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Cronaca 29 Maggio 2020

Coronavirus, al via oggi le telefonate ai 354 residenti del circondario imolese selezionati per lo studio nazionale tra la popolazione

Sono 354 i nominativi individuati nel circondario imolese, prevalentemente tra Imola, Dozza, Medicina e Castel San Pietro, per lo studio di sieroprevalenza nazionale voluto dal ministero della Salute in collaborazione con l’Istat. A livello nazionale le telefonate della Cri sono cominciate lunedì, nel nostro circondario invece oggi (in anticipo di qualche giorno rispetto alla tabella di marcia ipotizzata all”inizio della settimana). Il numero telefonico inizia con 06 5510.

La convenzione nazionale prevede che le telefonate per chiedere l’adesione (volontaria ma caldamente richiesta) vengano fatte dalla Croce rossa. Spetta alle singole Aziende usl, invece, organizzare gli esami: per il test occorre un normale prelievo di sangue e la Cri fornirà direttamente un appuntamento per il prelievo del sangue presso il Centro prelievi di Imola o di Castel San Pietro, in una data compresa tra il 5 ed il 10 giugno. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio, se il soggetto è fragile o vulnerabile. 

Come noto, il campione nazionale è un totale di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età, bimbi piccolissimi compresi.L’obiettivo è capire quante persone nel nostro Paese hanno sviluppato gli anticorpi dell’infezione da virus Sars-CoV-2 (nome tecnico del Covid-19). Passata la tempesta, è tempo di capire quanto è successo con dati certi.  

Al momento della telefonata verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico nazionale. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in isolamento domiciliare e tempestivamente contattato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell”Ausl di Imola per eseguire il tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità.

 “I cittadini sono invitati a rispondere senza timore se ricevono una chiamata da questo numero. Partecipare non è obbligatorio, ma conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi” scrivono dall”Azienda usl. (r.cr.)

Coronavirus, al via oggi le telefonate ai 354 residenti del circondario imolese selezionati per lo studio nazionale tra la popolazione
Cronaca 15 Gennaio 2019

Le trasformazioni della società europea: indagine Ipsos in corso a Castel San Pietro e in altri 170 comuni italiani

Come cambiano le condizioni di vita e le opinioni dei cittadini europei. E” il succo dell”indagine statistica che l”Ipsos sta conducendo a Castel San Pietro Terme, che fa parte di 170 comuni italiani coinvolti nell”iniziativa. L’Indagine Sociale Europea – European Social Survey-Ess interessa ogni due anni oltre 30 paesi europei, con lo scopo di ottenere informazioni affidabili sulle trasformazioni, sulle condizioni di vita, sulle opinioni dei cittadini europei.

L”indagine, che coinvolge un campione di persone, è partita nei giorni scorsi e viene svolta dagli intervistatori di Ipsos, riconoscibili dal tesserino identificativo con timbro e logo della società. Gli interessati, già informati tramite lettera dell”iniziativa in corso, ricevono la visita dei rilevatori e rispondono a domande contenute in un questionario predefinito. Se le persone selezionate non sono in casa al momento della visita, il rilevatore lascia un bigliettino da visita con l’indicazione di una data successiva. Le interviste i si concluderanno entro l’8 marzo 2019.

Dell”operazione in corso sono informate anche le Forze dell’Ordine, ma chi avesse dei dubbi sull’identità delle persone che si presentano o telefonano, è invitato a chiamare subito la Polizia Municipale al numero verde 800 887398 nelle ore di servizio, oppure i Carabinieri al 112 per sporgere denuncia o effettuare segnalazioni.

Tornando alle caratteristiche dell’indagine Ess, effettuata nell”osservanza dei più elevati standard di rigore scientifico al mondo nel campo delle scienze sociali, si sottolinea che in Italia è promossa dall’Inapp – Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, un ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dal punto di vista della sicurezza e della privacy, le informazioni raccolte sono tutelate dal segreto statistico e i dati personali sono garantiti secondo le normative nazionali.

Il Comune di Castel San Pietro ricorda infine che è ancora in corso l’«Indagine continua Forze di Lavoro e Indagine sulle spese, sui viaggi e sulle vacanze delle famiglie» condotta dall’Istat, mentre in autunno riprenderà il Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni. (r.cro)

Le trasformazioni della società europea: indagine Ipsos in corso a Castel San Pietro e in altri 170 comuni italiani
Cronaca 24 Dicembre 2018

A Natale 2018 in Emilia Romagna la spesa per il cibo cresce più di quella per i regali, in recupero i viaggi

Gli emiliano romagnoli in queste feste spenderanno il 2% in più per il cibo, mentre la spesa per i regali si fermerà ad un aumento dello 0,5% rispetto allo scorso anno. Bene i viaggi, +5%, ma si tratta di un recupero sul forte calo registrato nel 2017. Questi i numeri forniti dalla Coldiretti Emilia Romagna che basa le sue stime su elaborazioni dei dati Deloitte relativi ai consumi per le festività in corso. In valori assoluti, il primo posto nelle spese ce l”hanno comunque i regali con 433 milioni di euro, seguiti da cibo e bevande con 281 e dai viaggi con 239 milioni.

Andando nel dettaglio dei cibi scelti per il pranzo natalizio, nei consumi svettano le paste fresche tipiche di questa regione: tortellini, cappelletti, anolini, tagliatelle, lasagne. L”unica condizione è che sia fatta a mano, anche se ormai nel 70% dei casi si acquista nei negozi di pasta fresca o nei ristoranti che producono per conto terzi (questi ultimi più che raddoppiati negli ultimi 10 anni) e solo nel restante 30% i formati della tradizione sono confezionati in casa. Cotechino e zampone seguono in classifica la pasta nei menù natalizi regionali, accompagnati da altri prodotti Igp come i prosciutti di Parma e Modena, i salumi piacentini e il culatello di Zibello, impiegati soprattutto negli antipasti.

Passando ai dolci, ai primi posti i classici panettone e pandoro, che si alternano alle specialità locali come il Pampepato Igp di Ferrara, il Panone e il Certosino di Bologna, la Spongata a Parma e Reggio Emilia. E per il brindisi lo spumante italiano batte lo champagne francese.

Il pranzo natalizio, poi, per due abitanti della regione su tre si svolge in casa, con un forte ritorno alla tradizione e una preferenza per gli ingredienti freschi e genuini. «Il risultato – sottolinea Coldiretti regionale – è un vero boom degli acquisti nelle fattorie o nei mercatini degli agricoltori, dove faranno la spesa di Natale quasi un emiliano romagnolo su quattro. La presenza personale del produttore è la migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari. Inoltre, il produttore può offrire informazioni dirette sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati ed è anche la garanzia del legame con il territorio».

Coldiretti infine ricorda che in regione esistono oltre mille punti di vendita diretta di produttori agricoli. L”elenco è rintracciabile sul sito www.campagnamica.it.

A Natale 2018 in Emilia Romagna la spesa per il cibo cresce più di quella per i regali, in recupero i viaggi

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