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Cronaca 9 Marzo 2023

L’Ausl di Imola tra i primi centri in regione ad avviare nuove terapie contro l’Hiv

Contro l’Hiv, un virus che ogni anno nel mondo conta quasi 2 milioni di nuovi infetti, attualmente è disponibile un’unica combinazione di farmaci somministrabili con una nuova modalità: due iniezioni intramuscolari, somministrate ogni due mesi, che vanno a sostituire la pastiglia da assumere ogni giorno. E l’Ausl di Imola, che segue circa 200 persone con infezione da Hiv, è la terza in Emilia Romagna ad aver avviato questo tipo di cura.

«Dal 21 febbraio – spiega il dottor Lorenzo Badia dell’ambulatorio infettivologico dell’Ausl di Imola -, presso l’ospedale nuovo è iniziata la somministrazione dei nuovi farmaci antiretrovirali a rilascio prolungato per il trattamento dell’infezione da Hiv. Si tratta di un’importante innovazione nella gestione terapeutica di questa infezione. I farmaci antiretrovirali disponibili fino ad oggi infatti, sebbene siano efficaci e con pochi effetti collaterali, obbligano le persone che vivono con Hiv all’assunzione quotidiana di una o più compresse, fattore che può contribuire allo stigma e alle difficoltà quotidiane che ancora ingiustamente colpiscono questa popolazione. Prima di passare a questa terapia, però, il medico infettivologo deve valutare se sono presenti i criteri di eleggibilità». (r.cr.)

Nella foto: da sinistra l’infermiere Federico Francia, il dottor Lorenzo Badia, la Coordinatrice assistenziale Marina Zambrini e l’infermiere Maurizio Cai

L’Ausl di Imola tra i primi centri in regione ad avviare nuove terapie contro l’Hiv
Cronaca 1 Dicembre 2022

Sanità, oggi è la Giornata mondiale contro l’Aids, in Emilia Romagna sempre meno contagi, incidenza maggiore a Rimini

Nella Giornata mondiale contro l’Aids, che si festeggia oggi, una buona notizia interessa l’Emilia Romagna: l’Hiv, negli ultimi 16 anni, i contagi vedono un calo costante sia tra gli uomini che tra le donne. Le nuove diagnosi si sono più che dimezzate, passando da 368 del 2006 a 175 del 2021. Resta alta, invece, la percentuale di chi arriva con una diagnosi tardiva: il 57%.

Ad attestarlo, i dati del Report curato dall’assessorato regionale alle Politiche della Salute. «In Emilia-Romagna – sottolinea l’assessore Raffaele Donini- il trend in calo delle infezioni da Hiv conferma l’impegno della sanità pubblica e il grande lavoro delle associazioni. Questi dati, però, non ci devono far abbassare la guardia, perché resta ancora alta la percentuale di chi scopre tardi di aver contratto il virus. Per questo dobbiamo continuare a sensibilizzare le persone, promuovere l’uso del test e far sì che aumenti la consapevolezza dei rischi, superando stereotipi e pregiudizi».

In Emilia-Romagna nel 2021 sono state registrate 175 nuove diagnosi di infezioni da Hiv in persone residenti, con un’incidenza pari a 3,9 casi ogni 100.000 abitanti; incidenza che si mantiene più alta nel sesso maschile (6,4 rispetto a 1,5 del sesso femminile).

Nel periodo 2006-2021, l’incidenza media è risultata di 7 casi per 100.000 abitanti: il trend è in calo in entrambi i sessi. L’unico lieve rialzo è stato registrato nel 2021, rispetto alle 145 diagnosi del 2020. L’ipotesi è che siano state recuperate diagnosi non effettuate l’anno precedente a causa della pandemia. 

Nell’intero periodo considerato le persone sieropositive diagnosticate sono prevalentemente di sesso maschile (74%), nella fascia di età 30-39 anni (31%) e di nazionalità italiana (68%). La modalità di trasmissione principale risulta essere nell’88% dei casi quella sessuale (52% eterosessuale e 36% omo-bisessuale). Nel 2021, la trasmissione omo-bisessuale risulta più alta rispetto a quella eterosessuale (rispettivamente 47% e 43%). In quasi un quinto dei casi (19%) di sesso femminile, la sieropositività è stata scoperta in corso di gravidanza in genere si tratta di donne straniere (84%).

Nel periodo 2006-21, oltre la metà (52%) delle persone era già in Aids, o in una fase molto avanzata dell’infezione. Nel 2021 tale quota è pari al 57%.

L’incidenza per classi di età mostra come le più colpite siano quelle tra i 20 e 49 anni: il fenomeno è appena rilevabile per i giovanissimi sotto i 20 anni e di minor impatto negli ultracinquantenni. Le persone straniere con diagnosi di infezione da Hiv rappresentano poco meno di un terzo (32%).

Nel 2021 i nuovi casi di Aids tra residenti in Emilia-Romagna sono stati 47. L’incidenza biennale 2020-21 (più stabile, vista la scarsa numerosità) è pari a 1,0 casi per 100.000 abitanti. Dal 1996, anno di introduzione delle terapie antiretrovirali (ARV), si è osservato un forte calo delle diagnosi e dei decessi, con un incremento progressivo del numero delle persone che vivono con una diagnosi di Aids.

Le nuove diagnosi di Hiv nel 2021 sono state 50 a Bologna (con un’incidenza di 4,9 casi ogni centomila abitanti), 22 a Rimini (incidenza 6,5), 20 a Reggio Emilia (incidenza 3,8) e a Modena (incidenza 2,8), 19 a Parma (incidenza 4,2), 12 a Ferrara (incidenza 3,5) e a Forlì-Cesena (incidenza 3,0), 10 a Piacenza (incidenza 3,5) e a Ravenna (incidenza 2,6).  (r.cr.)

Sanità, oggi è la Giornata mondiale contro l’Aids, in Emilia Romagna sempre meno contagi, incidenza maggiore a Rimini
Cronaca 1 Dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

In Emilia Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv, in dieci anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i residenti sono diminuite quasi del 40%. I nuovi casi di sieropositività sono stati 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un’incidenza del 5,9% ogni 100 mila abitanti. Una buona notizia nella Giornata mondiale contro l”Aids, oggi 1° dicembre, che arriva dall”assessorato regionale alle Politiche per la salute. Questo non significa che si può abbassare la guardia, gli esperti della sanità dicono che occorre continuare a sensibilizzare e informare affinché il numero dei malati si abbassi ulteriormente.

Non solo, oggi grazie alle terapie antiretrovirali il numero di persone che sopravvive nonostante la malattia è aumentato ma potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l’infezione, “poiché la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci” dicono dalla Regione. Invece, un malato su due ancora oggi scopre di essere positivo nella fase avanzata dell’infezione o quando è già in Aids conclamato (nei nuovi casi il 38%).

I dati regionali ci dicono che tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%). Le persone straniere con Hiv sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. 

“È anche grazie a giornate come questa- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- che si riesce a spiegare e ad avvicinare i cittadini, giovani in primis, a un tema così importante, di cui negli ultimi anni si tende purtroppo a parlare meno. Invece la soglia di attenzione deve rimanere alta, perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali”. 

Per la lotta all”Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test Hiv in tutta la regione: 800 856080 la telefonata è gratuita per chi chiama dai cellulari e dai telefoni fissi dell”Emilia Romagna. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il lunedì anche dalle 9 alle 12. Inoltre, 24 ore su 24 è attivo un sistema automatico di risposta, che dà informazioni di carattere generale su Aids, Hiv e Centri di riferimento nei quali è possibile effettuare il test.

Il sito regionale www.helpaids.it, gestito dall’Azienda Usl di Modena, offre informazioni, approfondimenti e consulenze personali in anonimato.

Per quanto riguarda i servizi per la consulenza e la prevenzione, i punti di riferimento sono gli Spazi giovani e Spazi per le donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari, Dipartimenti di sanità pubblica, Servizi per le tossicodipendenze (Sert), Centri prelievo Hiv, Blq Checkpoint per l’effettuazione del test in convenzione con l’Ausl di Bologna, Ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale.

Nella foto l”immagine della campagna regionale di sensibilizzazione contro l”Aids

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

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