Posts by tag: fauna selvatica

Cronaca 9 Luglio 2020

Cia Imola chiede un Tavolo per risolvere i problemi da fauna selvatica

l problema dei danni alle colture provocati dalla fauna selvatica, cinghiali in particolare, è ben lontano dall’essere risolto, soprattutto nelle aree collinari. A lanciare l’allarme è Cia Imola, secondo cui «si tratta di una situazione diventata ormai da diverso tempo insostenibile per le aziende agricole – denuncia l’associazione di categoria – e che continua a peggiorare, visto che le azioni sinora messe in campo non sono state risolutive».

«Gli effetti di una gestione non efficace della fauna selvatica in alcune aree del territorio non può più ricadere sulle aziende agricole – attacca Giordano Zambrini, presidente della Cia Imola (nella foto) –. Siamo stanchi di vedere le nostre produzioni spazzate via, siamo stanchi di sopportare un problema che, con più impegno da parte di tutti, potrebbe essere risolto. Servono sinergie più forti tra mondo agricolo, associazioni venatorie e gli enti che gestiscono il territorio. Interessi partitici, personali o associativi devono essere superati per il bene della nostra agricoltura e delle aziende che vedono costantemente il loro reddito venire letteralmente calpestato».
Insomma, «sono consapevole che esistono esigenze e obiettivi diversi, ma ora più che mai devono convergere per proteggere un bene primario e anche il ruolo essenziale dell’agricoltore che tutela gli equilibri del territorio – aggiunge Zambrini –. Se non si rimettono al centro gli interessi produttivi, lasciando da parte quelli particolari, allora il problema della fauna non verrà risolto». (r.cr.)

Cia Imola chiede un Tavolo per risolvere i problemi da fauna selvatica
Cronaca 18 Aprile 2020

L'avvertimento dei veterinari in caso di avvistamento di animali selvatici: «Non dategli da mangiare»

Due lupi scendono di corsa dalle colline verso via Sant’Andrea. È l’ora del tramonto, ma c’è ancora abbastanza luce. Un video riprende la scena. Ce lo segnala Paolo Zecchi, ozzanese di 52 anni. Le immagini sono piuttosto mosse. Il momento è concitato. L’apparizione dei due mammiferi dura pochi secondi. In questi giorni di chiusura pressoché totale, in cui pedoni ma soprattutto automezzi sono perlopiù assenti dalle strade, gli animali selvatici sembrano essere meno timorosi di avvicinarsi ai centri abitati. Ma sull’argomento animali ai tempi del Coronavirus ci sono opinioni diverse. «Non abbiamo segnalazioni particolari nel circondario imolese – dice Geremia Dosa, veterinario dell’Ausl di Imola–. Ipotizziamo che, essendo ferma l’attività venatoria, gli animali possano spostarsi in spazi di alimentazione più vasti rispetto al loro territorio. Ma è una considerazione generale, poiché non abbiamo registrato incontri tra uomo e animale tali da farci pensare che vi sia un incremento, almeno nella zona attorno Imola».

Il responsabile del settore veterinario dell’Asl di Bologna, Silvano Natalini, riporta invece alcuni casi. «Giovedì 8 aprile ci hanno segnalato la presenza di un cinghiale femmina con sei cuccioli a spasso per i giardini Margherita di Bologna. Non ci era mai capitato ed è imputabile al fatto che sentano meno rumori e dunque si spingono verso i centri abitati». Il veterinario imolese Matteo Papa, che fa parte anche dell’associazione Enduro Motor Valley della vallata del Santerno, rovescia la questione. «Non si può affermare con certezza che gli animali stiano avanzando verso spazi urbani. Piuttosto, siamo noi esseri umani che li notiamo di più. Avendo più tempo libero, anche da trascorrere alla finestra e meno frenesia nelle giornate, guardiamo con più attenzione ciò che ci circonda». Una cosa è certa. Occorre buon senso e comportamento corretto anche negli eventuali incontri con un animale selvatico, specie se il blocco di attività e passeggiate all’aperto dovesse durare ancora qualche settimana. «Non spaventare gli animali e men che meno ucciderli è la prima regola – conclude il veterinario Natalini –. Poi non dargli da mangiare perché sono autosufficienti». (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 aprile

Nella foto: anatre a passeggio vicino alle case a Zolino (Imola)

L'avvertimento dei veterinari in caso di avvistamento di animali selvatici: «Non dategli da mangiare»
Cronaca 11 Marzo 2018

Fauna selvatica, la Città metropolitana cerca volontari per il controllo dei cinghiali

La Città metropolitana di Bologna cerca nuovo personale tecnico volontario da impiegare a supporto della Polizia provinciale nei piani di controllo al cinghiale. Il motivo della ricerca è la crescente preoccupazione di residenti, agricoltori ed automobilisti per via della dichiarata folta presenza di cinghiali sul territorio in grado di costituire un reale pericolo per la sicurezza delle persone.

“È un ulteriore provvedimento che la Città metropolitana mette in campo per affrontare il problema della presenza di cinghiali in varie zone dell”area metropolitana. – dichiara il consigliere delegato Raffaele Persiano -. Condivido la preoccupazione di residenti, agricoltori e utenti della strada ed è per questo che abbiamo bisogno di volontari. Il loro sarà un lavoro di supporto all”azione della Polizia provinciale al fine di attuare i piani di controllo che metteremo in campo per ridurre maggiormente la presenza di cinghiali e migliorare la sicurezza delle zone interessate“.

Per candidarsi è necessario inviare la domanda alla mail ufficiocomando@cittametropolitana.bo.it allegando un documento di identità valido e la certificazione dell”attività svolta rilasciata dall”Amministrazione territoriale competente. E” richiesta una disponibilità di due giorni alla settimana.

mi.mo.

Fauna selvatica, la Città metropolitana cerca volontari per il controllo dei cinghiali
Cronaca 11 Marzo 2018

Fauna selvatica “non tutelata', risarcimenti e finanziamenti per agricoltori e allevatori

L”Emilia Romagna cambia le regole per quanto riguarda i diritti di agricoltori e allevatori colpiti da fauna selvatica protetta ma anche da quella non tutelata. La novità è stata presentata in settimana in una delibera di Giunta regionale.

Previsti rimborsi fino al cento per cento per i danni subiti da agricoltori e allevatori ma anche finanziamenti per interventi di prevenzione come reti metalliche o elettriche, dissuasori e cani da pastore per la protezione delle greggi. Sono compresi anche il rimborso dei capi uccisi e le cure veterinarie per quelli feriti. Le spese per la protezione delle produzioni vegetali, invece, interessano le recinzioni perimetrali sia contro i selvatici sia anti-uccelli, ma anche i dissuasori faunistici, come i cannoncini acustici o i palloni per la difesa da storni, gazze e cornacchie.

L”Emilia Romagna  diventa così la prima Regione in Italia che riconoscerà agli agricoltori, senza i limiti previsti dai cosiddetti “de minimis”, i contributi relativi ai danni provocati non solo dalle specie selvatiche protette, ma anche da quelle non tutelate che vivono in “zone protette”, come Parchi e Riserve naturali, Oasi di protezione della fauna e zone di ripopolamento e cattura presenti nel territorio regionale.

“Si tratta di un notevole risultato – ha affermato l”assessore regionale all”Agricoltura Simona Caselli -. Grazie a un lavoro d’intesa con la Commissione europea, si apre una strada che ci vede primi in Italia, nell’ampliare le garanzie per le aree coltivate. Oggi solo per le specie protette e per quelle che vivono nelle aree tutelate si esce dal regime ”de minimis”, che prevede massimo 15 mila euro nell”arco di tre anni elevabili a 30 mila nel caso di danni provocati da uccelli ittiofagi, e i contributi potranno essere erogati fino al 100 per cento dei danni subiti”.

“Si aprono nuove strade, che ampliano le garanzie per le aree coltivate”aggiungono i consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli. 

mi.mo

Nella foto: un cinghiale, dal sito della Città metropolitana di Bologna

Fauna selvatica “non tutelata', risarcimenti e finanziamenti per agricoltori e allevatori

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