Posts by tag: gelo

Cronaca 9 Gennaio 2020

Come proteggere dal gelo i contatori dell'acqua, le indicazioni di Hera per evitare brutte sorprese

Il gelo invernale mette a rischio tubazioni e contatori dell”acqua. Come fare allora per non avere brutte sorprese e rischiare rotture nei mesi più freddi dell”anno? Ecco che arrivano, puntuali, i consigli di Hera per tutelarsi ed evitare così disagi e spese, dal momento che è cura del cliente la custodia degli apparecchi.

Ovviamente i contatori esterni alle abitazioni, in particolar modo quelli che si trovano in locali non isolati e nelle seconde case non abitate se non nel ridotto periodo delle vacanze, sono quelli più esposti al rischio rottura. In questo caso, è consigliabile che da un rubinetto esca sempre un filo d’acqua, una modesta quantità, evitando inutili sprechi. I bauletti o le nicchie che contengono i contatori devono poi essere rivestiti di materiale isolante, ovvero coibentati, utilizzando a questo fine materiali come il polistirolo o il poliuretano espanso, materiali facilmente reperibili presso rivenditori del settore edile. Lo spessore dei pannelli deve essere di almeno due centimetri e mezzo.

Meglio invece, spiegano ancora da Hera, «evitare di rivestire le tubature avvolgendole con stracci che, assorbendo l’acqua e ghiacciandosi, possono aumentare il rischio». E” invece buona norma, nelle case disabitate, chiudere il rubinetto che si trova sopra il misuratore e provvedere allo svuotamento dell’impianto.  Comunque, qualora dovessero verificarsi rotture o danni al contatore, occorre dare immediata comunicazione a Hera, telefonando al numero verde del Pronto Intervento: 800.713.900.

Per ulteriori informazioni: www.gruppohera.it/gelo. (r.cr.)

Come proteggere dal gelo i contatori dell'acqua, le indicazioni di Hera per evitare brutte sorprese
Economia 5 Aprile 2018

Il gelo ha bruciato la produzione di albicocche, l'allarme degli agricoltori – VIDEO

Il gelo di fine febbraio ha messo in ginocchio per l’ennesima volta i produttori di albicocche, in particolare quelli della vallata del Santerno, dove le temperature sono scese oltre i dieci gradi sottozero. «Posso affermare, senza timore di essere smentito, di aver perso oltre il 90 per cento della produzione – esordisce Domenico Errani, che nella vallata del Santerno ha 12 mila piante su 17 ettari, 16 dei quali certificati biologici -. E da adesso in avanti posso solo rischiare di perdere la totalità del raccolto».

Le varietà precoci mature già in maggio sono evidentemente più esposte ai rigori invernali, anche le varietà tardive hanno però risentito delle basse temperature. Lo stesso Errani mostra nel video che ci ha mandato (pubblicato sul sito del sabato sera) gli effetti sulle gemme, in cui pistillo e ovario sono necrotizzati per il gelo. “Gelo e campagna a rischio”, l’allarme di Coldiretti e Cia Imola«La campagna 2018 dell’albicocca è a forte rischio». A lanciare l’allarme sono state nei giorni scorsi le organizzazioni agricole che ieri, 4 aprile, hanno incontrato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, assieme ai tecnici dell’assessorato.

Imola è leader in Italia nella produzione di albicocche con 1.100 ettari coltivati, pari al 20% della superficie che in Emilia Romagna è destinata a questa coltura e all’8 per cento a livello nazionale. «Purtroppo – constata Coldiretti Bologna – dopo i prezzi al di sotto dei costi di produzione del 2016, la grandinate e la siccità del 2017, con prezzi sempre non remunerativi, anche il 2018 è partito sotto i peggiori auspici. Già lo scorso anno gli inceppi e i bizantinismi nei complicati procedimenti parlamentari non avevano consentito il riconoscimento dello stato di calamità per la grandinata».

Lo stato di calamità consente infatti di attivare i finanziamenti del Fondo di solidarietà nazionale previsti dal decreto 102/2004 a sostegno delle imprese agricole, le cui produzioni sono danneggiate da calamità naturali ed eventi climatici avversi. «Ci auguriamo – afferma il presidente di Coldiretti Bologna, l’imolese Antonio Ferro – che quest’anno sia riconosciuta l’eccezionalità dell’evento, anche perché, purtroppo, a fine febbraio non era stato ancora raggiunto l’accordo tra le compagnie di assicurazione e i Consorzi di difesa per la campagna assicurativa, che avrebbe consentito ai produttori di assicurarsi. Se da una parte sul fronte delle assicurazioni ci sono novità positive come l’abbassamento della soglia di indennizzo e l’aumento del contributo sulle polizze, dall’altro occorre che le polizze siano calate nella realtà produttiva con strumenti chiari e comprensibili e che siano soprattutto snelle, visto che ancora oggi ci sono agricoltori che stanno facendo i conti con le polizze agevolate del 2015».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Cia di Imola. «Ci vorranno giorni per fare una ricognizione che delinei la reale situazione delle campagne – commenta il presidente, Giordano Zambrini -. Ci troviamo di nuovo con il reddito delle aziende agricole messo a dura prova, ma anche le ripercussioni sull’indotto saranno significative, in quanto in alcune zone il raccolto è stato compromesso totalmente. L’Unione europea prevede lo strumento assicurativo come unica arma a difesa delle colture colpite dalle calamità atmosferiche, purtroppo, però, le procedure sono alquanto farraginose e complicate, senza tener conto dei programmi informatici che ancora oggi non funzionano a pieno regime. Solleviamo quindi nuovamente la necessità di un provvedimento normativo – esorta Zambrini – in grado di superare questa situazione paradossale che non favorisce, da parte delle imprese, il ricorso all’assicurazione». A farsi portavoce in Regione delle preoccupazioni delle associazioni di categoria e degli agricoltori è stato il consigliere regionale Roberto Poli. «Occorre ricercare tutte le azioni possibili a tutela della produzione di albicocche e delle imprese agricole – dichiara -. Per questo ho contattato l’assessore Caselli, promuovendo l’incontro del 4 aprile».

Altri particolari e testimonianze di agricoltori sul “sabato sera” in edicola dal 5 aprile.


lo.mi.

Nella foto uno degli agricoltori colpiti, Maria Montefiori nel suo campo a Posseggio

Il gelo ha bruciato la produzione di albicocche, l'allarme degli agricoltori – VIDEO
Cronaca 22 Marzo 2018

Gelo primaverile, nella notte delle campagne il rumore delle ventole anti-brina

Contro il gelo primaverile di questi giorni, quando soprattutto alla sera e al mattino presto le temperature sono tanto basse da mettere a rischio le piante da frutto che avevano già iniziato a fiorire, e di conseguenza la produzione agricola, in campagna sono diverse le misure anti-gelo ed anti-brina che i coltivatori adottano per salvaguardare le proprie piante.

Un metodo che sta diffondendosi sempre più è quello delle ventole, vere e proprie torri alte fino a 11 metri che, grazie a ventole a due o tre pale, mitigano la temperatura al suolo mischiando l”aria fredda bassa a quella più calda che si trova più in alto.

“La differenza di temperatura tra il suolo e i 14 metri di altezza (la misura raggiunta dalla torre più le pale della ventola che arrivano a 3 metri) può essere anche di 3 o 4 gradi” racconta Samuele Zanotti dell”omonima azienda agricola di Casola Canina, nell”imolese, e ha scelto questa soluzione da un paio di anni. “Si tratta di un investimento costoso, perché serve una torre ogni tre ettari di frutteto – precisa Zanotti -, e costano 14 mila euro l”una se usate, anche il doppio se nuove, ma è una soluzione fondamentale contro le gelate primaverili”. Oltre alla ventola in sè, che funziona con un motore diesel alquanto potente e rumoroso, come hanno potuto constatare in queste notti di gelate coloro che abitano nelle zone di campagna, è necessario costruire anche un basamento fisso in calcestruzzo per fissarle.

Altre soluzioni sono i fuochi controllati ma vengono utilizzate per riscaldare le piante non troppo alte, come le viti – racconta Marco Poggi dell”azienda agricola Poggi di Imola – oppure su usa l”irrigazione a ghiaccio, che permette di congelare il fiore al fine di controllare la temperatura a zero gradi anziché farla bruciare da un freddo più intenso, come meno tre, quattro gradi. Quest”ultima modalità non l”ho mai sperimentata però l”ho vista utilizzare”.

Detto ciò, non mancano poi anche le assicurazioni contro i danni da gelo, che tutelano gli agricoltori contro le perdite economiche causate dal maltempo primaverile particolarmente pazzerello come quello di quest”anno.

mi.mo.

Nella foto un esempio di ventola anti-brina (AgriExpo)

Gelo primaverile, nella notte delle campagne il rumore delle ventole anti-brina
Cronaca 28 Febbraio 2018

Allerta meteo, domani torna la neve anche in pianura. Freddo siberiano ieri notte: -12° a Castel del Rio

Marzo dovrebbe essere sinonimo di primavera invece, dopo la tregua di oggi, ecco che nella giornata di domani tornerà prepotentemente il maltempo su tutta la Regione. L”Arpa-Er, infatti, ha diramato un”allerta arancione per neve e di codice giallo per criticità idro-geologica valida dalle ore 0 alle 24 di domani, giovedì 1 marzo.  La neve, secondo i modelli, dovrebbe cadere copiosa in pianura (10-20 cm), mentre nella fascia collinare e sui rilievi appenninini dovrebbe raggiungere i 20-40 cm, con punte di 50 cm.

Nel frattempo, questa notte e nella prime ore della mattina, si sono registrate temperature minime ancora inferiori rispetto alla giornata di ieri (leggi la news). Secondo i dati dell”Arpa-Er, a Imola la stazione meteo segnava -8.4° alle ore 6, mentre, allo stesso orario, a Sasso Morelli faceva -7.8°, così come a Castel San Pietro -7.9° (ore 5). Il record spetta a Castel del Rio dove il termometro ha segnato ben -12.2°.

 r.c.

Foto d”archivio

Allerta meteo, domani torna la neve anche in pianura. Freddo siberiano ieri notte: -12° a Castel del Rio
Cronaca 27 Febbraio 2018

Non solo maltempo e neve, è freddo record nel circondario. A Casoni di Romagna -11°

Non sembra placarsi l”ondata di maltempo che sta colpendo l”Italia e la nostra regione in questi giorni. La nevicata di ieri sera, arrivata fino in pianura, è stata condita, come da previsioni, da temperature tipicamente siberiane e molto al di sotto dello zero.

Secondo i dati dell”Arpa-Er, tra questa notte e le prime ore della mattina, a Imola la stazione meteo segnava -5.6° alle ore 7. Allo stesso orario, quella presso il “Mario Neri” ha fermato il termometro a -5.9°, mentre a Sasso Morelli faceva -6°.

Il record spetta, però, a Casoni di Romagna, tra Monterenzio e Castel del Rio, quando, alle 7.30, si registrava -10.8°. A Castel del Rio il termometro ha segnato ben -6.9°. Stesso trend a Castel San Pietro -6.3°, sempre alle ore 7. Da notare, comunque, che a mezzogiorno le temperature non hanno mai superato i -1° e stanno nuovamente scendendo un pò ovunque.

Le previsioni, sempre secondo il servizio meteorologico regionale, dicono che, nella giornata di oggi, i fenomeni dovrebbero attenuarsi in serata e sono previste gelate notturne con temperature intorno ai -6° , mentre per domani non sono previste precipitazioni e le massime dovrebbero assestarsi intorno ai .

Dalla notte e per giovedì 1 marzo, però, è previsto un nuovo peggioramento con deboli nevicate già dalle prime ore del mattino un pò su tutto il nostro territorio e in graduale intensificazione dal pomeriggio. Le temperature minime dovrebbero aggirarsi intorno a –1/-2°.

r.c.

Nella foto: il gelo non ha risparmiato nemmeno due «poveri» uccellini

Non solo maltempo e neve, è freddo record nel circondario. A Casoni di Romagna -11°

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