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Cronaca 18 Febbraio 2019

Dovrebbero partire a marzo i lavori di asfaltatura sulle strade di Castel San Pietro Terme per complessivi 900.000 euro

Il primo cittadino di Castello, Fausto Tinti, nella veste di vicesindaco metropolitano ha presentato al Consiglio di palazzo Malvezzi, insieme al consigliere delegato e sindaco di Ozzano Emilia Luca Lelli, un ordine del giorno riguardante la sicurezza della strada provinciale 31, meglio nota come Stradelli Guelfi. «Abbiamo chiesto al sindaco metropolitano Virginio Merola di inserire nel piano triennale delle opere alcune soluzioni concrete per migliorare diversi punti critici della strada provinciale 31 che sono spesso luogo di incidenti anche gravi – spiega Tinti -. Si tratta di incroci a raso che potrebbero essere trasformati in rotonde, come quello con la strada provinciale 48 (che dall’ultima uscita della complanare sud porta sugli Stradelli, Ndr), oppure l’incrocio con via San Giovanni, che serve la zona produttiva di Osteria Grande, o ancora l’intersezione a tre vie per l’acceso alla frazione di Poggio Grande e all’area produttiva Ca’ Bianca. Gli Stradelli Guelfi – aggiunge Tinti – sono un’arteria fondamentale per il territorio orientale metropolitano, ma sono sovraccarichi di traffico, in attesa dell’ampliamento a quattro corsie dell’autostrada A14 da cui dipende una serie di opere di adduzione migliorative dei collegamenti stradali (le risorse destinate all’intervento, il cui progetto esecutivo è pronto da tempo, però non sono ancora sta-te sbloccate dal Governo, Ndr)».

Sindaco Tinti, la sicurezza degli incroci è primaria, ma le rotonde non sono l’unico svolgimento del tema: banalmente c’è anche la manutenzione delle strade comunali…
«Certamente. E a tale proposito a Castel San Pietro abbiamo in programma un consistente elenco di asfaltature per oltre 900 mila euro complessivi: circa 700 mila finanziati dall’Amministrazione e 230 mila di proventi dalla convenzione con l’azienda Bio-on. Si tratta di interventi che avrebbero già dovuto iniziare, ma confidiamo che ad inizio marzo, con l’arrivo della buona stagione, partano i cantieri di Area Blu (l’affidamento è avvenuto all’interno dell’accordo quadro a seguito di bando complessivo per i comuni di Imola, Medicina e Castello e della Città metropolitana valido per tutto il 2019, Ndr)».

Scorrendo l’elenco, mancano strade che i cittadini segnalano come fortemente degradate e perfino pericolose: ad esempio, per citarne alcune, l’ingresso di via Oriani dalla via Emilia; via Corlo, che è stata risistemata a tratti ma risulta ancora molto sconnessa; il tratto di via San Carlo che porta al parcheggio nord della stazione dei treni; il tratto di via Emilia sul semaforo con via Riniera…
«Alcuni interventi non rientrano nel programma perché non sono fra le strade più brutte. Comunque me li annoto e vedremo il da farsi con i prossimi fondi a disposizione». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 febbraio

Dovrebbero partire a marzo i lavori di asfaltatura sulle strade di Castel San Pietro Terme per complessivi 900.000 euro
Cronaca 5 Febbraio 2019

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico

Un domani il centro storico della frazione di Varignana, sulle colline castellane, sarà completamente rinnovato: un nuovo parcheggio vicino al cimitero, piazza libera dagli attuali posti auto e attrezzata con arredi urbani, un centro civico polifunzionale nell’ex oratorio di San Giuseppe che affaccia proprio sulla piazza, la vecchia scuola ristrutturata come alloggi uso foresteria per clienti e dipendenti di Crif Spa (che da anni investe nella Varignana Valley con uffici e il resort Palazzo di Varignana).

A suo tempo l’Amministrazione pensava di ristrutturare il vecchio edificio scolastico per ricavarne un centro civico, poi l’accordo con Crif e Palazzo di Varignana ha spostato l’attenzione sul recupero dell’ex oratorio. «Il vantaggio – motiva il sindaco Fausto Tinti – è che la capacità edificatoria aggiuntiva prevista per il lotto ex scuola-via Alfieri è stata spostata in un’altra area all’interno del perimetro della proprietà di Palazzo di Varignana, in questo modo non si aumenterà la densità di edifici nel centro storico della frazione».

I vari pezzi del «puzzle Varignana» sono però interconnessi e se tutto non va liscio come l’olio la complessiva e corposa riqualificazione potrebbe complicarsi. Se non altro come tempi. Il destino della piazza dipende dal nuovo parcheggio, ma il contratto con la ditta assegnataria è appena stato rescisso per gravi inadempimenti. L’ex oratorio di San Giuseppe è stato acquistato dal Comune in ottobre, ma prevedibilmente sarà ristrutturato non prima del prossimo anno.

L’Amministrazione ha utilizzato per il progetto del nuovo centro civico 500 mila euro derivanti ancora dal primo accordo urbanistico con le società Palazzo di Varignana e Crif, quello che ha portato qualche anno fa alla realizzazione del grande complesso alberghiero. Si tratta della quota destinata ad «un’opera di interesse pubblico per la frazione castellana, nel dettaglio solo 150 mila euro sono serviti per acquistare l’edificio, di proprietà dell’associazione Fraternità cristiana opera di padre Marella città dei ragazzi, mentre gli altri 350 mila per la ristrutturazione e riqualificazione per trasformarlo nel centro civico. Il progetto prevede che nell’ex oratorio trovino posto gli ambulatori dei medici di base, che la Consulta locale chiede da tempo, nonché il seggio elettorale, poi le associazioni, lo spazio per mostre o esposizioni temporanee e, secondo le idee dell’Amministrazione, anche per ricordare la storia della Linea Gotica e pure padre Marella, che in passato reggeva l’asilo e un ricovero per bambine e ragazze sole che aveva sede proprio nell’ex canonica di Varignana (l’associazione possedeva l’immobile fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso).

Prima di arrivare a ciò occorrerà, come detto, mettere mano all’edificio con un consolidamento strutturale per il miglioramento sismico, rifacimento impianti, rifacimento finiture e serramenti interni ed esterni. Le tempistiche sono però incerte. Già il percorso che ha portato a formalizzare l’acquisto è stato travagliato: l’approvazione in Consiglio comunale risale al 2017 ma prima si è dovuto attendere il cambio di presidente dell’associazione Fraternità cristiana, poi il diritto di prelazione da parte del ministero dei Beni culturali.

L’intenzione della Giunta Tinti era progettare la ristrutturazione quest’anno (al momento c’è un documento di fattibilità redatto dall’ufficio tecnico comunale a dicembre) ed eseguire il lavoro nel 2020, tanto che l’opera è stata inserita nel piano triennale l’anno scorso. Occorrerà fare i conti con alcune complicazioni, prima fra tutte i tempi della Soprintendenza, dal momento che lo stabile è vincolato dal punto di vista architettonico. Poi, come già per altri progetti, si vorrebbe presentare prima pubblicamente alla Consulta cittadina il progetto, confrontandolo poi con le richieste e i suggerimenti dei residenti. Senza dimenticare che in primavera ci sono le elezioni amministrative. La vendita delle ex scuole, però, formalizzata a dicembre, potrebbe far diventare pressante trovare una collocazione per le attività che fino ad oggi vi si trovavano. (mi.mo.)

Nella foto la piazza di Varignana oggi occupata dal parcheggio

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico
Cronaca 1 Febbraio 2019

Efficienza energetica, più spazio e attrezzature per la ginnastica nel nuovo PalaMartelli inaugurato a Medicina

La nuova struttura per la ginnastica di via Flosa a Medicina è stata inaugurata ufficialmente sabato 26. Intitolata ad Erica Martelli, ginnasta e allenatrice medicinese prematuramente scomparsa anni fa, di fatto è operativa oramai da mesi ed ha sostituito il vecchio pallone pressostatico dell’associazione sportiva Ginnastica Medicina.

Si compone di un telaio di travi e pilastri in legno completato da pannelli prefabbricati di lamiere esterne in acciaio verniciato con interposto uno strato coibente di poliuretano. All’interno mantiene la presenza di specifiche strutture, come la «buca» per la zona parallele e il muro per il sostegno delle attrezzature verticali, ma migliora notevolmente lo spazio dedicato al corpo libero e al volteggio grazie al riposizionamento del tappeto, senza dimenticare i corridoi per le uscite di emergenza. In questo modo la palestra può ospitare meeting e gare provinciali e regionali.

Il costo complessivo è stato di circa 320 mila euro, sostenuto attraverso la convenzione tra il Comune e il gestore del servizio energia degli immobili comunali, Geetit. I calcoli dicono che l’investimento sarà recuperato attraverso il risparmio energetico generato grazie anche a pannelli fotovoltaici, pompe di calore e led a basso consumo per l’illuminazione. «Questo nuovo impianto sportivo garantisce sicurezza ed efficienza energetica – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Montanari -. Con gli stessi soldi che avremmo speso per il riscaldamento di un impianto poco efficiente oggi abbiamo realizzato una nuova struttura».

Nella foto il taglio del nastro ufficiale con il sindaco Onelio Rambaldi, affiancato dal fratello di Erica Martelli, Dario

Efficienza energetica, più spazio e attrezzature per la ginnastica nel nuovo PalaMartelli inaugurato a Medicina
Cronaca 30 Gennaio 2019

Lavori in vista a Castello per il Cassero e la facciata dell'ex Pretura grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Conservare è meglio che curare. Questa la motivazione che ha spinto la Giunta del sindaco Fausto Tinti a cercare (e trovare) uno sponsor per il restauro conservativo di due beni culturali della città: il Cassero, simbolo castellano, e l’edificio ex pretura che affaccia su piazza XX Settembre (è il palazzo dove hanno sede, fra le altre realtà, l’Osservatorio nazionale del miele e la saletta espositiva con accesso da via Matteotti 79).

A rispondere alla chiamata castellana, che dal 2015 è anche pubblicata fra gli interventi raccolti nel sito dell’Art bonus del governo per la ricerca e la raccolta di erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola con una donazione di 65 mila euro. Complessivamente, per il restauro conservativo dei due beni, nel dettaglio del voltone del Cassero e della facciata dell’ex pretura, l’Amministrazione castellana spenderà 85 mila euro, 20 in più di quanto arrivato dalla Fondazione (la cifra comunque era già stata accantonata da parte della Giunta attraverso oneri e monetizzazioni).

A scandire l’iter sono i documenti pubblicati sull’albo pretorio castellano. Le progettazioni per il risanamento e restauro conservativo dei due progetti sono già state redatte dalla società specializzata Gerso di Ravenna. «In entrambi i casi si tratta di intervenire nel rispetto delle superfici e delle successioni stratigrafiche storiche – spiega l’architetto Caterina Papa, che si è occupata della progettazione degli interventi -. Entrambe le ipotesi di intervento sono poi state sottoposte al giudizio finale della Soprintendenza per i beni architettonici e culturali, essendo gli edifici di carattere storico. Per quanto riguarda il Cassero si interverrà nella messa in sicurezza del soffitto del voltone carrabile (che sovrasta via Matteotti) e delle merlature, al fine di prevenire crolli dovuti all’usura del tempo. L’intervento sulla fac-ciata dell’edificio della ex pretura, invece, prevede l’eliminazione di alcune macchie di umidità e infiltrazioni di acqua piovana e la rimozione di piante infestanti cresciute sui muri».

I due interventi sono previsti nel bilancio delle opere 2018-2020, ovvero vedranno la luce quest’anno o al massimo il prossimo. Una volta che saranno pervenute tutte le autorizzazioni da parte della Soprintendenza l’Amministrazione potrà procedere con l’affidamento delle opere. (mi.mo.)

Nella foto il palazzo dell”ex Pretura di Castel San Pietro Terme

Lavori in vista a Castello per il Cassero e la facciata dell'ex Pretura grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Cronaca 27 Gennaio 2019

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio

«Oggi, insieme al Sig. Poletti proprietario dell’immobile ex Macello, alla squadra di Giunta ed al nostro ufficio tecnico comunale, abbiamo avviato l’operatività progettuale che porterà in tempi brevi ad una completa riqualificazione di un’area cittadina che rappresenta un patrimonio architettonico protetto dalla Soprintendenza». Così lo scorso 17 gennaio dalla propria pagina Facebook la sindaca Manuela Sangiorgi preannunciava novità riguardanti la struttura ormai fatiscente all’angolo tra via Selice e viale De Amicis, da decenni in attesa di ristrutturazione. E, a corredo, ha postato la foto in cui lei e Poletti esaminano un progetto dispiegato sul tavolo. Segue una serie di commenti entusiastici.

Non più tardi di un paio di mesi fa, un nostro lettore ci ha scritto chiedendo se esisteva un progetto di risanamento e riutilizzo dell’ex macello. Sul numero dell’8 novembre scorso, l’assessorato all’Urbanistica rispose spiegando che solo il proprietario può intervenire, tenendo conto delle condizioni poste dal Comune stesso e dalla Soprintendenza, ma senza fare menzione dell’esistenza o meno di un effettivo progetto. Come la lettera del nostro lettore testimonia, c’è attesa, interesse e curiosità a Imola per il destino di questa antica costruzione, non a caso vincolata dalla Soprintendenza come bene storico-artistico.

Come più volte scritto, sorge infatti là dove nella seconda metà del Settecento c’era il Teatro dei cavalieri associati, progettato da Cosimo Morelli. Inaugurato nel 1782, fu distrutto da un incendio nel 1797 e utilizzato in seguito come scuderia. Il Comune acquistò l’edificio nel 1864, lo ampliò e adattò all’uso di macello pubblico e pelatoio, considerata la vicinanza con il foro boario. La struttura riaprì nel 1867 e fino al 1978 rimase macello cittadino. Nel 2011 è stato tra i primi immobili del patrimonio pubblico a essere alienati all’asta da Sicim, la Società immobiliare del Comune. Ad aggiudicarselo è stata la famiglia Poletti, titolare dell’omonima cantina vinicola imolese. Ora che i lavori sembrano imminenti, come affermato dalla sindaca, abbiamo cercato di saperne di più dai diretti interessati, anche noi curiosi di sapere cosa ne sarà dell’ex macello.

Interpellata in merito, però, la proprietà fornisce una versione diversa. «Al momento non abbiamo informazioni concrete da dare – ci spiega Elena Poletti, senza precisare quando effettivamente inizieranno i lavori -. La Soprintendenza ha dato il via libera al progetto generale, ma ora siamo noi che stiamo attendendo risposte dall’ufficio tecnico comunale». Nessun dettaglio nemmeno sulle idee per la futura destinazione degli spazi, che in teoria potrebbero ospitare residenze, uffici, esercizi commerciali. E conclude: «Noi ci stiamo interessando da sempre all’immobile. Quello che ci ferma è la burocrazia». (lo.mi.)

La foto postata dalla sindaca il 17 gennaio scorso sulla propria pagina Facebook

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio
Cronaca 26 Gennaio 2019

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme

Il nuovo tratto di pista ciclopedonale che congiunge la frazione di Toscanella con il comune di Castel San Pietro è «praticamente concluso», conferma il sindaco dozzese Luca Albertazzi. Si tratta di un’opera strategica, in prospettiva, per raggiungere in sicurezza Bologna dall’imolese, un lavoro reso possibile dal finanziamento ottenuto a suo tempo dall’Amministrazione comunale all’interno del Bando per le periferie dell’allora Governo Gentiloni.

L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le dette risorse statali e 52 mila dal Comune. «Mancano le ultime finiture e alcuni dettagli, ma si può ritenere la pista ciclopedonale finita – continua il sindaco -. L’apertura avverrà a breve, mentre l’inaugurazione si terrà in primavera; pensiamo ad un taglio del nastro con passeggiata in bici, come già avvenuto per il tratto verso Imola, che fu molto partecipata. Nella stessa giornata inaugureremo anche il nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la via Emilia, anche questo concluso e già utilizzato».

Si tratta, in questo caso, della ciclabile che unisce la statale e piazza Giovanni XXIII, molto frequentata per la presenza del supermercato Lem. Il tratto, interamente finanziato anch’esso col Bando per le periferie con 210 mila euro, è stato realizzato dalla Ingcos Srl di San Maurizio Canavese.

«La ciclabile tra Toscanella ed Imola è apprezzata e frequentata,confidiamo in un analogo successo per il nuovo tratto, anche se bisognerà attendere la realizzazione del collegamento con Castel San Pietro» conclude Albertazzi. Anche il Comune castellano è rientrato nei finanziamenti e dovrebbe realizzare l’opera entro il 2019.

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni (San Lazzaro, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Dozza e Mordano) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente,abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Ozzano e Dozza sono a buon punto, Castello ha uno dei tratti più corposi, per l’appunto quello dal confine con Dozza fino al ponte sul Sillaro.(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme
Cronaca 24 Gennaio 2019

Vicenda ConAmi, bloccati 25 milioni per fogne e acquedotti. E la busta del Museo Autodromo è ancora chiusa

I colpi di scena politici non hanno portato altrettanta vivacità sul fronte dell’operatività del ConAmi, dove continuano ad attendere una decisione 52 milioni di investimenti, almeno secondo il piano triennale approvato a suo tempo e tuttora vigente. Ogni fine anno il piano viene rivisto dal Cda e validato dall’assemblea per priorità e stanziamenti, ma questa volta nulla è stato fatto quindi direttore e struttura non vanno oltre l’ordinaria amministrazione.

Tanto per capirci, la busta arrivata con l’offerta per la gestione del Museo Checco Costa dell’autodromo, per il quale sono già stati spesi oltre 70 mila euro per i video dedicati a Senna per l’evento dell’1 maggio, è ancora sigillata in attesa che un Cda o l’assemblea nomini una commissione in grado di valutarla. Venerdì 18 è stato pubblicato il bando per realizzare il nuovo centro medico, sempre dell’autodromo, ma occorrerà poi sempre una commissione per assegnare i lavori. E si tratta di piccolezze, chieste da Imola nei mesi scorsi e accolte dall’assemblea dei soci, cioè dai sindaci, nonostante l’impasse politico.

Bloccato invece tutto il resto, interventi che riguardano i cittadini dei 23 comuni dal momento che fanno capo al Consorzio Ami le reti pubbliche di acqua, gas ed elettricità. Per prima cosa interventi da 8 milioni su acquedotti e impianti di depurazione che interessano Imola, Medicina, Conselice, Massa Lombarda, Brisighella, Riolo Terme; un pacchetto in cui rientra un depuratore e la fogna per Sant’Antonio a Medicina, nonché potenziamenti e nuove estensioni per Imola. Un progetto da 12 milioni per il potenziamento del potabilizzatore di Bubano e nuove condotte per portare l’acqua ai rubinetti delle case di Castel Bolognese, Solarolo e Riolo Terme e nel passaggio alle frazioni di Imola come Chiusura, per ridurre gli emungimenti da falda. Poi c’è l’implementazione dell’acquedotto industriale imolese verso la Bassa romagna, un progetto da 4 milioni e mezzo per proseguire nella logica di non sprecare acqua potabile per usi industriali utilizzando sempre le ex cave di Bubano per lo stoccaggio, l’idea è collegarsi con le aziende che ne hanno fatto richiesta verso il ravennate, oltre Mordano e Massa che sono già allacciati, tra l’altro serve per limitare gli emungimenti dove la subsidenza è un grosso problema. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante l”assemblea dei soci semi-deserta nella quale ha nominato in solitaria il Cda di ConAmi

Vicenda ConAmi, bloccati 25 milioni per fogne e acquedotti. E la busta del Museo Autodromo è ancora chiusa
Cronaca 11 Gennaio 2019

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»

Lo stallo di Autostrade Spa col Governo e la revisione del passante di Bologna stanno facendo preoccupare tutti coloro che contavano sui fondi dell’accordo per la quarta corsia dell’A14 per la realizzazione di opere attese da tempo. Uno di questi è il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante, che a Imola ha raccolto negli anni circa 2.000 firme a sostegno dell’opera, ovvero un tratto di 800 metri che dal Toys Store arriva fino a via Gratusa.

La precedente Amministrazione Manca l’aveva inserito nel Piano degli investimenti insieme alla nuova rotatoria tra la via Emilia e via Zello per un totale di 2,1 milioni di euro. La Giunta Sangiorgi, nell’ultima modifica del Piano fatta a novembre, ha confermato la rotonda per il 2019, ma lo stop a Roma non rassicura il Comitato, che ora chiede garanzie al Comune in nome della sicurezza e della mobilità sostenibile.

Il 3 ottobre erano stati ricevuti dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, al quale avevano ripresentato le firme raccolte. «L’assessore è stato molto disponibile – sottolinea una dei portavoce del Comitato, Mara Carmonini, che abita proprio nella zona interessata -. In nostra presenza ha chiamato al telefono i tecnici di Area Blu per chiedere ragguagli sul progetto ed eventuali difficoltà». Su quel tratto, ad esempio, esiste un problema di competenza, perché oltre il cartello Imola (proprio all’altezza del Toys) la strada diventa statale e la responsabilità dell’Anas, la cui autorizzazione è necessaria per qualunque tipo di intervento. «Ci risulta che il Comune avesse già presentato, a suo tempo, la domanda per svolgere i lavori» dice Carmonini. Addirittura c’era in ballo un’ipotesi di passaggio di competenza di tutto quel tratto di statale al Comune, con i relativi oneri di manutenzione e lo spostamento del cartello Imola all’altezza di via Gratusa. Ma questo era legato all’intero progetto, rotatoria compresa.

In attesa che si definisca il destino di quarta corsia e relative opere connesse, il Comitato vorrebbe sapere dal Comune che intenzioni ha sulla ciclabile, per loro prioritaria. «Abbiamo avuto assicurazione che saremmo stati ricontattati – dettaglia Carmonini -, ma non ci ha richiamato nessuno. Ho telefonato invece io, più volte, alla segreteria di Minorchio che mi ha ribadito che la ciclabile, insieme alla rotatoria all’incrocio tra via Emilia e via Zello, è legata i lavori della quarta corsia dell’autostrada».

Ma è proprio questo che preoccupa e ha convinto il Comitato a prendere nuovamente carta e penna. Soprattutto in considerazione del fatto che, sempre nel Piano degli investimenti, il Comune ha inserito e finanziato la realizzazione di altre piste ciclabili, ad esempio su viale della Resistenza. «In quella zona ci sono alternative per ciclisti e pedoni, ma in via Emilia levante no – ragiona Mauro Becca, altro portavoce del Comitato -. Eppure per l’intervento su via della Resistenza sono stati trovati quasi 300.000 euro. Io lavoro a Forlì, in quelle zone la via Emilia è stata tutta ciclabilizzata. Piuttosto che costruire ciclabili poco utilizzate, come sulla via Selice, meglio farle dove sono davvero necessarie. Noi sono quindici anni che aspettiamo, prima non c’erano i soldi, poi si sono trovati, ora è tutto sospeso, eppure l’assessore Minorchio ci aveva detto che si sarebbe fatta quando gli abbiamo presentato le firme e il progetto».

«Mi sono rivolta anche alla Sangiorgi presentandomi durante l’orario di SindacAscolta – aggiunge Carmonini -. Dopo tre ore sono stata ricevuta dalla sindaca, che conosco bene dai tempi in cui lavorava per la Uil. Quel giorno ero abbastanza arrabbiata. La sindaca mi ha risposto come Minorchio, tra l’altro l’ha chiamato al telefono proprio davanti a me».

Nonostante la disponibilità manifestata, i dubbi e i timori permangono, dato che quegli 800 metri di ciclabile continuano ad essere vincolati a decisioni di altri, Autostrade Spa e del Governo. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto i portavoce del Comitato: Matteo Masi, Mara Carmonini e Mauro Becca

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»
Cronaca 28 Dicembre 2018

Partono gli espropri per il parco di Pontesanto, più vicina l'apertura del sottopasso di via della Cooperazione

Nei giorni scorsi sono stati depositati progetto definitivo e aree da espropriare, con relative indennità, del parco Pontesanto, ovvero l’area verde attrezzata tra le vie Mazzanti, della Cooperazione e Farolfi, prevista nell’accordo per la costruzione della nuova centrale di cogenerazione di Hera, utilizzando il terreno noto come «terra dei cachi», dall’impianto frutticolo che la caratterizza tuttora. Un’opera che porterà in dote anche un parcheggio su via Farolfi, un tratto di pista ciclabile in prossimità della rotatoria tra le vie Mazzanti e Di Vittorio e il relativo completamento del famoso sottopasso di via della Cooperazione (esiste già lo scatolare in cemento armato ma va reso utilizzabile).

L’obiettivo è collegare in sicurezza la frazione, e il contiguo quartiere Zolino, con la zona commerciale artigianale su via I Maggio e con le altre ciclabili verso l’Ortignola e il centro, e nel contempo trattenere parte degli inquinanti emessi dalle sorgenti limitrofe presenti, a partire dal trafficatissimo asse attrezzato (bretella). L’esproprio è il completamento della procedura avviata oltre un anno fa dalla precedente Giunta Manca con l’inserimento dell’opera come pubblica utilità nel Piano operativo comunale (Poc). Opera considerata prioritaria, soprattutto il sottopassaggio, anche dalla sindaca Sangiorgi sin dalla campagna elettorale.

Come detto, sotto via della Cooperazione il tunnel esiste già, occorre riaprirlo e fare le rampe d’accesso sia dal lato del campo dei cachi che dall’altra parte della strada. In tutto sono interessati 10.281 metri quadrati di terreno, un ettaro o poco più, ripartiti tra sette proprietari privati per i quali è stata stanziata una cifra complessiva di indennizzo di circa 380 mila euro da ripartire in base alle particelle catastali; i fondi verranno dal Comune. L’accordo, infatti, prevede che Hera sistemi l’area che appartiene, però, a privati, e doveva essere messa a disposizione dal Comune.

L’iter ora prevede che i proprietari possano accettare oppure presentare osservazioni sugli indennizzi (c’è tempo 20 giorni dopo la scadenza del termine di deposito degli atti presso il servizio Pianificazione il 7 gennaio). Claudio Cané, titolare dell’omonima azienda imolese di Autoservizi e autonoleggio, possiede, insieme alla sorella Bruna, l’area maggiore, il famoso campo con i cachi, e dice: «In linea di massima non intendiamo opporci ma speriamo sia la volta buona e facciano il sottopasso che serve alle persone che abitano lì – aggiunge -. Inizialmente le condizioni erano diverse, ma ora l’importante è che si concluda. Quella zona faceva parte di un podere che era della famiglia (un altro dei privati interessati è il cugino Luigi Grandi, ndr), i cachi li piantò un mio zio, li lasciammo perché sembrava che tutto dovesse finire in fretta, invece sono dieci anni che aspetto. Nel frattempo i cachi sono diventati un po’ di tutti quelli che li raccolgono…». (l.a.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto la visione dall”alto dell”area interessata

Partono gli espropri per il parco di Pontesanto, più vicina l'apertura del sottopasso di via della Cooperazione
Cronaca 26 Dicembre 2018

Una neonatologia più bella e più attrezzata per l'ospedale di Imola grazie al contributo di App&Down e ILab

Una neonatologia nuova, più allegra e attrezzata, grazie al contributo delle associazioni App&Down e ILab-Laboratorio imolese. L’inaugurazione avvenuta nei giorni scorsi, in perfetto clima festivo con la presenza di Babbo Natale, è stata l’occasione per vedere realizzato il progetto di riammodernamento del settore neonatale del reparto di Pediatria dell’Ausl di Imola, lo spazio in cui vengono ricoverati i neonati che dopo la nascita hanno bisogno di qualche cura e le loro mamme.

«Rallegriamo i nostri neonati!» è il titolo del progetto, illustrato dalla dottoressa Sandra Brusa, direttore della Pediatria, che a fine anno lascerà l’incarico per pensionamento. «Quando App&Down ci ha contattato per chiederci a quale progetto per il nostro reparto avrebbero potuto contribuire, abbiamo pensato subito che avremmo finalmente potuto “rallegrare i nostri neonati” – ha spiegato la Brusa – Il nostro settore neonatale infatti, a differenza del resto del reparto che è da anni molto bello e colorato, aveva un aspetto tipicamente ospedaliero e noi tutti ritenevamo importante renderlo più allegro e luminoso, visto che accoglie neonati e neo-mamme che devono ritardare il loro ritorno a casa per risolvere un problema di salute, frangenti in cui l’aspetto psicologico è molto importante».

I fondi per l’intervento App&Down li ha raccolti durante la festa estiva «La Centrale 2018», di cui è organizzatrice. I volontari dell’associazione poi si sono impegnati in prima persona a supporto di Pietro Grandi «Piotr» e ad Andrea Pelliconi «Fungo» (che oltre 10 anni fa ha decorato il resto del reparto di Pediatria), vale a dire gli artisti ai quali è stato affidato il compito di decorare la neonatologia. Alla donazione in natura di App&Down, del valore complessivo di circa 5.000 euro, si è poi unita quella dell’Associazione ILab-Laboratorio Imolese che ha permesso di completare il progetto acquistando 3 fasciatoi professionali del valore di oltre 4.400 euro, che l’associazione di imprenditori imolesi ha raccolto durante il torneo tenutosi tra giugno e luglio scorso, per il terzo anno consecutivo, al Centro Sportivo Bacchilega. L’Azienda Usl ha a sua volta investito circa 12 mila euro per la ristrutturazione dei locali e degli impianti. I lavori si sono svolti nell’ottobre scorso.

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre alla dottoressa Brusa, l’assessora al Welfare del Comune di Imola Ina Dhimgjini, il direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi, i rappresentanti delle associazioni donatrici. Erano inoltre presenti il professor Giacomo Faldella, direttore della neonatologia del Sant’Orsola, centro regionale di III livello per l”assistenza al neonato e il professor Marcello Lanari, direttore della Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Bologna, che fino a tre anni fa era primario della Pediatria di Imola.

Nella foto un momento dell”inaugurazione avvenuta la scorsa settimana

Una neonatologia più bella e più attrezzata per l'ospedale di Imola grazie al contributo di App&Down e ILab

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