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Cultura e Spettacoli 19 Ottobre 2019

In mostra al Museo diocesano fino all'1 dicembre la tavola del cardinale Gregorio Chiaramonti

Dopo «La porpora e la tiara» del 2010, il Museo diocesano torna a raccontare con una mostra il vescovo di Imola Gregorio Chiaramonti (poi Papa Pio VII), con un angolo di osservazione insolito, quello dell’arredo della tavola. «Alla tavola di Sua Eminenza. Il cardinale Chiaramonti, vescovo d’Imola» è la mostra che sarà allestita dal 19 ottobre all’1 dicembre all’interno della prima sala dell’appartamento cardinalizio del palazzo vescovile dove abitò, dal 1785 al 1799, proprio Chiaramonti. Qui verrà ricostruita una sontuosa apparecchiatura per otto commensali, realizzata con materiali attualmente di proprietà degli eredi del Chiaramonti.

Tra questi, piatti e zuppiere del servizio «alla rosa» (prodotto nell’ultimo quarto del ‘700 dalla manifattura bolognese Rolandi e Fink), le posate d’argento con stemma del cardinale Chiaramonti (realizzate tra il 1785 e il 1787 dal celebre orafo romano Vincenzo Belli) e una parte consistente del grande servizio in vetro di Murano (post 1785), recante su ogni pezzo lo stemma del cardinale Chiaramonti dipinto a smalto policromo. «Il filetto d’oro dei bicchieri in condizioni pressoché perfette e la quasi totale assenza di mancanze nel servizio fanno pensare che non sia stato molto usato – spiega Marco Violi, vicedirettore del museo e curatore della mostra insieme a Michele Pagani – e quindi è arrivato in condizioni ottimali».

Protagonista della tavola sarà un surtout de table – un fastoso centrotavola realizzato con architetture, colonne e busti – di circa 2,5 metri di lunghezza (anch’esso di proprietà degli eredi di Pio VII), realizzato in marmi policromi ,bronzo e legno dorati, sottoposto a restauro conservativo effettuato da Michele Pagani di Etra restauri e promosso dal museo appositamente per questa esposizione. Ritornerà ad Imola per la mostra inoltre, dopo oltre duecento anni, anche il ritratto del cardinale, eseguito nei primi anni del suo episcopato imolese. Saranno poi esposti alcuni altri arredi. L’inaugurazione è fissata per sabato 19 ottobre alle ore 17.30. Mostra allestita fino all’1 dicembre. Orari di apertura: martedì e giovedì ore 9-12 e 14-17, mercoledì ore 9-12, sabato ore 10-13 e 15.30-18.30 (tutti i sabati visita guidata alle ore 17), domenica ore 15.30-18.30. (r.c.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 17 ottobre

In mostra al Museo diocesano fino all'1 dicembre la tavola del cardinale Gregorio Chiaramonti
Cultura e Spettacoli 3 Novembre 2018

Un’esposizione storico-filatelica alla Salannunziata mostra la tragedia della Grande Guerra

Cent’anni son passati dalla fine della Grande Guerra che devastò l’Europa agli inizi del secolo scorso. Spesso però ricordiamo quel tragico periodo solo per i personaggi o per le battaglie, dimenticandoci di come abbia segnato anche la vita di coloro che erano rimasti a casa nell’attesa di poter riabbracciare i propri cari. Ricordare un avvenimento di tali proporzioni è quanto vuole trasmettere la mostra storico-filatelica «Per Grazia Ricevuta – La Grande Guerra negli ex voto dipinti» che, dal 4 all’11 novembre, sarà allestita alla Salannunziata di Imola (in via Fratelli Bandiera 17/a, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, con ingresso gratuito).

L’esposizione, curata dal Circolo filatelico numismatico «G. Piani» di Imola e dal Gruppo Alpini «M.O. Stefanino Curti» Imola e Valsanterno e patrocinata dal Comune di Imola, rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale, a cura della presidenza del Consiglio dei Ministri. «Questa preziosa iniziativa – afferma la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi – rappresenta un attestato storico completo per la presenza di una corposa documentazione fotografica, filatelica, oltre a cimeli, pubblicazioni e tavolette votive che rinverdiscono la memoria sul periodo della Grande Guerra e sul contributo svolto in prima linea dagli Alpini». Al suo interno, infatti, materiali provenienti da enti e collezionisti privati imolesi, e non solo, la rendono unica per la capacità di esprimere paure, sofferenze e preghiere di chi viveva sulla propria pelle quell’immane tragedia. «Con questa mostra vogliamo ricordare i molti imolesi che hanno combattuto e quelli caduti in battaglia – commenta Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo «G. Piani» -. Mi auguro che gli studenti delle scuole vengano a visitarla, perché è importante conoscere la storia del proprio Paese e della nostra città. Per costruire un futuro migliore bisogna comprendere le proprie radici e, spesso, i giovani se lo dimenticano». 

L’immagine dell’ex voto scelto per la locandina dell’evento rappresenta una madre che per quattro anni ha pregato affinché i suoi cinque figli potessero far ritorno a casa sani e salvi e, una volta tornati dalla guerra, la donna decise di dipingere quella tavoletta. «È di proprietà di un imolese – spiega Giovanni Vinci del gruppo Alpini «M.O. Stefanino Curti» Imola e Valsanterno – e l’abbiamo scelta perché ha per noi un significato più alto rispetto alla richiesta di una grazia. I visitatori troveranno anche quadri, libri, una raccolta filatelica prestataci dagli amici di Verona, fotografie provenienti dalla Diocesi di Saluzzo e da Torino e molti cimeli. L’argomento presentato nella mostra è del tutto inedito per il nostro territorio, e forse per l’intera nostra regione. Inoltre è per noi motivo d’orgoglio l’aver ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la concessione del proprio logo ufficiale».

Per l’occasione domani, domenica 4 novembre, dalle 8.30 alle 12.30 nella Salannunziata, saranno emesse due cartoline dedicate all’ex voto dipinto che saranno tutte affrancate con un annullo filatelico speciale, appositamente realizzato da Poste Italiane. Nello stesso giorno il tradizionale corteo previsto per la Giornata delle Forze Armate renderà omaggio alla mostra con una sosta dedicata, mentre martedì 6 novembre, alle ore 20.30 nella biblioteca comunale, si svolgerà una conferenza a ingresso libero con video-proiezioni che presterà particolare attenzione agli Alpini sui fronti della Grande Guerra. (Davide Benericetti)

Nella foto: da sinistra, Giovanni Vinci, la sindaca Manuela Sangiorgi e Gianfranco Bernardi

Un’esposizione storico-filatelica alla Salannunziata mostra la tragedia della Grande Guerra
Economia 20 Aprile 2018

Palazzo Dal Monte Casoni apre al pubblico per l'esposizione di prodotti della ceramica

La ceramica fa aprire al pubblico palazzo Dal Monte Casoni. Lo scorso 12 aprile, infatti, negli ambienti settecenteschi della storica dimora in via Emilia 34, di proprietà dell’economista Alberto Forchielli discendente della famiglia Dal Monte Casoni, è stata inaugurata l’esposizione permanente dei migliori prodotti dell’azienda ceramica La Fabbrica di Castel Bolognese, acquisita un anno fa dalla società di investimento Mandarin Capital Partners II, di cui Forchielli è partner fondatore. «Per me è una grande soddisfazione – spiega Forchielli, con voce per un attimo rotta dall’emozione – far vivere la casa della mia famiglia insieme a questo progetto, che mi prende molto emotivamente; è nella mia terra e mi motiva molto».

Obiettivo del fondo Mcp II è creare un polo italiano di produttori di ceramica di alta gamma, sotto l’insegna del gruppo Italcer. Nel 2017 oltre a La Fabbrica, sono state acquisite le aziende ceramiche Elios, di Fiorano Modenese, e Devon & Devon, di Sesto Fiorentino, specializzata negli arredi bagno di lusso. «Il settore ceramico è tremendamente frammentato, soprattutto in Italia – aggiunge – non cresce a tassi elevati, è necessario un consolidamento che non è mai stato fatto. Noi puntiamo a farlo e a fare altre acquisizioni. I mezzi finanziari sono assolutamente illimitati, fra noi e i nostri co-investitori c’è molto entusiasmo, non dicono mai di no. Le opportunità sono più rare, adesso bisogna fare passi importanti. Non posso negare che qualcosa bolla in pentola, però bisogna chiudere e arrivare a realizzare qualche centinaia di milioni di euro».

Le sale al piano terra e al piano nobile del palazzo imolese sono così diventate «centro di esposizione di eccellenza», uno scrigno di arte e storia che racchiude i prodotti innovativi dell’azienda di Castel Bolognese, ideatrice delle lastre ceramiche più grandi al mondo. Tradizione e tecnologia si fondono e si moltiplicano agli occhi dei visitatori in uno scenografico gioco di specchi. «Alberto Forchielli – commenta Graziano Verdi, amministratore delegato del gruppo Italcer – ha gentilmente concesso a La Fabbrica l’utilizzo di questo edificio storico di grande valore artistico e culturale, che impreziosisce ancor più i nostri materiali e ci regala uno showroom straordinario, assolutamente unico nel suo genere. Quest’anno abbiamo in previsione una crescita importante – dettaglia l’Ad – e un significativo investimento industriale, con un intervento da oltre 7 milioni di euro su Castel Bolognese per sviluppare tutti i grandi formati, fino alle preferente lastre. L’obiettivo è rompere il muro dei 50 milioni di euro di fatturato».

Palazzo Casoni sarà quindi aperto ai clienti, ma anche al pubblico, che potrà accedere ai locali finora inaccessibili. «Gli ambienti saranno aperti tutti i giorni, eccetto il sabato e la domenica, negli orari di ufficio» conferma Verdi. Per la visita, è comunque consigliabile contattare in anticipo l’azienda di Castel Bolognese al numero 0546/656911, chiedendo del referente dell’esposizione, Giovanni Prodi.

lo.mi.

L”articolo completo e la storia del palazzo Dal Monte Casoni su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto (Isolapress): lo stemma gentilizio nel salone

Palazzo Dal Monte Casoni apre al pubblico per l'esposizione di prodotti della ceramica

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