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Sport 31 Maggio 2018

Calcio, l'Imolese saluta Gadda e annuncia Alessio Dionisi come nuovo tecnico

Cambio in panchina per l”Imolese. La notizia era nell”aria da giorni, ma adesso c”è anche l”ufficialità. La società rossoblù, con una nota sul proprio sito, ha comunicato che «Massimo Gadda non sarà l’allenatore della Prima Squadra nella prossima stagione sportiva. II presidente Lorenzo Spagnoli e tutta la società ringraziano mister Gadda per l’impegno profuso e per la serietà dimostrata, augurandogli un grande in bocca al lupo per il futuro. Allo stesso tempo, l’Imolese Calcio 1919 comunica che per la stagione 2018/2019 la conduzione tecnica della Prima Squadra sarà affidata a mister Alessio Dionisi, al quale rivolge i più calorosi auguri di buon lavoro».

Il 38enne allenatore toscano di Piancastagnaio (ma vive a Varese), ex tecnico del Fiorenzuola, nei giorni scorsi, quando ancora non era stata data l”ufficialità del suo ingaggio, era stato intercettato da sabato sera in vista di un suo potenziale approdo in riva al Santerno. Dionisi sulla carta corrisponde perfettamente al profilo del tecnico che piace al presidente Lorenzo Spagnoli; è molto giovane, ha una concezione moderna del calcio; ama comandare la partita attraverso il possesso palla e il bel gioco. Ha cominciato ad allenare quattro anni fa, iniziando dall’Olginatese, l’ultima squadra della sua carriera di calciatore, che da difensore centrale lo aveva visto in precedenza vestire le maglie di Voghera, Varese, Tritium, Ivrea e Sambonifacese.

Se il Rimini ha vinto legittimamente il campionato e l’Imolese si è confermata la seconda forza aggiudicandosi anche i play-off, il Fiorenzuola, che è stato al comando della classifica per tutto il girone di andata, è senza alcun dubbio la squadra che ha espresso il miglior calcio del torneo. «Ringrazio chi lo dice – ha detto Dionisi -. Sul gioco ho anch’io le mie idee. Ad esempio prediligo gestire la palla concedendo poco agli avversari. Ma siccome so che i giocatori contano più dell’allenatore, credo che il merito principale di quando ha fatto vedere quest’anno il Fiorenzuola sia da attribuire a loro».

E’ esportabile quel modo di giocare?

«Sono esportabili le idee. Poi il fatto di riuscire a metterle in pratica dipende da chi si ha a disposizione. Il 4-3-3 utilizzato a Fiorenzuola è un modulo suggeri
tomi dai giocatori che ho allenato. E credo di avere sfruttato bene le loro caratteristiche».

Tatticamente ti reputi un integralista?

«Non lo sono e non potrei nemmeno permettermi di esserlo. Integralista può esserlo uno che allena da vent’anni. Io lo faccio solo da tre e mi adeguo alle esigenze».

Calcisticamente parlando oggi Imola è una piazza ambiziosa al massimo. Chi viene ad allenare qui sa cosa ci si aspetta da lui.

«Che ci sia voglia di vincere lo so molto bene. Ma è una voglia contagiosa, positiva, stimolante. Tutti i tecnici in carriera aspirano ad allenare squadre che puntano a vincere. Le responsabilità non devono far paura. E nemmeno il rischio di essere messi in discussione. Ogni volta che mi è successo sono migliorato. Per questo vi confido che a me piace essere messo in discussione».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 31 maggio.

Nella foto Isolapress): Alessio Dionisi al Romeo Galli durante la semifinale play-off tra Imolese e Sangiovannese

Calcio, l'Imolese saluta Gadda e annuncia Alessio Dionisi come nuovo tecnico
Sport 27 Maggio 2018

Calcio, intervista esclusiva al direttore generale dell'Imolese Fiorella Poggi

Se da circa 6 anni l’Imolese ha riacquistato una grande credibilità, fatta di investimenti, risultati e forti ambizioni, il grande merito è di due persone. Lorenzo Spagnoli, il presidente e Fiorella Poggi, la moglie, che spesso preferisce restare in disparte, ma che ricopre un ruolo altamente decisionale nelle scelte della società rossoblù. La manager bolognese, che nelle aziende di famiglia (Poggi Trasmissioni Meccaniche) è amministratore delegato, a Imola ricopre il ruolo di direttore generale. «Non mi occupo della parte sportiva e tecnica – ci tiene a precisare -, quella la gestisce Lorenzo. Su tutto il resto ci butto un occhio».

Le cose che avete fatto in questo quinquennio sono incommensurabili, ma la gente non vi premia ancora come dovrebbe.

«Diciamo che non abbiamo ancora avuto un riscontro popolare. Probabilmente abbiamo commesso qualche errore, non concentrandoci troppo su questo punto di vista e cercando di fare al meglio tutto il resto. Per ora non è stato sufficiente, ce ne rendiamo conto, ma bisogna anche comprendere che alla domenica ci sono tantissime società che giocano in contemporanea, che lavorano bene e che fanno disperdere tanti appassionati».

Pensa che una eventuale serie C farebbe aumentare la gente allo stadio?

«Non so rispondere. Non conosco i reali motivi per cui la gente non viene. Siamo aperti a qualsiasi suggerimento per provare a incrementare il pubblico».

Facciamo un passo indietro. Qual è stato il vero motivo per cui avete scelto Imola per fare calcio?

«Una casualità. Lorenzo giocava qui, si è sempre trovato bene e quando la sua carriera di calciatore stava volgendo al termine, ci sono stati i primi approcci con Mauro Lelli e la vecchia proprietà».

Dopo 6 anni si può fare un bilancio del vostro lavoro.

«Il percorso è stato tracciato fin dall’inizio. Siamo andati un po’ controcorrente rispetto alle mentalità consolidate dell’ambiente e poco sostenibili. Ci siamo concentrati sulle strutture e sul settore giovanile, con l’obiettivo finale di portare la società fra i professionisti. Ma soprattutto per fargliela rimanere, con basi solide, per non rischiare di scivolare giù dopo breve tempo. Faremo di tutto per riuscirci, senza mai spendere un euro in più del necessario, checché se ne dica in giro».

Qui entra in scena il famoso #bedifferent (siamo diversi), che campeggia ovunque nelle vostre strutture.

«Il #bedifferent non è la sola rappresentazione di serietà della società, quindi la sostenibilità economica di tutta la gestione, ma è un vivere quotidiano, una filosofia di calcio che esiste dentro il nostro centro sportivo e fortemente voluta da Lorenzo».

Ci sono state delle critiche che le hanno dato fastidio in questi anni?

«Parto dal presupposto che chi fa il nostro lavoro è sempre soggetto a dei commenti, sia tra i tifosi, sia sulla stampa. Le cose che succedono al nostro interno difficilmente diventano pubbliche, quindi spesso mi limito a sorridere quando ascolto o leggo certe cose. Tornando indietro nel tempo, mi diede parecchio fastidio quando vincemmo il campionato di Eccellenza e ci furono persone della vecchia gestione che se ne attribuirono il merito».

Che cosa rappresenta l’Imolese per Fiorella Poggi?

«L’amore segreto di mio marito, ma non ne sono gelosa, diciamo che è una piacevole convivenza».

p.z.

L”intervista completa su «sabato sera» del 24 maggio.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi, direttore generale dell”Imolese

Calcio, intervista esclusiva al direttore generale dell'Imolese Fiorella Poggi
Sport 19 Maggio 2018

Calcio, tra play-off e ripescaggi domani inizia il futuro dell’Imolese

In questi giorni, quando si parla di Imolese, la parola più ricorrente è «ripescaggio». Inserita in pianta stabile nella domanda «se sarà possibile salire in serie C in quel modo» giocoforza si eleva sul contesto, travalicando ogni altra valutazione sul futuro. Perfino la prima partita di play-off di serie D, che l’Imolese giocherà domani al Romeo Galli con la Sangiovannese (inizio ore 16), passa in secondo piano, pur nella consapevolezza che un sottile filo lega direttamente le due cose; perché gran parte delle chance di ripescaggio dipendono proprio dal risultato dei play-off.

Ammesso e non concesso che quest’anno ci siano questi benedetti ripescaggi, perché con la conferma ufficiale da parte del commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini dell’apertura fin dalla prossima stagione alle seconde squadre di serie A e B, che dovrebbero andare a coprire alcuni dei buchi lasciati vuoti dalla mancata iscrizione in serie C di alcune società, è chiaro che i posti per chi aspira a salire dalla D, pur non avendo vinto il campionato, potrebbe ridursi all’osso, se non azzerarsi del tutto. «Aspetto che mi arrivino notizie ufficiali – ha detto Lorenzo Spagnoli, presidente dell’Imolese -. Difficile fare commenti sulle cose che si sentono dire. Di incertezze ce n’erano anche prima della novità legata alla seconde squadre. I parametri sui ripescaggi ad esempio non sono ancora stati resi noti. E non sappiamo nemmeno gli eventuali costi che questi comporteranno».

Intanto però in ballo c’è anche il progetto relativo alla messa a norma dello stadio. Si procede coi lavori o si attende?

«Il progetto sul Romeo Galli va avanti regolarmente – ha confermato il massimo dirigente rossoblù -. Non vogliamo farci cogliere impreparati nel caso in cui ci siano possibilità di andare su. A prescindere da quello che succederà, noi in questo momento sappiamo di dover progettare un altro campionato di serie D. In mezzo ci sono i play-off che proveremo a vincere, indipendentemente dal fatto che serva o meno. Quindi dobbiamo concentrarci al massimo per la partita con la Sangiovannese. Sappiamo che tutte le squadre partecipanti ci tengono a classificarsi prime in questa mini competizione, indipendentemente dal fatto che siano interessate al ripescaggio».

Intanto nella prima sfida play-off giocata domenica scorsa, il Forlì l’ha spuntata sul Fiorenzuola semplicemente pareggiando per 0-0 dopo i tempi supplementari. Anche all’Imolese contro la Sangiovannese le basteranno due risultati su tre per qualificarsi alla finale con lo stesso Forlì. «Non nego che l’essersi classificati davanti dia dei concreti vantaggi psicologici – ha ammesso Massimo Gadda, allenatore dell’Imolese -. Ma non possiamo scendere in campo puntando a priori al pareggio. Sarebbe molto pericoloso un atteggiamento del genere. Questa è una sfida da affrontare a viso aperto, cercando di vincerla. E’ una partita da dentro o fuori e quindi di per sé difficile. Ma più che l’avversario a preoccuparmi sono le assenze con le quali dobbiamo ancora fare i conti. Praticamente manca tutta la difesa. Agli irrecuperabili Sereni e Zini si è aggiunto Checchi. Un po’ meglio è messo Torta ma, essendo stato fermo due mesi, non è in grandi condizioni. Se non ce la farà, al fianco di Boccardi giocherà uno fra Crema e Boccadamo. Per il resto abbiamo recuperato pienamente Carraro per il centrocampo, e il centravanti Ferretti, dopo una settimana di allenamenti differenziati, sta lavorando col gruppo e spero di poterlo utilizzare fin dall’inizio».

Questa la probabile formazione: Rossi; Garattoni, Boccardi, Crema (Boccadamo), Guatieri; Miotto, Carraro, Valentini; Belcastro; Ferretti, Titone.

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 17 maggio.

Nella foto (Isolapress): Mario Titone

Calcio, tra play-off e ripescaggi domani inizia il futuro dell’Imolese
Sport 13 Maggio 2018

Calcio, i play-off dell'Imolese rimandati a domenica 20. Il tecnico Gadda: «Questa società merita la C, a prescindere da tutto»

Il rinvio a domenica 20 maggio (ore 16) della prima partita di play-off che, in base alla classifica finale, l’Imolese giocherà con la Sangiovannese, a causa della concomitanza col Mondiale Superbike all’autodromo, è arrivato come un fulmine a ciel sereno. D’altronde l’ipotesi di posticipare come l’anno scorso l’orario della partita inizialmente in programma il 13 maggio alle 18, si è infranta contro le nuove regole sulla sicurezza per quel che riguarda gli eventi sportivi. Mentre l’idea dell’Imolese di giocare domani nel tardo pomeriggio è stata respinta al mittente dalla stessa Sangiovannese. Che incredibilmente è arrivata a suggerire l’inversione del campo. Proposta davvero indecente, questa. «E’ chiaro che avremmo preferito giocare subito, ma visto che a rinviare la partita è stata la Federazione, non resta che adeguarci – ha commentato il tecnico dell’Imolese -. Guardiamo perciò ai vantaggi, più che agli svantaggi. Una settimana in più ci consentirà di recuperare meglio sia il centrocampista Carraro che il centravanti Ferretti. E di monitorare meglio le condizioni degli infortunati Checchi e Torta».

E’ il secondo anno consecutivo che l’Imolese è costretta ad accontentarsi del secondo posto. La stagione scorsa chiuse con 63 punti in 34 partite; mentre quest’anno ne ha fatti 71 in 38 giornate. La media punti è stata più o meno la stessa: 1,85 con Baldini, 1,86 con Gadda. Insufficiente per aspirare al primo posto nel campionato di serie D. Ora non resta che affidare ai play-off le residue speranze di fare il salto di categoria. «I 71 punti conquistati non sono pochi – ha detto Gadda -. Per me è un’annata positiva. Anche se sappiamo che il secondo posto non è ciò a cui ambiva la società. Io comunque lo ritengo un risultato che dimostra il buon lavoro svolto. Poi è anche vero che commettendo meno errori nelle partite potevamo fare di più. Adesso dobbiamo fare di tutto per regalare questa soddisfazione alla società. E ci metteremo tutto l’impegno possibile».

Delle quattro squadre impegnate nei play-off, l’unica che pare intenzionata a chiedere il ripescaggio è l’Imolese. Una bella responsabilità?

«Che non deve rappresentare un peso per noi, ma un ulteriore stimolo a centrare l’importante risultato».

Che aumenterebbe i coefficienti a favore dell’Imolese nella griglia dei ripescaggi.

«Personalmente sono un po’ critico verso i play-off. Che non premiano chi li vince come succede in serie C, ma chi ha i soldi per pagarsi il ripescaggio. Parlo a ragion veduta, perché li ho già fatti col Forlì due anni fa, perdendoli con la Correggese. Poi, pagando, siamo stati ripescati lo stesso. Quindi sono convinto che non ci sia bisogno di questa appendice per definire le squadra da ripescare. Anche perché le società che possono permettersi di chiedere di andare su sono poche».

Però i play-off sono una vetrina che un po’ aiuta.

«Vincerli è sicuramente una bella cosa per la società e per i tifosi. Ti regalano anche qualche punto in più a livello di coefficienti. Ma ribadisco che non ci sarebbe bisogno di giocarli. Per me l’Imolese che arriva seconda per due anni, che in questo campionato ha fatto 71 punti, che possiede un eccellente settore giovanile, nonché strutture di altissimo livello, andrebbe ripescata a prescindere».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto (Isolapress): Massimo Gadda

Calcio, i play-off dell'Imolese rimandati a domenica 20. Il tecnico Gadda: «Questa società merita la C, a prescindere da tutto»
Sport 6 Maggio 2018

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

Il pareggio a reti bianche in casa del Villabiagio ha fatto toccare quota 70 in classifica all’Imolese. L’occhio ora è rivolto ai play-off, che si giocheranno dal 13 maggio. Prima però oggi ci sarà da affrontare il Forlì (stadio Romeo Galli, inizio ore 15), avversario mai banale nella storia rossoblù. Nell’attesa degli spareggi ci si continua a domandare perché l’Imolese quest’anno sia rimasta tagliata fuori dalla lotta per il primo posto con diverse giornate di anticipo. E lo abbiamo chiesto a Federico Carraro, 26 anni il prossimo 23 giugno, regista della squadra, arrivato nel novembre scorso dal Modena escluso in corsa dal campionato di serie C. «Innanzitutto dobbiamo prendere atto che il Rimini ha fatto un grandissimo campionato – ha risposto Carraro -. Migliore del nostro, che pure non è stato male, nonostante le tante sconfitte. Loro hanno perso solo tre volte, l’ultima quando avevano già vinto matematicamente il campionato».

Troppe sconfitte, ma anche una gran quantità di gol presi. Come te lo spieghi?

«Non riesco a darmi una spiegazione. Anche perché a livello di gioco non abbiamo mai subìto tanto gli avversari. Solo che alla prima occasione ci hanno quasi sempre fatto gol».

Adesso non restano che i play-off per sperare nel ripescaggio.

«Dobbiamo fare il massimo per vincerli. Primo per toglierci una soddisfazione che compensi almeno in parte la delusione del primo posto mancato. Secondo perché vincendoli conquisteremmo una buona posizione nella griglia dei ripescaggi».

Che giudizio dai alla tua stagione?

«Sotto l’aspetto della continuità, positivo. Non ho accusato infortuni e sono stato sempre impiegato dal mio arrivo a novembre. E questo, per uno che gioca nel mio ruolo, è importante. Per il resto penso di aver disputato buone partite e altre un po’ meno».

La tua futura maglia la immagini ancora rossoblu?

«Intanto bisogna vedere cosa pensano di me dirigenti e tecnici. E’ chiaro che se la loro voglia di far bene anche il prossimo anno si sposa con la mia, diventerebbe naturale continuare insieme. E’ ovvio che rimarrei più volentieri in serie C. Ma accetterei anche la D se, come penso, ci saranno di nuovo i presupposti per vincere il campionato».

Manca una giornata alla fine. Ed è quella del derby col Forlì, che potrebbe anche essere un avversario nei play-off. Quale è l’avversario più temibile sulla carta? 

«Intanto dobbiamo cercare di vincere quest’ultima sfida, perché per il discorso ripescaggio conta anche il numero dei punti in classifica. E poi, concludendo bene il campionato, affronteremmo con più fiducia i play-off. Abbiamo visto che la squadra che gioca il miglior calcio è il Fiorenzuola. Ma come organico è il Forlì ad essere più attrezzato, ed anche quello che, incontrandolo, può darci più fastidio».

Stando alla classifica attuale è la Sangiovannese l’avversario più probabile nella prima partita play-off.

«E’ sicuramente una squadra tosta e molto fisica. Però ricordo che in gennaio, nell’incontro di ritorno al Romeo Galli, la dominammo, nonostante il pareggio finale».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress); Federico Carraro

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro
Sport 24 Aprile 2018

Rimpatriata per i giocatori dell'Imolese che 19 anni fa centrarono la promozione in C2. IL VIDEO

Le cose belle non si dimenticano, neppure dopo una ventina d’anni. Ecco allora che venerdì scorso l’Imolese del 1998/99, quella che fu promossa in C2 dopo lo spareggio di Lugo contro il Forlì (2-0, gol di Maresi e Spezia), si è ritrovata alla Tavernetta, locale dell’allora capitano Maurizio Fusari. Ai suoi tavoli si sono seduti dirigenti (Morini, Pelliconi, Mambelli e altri), staff (il mister Nevio Valdifiori, il diesse Gianni Galli) e ovviamente i calciatori. In quella squadra c’erano i portieri Monterastelli e Ruffolo, poi Bonetti, Toschi, Erbuto, Antonelli, Bersanetti, Maresi, Fusari, Arfeo, Spezia, Actis Dato, Zotti, Paterna, Pari, Malavenda, Rossi, Ballacci, Caselli, Tombolini, D’Avino, Donattini, Polmonari, Cavina e Fraccaro.

r.s.

Nella foto: il gruppone dei partecipanti

Rimpatriata per i giocatori dell'Imolese che 19 anni fa centrarono la promozione in C2. IL VIDEO
Sport 21 Aprile 2018

Calcio serie D, ingresso gratuito per vedere l'Imolese. Il presidente Spagnoli parla dei play-off e del possibile ripescaggio

L”Imolese perde per l”ennesima volta a Piancastagnaio (2-1 con rete del momentaneo vantaggio rossoblù di Borrelli) e consegna al Rimini, vittorioso 3-2 in casa contro il Romagna Centro con il gol decisivo firmato dall”ex Ambrosini, la vittoria del campionato con tre giornate di anticipo. Per la formazione allenata da Massimo Gadda ora c’è un secondo posto da difendere e, soprattutto, i play-off da vincere, alla luce delle intenzioni della società di puntare al ripescaggio. Andando per ordine, i punti di vantaggio sul Fiorenzuola, terzo in classifica, sono ora 6; con tre giornate ancora da giocare ne bastano dunque 4 per conquistare matematicamente la seconda posizione. L’imperativo è farne già 3 domani col Sasso Marconi; stadio Romeo Galli, inizio ore 15 (ingresso gratuito).

Per quel che riguarda l’idea della società di chiedere il ripescaggio per giocare la prossima stagione in serie C, c’è da registrare un’importante accelerazione sulla messa a norma del Romeo Galli per il calcio professionistico. La settimana scorsa l’Imolese ha ottenuto il via libera per presentare un progetto relativo all’adeguamento dell’illuminazione ai canoni richiesti in serie C. La documentazione dovrà passare obbligatoriamente dalla Sopritendenza di Bologna e da lì ottenere tutti i permessi per dare il via ai lavori. E’ evidente che questa mossa prelude a passi importanti nelle direzione del ripescaggio. «Ma prima dobbiamo vincere i play-off – ha precisato il presidente Lorenzo Spagnoli -. E prima ancora c’è da difendere questo secondo posto. Quella di domani contro il Sasso Marconi è una partita da vincere».

Ritornando all’ipotesi ripescaggio, potrebbero esistere maggiori possibilità rispetto all’anno scorso?

«Intanto bisognerà vedere quali saranno i parametri di ripescaggio. Al momento, non essendoci un presidente federale, è tutto in alto mare. L’importante per noi adesso è metterci nelle condizioni di essere pronti nel caso si aprano spiragli. Dobbiamo essere preparati a ragionare sui costi e su tutto il resto che ne consegue. Intanto partiamo col cercare di adeguare il Romeo Galli alla categoria superiore».

La strada quindi è ancora lunga e irta di difficoltà.

«Per prima cosa dobbiamo vincere i play-off. E’ un traguardo imprescindibile se si vuole proseguire col resto. Questo lo devono sapere tutti. E so che non è facile aggiudicarsi i play-off per due anni di seguito. Ma dobbiamo provarci con tutte le nostre forze».

L’idea di dare continuità al progetto di quest’anno è ancora in piedi?

«Certamente. Siamo convinti di avere un gruppo di ragazzi valido. Importante anche a livello umano. Quindi ci piacerebbe proseguire con questo progetto tecnico».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: la dirigenza dell”Imolese in tribuna al Romeo Galli, ovvero Fiorella Poggi, il presidente Lorenzo Spagnoli e il direttore sportivo Filippo Ghinassi

Calcio serie D, ingresso gratuito per vedere l'Imolese. Il presidente Spagnoli parla dei play-off e del possibile ripescaggio
Sport 27 Marzo 2018

Calcio, giovedì il match dell'anno tra Imolese e Rimini. Intervista all'ex attaccante Gabbriellini

3-1. Questo è il risultato con cui Imolese e Rimini hanno rispettivamente sbrigato, nel weekend, la pratica Fiorenzuola e Mezzolara. Il distacco, quindi, è sempre rimasto di 7 punti in favore dei biancorossi, ma giovedì 29 (ore 15) al Romeo Neri andrà in scena la partita dell”anno che, in caso di vittoria rossoblù, potrebbe riaprire il campionato.

Per risalire all”ultima vittoria dell”Imolese a Rimini bisogna andare indietro alla stagione 2001/2002, quella con Salvatore Bianchetti in panchina. Risultato finale: 1-0 con gol vittoria firmato allo scadere da Marco Gabbriellini. «Facemmo una partita di sacrificio, difendendoci bene e colpendo di rimessa – racconta l”ex attaccante -. La mia rete arrivò in quel modo. Villa si involò in contropiede sulla destra e fu atterrato all’altezza dell’area. Si rialzò immediatamente, mi guardò negli occhi e io, comprendendo al volo le sue intenzioni, mi smarcai dall’uomo. Alberto fu rapidissimo a servirmi il pallone mentre mi trovavo solo davanti al portiere Bizzarri, che beffai con un facile tiro rasoterra».

L’Imolese di Gabbriellini, guidata dal tecnico siciliano Salvatore Bianchetti, oltre ad Alberto Villa, figlio del «Mitico», annoverava giocatori di ottimo livello, come si evince leggendo la formazione che espugnò il Romeo Neri: Betti, Buscaroli, Marchionni, Casoni, Menghi, Dozio, Poggi, Maresi Gabbriellini (Bastia), Perenzin (Biserni), Actis Dato (Villa). «Auguro di cuore all’Imolese di emularci in tutto e per tutto» ha detto Gabbriellini, che la maglia rossoblù l’ha indossata per quattro stagioni, sommando 74 presenze. «Perché fu bellissimo vincere in quel modo. Per me che feci il gol decisivo, ma anche per i miei compagni».

E’ quella la rete che ricordi con più piacere fra le 25 in totale realizzate per l’Imolese fra il 2000 e il 2004?

«E’ uno dei gol che ricordo volentieri. Perché fu pesantissimo e segnò un momento importante del nostro campionato. Ma quello che più mi è rimasto in mente lo feci alla Fiorentina in casa l’anno dopo. Valse il momentaneo 1-1, visto che poi perdemmo 2-1. E poi non dimentico nemmeno il palo colpito al Franchi nell’incontro di ritorno a Firenze davanti a 25.000 spettatori, quando strappammo lo 0-0 con le unghie e coi denti».

La classifica dopo quella famosa vittoria sul Rimini era: Imolese 40, Rimini 38. Sembrò l’inizio di un’esaltante fuga, e invece delle 14 partite che restavano da giocare ne vinceste solo due, contro Sassuolo e Gualdo all’ultima giornata, terminando addirittura ottavi nella classifica finale a 18 punti di distanza dal Teramo che vinse il campionato.

«Anche per quello spero che l’Imolese giovedì prossimo vinca per provare a fare ciò che allora non riuscì a noi. Forse dopo quel successo ci credemmo troppo bravi. Pensavamo di avere già vinto il campionato. Ma non eravamo abituati a stare in testa. L’anno prima avevamo faticato a salvarci. Qualcosa ci scattò in testa negativamente e non riuscimmo più ad essere quelli che eravamo stati fin lì».

Comunque a quell’Imolese non mancavano i buoni calciatori.

«La squadra era ben attrezzata in tutti i reparti. Con me in attacco c’erano Villa e Actis Dato, giocatori di classe e tecnicamente molto dotati. Io però mi infortunavo spesso. Ho subìto sei interventi alle ginocchia e a 30 anni ho dovuto chiudere col calcio».

Sei rimasto in contatto con qualcuno di quei compagni?

«Con Marco Menghi, anche per questioni di vicinanza. Per un certo periodo ha pure lavorato nella mia azienda. Con gli altri ogni tanto organizziamo una rimpatriata. L’ultima volta è stata l’estate scorsa, quando ci siamo ritrovati a cena». 

r.s.

L”intervista completa su «sabato sera» del 22 marzo.

Nella foto (Isolapress): Marco Gabbriellini esulta dopo il gol segnato alla Fiorentina al Romeo Galli nella stagione 2002/03

Calcio, giovedì il match dell'anno tra Imolese e Rimini. Intervista all'ex attaccante Gabbriellini
Sport 23 Marzo 2018

Imolese gratis domani al Romeo Galli contro il Fiorenzuola

Lorenzo Spagnoli lancia un segnale forte alla città e chiama a raccolta gli appassionati di calcio. «Venite in tanti al Romeo Galli e stringiamoci tutti insieme intorno all’Imolese».

Che domani (sabato) nell’anticipo delle 15 scenderà in campo contro il Fiorenzuola terzo in classifica e reduce dal pareggio interno col Castelvetro. Nell’occasione l’entrata sarà gratuita. Un’iniziativa a sorpresa quella della società rossoblù, che ha uno scopo preciso: avvicinare alla squadra quanti più spettatori possibile.

«Lo sport è coesione e l’obiettivo è fare gruppo – ha spiegato Spagnoli -. In futuro vogliamo creare sempre maggiori sinergie fra la città e l’Imolese. Iniziare un percorso insieme, farci conoscere maggiormente dai cittadini. L’idea dell’entrata gratis parte da questi presupposti. Non è che potremo farlo ogni volta, ma domani i nostri ragazzi affronteranno una partita importantissima per l’esito della stagione e abbiamo bisogno di tanto calore. Per la seconda volta negli ultimi due anni ci stiamo giocando il primo posto del campionato di serie D».

r.s.

Nella foto: il giocatore dell”Imolese Marco Tattini

Imolese gratis domani al Romeo Galli contro il Fiorenzuola
Sport 17 Marzo 2018

Calcio, parla l'ex bomber dell'Imolese Actis Dato: «Ferretti deve riportarla in serie C»

L’ultima volta che l’Imolese ha incontrato il Sansepolcro, si giocava al Buitoni (sì, lo stadio di epoca fascista fu costruito proprio con il contributo del famoso pastificio) e nell’Imolese militava quel Sergio Actis Dato che, con 61 reti distribuite fra C2 e D, è attualmente il capocannoniere della storia moderna (ufficiale, con numeri e dati esatti) dei rossoblù.

Domani l’Imolese (ore 14.30) andrà invece a Città di Castello (il «Buitoni» è in ristrutturazione) ma poco importa, visto che in quel campionato ’96/97 i rossoblù giocarono (perdendo 2-0) anche a Città di Castello in quello che fu il primo dei 6 anni imolesi di Actis Dato, uno che l’Imolese, pur non vedendola dal vivo da un pezzo, ce l’ha ancora nel cuore. «Sono orgoglioso di essere colui che finora ha segnato di più nell’Imolese – parola di Sergione -, visto che sono molto legato a Imola: aver scritto un pezzo di storia della società mi fa molto piacere, anche se ovviamente adesso tutto è cambiato dai miei tempi e magari la storia dei colori rossoblù forse non interessa più di tanto».

Gustavo Ferretti ti sta insidiando con 53 reti al suo attivo.

«Non credo possa essere considerato un bomber di categoria, cioè valido solo in serie D. Come capitò a me, se uno sale, mantenendo l’ossatura di squadra, continua a segnare. Auguro a Ferretti di superarmi anche in questa stagione, a patto che i suoi gol servano all’Imolese per tornare nei professionisti, dove la società e la città meritano di stare: Spagnoli, che ho affrontato ai tempi del Cervia quando io giocavo nel Fusignano, ha fatto grandi sforzi e spero vengano premiati. Quello che è capitato l’anno scorso è stato davvero un brutto film, spero che stavolta tocchi agli altri vivere quello che capitò all’Imolese nella passata stagione. E’ da parecchio tempo che non torno a vedere l’Imolese, magari vengo se ci sarà da festeggiare all’ultima giornata».

Cioè domenica 6 maggio, quando arriverà un certo Forlì, un nome che fa riavvolgere il nastro allo spareggio promozione di Lugo, stagione ’98/99.

«Portare più di 1.000 persone di Imola in trasferta, con lo stadio del Baracca pieno zeppo con 4.000 persone è qualcosa di indimenticabile: vincere così, dominando quello spareggio, fu qualcosa di super, sarei strafelice se potesse succedere qualcosa di simile all’ultima di campionato. In quel caso ci sarò di sicuro…».

E un grande gruppo non dimentica se stesso, neppure 20 anni dopo.

«Infatti ci troveremo la prossima settimana tutti assieme alla Tavernetta da Fusari per ricordare quella vittoria e la butto lì, se l’Imolese riuscirà a tornare in serie C sarebbe bello organizzare un’amichevole fra noi vecchie glorie e la squadra attuale per festeggiare il ritorno fra i professionisti. Credo sarebbe un piacevole amarcord…».

an.mir.

L”articolo completo su “sabato sera” in edicola del 15 marzo.

Nella foto (Isolapress): Sergio Actis Dato con la maglia dell”Imolese

Calcio, parla l'ex bomber dell'Imolese Actis Dato: «Ferretti deve riportarla in serie C»

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