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Cronaca 29 Marzo 2020

La rivisita statunitense Forbes mette tre giovani imolesi tra le 100 promesse italiane Under 30

Potrebbero essere di Imola i prossimi Mark Zuckerberg o Elon Musk, rispettivamente il fondatore di Facebook e l’inventore della Tesla. Fra le cento promesse italiane Under 30 che stanno cambiando il mondo individuate dalla rivista statunitense Forbes, infatti, ci sono tre giovani imolesi: Francesco Capponi, Matilde Padovano ed Emanuele Rossi, ideatori della piattaforma LeadTheFuture.

Insieme a loro nella classifica 2020 c’è chi ha inventato la bottiglia intelligente che pulisce il pianeta e chi ha resuscitato le cellule cerebrali di un maiale morto. LeadTheFuture, letteralmente «guida il futuro», è una comunità digitale per mettere in contatto gli studenti con figure professionali leader nel mondo Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) che potranno fungere da mentori per l’orientamento accademico e lavorativo. Grazie al network lo scorso anno dieci giovani hanno ottenuto stage in aziende come Google e Nasa. In due anni di vita gli studenti coinvolti sono oltre trecento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 marzo

Nella foto Francesco Capponi, Matilde Padovano ed Emanuele Rossi

La rivisita statunitense Forbes mette tre giovani imolesi tra le 100 promesse italiane Under 30
Sport 12 Febbraio 2020

Basket A2, giocatori e staff dell’Andrea Costa lamentano ritardi negli stipendi. Striscione dei tifosi davanti alla sede

Prosegue il caos in casa Andrea Costa. Dopo la conferenza stampa di giovedì scorso durante la quale l’Amministratore Unico Gianpiero Domenicali ha espresso tutta l’incertezza sul futuro del club (leggi qui), anche i giocatori sono voluti intervenire su quanto sta accadendo, affidando il loro pensiero ad una lettera. «Tutti i giocatori e lo staff tecnico dell’Andrea Costa Imola hanno deciso di focalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori sulla loro situazione riguardante il rispetto degli impegni contrattuali assunti dalla società nei loro confronti. Attualmente i tesserati non hanno ancora percepito la terza mensilità convenuta o l’hanno ricevuta solo in par- te. Pochissimi per intero. Le situazioni contrattuali sono diverse per ciascuno, ma il ritardo nel pagamento degli emolumenti ormai non è più tollerabile. Anche alla luce delle dichiarazioni del presidente in una conferenza stampa tenuta pochi giorni fa, ci sentiamo di far conoscere il nostro punto di vista in una situazione non più sostenibile. Non possiamo essere noi atleti e staff tecnico un parafulmine delle difficoltà, dal momento che i mancati pagamenti mettono in seria difficoltà la nostra vita personale e familiare. Fino ad ora abbiamo sempre dimostrato serietà, professionalità e soprattutto rispetto in campo e fuori, ma adesso pretendiamo altrettanto dalla società Andrea Costa Imola Basket».

Protesta che ha visto in prima linea anche i tifosi, inizialmente con un post pubblicato lunedì scorso dal gruppo Onda d’Urto 1993. «Prese in giro, bugie e mezze verità. Fino a questo momento siamo rimasti in silenzio solo ed esclusivamente per il bene dell’Andrea Costa e per rispetto di quei due colori che probabilmente, ad oggi, soltanto noi amiamo. A tutto però c’è un limite e dopo quello che è successo negli ultimi giorni non potevamo più rimanere in silenzio». Nella serata di lunedì davanti alla sede di via Valeriani è comparso uno striscione eloquente: «Il tempo delle c…te è finito. La nostra comprensione: un ricordo sbiadito». Firmato Onda d’Urto 1993. (da.be.)

Nella foto: lo striscione apparso nella sede di via Valeriani

Basket A2, giocatori e staff dell’Andrea Costa lamentano ritardi negli stipendi. Striscione dei tifosi davanti alla sede
Cronaca 24 Giugno 2019

Il 25 giugno all'hotel Donatello di Imola la presentazione del libro di Alberto Forchielli “Fuoco e fiamme'

Come sarà il mondo da qui a trent’anni? Come cambierà la nostra vita grazie, o a causa, di tecnologie sempre più pervasive e invasive? E come dobbiamo prepararci noi e i nostri figli per saper intercettare al meglio i cambiamenti già in atto, ma che da noi, in Italia, arrivano sempre in ritardo? Dopo il caustico pamphlet “Muovete il culo!”, col nuovo libro “Fuoco e fiamme” (Baldini+Castoldi) l’imolese Alberto Forchielli (imprenditore, giornalista esperto di economia, pirotecnico opinionista magistralmente imitato da Crozza) torna a scuotere le coscienze degli italiani per prepararli al mondo di domani. E lo fa con un viaggio pirotecnico nei luoghi ove il futuro non si aspetta ma si costruisce.

Un viaggio attraverso le città più innovative del mondo, passando per il Mit di Boston – dove Forchielli con il suo fondo di private equity Mandarin capital è membro del Mit Ilp (Industrial liaison program) e sostenitore del Deshpande center for technological innovation -, poi in California, tra Stanford e la Singularity university, e la Cina, con la sua potenza economica e tecnologica debordante. Un viaggio che sembra tratto dal film Blade Runner, ma che, per certi aspetti, è già realtà: in cui il Dna servirà non solo a riparare i corpi ma come hard disk millenario; in cui l’intelligenza artificiale controllerà case, città e il modo di fare banca; in cui la stampa 3D ci permetterà di avere il vestito desiderato fatto al momento in negozio; o in cui potremo agire a distanza pilotando un nostro avatar-robot. Un viaggio, infine, in cui non solo la geopolitica sarà diversa, col mondo ribaltato rispetto all’oggi, ma l’uomo stesso non sarà più un semplice uomo, bensì grazie a interfacce neurali potrà aumentare le facoltà della sua mente, o in cui i nanorobot cureranno ogni malattia a livello cellulare e potenzieranno i nostri organi.

Tutto ciò è la realtà che già si sta preparando nei migliori centri di ricerca del mondo e che Forchielli anticipa in “Fuoco e Fiamme”, libro che verrà presentato martedì 25 giugno, alle ore 20.45, presso l’hotel Donatello (sala Grand prix 2), in via Rossini 25. L’autore, nell’occasione, sarà intervistato dal direttore del settimanale sabato sera, Fulvio Andalò, e dal direttore del settimanale diocesano il nuovo Diario Messaggero, Andrea Ferri. L’iniziativa è organizzata da Centro studi Alcide De Gasperi, dall’associazione Imprese e professioni, dal Centro studi Luigi Einaudi e dall’associazione Codronchi Argeli, in collaborazione con Università Aperta. (r.cr.)

Nella foto la copertina del libro che sarà presentato domani 25 giugno

Il 25 giugno all'hotel Donatello di Imola la presentazione del libro di Alberto Forchielli “Fuoco e fiamme'
Sport 19 Maggio 2018

Calcio, tra play-off e ripescaggi domani inizia il futuro dell’Imolese

In questi giorni, quando si parla di Imolese, la parola più ricorrente è «ripescaggio». Inserita in pianta stabile nella domanda «se sarà possibile salire in serie C in quel modo» giocoforza si eleva sul contesto, travalicando ogni altra valutazione sul futuro. Perfino la prima partita di play-off di serie D, che l’Imolese giocherà domani al Romeo Galli con la Sangiovannese (inizio ore 16), passa in secondo piano, pur nella consapevolezza che un sottile filo lega direttamente le due cose; perché gran parte delle chance di ripescaggio dipendono proprio dal risultato dei play-off.

Ammesso e non concesso che quest’anno ci siano questi benedetti ripescaggi, perché con la conferma ufficiale da parte del commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini dell’apertura fin dalla prossima stagione alle seconde squadre di serie A e B, che dovrebbero andare a coprire alcuni dei buchi lasciati vuoti dalla mancata iscrizione in serie C di alcune società, è chiaro che i posti per chi aspira a salire dalla D, pur non avendo vinto il campionato, potrebbe ridursi all’osso, se non azzerarsi del tutto. «Aspetto che mi arrivino notizie ufficiali – ha detto Lorenzo Spagnoli, presidente dell’Imolese -. Difficile fare commenti sulle cose che si sentono dire. Di incertezze ce n’erano anche prima della novità legata alla seconde squadre. I parametri sui ripescaggi ad esempio non sono ancora stati resi noti. E non sappiamo nemmeno gli eventuali costi che questi comporteranno».

Intanto però in ballo c’è anche il progetto relativo alla messa a norma dello stadio. Si procede coi lavori o si attende?

«Il progetto sul Romeo Galli va avanti regolarmente – ha confermato il massimo dirigente rossoblù -. Non vogliamo farci cogliere impreparati nel caso in cui ci siano possibilità di andare su. A prescindere da quello che succederà, noi in questo momento sappiamo di dover progettare un altro campionato di serie D. In mezzo ci sono i play-off che proveremo a vincere, indipendentemente dal fatto che serva o meno. Quindi dobbiamo concentrarci al massimo per la partita con la Sangiovannese. Sappiamo che tutte le squadre partecipanti ci tengono a classificarsi prime in questa mini competizione, indipendentemente dal fatto che siano interessate al ripescaggio».

Intanto nella prima sfida play-off giocata domenica scorsa, il Forlì l’ha spuntata sul Fiorenzuola semplicemente pareggiando per 0-0 dopo i tempi supplementari. Anche all’Imolese contro la Sangiovannese le basteranno due risultati su tre per qualificarsi alla finale con lo stesso Forlì. «Non nego che l’essersi classificati davanti dia dei concreti vantaggi psicologici – ha ammesso Massimo Gadda, allenatore dell’Imolese -. Ma non possiamo scendere in campo puntando a priori al pareggio. Sarebbe molto pericoloso un atteggiamento del genere. Questa è una sfida da affrontare a viso aperto, cercando di vincerla. E’ una partita da dentro o fuori e quindi di per sé difficile. Ma più che l’avversario a preoccuparmi sono le assenze con le quali dobbiamo ancora fare i conti. Praticamente manca tutta la difesa. Agli irrecuperabili Sereni e Zini si è aggiunto Checchi. Un po’ meglio è messo Torta ma, essendo stato fermo due mesi, non è in grandi condizioni. Se non ce la farà, al fianco di Boccardi giocherà uno fra Crema e Boccadamo. Per il resto abbiamo recuperato pienamente Carraro per il centrocampo, e il centravanti Ferretti, dopo una settimana di allenamenti differenziati, sta lavorando col gruppo e spero di poterlo utilizzare fin dall’inizio».

Questa la probabile formazione: Rossi; Garattoni, Boccardi, Crema (Boccadamo), Guatieri; Miotto, Carraro, Valentini; Belcastro; Ferretti, Titone.

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 17 maggio.

Nella foto (Isolapress): Mario Titone

Calcio, tra play-off e ripescaggi domani inizia il futuro dell’Imolese
Sport 12 Maggio 2018

Futsal serie A, futuro ancora incerto per Imola-Castello

Quale futuro attende l”Ic Futsal? Il quesito è ancora lontano dalla risoluzione e il comunicato stampa emesso dalla società del presidente Brunori non toglie nessun dubbio in tal caso.

«Riguardo alle diverse voci circolate negli ultimi giorni – si legge nella nota – la società Ic Futsal intende fare chiarezza nel rispetto delle istituzioni, dei propri tesserati, dei propri partner e soprattutto dei propri tifosi. In attesa che la stagione sportiva finisca, la società si sta confrontando al proprio interno, analizzando quanto accaduto nel campionato appena terminato, sia dal punto di vista gestionale che sportivo. L’obiettivo è quello di fare tutte le valutazioni generali per mettere le basi in vista della prossima stagione, che vedrà comunque la squadra al via con l’intento di rappresentare una parte di Imola nel mondo del futsal».

Gli scenari possibili, quindi, sono molteplici e dai più positivi a più pessimistici. Solo il tempo, quindi, scioglierà ogni riserva.

d.b.

Nella foto: la gioia per il raggiungimento della salvezza in casa Ic Futsal

Futsal serie A, futuro ancora incerto per Imola-Castello
Sport 11 Maggio 2018

Autodromo, le anticipazioni del presidente Selvatico Estense: “Rievocazioni e musica, puntiamo sui festival'

Il calendario 2018 dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari sta entrando nel vivo proprio quando è in corso la selezione per il nuovo direttore generale di Formula Imola, la società che gestisce l’impianto. Pier Giovanni Ricci, in carica dal 2016, si è riproposto e la settimana scorsa ha fatto il colloquio come gli altri sette contendenti. Ora ne sono rimasti in lizza due: Ricci e Roberto Marazzi, romano, funzionario Aci ed ex pilota automobilistico. «Ma la parola definitiva toccherà al Cda della società – precisa Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola -. Nel frattempo l’incarico di Ricci è stato prorogato all’1 giugno o fino alla nomina del nuovo direttore». A selezione in corso, correttezza vuole che il direttore lasci la parola al presidente per un bilancio del lavoro svolto e qualche anticipazione sul futuro. «Posso però dire che Pier Giovanni ha consolidato e mantenuto alto il livello della struttura in termini di gestione. I risultati economici sono sotto gli occhi di tutti nel bilancio».

Quest’anno c’è stata la nota dolente dell’evento musicale calendarizzato per giugno e non pervenuto.
«Fino all’ultimo abbiamo sperato che l’opzione che avevamo sui Foo Fighters si realizzasse, ma hanno preferito Firenze (il concerto ci sarà il 14 giugno, ndr). E’ la differenza tra una struttura come la nostra che vuole essere pagata e altre città che invece… Per i Guns e gli Ac/ Dc abbiamo chiesto 180 mila euro di affitto, qualcuno ci ha detto che è poco, ma consideriamo che lo stadio di San Siro ne costa la metà».

Il 1° Maggio il circuito è stato aperto al pubblico per commemorare Ayrton Senna, com’è andato l’evento?
«La giornata è stata organizzata da If e dalla Coop. Bacchilega ed è andata molto bene, abbiamo stimato circa 3.000 presenze».

Le aperture della pista al pubblico «non motorizzato» piacciono, contate di farne di più?
«C’è una richiesta in tal senso, chiaramente devono essere commisurate all’attività dell’autodromo e alla sicurezza. Ad esempio di sera può essere un problema. Abbiamo già avuto persone che sono cadute o sono state investite da una bici. Anzi, ne approfitto per rammentare che occorre un utilizzo responsabile, quando la pista è aperta a tutti si confida nel buon senso dei cittadini».

Passiamo al calendario motoristico, il Motor Legend Festival è stato una novità ben riuscita, lo riproporrete?
«E’ una bellissima iniziativa e confidiamo di proseguire anche l’anno prossimo. Però vorremmo trovare delle connessioni con le altre manifestazioni a carattere vintage che abbiamo in autodromo, cioè il Minardi Day e la 200 Miglia Revival. Ci piacerebbe proporre un festival tipo il Goodwood Revival, forse la più bella manifestazione del genere, la organizzano in Inghilterra e attira in media 200 mila persone. Quest’anno, senza troppa promozione, abbiamo fatto 15 mila persone col Legend, con moltissimi stranieri. Vorremmo proporre una settimana intera all’insegna della storia del motorsport, un evento che porterebbe un grande indotto a tutta la città».

E per quanto riguarda i concerti?
«Vorremmo organizzare un festival musicale… Finora abbiamo affittato l’autodromo e basta, ora l’idea è passare dall’altra parte della barricata, contattare direttamente gli artisti tramite i manager. Questo però comporta assumersi anche il rischio d’impresa, quindi occorre un parere positivo di Conami (il concessionario dell’autodromo per il Comune, ndr), socio unico di Formula Imola. Ci stiamo ragionando. Un festival del genere significherebbe creare un appuntamento musicale fisso, utile anche per non scombinare ogni volta il calendario motoristico per inserire un concerto, cosa che ha creato più di un attrito».

A proposito di rumore, le ultime sentenze nate da esposti e denunce di residenti e associazioni ambientaliste per disturbo della quiete pubblica e simili, si sono concluse positivamente per voi.
«Per quanto ci riguarda, e come ho detto più volte anche a Eddi Dolcetti, presidente del Comitato autodromo, su questo tema credo esistano spazi di concertazione. La gestione dell’autodromo è sempre più orientata al monitoraggio delle emissioni rumorose in base a quelle che sono le discipline autonome locali, più restrittive delle leggi nazionali. Lo stesso Conami sta investendo in strumenti di tutela attiva e passiva per calmierare l’incidenza dell’attività lavorativa dell’autodromo. Detto ciò, ricordo che abbiamo ricevuto delle lamentele anche per il rumore prodotto dalle gare ciclistiche e per gli schiamazzi dei podisti…». (l.a.)

L”intervista completa su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto: Uberto Selvatico Estense insieme ad Ayda Yespica, la madrina del round imolese della Superbike

Autodromo, le anticipazioni del presidente Selvatico Estense: “Rievocazioni e musica, puntiamo sui festival'
Sport 6 Maggio 2018

Basket Andrea Costa, futuro ancora incerto per il capitano Patricio Prato: «Vorrei giocare ancora, Imola è la mia priorità»

Dopo presidente e coach, tocca… al capitano. Al termine della sua settima stagione in biancorosso, nella quale Patricio Prato è diventato il settimo di sempre per presenze (180) e ottavo per punti (2.064), c’è tanto da dire sul passato e sul futuro dell’italoargentino all’Andrea Costa. Un anno fa Prato finì in anticipo la stagione per un infortunio, mentre oggi il capitano biancorosso chiude l’annata sul campo, ancora da protagonista. «Sono assolutamente soddisfatto della nostra stagione – rivela il gaucho – anche se dispiace non essere andati ai play-off, che sarebbero stati la ciliegina sulla torta di questa bella cavalcata».

T’immaginavi una stagione del genere?

«A chi storce il naso per il mancato ingresso nelle prime 8, vorrei ricordare che partivamo da una squadra completamente ricostruita, con un nuovo tecnico, un sistema di gioco completamente diverso e dopo aver fatto tante scommesse. Ogni scelta si è rivelata azzeccata, abbiamo ribaltato ogni pronostico (non dimentico che tanti media ci davano per retrocessi la passata estate) e, salvandoci con largo anticipo, siamo arrivati a 30 punti che a ovest hanno significato i play-off».

Com’é stata la convivenza tra (molto) giovani e (molto) vecchi?

«Ho vissuto molto bene questa differenza generazionale, anche perché questi sono ragazzi in gamba, che insieme a noi “diversamente giovani” sono stati importanti per costruire un bel gruppo e una vera squadra, che poi sono state le armi principali per vincere e centrare l’obiettivo».

Quanto c’è di Cavina in questa stagione?

«Lui è stato il motore della nostra macchina e i risultati si sono visti. Noi però siamo stati bravi a seguirlo al meglio».

La sua conferma è fondamentale per Imola?

«Sarebbe un bel passo avanti, per il valore del coach, ma anche perché la continuità paga sempre. Sarebbe importante non ripartire da zero come guida tecnica».

A questi livelli ci puoi giocare tranquillamente anche l’anno prossimo?

«Mi sento bene e mi accorgo che riesco ancora a rendere come due o tre anni fa. Amo questo sport, mi piace stare in palestra, sentire il rumore delle scarpe sul parquet e sono molto motivato. Voglio giocare ancora».

C’è chi ha detto che prima di sostituirti bisogna pensarci due volte.

«Fa piacere sentire queste parole. Io sono in scadenza di contratto, ma l’Andrea Costa, con la quale si è creato un rapporto di grande stima, è la mia priorità. In futuro ci saranno da valutare tante cose e semmai trovare un accordo, ma oggi è difficile capire cosa succederà».

Allora ci rivediamo al raduno di agosto, per entrare ancora di più nella storia biancorossa?

«Me lo auguro, anche perché il prossimo sarà un campionato speciale, con tre promozioni e cinque retrocessioni. Bisogna vedere chi ci sarà e che squadra avremo, ma senza fare proclami».

p.p.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress): Patricio Prato

Basket Andrea Costa, futuro ancora incerto per il capitano Patricio Prato: «Vorrei giocare ancora, Imola è la mia priorità»
Sport 6 Maggio 2018

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

Il pareggio a reti bianche in casa del Villabiagio ha fatto toccare quota 70 in classifica all’Imolese. L’occhio ora è rivolto ai play-off, che si giocheranno dal 13 maggio. Prima però oggi ci sarà da affrontare il Forlì (stadio Romeo Galli, inizio ore 15), avversario mai banale nella storia rossoblù. Nell’attesa degli spareggi ci si continua a domandare perché l’Imolese quest’anno sia rimasta tagliata fuori dalla lotta per il primo posto con diverse giornate di anticipo. E lo abbiamo chiesto a Federico Carraro, 26 anni il prossimo 23 giugno, regista della squadra, arrivato nel novembre scorso dal Modena escluso in corsa dal campionato di serie C. «Innanzitutto dobbiamo prendere atto che il Rimini ha fatto un grandissimo campionato – ha risposto Carraro -. Migliore del nostro, che pure non è stato male, nonostante le tante sconfitte. Loro hanno perso solo tre volte, l’ultima quando avevano già vinto matematicamente il campionato».

Troppe sconfitte, ma anche una gran quantità di gol presi. Come te lo spieghi?

«Non riesco a darmi una spiegazione. Anche perché a livello di gioco non abbiamo mai subìto tanto gli avversari. Solo che alla prima occasione ci hanno quasi sempre fatto gol».

Adesso non restano che i play-off per sperare nel ripescaggio.

«Dobbiamo fare il massimo per vincerli. Primo per toglierci una soddisfazione che compensi almeno in parte la delusione del primo posto mancato. Secondo perché vincendoli conquisteremmo una buona posizione nella griglia dei ripescaggi».

Che giudizio dai alla tua stagione?

«Sotto l’aspetto della continuità, positivo. Non ho accusato infortuni e sono stato sempre impiegato dal mio arrivo a novembre. E questo, per uno che gioca nel mio ruolo, è importante. Per il resto penso di aver disputato buone partite e altre un po’ meno».

La tua futura maglia la immagini ancora rossoblu?

«Intanto bisogna vedere cosa pensano di me dirigenti e tecnici. E’ chiaro che se la loro voglia di far bene anche il prossimo anno si sposa con la mia, diventerebbe naturale continuare insieme. E’ ovvio che rimarrei più volentieri in serie C. Ma accetterei anche la D se, come penso, ci saranno di nuovo i presupposti per vincere il campionato».

Manca una giornata alla fine. Ed è quella del derby col Forlì, che potrebbe anche essere un avversario nei play-off. Quale è l’avversario più temibile sulla carta? 

«Intanto dobbiamo cercare di vincere quest’ultima sfida, perché per il discorso ripescaggio conta anche il numero dei punti in classifica. E poi, concludendo bene il campionato, affronteremmo con più fiducia i play-off. Abbiamo visto che la squadra che gioca il miglior calcio è il Fiorenzuola. Ma come organico è il Forlì ad essere più attrezzato, ed anche quello che, incontrandolo, può darci più fastidio».

Stando alla classifica attuale è la Sangiovannese l’avversario più probabile nella prima partita play-off.

«E’ sicuramente una squadra tosta e molto fisica. Però ricordo che in gennaio, nell’incontro di ritorno al Romeo Galli, la dominammo, nonostante il pareggio finale».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress); Federico Carraro

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

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