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Cronaca 17 Agosto 2019

Imolesi all'estero, la storia di Samuele Ceroni

Mordanese classe 1998, studente di Ingegneria e Scienze informatiche, per meriti scolastici Samuele Ceroni si è aggiudicato la possibilità di studiare un semestre all’estero grazie al progetto universitario Overseas (partirà il prossimo anno).
Ma già quest’estate il giovane sta facendo un tirocinio retribuito presso l’azienda informatica londinese G-Research come software engineer intern.

«GR – ci spiega Ceroni da Londra, tra social media e posta elettronica – è un’azienda che si occupa di scrivere algoritmi che analizzano il mercato attraverso i quali, mediante l’utilizzo di intelligenza artificiale, cercare di predirne ilfuturo, comprando e vendendo azioni secondo convenienza. Grazie a questa internship (tirocinio retribuito) ho la possibilità di imparare ad utilizzare strumenti avanzati di sviluppo software e di ideare il mio stesso sistema. Il progetto al quale sto lavorando, nel dettaglio, consiste nello sviluppo di un nuovo servizio interno che permetta agli ingegneri e agli analisti di velocizzare l’analisi dei dati raccolti ed elaborati». (mi. mo.)

L’intervista completa nel numero di “Sabato sera” dell’8 agosto

Imolesi all'estero, la storia di Samuele Ceroni
Cronaca 31 Agosto 2018

Salute, se andate all’estero meglio prevenirsi da malaria e febbre gialla

Quando si va all’estero bisogna prestare la massima attenzione alle malattie che possono essere trasmesse dagli insetti «soprattutto nella fascia equatoriale, in Africa, ma anche in Sudamerica e nel Sudest asiatico, dove, visto il clima, le malattie infettive possono essere trasmesse dagli insetti nel corso di tutto l’anno» spiega Roberto Rangoni, responsabile del servizio Prevenzione delle malattie infettive ed epidemiologia dell’Ausl di Imola.

Due di queste sono trasmesse da zanzare, ma, è bene ricordarlo, non si trasmettono da uomo a uomo. In prima battuta va ricordata la malaria, molto diffusa soprattutto in Africa, ma anche in Sudamerica e nel Sudest asiatico. «E’ difficile diagnosticarla perché ha un periodo d’incubazione di alcuni mesi, ma è curabile con l’assunzione di farmaci – dice l’epidemiologo -. Spesso viene contratta da turisti non informati sulla prevenzione da adottare (basta una profilassi a base di pastiglie apposite) oppure da immigrati che rientrano per un periodo nel loro paese natio. Nell’imolese, si verificano 3 o 4 casi all’anno, mentre in Italia sono circa 800».

Ben più grave è la febbre gialla, che si può contrarre in Sudamerica e in Africa equatoriale, ma non in Asia. «E’ una malattia che compromette fegato e reni – aggiunge Rangoni -. Per chi viaggia è possibile vaccinarsi prima della partenza. E’ richiesta un’unica dose per tutta la vita». Chi dovesse intraprendere un viaggio internazionale può contattare l’Ausl di Imola per avere una consulenza gratuita (tel. 800040606) in seguito alla quale, in base alla destinazione scelta, verranno consigliate eventuali profilassi da effettuare e il relativo costo.

gi.gi.

Nella foto: Roberto Rangoni, responsabile del servizio Prevenzione delle malattie infettive ed epidemiologia dell’Ausl di Imola

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