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Economia 17 Aprile 2020

L'allarme dei sindacati sulla crisi economica nel Circondario: «Oltre 14.500 lavoratori in cassa integrazione»

Le preoccupazioni espresse nelle scorse settimane sulle pagine del «sabato sera» dai rappresentanti delle associazioni di categoria trovano purtroppo riscontro nei dati dei sindacati territoriali. Dati che mettono in evidenza l’enorme impatto che il virus sta avendo anche sull’economia locale, dove peraltro già prima del Covid-19 c’erano segnali di difficoltà economiche e occupazionali.

«Fino al 6 aprile – dettaglia Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola – la nostra organizzazione sindacale ha sottoscritto nelle aziende del circondario (escluso il comune di Medicina che non rientra nel territorio della Camera del lavoro imolese, Ndr) 800 accordi di attivazione o proroga degli ammortizzatori sociali, che coinvolgono in totale circa 14.500 lavoratori. Si tratta purtroppo di dati provvisori e in continuo aumento, viste le oltre 70 richieste che arrivano ogni giorno alle nostre categorie di riferimento». I dati della Cisl ampliano l’orizzonte a tutta la provincia di Bologna. «Fino a inizio aprile – spiega Danilo Francesconi, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – abbiamo firmato come Cgil,Cisl e Uil oltre 13.500 accordi di cassa integrazione per i vari settori. A questo numero vanno aggiunte le aziende con meno di cinque dipendenti che non erano tenute ad avere l’accordo, ma dovevano solo presentare la richiesta. Secondo le nostre stime, nell’area metropolitana il totale dei lavoratori interessati sfiora quota 80 mila».

«Non solo ai cittadini del territorio imolese, ma all’intera nazione, è stato richiesto un enorme sacrificio che rischia di essere vanificato – commenta Giuseppe Rago, segretario generale Uil Imol aall’ipotesi di una riapertura a breve -. Andrei molto cauto, perché laddove si è originata questa tragedia, a Wuhan, ci sono stati pericolosi segnali di ripartenza del contagio, che dovrebbero essere un monito per il resto del mondo». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 aprile

Nelle foto da sinistra: Mirella Collina, Danilo Francesconi e Giuseppe Rago

L'allarme dei sindacati sulla crisi economica nel Circondario: «Oltre 14.500 lavoratori in cassa integrazione»
Cronaca 17 Aprile 2020

«L’impresa che verrà», il talk radio di Confindustria Imola condotto dal presidente Marco Gasparri e Pietro Campanella

La delegazione imolese di Confindustria Emilia, in collaborazione con Radioimmaginaria, ha organizzato una trasmissione radio, dal titolo «L’impresa che verrà», in 18 puntate da 24 minuti condotta da Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese dell’associazione e Pietro Campanella, studente alla Bocconi e grande appassionato di economia e innovazione.

Il talk radio va in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, alle 9 con il contributo di importanti esperti, giornalisti, analisti di mercato, economisti, figure di riferimento nazionali e internazionali e con il racconto delle buone pratiche di tanti imprenditori del circondario, che hanno saputo convertire le proprie produzioni in presidi di immediata necessità. Tutti impegnati a intrattenere un dibattito sui grandi cambiamenti che l’industria dovrà affrontare. 

Volete riascoltare le prime tre puntate? Ecco come fare. (da.be.)

Nella foto: Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia

«L’impresa che verrà», il talk radio di Confindustria Imola condotto dal presidente Marco Gasparri e Pietro Campanella
Economia 15 Novembre 2019

Un convegno organizzato da Sacmi per spiegare la rivoluzione 4.0 fra megatrend e «transumanesimo»

La vera rivoluzione 4.0 nel mondo dell’impresa è quella che rimette al centro l’uomo, le proprie competenze, valori, la capacità di progettare e guidare il cambiamento. Questa la tesi, dimostrata da numerose analisi e testimonianze, emersa dal ciclo di incontri «Re-thinking the future», organizzato nei mesi scorsi da Sacmi Imola per celebrare i suoi 100 anni di attività. Formare il proprio personale, attraverso dati, analisi e le migliori testimonianze d’impresa, è stato lo scopo principale dell’iniziativa, che nei precedenti incontri ha visto una partecipazione media di oltre 400 persone. L’evento conclusivo, dal titolo «Ri-conoscere il cambiamento», si terrà domani, sabato 16 novembre, all’Auditorium 1919 di via Selice 17/a (ore 9.30) e, questa volta, sarà aperto al pubblico.

Una scelta, motiva l’azienda, «per condividere con la cittadinanza il valore di un percorso di straordinaria attualità per l’intero sistema economico imolese e regionale», ma anche, sottolinea il presidente Paolo Mongardi, «un’occasione di incontro con il territorio, per confrontarsi su temi di grande attualità per tutti, non solo imprese ma anche vita quotidiana». Il tema del cambiamento digitale sarà declinato da relatori di spicco: Raffaele Secchi, direttore della Liuc Business School, parlerà dei «megatrend dell’innovazione tecnologica», ovvero quelle tendenze che coinvolgono il mondo economico ma, prima di tutto, la società e la demografia a livello internazionale. Andrea Pontremoli, già al vertice diI bm Italia e attuale amministratore delegato di Dallara, storico brand della motor valley emiliana protagonista dal 1972 nell’engineering e progettazione di veicoli sportivi ad alte prestazioni, interverrà sulla via italiana alle sfide del futuro.

Alberto Forchielli, imprenditore e investitore di origini imolesi, ben noto al grande pubblico per le sue lucide analisi sulla globalizzazione della manifattura e dei mercati, spiegherà come imprese e territorio possono tenere il passo dell’evoluzione tecnologica. In chiusura, un’analisi del «transumanesimo», quel fenomeno che riposiziona radicalmente il ruolo dell’uomo nell’era della digitalizzazione dei processi e della manifattura, con la tavola rotonda condotta dalla giornalista Rai Barbara Carfagna. L’evento è aperto al pubblico fino a esaurimento posti, previa registrazione alla pagina https://sacmiweb.sacmi.com/it-IT/Convegno-Riconoscere-il-Cambiamento.aspx. (r.cr.)

La foto di Alberto Forchielli è tratta dalla pagina Facebook dello stesso imprenditore

Un convegno organizzato da Sacmi per spiegare la rivoluzione 4.0 fra megatrend e «transumanesimo»
Cronaca 13 Novembre 2019

La Camera di Commercio di Bologna ha messo in vendita l'ex sede imolese di viale Rivalta

L’ex sede della Camera di commercio di Bologna, parte del complesso liberty posto in viale Rivalta, è ufficialmente in vendita. E’ infatti uscito nei giorni scorsi il bando per la sua alienazione, in ottemperanza alla legge del 2016 con cui l’allora ministro Madia ha riordinato il sistema organizzativo delle Cciaa, obbligandole, tra le altre cose, a razionalizzare le sedi secondarie. Prezzo a base d’asta: 1.321.462 euro. Le offerte di acquisto dovranno pervenire all’ufficio tecnico della Camera di commercio di Bologna entro le ore 12 del 13 dicembre. L’esito del bando si saprà il 16 dicembre.

L’ex sede è collocata nell’ala est della palazzina di primo Novecento che in origine ospitava il Giardino d’infanzia «Principe di Napoli». Lì gli uffici della Camera di commercio erano presenti dal 1982 (anche se è dal 1957 che l’ente aveva una propria delegazione a Imola). Nel febbraio 2005 era stata re-inaugurata dopo una corposa ristrutturazione .La chiusura degli uffici in viale Rivalta risale all’8 marzo 2018, in concomitanza con l’apertura di uno sportello dedicato alle imprese all’interno dei Servizi al cittadino presso la sala Miceti, che ha funzionato fino al 29 gennaio di quest’anno. Da inizio febbraio, le imprese possono usufruire dei servizi della Camera di commercio direttamente presso le associazioni di categoria. (r.cr.)

La Camera di Commercio di Bologna ha messo in vendita l'ex sede imolese di viale Rivalta
Cronaca 11 Novembre 2019

“Settimane della sicurezza', primo incontro dedicato a salute e benessere nelle aziende

Il miglioramento degli stili di vita può contribuire a contrastare l’insorgenza nella popolazione delle patologie croniche (tumori, malattie cardiovascolari, diabete, disturbi articolari) e ad aumentare il benessere psico-fisico.
«Il luogo di lavoro – spiega Donatella Nini, direttore facente funzione del servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola – rappresenta una situazione favorevole per raggiungere, attraverso il medico competente, una parte rilevante della popolazione, al fine di migliorarne gli stili di vita, sia attraverso l’informazione sia con l’adozione di buone pratiche aziendali. L’adesione a percorsi di questo tipo avviene al momento su base volontaria».

Azioni di promozione della salute possono essere attuate con costi tutto sommato contenuti rispetto ai benefici che si possono ottenere.
«La pianificazione di un efficace piano di promozione della salute in azienda – spiega Monica Milani,della società Evimed – è un investimento che consente all’azienda di ottenere sempre un ritorno economico».

Se ne parlerà nel convegno Promozione della salute in azienda: progetti di benessere per i lavoratori, in programma domani, nella sala grande di palazzo Sersanti (ore 14.30), in piazza Matteotti 8.
Jgor Moretto, della società Evimed e specialista in Medicina del lavoro, spiegherà come ottimizzare la quotidianità per un futuro di qualità; Alberto Bonamigo, coordinatore progetti di medicina preventiva per la società Evimed, presenterà il progetto P4P, che porta la prevenzione nelle grandi aziende; Cristina Neretti, dell’Ausl Imola, spiegherà a sua volta il progetto di promozione della salute nei luoghi di lavoro della Regione Emilia Romagna, a cui aderiscono anche sei aziende del territorio, per un totale di circa 2 mila lavoratori raggiunti; infine, Vincenzo D’Elia, dell’Ausl di Bologna, porterà l’esperienza di promozione della salute all’interno dell’Ausl di Bologna.
Al termine, è previsto un «live show» con Paolo Vincenzi, della società Ths e specialista in Cardiologia, durante il quale sarà possibile provare le nuove strumentazioni che consentono di testare, anche in azienda, la mobilità cervicale, l’insufficienza venosa e la densitometria ossea. (r.cr.)

“Settimane della sicurezza', primo incontro dedicato a salute e benessere nelle aziende
Cronaca 29 Settembre 2019

Si è svolto in settimana il viaggio degli studenti di Vitamina C alla scoperta di Milano e delle Isole Borromee

Si è svolto questa settimana il viaggio premio per gli studenti vincitori di«Vitamina C», il progetto di promozione della cultura d’impresa cooperativa promosso da Alleanza delle Cooperative Imola insieme a Legacoop Bologna e Confcooperative Bologna, con meta a Milano e alle Isole Borromee, riservato agli ideatori dei tre progetti che hanno conquistato il «podio» nell’edizione 2018-2019. Quattro di essi, Giulia Folli, Beatrice Franchini, Francesca Gambetti e Ilaria Tagliavini, delle classi 4ª A e 4ª B dell’Istituto Scarabelli, sono i primi classificati con «Drink Health», l’idea d’impresa che progetta di realizzare contenitori per cibi biodegradabili e commestibili. Seguite dalla professoressa Roberta Giacometti, che le ha accompagnate anche nel viaggio, le studentesse sono riuscite anche a realizzare e testare il prodotto.

Con loro a Milano erano anche, accompagnati dall’insegnante Maria Capodicasa, gli studenti Bitca Catalin, Graziano Amelia, Leonardo Rasca e Alexandru Valentin Stoian della 4ª A dell’Istituto Alessandro da Imola, medaglia d’argento con «Fast&Healthy», pensato per migliorare le abitudini alimentari, soprattutto degli sportivi, offrendo una linea di pasti pronti realizzati con ingredienti a chilometro zero. Hanno completato la squadra Giulia Guerra, Mattia Marangoni, Jacopo Rambaldi e Alessandra Zirondelli, della 4ª E dello Scarabelli, anch’essi seguitid alla professoressa Giacometti. Il loro «Zoo energy», terzo classificato, consiste nella produzione di alimenti per animali utilizzando scarti derivanti dalla trasformazione di frutta e verdura.

Tutti insieme, con la partecipazione di Rita Linzarini in rappresentanza di Alleanza delle cooperative, hanno avuto la possibilità di alternare mete culturali con visite alla scoperta di realtà cooperative impegnate nel welfare, nella rigenerazione urbana e nell’integrazione sociale. «Vitamina C» da 18 anni coinvolge gli studenti delle quarte classi degli istituti superiori del circondario imolese facendo loro scoprire la cooperazione come attore economico importante che crea opportunità di lavoro onesto e dignitoso, sia come ambiente formativo per capire cosa occorre per trasformare un’idea in un’impresa di successo. (r.cr.)

Nella foto il gruppo dei partecipanti al viaggio

Si è svolto in settimana il viaggio degli studenti di Vitamina C alla scoperta di Milano e delle Isole Borromee
Cronaca 29 Luglio 2019

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami

MyAppFree ha mosso i primi passi all’interno di Innovami, incubatore di imprese e centro per l’innovazione presente a Imola dal 2005. Promosso da ConAmi per creare occupazione sul territorio dei 23 comuni consorziati, dal 2009 opera come associazione e dal 2011 è ente accreditato dalla Regione per il trasferimento tecnologico oltre a far parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia Romagna. In 14 anni di attività, Innovami ha incubato 26 imprese, di cui 22 tuttora operative, per un totale di circa 180 persone impiegate e un fatturato aggregato di circa 12 milioni di euro. Alcune di queste, in particolare, sono ormai delle realtà affermate nei rispettivi settori.

Optit, con sedi a Cesena e Bologna, conta oggi 30 dipendenti. Fondata nel 2007, si occupa di big data, mettendo a disposizione un mix di risorse per lo sviluppo di progetti integrati di supporto al business, erogati sotto forma di fornitura di soluzioni, consulenza o software. Social Cities, invece, è una agenzia web imolese nata nel 2014 che dà lavoro a 12 addetti. Oltre ad «accompagnare i clienti verso nuove destinazioni digitali», si legge nel sito aziendale, offre servizi di marketing e design. In Giunko, con sede a Bologna, lavorano invece 10 persone. Loro gli ideatori dell’applicazione per la raccolta differenziata dei rifiuti, Junker, attorno a cui Hera ha poi sviluppato il Rifiutologo, che, attraverso la lettura ottica del codice a barre di un prodotto mediante uno smartphone o un tablet, ne indica il corretto smaltimento. Remembrane, con 4 addetti, si occupa a Imola di tecnologia delle colture cellulari, produce proteine e virus ricombinati, studia la terapia cellulare ovvero la creazione artificiale di organi. Citiamo inoltre Sonne Film, casa di produzione indipendente fondata nel 2010, che realizza documentari, serie tv e format televisivi e che ha di recente conquistato il premio del pubblico al Biografilm Festival di Bologna. Lo studio imolese di progettazione Alba Progetti, cooperativa di servizi fondata nel 2007, a Imola ha firmato, ad esempio, il nido interaziendale Cornelia, gli uffici comunali alla sala Miceti e il centro direzionale di Confartigianato Assimprese. Oggi Innovami sta vivendo una fase di transizione, verso un nuovo modello operativo più adeguato al futuro.

Non a caso, a fine 2018, è stato avviato il progetto dell’«incubatore diffuso», che consente a chi ha un’idea imprenditoriale innovativa di lavorare in spazi dedicati all’interno di aziende che fanno parte della rete di Innovami. «Imola non è paragonabile a Milano, Roma o Bologna – spiega il presidente, Davide Baroncini -. Il modello dell’incubatore per start-up “residenti” rischia di non essere più attuale rispetto alle nostre esigenze. Non significa che Innovami non avrà più una sede, dobbiamo avere spazi per riunioni, eventi e comitati scientifici. Ma per essere attrattivi, dobbiamo cercare di essere molto vicini al territorio che rappresentiamo, coinvolgendo in primis le imprese. Serve una nuova configurazione, una progettualità più ampia e una sinergia auspicabile con la pubblica amministrazione, le fondazioni e l’università. Stiamo lavorando su questo». (lo.mi.)

Nella foto: il team di MyAppFree

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami
Cronaca 29 Luglio 2019

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony

Nel 2015 MyAppFree nasce come start-up innovativa con l’idea di creare un network commerciale che fa trovare ad ogni utente le giuste applicazioni per il proprio cellulare a prezzi scontati o gratuiti. Un anno dopo l’inserimento nell’incubatore di Innovami e la vittoria del concorso «Una Nuova Idea di Impresa». Nel giugno di quest’anno la trasformazione in società per azioni (spa), capitale sociale di partenza 50 mila euro. Un bel traguardo per i tre soci Riccardo Fuzzi, tecnico informatico, Massimo Caroli, ingegnere informatico, e Alessandro Del Grano, esperto in marketing e pubblicità. Tutti e tre under 30, per una discovery network per applicazioni, come si legge sul sito dell’azienda, specializzata nel mobile advertising e marketing, pubblicità su smartphone e tablet. «Questo cambio di passo ci apre ancora di più le porte verso l’estero e ci permette di consolidare rapporti con entità più grandi» motiva Fuzzi che aggiunge «noi promuoviamo le applicazioni e avevamo creato una nostra app per farlo, ora ci siamo evoluti in modo che il modello di business sia più sostenibile».

Un cambio di passo rapidissimo anche nel fatturato visto che «nel 2017 era di 400 mila euro, un anno fa già di 1 milione di euro. A giugno 2019 abbiamo pareggiato il 2018 e puntiamo per fine anno di raggiungere tra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo di euro» analizza Caroli. Numeri di tutto rispetto con l’ipotesi pure di «arrivare alla quotazione in borsa nel giro di un quinquennio. E non siamo una start-up nata magari da un ex manager Microsoft» rivendicano con orgoglio. Ma in pratica di cosa si occupa MyAppFree? «Siamo un network pubblicitario orientato sulle app per brand che vogliono acquisire nuovi utenti. In pratica una piattaforma che si pone al centro tra domanda e offerta, mettiamo in comunicazione gli inserzionisti che vogliono promuovere un’app e i loro contenuti, i canali, gli editor che forniscono spazi pubblicitari al nostro network e gli utenti che vogliono scoprire nuove applicazioni per il loro smartphone. Per il servizio teniamo una commissione. La differenza rispetto ad altri come Google ads è che loro sono orientati ad un mercato ad impression mentre noi a performance». Tradotto, non basta che un utente «veda» qualcosa ma che effettivamente compia un’azione, in generale lo scaricamento dell’app.

MyAppFree significa oggi una decina di persone, ma vista la crescita rapida e costante «siamo alla ricerca di nuovi collaboratori, pensiamo a quattro persone in più per quest’anno» sottolinea Caroli. Accanto al team sviluppatori, per il quale cercano competenze da programmatore, ci sono gli account e sales manager per i quali non sono richieste lauree in ingegneria o esperienze particolari. «Non esistono scuole che insegnino il nostro lavoro. Le persone le possiamo formare qui» dice Caroli, che fa intendere come i requisiti necessari siano piuttosto «generiche capacità digitali, voglia di fare, ottima conoscenza dell’inglese. Tra i clienti ci sono colossi internazionali «come McDonald’s e Sony» si lasciano scappare i due fondatori. Il rapporto con Sony è iniziato tre anni fa attraverso la sede svedese del gruppo, poi il dialogo è diventato di partnership con la casa madre giapponese. «Tutto è nato un po’ per caso durante un evento, erano interessati alla nostra idea della app of the day (app del giorno). (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 luglio.

Nella foto: i tre soci di MyAppFree. Da sinistra Massimo Caroli, Riccardo Fuzzi ed Alessandro Del Grano 

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony
Economia 3 Giugno 2019

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello

Un tempo l’area dove sorgeva lo stabilimento Castelli in via Olmatello era sinonimo di lavoro, successo e lusso. La Castelli, infatti, produceva e vendeva mobili da ufficio di fascia alta a clienti di tutto il mondo. Poi alla fine degli anni Novanta è iniziato il declino, con ripetuti passaggi di proprietà, culminati nella definitiva chiusura e abbandono di tutta l’area di via Olmatello, dove avevano sede gli uffici e uno degli stabilimenti produttivi. Area poi acquistata all’asta da un’azienda di Roma, successivamente fallita, e che al momento risulta essere di proprietà di un fondo comune di investimento facente capo a due commissari liquidatori nominati dalla Banca d’Italia.

L’area interessata è piuttosto vasta. L’ex stabilimento e gli uffici versano in stato di abbandono e anni fa sono stati anche sede di ben due rave party, che hanno causato non pochi problemi al locale comando dei carabinieri. E da tempo i cittadini residenti nelle vicinanze lamentano il fatto che l’intera area è divenuta una discarica a cielo aperto. L’Amministrazione comunale ha rivolto vari solleciti ai commissari liquidatori, ma senza che producessero sin qui effetti duraturi. Ora il giro di vite. A seguito di un sopralluogo, il corpo forestale dei carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione comunale una segnalazione con la quale si ravvisa l’abbandono di rifiuti pericolosi e non pericolosi presso l’area ex Castelli, proponendo un provvedimento amministrativo.

Grazie a questa segnalazione, la polizia municipale ha potuto intimare ai curatori fallimentari la rimozione e lo smaltimento di tutti i rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi e, soprattutto, ordinare di adottare tutti gli accorgimenti (cancellata, recinzioni, eccetera) idonei a preservare l’area da ulteriori abbandoni di rifiuti. Lavori che sono iniziati in questi giorni a cura della ditta Marchesi di Pianoro. «Come Amministrazione comunale – spiegano dal Comune – seguiremo da vicino tali lavori per assicurarci che vengano eseguiti con precisione al fine di tutelare e salvaguardare la sicurezza dei tanti cittadini residenti lungo la via Olmatello, che da anni segnalano abbandoni di rifiuti e accessi non controllati di persone». (r.cr.)

Nella foto la palazzina uffici messa in vendita dal fondo Diaphora1

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello
Economia 7 Aprile 2019

Il software “So-Fair' dell'azienda Sofos di Imola utilizzato dal Vinitaly che apre il 7 aprile a Verona

Il Vinitaly, la famosa fiera dedicata al vino, aprirà i battenti oggi, 7 aprile,  a Verona. Un’edizione 2019 che promette di superare i quasi 4.500 stand e le 128 mila presenze dell’anno scorso. Una macchina complessa che richiede tempi rapidi e massima sicurezza, dietro questa organizzazione c’è un pezzetto di made in Imola che si chiama So-Fair. Si tratta di un software realizzato da Sofos, software house nata nel 1986, che utilizza principalmente tecnologie Microsoft e Autodesk. Fornisce consulenza e sviluppo di software a medie e grandi aziende, private e pubbliche, e da oltre vent’anni realizza applicazioni modulari per l’industria fieristica ora riunite sotto il brand So-Fair.

«L’industria fieristica ha esigenze particolari, l’organizzazione richiede molto tempo, mentre l’allestimento deve avvenire rapidamente, l’evento si svolge tutto in pochi giorni e a seguire c’è il disallestimento anch’esso altrettanto veloce – racconta Ambra Bedetti responsabile del progetto So-Fair per Sofos -. Non ci possono essere ritardi. Tutto deve funzionare alla perfezione. Anche il software deve rispettare queste esigenze». La trasformazione digitale è un passaggio obbligato anche per il mondo delle fiere e So-Fair fornisce soluzioni che aiutano i vari attori coinvolti, organizzatori, espositori e allestitori. Le applicazioni software di So-Fair sono state adottate oltre che da Veronafiere anche da Bolognafiere, Italian Exhibition Group (che segue Fiera Rimini e Fiera di Vicenza), Riva del Garda Fiere e Congressi e da varie segreterie organizzative come Conference Service ed allestitori come GiPlanet. Inoltre vengono utilizzate nell’organizzazione di eventi nazionali ed internazionali, anche all’estero come il Miami Funer, Interior Mabel a Kiev, AquaTherm a Mosca, Kiev e Almaty.

So-Fair è utilizzabile anche per eventi espositivi di vario genere, a Imola, ad esempio, il Club romagnolo auto e moto d’epoca si affida ai suoi software per organizzare il Crame, la mostra scambio che ogni anno porta in autodromo per tre giorni migliaia e migliaia di visitatori e centinaia di espositori. «So-Fair è stato realizzato con l’obiettivo di fornire una piattaforma completa per la gestione di una manifestazione fieristica – spiega Bedetti -, questo non toglie che, se occorre, si possa connettere con i sistemi Erp e Crm in uso (ad esempio SalesForce)». Il Vinitaly ha adottato So-Fair oramai da nove anni, lo utilizza per gestire rapidamente e in tutta sicurezza le attività di «vendita» degli spazi e dei servizi fieristici alle migliaia di espositori. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Il software “So-Fair' dell'azienda Sofos di Imola utilizzato dal Vinitaly che apre il 7 aprile a Verona

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