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Cronaca 25 Maggio 2020

Il decreto «Rilancio» spiegato dall'Osservatorio professionale imolese

Il decreto Rilancio (qui il testo completo dalla Gazzetta ufficiale) contiene le nuove misure per contenere la crisi economica causata dall’emergenza coronavirus, con il quale sono stati stanziati 55 miliardi di euro in aiuti ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese. Abbiamo chiesto a Maurizio Bacchilega, vicepresidente dell’Osservatorio professionale imolese (Opi), associazione che riunisce una sessantina di dottori commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro operanti nel circondario imolese, di illustrarci una sintesi dei contenuti di questa nuova disposizione.

Contributi a fondo perduto
Una delle voci più cospicue del decreto è lo stanziamento di sei miliardi di euro in aiuti a fondo perduto, destinati alle piccole e medie imprese con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro annui.

Cancellazioni e rinvio imposte
Il decreto prevede la totale cancellazione della rata di giugno dell’Irap (saldo e acconto) per tutte le società e le imprese individuali con un fatturato fino a 250 milioni di euro. Sono state ulteriormente rinviate al 16 settembre le scadenze dei versamenti dell’Iva e dei contributi per le imprese che hanno subito diminuzioni di fatturato.

Cassa integrazione
Il decreto amplia le risorse disponibili, prolunga di nove settimane la cassa integrazione (per un totale complessivo di 18 settimane) e cerca di rendere più semplici le pratiche per ottenere la Cassa integrazione.

Sconti sulle utenze
Il decreto stanzia circa 600 milioni per ridurre la componente fissa delle bollette (come i costi per la gestione del contatore), pagate da circa 3,7 milioni di piccole e medie imprese.

Lavoratori autonomi e Cococo
E’ previsto anche per il mese di aprile il bonus di 600 euro per liberi professionisti e Cococo già destinatari della stessa misura per il mese di marzo.

Blocco dei licenziamenti
Viene allungato da 2 a 5 mesi il blocco dei licenziamenti per motivi economici.

Il reddito di emergenza
Il decreto introduce un nuovo sussidio, il Reddito di emergenza, destinato ad aiutare quei nuclei familiari non coperti dagli attuali sussidi, come il Reddito di cittadinanza.

Ulteriori misure e dettagli nel numero del Sabato sera del 21 maggio

Il decreto «Rilancio» spiegato dall'Osservatorio professionale imolese
Cronaca 17 Dicembre 2018

A Castel San Pietro Terme l'imposta di soggiorno nel 2018 è un «tesoretto» che vale 200 mila euro

Dal 2015, anno dell’introduzione dell’imposta di soggiorno, i Comuni del circondario imolese che l’hanno adottata hanno a disposizione maggiori fondi da destinare al turismo stesso. Se per alcune Amministrazioni si tratta di numeri piccoli (i dati 2016 di Castel Guelfo, Casalfiumanese e Fontanelice non superavano i mille euro, Medicina lo scorso anno ne ha incassati poco più di 4 mila), per i territori più grandi arrivano a sei cifre: Castel San Pietro, ad esempio, ha una previsione di incasso per il 2018 superiore ai 200 mila euro, cifra non di poco conto soprattutto se paragonati ai 230 mila euro incassati invece da Imola, che dovrebbe poter contare su un maggior numero di strutture ricettive.

L’imposta è di carattere locale e viene applicata alle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d’arte. Tra circondario e dintorni l’hanno introdotta tutti, ad eccezione di Castel del Rio, il cui sindaco si è detto contrario fin dal primo giorno, e Mordano che, ad oggi, non rientra nell’elenco regionale dei territori ad economia prevalentemente turistica o città d’arte. Ozzano ha ottenuto l’iscrizione recentemente grazie alla presenza dell’antica città romana di Claterna e sta valutando l’introduzione dell’imposta.

Le tariffe erano state definite a suo tempo nel regolamento stilato insieme alle associazioni di categoria (indicativamente 2 euro a notte per gli hotel a 4 stelle, 1 euro e mezzo per i tre stelle e 1 euro per tutte le altre strutture) ma ogni Comune ha poi fatto qualche aggiustamento.

Come detto, una delle realtà che ha ottenuto grandi benefici dall’imposta è Castel San Pietro. Grazie allo sviluppo della cosiddetta Varignana valley, per la precisione del resort Palazzo di Varignana e strutture annesse, che negli anni hanno visto un notevole ampliamento, ma anche della riqualificazione e nuove camere presenti nell’Hotel Anusca nel capoluogo, in viale Terme, per citare due esempi. L’assessore al Turismo Tomas Cenni conferma che «gli introiti dell’imposta di soggiorno superano i 200 mila euro». Una somma di tutto rispetto, considerato che il turismo castellano, come conferma lo stesso Cenni, «è per lo più di tipo business e, come da regolamento, prevediamo un’imposta ridotta di soli 50 centesimi a notte, indipendentemente dalla struttura, per i soggiorni legati a questa tipologia di clienti».

L’Amministrazione ha già destinato i proventi 2018 al potenziamento degli eventi turistici, con contributi alla Pro Loco (oltre 60 mila euro), agli eventi sportivi con valenza turistica (di qui il sostegno, fra gli altri, al golf e alle associazioni di podismo, ciclismo e tennis e al Club Carrera per complessivi 30 mila euro circa), alla società turistica If per la promozione (27 mila euro), oltre che per spese per gli eventi patrocinati o pubblicitarie. (mi.mo.)

Nella foto una veduta di Castel San Pietro Terme tratta dal sito del Comune

A Castel San Pietro Terme l'imposta di soggiorno nel 2018 è un «tesoretto» che vale 200 mila euro
Cronaca 16 Giugno 2018

Arriva la Tari, ma alcuni F24 hanno delle anomalie, Hera invia nuovi moduli corretti a 1.500 utenti

In questi giorni stanno arrivando come di consueto l’avviso di pagamento della prima rata della Tari, la tassa che copre i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, con scadenza al 30 giugno. Quest’anno, però, a seguito di alcune segnalazioni ci si è accorti che alcuni modelli F24 (i moduli da consegnare in banca o in posta per effettuare i pagamenti) presentano delle anomalie nella compilazione e non vengono accettati dagli sportelli.

Hera quindi sta provvedendo alla ristampa e a recapitare nuovamente entro il 27 giugno gli avvisi e gli F24 corretti, unitamente ad una lettera accompagnatoria che precisa il problema. In parallelo sta contattando gli utenti interessati anche tramite email o telefonata. Volendo i moduli F24 corretti sono stampabili anche dagli operatori degli sportelli clienti Hera che, così come gli operatori del call center, possono fornire supporto a coloro che preferissero compilare autonomamente degli F24 in bianco.

«Il calcolo e l’importo da pagare sono corretti» precisano dal Comune di Imola con una nota. In totale, sui circa 70.000 avvisi di pagamento Tari distribuiti nel circondario, il problema è presente in poco meno di 1.500, di cui circa 670 a Imola e il restante suddiviso tra gli altri nove comuni.  

Da notare che, ricadendo il 30 giugno nella giornata del sabato, il pagamento della Tari potrà essere effettuato anche il primo giorno lavorativo successivo, in questo caso il 2 luglio. 

La rata della Tari in questione contempla sia il periodo gennaio-aprile 2018 che il conguaglio sul 2017. Le rate vengono emesse da Hera come previsto dal regolamento comunale. Per il calcolo si tiene conto delle superfici dichiarate o accertate e della composizione del nucleo familiare risultante dai dati anagrafici forniti periodicamente dai Comuni. Dall’1 ottobre 2017 la legge prevede che l’incasso della Tari sia diretto nel conto di tesoreria del Comune, non è pertanto più consentito il servizio di pagamento con domiciliazione bancaria (l’unico metodo consentito è il modulo F24); per il 2018 la gestione del servizio di riscossione è stata affidata dal Comune ad Hera. 

Per informazioni Hera mette a disposizione un numero verde dedicato, 800999004, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli clienti di Hera sul territorio (l’elenco e gli orari di apertura sono consultabili sul sito www.gruppohera.it/sportelli).

Nella foto d”archivio la sede Hera di via Casalegno a Imola

Arriva la Tari, ma alcuni F24 hanno delle anomalie, Hera invia nuovi moduli corretti a 1.500 utenti

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