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Ciucci (ri)belli 14 Febbraio 2019

Il progetto regionale Outdoor education arriva a San Prospero

E’ stato presentato nei giorni scorsi nella scuola dell’infanzia statale San Prospero (nella omonima frazione imolese), il progetto regionale Outdoor Education: la scuola in natura, coordinato dall’Area Educazione alla sostenibilità di Arpae (Regione Emilia Romagna), con il coinvolgimento di 20 Ceas riconosciuti al livello regionale, fra i quali il Ceas imolese.

Si è trattato di un incontro pubblico di approfondimento sul valore educativo delle esperienze che i bambini fanno in natura, al quale hanno preso parte Claudia Resta, assessore alla Formazione e Istruzione del Comune di Imola; Valentina Bergonzoni, esperta della Fondazione Villa Ghigi; Barbara Molinazzi, coordinatrice pedagogica del Comune di Imola; Lamberto Reggiani, medico pediatra e specialista in medicina dello sport; Massimo Bertozzi e Catia Nanni, del Ceas (Centro educazione alla sostenibilità) imolese.

La scelta della scuola della frazione di San Prospero, come sede dell’incontro pubblico, ha avuto lo scopo di favorire la presenza delle famiglie dei bambini coinvolti nel successivo percorso didattico di scuola all’aperto.

A San Prospero il Ceas Imolese realizzerà infatti due azioni specifiche: un corso di formazione per insegnati della scuola dell’infanzia ed educatori del nido e un percorso didattico di scuola all’aperto.

Il corso di formazione per insegnati della scuola dell’infanzia ed educatori del nido si svolgerà nella sede del Ceas Imolese (via Pirandello, 12) e nella Riserva Naturale Bosco della Frattona (via Suore), martedì 26 marzo; sabato 13 aprile, martedì 30 aprile e martedì 11 giugno. A questo corso sarà fondamentale la presenza del personale docente e ausiliario della Scuola dell’Infanzia Statale San Prospero, nella quale verrà svolto il percorso didattico di scuola all’aperto, della durata di cinque giorni consecutivi, mattina e pomeriggio, nella settimana da lunedì 20 maggio a venerdì 24 maggio. Il percorso didattico si svolgerà nel boschetto di impianto artificiale situato a circa cento metri in linea d’aria dalla Scuola dell’Infanzia Statale San Prospero e vedrà il coinvolgimento delle sezioni della Scuola stessa.

“Con questo progetto si vuole avvicinare i bambini alla natura e fare esperienze all’aria aperta per sviluppare la libertà di movimento e il pensiero critico e creativo. Voglio ringraziare l’area educazione alla sostenibilità di Arpae che coordina il progetto e i CEAS regionali che si occuperanno dei percorsi formativi e didattici” dichiara Claudia Resta, assessore alla Scuola.

“In una società in cui la natura è diventata sempre meno spontaneamente accessibile per i bambini – sottolinea Massimo Bertozzi, Coordinatore del Ceas Imolese – è importante pensare a esperienze in grado di ricreare questo rapporto. Educare all’aria aperta, soprattutto nella prima infanzia, appare sempre più fondamentale, in un’epoca in cui pediatri e psicologi cominciano a riscontrare patologie probabilmente collegate alla scarsità di esperienze in natura e alla libertà e spontaneità di movimento e pensiero che ne scaturiscono”.

Il progetto punta in primo luogo a collegare e mettere in relazione positiva tutte le persone, le strutture, le istituzioni, le famiglie che in ambito regionale stanno, negli ultimi anni o da molto più tempo, lavorando alla formulazione di un nuovo modello di scuola, soprattutto nella prima infanzia, meno rigida e più aperta. Una scuola capace di ripensare radicalmente il classico rapporto tra “dentro” e “fuori”, avvicinandosi in questo modo alle più innovative pratiche scolastiche nella natura che dal dopoguerra a oggi si sono diffuse soprattutto nel Nord Europa e riallacciandosi alla grande stagione pedagogica delle scuole all’aperto nate tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento in vari paesi europei, tra cui l’Italia.

Il progetto regionale Outdoor education arriva a San Prospero
Sport 10 Febbraio 2019

Basket A2, Imola inizia a giocare dopo 20 minuti e Ferrara si prende il derby

Le Naturelle arrivano in ritardo a Ferrara che vince perché nei primi due quarti uccide la partita. Nel tabellino si legge che Imola ne manda quattro in doppia cifra mentre gli estensi “ingordi” sono appena tre. Ma sono i numeri che contano di meno, quello che ha pesato di più è stata la fame di punti di Ferrara. Le Naturelle perdono dopo 3 vittorie consecutive e rimandano l’appuntamento con una stagione più nobile, accontentandosi di guidare la pancia della classifica del girone Est della A2. Sopratutto condannandosi a dover ancora giocare partite di qualità per raggiungere spiagge sicure.
Il primo quarto è un massacro per Imola con la difesa che prende un parziale di 18-2 dopo un inizio incoraggiante (8-7 dopo 3 minuti). Anche il secondo quarto per Le Naturelle è un calvario che inchioda i biancorossi (30 punti in 10 minuti sono una condanna senza appello). Non va nulla così come invece va quasi tutto nel terzo parziale che Imola trasforma in una speranza grazie ai due americani e a Simioni che gioca una partita dai numeri importanti (solo un errore al tiro, 2/3 da due e 2/2 da tre). L’ultimo quarto inizia con un quintetto guidato in regia da Montanari. Le certezze di Ferrara iniziano a scricchiolare e un tecnico a Fantoni consente a Imola di arrivare a -7 quando mancano 5 minuti alla fine. Le Naturelle ci provano, ma i danni della prima metà di partita sono troppo pesanti. Ferrara con Panni, Molinaro e il solito Ganeto rimette due cifre tra lei e Imola quando di minuti ne mancano meno di 3. Pochi per raddrizzare il punteggio anche se i secondi 20 minuti rimettono in ordine almeno l’onore. (Paolo Bernardi)
Bondi Ferrara – Le Naturelle Imola 105-91 (33-20, 30-18, 18-28, 24-25)
Ferrara: Panni 11, Swann 9, Calò 8, Molinaro 8, Fantoni 5; Campbell 29, Liberati 6, Ganeto 23, Barbon 6, Mazzoleni. Ne Conti, Petrolani. All. Leka.
Imola: Fultz 10, Bowers 26, Crow 9, Raymond 24, Simioni 19; Rossi 3, Magrini, Montanari. Ne: Ndaw, Calabrese, Wiltshire. All. Di Paolantonio.
Nella foto Isolapress Simioni.

Basket A2, Imola inizia a giocare dopo 20 minuti e Ferrara si prende il derby
Cronaca 10 Febbraio 2019

Smog, oggi 10 febbraio è domenica ecologica: i limiti alla circolazione di auto e moto a Imola e Ozzano

Oggi, domenica 10 febbraio, è domenica ecologica nel territorio bolognese. Le limitazioni alla circolazione riguardano dunque, oltre al capoluogo, i comuni dell”agglomerato urbano di Bologna, tra cui Ozzano, e il comune di Imola.

Dalle 8.30 alle 18.30 saranno pertanto in vigore i seguenti divieti: autoveicoli a benzina fino all”Euro 1, autoveicoli diesel fino a Euro 3, ciclomotori e motocicli fino a Euro 0, veicoli diesel di tipo M2, M3, N2 o N3 fino a Euro 3, veicoli diesel commerciali di tipo N 1 fino a Euro 3.

Accanto alle limitazioni saranno comunque valide anche le deroghe riconosciute per particolari necessità, come i lavoratori turnisti, chi si muove per ragioni di cura e assistenza e le persone meno abbienti.

Dopo quella odierna, sono previste altre tre domeniche ecologiche per la stagione 2018-2019: il 17 febbraio, il 3 e il 24 marzo.

Nella foto la centralina Arpa di via De Amicis a Imola

Smog, oggi 10 febbraio è domenica ecologica: i limiti alla circolazione di auto e moto a Imola e Ozzano
Cultura e Spettacoli 9 Febbraio 2019

Il 2019 del Touring Club di Imola si muove nel segno di Leonardo e comincia domani con una visita guidata

Che il 2019 della cultura sarebbe stato, in tutto il mondo, l”anno leonardiano è noto da tempo. Ad annunciare le proprie iniziative in tal senso è anche il Club di territorio di Imola del Touring Club Italiano che, presentando una visita guidata alla mostra Nobili custodie al Museo diocesano prevista per domenica 10 febbraio, fa sapere come la sua programmazione annuale di iniziative sarà «collegata ai 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, che visse nella nostra città dal settembre al dicembre del 1502, al servizio di Cesare Borgia come “Architecto et Ingegnero Generale” con il compito di ispezionare le fortezze delle Romagne».«Ogni anno teniamo due cene-incontro legate ai prodotti della realtà locale – spiega Fabrizia Fiumi, console del Club di Imola -, e in questo 2019 avranno ispirazione leonardiana. Vegetariano secondo alcuni biografi, innovatore, sperimentatore in campo culinario come in mille altri, Leonardo fu per molti anni organizzatore di feste alle corti, a cominciare da quella di Ludovico il Moro nel periodo milanese, fino al periodo francese. Famosissima quella denominata Festa del Paradiso con apparati scenici, musiche e recite. Da quella festa resta ancora oggi la produzione del Montèbore, l’unico formaggio presente nel menù delle sfarzose nozze tra Isabella di Aragona e Gian Galeazzo Sforza, figlio del Duca di Milano. Perché non tornare ad assaggiarlo inserito in menù di fedele ispirazione rinascimentale e soprattutto in location coerenti in città?».Altre iniziative del Club di territorio del Touring sono, da diverso tempo, le visite guidate organizzate all”interno di Imola di mercoledì di Confcommercio-Ascom. Quest”anno si è pensato ad un vero e proprio trekking urbano sulle tracce di Leonardo da Vinci, con itinerari che saranno differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che dai meno esperti. Si andrà alla ricerca ricerca dei monumenti che anche Leonardo vide e disegnò, ricordando così, grazie alla presenza di attori e musici, il Rinascimento ad Imola. Tali visite saranno proposte a partire dal mese di maggio e riproposte all’interno di altri momenti di aggregazione nel centro storico, quali appunto i Mercoledì di Ascom o altri eventi.«Faremo anche – continua Fiumi – delle gite e visite guidate: in particolare sono in programma la visita al Museo Leonardiano di Vinci e alla mostra alla Fondazione Carlo e Rosanna Pedretti a Lamporecchio, e al Museo Leonardo da Vinci in Romagna di Sogliano. Sono poi in corso contatti con la rete consolare di Lombardia che spicca nel panorama italiano per la numerosità degli eventi proposti nel 2019. Abbiamo anche altre idee e progetti ma dobbiamo valutare la fattibiltà».

Domenica 10 febbraio alle 16 ci sarà un incontro al Museo diocesano di Imola seguito alle 16.30 dalla visita alla mostra «Nobili custodie. Scrigni e cofanetti tra sacro e profano», alle 17.15 da un evento intitolato «”Doni d’amore” immagini, letture e musica sui rituali d’amore del Rinascimento», e alle 18 da un momento conviviale con la dolcezza del cioccolato. Costo: 5 euro, 4 euro per soci Touring. Prenotazione consigliata entro venerdì 8 febbraio (imola@volontaritouring.it).

Nella foto Fabrizia Fiumi, console del Club di territorio di Imola del Touring Club Italiano

Il 2019 del Touring Club di Imola si muove nel segno di Leonardo e comincia domani con una visita guidata
Ciucci (ri)belli 29 Gennaio 2019

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia: litigi, insulti, percosse o peggio. Si chiama violenza assistita intrafamiliare, dalle gravi conseguenze sull’equilibrio psicologico dei bambini.

Il Comune di Imola ha aderito alla campagna di sensibilizzazione I bambini ci guardano, ideata da Elena Buccoliero (sociologa, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Bologna e direttrice della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati) e realizzata dalla Fondazione emiliano romagnola vittime dei reati, Regione Emilia Romagna, Centro Donna Giustizia e Comune di Ferrara, Movimento Nonviolento e Centro di ascolto uomini maltrattanti.

Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale farà distribuire i materiali informativi, che saranno disponibili nelle sedi degli enti pubblici, in uffici, negozi e pubblici esercizi. Nello specifico, la campagna è stata creata individuando le “scuse” più comuni utilizzate, per “giustificare” il proprio comportamento violento, dai padri che maltrattano la partner. E’ articolata in 7 locandine ognuna delle quali si rivolge a chi guarda comunicando a più livelli, dalla realtà che gli adulti, presi nel loro conflitto, non riescono a vedere, al vissuto dei bambini.

Una delle 7 locandine della campagna contro la violenza assistita

La violenza assistita intrafamiliare è una piaga ancora per lo più sommersa, di cui gli adulti purtroppo non riconoscono la gravità. Come riporta l’associazione Save the Children nel proprio sito, “in Italia si stima che 427.000 minori, in soli cinque anni, abbiano vissuto la violenza tra le mura domestiche nei confronti delle loro mamme, nella quasi totalità dei casi compiute per mano dell’uomo”. Nello specifico, la stima è stata fatta da Save the Children a partire dai dati diffusi dall’Istat nel 2015, relativa all’arco temporale 2009-2014.

La violenza tra i partner nelle famiglie con figli coinvolge inevitabilmente bambini e ragazzi i quali, anche nei casi non estremi, vedono, sentono, percepiscono quello che accade tra gli adulti. Imparano, anche se non vogliono, che le crisi o i contrasti si risolvono alzando le mani e in molti casi si candidano, da grandi, ad essere coloro che lo rifaranno. I figli sanno, ma gli adulti non ci vogliono pensare. Per attutire il senso di colpa, per non sentirsi cattivi genitori mettono in campo una vasta gamma di negazioni e le difendono oltre ogni logica.

A CHI RIVOLGERSI

E’ importante ricordare che in caso di violenza domestica è fondamentale rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura della propria casa. A questo proposito, per avere informazioni in merito, è possibile consultare l’opuscolo Diciamo NO, che contiene una mappa di tutti i soggetti del territorio che, con competenze diversificate, sono in grado di aiutare ad affrontare il difficile percorso di uscita e di rinascita dalla violenza subita ed a cui si assiste.

Informazioni possono essere richieste al Servizio Politiche sociali, abitative e della coesione Città di Imola (piazza Gramsci 21, quarto piano – tel.0542 602580-2590), promozionesociale@comune.imola.bo.it.

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia
Cultura e Spettacoli 18 Gennaio 2019

«La casa dell'aviatore», il romanzo di Katia Dal Monte ambientato a Villa Muggia

Per tanti imolesi, nel tempo, è stata luogo di visite clandestine, sempre dal sapore suggestivo, misterioso, con quel nome che sapeva tanto di romanzo: la casa dell’aviatore, prima ancora che Villa Muggia. Edificata in via Bel Poggio, sui declivi poco oltre l’attuale ospedale nuovo. Ora Katia Dal Monte (che si è occupata per molti anni dell’organizzazione della scuola di musica Vassura-Baroncini, fin dalla sua apertura, autrice di testi per musica e racconti) con il suo libro La casa dell’aviatore (Giraldi Editore) restituisce armonia, dolce distacco, pace a quell’invadere la casa, restituendoci con parole delicate una storia che in fondo è una favola, ma ben ancorata al terreno, come la tavola al centro della sala, per certi versi simbolo della vicenda. «Questa tavola è speciale… questa tavola è il centro della casa» dice Margaret, una delle protagoniste del romanzo. C’è poesia e malinconia, suggestione e tenerezza nelle pagine del libro che sarà presentato sabato 19 gennaio, alle 10.30, nella biblioteca comunale, dall’autrice insieme a Gabriella Pirazzini e Gianni Cascone, che firmano rispettivamente la prefazione e la postfazione.«E’ un luogo che mi ha colpito fin da ragazza, suggestivo e carico di poesia, che mi ha sempre attirato in modo incomprensibile, anche se vi sono entrata solo da adulta – spiega l’autrice -. Sono sempre stata affascinata dall’architettura razionalista, in particolare da quella abitativa ed incuriosita anche dalla figura dell’architetto Piero Bottoni, che l’ha progettata insieme a Mario Pucci. Così, partendo da quanto letto sulla casa e sulla famiglia, ha preso forma pian piano dentro di me questa storia, fantastica ma intrecciata alla realtà, che parte da quell’unica estate in cui la casa fu abitata, quella del 1938. Ed è stato come guardare dentro le finestre di questa casa e scorgere la vita delle persone che l’hanno abitata».

Protagonista è una ricca famiglia ebrea – con il padre, la madre Anna, i figli Giulio (l’aviatore) e Margaret -, che dopo quell’estate dovette nascondersi, causa le leggi razziali. Lasciando la casa abbandonata, poi alla mercé dell’occupazione tedesca e dei bombardamenti aerei degli Alleati, che hanno semi distrutto l’edificio, che da allora non è più stato né ristrutturato né, di conseguenza, abitato. Sono le voci ed i pensieri, immaginati dall’autrice, delle persone che l’hanno abitata in quell’unica estate a condurci lungo la vicenda, che si dipana nel 1938 per concludersi nel 2010, quando la nipote di Miriam, la figlia di Margaret, darà pace alle voci della memoria. Un racconto che diventa corale, con scambi epistolari fra i protagonisti, compreso l’architetto Piero Bottoni, che tra il 1936 ed il 1938 ha realizzato Villa Muggia, partendo dal recupero della sola parte monumentale dell’esistente casino di caccia del ‘700 e costruendovi tutto attorno un altro mondo abitativo, in stile razionalista. Una soluzione architettonica che ha reso unica la villa nel panorama nazionale, considerata un capolavoro di architettura razionalista, dandole fama anche a livello internazionale, per il suo far vivere la parte monumentale settecentesca come se fosse un museo all’interno della casa stessa, di cui godere affacciandosi dai vari nuovi ambienti dell’edificio.

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 17 gennaio

Nella foto Katia Dal Monte con il suo libro

«La casa dell'aviatore», il romanzo di Katia Dal Monte ambientato a Villa Muggia
Ciucci (ri)belli 16 Gennaio 2019

I parcheggi in rosa a Imola

Ripubblichiamo qui uno dei nostri primissimi post d’esordio, nell’ormai lontano 2012. Come sapete il nostro archivio non è purtroppo accessibile per motivi tecnici e abbiamo deciso di riaggiornare le informazioni di servizio più importanti.

I «parcheggi in rosa» sarebbero davvero una bella invenzione se solo venissero occupati da chi ne avrebbe diritto, vale a dire donne in dolce attesa o con bebè a bordo fino a 12 mesi di età.

A Imola sono, collocati sia nelle aree di sosta libera che nei parcheggi a sbarre a pagamento (qui la mappa). Ma trovarne uno libero in centro al mattino, soprattutto nei giorni di mercato, è altamente improbabile.

Sarà capitato anche a voi di veder scendere dall’auto comodamente parcheggiata nello spazio “rosa” il furbo/a di turno, senza pargoli al seguito né col pancione in bella mostra. Purtroppo tutto è lasciato alla sensibilità e al senso civico dei cittadini, come si legge nei cartelli che li segnalano: «Invitiamo a lasciare la disponibilità dello spazio agli autoveicoli con a bordo donne in gravidanza o bebè fino all’anno di età. Questa indicazione non costituisce una prescrizione ai sensi del codice della strada ma è un invito a compiere un atto di civiltà».

Altre città hanno cercato di ovviare al problema prevedendo un apposito contrassegno da esporre sul cruscotto dell’auto, rilasciato a chi ne ha diritto. Ma anche questo escamotage non sarebbe risolutivo come spiegano da Area Blu, la società che a Imola gestisce la sosta. «I parcheggi rosa non sono contemplati dal codice della strada, che permette di riservare dei posti solo per residenti, disabili e scarico merci. Pertanto non vi sono strumenti per sanzionare chi li occupa senza averne diritto, possiamo solo affidarci al buon senso delle persone». Che a quanto pare spesso dimostrano di non averne, non vi pare?

Uno dei parcheggi in rosa al Sante Zennaro

I parcheggi in rosa a Imola
Cultura e Spettacoli 11 Gennaio 2019

Il liceo classico apre le sue porte per una notte di cultura e spettacoli

Una notte per illuminare la cultura umanistica e avvicinare i cittadini al mondo classico. Venerdì 11 gennaio in tutta Italia si terrà la quinta edizione della Notte nazionale del liceo classico, durante la quale i licei classici aprono le loro porte alla cittadinanza e gli studenti si esibiscono in svariate performance: una Notte a cui partecipa anche il liceo classico «Benvenuto Rambaldi» di Imola. Dalle 18 a mezzanotte, i locali dell’istituto di via Garibaldi 57 ospiteranno i visitatori con gli studenti che si occuperanno dell’accoglienza e intratterranno gli ospiti con letture, canti, spettacoli. Si comincia alle 18.05 sulla scalinata con un momento di danza realizzato da Danza & Danza asd di Castel Bolognese seguito dal saluto del dirigente Gian Maria Ghetti nell’aula ovale, e poi via con i tanti eventi fino a mezzanotte: si possono segnalare, ad esempio, l’esibizione del coro del liceo Latini Cantores alle 18.30 nell’aula ovale, la lettura di poesia contemporanea curata da Anna Franceschelli e dalla III A nell’aula 5CSU al primo piano alle 20.50, o ancora la lettura in greco e italiano del Lamento dell’esclusa  nell’aula 2EL a piano terra alle 23.45. In mezzo tante altre iniziative musicali, spettacoli di danza, visite guidate, letture e laboratori. Dalle 19.30 alle 22.30, inoltre, funzionerà un punto di ristoro nell’aula 5AC al primo piano.

Nella foto il liceo classico Rambaldi di Imola

Il liceo classico apre le sue porte per una notte di cultura e spettacoli
Cronaca 10 Gennaio 2019

Oltre mille firme raccolte dal comitato per la bretella, anche la vallata si mobilita per sostenere il progetto già approvato

La raccolta firme del comitato «Strade future», nato lo scorso dicembre, procede spedita. Anche durante le feste i volontari sono scesi in strada con il loro banchetto per raccogliere il consenso di chi come loro pensa che la bretella vada completata secondo il progetto originario, ovvero aggiungendo il tratto di strada che colleghi in trincea l’asse attrezzato alla rotonda di via Punta. I fondi per realizzarla, circa 13 milioni di euro, sarebbero quelli del pacchetto che il Comune riceverebbe dalla società Autostrade per le opere infrastrutturali collegate alla realizzazione della quarta corsia autostradale.

La nuova Giunta pentastellata ha però rimesso in discussione l’opera, per la quale c’era già un progetto esecutivo approvato, e sta invece valutando l’ipotesi di un completamento in superficie e a una sola corsia per senso di marcia. «Soltanto durante i nostri primi tre banchetti abbiamo raccolto più di mille firme – ci aggiorna il portavoce del comitato, Mirco Griguoli -. Siamo molto contenti, la nostra proposta ha suscitato interesse ed entusiasmo in persone di ogni età. Tante firme stanno arrivando anche dalla vallata del Santerno, dove non pensavamo che il problema fosse così sentito. Invece, in tanti ci hanno raccontato le difficoltà che vivono ogni giorno quando devono raggiungere la zona industriale di Imola, dove lavorano. Ci hanno detto che impiegano anche più di un’ora e che è pericoloso, perché la gente ha sempre fretta e, pur di riuscire a timbrare il cartellino in orario, per strada fa di tutto».

La raccolta firme proseguirà in gennaio e febbraio, anche in vallata. Domani venerdì 11 gennaio il banchetto di «Strade future» sarà a Fontanelice in corso Europa (ore 9-11), mentre sabato 12 gennaio tornerà davanti al Conad di via Baruzzi, in Pedagna (ore 9.30-12). Altre date, in corso di definizione, tra cui quella di un incontro pubblico entro fine mese, saranno comunicate in tempo reale sulla pagina Facebook «Comitato Strade Future», dove nel frattempo è stato pubblicato anche un video a riprova di quello che i fondatori del comitato vanno ripetendo. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il banchetto organizzato lo scorso 5 gennaio

Oltre mille firme raccolte dal comitato per la bretella, anche la vallata si mobilita per sostenere il progetto già approvato
Sport 6 Gennaio 2019

Basket A2, Le Naturelle si prendono il derby di Romagna per 74-63

Batte forte sempre il cuore di Imola nel derby vinto con la Unieuro Forlì giocato a Faenza. Le Naturelle hanno prevalso perché hanno tenuto gli ospiti a -20 punti dalla loro media abituale e perché hanno trovato più qualità dalla panchina per affiancare i solidi apporti degli americani e di un Simioni presente. Di Paolantonio parte con Crow in quintetto ma lo ruota con Magrini avendo un prezioso contributo proprio dalla guardia entrata come sesto uomo.
Le Naturelle tentano l”allungo in avvio ma Forlì resiste e chiude avanti 17 a 16 i primi 10 minuti e soprattutto prende 13 rimbalzi contro gli 8 Le Naturelle. Da sottocanestro Imola ricostruisce comunque la sua partita con Rossi che inizia il secondo quarto banchettando nel pitturato ospite. Poi Le Naturelle allungano con Bj Raymond (7 punti a fila) fino al 37-27 di metà partita. Forlì nel secondo quarto dal campo mette un misero 3 su 14 contro il 10 su 19 di Imola.
De Lurentiis aggiusta le percentuali all”inizio del terzo quarto (3 su 3 in 2 minuti), tutta Forlì lo imita e si rimette in scia. Bowers e i primi squilli di Magrini e Montanari (entrambi da tre punti) consentono a Le Naturelle di rimanere davanti all”alba degli ultimi 10 minuti di partita 58-52). Magrini e Montanari reggono la scena per molti minuti e Le Naturelle portano a casa il derby con pieno merito. (Paolo Bernardi)
Il tabellino
Le Naturelle Imola – Unieuro Forlì 74-63 (16-17, 21-10, 21-25, 16-11)
Imola: Fultz 3, Bowers 16, Crow 2, Raymond 20, Simioni 14; Magrini 10, Rossi 6, Montanari 3. Ne. Ndaw, Calabrese, Wiltshire. All. Di Paolantonio.
Forlì: Giachetti 5, Johnson 9, Donzelli 7, Lawson 23, Oxilia 8; De Laurentiis 9, Tremolada 2, Fabiani. Ne. Ravaioli, Dias, Bonacini, Flan. All. Valli.

Nella foto di Isolapress Rossi.

Basket A2, Le Naturelle si prendono il derby di Romagna per 74-63

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