 41.600 a Imola.
Abbiamo chiesto all’amministratore delegato di Herambiente, Andrea Ramonda, di fare il punto della situazione sull’impianto di via Pediano.

I rifiuti di Imola non vengono più conferiti in discarica da inizio gennaio 2018, ma i cittadini vedono comunque camion che vanno e vengono. Che cosa viene ancora smistato ogni giorno e in quale quantità?
«Da inizio 2018 vengono conferiti presso il sito impiantistico di Tre Monti solo i rifiuti destinati all’impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero annesso alla discarica, il Tmb. L’impianto ha una funzione di pre-trattamento del rifiuto urbano indifferenziato, prevalentemente raccolto nel comprensorio di Imola, separandolo in due frazioni: una secca, destinata a recupero energetico o discarica, e una umida, che prosegue il trattamento in impianto attraverso un ciclo di ossidazione per la produzione di biostabilizzato, utilizzabile successivamente come materiale tecnico per l’operazione giornaliera di copertura dei cumuli di rifiuto delle discariche del gruppo Herambiente. Per ottimizzare ed efficientare il ciclo tecnico dell’impianto e per garantire la sostenibilità del sistema regionale di trattamento del rifiuto urbano, presso la linea di stabilizzazione di Tre Monti vengono trattati anche ulteriori f lussi di frazione umida, proveniente da impianti simili del gruppo Herambiente, che effettuano il pre-trattamento del rifiuto urbano indifferenziato raccolto presso altri territori regionali, come Ravenna e Bologna. Gli altri camion che transitano nell’impianto sono autobotti, che trasportano il percolato prodotto dall’impianto Tmb, e autobotti per l’approvvigionamento di acqua industriale per operazioni sull’impianto, come l’innaffiamento del biofiltro».

Che cosa ha comportato, a livello logistico e di costi, la chiusura della discarica?
«La definizione dei flussi provenienti dal trattamento del rifiuto urbano viene pianificata dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo la sospensione della discarica Tre Monti, per continuare a garantire il servizio sul territorio, Herambiente ha individuato nuove destinazioni presso altri impianti del gruppo e di terzi. Questa ricollocazione comporta maggiori impatti ambiental i, per l’aumento delle distanze e dell’attività di trasporto, e maggiori costi per la gestione complessiva del sistema di trattamento dei rifiuti urbani raccolti in regione (riconducibile in un maggiore costo pari a circa 500 mila euro all’anno)». (lo. mi.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 5 dicembre

Discarica ferma da due anni, ma i camion dove vanno?
Cronaca 1 Giugno 2018

La discarica rimane chiusa, il Consiglio di Stato nega la sospensiva per la riapertura

Il Consiglio di Stato ha negato la sospensiva alla Regione contro la sentenza del Tar, risalente a gennaio, che bocciava l’ampliamento «volumetrico in sopraelevazione» della discarica di Imola. In sostanza l’autorizzazione della Regione stessa che aumentava la capienza della Tre Monti per ulteriori 375 mila tonnellate. Quindi tutto per il momento rimane com’è, la discarica esaurita e chiusa, viene usata solo una fossa per smistare i rifiuti indifferenziati urbani dei comuni che fanno capo a ConAmim che arrivano coi campattatori e sono poi ricaricati su camion per spedirli ai termovalorizzatori e in altri impianti per lo smaltimento.

Ora si dovrà attendere la sentenza nel merito ma la decisione dei magistrati del Consiglio di Stato ha chiaramente fatto gioire per primi Wwf, Panda Imola e Legambiente Imola e Medicina, i firmatari dell”appello presentato al Tar, che da tempo si battono per la chiusura definitiva della discatica imolese. 

Una linea sulla quale concorda il Movimento 5 Stelle e la candidata sindaco a Imola, Manuela Sangiogi: “Grande risultato, ottenuto anche grazie all”azione del Movimento 5 stelle, che da sempre chiede lo stop alla discarica e la sua bonifica”.

Stessi toni da parte anche di un altro candidato sindaco, Filippo Samachini: “Come Sinistra Unita Imola siamo sempre stati a favore della chiusura della discarica, contrari alla sopraelevazione e all”ampliamento”.

Per il Popolo della Famiglia ha commentato Mirko De Carli capogruppo a Riolo Terme che condivide l”area della discarica con Imola “La magistratura dimostra di sapere tenere ferma la posizione del buon senso”.

E per la coalizione di centrodestra e il candidato sindaco Giuseppe Palazzolo: “Imola non voleva il raddoppio della discarica, chi ha amministrato non ha saputo ascoltare il territorio. Ora noi abbiamo il dovere di dare ascolto a queste istanze”.

Nella foto d”archivio la discarica Tre Monti

La discarica rimane chiusa, il Consiglio di Stato nega la sospensiva per la riapertura
Imola 23 Aprile 2018

#ElezioniImola2018, Vediamoci chiaro chiede ai candidati l'impegno scritto: no alla discarica, sì al porta a porta

La campagna elettorale per le amministrative del 10 giugno entra nel vivo. Dopo volti e nomi dei candidati sindaco (sette, ad oggi) spuntano solo dichiarazioni sui programmi.

Il comitato Vediamoci chiaro prova a far scoprire le carte chiedendo apertamente ai «candidati sindaco di sottoscrivere, e alle forze politiche di mettere integralmente nel programma elettorale» una serie di impegni sul tema a loro caro, ovvero la chiusura della Tre Monti e una diversa gestione dei rifiuti. «Poi informeremo i cittadini e li inviteremo a votare esclusivamente le forze politiche che avranno preso questi impegni» hanno detto all’unisono.

Quali sono gli impegni? Primo la chiusura, messa in sicurezza e bonifica della discarica Tre Monti di Imola; poi l’affidamento ad una propria società pubblica la gestione dei rifiuti togliendola ad Hera; l’adozione tramite delibera della strategia rifiuti zero in accordo con l’associazione Zero Waste Italy e la Rete Rifiuti Zero Emilia Romagna (che prevede la raccolta differenziata porta a porta), infine «far valere le proprie quote in Hera per modificare le politiche di questa società verso la strategia rifiuti zero e mettere ai vertici dell’azienda esperti che condividono tale strategia».

In teoria non vi sono preclusioni politiche ma «è chiaro che non ci fidiamo nel modo più assoluto delle forze che fino ad oggi hanno governato la città, viste le forti azioni in direzione opposta a quanto da noi auspicato» dicono. «La Tre Monti è stata vista come la cassaforte del Comune. Ora basta». (l.a.) 

Nella foto i rappresentati del comitato Vediamoci chiaro Alfredo Sambinello di Legambiente, Natale Belosi dell’Ecoistituto Faenza e Zero Waste Italy, Cinzia Morsiani di Panda Imola e Marco Stevanin, ingegnere ambientale tra i sostenitori della lista Focus per Imola che appoggia il candidato sindaco del centrodestra Giuseppe Palazzolo

#ElezioniImola2018, Vediamoci chiaro chiede ai candidati l'impegno scritto: no alla discarica, sì al porta a porta

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