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Ozzano dell'Emilia 27 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, Luca Lelli si riconferma sindaco ad Ozzano Emilia

E” finita anche ad Ozzano l”attesa per i risultati delle elezioni amministrative 2019.

A vincere, per il secondo mandato consecutivo, il sindaco uscente Luca Lelli con la lista Passione in Comune. Per lui ben il 67,25% dei voti (5.309). A seguire Monia Vason (Forza Italia-Lega Salvini Premier-Fratelli d”Italia-Unione di Centro) che ha raggiunto il 18,13% (1.431 voti). Chiude Aldo Gori di Progresso Ozzano (14,63%, 1.155 voti). (d.b.)

Nella foto: il sindaco Luca Lelli

Speciale Comunali 2019, Luca Lelli si riconferma sindaco ad Ozzano Emilia
Elezioni 27 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019: Albertazzi ancora sindaco a Dozza, a Mordano vince Tassinari, Franceschi conquista Castel Guelfo

Finita l”attesa per i risultati delle elezioni amministrative 2019. Il Ministero dell”Interno, infatti, ha reso noto i dati ufficiali per ogni Comune.

A Dozza si è riconfermato sindaco Luca Albertazzi, con la lista Progetto Dozza, che ha conquistato ben il 70,61% dei voti (2.393). Niente da fare, quindi, per lo sfidante Leonardo Vanni che, con Insieme per Dozza, si è fermato al 29,39% (996 voti).

In un certo senso la continuità è stata premiata anche a Mordano. L”ex assessore della Giunta uscente Nicola Tassinari, infatti, con la lista Un Comune una Comunità, ha ottenuto il 64,34% dei voti (1.604), mentre Fabio Minzoni di Patto civivo gente in Comune ha raggiunto solo il 35,66% (889 voti).

Chiude Castel Guelfo. L”ex vicesindaco Claudio Franceschi (Insieme per Castel Guelfo) ha conquistato la fascia tricolore con il 48,90% dei voti (1.182) davanti a Gianni Tonelli di Lega Salvini Premier – Fratelli d”Italia (32,77%, 792 voti) e Francesco Dalto di La tua Castel Guelfo (18,33%, 443 voti). (d.b.)

Nella foto: da sinistra Albertazzi, Tassinari e Franceschi

Speciale Comunali 2019: Albertazzi ancora sindaco a Dozza, a Mordano vince Tassinari, Franceschi conquista Castel Guelfo
Cronaca 20 Maggio 2019

Elezioni, sfida a tre in vallata per il municipio di Borgo Tossignano

A Borgo Tossignano per la poltrona di sindaco sarà lotta a tre. Una delle più attese. Cinque anni fa l’attuale sindaca Clorinda Mortero, portacolori del centrosinistra, superò di appena quattordici voti (860 contro 846) Andrea Trevisan del Movimento 5 Stelle. Questa volta, però, i protagonisti sono cambiati. Mortero non si ripresenta e la Lista civica per Borgo Tossignano, appoggiata dal Partito democratico, ha come candidato sindaco Mauro Ghini. 38 anni, vive e lavora da sempre in paese nell’azienda meccanica di famiglia; sposato, padre di tre figli, è il titolare anche del Rama Racing Team, una scuderia di auto da corsa, la sua passione. Non è del tutto digiuno di politica, dato che è vicesindaco e assessore (Lavori pubblici, Patrimonio, Viabilità,  Sicurezza e Protezione civile) proprio nella Giunta Mortero. «So quanto è stato fatto, quali sono i progetti da ultimare e cosa vorremmo sbloccare – commenta -. In un comune così piccolo le priorità sono giornaliere, come l’asfaltatura delle strade o un fosso da sistemare, non abbiamo bisogno di grattacieli o di chissà quali opere».

Anche i 5Stelle hanno un’altro volto, quello di Sara Manzoni. Ravennate, classe ’90, Manzoni si è trasferita a Borgo circa sei anni fa per amore; laurea in Giurista di impresa e delle Pubbliche amministrazioni, si occupa di Amministrazioni condominiali, immobiliari e consulenze legali nello studio che ha avviato di recente proprio in paese. Per lei è la prima esperienza politica «anche se sono una lettrice incallita e appassionata di “questo mondo” e finora ho aiutato con le mie competenze il gruppo 5Stelle di Borgo». Nel programma i punti da affrontare sono tanti: «Importanti, solo per dirne alcuni, la gestione e la valorizzazione del territorio, la cultura, il turismo e la sicurezza. E sarà fondamentale mettere in atto ciò che riusciremo sia se vinceremo sia se saremo all’opposizione».

La novità vera è rappresentata dal centrodestra, Patto civico per Borgo Tossignano, lista appoggiata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, nonostante la candidata sindaco, Brigida Miranda, dichiari di «non essere iscritta a nessun partito». Nata nel 1981 ed originaria della provincia di Napoli, è laureata in Scienze internazionali; di professione giornalista e «consulente politica», attualmente convive a Imola. Fino alle dimissioni di rito un mese fa, è stata consigliera comunale per cinque anni a Castel Guelfo tra le fila dell’opposizione con La tua Castel Guelfo. «Il nostro obiettivo è tornare alla filosofia della Comunità montana, ovvero associare e gestire i servizi solo tra i comuni della vallata. Tra le priorità, l’istituzione di un ufficio associato dedicato all’europrogettazione, portare una scuola superiore o un istituto professionale e, in generale, servizi aggiuntivi per far si che la gente non debba sempre spostarsi verso Imola. Teniamo anche al tema della sicurezza e della legalità». (d.b.)

Nella foto: da sinistra Mauro Ghini, Sara Manzoni e Brigida Miranda

Elezioni, sfida a tre in vallata per il municipio di Borgo Tossignano
Cronaca 14 Maggio 2019

Elezioni, ad Ozzano il sindaco uscente Luca Lelli si troverà di fronte l'ex vicesindaco Aldo Gori e Monia Vason

Ad Ozzano Emilia è corsa a tre per la poltrona di sindaco. A differenza di cinque anni fa, infatti, non c’è traccia del Movimento 5 Stelle che prese il 22,66% con Maurizio Visani candidato, divenendo il secondo partito in città. Chi si ripresenta, invece, è il primo cittadino uscente Luca Lelli, che da mesi ha ufficializzato la candidatura per il secondo mandato. Con una novità, la lista che lo sostiene non sarà Progetto Ozzano, con la quale si aggiudicò le amministrative 2014 (vinse col 57,24%), bensì la civica Passione in Comune – Luca Lelli Sindaco. «Abbiamo ricevuto il sostegno di alcuni partiti come Pd, +Europa, Italia in Comune e Psi – precisa Lelli -. L’anno scorso abbiamo avviato un percorso di apertura e condivisione, che è passato prima dal Partito democratico ozzanese poi si è aperto a chi condividesse con noi certi valori, andando oltre gli schemi precedenti». Da qui il nome diverso della lista. Lelli, 43 anni il prossimo 17 maggio, risiede a Ozzano da sempre insieme alla madre. Perito aziendale corrispondente in lingue estere, è laureato in Scienze politiche, si occupa dell’amministrazione di condomini ed è socio di uno studio di Bologna dal quale è «in distacco» da quando è divenuto sindaco.

Un colpo di scena che non è piaciuto a tutti. Non a caso Lelli si trova come sfidante Aldo Gori, classe ’46, moglie e una figlia. Pensionato dopo una vita di lavoro come operaio all’Ima in cui ha svolto anche attività sindacale; fino a due anni fa è stato anche presidente della Pro Loco locale. «Ora mi dedico al progetto Fare impresa in Dozza – spiega Gori – dove con altri pensionati delle aziende Ima, G.D. e Marchesini Group andiamo nel carcere bolognese per insegnare la meccanica e dare a quei ragazzi una nuova chance di riscatto sociale». Soprattutto Gori in passato è stato assessore e vicesindaco proprio a Ozzano ma ora si candida con una lista civica non appoggiata da alcun partito. «Sono stato assessore all’Ambiente e Lavori pubblici l’ultimo anno della Giunta Conti, poi vicesindaco nel primo mandato della sindaca Loretta Masotti». Poi ha lasciato la politica attiva. «Ma ora Lelli ha deciso di creare una civica insieme all’opposizione. Alcuni cittadini non vi si riconoscono, il nostro obiettivo è portare nel Comune la voce di chi si è sentito escluso».

Terza sfidante è Monia Vason, 43 anni, convivente, una figlia, di professione grafica editoriale, insegna danza e ginnastica da più di vent’anni. «Da piccola ho vissuto la città e la sua storia attraverso gli occhi di mio padre, mentre ora la vedo attraverso i miei e scorgo la sua bellezza e le sue potenzialità inespresse». E’ la candidata della lista Noi per Ozzano appoggiata da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc. Cinque anni fa era nella lista civica che sosteneva Loris Olivi sindaco ma non venne eletta. «Rappresento Fratelli d’Italia che è il mio partito di appartenenza da quando è nato nel 2012 – chiarisce -. Sono entrata in politica per provare a cambiare le cose, e piano piano ho capito che quello che manca è un filo diretto tra amministrazione e cittadino. Il primo progetto che intendo portare a termine è la creazione dello Sportello amico per ascoltare e aiutare in maniera concreta le persone». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 9 maggio.

Nella foto: da sinistra Luca Lelli, Aldo Gori e Monia Vason

Elezioni, ad Ozzano il sindaco uscente Luca Lelli si troverà di fronte l'ex vicesindaco Aldo Gori e Monia Vason
Cronaca 3 Maggio 2019

Elezioni, a Fontanelice il centrodestra non riesce a convincere i civici

A Fontanelice sembra riproporsi la stessa situazione in area centrodestra già vista a Castel Guelfo, una divisione tra i tre partiti, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e il civismo locale. Questo potrebbe avvantaggiare il centrosinistra che sulla carta si trova in posizione di debolezza: nelle politiche 2018 a Fontanelice il centrodestra a trazione leghista ha superato il Pd sia alla Camera che al Senato.

E’ vero che molte cose sono cambiate da allora, ma non a caso Morotti è il segretario del Carroccio in vallata. Nato nel ’63 a Castel del Rio, ora risiede a Imola con moglie e due figlie, artigiano commerciante, da un paio d’anni lavora come autista di autobus. Ora la sua lista si chiama Patto Civico-Voltiamo Pagina, ma dietro ci sono Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. «Il nostro obiettivo è riportare il paese ai fasti di un tempo quando era “la perla verde”». L’accusa tra le righe a Vecchio è quella di aver creato una lista civetta e la prova sarebbe la presenza di ex consiglieri del centrosinistra: «La nostra è l’unica lista riconosciuta dal centrodestra, quella di Vecchio è trasversale».

Vito Antonio Vecchio, 41 anni, sposato, due figli, imprenditore agricolo con due lauree in Scienze religiose e Scienze tecniche psicologiche, rispedisce al mittente e rilancia: «Nella nostra Lista civica per Fontanelice ci sono due persone che due anni fa si sono staccate dalla maggioranza di centrosinistra e sono passate nel gruppo autonomo. Il civismo vero è trasversale ed il nostro denominatore comune è solo il bene di Fontanelice. Nessuno di noi guarda a cosa vota l’altro a livello nazionale». Tra i punti cardine «la riapertura ed il rilancio di tutte le attività della Conca Verde, oltre a riportare sul territorio una banca o almeno uno sportello bancomat».

Infine, c’è Gabriele Meluzzi, 32 anni, laurea in architettura e master con esperienze lavorative tra Giappone e Stati Uniti. Sostegno del Pd e in squadra anche il sindaco uscente Ponti. «Raccolgo il suo testimone, consapevole di quanto è stato fatto negli anni passati per mantenere al massimo livello possibile i servizi e la qualità della vita. La nostra lista Insieme per Fontanelice è civica di centrosinistra, formata da tanti giovani e siamo convinti che sarà apprezzato lo sforzo messo in atto per rinnovare il capitale umano a disposizione del paese». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 maggio.

Nella foto: da sinistra Gabriele Meluzzi, Fabio Morotti e Vito Antonio Vecchio

Elezioni, a Fontanelice il centrodestra non riesce a convincere i civici
Cronaca 3 Maggio 2019

Elezioni, colpo di scena a Casalfiumanese: Gisella Rivola ci riprova come civica

Colpo di scena a Casalfiumanese. Il primo cittadino uscente, Gisella Rivola, ha deciso di candidarsi per il secondo mandato con una lista civica Uniti per Casalfiumanese-San Martino-Sassoleone. Rivola, 60 anni, un figlio, è insegnante e vicepreside dell’Istituto comprensivo 6 di Imola, vanta un’esperienza ventennale in politica «sempre a Casalfiumanese». Ora si presenta «senza l’appoggio di alcun partito». Anzi, la sua decisione pare dettata proprio dal disaccordo con chi ha preferito appoggiare un’altra candidata. «Il Pd ha fatto le proprie scelte, ma ritengo sia stata un’ingiustizia – dichiara senza mezzi termini -, perché a tutti i sindaci è sempre stata data la possibilità di un secondo mandato. Avevo tante cose in sospeso e opere da finire».

«Questa candidatura non cambia nulla, anche se dispiace non sia stato accettato il percorso intrapreso. Noi andremo avanti e ognuno farà la sua gara». Beatrice Poli, 25 anni, studentessa di Scienze della comunicazione e supplente di scuola materna a Imola, commenta così la notizia della candidatura della «sua» sindaca. In realtà qualche contraccolpo c’è stato. Poli arriva da cinque anni nella Giunta Rivola con deleghe a Sanità e sociale, Cultura, Scuola, Frazioni e Pari opportunità, e sabato 27 ha dato le dimissioni «perché il mio era un ruolo di fiducia e penso che a questo punto sia venuta meno». La sua lista civica si chiama Insieme per Casalfiumanese, la stessa che ha governato negli ultimi cinque anni.

Passando al centrodestra troviamo ancora una donna candidata. Si tratta di Donatella Marchetti, 56 anni, bolognese di nascita ma residente a Imola, due figli. Ex commerciante, «per problemi personali ho dovuto rinunciare e ora mi piace dedicarmi al prossimo». La sua lista è Centrodestra unito per Casalfiumanese. Nel 2018 come candidata consigliere comunale a Imola con Fratelli d’Italia, partito di cui fa parte e che all’epoca appoggiava il candidato sindaco Giuseppe Palazzolo, prese 16 preferenze. «Abbiamo un simbolo civico, ma siamo sostenuti da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia».

L’unico uomo in lizza è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, ovvero Fabrizio Sarti, 53 anni, già cantoniere a Casale ed ora operatore tecnico per Area Blu Spa, che vive in paese con moglie e due figli. Da quattro anni è consigliere comunale della minoranza pentastellata, subentrato al dimissionario Fabrizio Nanni. «Vogliamo portare avanti le nostre idee ascoltando anche la minoranza, cosa che l’attuale amministrazione con noi non ha mai fatto». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 maggio.

Nella foto: da sinistra Donatella Marchetti, Beatrice Poli, Fabrizio Sarti e Gisella Rivola

Elezioni, colpo di scena a Casalfiumanese: Gisella Rivola ci riprova come civica
Cronaca 24 Aprile 2019

Elezioni, a Castel Guelfo Lega e centro divisi al voto mentre il centrosinistra punta su Franceschi

A Castel Guelfo si prepara una sfida a tre per la fascia di sindaco il 26 maggio tra il centrosinistra e un centrodestra sostanzialmente diviso. Assente il Movimento 5 stelle, che cinque anni fa riuscì a raccogliere i voti per un consigliere comunale. Ma la notizia più eclatante è  che da un lato la Lega ha «catapultato» come candidato l’imolese Gianni Tonelli, attualmente deputato del Carroccio, con l’appoggio di Fratelli d’Italia e il sostegno di FI (senza candidati in lista o simbolo), mentre l’area moderata di centro guelfese, dopo alcune settimane di tira e molla, si è compattata dietro Francesco Dalto. Se questa mancanza di unità sempli?cherà la vita al candidato del centrosinistra, Claudio Franceschi, attuale vicesindaco, lo si scoprirà dopo lo spoglio delle schede. Sicuramente l’ha complicata agli altri due, perché in un comune come Castel Guelfo, con meno di 15 mila abitanti, tutto si decide al primo turno. 

Tonelli, che di mestiere fa il poliziotto, è stato nominato segretario della Commissione parlamentare di inchiesta su mafie e associazioni criminali, inoltre è tuttora segretario nazionale aggiunto del Sap, il sindacato autonomo di polizia. Se vincerà non intende lasciare l’incarico in Parlamento per fare il sindaco dei guelfesi: «Non è incompatibile». Dalto, invece, 48 anni, geometra libero professionista, sposato, due figlie, da dieci anni è impegnato all’opposizione della maggioranza di centrosinistra che ha sostenuto le due Giunte Carpeggiani. Cinque anni fa a capo di La tua Castel Guelfo, in precedenza con il candidato sindaco Danilo Coronelli, il sostegno di Forza Italia e Udc. «Capisco che il voto sarà frammentato, pazienza, vincerà chi ha un voto in più. Io mi occupo di contenuti». Il centrosinistra, invece, si presenta compatto con Franceschi, 59 anni. In verità la sua lista è Insieme per Castel Guelfo, civica, quindi niente simboli di partito ma uno slogan che l’accompagna, «costruiamo insieme il futuro». L’obiettivo è riunire un’area allargata senza rinnegare il Partito democratico. «Sono iscritto – ricorda Franceschi – ma non ci interessano le tessere di partito. Ci rivolgiamo a coloro che si ispirano ai nostri valori in particolare sul sociale. In un paese vengono prima di tutto i bisogni della persona, scuola, anziani, ragazzi, e le politiche servono per sviluppare i servizi» ha dichiarato al momento della presentazione ufficiale. (l.a.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile. 

Nella foto: da sinistra Francesco Dalto, Claudio Franceschi e Gianni Tonelli.

Elezioni, a Castel Guelfo Lega e centro divisi al voto mentre il centrosinistra punta su Franceschi
Cronaca 23 Aprile 2019

Elezioni, a Mordano la sfida si ripete tra centrosinistra e centrodestra

Mordano è il Comune del circondario dove si ripropone una sfida sui binari del «vecchio» bipartitismo per le amministrative del 26 maggio: due candidati sindaco, da un lato Nicola Tassinari, attuale vicesindaco, portacolori del centrosinistra, dall’altro l’imprenditore Fabio Minzoni, per il centrodestra. Appartenenze politiche ben dichiarate, sebbene non presenti nei simboli delle liste. Invece il Movimento 5 Stelle risulta non pervenuto, a pochi giorni dalla data ultima per la presentazione formale di liste e candidature (ore 12 del 27 aprile).

La sfida, dunque, si propone simile a quella di cinque anni fa, con diversi contendenti. Tassinari prende il posto di Stefano Golini, che lascia la fascia tricolore dopo due mandati. Tassinari, commerciale nel settore vinicolo alla Impex Vini Srl di Lugo, ha 34 anni e vanta l’esperienza politica e amministrativa maturata come capogruppo nel primo mandato. «Continuità, ma possiamo far meglio» sintetizza Tassinari. Passando al centrodestra, da notare la scelta di proporre Minzoni, un volto nuovo, invece dell’inossidabile Simone Grandi (per due volte battuto da Golini) mentre accanto al tradizionale nome della lista civica Gente in comune sono state aggiunte le parole Patto civico, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Minzoni ha 42 anni, un’impresa di consulenza in materia di sicurezza, qualità, ambiente e formazione, nel 2015 ha partecipato alla nascita de La Giovanile calcio per giovani atleti di Mordano, Bubano e Bagnara. «Il nostro territorio rappresenta un patrimonio di primo piano – ha dichiarato – e la cura delle strutture da parte dell’amministrazione è per tutti i cittadini la priorità assoluta. (l.a.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: da sinistra, Nicola Tassinari e Fabio Minzoni

Elezioni, a Mordano la sfida si ripete tra centrosinistra e centrodestra
Cronaca 23 Aprile 2019

Il sindaco di Mordano Stefano Golini al termine dei due mandati: «Ascolto e determinazione, il paese è cambiato in meglio»

Cambiamento, ascolto e progettualità». Con queste parole il sindaco di Mordano Stefano Golini riassume i dieci anni passati alla guida della sua comunità, dal 2009 al 2019. Per legge non può ricandidarsi avendo fatto due mandati consecutivi. A giugno ritornerà al suo lavoro di dirigente del consorzio cooperativo Solco Imola, dal quale è in aspettativa. E’ tempo di bilanci. «Mordano è cambiata in meglio e anch’io mi accorgo di essere cambiato – esordisce -, perché come disse il Mahatma Gandhi “sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Ho innanzitutto cercato di trasformare me stesso; sento di aver svolto un percorso importante e di aver acquisito maggior consapevolezza sui bisogni della comunità, oltre ad una maggiore attenzione alle persone. Il sindaco è anche chiamato “primo cittadino”, cioè prima di tutto una persona tra le persone. Nel 2009 siamo partiti a razzo – ricorda -, ma ci siamo accorti che la comunità non stava al passo con le nostre proposte. Da qui la scelta di intraprendere fin da subito la strada di informare, interpellare ed ascoltare attraverso il periodico E C’mon, le consultazioni con questionari, la ricerca per l’Opera Anziani e numerosi incontri pubblici».

Il riferimento è al costante impegno per ottenere la partecipazione e la condivisione delle scelte amministrative da parte dei cittadini, ad esempio con i sondaggi sulle opere più importanti, a costo di rallentare i percorsi o venire accusato di «perdere tempo». Due mandati vissuti intensamente secondo i resoconti dettagliati raccolti nelle oltre cento pagine che compongono il rendiconto dell’ultimo mandato. A partire dalle opere che si stanno concludendo proprio in questi giorni, come il tratto della ciclabile sulla via San Francesco dal cimitero al centro di Mordano o la recente inaugurazione dell’Opera Anziani. «Nessuno di noi possiede la formula per accontentare chiunque, ma il lavoro svolto è tanto ed è stato fatto bene stando ai molti feedback positivi della gente, anche di chi non mi ha votato o era scettico, che in questi anni si è dovuto ricredere». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: il sindaco Golini durante una delle iniziative di Legambiente a livello nazionale «Puliamo il mondo», svolta a Mordano in collaborazione con l”associazione locale «Mordano-Bubano, Diamoci una mano»

Il sindaco di Mordano Stefano Golini al termine dei due mandati: «Ascolto e determinazione, il paese è cambiato in meglio»
Cronaca 14 Marzo 2019

Elezioni comunali, Insieme per Dozza sfida l'Amministrazione uscente con il sostegno del Pd e di Articolo 1 Mdp

Si è svolta sabato 9 marzo, nella sala dedicata a Germano Martelli nel centro polivalente della frazione di Toscanella, al numero civico 3 di piazza Libertà, la presentazione della lista civica Insieme per Dozza, che correrà alle elezioni comunali del 26 maggio. La galassia della lista non è però ancora perfettamente definita. C’è il simbolo, giallo e blu con la torre che per metà rappresenta il borgo dipinto e per metà la frazione tagliata dalla via Emilia, i due poli del comune. Ci sono Leonardo Vanni, presidente della Dozzese calcio, Ivana Muller, insegnante nella scuola media, e Tiziano Sassatelli, segretario della Pro Loco, che ci hanno «messo la faccia». «Mai fatto politica o avuto tessere. Siamo una lista civica» dice Vanni.

I temi principali su cui lavorare sono associazionismo, sicurezza e servizi, a partire dalle scuole. «Quello che l’attuale Amministrazione ha promesso e non ha fatto». Come esempio è stata portata la Bocciofila di Toscanella, oggi la struttura è chiusa dopo le difficoltà dell’asd che la gestiva. «Dozza e Toscanella non hanno un punto di aggregazione. Perché una famiglia dovrebbe scegliere di abitare qua?». Manca solo il nome del candidato sindaco. Particolare di non poco conto ad un paio di mesi dalle elezioni. «Abbiamo una persona ma non era questa la sede per presentarla» dice Vanni. «C’è tempo – aggiunge Sassatelli -. Oggi era un punto di partenza per gettare le basi». «Non siamo né di sinistra né di destra né di centro – rilancia Vanni -. Non vogliamo bandiere politiche». Poi precisa: «Certo non possiamo togliere alle persone la propria storia…». Presenti compresi.

Dal pubblico, Ennio Scheda, il segretario Pd di Dozza, ha preso la parola per affermare: «A Dozza abbiamo bisogno di una ripartenza, per un progetto nuovo con persone nuove il Partito democratico ci può stare». A seguire Antonio Borghi, già sindaco e oggi nel coordinamento metropolitano di Articolo 1 MdP, ha puntualizzato «hanno condiviso il nostro documento politico, quindi li appoggeremo, senza ruoli di rappresentatività». Presente anche la compagna di partito Claudia Ceroni, sfidante battuta cinque anni fa proprio da Albertazzi. In sintesi, una cert’aria di centrosinistra. Silente e defilato Stefano Buscaroli, consigliere comunale imolese del M5S, venuto forse ad annusare, per l’appunto, che aria tirava. (l.a.)

Nella foto Ivana Muller, Tiziano Sassatelli e Leonardo Vanni

Elezioni comunali, Insieme per Dozza sfida l'Amministrazione uscente con il sostegno del Pd e di Articolo 1 Mdp

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