Posts by tag: disegni

Cronaca 1 Febbraio 2021

A Fontanelice concorso per ridisegnare lo stemma del Comune, ecco i nomi di tutti i vincitori

Il Comune di Fontanelice ha scelto i vincitori del concorso rivolto agli studenti delle scuole elementari e medie che hanno risposto all’appello dell’Amministrazione di ridisegnare lo stemma comunale in occasione del sessantesimo anniversario della sua creazione.

La giuria, composta dalla Giunta, dalla dirigente dell”Istituto comprensivo e dalla direttrice dell”archivio-museo Mengoni ha scelto i lavori migliori.

Tra i 120 disegni ricevuti sono 9 i premiati. La giuria ha premiato come miglior lavoro tra tutti quelli presentati il disegno di Davide Raspanti della 3C della scuola media. Assieme a lui, premiati anche i migliori di ogni classe: per le elementari, Lucia Galeotti, Giulia Terzaroli, Elena Zuffa, Matilde Vivoli e Sofia Cumali; per le medie, Fatima Er Rochdi, Hajar El Otmani e Giada Ferretti. Tutti i disegni sono visibili QUI.

«Tutti verranno premiati con dei libri – commenta il sindaco, Gabriele Meluzzi -. E per il 2021 lo stemma di Davide Raspanti verrà usato in aggiunta a quello ufficiale nelle comunicazioni del sindaco». (gi.gi.)

Lo stemma vincitore del concorso, disegnato da Davide Raspanti

A Fontanelice concorso per ridisegnare lo stemma del Comune, ecco i nomi di tutti i vincitori
Cronaca 27 Gennaio 2021

A Fontanelice concorso per risidegnare lo stemma comunale, on line tutti i disegni realizzati dagli alunni delle scuole

Sono stati pubblicati on line (qui il link) tutti i disegni realizzati dagli studenti delle scuole elementari e medie che hanno risposto all’appello dell’Amministrazione di Fontanelice di ridisegnare lo stemma comunale in occasione del sessantesimo anniversario della sua creazione.

I lavori saranno giudicati da una giuria composta dalla Giunta, dalla dirigente del Comprensivo e dal direttore dell’archivio museo Mengoni. Verrà selezionato il miglior disegno di ogni classe e il migliore tra tutti gli stemmi presentati. (gi.gi.)

Foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Fontanelice

A Fontanelice concorso per risidegnare lo stemma comunale, on line tutti i disegni realizzati dagli alunni delle scuole
Cronaca 8 Gennaio 2020

«Carnevale nel pianeta da salvare», il concorso di disegni per gli alunni di Castel San Pietro guarda all'ambiente

Nemmeno il tempo di archiviare le feste e già si pensa al Carnevale. Almeno così accade agli alunni delle scuole di Castel San Pietro Terme, che sono già al lavoro per partecipare al concorso di disegni, locandine e manifesti per la 16° edizione del Carnevale di Castello, in programma sabato 22 febbraio 2020. Il tema del concorso di quest”anno è «Carnevale nel pianeta da salvare», proposto dal comitato organizzatore del Carnevale castellano per mettere al centro l”ambiente, la principale emergenza del nostro tempo. 

Nel testo introduttivo proposto ai bambini per i loro disegni, si legge: «I bambini del pianeta Terra hanno ricevuto il seguente messaggio dal pianeta Arret: “Aiutateci! Gli adulti stanno distruggendo il nostro pianeta! Macchine, fabbriche e centrali producono gas di scarico, fumo e inquinamento; il cielo è una nube di smog e gli oceani sono pieni di plastica! Abbiamo bisogno del vostro aiuto, sappiamo che avete tante idee per salvare la natura: portatecele e convincete i nostri genitori a metterle in pratica!».

Il concorso lascia ampia libertà ai piccoli partecipanti, che possono scegliere le misure che preferiscono per i disegni, mentre locandine e manifesti dovranno misurare al massimo 33×48 centimetri e 70×100, con orientamento verticale dell”immagine. Ciascuna classe potrà partecipare al massimo con tre disegni selezionati dall”insegnante, fatti da un singolo alunno oppure da un gruppo. La scadenza è alle 12.30 di lunedì 3 febbraio e gli elaborati dovranno essere consegnati al Comune di Castel San Pietro, Servizio cultura e turismo, che si trova in piazza XX Settembre 4, al piano terra (ingresso dal portone centrale). L”ufficio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il giovedì anche dalle 15 alle 17.45 (numero di telefono 051 6954159-112).

Per garantire l”imparzialità della valutazione della giuria, composta di artisti castellani, i disegni riporteranno eventualmente sul retro soltanto il titolo, mentre i dati dell’autore dovranno essere inseriti in una busta chiusa allegata al disegno. Potranno concorrere gli alunni di tutte le scuole, dall”asilo nido alle secondarie di secondo grado, non solo per i disegni, ma anche per il concorso maschere. Le premiazioni avverranno sabato 22 febbraio, giorno della sfilata delle maschere in centro storico e da quella giornata i disegni saranno esposti in municipio.  «Crediamo che anche il carnevale possa essere un’occasione per portare i bambini a riflettere e lavorare sul tema della salvaguardia ambientale – commenta l’assessore alla Cultura Fabrizio Dondi -. Ai bambini il tema del carnevale chiede di utilizzare liberamente la propria fantasia creativa per suggerire agli adulti azioni di tutela e rispetto, assumendo essi stessi le sembianze che tali azioni/oggetti dovrebbero avere». (r.cr.)

«Carnevale nel pianeta da salvare», il concorso di disegni per gli alunni di Castel San Pietro guarda all'ambiente
Cultura e Spettacoli 19 Novembre 2019

«Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà» è la mostra su Pietro Zuffi

«Scenografo, costumista, sceneggiatore, regista, grafico, pittore… potrebbero essere ancora tante le categorie professionali alle quali riferirsi per tracciare la figura di Pietro Zuffi, ma darebbero ugualmente l’idea di tentativi vani al fine di comprendere un personaggio che, fondamentalmente, fece della sua esuberanza, estro e inventiva una professione. Un imolese in giro per il mondo nel cui lavoro, capacità, concretezza, impegno ed entusiasmo ci piace ritrovare i segni delle sue origini locali». Così Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, introduce la figura di Pietro Zuffi, a cui l’ente di palazzo Sersanti dedica la mostra «Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà» che inaugura venerdì 22 novembre alle 17.30 a palazzo Sersanti. Curata dall’associazione culturale Segni del moderno, sarà allestita sia nel centro polivalente «Gianni Isola» di piazza Matteotti 4 che nel Ridotto del teatro comunale «Ebe Stignani».

La mostra arriva nel centenario della nascita di Zuffi: «L’occasione l’ha offerta il calendario, che vede in quest’anno 2019 la ricorrenza del centenario della nascita – commentano Claudio Calamelli e Fabrizio Castellari di Segni del Moderno -. Poi è intervenuta la generosa sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, senza la quale la proposta dell’associazione culturale Segni del Moderno sarebbe rimasta iscritta nel libro dei buoni propositi. E lontano da Imola, se non addirittura perduti, sarebbero rimasti tutti i materiali ritrovati a Roma dopo lunghe e appassionate ricerche condotte dalla stessa Associazione e che, d’ora in avanti, chiameremo Fondo Pietro Zuffi. Oltre un migliaio di pezzi originali tra documenti, disegni, fotografie, manifesti, locandine, pitture e molto altro ancora che ora, acquisiti dalla Fondazione, sono stati assicurati per sempre al patrimonio culturale della città».

Documenti che saranno anche parzialmente in mostra insieme a tanto altro materiale per raccontare il mondo creativo di un artista che è stato pittore, scenografo (impegnato, ad esempio, al fianco di Giorgio Strehler e poi alla Scala per tredici anni dove debuttò nel 1954 con le scene e i costumi per l’Alceste di Gluck con la soprano Maria Callas), costumista, decoratore, regista…

Come detto, la mostra sarà divisa in due sedi. Al Ridotto del teatro ci sarà «Zuffi alla Scala» per raccontare i grandi allestimenti da lui realizzati nel teatro milanese tra il 1954 e il 1966, con foto di scena, locandine, bozzetti per le scenografie, disegni dei costumi e costumi veri e propri. Al centro Gianni Isola, invece, si darà spazio ancora al teatro nella prima sala al pian terreno, per poi spaziare alle altre arti al piano superiore: cinema, disegno, pittura, creazione. Oltre che dal Fondo Zuffi, il materiale in mostra proviene anche dagli archivi di enti e istituzioni qualificati e prestigiosi, tra cui il Teatro alla Scala, il Teatro Comunale e la Cineteca di Bologna, l’archivio Missoni e altri. (s.f.)

Nella foto l”immagine scelta per la locandina della mostra

«Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà» è la mostra su Pietro Zuffi
Cultura e Spettacoli 21 Novembre 2018

Quaranta artisti romagnoli alle prese col paesaggio nella mostra della Fondazione Crimola

Quaranta artisti romagnoli moderni e contemporanei e la loro visione del paesaggio. Dopo le mostre Arte dal vero del 2014 e Volti del 2017, il Doc (Centro di documentazione delle arti moderne e contemporanee in Romagna) che è nato alcuni anni fa all’interno della Fondazione Cassa di risparmio di Imola continua l’indagine della produzione artistica della nostra terra con una esposizione dedicata al tema del paesaggio allestita al Centro «Gianni Isola» in piazza Matteotti 4, la cui inaugurazione si tiene giovedì 22 novembre alle ore 18 nella Sala grande di palazzo Sersanti. Nella mostra Ultimi Paesaggi ci saranno cinquantatré opere di imolesi quali Tonino Gottarelli, Anacleto Margotti, Mirna Montanari, Germano Sartelli, e di tanti altri tra cui i massesi Ezio Camorani e Umberto Folli, l’artista russo residente da anni a Faenza Innokenty Fateev, o ancora la forlivese Monica Spada, e i faentini Cesare Reggiani, Nedo Merendi e Federico Zanzi.

Il paesaggio, quindi, declinato in una doppia accezione, come già il titolo dell’esposizione fa intendere: letterale, nel senso dei paesaggi ritratti negli ultimi cinquant’anni dagli artisti romagnoli, e riflessivo, quasi di monito «per portare l’attenzione sulla natura, purtroppo maltrattata, ma che è fondamentale, anche perché noi ne facciamo parte in modo sostanziale», commenta il curatore della mostra, Franco Bertoni. Il paesaggio ha una storia recente (i suoi primi esempi si possono fare risalire infatti al XVI secolo), in quanto prima era solo uno sfondo, mai il soggetto principale. «È con Durer e il rinascimento nordico che diventa d’interesse per l’artista – dice il curatore -: e il primo paesaggio dipinto da Durer fu un sogno, una visione, un incubo. E in mostra avremo proprio l’espressione di come l’artista si metta davanti al vero con la propria interiorità, di come il paesaggio sia una sorta di specchio dell’io. Quindi la mostra si muoverà tra natura e visioni, toccando oltretutto diverse arti, come la pittura, il disegno, la fotografia».

Con Ultimi Paesaggi, il Doc e la Fondazione Crimola aprono una collaborazione con altre realtà culturali della città.«Abbiamo coinvolto nel progetto di Ultimi Paesaggi quattro gallerie d’arte imolesi e il Circolo Sersanti – afferma Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione – perché siamo convinti dell’importanza di fare rete con il territorio, e anche la cultura può muoversi con successo in tal senso». La mostra avrà infatti dei collegamenti, delle ramificazioni. Marcello Galvani, tra gli artisti di Ultimi Paesaggi, sarà infatti in mostra anche in una personale intitolata Vedute alla galleria Il Pomo Da Damo in via XX Settembre 27 a Imola, dal 24 novembre al 20 gennaio. Così come i Paesaggi di Anacleto Margotti saranno visibili anche al Circolo Sersanti dal 22 novembre al 3 febbraio. La galleria Pontevecchio in via Pisacane 31/a allestirà una personale di Marino Trioschi, Frammenti di paesaggio, dal 15 dicembre al 6 gennaio. Tales of Art, in via Emilia 221, ospiterà Napoleone Calamelli. Visioni immaginarie dal 19 gennaio al 24 febbraio. Infine la Bottega Gollini, in via Emilia 43, terrà l’esposizione di Carlo Ravaioli intitolata Presente infinito dall’1 al 31 dicembre. (s.f.)

«Ultimi Paesaggi» inaugura giovedì 22 novembre alle 18 nella Sala grande di palazzo Sersanti e sarà allestita fino al 3 febbraio al centro Isola in piazza Matteotti 4. Orari: da martedì a domenica 16-19, martedì, giovedì, sabato e domenica anche 10-12 (chiuso 25 dicembre e 1 gennaio). Ingresso libero. Visite guidate il 25 novembre, 9 e 26 dicembre, 13 e 26 gennaio e 3 febbraio alle 16 (gratuite e senza bisogno di prenotazione). Informazioni: www.mostrefondazioneimola.it o www.arteromagna.it

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola giovedì 22 novembre

Nella foto olio su lino di Enrico Minguzzi (cm 40×50, 2018)

Quaranta artisti romagnoli alle prese col paesaggio nella mostra della Fondazione Crimola
Cultura e Spettacoli 18 Ottobre 2018

Sono in mostra i disegni di Ercole Drei donati dalla figlia alla Fondazione Crimola

Fino al 21 ottobre sarà possibile visitare al centro «Gianni Isola» in piazza Matteotti 4 a Imola l’esposizione «Ercole Drei, disegni e incisioni» organizzata dal Doc, Centro di documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna. Isabella Chines Drei, figlia dell’artista faentino attivo soprattutto nella prima parte del Novecento, ha donato nel 2017 alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola la serie completa delle incisioni e varie decine di disegni realizzati dal padre nel corso della sua lunga attività.

«Il corpus delle incisioni venne eseguito, con la tecnica dell’acquaforte o della punta secca, negli anni tra il 1910 e il 1912 probabilmente a seguito dell’ascendente esercitato su di lui da Giovanni Fattori, abilissimo inqueste discipline – si afferma nel comunicato stampa dellamostra -. L’esiguo numero delle prove è dovuto probabilmente alla convinzione dell’artista che questo mezzo espressivo fosse lontano dalla sua attività dominante: la scultura. Per la scultura sono infatti stati realizzati quasi tutti i disegni donati, e quelli altrove conservati, che testimoniano sia una grande abilità, maturata negli anni faentini del “cenacolo baccariniano”, sia capacità di sviluppi e di evoluzioni caratterizzanti e personali».

Ercole Drei, nato nel 1886 e morto nel 1973, studiò alla Scuola di Arti e Mestieri a Faenza, poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove, dal 1904, seguì il Corso speciale di scultura diretto da Augusto Rivalta, mentre suo maestro di pittura fu Giovanni Fattori. Nel 1907 vinse la Medaglia d’Oro all’Esposizione Romagnola Emiliana di Belle Arti di Forlì, nel1908 partecipò alla Prima Mostra Biennale Romagnola d’Arte di Faenza ed eseguì i grandi gruppi scultorei dell’Esposizione Torricelliana e nel 1910 partecipò al Concorso Baruzzi di Bologna dove ottenne il primo premio. «Tra il 1912 e il 1915 enuclea una cifra personale in cui vengono abbandonate descrizioni anedottiche e impressionistiche a favore di un rinsaldarsi della forma e di seducenti astrazioni lineari – si legge nelle note stampa -. Soprattutto a partire dal periodo tra le due guerre persegue una ricerca pittorica, iniziata verso il 1915,che lo conduce verso esiti novecentisti ammorbiditi da sentite concessioni a una sorta di “realismo magico”. Nel 1926, si presenta alla Prima Mostra del Novecento Italiano come pittore. A partire dal 1919 Drei si avvia verso percorsi che lo condurranno da un lato a primeggiare nell’ambito di un più generale ritorno all’ordine con sculture di controllata e levigata eleganza formale e dall’altro ad abbandonarsi ad una operatività per generi per soddisfare occasioni ufficiali. L’attività rimane molto intensa con partecipazioni alle più importanti esposizioni nazionali: Biennale di Venezia (1922, 1926, 1930, 1936 e 1940), Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza (1923 e 1930), Esposizione Italiana di Belle Arti a Buenos Aires (1923), Prima e Seconda Mostra del Novecento Italiano, Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma (1931 e 1935), oltre che a varie sindacali. Nel 1927 viene nominato professore di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, di cui sarà direttore dal 1952 al 1957, anno del pensionamento».

In mostra al centro Isola è possibile vedere l’arte del disegno di Drei. Disegni che, se negli anni Dieci fanno un uso del carboncino appuntito con segni netti dall’andamento curvilineo a marcare i contorni segnati amatita, negli anni 1915-20 vedonoprevalere «una tendenza alla definizione di una linea di contorno più unita e netta che riflette un orientamento ormai deciso verso il Novecento. Un capitolo a parte sono i disegni di guerra in cui si nota un certo espressionismo che ben si addice ai crudi temi del soldato ferito, dei profughi e di altri momenti della vita al fronte».

Orari: giovedì, sabato e domenica 10-12 e 16-19, venerdì 16-19. Ingresso libero. Info: www.arteromagna.it

Nella foto un”opera di Ercole Drei

Sono in mostra i disegni di Ercole Drei donati dalla figlia alla Fondazione Crimola

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast