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Economia 23 Ottobre 2018

La Cefla punta sempre di più sul business della luce a led con la nuova divisione Lighting

In casa Cefla nasce la nuova divisione Lighting, dedicata al mondo dell’illuminazione a led. Un settore, questo, che si sta sviluppando a ritmo esponenziale, come dimostra la rapida crescita di C-Led, la società nata nel 2016 dallo scorporo del ramo d’azienda Cefla sviluppatosi a partire dalla controllata Elca Technologies.

Un percorso partito nel lontano 1998, quando l’allora Elettronica Candori entrò nel perimetro del gruppo Cefla, in concomitanza con l’incorporazione della Cir. Attorno al 2010, alla progettazione e produzione di schede elettroniche per l’automazione industriale, utilizzate ad esempio su poltrone e macchinari per la radiologia dentale, così come per i banchi cassa dei supermercati, si è aggiunto il business della luce, ovvero lo sviluppo di schede di controllo per l’illuminazione a led di potenza, prima per le sole attività del gruppo (lampade del settore dentale, scaffali della grande distribuzione, impianti di illuminazione esterna dei centri commerciali, forni di essiccazione delle vernici Uv) e, dal 2015, anche per clienti esterni.

Dal 2016 a oggi, il fatturato di C-Led è passato da 2 milioni di euro a quasi 8 milioni attesi nel 2018, mentre gli addetti, da poco meno di dieci, sono arrivati a 25. «In agosto – spiega il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci – abbiamo completato l’acquisizione del 60 per cento della società bolognese Lucifero’s (37 dipendenti e un fatturato di 5,4 milioni di euro, Ndr), specializzata nello sviluppo di soluzioni illuminotecniche architetturali di design, in particolare per negozi e alberghi. Questo ci permette di integrare e ampliare la nostra proposta e di crescere in modo significativo. Da qui la decisione di creare una nuova business unit, più per la prospettiva di sviluppo che per le dimensioni attuali, ancora inferiori a quelle delle nostre altre quattro business unit. Il settore in cui opera C-Led è caratterizzato da una continua rincorsa delle tecnologie migliori, più performanti e meno costose. In questi anni, infatti, il prezzo medio del prodotto venduto si è abbassato, ma sono cresciuti i volumi. Bisogna quindi essere reattivi e pronti a seguire questo trend, per restare competitivi nel tempo».

Nella sede C-Led in via Gambellara in un anno si assemblano dagli 80 ai 100 milioni di «chip led», ovvero i «puntini» che compongono un corpo illuminante. Ma il grande valore aggiunto è la tecnologia che ne controlla il funzionamento. «Puntiamo molto sulla ricerca – spiega Alessandro Pasini, direttore della nuova business unit Cefla -. Nel 2017 abbiamo investito circa il 5 per cento del fatturato, una percentuale più alta rispetto alla media delle altre business unit Cefla. Abbiamo un reparto di ricerca e sviluppo con 8 addetti, ingegneri elettrici, meccanici ed elettronici; in più, collaborano con noi 5 centri di ricerca e laboratori esterni».

In questo campo le lampadine a bulbo sono davvero preistoria. I punti luce del futuro sono personalizzati per dimensione e ottica, temperatura di colore (ovvero tonalità calda o fredda) e resa cromatica. «Abbiamo già prodotti – racconta – che possono essere impostati attraverso una app sul proprio telefono. Quando si arriva a casa, un sensore capta la tua presenza e le luci delle stanze si regolano in modo automatico in base a quello che devi fare e agli impegni inseriti sul telefono o in base alle preferenze selezionate. Il tutto senza dover toccare un solo interruttore. Allo stesso modo le luci della vetrina di un negozio si possono cambiare a seconda, ad esempio, della stagione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto le postazioni di assemblaggio in C-Led

La Cefla punta sempre di più sul business della luce a led con la nuova divisione Lighting
Economia 10 Ottobre 2018

Il viaggio dei vincitori di Vitamina C tra Puglia e Basilicata alla scoperta di passione civile e valori cooperativi

A partire quest’anno alla volta di Lecce e Matera grazie ai progetti di impresa premiati durante il passato anno scolastico (Apollo per la produzione di isolanti termici ed acustici dal riciclo delle piume di scarto degli allevamenti avicoli, Black Option per l’alimentazione del futuro a base di insetti, Giga Barper rispondere in maniera integrata alle esigenze di studio e incontro dei giovani) sono stati Lorenzo Berti, Simone Galbano, Diana Martignani, Aretha Rambaldi, Codrina Vasai, Chiara Guadagnini, Federica Pelliconi, Irene Salaroli e Sofia Tampieri dell’Istituto Scarabelli insieme a Riccardo Avarello, Alessia Benedetti, Sara Mastrorocco, Elisabeta Maria Sirbu, Raoul Tondini e Anna Visani dell’Alessandro da Imola.

I ragazzi, accompagnati dalle insegnanti Roberta Giacometti, Antonella Martelli e Simona Costa e dal funzionario di Legacoop Imola Rita Linzarini, hanno affrontato insieme un viaggio che voleva essere anche un’occasione per conoscere nuove città ma anche nuove realtà cooperative e toccare con mano i valori della cooperazione.

«La visita guidata del centro storico di Lecce, prima tappa del viaggio, è stata l’occasione per scoprire ed apprezzare l’utilizzo della pietra leccese nell’architettura della città – si legge nel diario di bordo del viaggio redatto dai ragazzi quale occasione per trasferire le conoscenze acquisite lavorando in cooperazione per un obiettivo e prodotto comune -. Martedì invece abbiamo incontrato Francesco Gigante, presidente della cooperativa sociale Terre di Puglia e i suoi collaboratori, a Torchiarolo, dove ha sede la cantina, e a Mesagne, dove la cooperativa gestisce una masseria, due luoghi di lavoro che sono anche sedi di contrasto alle mafie. La cooperativa nasce infatti, previo bando pubblico, per l’assegnazione di beni confiscati alla mafia locale, la Sacra Corona Unita: in una realtà dove la paura ha bloccato tante persone, l’orgoglio più grande della nostra azienda sono i dipendenti e i soci che lavorano per dare una nuova vita ai beni confiscati alla mafia pugliese, ci racconta il presidente illustrando i prodotti dedicati alle vitti-e delle associazioni criminali del territorio.

Il socio fondatore Alessandro Leo ha aggiunto che per impegnarsi in questa esperienza non serve il coraggio ma la passione civile, perchè per costruire un mondo basato sulla legalità non sono importanti solo eroi ma anche le tante persone normali che ogni mattina si alzano per lavorare mettendo a disposizione le proprie competenze. Una bella lezione di vita e legalità accompagnata da un forte vento di tramontana che ha scompigliato i capelli oltre che i pensieri, ma non ha impedito la prevista gita al mare, dalla grotta della poesia a Roca Vecchia fino ai faraglioni di torre Sant’Andrea ed Otranto, quindi di nuovo a Lecce per visitare il castello di Carlo quinto e il museo Faggiano con le rovine di un’antichissima struttura risalente all’epoca messapica poi utilizzata in periodo roma-no e medievale come convento e dunque ricco di simboli a testimonianza del passaggio dei templari e di altre epoche archeologiche.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto la visita alla cooperativa sociale Terre di Puglia

Il viaggio dei vincitori di Vitamina C tra Puglia e Basilicata alla scoperta di passione civile e valori cooperativi
Economia 9 Ottobre 2018

Tutte le novità proposte da Coop Ceramica, Florim e La Fabbrica al Cersaie e ai suoi 112.000 visitatori

La 36ª edizione del Cersaie, il Salone della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno, si è svolta dal 24 al 28 settembre alla Fiera di Bologna. L’appuntamento quest’anno ha richiamato oltre 112 mila visitatori, 840 espositori di cinque continenti e 40 nazionalità, poco più della metà dei quali appartenenti al settore delle piastrelle. Tra questi c’erano anche le più importanti aziende del settore presenti sul nostro territorio, Cooperativa Ceramica d’Imola, Florim, di Fiorano Modenese ma con stabilimento anche a Mordano, e La Fabbrica di Castel Bolognese, rilevata nel 2017, attraverso la holding Italcer, dal fondo Mandarin Capital Parners II, di cui fa parte anche l’economista di origini imolesi Alberto Forchielli.

Vetrina per eccellenza, quest’anno Coop. Ceramica ha proposto quattro nuove collezioni: «Parade», progetto che «fra storia, ricerca e tecnologia, rispetto per la materia e le sue origini» trae ispirazione dalla graniglia e dai pavimenti in battuto veneziano; «The room», nuova generazione di lastre ceramiche ispirata alla ricchezza dei marmi pregiati; «Lime-Rock», che rievoca le caratteristiche della roccia sedimentaria; «Blue Savoy», collezione dedicata all’omonima pietra naturale, apprezzata da designer e architetti, di cui viene riprodotto anche il particolare effetto traslucido.

Il Cersaie dà anche la possibilità alle aziende di portare i visitatori della fiera all’interno dei propri stabilimenti e showroom. Florim ha sfruttato questa occasione per trasformare la propria «gallery» a Fiorano Modenese, rinnovata per l’occasione, in un teatro, dove immergere i propri ospiti in una esperienza a 360°, fatta di luci, suoni, colori spettacolari. «Discover the future» è stato il tema di quattro diverse serate, durante le quali l’azienda ha messo in scena uno spettacolo digitale avveniristico.

Nello stand firmato dal noto architetto Massimo Iosa Ghini, La Fabbrica, invece, ha presentato i marchi «La Fabbrica» e «Ava Ceramica», quest’ultimo dedicato ai grandi formati. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Tutte le novità proposte da Coop Ceramica, Florim e La Fabbrica al Cersaie e ai suoi 112.000 visitatori
Economia 8 Ottobre 2018

L'imolese Fabio Ragazzini, presidente del Consorzio nazionale Legnolegno: «Marchio di qualità per i serramenti italiani»

L’imprenditore imolese Fabio Ragazzini, portavoce regionale della Cna per il settore Legno, da luglio è anche il nuovo presidente del consorzio nazionale serramentisti Legnolegno. Dopo la crisi che ha colpito l’edilizia, e di riflesso i comparti affini come appunto quello degli infissi e dell’arredamento, abbiamo cercato di fare con lui il punto della situazione, a livello nazionale e soprattutto locale.

«La situazione imolese è peggiore rispetto al quadro nazionale – esordisce senza mezzi termini Ragazzini -. A partire dal 2014 a Imola abbiamo visto una svolta negativa, che ha colpito tutto l’indotto. La crisi dalla catena cooperativa, si vedano Cesi, 3elle e in parte Coop. Ceramica, ha dato un forte scossone all’andamento del mercato. Qui si sono persi un paio di migliaia di posti di lavoro e nella zona il contraccolpo lo abbiamo percepito tutti. Non solo. Un altro fattore di crisi è dovuto alla richiesta, sempre più in espansione, di prodotti in Pvc, che oggi si attestano a circa il 40 per cento della quota di mercato nazionale. Prodotti che vanno per la maggiore sia per l’aspetto economico sia per la ridotta manutenzione di cui necessitano. I produttori di infissi in legno in questi ultimi anni sono diventati anche rivenditori di prodotti in Pvc, che prima rappresentavano solo una quota marginale del fatturato. Alcuni, invece, piuttosto che aprirsi al Pvc e dare continuità alla loro attività, hanno preferito chiudere, altri hanno portato l’azienda all’estero, dove ci sono meno problemi a livello burocratico. In Polonia e Romania con quattro formalità apri un’impresa. Qui in Italia abbiamo una burocrazia impressionante. Ci vuole più tempo a gestire tutte le pratiche che a produrre».

Oggi ci sono segnali di ripresa?
«La nautica, dopo anni grigi, ultimamente ha buone performance. Il settore immobiliare si sta riprendendo grazie alle ristrutturazioni. Anche se nel 2018 le detrazioni fiscali sono calate dal 65 al 50 per cento, sono state ancora interessanti per chi era intenzionato a ristrutturare casa. Sempre che la nuova Finanziaria non individui nuovi paletti, che, se confermati, sarebbero ulteriormente negativi…».

In questi anni, anche a Imola, c’è stato il boom delle case in legno. Immagino che di riflesso ne abbiano beneficiato anche i produttori di infissi in legno…
«Può sembrare una contraddizione, ma anche nelle case in legno, di solito, vengono installati infissi in Pvc».

Alla luce di questo quadro, che cosa sta facendo il consorzio Legnolegno per aiutare i produttori?
«In collaborazione con tutte le principali associazioni del settore, abbiamo lanciato il marchio Posa Qualità Serramenti, uno strumento che valorizza la qualità dell’installazione e la professionalità dei serramentisti italiani e che fornisce una garanzia al consumatore. Ci stiamo scontrando con multinazionali estere che producono finestre in Pvc con budget e risorse infinitamente più grandi delle nostre. E’ una lotta impari. Molto spesso la concorrenza è rappresentata da infissi provenienti da Polonia e Romania, dove i produttori beneficiano di manodopera a basso costo e agevolazioni. Per questo la merce arriva sul nostro mercato a prezzi così bassi. Ci stiamo battendo per far capire che è inutile dare incentivi se poi i soldi vanno all’estero senza lasciare alcun beneficio per far ripartire l’economia in Italia. Se compro un prodotto fatto in Italia, il beneficio resta qui, mentre se importiamo prodotti dall’estero, quel poco di mercato che c’è lo portiamo fuori. Questa è la triste realtà». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto Fabio Ragazzini

L'imolese Fabio Ragazzini, presidente del Consorzio nazionale Legnolegno: «Marchio di qualità per i serramenti italiani»
Cronaca 4 Ottobre 2018

Mercati ambulanti, si cambia: novità in Pedagna il sabato e a Ponticelli per la Sagra dei Maccheroni

Il Consiglio comunale approva la proposta di modifica dell’ubicazione dei posteggi del mercato ambulante del sabato pomeriggio nel quartiere Pedagna e del mercato previsto a Ponticelli, in occasione della Sagra dei Maccheroni.

Mercato in Pedagna. Il Comune ha previsto la diminuzione da 32 a 16 del numero dei posteggi e il loro trasferimento da via Donizetti al parcheggio adiacente. «Il mercato del sabato pomeriggio in Pedagna ha subito i cambiamenti che hanno investito tutti i mercati. Con questa delibera procediamo a riorganizzarlo, spostando gli operatori all’interno del parcheggio di proprietà pubblica e liberando via Donizetti, in modo da aprire finalmente al transito quel tratto di strada che collega le vie Puccini e Rossini», spiega Patrik Cavina, assessore allo Sviluppo economico.

Ad oggi, infatti, il mercato ambulante risulta sovradimensionato rispetto alla domanda di posteggi e nel contempo la presenza dei posteggi stessi impedisce la circolazione e la sosta dei residenti. Così, grazie alla riduzione del numero dei posteggi e al loro spostamento nella piazzetta laterale, via Donizetti tornerà ad essere fruibile per la circolazione e per il parcheggio.

Mercato di Ponticelli. Il Comune ha poi stabilito di modificare ubicazione e numero di posteggi del mercato che si svolge nella frazione di Ponticelli, a febbraio, in occasione della Sagra dei Maccheroni.

«Abbiamo provveduto allo spostamento da via Grilli ed a regolamentare la nuova area nel parcheggio laterale alla via Montanara su richiesta anche degli organizzatori della sagra», sottolinea Cavina. Via Grilli è molto ripida e per gli operatori commerciali risultava infatti difficoltoso stabilizzare automezzi e banchi. Inoltre, gli accessi carrabili delle nuove abitazioni sorte hanno ridotto il numero di posteggi disponibili. Per cui il mercato traslocherà da via Grilli alla nuova area di parcheggio laterale alla via Montanara e i posteggi totali disponibili passeranno dagli attuali 13 ad 11.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Mercati ambulanti, si cambia: novità in Pedagna il sabato e a Ponticelli per la Sagra dei Maccheroni
Cronaca 1 Ottobre 2018

Osservanza, aperto fino all'8 ottobre il bando per la gestione del chiosco che si allargherà di altri 30 metri quadri

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il bando per il chiosco adiacente la pista da ballo nel parco del complesso Osservanza, nella zona sud del parco, dalla parte di vicolo Saldona. Come si ricorderà, il piccolo locale, attualmente di appena 10 metri quadrati, era stato dato in gestione nell’estate del 2016 a Giancarlo Sasdelli con il vincolo di poter vendere solo prodotti confezionati (tipo bevande, gelati, patatine, caramelle, caffè), mentre per il 2017 non era stato trovato nessuno interessato alla gestione e tra le motivazioni c’era proprio il fatto delle scarse potenzialità di utilizzo di un locale così piccolo.
Da qui la scelta di Osservanza Srl (società oggi al 100% di Conami) di ampliarlo. Ora il progetto è stato inviato alla Soprintendenza e si attende l’autorizzazione prima di partire con i lavori veri e propri, che dureranno circa quattro mesi e saranno a carico di Osservanza Srl. Allo stabile attuale verrà affiancata una struttura in legno che conterrà l’area cucina per la preparazione di cibi (prevalentemente piadine, panini, insalate) e un bagno utilizzabile anche dai disabili. Inoltre, ci sarà una tettoia sotto alla quale potranno essere posizionati dei tavolini all’ombra per le consumazioni. Complessivamente, l’ampliamento previsto sarà di 30 metri quadrati.
Dal canto suo, il nuovo gestore dovrà invece eseguire a sue spese i lavori di impiantistica specifica dedicata all’attività di somministrazione di alimenti e bevande e dovrà provvedere agli arredi interni ed esterni.
Per presentare domanda c’è tempo fino alle ore 12 di lunedì 8 ottobre. Chi fosse interessato ad effettuare un sopralluogo deve richiederlo entro martedì 2 ottobre. Tutta la documentazione è consultabile on-line nella sezione bandi (che si trova sotto il menù «amministrazione trasparente») del sito www.osservanza.it. (gi.gi) 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 settembre

Nella foto il rendering del progetto di ampliamento del chiosco

Osservanza, aperto fino all'8 ottobre il bando per la gestione del chiosco che si allargherà di altri 30 metri quadri
Economia 24 Settembre 2018

Astro Turrini confermato presidente di Coldiretti imolese: guiderà l'associazione per i prossimi cinque anni

Astro Turrini, 57 anni, allevatore di Casalfiumanese, è stato confermato presidente della Coldiretti imolese per i prossimi cinque anni. Turrini, al suo secondo mandato, ha dichiarato di voler «proseguire nella gestione collegiale, di confronto con tutte le realtà locali, per portare avanti sul territorio le battaglie di Coldiretti per l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti, per dare garanzie di qualità e sicurezza ai consumatori e per la creazione di politiche di filiera che diano sicurezza ai produttori agricoli sugli sbocchi delle proprie produzioni».

L’assemblea dei soci ha anche votato un nuovo consiglio, spiega Coldiretti Bologna «con l’immissione di nuove leve provenienti da Coldiretti Giovani impresa». Il nuovo consiglio di Imola è composto dai dieci presidenti di sezione eletti nelle assemblee di fine estate. Il 27 settembre i presidenti delle varie sezioni saranno chiamati a eleggere i nuovi organi provinciali della Coldiretti di Bologna, di cui la sezione imolese rappresenta un’importante articolazione.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto il nuovo consiglio di Coldiretti imolese

Astro Turrini confermato presidente di Coldiretti imolese: guiderà l'associazione per i prossimi cinque anni
Cronaca 20 Settembre 2018

La macchina solare castellana Emilia 4 al convegno di Imola sulla mobilità sostenibile

Al convegno sulla mobilità sostenibile, in programma domani 21 settembre a palazzo Sersanti, sarà protagonista anche Emilia 4, l’auto solare costruita in Emilia Romagna dall’Università di Bologna e dal team dell’associazione castellana Onda Solare, nata per sviluppare prototipi di veicoli solari.

Il progetto Emilia 4 ha visto il coinvolgimento di centri di ricerca e diverse aziende anche del territorio, tra cui l’officina Metal Tig, la carrozzeria Augusta e il Centro Arcobaleno di Castel San Pietro, Bergami di Castel Guelfo, Curti e Solmec di Castel Bolognese. Dopo 2.700 chilometri percorsi dal Nebraska all’Oregon, lo scorso luglio Emilia 4 ha trionfato all’American Solar Challenge, competizione riservata a veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo.

«Il 21 settembre – sottolinea il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, Fabio Bacchilega – la macchina sarà esposta in piazza Matteotti e alcuni membri del team di Emilia 4 saranno a disposizione per rispondere alle domande del pubblico».

La macchina solare castellana Emilia 4 al convegno di Imola sulla mobilità sostenibile
Economia 19 Settembre 2018

Cereali, il progetto della cooperativa Terremerse per fornire le migliori materie prime all'industria alimentare

All”interno della cooperativa agroalimentare Terremerse il settore Cereali rappresenta circa il 24% del fatturato totale, che nel 2017 ha raggiunto oltre 142 milioni di euro (consolidato 168 milioni) e un utile netto di 181 mila euro. «Nel 2017 – dettaglia Augusto Verlicchi, direttore del settore Cereali e Proteici della cooperativa di Bagnacavallo – abbiamo ritirato 135 mila tonnellate di cereali e proteoleaginose (ad esempio girasole, soia e colza, Ndr). I produttori che hanno consegnato cereali sono stati 1.780. Di questi, 1.258 sono soci della cooperativa. Per quanto riguarda il circondario imolese, abbiamo avuto 68 conferenti, di cui 57 soci».

Coltivare cereali, oggi, è ancora remunerativo?
«Per quanto riguarda il grano – spiega il direttore – è vero che i prezzi in generale sono bassi, ma nell’ultimo periodo, da fine luglio, il prezzo del frumento tenero ha recuperato. Proprio per ovviare al problema dei prezzi volatili e bassi degli ultimi anni, dettati dai mercati internazionali su tutte le commodities, come cooperativa da anni siamo fortemente orientati a proporre ai nostri soci contratti di coltivazione e commercializzazione con premialità e maggiorazioni del prezzo di mercato. Questo viene proposto in generale su tutti i cereali e proteoleaginose che la cooperativa ritira. All’interno di questi c’è, ad esempio, anche il contratto alta qualità frumento duro Barilla, che proponiamo fin dal 2007. Per l’imminente campagna proporremo, oltre ai contratti soliti, anche alcune nuove proposte che stiamo definendo in questi giorni con l’industria molitoria, di trasformazione e la grande distribuzione».

Un altro esempio è la collaborazione con Deco Industrie, altra cooperativa di Bagnacavallo, che produce biscotti, dolci da ricorrenza e piadine. A Imola Deco Industrie ha acquisito nel 2016 lo stabilimento della Packaging Imolese, dove si producono detergenti e deodoranti (altro ambito di attività della cooperativa) e poi l’ex sede di 3elle in via Lasie, oggi centro logistico aziendale. La molla alla base della collaborazione tra Terremerse e Deco Industrie sono stati la ricerca di materie prime di qualità e il recupero delle filiere produttive locali, per andare incontro a consumatori sempre più informati ed esigenti, che prestano grande attenzione alla provenienza degli ingredienti dei prodotti.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Cereali, il progetto della cooperativa Terremerse per fornire le migliori materie prime all'industria alimentare
Cronaca 17 Settembre 2018

La Cna Ozzano da domani riapre in municipio, in attesa del ripristino della sede dopo l'incendio

La Cna di Ozzano “trova casa” nel municipio e riapre domani, martedì 18 settembre. La notizia è stata annunciata dal sindaco Luca Lelli con un post sulla sua pagina Facebook, nel quale si precisano i termini dell’accordo che consentirà all’associazione, priva di una sede dopo l’incendio che ha danneggiato nei giorni scorsi gli uffici di via Giovanni XXIII, di riprendere l’attività.

La Cna disporrà temporaneamente di un ufficio e di una saletta riunioni, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13, al primo piano dell’edificio comunale che ospita la polizia municipale e i carabinieri, al civico 2 di via Giovanni XXIII, quindi a 200 metri dalla sede danneggiata. In cambio della possibilità di continuare a fornire i propri servizi alle imprese artigiane della zona, l’associazione corrisponderà al Comune di Ozzano una somma a titolo di rimborso spese.

Come si ricorderà, l’incendio di domenica 9 settembre nella sede Cna, partito per cause accidentali dalla stanza che ospita server e attrezzature tecniche, ha costretto l’organizzazione a chiudere gli uffici per procedere ai lavori di bonifica (di locali e documenti, precisa il sindaco Lelli) e al rifacimento di alcuni impianti. L’intervento dovrebbe durare un paio di mesi, durante i quali la sede resterà chiusa. Nel frattempo, la Cna opererà dunque dagli uffici messi a disposizione dall’Amministrazione comunale.

«Ringrazio tutti, dai dipendenti comunali a Cna, dai vigili ai carabinieri – commenta il sindaco – perché con poco sforzo e in poco tempo abbiamo trovato una soluzione buona per tutti».

Nella foto il sindaco di Ozzano Luca Lelli

La Cna Ozzano da domani riapre in municipio, in attesa del ripristino della sede dopo l'incendio

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