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Cronaca 28 Dicembre 2019

Elezioni regionali: 7 candidati a presidente, 17 liste, e 18 aspiranti consiglieri dal circondario

Sette candidati alla presidenza, diciassette liste a sostegno, e diciotto aspiranti consiglieri regionali in corsa a Imola e nel circondario. E’ il panorama delle elezioni regionali del 26 gennaio che si delinea dopo la chiusura dei termini per la presentazione delle candidature, oggi a mezzogiorno.

In ordine alfabetico, in corsa per la presidenza troviamo Domenico Battaglia, Simone Benini, Laura Bergamini, il presidente uscente Stefano Bonaccini, Lucia Borgonzoni, Marta Collot e Stefano Lugli.
Battaglia è il candidato del Movimento 3v-Vaccini vogliamo verità, Benini del Movimento 5 stelle, la Bergamini del Partito comunista, Bonaccini della coalizione di centrosinistra (Emilia-Romagna coraggiosa, Europa verde, Partito democratico, + Europa, Volt Emilia Romagna e la lista civica Bonaccini presidente), la Borgonzoni della coalizione di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Popolo della famiglia-Cambiamo e le due liste civiche Borgonzoni presidente e Giovani per l”ambiente), la Collot di Potere al popolo e Lugli de L”altra Emilia-Romagna.

Venendo ai volti di Imola e circondario in corsa, nella lista a sostegno di Benini sono presenti l’ex consigliere comunale Daniele Baraccani, l”ex consigliere comunale di Medicina Michele Cattani, Francesco Urbano di Dozza e Silvia Zauli di Castel San Pietro, già candidata a consigliere comunale alle amministrative del maggio scorso.
Nella coalizione a sostegno di Bonaccini sono presenti l’ex consigliere comunale Romano Linguerri, già candidato alle amministrative del 2018 con la lista civica Imola più, e l’ex deputata Mara Mucci (Bonaccini presidente), l”ingegnere Roberto Caniglia e Nicoletta Durante, anche lei già candidata alle amministrative di Imola dello scorso anno con la lista civica Partecipazione e innovazione (+ Europa), la studentessa universitaria Eya Ghannouchi (Europa Verde), la consigliera regionale uscente Francesca Marchetti (Partito democratico) e l”ex insegnante Laura Pasquali (Emilia-Romagna coraggiosa).
Nella coalizione a sostegno della Borgonzoni troviamo il consigliere regionale uscente ed ex consigliere comunale Daniele Marchetti (Lega, capolista), l’ex consigliere comunale Simone Carapia (Lega) e Maria Teresa Merli, anche lei già candidata alle elezioni amministrative di Imola del 2018 (Fratelli d’Italia).
Nella lista a sostegno della Collot troviamo l’estetista Edgarda Valgimigli e Matteo Nanni, già candidato alle elezioni amministrative di Castel San Pietro di cinque anni fa.
Nella lista a sostegno di Lugli sono presenti l’ex segretaria del Partito della rifondazione comunista di Imola Antonella Caranese e il segretario castellano Michele Ferrari. (r.cr.)

Elezioni regionali: 7 candidati a presidente, 17 liste, e 18 aspiranti consiglieri dal circondario
Cronaca 20 Dicembre 2019

Il presidente della Regione e candidato Bonaccini: “Il nuovo? La competenza è importante per governare' – VIDEO

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna e candidato alla rielezione, lunedì sera era a Imola. Un affollato appuntamento elettorale al bar «Elio’s». L’occasione per caricare gli animi in vista della dura battaglia per le regionali del 26 gennaio che lo vede a capo di «una coalizione di centrosinistra ampia e civica, allargata» di cui fa parte anche il suo partito, il Pd, ma «in cui ci sarà per la prima volta anche una lista del presidente, e dove devo dare pari dignità a tutti».

Al momento i sondaggi lo vedono in lievissimo vantaggio sulla candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni, ma Bonaccini tiene in piedi per terra e ha ricordato a tutti, in particolare al mondo della sinistra, che «contano le urne e occorre far ragionare le persone una per una», «dobbiamo sorridere alle persone ed essere convinti». «Io non sono migliore della Borgonzoni – ha rivendicato – ma sono diverso in due cose: noi vogliamo la sanità pubblica perché un povero abbia la stesse opportunità del ricco e vogliamo utilizzare parte del fondo sociale europeo per estendere i posti degli asili nido. L’Emilia Romagna è la Regione che ne ha più asili di tutti, ma ha un 30% di bambini che non riescono ad andare al nido e noi vogliamo che possano farlo tutti. Non obbligare i genitori a mandarceli ma come opportunità. E’ un’idea diversa di società». «Un’altra cosa su cui dobbiamo e vogliamo far meglio è una grande svolta ecologica». 

Alle polemiche spicciole ha ribattuto: «Sui manifesti c’è solo la mia faccia sui manifesti elettorali perché dal 26 gennaio ci sarà quella o un’altra a governare non i leader nazionali» e «c’è il verde perché da decenni è il colore dello stemma della Regione Emilia Romagna.  

Mentre sul delicato rapporto con il M5s (al quale «ho offerto fino all’ultimo l’opportunità di offrire un programma insieme» ma che alla fine ha deciso di presentare un proprio candidato, il forlivese Simone Benini), Bonaccini ha lanciato senza mezzi termini l’opportunità del voto disgiunto: «Raffaella Sensoli consigliera regionale 5Stelle di Rimini ha detto ‘voterò la lista 5Stelle ma per il presidente metterò la croce su Bonaccini perchè sulla sanità mi sento più tutelata».

Una logica che pare convincere più di un pentastellato, a sentire quanto sostenuto dall’ex assessore Maurizio Lelli, tra i curiosi presenti nelle retrovie dell’evento.  Bonaccini poi batte su un altro tasto, quello della competenza: «Non basta cambiare per cambiare, la competenza è importante per governare». Una stoccata particolarmente sentita per Imola che sta scontando la malinconica fine «dell’amministrazione Sangiorgi dove bastava il nuovo per nuovo». «Al M5s è rimasto solo il sindaco Gennari di Cattolica che ha detto che con questa Regione ha lavorato benissimo – ricorda Bonaccini -. Io non sono mai stato contattato una volta dalla sindaca Sangiorgi. E io discuto con i sindaci di tutti i colori politici tutte le settimane, se un sindaco mi cerca io o uno della  mia giunta l’abbiamo sempre richiamato entro ventriquattr’ore». 

In conclusione un passaggio forte. «Mi ha fatto molto arrabbiare che abbiano detto che se vinceranno le elezioni libereranno l’Emilia Romagna, questa terra ha pagato uno dei prezzi più alti per liberarci dal nazifascismo, noi ci siamo già liberati da soli. Ed è ancora più offensivo che dicono di voler vincere le elezioni per far sì che non serva più avere la tessera di un partito o di un sindacato per lavorare o fare impresa, questa terra è diventata una di quelle con la qualità della vita più alta in Europa, per quasi quarant’anni c’è stata la piena occupazione, se avevi voglia di lavorare c’era solo l’imbarazzo di scegliere il lavoro, poi è vero che gli ultimi dieci anni sono stati complicati, ha perso il lavoro gente che mai credeva di perderlo, le saracinesche si sono abbassate, però in questi 5 anni col Patto per il lavoro, insieme con tutte le parti sociali, abbiamo portato la disoccupazione al 5%, ci difendiamo in Italia e in Europa meglio di altri. Piuttosto – ha incalzato – diteci invece che programma avete per l’Emilia Romagna».  

Il «sabato sera» ha fatto al presidente Bonaccini alcune domande con un occhio di riguardo per il circondario imolese.

Un’intervista pubblicata sul «sabato sera» del 19 dicembre. 

Il presidente della Regione e candidato Bonaccini: “Il nuovo? La competenza è importante per governare'  – VIDEO
Cronaca 18 Dicembre 2019

Elezioni regionali, in campo per Bonaccini anche Mara Mucci e Romano Linguerri

Si allarga la schiera degli imolesi in corsa alle elezioni regionali del 26 gennaio. Nella lista civica a sostegno della ricandidatura di Stefano Bonaccini a presidente della Regione Emilia-Romagna, infatti, saranno candidati anche Mara Mucci e Romano Linguerri.
Loro capolista sarà Mauro Felicori, direttore generale della Reggia di Caserta fino all’ottobre dello scorso anno, dopo essere stato dirigente del Comune di Bologna dal 1986.

«Il nostro gruppo vuole contribuire con il proprio valore aggiunto alla proposta politica di Bonaccini, preservando contemporaneamente la sua autonomia – spiega la Mucci, promotrice a livello territoriale di Azione, il partito fondato da Carlo Calenda –. Dalla parte opposta non vedo esperienze amministrative di alcun genere. E non vorrei proprio che succedesse la stessa cosa che è già accaduta a Imola».
Ovvero, «l’Emilia-Romagna vanta esperienze e numeri significativi nei settori delle infrastrutture, della sanità e della scuola, e rappresenta un’eccellenza fra le regioni italiane. Non possiamo, però, né adagiarci sugli allori né accontentarci. Ma, contemporaneamente, il cambiamento tanto per cambiare è un salto nel buio – osserva la Mucci –. Ho deciso di candidarmi per continuare a mettere le mie competenze di professionista nel campo dell”innovazione e della digitalizzazione e la mia passione a servizio dei cittadini, delle aziende, dei lavoratori e degli studenti, che fanno sacrifici e coltivano speranze per il futuro».

«In questi ultimi mesi abbiamo lavorato assieme ad altre liste civiche della nostra regione per individuare alcuni argomenti da portare avanti – aggiunge Linguerri –. Poi, dal coordinamento della lista civica è arrivato l’invito a candidarmi, e ho risposto positivamente per Imola e per il suo territorio».
In particolare, «mi metto in gioco per la mia specifica competenza nell’ambito della sanità – continua –. Ancora di più in un momento come questo in cui, senza un sindaco e un assessore, a Imola non c’è alcun interlocutore su questo tema». (lu. ba.)

Elezioni regionali, in campo per Bonaccini anche Mara Mucci e Romano Linguerri
Cronaca 17 Dicembre 2019

L'imolese Eya Ghannouchi in corsa alle regionali nella lista dei Verdi per Stefano Bonaccini

Ci sarà anche una imolese in corsa alle elezioni regionali del 26 gennaio. Si tratta di Eya Ghannouchi, imolese di origine tunisina, 23 anni, studentessa della facoltà di Scienze politiche dell”Università di Bologna, rappresentante dell’associazione Futuro in Comune Imola nella lista dei Verdi (per la precisione Europa Verde) a sostegno della ricandidatura di Stefano Bonaccini a presidente della Regione Emilia-Romagna.

Un’occasione per rimarcare come l’impegno di Futuro in Comune Imola si concentri con particolare attenzione sull’ambiente: «Ho approfondito e mi sono appassionata alle tematiche ambientali, con una particolare attenzione nei confronti dell’emergenza climatica, attraverso la partecipazione ai Fridays For Future – spiega Eya –. La preoccupazione e mobilitazione da parte dei giovani per la difesa del proprio futuro sarà la spinta verso il cambiamento».
Perché «è vero che noi giovani ci troviamo a ereditare (però forse sarebbe meglio dire a subire) delle trasformazioni ambientali profonde che non abbiamo provocato in prima persona – aggiunge –, ma se non daremo immediatamente una svolta ambientalista al nostro stile di vita e alle politiche del nostro Paese saremo corresponsabili dei danni futuri».
Inoltre, «dobbiamo parallelamente prestare attenzione anche ai temi dello sviluppo economico e del lavoro, ripensandoli in chiave sostenibile e non facendo l’errore di mettere in competizione lo sviluppo economico e la sostenibilità ambientale – continua –. Abbiamo già a disposizione tutte le tecnologie e le intelligenze necessarie, adesso c’è bisogno della volontà politica di mettere in pratica i molti progetti ancora bloccati».
Insomma, «mi candido perché credo che l’impegno civico e politico sia lo strumento di partecipazione attiva migliore possibile – conclude –. Ci metterò tutta la mia volontà e passione, sperando di essere un esempio per altri giovani, a cominciare dalla mia città e dalla mia regione».

«Una giovane, perché ai giovani appartiene il futuro», commenta Giuseppina Brienza, presidente dell”associazione. (r.cr.)

L'imolese Eya Ghannouchi in corsa alle regionali nella lista dei Verdi per Stefano Bonaccini
Cronaca 16 Dicembre 2019

Elezioni regionali: liste da depositare fra venerdì 27 e sabato 28

E’ partita ufficialmente la corsa dei candidati per le elezioni regionali. Con la pubblicazione del decreto del presidente Stefano Bonaccini nel Bollettino ufficiale telematico della Regione di sabato 7 dicembre, sono state indette per domenica 26 gennaio 2020 le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea legislativa e del presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna.

In regione oltre 3,4 milioni di cittadini emiliano-romagnoli sono chiamati al voto. Le oltre 4.500 sezioni nei 328 comuni della regione resteranno aperte dalle ore 7 alle ore 23 di domenica 26 gennaio 2020. Immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio.

La presentazione delle liste circoscrizionali dei candidati (presso la cancelleria del Tribunale, sede degli Uffici centrali circoscrizionali) e la presentazione delle candidature alla carica di Presidente (presso la cancelleria della Corte d’Appello di Bologna) dovrà avvenire tra il 27 dicembre e il 28 dicembre, dalle ore 8 alle 20 il 27, dalle ore 8 alle ore 12 il 28 dicembre.

Con la legge regionale n. 23 del 2019, l”Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato la modifica della disciplina elettorale prevedendo la riduzione del numero di firme da raccogliere per la presentazione delle liste, e prevedendo inoltre l’esonero dalla raccolta delle firme per le liste che siano espressione dei gruppi politici già presenti nell’Assemblea legislativa, a eccezione del Gruppo misto. (r.cr.)

Elezioni regionali: liste da depositare fra venerdì 27 e sabato 28
Cronaca 9 Agosto 2019

Crisi governo, Daniele Manca (Pd) guarda al voto. Ma c'è l'incognita dell'accorpamento con le elezioni regionali

La crisi del governo giallo-verde, scoppiata in piene ferie agostane e che pare preludere ad una rapidissima fine della legislatura, con ritorno alle urne tra ottobre e novembre, tiene con il fiato sospeso anche il senatore del Partito Democratico, ex sindaco di Imola, Daniele Manca. Alla sua prima esperienza in parlamento, Manca ha passato questo anno e mezzo scarso di legislatura tra i banchi dell’opposizione a Palazzo Madama, cimentandosi in particolar modo con i conti della Commissione Bilancio. La crisi lo coglie in procinto di partire per una breve vacanza, ma quando si tratta di fare un commento non si tira indietro. «La crisi? E’ una fuga – attacca – Salvini scappa dall’impossibilità di chiudere la legge di bilancio, dall’aumento dell’Iva, dai processi. Ha incassato tutto quel che doveva dai 5Stelle, la fiducia sul decreto sicurezza, la legge delega sullo sport, l’ok all’immunità parlamentare. E adesso scappa dalle responsabilità di governo e dal fallimento delle politiche economiche del governo». Manca ricorda tuttavia che «non siamo in una repubblica presidenziale, lui si gioca la carta elezioni, ma la decisione spetta al Capo dello Stato, anche se la fine di questo governo è una notizia positiva».

Il senatore democratico non vede che una risicatissima possibilità di una soluzione diversa rispetto allo scioglimento delle Camere, magari un governo tecnico che salvi la legge di bilancio. «Con i tempi tecnici necessari per le elezioni – avverte -, se si vota a novembre, in uno scenario di spread sopra i 300, e già oggi era a 240, con l’esercizio provvisorio in cui si andrebbe senza legge di bilancio e con il governo che si insedierebbe solo con l’anno nuovo, l’aumento dell’Iva sarebbe automatico, gli italiani come la prenderebbero?». Tornando alla crisi, Manca ricorda che in parlamento c’è già una mozione di sfiducia da discutere prima di quella presentata oggi dalla Lega contro il presidente Conte ed è la mozione depositata dal gruppo Pd contro il vicepremier Salvini sulla questione dei rapporti con la Russia, il cosiddetto “Russiagate”. Ma le urne che incombono lo proiettano già in campagna elettorale: «Davvero la gente vuole un governo nero-verde? Perché è questo che si prepara. Io credo che si debba lavorare in maniera unitaria per costruire un nuovo centrosinistra, per far capire la delicatezza della sfida». Secondo Manca, il precipitare della situazione dovrebbe comunque scongiurare uscite eccellenti (in questi giorni si sono diffuse voci sull’intenzione di Matteo Renzi di lasciare il Pd dopo l’estate) dal Partito Democratico prima delle elezioni. «Ma basta prendersela con il Matteo sbagliato», attacca appellandosi all’unità contro la “minaccia” nero-verde.

Quanto al suo destino in caso di elezioni, la partita è più che mai aperta. «Sono alla prima legislatura, ma la decisione non è nelle mie mani, bensì in quelle del segretario nazionale – conclude Manca -. Candidato o no, la campagna elettorale la farò ugualmente. Sono molto più preoccupato di lasciare il paese in mano a Salvini e Meloni. Sulle candidature valuterà il partito». E a rendere più complicata la partita, in Emilia Romagna, c’è la probabile concomitanza con le elezioni regionali, dal momento che la legislatura bolognese terminerà proprio in autunno. Un rebus a dir poco indecifrabile e una posta in gioco mai così alta prima d’ora, almeno da queste parti. (mi.ta.)

Nella foto il senatore pd Daniele Manca durante un”intervista televisiva con il Tg5

Crisi governo, Daniele Manca (Pd) guarda al voto. Ma c'è l'incognita dell'accorpamento con le elezioni regionali
Cronaca 9 Agosto 2019

Crisi governo, “voto inevitabile' per il leghista Tonelli che intanto apre una vetrina in centro a Imola

Si è aperta ufficialmente la crisi del governo giallo-verde nazionale e pare sempre più inevitabile il ritorno alle urne il prossimo autunno. Tra gli interessati in prima persona all’evoluzione della complessa situazione politica nazionale che sta rendendo ancora più torrido questo già caldo agosto c’è il deputato imolese della Lega Gianni Tonelli. Che è alla sua prima legislatura ma, guarda caso, si trova in questi giorni a Imola per fare alcuni lavori nell’ufficio di rappresentanza che vorrebbe finalmente aprire in centro a Imola dopo le ferie estive. 

«Da un po’ volevo aprire questo punto di incontro, ma mi era finora mancato il tempo di sistemarlo», spiega mentre, tra un lavoro e l’altro, presta comunque attenzione alle notizie in arrivo da Roma. Proprio questa mattina, al Senato, il gruppo della Lega ha presentato la mozione di sfiducia contro il premier Giuseppe Conte, avviando di fatto l’iter parlamentare della crisi di governo. «E’ una logica conseguenza di quel che è successo dopo la mozione sulla Tav – commenta Tonelli -. Se Conte, che è espressione del Movimento 5 Stelle, ha difeso la Tav e ha riconosciuto che i benefici sono più dei costi, con la loro mozione i 5Stelle hanno posto un problema politico importante». Una mozione che è, per il deputato leghista, una sorta di “goccia” che fa traboccare il vaso già pieno dei problemi creati da una convivenza da sempre piuttosto difficile.

Eppure Tonelli difende quanto compiuto dal governo giallo-verde in questo «anno e due mesi», come tiene a puntualizzare con precisione. «E’ il governo che ci è stato imposto dall’ingegneria costituzionale, certamente meglio di quel che sarebbe stato un governo tecnico guidato da Cottarelli – sostiene -. Ha fatto numerose cose, ma con tante contraddizioni». Sul ritorno al voto Tonelli è categorico («inevitabile, la gente non accetterebbe una manovra di palazzo») e altrettanto sul fatto che la Lega, peraltro vicinissima secondo alcuni sondaggi al 40%, debba puntare sull’autosufficienza «salvo – aggiunge – aggregare poi una maggioranza più ampia, per un’esperienza di governo molto più condivisa, ma quello che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni è stato costruire le condizioni per una vera governabilità».

E di Tonelli, visto il breve periodo trascorso tra i banchi di Montecitorio, che ne sarà? La risposta è quella di prassi del linguaggio politico: «Sono a disposizione», anche se la prossima apertura di un ufficio da parlamentare a Imola non fa pensare ad un’esperienza prossima alla fine. «Io ho dato il massimo e nel mio settore, quello della sicurezza, abbiamo portato a casa tanti risultati – conclude -. Ma non sono andato in parlamento per particolari ambizioni, nel caso torno a fare il poliziotto e l’attività sindacale che facevo prima». (mi.ta.)

Nella foto tratta dal profilo Facebook di Gianni Tonelli si vede il parlamentare della Lega a Montecitorio

Crisi governo, “voto inevitabile' per il leghista Tonelli che intanto apre una vetrina in centro a Imola
Cronaca 24 Giugno 2019

Dopo la rielezione a pieni voti il sindaco di Dozza Luca Albertazzi parla dei progetti al via nel secondo mandato

Gli elettori non hanno avuto dubbi sul nome del sindaco: il settanta per cento di coloro che si sono presentati alle urne delle amministrative di fine maggio ha scelto di confermare il sindaco uscente, Luca Albertazzi. E’ stato il sindaco più votato del circondario. «Siamo molto felici ed orgogliosi di un risultato che è storico nelle proporzioni», ha dichiarato a caldo. Poi c’è stata la scelta a tempo di record della Giunta: ha impiegato appena quattro giorni per confermare Giuseppe Moscatello e Barbara Pezzi e scegliere i due volti nuovi, Sandra Esposito e Davide Strazzari.

«Il treno non si ferma, siamo già al lavoro per i prossimi cinque anni», ha aggiunto confermando l’intenzione di continuare quanto fatto nel precedente mancato. Senza dimenticare di togliersi un paio di sassolini dalla scarpa al termine di una campagna elettorale partita in sordina ma, in realtà, molto accesa in quel di Dozza. «Questo secondo giro sarà diverso perché cinque anni fa abbiamo preso il comando di un treno fermo, una città con pochi progetti e alcuni problemi di bilancio. Oggi il treno è nel pieno della sua corsa. Ci sono diversi progetti pronti a partire, come la ristrutturazione della palestra delle scuole medie di Toscanella il cui cantiere è stato “consegnato” mercoledì 12 giungo alla ditta vincitrice, la Pignataro. All’inizio del prossimo anno, invece, è prevista la riqualificazione della bocciofila di Toscanella, punto di ritrovo per la frazione che grazie a questo corposo intervento vedrà una nuova vita».

Al momento, va ricordato, la bocciofila è chiusa dopo i guai dell’associazione che l’aveva in gestione, un tema che ha tenuto banco non poco proprio durante i mesi della campagna elettorale; un nuovo gruppo di volontari si sta organizzando proprio in queste settimane per costituire una nuova associazione e cercare di riaprire il locale. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Nella foto da sinistra: Davide Strazzari, Sandra Esposito, Luca Albertazzi, Barbara Pezzi e Giuseppe Moscatello

Dopo la rielezione a pieni voti il sindaco di Dozza Luca Albertazzi parla dei progetti al via nel secondo mandato
Ozzano dell'Emilia 27 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, Matteo Montanari è il nuovo primo cittadino di Medicina

Anche a Medicina è finito lo spoglio delle votazioni per le amministrative 2019.

La fascia di primo cittadino è andata a Matteo Montanari (Centrosinistra e sinistra uniti per Matteo Montanari-Lista civica Medicina Democratica e Solidale-Matteo Montanari Sindaco Lista Civica) che ha raggiunto il 55,71% (5.055 voti). Più distanziato Salvatore Cuscini di Cuscini Sindaco e Prima Medicina e il Popolo della Famiglia (19,68%, 1.786 voti). Dietro Cristian Cavina del Movimento 5Stelle con il 18,60% dei voti (1.688). Chiude Enrico Raspadori della Sinistra Medicinese (6%, 544 voti). (d.b.)

Nella foto: Matteo Montanari

Speciale Comunali 2019, Matteo Montanari è il nuovo primo cittadino di Medicina
Elezioni 27 Maggio 2019

Elezioni europee, nel circondario imolese balzo della Lega oltre il 28%, Pd primo partito con il 35,46%, in calo i 5 Stelle

Partito Democratico prima forza nel circondario con il 35,46% dei voti, ma il dato più eclatante è l”avanzata della Lega, che si attesta al 28,30%, con punta massima a Fontanelice, dove il partito del vicepremier Matteo Salvini ha superato il 40%.

E” il risultato delle elezioni europee nel territorio del circondario imolese, che ha chiuso la tornata di ieri con un”affluenza del 66,90%.

Tornando al Pd, il partito guidato dal segretario nazionale Nicola Zingaretti ha ottenuto il suo miglior risultato a Castel San Pietro Terme con il 37,52%, con Imola a poca distanza (36,68%). Sotto al 30% i dem a Fontanelice (25,99%) e a Dozza (27,01%). 

Non è andata molto bene, invece, al Movimento 5 Stelle, che si è fermato al 15,66% sul territorio circondariale. Il miglior risultato il movimento lo raggiunge a Medicina (18,49%), il punto più basso a Castel del Rio, dove non arriva alla doppia cifra (9,43%). A Imola, dove governa con la sindaca Manuela Sangiorgi, la percentuale è del 15,35%, ben al di sotto rispetto alle Comunali 2018.

Per quanto riguarda gli altri partiti, nell”area del centrodestra scarso il bottino di Forza Italia, che raccoglie il 5,59% sui dieci comuni e supera il 6% soltanto a Mordano, mentre sorride Fratelli d”Italia che sale sopra al 4% anche se di pochissimo (4,04%). Nell”area di centrosinistra la lista +Europa – Italia in Comune – Pde Italia si ferma al 3,39% (ma a Imola supera il 4%), La Sinistra non arriva al 2% (1,78%) mentre l”impresa di andare oltre i due punti (2,51% per la precisione) riesce a Europa Verde. (r.cr.)

Elezioni europee, nel circondario imolese balzo della Lega oltre il 28%, Pd primo partito con il 35,46%, in calo i 5 Stelle

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