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Cultura e Spettacoli 11 Maggio 2019

Restaurato il primo chiostro dell'ex convento dell'Osservanza di Imola

Il primo chiostro del complesso dell’Osservanza di Imola ha una nuova luce. Sono infatti terminati, e saranno inaugurati e presentati ufficialmente alla città oggi alle 19.45, i lavori di restauro che hanno interessato, appunto, il chiostro dell’ex convento, ora facente parte della parrocchia di San Cassiano. «Si è trattato di un intervento consistente, effettuato con l’obiettivo di dare l’impressione di aver cambiato poco, per non modificare la struttura originaria, ma che è andato a intervenire su situazioni molto deteriorate» spiega l’architetto Stefania Campomori, direttore dei lavori che, dal 2017, stanno interessando tutta la struttura e che hanno già visto realizzato un importante intervento di sistemazione del tetto e delle coperture.

«Tutti i lavori che in questi anni si stanno realizzando fanno parte di un rilevante recupero del complesso che contiamo di terminare nel 2020 – spiega Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza onlus – che comporterà un costo di 800mila euro. Le principali fonti di finanziamento sono la Cei che ha dato finora 290mila euro più altri 10mila per il recupero della cucina di comunità, la parrocchia stessa, il Comitato che organizza eventi per reperire donazioni e finora ha raccolto 90mila euro, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola».

E proprio la Fondazione Crimola ha sostenuto il restauro del chiostro, con un importo di 50mila euro. «Già in passato la Fondazione intervenne in questo complesso – conferma il presidente Fabio Bacchilega –: ad esempio, per il restauro delle lunette affrescate con il ciclo di San Francesco che si trovano nel chiostro. Ci sentiamo vicini a questo luogo, pertanto abbiamo deciso di sostenere anche questo restauro». Non solo: la Fondazione si è fatta carico economicamente dell’installazione dell’impianto di riscaldamento nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie, avvenuta nei mesi scorsi con un lavoro di recupero dei passaggi di un vecchio impianto che così non ha impattato sull’aspetto artistico e con l’installazione di due ventilconvettori rivestiti in legno, e sosterrà in futuro il restauro del gruppo scultoreo che si affaccia sul giardino Compianto sul Cristo morto, noto come I piagnoni.

«Quello effettuato nel chiostro è un restauro scientifico – continua l’architetto Campomori -: tutte le scelte sono state fatte in accordo con la Soprintendenza. Per quel che riguarda il rifacimento dell’intonaco, sono state temporaneamente tolte le lunette, che verranno rimesse a breve nella stessa posizione, ed è stato usato un intonaco a base di calce per risolvere i problemi dell’umidità di risalita. Per la scelta del colore, abbiamo effettuato molte indagini stratigrafiche e abbiamo deciso di riprendere la tonalità originaria. Durante i lavori, sono stati anche liberati i peducci delle foglie, che erano stati coperti da precedenti intonacature».

Altri due ambiti di intervento hanno riguardato il pavimento e l’illuminazione. «Il pavimento è stato pulito con prodotti appositi per far tornare il color rosso del cotto, e sono state sostituite le mattonelle rovinate – continua Stefania Campomori -. Per l’illuminazione, abbiamo seguito la richiesta della Soprintendenza di crearla tenue, diffusa, per dare un effetto di chiarore. Si è proceduto a eliminare gli esistenti cavi in vista e corpi illuminanti di tipo industriale e a realizzare un impianto sotto traccia che arriva ad illuminare dei faretti invisibili dall’esterno e posti su ognuna delle ventotto colonne del chiostro».

I lavori sul chiostro erano iniziati ad ottobre e fanno parte del secondo lotto di interventi nel complesso dell’Osservanza. Per il futuro, sono già previsti altri lavori, tra cui un intervento sul piano terra e sul primo piano del secondo chiostro per allestire in quell’area delle aule didattiche, lavori al piano terra e al primo piano del primo chiostro che riporteranno alla loro bellezza originaria anche gli spazi che costituivano l’antica biblioteca del convento con ripristino dell’antico soffitto a cassettoni e restauro di quanto resta delle pitture parietali, la ristrutturazione della cucina dell’ex convento e degli spazi attigui, la riqualificazione della Sala Gardi, che anticamente costituiva l’antico refettorio del convento. L’obiettivo è aprire il cantiere quest’estate per concludere i lavori nella primavera del 2020. (s.f.)

Il programma dell’inaugurazione del restauro del primo chiostro del complesso dell’Osservanza a Imola di sabato 11 maggio alle 19.45 prevede, in apertura, i saluti del parroco di San Cassiano all’Osservanza don Emilio Moretti, del vicario generale della Diocesi di Imola don Andrea Querzè e della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi. Poi ci saranno interventi a cura di Barbara Donati, artista e autrice di «Immagine del Santo. Iconografia francescana nel chiostro dell’Osservanza di Imola», di Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori del restauro del convento, di Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e di Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza. Ad accompagnare l’evento ci sarà l’animazione musicale del Coro interparrocchiale di Imola diretto da Giovanni Capelli.

Nella foto, di Isolapress, il restaurato chiostro dell”ex convento dell”Osservanza

Restaurato il primo chiostro dell'ex convento dell'Osservanza di Imola

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