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Economia 29 Novembre 2018

L'ingresso del digitale nella saldatura: un convegno sull'argomento a Castel San Pietro il 5 dicembre

L’evoluzione delle tecnologie permette di scoprire sempre nuovi strumenti utili al miglioramento dei processi lavorativi. Tale progresso, però, richiede che chi opera nel settore tenga il passo con l’opportuna formazione.

Anche nel campo della saldatura l’evoluzione richiede aggiornamenti agli addetti, per questo motivo, sono aperte le iscrizioni per partecipare al convegno «Ingresso del digitale in saldatura: potenzialità per Industria e Formazione», rivolto a tecnici d’azienda e docenti, in programma mercoledì 5 dicembre dalle ore 14.30 alle 18 a Castel San Pietro, in via Meucci 27, presso la sede dell’azienda Tecna, che promuove l’evento insieme a Associati per Associati-Confindustria Emilia area Centro e Cebora, con il patrocinio di Miur, Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna e Comune di Castel San Pietro. I lavori si apriranno con il saluto del sindaco Fausto Tinti. 

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione da effettuarsi inviando una e-mail a: associatiperassociati@confindustriaemilia.it entro il 30 novembre 2018.

Durante il convegno, l’ingegner Mauro Monti di Csm-Rina presenterà Csm Weld, software che prevede la microstruttura, e relativa durezza, sia nella zona fusa che in quella termicamente alterata; si tratta dell’anteprima pubblica in Europa. Seguirà l’ingegner Kristian Frolli di Fk Tecnology, che presenterà Weld Trainer, un sistema didattico che migliora e velociz-za l’apprendimento nei processi Elettrodo, Tig (con/senza mate-riale di apporto) e Mig. Infine, l’ingegner Zhang Wenqi di Swantec presenterà Sorpas, software di analisi agli elementi finiti (Fea/Fem) per la simulazione e l’ottimizzazione della saldatura a resistenza e dell’unione meccanica.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

L'ingresso del digitale nella saldatura: un convegno sull'argomento a Castel San Pietro il 5 dicembre
Cronaca 21 Ottobre 2018

L'istituto Alberghetti brilla alle Olimpiadi italiane di informatica: tre studenti in finale e due medaglie vinte

Quando si parla di Olimpiadi dell’informatica, una competizione tra studenti, individuale e a squadre, nella quale si debbono risolvere problemi complessi con la programmazione informatica associata alla logica, ci sarebbe da stupirsi se gli studenti dell’istituto Alberghetti non fossero presenti in buon numero e non portassero a casa qualche medaglia. Questo è, almeno, ciò a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, come si vede dalla scheda in questa pagina.

Dopo il quarto posto alle Olimpiadi internazionali a squadre di fine primavera in Romania, anche l’ultima prova effettuata, l’Olimpiade nazionale individuale, che si è svolta a Campobasso dal 13 al 15 settembre scorsi, ha gratificato i tre studenti del Liceo scientifico delle scienze applicate, Michael Chelli, Filippo Selvatici ed Eugenio Tampieri, con una medaglia d’oro e una d’argento.

«Siamo partiti in treno, accompagnati da una responsabile dell’Aldini Valeriani di Bologna – racconta Eugenio Tampieri di V C – assieme a noi ci doveva essere anche un altro studente, non imolese, che però non si è presentato. La partecipazione è stata gratuita, ci hanno rimborsato anche il costo dei biglietti del treno e dell’autobus. Per essere ammessi alla gara nazionale abbiamo dovuto superare le selezioni territoriali; dall’Emilia Romagna ne sono stati ammessi 6, di cui metà erano della nostra scuola. Le selezioni sono servite a individuare 83 partecipanti, a cui si sono aggiunti i vincitori delle Olimpiadi di matematica e sei che hanno frequentato i corsi per l’ammissione alle Olimpiadi internazionali di informatica».

La gara di Campobasso prevedeva la soluzione di tre problemi, come ci spiega Filippo Selvatici, studente di IV C: «I problemi da risolvere alle Olimpiadi di informatica sono basati su un testo dal contenuto abbastanza divertente, che spesso ha per protagonisti Mojito e Chupito, rispettivamente il cane ed il gatto di Monica, organizzatrice delle Olimpiadi, ma la loro soluzione non è per niente facile e bisogna conoscere molte tecniche e avere un’ottima capacità logica; per esempio, la conoscenza dei grafi, che serviva per risolvere il problema “attenti all’incendio” in cui il gatto Mojito doveva andare dall’albergo alla scuola dove si faceva la gara attraversando una griglia, in cui le celle si incendiavano e trasmettevano l’incendio alle celle vicine, partendo il più tardi possibile. Oppure “circuiti bruciati” che chiedeva di riparare il server che serviva per la gara, riprogettando i circuiti da sostituire e facendo in modo che le funzioni logiche svolgessero correttamente i loro calcoli».

Il bottino della gara, come spesso accade per gli studenti dell’Alberghetti, è stato buono: «La gara è andata bene e ci siamo anche divertiti, Michael ha vinto una medaglia d’oro, io una d’argento – continua Filippo – Eugenio si è piazzato bene e ha mancato di poco il bronzo. La medaglia d’oro ottenuta da Michael gli ha permesso di partecipare al Romanian Master of Informatics, che si sta svolgendo proprio in questi giorni a Bucarest, in Romania, infatti non è qui con noi, tornerà lunedì (lo scorso lunedì 15 per chi legge, ndr)».

A Bucarest Michael Chelli si è piazzato terzo tra gli italiani, ma ben lontano dal podio, appannaggio di studenti dell’Europa orientale, in massima parte russi, bulgari e romeni.

La ricchezza del medagliere alle Olimpiadi di informatica non nasce per caso, ma è frutto di un progetto formativo nato vari anni fa, portato avanti dal professor Antonio Di Girolamo e condotto da quest’anno, dopo che Di Girolamo è stato trasferito all’Aldini Valeriani di Bologna, dalle tre insegnanti di informatica dell’Alberghetti, Francesca Larotonda, Alessia Ranzi e Chiara Bergamaschi, che ha assunto il ruolo di coordinatrice. (fa.ti.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto i tre partecipanti alla gara di Campobasso: Michael Chelli, Filippo Selvatici, Eugenio Tampieri

L'istituto Alberghetti brilla alle Olimpiadi italiane di informatica: tre studenti in finale e due medaglie vinte
Cronaca 31 Luglio 2018

Al campo di lavoro in corso ad Afragola su terreni confiscati alle mafie anche 12 ragazze e ragazzi del circondario

Sono 12 ragazze e ragazzi del territorio imolese e da qualche giorno si trovano ad Afragola, in provincia di Napoli, per partecipare al progetto “E!state liberi” 2018 – campi di impegno e formazione sui terreni confiscati alle mafie. I nomi dei ragazzi, accompagnati da Simone Errani, sono Federica Bianconi, Andrea Calderara, Arianna Calderara, Angelica Casella, Francesca Pia Cristofano, Eleonora Fino, Joele Edrei Garcia, Chiara Marabini, Andrea Monterisi, Arianna Nannetti, Cecilia Pasquariello e Giada Sechi.

Alla loro partenza, avvenuta giovedì 26 luglio dalla stazione ferroviaria di Imola, c”era anche l’assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta.

Promosso dal Nuovo Circondario Imolese e dai 10 Comuni che ne fanno parte, il progetto è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 14/2008 e si avvale della collaborazione dell”associazione Libera, presidio del Circondario Imolese. 

L”esperienza di impegno e formazione, rivolta a ragazzi e ragazze dai 16 ai 28 anni, residenti nei dieci Comuni del Circondario imolese, quest’anno si svolgerà in due periodi e destinazioni diverse: fino al primo agosto 2018 appunto ad Afragola e dal 27 agosto al 2 settembre 2018 a Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Tre i momenti di attività che i ragazzi (alloggiati in tenda nella corte interna del bene confiscato) vivono al campo: il lavoro, lo studio delle tematiche della lotta alle mafie e l’incontro con il territorio per uno scambio interculturale. L”obiettivo fondamentale dell”esperienza è formare e consolidare la cultura alla legalità, contro la cultura della violenza e del ricatto. I volontari, in particolare, contribuiscono al riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, oltre a ricordare le vittime della criminalità organizzata.

Ad Afragola il lavoro si svolge nella Masseria Ferraioli, il bene confiscato più grande della provincia di Napoli. Il luogo si trova in campagna, ma vicinissimo alla città e consente di praticare attività immersi nella natura, intercalate da visite e iniziative di formazione che permetteranno di incontrare la realtà di Napoli. Le attività manuali saranno sia all’interno del bene confiscato (gestione di orti urbani, creazione di un percorso di memoria nel bene confiscato…) sia all”esterno (distribuzione ai cittadini del raccolto, passeggiate di quartiere…).

I temi portanti delle attività formative si concentreranno in particolare su questi temi: lotta al caporalato e ruolo del sindacato, inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, contrasto alla violenza sulle donne, difesa dell’ambiente, promozione e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche.

Nella foto i ragazzi partecipanti al campo alla partenza per Afragola con l”assessore Claudia Resta

Al campo di lavoro in corso ad Afragola su terreni confiscati alle mafie anche 12 ragazze e ragazzi del circondario

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