Posts by tag: furti

Cronaca 25 Luglio 2018

I topi d'appartamento scappano a piedi e lasciano le biciclette rubate

I ladri stavano per entrare nell”’abitazione di una 86enne, situata in via Ludovico Ariosto, ma l”arrivo della pattuglia dei carabinieri li ha fatti fuggire. E” accaduto la notte scorsa. Qualcuno ha notato quanto stava accadendo e ha chiamato il 112. I carabinieri sono giunti sul posto e hanno visto i malviventi scappare a piedi rendendosi, per ora, irreperibili. In zona hanno lasciato tre biciclette, verosimilmente rubate in precedenza e utilizzate per raggiungere l’abitazione presa di mira. Si tratta di due mountain bike e una city bike al momento collocate negli uffici dell”Arma in  via Cosimo Morelli a Imola. Chi ne avesse denunciato il furto può andare a visionarle oppure per informazioni chiamare il tel. 0542/611800.   

Nella foto la caserma dei carabinieri in via Morelli a Imola

I topi d'appartamento scappano a piedi e lasciano le biciclette rubate
Cronaca 20 Luglio 2018

Ladri in azione a Osteria Grande, rubate undici bici da corsa da Dalfiume Cicli

Razzia di bici ai danni di Dalfiume Cicli, azienda specializzata in realizzazione di telai, riparazione e vendita di via Piemonte a Osteria Grande. E” successo verso le 3 nella notte. I ladri hanno prima forzato le inferriate che proteggono le vetrate, poi, usando un crick, le hanno ridotte in frantumi. Una volta all”interno, si sono impossessati del registratore di cassa e di undici biciclette da corsa. Il colpo, stando ad una prima stima, si aggirerebbe sui 12 mila euro.

Il negozio è collegato ad un allarme che, scattando, ha allertato alcuni residenti nei paraggi che hanno chiamato il 112. Alcuni di loro hanno detto di aver visto cinque persone caricare le due ruote a bordo di un furgone e poi fuggire via. Ora spetterà ai carabinieri cercare di risalire all”identità dei ladri. Per farlo stanno visionando anche le telecamere della videosorveglianza.

Non è la prima volta che Dalfiume Cicli subisce la spiacevole visita dei ladri. Cinque anni fa approfittarono di una notte con un forte temporale per coprire il rumore per forzare l”ingresso e fuggirono con ben tredici bici. (gi.gi.)

Immagine dalla Pagina Facebook di Dalfiume Cicli

Ladri in azione a Osteria Grande, rubate undici bici da corsa da Dalfiume Cicli
Cronaca 12 Luglio 2018

Furto nella chiesta del Carmine, rubata la corona della Madonna del Piratello. Trovata un'impronta

Ennesimo furto ai danni di una parrocchia. Dopo quello nella chiesa di San Giovanni Vecchio avvenuto in maggio, questa volta a ricevere la sgradevole visita è stata San Giacomo Maggiore del Carmine, che si trova in via Emilia in centro storico.

I ladri sono stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza della parrocchia: si tratta di due uomini che hanno agito nel primo pomeriggio di martedì, uno faceva da palo, mentre l”altro si è arrampicato sul primo altare a sinistra, dedicato al Sacro Cuore, per rubare la corona e l”angelo che ornavano il volto della Madonna del Piratello raffigurata in un dipinto ad olio del 1756. Per farlo, ha forzato la serratura della cornice posta attorno al vetro antisfondamento a protezione del dipinto. Poi i due sono fuggiti, forse disturbati dalle voci di alcuni fedeli, anche se, a quanto pare, nessuno li ha visti allontanarsi con il bottino. E’ stato il fioraio ad accorgersi del furto, quando un paio d”ore più tardi è entrato in chiesa e ha dato l’allarme.

I carabinieri sono fiduciosi di riuscire a risalire all’identità dei ladruncoli, visto che entrambi hanno agito a volto scoperto ed è stata anche trovata un’impronta digitale.

“Il quadro presenta dei graffi e anche la cornice è da sistemare – commenta don Gianni Dall”Osso, il parroco del Carmine -. Siamo assicurati e la corona è di poco valore, ma è stato comunque un gesto brutto e sacrilego. Abbiamo già fatto un momento di preghiera in segno di riparazione nella serata di martedì e ne faremo un altro domenica 15 luglio, durante la messa delle ore 10″.

L”effige della Madonna alla quale è stata rubata la corona è esattamente identica a quella che due anni fa subì un analogo furto nel Santuario del Piratello. Forse qualcuno pensa che una delle corone sia davvero fatta di metallo prezioso. (gi.gi.)

Nella foto la chiesa del Carmine

Furto nella chiesta del Carmine, rubata la corona della Madonna del Piratello. Trovata un'impronta
Cronaca 24 Aprile 2018

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera

I carabinieri sono riusciti ad individuare gli autori dei furti avvenuti a metà gennaio ai danni di alcuni bar del centro storico di Imola. Si tratta di due uomini di 32 anni e 37 anni, nazionalità tunisina il primo e marocchina il secondo, di fatto senza fissa dimora ma gravitanti in Riviera romagnola. I militari sono riusciti ad individuarli dopo un”indagine che si è avvalsa sia dell”aiuto di alcuni testimoni, sia dell”analisi scrupolosa delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in città, comunali e di privati, a partire dai bar stessi, che hanno permesso di ricostruire l”esatto percorso compiuto dai ladruncoli.

Come ipotizzato, i ladruncoli utilizzavano il treno per spostarsi e prendevano di mira gli esercizi pubblici del centro raggiungibili a piedi, poi una volta compiuto i furti risalivano su un convoglio e lasciavano la città.

I due attualmente sono stati denunciati per concorso in furto e tentato furto in esercizio pubblico ma il magistrato potrebbe disporre un”eventuale custodia cautelare in carcere. Sono facce già note alle forze dell”ordine, disoccupati e non in regola col permesso di soggiorno, con diversi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio (furti). Fino ad ora avevano colpito soprattutto nel ravennate e nel riminese. 

Per il momento i carabinieri gli hanno addebitato con certezza tre furti, quelli al Bar Roma e al Barcode situati in via Emilia e al Bar Opera Dulcis di piazza Matteotti risalenti al 19 gennaio. Ma esattamente una settimana dopo, con un modus operandi similare erano stati visitati altri tre locali l”edicola Martini nel porticato all”angolo del palazzo del centro cittadino, il bar Ai Giardini di via Orsini e la pizzeria Porta Montanara. (r.c.)

Nella foto i carabinieri impegnati nei sopralluoghi dopo i furti

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera
Cronaca 16 Aprile 2018

Infiltrazioni mafiose, terrorismo, furti. Per Adriana Cogode: “Garantire la sicurezza è il dovere principale'

Infiltrazioni mafose, terrorismo, furti e vandalismi, microcriminalità. La sicurezza, reale o percepita, è diventata argomento di ogni discussione politica e tra cittadini. La commissaria straordinaria Adriana Cogode, che reggerà Imola fino alle prossime elezioni amministrative, presiede il comitato circondariale per l’ordine e la sicurezza; inoltre continua a ricoprire il ruolo di viceprefetto vicario a Bologna e di presidente della commissione di vigilanza pubblici spettacoli per tutta la provincia. Quindi, chi meglio di lei può fare un quadro della situazione in città. A partire dal protocollo su legalità e prevenzione in materia di appalti pubblici ed edilizia privata, che lei stessa ha siglato a metà marzo in veste di Comune di Imola e con la prefettura come controparte. Testo che era già stato elaborato in accordo con il sindaco Daniele Manca prima delle sue dimissioni.

Già ci sono le certificazioni antimafia previste dalle norme nazionali e regionali. Perché anche un protocollo su appalti ed edilizia privata?

«La normativa assegna al prefetto il rilascio della documentazione antimafia, che in generale è obbligatoria nel caso di contratti tra una ditta e la pubblica amministrazione quando si supera il valore delle “soglie comunitarie” (quelle al di sotto delle quali le procedure sono più snelle, Ndr). Però, se lo si ritiene opportuno, possono essere siglati dei protocolli d’intesa per introdurre modalità diverse, ovvero abbassare le soglie. L’obiettivo è sempre la prevenzione. In Emilia Romagna il primo protocollo è del 2010 tra la Regione e le nove prefetture in relazione alla prima legge regionale che prevedeva le comunicazioni antimafia anche nell’ambito dell’edilizia privata con una soglia sopra i 70 mila euro, le famose Scia».

Quali sono le particolarità del protocollo imolese?

«Ad esempio la richiesta dell’informazione antimafia anche per le convenzioni urbanistiche stipulate dai Comuni per lottizzazioni dove gli oneri di urbanizzazione vanno a scomputo (ad esempio la realizzazione di un marciapiede oppure una scuola, Ndr). Inoltre sono state abbassate a 250 mila euro la soglia per gli appalti e a 50 mila euro per i servizi e non c’è soglia per le attività a rischio di filiera, i trasporti, la lavorazione del ferro…».

Dal suo osservatorio il nostro territorio è a rischio di infiltrazioni mafiose?

«Non ho elementi per dirlo, qualche interdittiva è stata adottata: meno di cinque su 70 mila abitanti. In tutta la provincia di Bologna sono state adottate negli ultimi dodici mesi 23-24 interdittive contro migliaia e migliaia di pratiche conclusesi invece positivamente». 

Sempre in tema di sicurezza, le nuove norme introdotte per contrastare il terrorismo e tutelare i cittadini dal rischio di panico in occasione di grandi eventi richiedono procedure molto impegnative e onerose nell’organizzazione delle manifestazioni.

«Il dovere principale di chi governa è la sicurezza a tutti i livelli e il decreto Minniti ha valorizzato moltissimo il ruolo del sindaco in tal senso. Ma è fondamentale anche la sensibilizzazione culturale del cittadino, un atteggiamento partecipativo e collaborativo in considerazione di qualcosa che si spera non si veri? cherà mai, ma che non dobbiamo sottovalutare».

Quindi dobbiamo aspettarci transenne e metal detector durante «Imola in Musica»?

«Si sta lavorando ad un piano, confortato dalle valutazioni dei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica e dalle commissioni provinciale e comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, tenendo conto degli indicatori di rischio previsti in relazione al numero delle persone e ai luoghi stessi. Verosimilmente in piazza ci sarà una certa concentrazione di persone e quindi transenne e controlli con metal detector».

Anche per «Imola di mercoledì» avremo le transenne?

«Non credo. La chiave di lettura è la concentrazione stabile delle persone; in una situazione dinamica è diverso».

Sempre a proposito di sicurezza, quando lei si è insediata in città a fine gennaio assistevamo ad una recrudescenza di microcriminalità: furti in case e negozi, vandalismi. Ora sembra tutto passato.

«In effetti in quel periodo si è sviluppata un’ondata di microcriminalità, poi le forze di polizia hanno messo in campo un’azione incisiva di controllo del territorio e di prevenzione. Azione che continua e che in futuro vedrà iniziative sempre più stringenti, a cominciare dall’installazione di impianti di videosorveglianza. Abbiamo già approvato il progetto, che ora è al vaglio del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e quanto prima sarà attuato. Poi c’è stata l’istituzione del Comitato circondariale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che presiedo, e vede attorno al tavolo tutte le forze di polizia locali e i sindaci; ci siamo già incontrati due volte e avremo un ulteriore incontro nei prossimi giorni nel quale aff ronteremo altri temi, in particolare la violenza contro le donne, che vorrei monitorare».

l.a.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile

Nella foto: il Commissario straordinatio Adriana Cogode nell”ufficio del Sindaco, in Municipio a  Imola

Infiltrazioni mafiose, terrorismo, furti. Per Adriana Cogode: “Garantire la sicurezza è il dovere principale'
Cronaca 29 Marzo 2018

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila

Più che dimezzati i furti in appartamento e, in generale, calano tutte le tipologie di furti e truffe. E’ questa la fotografia che emerge confrontando i dati della Prefettura di Bologna tra il 2016 e il 2017 riguardo al Comune di Medicina. Per il secondo anno consecutivo, quindi, prosegue il trend positivo che, dopo il picco del 2015, ha visto i reati diminuire drasticamente.

In particolare, i furti in abitazione sono calati del 66%(da 88 del 2016 ad appena 30 nel 2017, mentre nel 2015 erano stati ben 156), ma scendono anche quelli ai danni di esercizi commerciali e di autovetture. Sostanzialmente stabili i furti all’interno delle auto in sosta, mentre sono aumentati i furti con destrezza. Le truffe, invece, sono calate del 48%. «Non possiamo che essere soddisfatti del netto calo dei delitti commessi sul nostro territorio. I furti e i danneggiamenti sono notevolmente diminuiti, così come le truffe e andiamo particolarmente orgogliosi del totale azzeramento dei delitti in materia di stupefacenti» ha commentato l’assessore alla Partecipazione, Valentina Baricordi, che ha aggiunto: «Questi risultati si ottengono solamente attraverso una cooperazione costante con la polizia municipale e i carabinieri in piena e totale collaborazione con i gruppi di sicurezza del vicinato ma anche ascoltando i cittadini e chi vive quotidianamente il paese».

Il riferimento è ai gruppi di cittadini auto-organizzati che si tengono in contatto scambiandosi informazioni su furti o persone sospette tramite chat di gruppo create con l’applicazione per smartphone Whatsapp. A Medicina il sistema è partito nell’estate del 2015 «e oggi conta circa mille iscritti» dice con orgoglio uno dei referenti, Alessandro Collina. Il territorio è stato diviso in zone e sono stati creati 16 gruppi, ossia Fossatone, Villa Fontana, Fiorentina, Sant’Antonio, Portonovo, Buda, Ganzanigo e Crocetta, via Nuova, centro storico, zona artigianale, via Zanardi, Armigeri e Roslè, Togliatti e San Paolo, Argentesi e Massarenti, via Flosa, più il gruppo commercianti. Queste reti, oltre ad aumentare il senso civico, fanno sì che alle forze dell’ordine arrivino segnalazioni più precise e, se da una parte contribuiscono ad aumentare il senso di sicurezza, dall’altra i malviventi hanno la sensazione che sul territorio ci sono occhi vigili. Il fatto poi che da quando esistono a Medicina siano calati furti e truffe pare ben più di una coincidenza. «Le persone denunciano di più rispetto a qualche anno fa – è convinto Collina -. A mio parere gli incontri che abbiamo organizzato e la prevenzione che abbiamo fatto hanno avuto un’incidenza in questi dati, che rispecchiano la nostra percezione».

Nelle serate organizzate per presentare i gruppi di vicinato e in quelle che hanno visto la presenza di esponenti dell’Arma dei carabinieri, infatti, «vengono fornite anche informazioni utili su come comportarsi. Ad esempio, non lasciare attrezzi da giardino incustoditi all’esterno, che possono essere utilizzati dai ladri come attrezzi da scasso – elenca Collina -. Oppure, di notte illuminare il giardino, tenere in casa i cani e le finestre chiuse in estate. Inoltre, di recente i gruppi sono serviti anche per divulgare le allerte in caso di maltempo, ad esempio quando sono state chiuse le scuole per neve».

gi.gi. 

L”articolo completo e la tabella con i dati della prefettura su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: alcuni esponenti dei gruppi di vicinato di Medicina insieme al sindaco Onerlio Rambaldi e all”assessore Valetina Baricordi

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila

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